giovedì 7 aprile 2016

Una Lista civica italiana per attuare la Costituzione

E se, al di là dei partiti, in questi anni ci si fosse trovati davanti un vero soggetto politico civico, pronto ad agire su tutto il territorio nazionale, tenendo insieme le specificità di ogni territorio? Non era uno scenario fantapolitico, visto che qualcuno i passi per arrivare all'obiettivo aveva iniziato a muoverli già nel 2012. Risale al 28 gennaio di quell'anno, infatti, il primo stadio del progetto "Per una lista civica nazionale", che dall'aprile 2013 ha preso il nome di Lista civica italiana, con tanto di statuto e di simbolo propri.
"Essere civici - si legge nella Carta d'intenti approvata a Bologna appunto nel 2012 - per noi significa impegnarsi per ricostruire il senso di cittadinanza attraverso un processo culturale che punti a ricreare persone consce dei loro diritti e doveri e fiduciose nelle potenzialità positive date dal vivere in uno Stato dotato di principi costituzionali e di regole democratiche. Ognuno di noi proviene da esperienze diverse e ha le proprie idee politiche che mette al servizio del bene comune accettando con senso pratico e democratico le decisioni della maggioranza attiva e partecipe dei cittadini. Questo già facciamo nei nostri Comuni, questo vogliamo fare in Italia". E lo si vorrebbe fare, si badi bene, senza collaborare in alcun modo con le forze politiche che vanno per la maggiore e che sarebbero in qualche modo compromesse con il sistema che si vuole cambiare: per questo è stato sancito a chiare lettere dall'inizio l'impegno "a non stringere nessuna alleanza elettorale con i partiti tradizionali".
La Lista civica italiana si è posta l'obiettivo di promuovere "l'attuazione dei principi fondanti della Costituzione" e ha iniziato a lavorare su questo in modo più strutturato dal 2013, anno in cui è nato lo statuto di quella che si definisce una "aggregazione di liste civiche locali, movimenti, reti, associazioni di cittadini e singoli individui". Detto statuto prevede la possibilità per minoranze qualificate di presentare proposte da discutere a livello nazionale, di mettere in discussione ed eventualmente di invalidare con un referendum interno le decisioni "prese da qualsiasi livello organizzativo", nonché di revocare con lo stesso strumento il mandato a chi ricopre cariche interne, il tutto promuovendo "un utilizzo esteso della rete tra i suoi aderenti", utilizzando il più possibile votazioni online certificate. Sempre nello statuto si sancisce che "a qualsiasi livello, nazionale, regionale e locale, si indicono le primarie per designare candidati a cariche pubbliche elettive", con la pubblicità dei curricula degli aspiranti e la previsione di discussioni e procedure "pubbliche e trasparenti".
Il simbolo, che nel 2012 l'associazione ha tentato di registrare come marchio - ma la domanda è stata respinta; non è dato sapere perché, ma potrebbe c'entrare qualcosa la forma rotonda del marchio e la natura chiaramente politico-elettorale dell'emblema, elementi non graditi al Ministero dell'interno in sede di registrazione di segni distintivi - è così descritto nella scheda del database dell'Uibm: "un'impronta circolare all'interno della quale sono riprodotte delle figure stilizzate di persone e sotto la dicitura 'lista civica italiana'"; nell'immagine di cui si chiedeva la registrazione era presente anche la scritta "Cittadini protagonisti", posizionata al di sotto del cerchio, ma destinata ovviamente a non finire sulla scheda elettorale. 
Se però il simbolo esiste dal 2012, dal 2014 il sito non riporta pressoché notizie nuove. Discorso diverso, invece, per la pagina Facebook, che dà conto di frequente di iniziative e proposte del gruppo che si riconosce nella Lista civica italiana, dimostrazione che l'attività non si è fermata. Non è dato sapere se, in un futuro più o meno prossimo, il simbolo di Lci farà la sua comparsa ufficiale sulle schede e sui manifesti elettorali: sarà il segno che il progetto avrà fatto realmente dei passi avanti.

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