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lunedì 2 febbraio 2026

Il "nuovo" Partito Comunista di Unità Popolare (di Marco Chiumarulo)

Un congresso, il 24 e 25 gennaio 2026, svoltosi a Roma presso il Centro Congressi Cavour, ha sancito la nascita di un nuovo soggetto politico, che si propone di aggregare ricomporre le diverse componenti comuniste presenti in Italia dopo anni di frammentazione e divisioni: il Partito Comunista di Unità Popolare (Pcup).
L’evento ha visto la partecipazione di decine di gruppi, militanti, lavoratrici e lavoratori provenienti da molte parti del Paese. Tra le realtà invitate figuravano anche Rete dei Comunisti, Partito comunista italiano, Partito comunista, Partito della rifondazione comunista, Partito dei Carc, Costituente comunista, Patria socialista, Potere al Popolo!, Fronte popolare e Militant. L'obiettivo dichiarato del percorso congressuale è la creazione di una piattaforma unitaria di lotta politica, sociale e culturale, fondata sulla centralità della classe operaia, sull’antimperialismo e sulla critica radicale al capitalismo contemporaneo. Il documento politico approvato pone al centro dell'azione del partito l'unità tra comunisti, l'unità delle forze che si oppongono a Nato e Unione Europea, guardando ai Brics come alternativa geopolitica, l'unità di chi vive del proprio lavoro e l'unità del popolo contro le élite
 

Il simbolo scelto 

Il simbolo del Partito Comunista di Unità Popolare si presenta come un emblema circolare, una forma che richiama l'idea di unità, totalità e appartenenza collettiva. Non è una scelta neutra: il cerchio - al di là dell'essere reso necessario dalla normativa e dalla prassi elettorale - è storicamente uno dei formati più utilizzati dai partiti comunisti e di massa, perché evoca una comunità compatta e solidale, priva di gerarchie visive interne. Il colore predominante è il rosso, utilizzato in maniera netta e senza sfumature: il rosso storico del movimento operaio e del comunismo internazionale. Al centro del simbolo campeggia la falce e martello, nella forma classica e immediatamente riconoscibile dei suoi elementi: la falce rappresenta il lavoro agricolo e contadino, il martello quello industriale e operaio. Accanto compare una stella rossa a cinque punte, simbolo del comunismo internazionale e della tensione verso un orizzonte di emancipazione universale. 
Elemento particolarmente significativo è la presenza delle strisce verde, bianca e rossa, inserite orizzontalmente all’interno del simbolo. Il richiamo al tricolore italiano non assume una funzione nazionalista, ma popolare, richiamando la tradizione del comunismo italiano e il suo radicamento nella storia sociale e politica del Paese. In effetti la struttura del contrassegno può ricordare in parte quella di Fratelli d'Italia (semicerchio superiore tinto del colore dominante e tricolore subito sotto, elemento grafico dominante inserito in un cerchio che copre parte degli altri due elementi), ma dal partito fanno sapere che si tratta semplicemente della soluzione grafica che "tra le varie opzioni è quella piaciuta di più", dal momento che sono state vagliate oltre 80 varianti possibili, con tanto di dicussione e votazione (anche sul nome stesso).
 

Il percorso fondativo 

Il congresso fondativo del Partito Comunista di Unità Popolare, svoltosi il 24 e il 25 gennaio scorsi, rappresenta soltanto l'ultimo atto di un percorso lungo e articolato, che ha visto la confluenza nel medesimo progetto politico del Movimento per la Rinascita Comunista, di Resistenza Popolare e di numerosi compagni e compagne privi di una precedente appartenenza organizzata. Lungo quel percorso sono state prodotte grafiche con la dicitura "Uniti per il Partito Comunista" che accostavano e univano i due fregi delle rispettive formazioni partecipanti al cammino comune. 
Il Movimento per la Rinascita Comunista (con falce, martello e stella gialli su fondo rosso e il nome su segmento bianco), a sua volta, nasceva dall’unione di Cumpanis, Interstampa, Movimento per la Rinascita del Partito Comunista Italiano, Comunisti Sicilia e altre organizzazioni locali di area marxista-leninista. Costituito l’11 novembre 2023 a Roma, aveva l’obiettivo di unificare le forze comuniste sparse, superare il settarismo e costruire un partito comunista strutturato; il movimento era guidato da Fosco Giannini, figura scelta all'unanimità anche come nuovo segretario del Partito Comunista di Unità Popolare. 
Resistenza Popolare
, invece, è stato un progetto politico di orientamento comunista nato nel 2024, con l'intento di unire comunisti, lavoratori e popolo attraverso il rafforzamento dell’organizzazione e un'azione di classe radicata nel conflitto sociale. Nel manifesto originario si leggeva che il progetto nasceva "dalla scissione di maggioranza dal Partito Comunista, con l'obiettivo primario di mantenere uniti in una progettualità comune compagni di tutta Italia che continuano a ritenere validi nei fondamentali i princìpi e il programma che ne hanno caratterizzato l’azione fino al IV Congresso del marzo 2023". Elemento grafico centrale era la stella rossa, stretta tra due mani stilizzate nere, con un accenno di ruota dentata e di spiga altrettanto nere.
 

L’obiettivo dei fondatori 

I fondatori del PCUP hanno dichiarato che nei prossimi mesi seguiranno iniziative pubbliche, manifestazioni e ulteriori dichiarazioni programmatiche, mentre il partito lavorerà per strutturarsi su scala nazionale. Il PCUP non intende essere semplicemente un altro soggetto della sinistra radicale, ma ambisce a diventare il luogo di incontro di tutte le energie comuniste italiane, provenienti tanto da gruppi storici quanto da nuove aggregazioni nate negli ultimi anni. 
La nascita del Partito Comunista di Unità Popolare segna così un nuovo tentativo di riunificare le forze comuniste sotto un'unica bandiera, in una fase storica caratterizzata da una profonda frammentazione politica e organizzativa della sinistra. Il PCUP sceglie di riaprire la questione comunista in Italia non aggiornando i simboli, ma rimettendoli al centro, come una linea di confine netta in un sistema politico che da anni ha smesso di scegliere.