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domenica 12 giugno 2016

E se il futuro di Ncd partisse da Rimini?

Nelle settimane che hanno preceduto le elezioni, il caso di Rimini aveva fatto notizia essenzialmente per la mancata presentazione di liste da parte del MoVimento 5 Stelle, dopo che lo staff aveva negato la certificazione a ciascuno dei due gruppi che chiedevano di poter rappresentare il M5S sulla scheda. Dopo gli esiti del voto, invece, c'è almeno un altro elemento che merita attenzione, assieme alla vittoria al primo turno del sindaco uscente Andrea Gnassi (esito nient'affatto scontato visto l'andazzo generale dei candidati di centrosinistra, pur nell'assenza di avversari di peso). 
Sotto i riflettori, in particolare, c'è il risultato ottenuto dalla lista Patto civico con Gnassi, parte della coalizione a sostegno del primo cittadino che cercava la riconferma e nata grazie all'impegno di Sergio Pizzolante, deputato di Area popolare - Nuovo centrodestra. La lista in questione, in particolare, era ricca di professionisti, imprenditori e titolari di stabilimenti balneari - una categoria evidentemente importante a Rimini - e puntava certamente a settori della società (il "ceto medio produttivo") che difficilmente voterebbero a sinistra. In grafica, tuttavia, non c'era nessun simbolo che facesse collocare la formazione nel centrodestra (al di là del fondo blu, che però è un po' poco come indizio): unici elementi ben visibili, il cognome del candidato sindaco - davvero enorme - e una stilizzazione del Ponte di Tiberio, uno degli emblemi per eccellenza di Rimini, più ancora che un monumento.
Presentando la lista, Pizzolante l'aveva qualificata come "un importante progetto politico che unisce la città e le persone", con l'auspicio che potesse continuare dopo le elezioni, prendendo a modello quella parte di centrodestra che non guarda a Salvini e Meloni o si batte col M5S, ma ritiene strategica una collaborazione con il Pd, tanto a livello nazionale quanto locale. 
Ora, guardando i risultati del voto di domenica scorsa, è facile vedere come, subito dopo la lista dei dem, la migliore prestazione sia andata proprio al Patto civico con Gnassi: quasi 8500 voti, pari al 13,83% e tradottisi in 5 seggi in consiglio comunale. Un risultato consistente e, fatte le debite proporzioni, ben maggiore rispetto ai numeri cui Ncd è abituato. Lo stesso Pizzolante, intervistato all'indomani del voto a Ravenna, ha ben potuto sfoderare i dati della "sua" lista ai tg nazionali come segno della necessità di continuare il lavoro con il Pd; la posizione, come è noto, è sostanzialmente condivisa da figure di rilievo di Ncd come Cicchitto e Lorenzin; la stessa presenza di Enrico Costa alla presentazione della lista può far pensare a un minimo di condivisione della strategia riminese anche a livello nazionale. 
E' presto, tuttavia, per dire se effettivamente quanto è accaduto in Riviera potrà essere replicato anche altrove, su più larga scala. Di certo, il simbolo scelto dal gruppo di Pizzolante non sembra esportabile (né per il monumento, né per l'indicazione a caratteri cubitali del leader di un altro partito): sulla scelta politica si potrà riflettere, su quella simbolica ci vorrà un po' di lavoro in più. 

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