Visualizzazione post con etichetta Claudio ricci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Claudio ricci. Mostra tutti i post

venerdì 25 ottobre 2019

Umbria, simboli e curiosità sulla scheda

La tornata delle elezioni regionali autunno-inverno 2019-2020 si apre il 27 ottobre con il voto anticipato in Umbria, per dare una nuova guida alla regione dopo che la presidente eletta nel 2015, Catiuscia Marini, si è dimessa in seguito a un'inchiesta che riguardava anche lei. Se quattro anni fa otto persone aspiravano alla presidenza, nulla sembra cambiato questa volta, visto che il numero di coloro che si affronteranno è rimasto lo stesso; aumenteranno invece i simboli, che passeranno dai 16 di quattro anni fa ai 19 di questo turno, per altrettante liste.

Claudio Ricci

1) Proposta Umbria

Il sorteggio ha indicato come primo candidato alla presidenza della regione Claudio Ricci, al suo secondo tentativo: nel 2015, infatti, aveva sfidato Catiuscia Marini come esponente civico che però era stato capace di riunire tutto il centrodestra. Questa volta, invece, Ricci si presenta sostenuto unicamente da liste civiche (anzi, lui tiene a rimarcare il fatto che si tratta di un esordio assoluto per una coalizione solo civica). A conquistare il primo posto in scheda è Proposta Umbria, emblema che già era noto da mesi assieme agli altri due a sostegno di Ricci, visto che erano stati presentati già in estate (e la campagna era iniziata in primavera): qui il centro è la sagoma della regione, tinta di verde come la semicorona in cui è riportato il nome dell'aspirante presidente.

2) Italia civica

In qualche misura era noto da più tempo il simbolo della seconda lista sorteggiata, Italia civica. Proprio Ricci, infatti, lo aveva registrato nel 2017 come segno distintivo, come a dire che il suo progetto di ricandidatura ha avuto lungo corso. Nelle intenzioni del candidato presidente, Italia civica dovrebbe essere la formazione in grado di aggregare "il voto d'opinione civico, legato alle proposte per lo sviluppo regionale, ma con una prospettiva nazionale verso un'area civile, moderata, popolare ed europea". Per questo si parla di Italia e non di Umbria, per questo c'è una bandierina stilizzata (con tanto di pallino blu che fa pensare sia a una figura umana, sia a una figura angelica (che rimanda almeno in parte ad Assisi, comune di cui Ricci è stato sindaco). 

3) Ricci presidente

Delle tre liste a sostegno di Ricci, è alla sua seconda partecipazione elettorale regionale solo Ricci presidente: nella coalizione civico-politica del 2015, in cui però le liste di natura politica avevano fatto la parte del leone, il risultato migliore tra le civiche lo aveva fatto proprio la "lista del presidente". La grafica torna quasi uguale, giusto con la silhouette della regione un po' rimpicciolita e la corona tricolore a bande ingrossate rispetto a quattro anni fa; l'idea di fondo, comunque, resta la raccolta di consenso diretto a una figura già nota a livello regionale (che anche nel 2015 scelse di mettere in campo tre liste, accanto alle tre di natura politica).
 

Emiliano Camuzzi

4) Potere al popolo!

La sinistra in Umbria non esprime una candidatura unitaria, ma sono due le liste che convergono sul nome di Emiliano Camuzzi, già candidato sindaco a Terni nel 2018 ed esponente di Potere al popolo! E proprio il simbolo di quella lista apre la coalizione a due a sostegno dello stesso Camuzzi: si rivede così l'emblema che, dopo l'esordio non troppo fortunato alle elezioni politiche del 2018 per contrassegnare la sinistra che non si riconosceva in Liberi e uguali, ha continuato a fare capolino qua e là sempre per rappresentare un'area che da anni è fuori dalle aule parlamentari. Nessun cambiamento grafico rispetto al simbolo presentato oltre un anno e mezzo fa. 

