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domenica 16 settembre 2018

"Semplicemente +Europa": l'annuncio (e i moniti) di Emma Bonino

Non si può dire che sia proprio una novità il fatto che Emma Bonino considerasse il suo nome pronto a lasciare il simbolo di +Europa: lo ha ribadito in tante occasioni e anche questo sito se n'è occupato poco più di un mese fa. Ieri, però, il punto è stato ribadito con la stessa forza in un evento decisamente importante: Bonino, infatti, è intervenuta all'evento "+Europa2019", che guarda chiaramente alle elezioni europee dell'anno prossimo (un traguardo che la stessa senatrice aveva definito possibile ma non essenziale, anche per la difficoltà di trovare fondi adeguati per la campagna elettorale) e nel frattempo pensa a strutturare meglio il nuovo soggetto politico su tutto il territorio nazionale.
Nel suo intervento, che assieme a quello di Benedetto Della Vedova ha concluso l'evento di oggi, Emma Bonino ha trattato in chiusura la questione del suo nome:
Come sapete ho fatto con entusiasmo e qualche fatica tutta la parte, diciamo fino al 4 marzo e dopo, e ho dato il mio nome alla lista di +Europa, proprio per i tempi stretti ho pensato e penso - magari per arroganza, non lo so, ma devo anche dire che mi è stato richiesto con una qualche insistenza, diciamo così - [...] che questo abbia favorito la conoscibilità e la riconoscibilità politica del simbolo. Sono fiera di averlo fatto, mi sono anche incazzata tantissime volte, voi non sapete quante. Ma adesso che la lista elettorale si è trasformata in un processo politico è naturale, serio che si chiami semplicemente +Europa. 
Il simbolo, dunque, si appresta a svuotarsi; non ha nemmeno più bisogno ufficialmente della "pulce" del Centro democratico, visto che in Parlamento ci è arrivato con le elezioni e alle europee del 2019 potrà presentare liste senza alcun problema, magari esentando altre formazioni che entrassero sotto lo stesso contrassegno (alle prossime politiche invece la questione sarà più problematica, visto che non esiste alcun gruppo parlamentare di +Europa, ma se parlerà a tempo debito). Può essere che in futuro, proprio per le elezioni europee, il contrassegno arrivi a contenere motti o altre scritte nella parte inferiore, ma di certo non ci sarà più il nome di Emma Bonino, che - come ha ricordato più volte - non ha alcuna intenzione di candidarsi alle elezioni europee (soprattutto perché, in caso di elezione all'Europarlamento, dovrebbe dimettersi dal Senato provocando un'elezione suppletiva) e dunque non vuole comparire di nuovo sul simbolo, che ora avrà il tempo di farsi conoscere da sé grazie alle attività del soggetto politico.
"+Europa non è il partito di Emma Bonino, - ha precisato lei - è il movimento che vorrete voi, insieme ovviamente. Emma Bonino in qualche modo è ognuno di noi, è ovviamente insieme a Radicali italiani, insieme a +Europa"; la senatrice ha avuto persino modo di scherzare aggiungendo "Ancora non ho capito se mi iscrivo al Centro democratico, però secondo me alla fine...". Battute a parte, Bonino ha ricordato l'importanza dell'apporto di ciascun militante al nuovo partito, "a partire dall'atto più militante di tutti che banalmente si chiama iscrizione"  (infatti si è iscritta il giorno stesso a +Europa, pagando 5mila euro per l'iscrizione).
Il discorso di fondo, nel passaggio dalla lista al partito, non è cambiato: "Non stiamo dicendo Europa e basta, ma +Europa - ha detto ancora Bonino - questa Europa non è quella che avremmo voluto ma solo difendendola potremo migliorarla. Ho paura del nazionalismo perfetto. Preferisco un'Europa imperfetta su cui si possa lavorare". L'idea, per il coordinatore Benedetto Della Vedova, è di costruire "una piattaforma aperta a tutti gli europeisti che amano il diritto, i diritti e la libertà e sanno che oggi in Europa l'Unione fa la forza, la forza di ciascuno di noi". Il congresso in programma servirà dunque "a creare le condizioni per un successo alle elezioni europee di maggio. Che saranno decisive per l'Europa e l'Italia", contribuendo a costruire a Bruxelles "una rete che condivida una comune piattaforma sull'Europa, superando di slancio l'ipocrisia delle famiglie politiche europee divise all'interno", per creare una vera famiglia federalista che abbia una voce sola al Parlamento europeo.
A mettere in guardia però dal rischio di risultati elettorali deludenti ha pensato ancora Emma Bonino. Dopo aver ricordato che occorre non dare mai "neanche la sensazione che siamo un movimento solo elettorale", puntando piuttosto su contenuti e iniziative, ha messo in luce un punto ben preciso: "Non dobbiamo, a mio avviso, non dovete [...] sprecare il simbolo: dobbiamo stare attenti, perché è il nostro patrimonio e quindi come tutti i patrimoni va maneggiato, diciamo, con cautela". E, ove il riferimento allo spreco del simbolo non fosse stato abbastanza chiaro, la senatrice ha parlato in modo ancora più netto: "Ci sono occasioni elettorali che possiamo anche saltare: decidiamolo insieme, ma non l'ha prescritto il medico, è una scelta politica, di grande senso politico e quindi dobbiamo esserne consapevoli". Non è da escludere che Emma Bonino si riferisse, oltre che alle regionali lucane e abruzzesi imminenti, anche alle stesse elezioni europee, ove per esempio il partito non arrivasse abbastanza pronto e rischiasse di non raggiungere il 4%, esito che assesterebbe un colpo molto duro alla solidità del progetto +Europa. Non dover raccogliere le firme, insomma, non significa in automatico partecipare, se si rischia una figura grama.

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