5) Partito comunista italiano

Nessun cambiamento e nessuna personalizzazione nemmeno per l'altra lista che sostiene Camuzzi nella sua corsa a presidente dell'Umbria: quella del Partito comunista italiano, guidato a livello nazionale da Mauro Alboresi. Il simbolo è quello storico, con le aste in blu (come le si vedevano sui manifesti a fondo scuro con la scritta "vota comunista"), la sigla - senza punti - è quella rinfrescata dal restyling del 2016, ma lo sforzo per essere presenti sulle schede è rinnovato. Si tratta di una delle prime presentazioni della lista a elezioni regionali, dunque la presenza è significativa, nel tentativo di radicare nuovamente il partito, iniziando da una regione la cui storia è sempre stata a sinistra (ora chi lo sa...).
 

Donatella Tesei

6) Lega

La seconda candidatura sorteggiata è quella di Donatella Tesei, candidata del centrodestra, avvocata, senatrice della Lega dopo essere stata sindaca di Montefalco. E il sorteggio ha collocato proprio la Lega al primo posto all'interno della coalizione, che è composta da cinque liste. In effetti non è la prima volta che un simbolo con Alberto da Giussano appare sulle schede delle elezioni regionali umbre: nel 2015, infatti, la Lega Nord era stata la lista più votata (sfiorando il 14%) tra quelle che avevano sostenuto la corsa di Ricci. Questa volta non c'è più il Nord, il cognome di Matteo Salvini è molto più visibile e l'Umbria è citata solo con il nome della regione, senza più la sagoma verde a fianco della statua.

7) Tesei presidente per l'Umbria

Non manca ovviamente la "lista della presidente", denominata Tesei presidente per l'Umbria. Si tratta, naturalmente, dell'emblema in cui il cognome della candidata è più evidente rispetto a tutti gli altri (curioso invece che "per l'Umbria" sia quasi invisibile, tendendo a sparire nel segmento giallo inferiore). Il simbolo riprende i colori (forse solo un po' più chiari e con un vaghissimo riferimento leghisa, nel senso che le dimensioni del segmento giallo sono quasi le stesse di quello con il cognome di Salvini) e i motivi grafici della campagna elettorale (il cognome scritto con quel carattere e il "fumetto") e punta a trasformare in voti il consenso personale dell'aspirante presidente dell'Umbria

8) Forza Italia

Trattandosi della coalizione di centrodestra, non può mancare l'emblema della lista di Forza Italia, che quattro anni fa era pur sempre la seconda forza della coalizione (pur se ridotta all'8,5%). Rispetto al 2014, l'emblema continua a contenere il riferimento a Silvio Berlusconi e la bandierina tricolore, anche se è rimpicciolita e in parte fuori dal cerchio (la struttura base è quella delle politiche 2018), mentre è presente e ben visibile il cognome della candidata alla presidenza, benché questa faccia riferimento a un altro partito (che, curiosamente, non adotta alcun riferimento a Tesei ed è l'unico a non farlo). Le urne saranno certamente un test anche all'interno del centrodestra: se è sicuro che Fi non arriverà prima, è tutt'altro che improbabile che arrivi terza...
 

9) Fratelli d'Italia

Completa lo schieramento di centrodestra - ma non la coalizione, che comprende ancora un posto - la lista presentata da Fratelli d'Italia, che parte dal 6,24% ottenuto quattro anni fa. Il simbolo utilizzato in questa occasione riprende evidentemente quello inaugurato alle elezioni politiche del 2018, con l'emblema ufficiale ridotto a miniatura e collocato nella parte inferiore e il riferimento a Giorgia Meloni in alto. Il nome, tuttavia, viene ridotto di dimensioni per lasciare spazio al cognome della candidata presidente (stesse dimensioni per i patronimici, cambia solo il colore, giallo per Meloni e bianco per Tesei). Curiosa la scelta del "per" in corsivo, posto a sinistra del cognome di Tesei e leggerissimo, quasi invisibile (e infatti nella struttura del simbolo è come se non ci fosse).
 

10) Umbria civica 

L'ultimo posto dedicato su manifesti e schede alla coalizione che appoggia Donatella Tesei è per la lista Umbria civica, che fin dal nome dichiara la propria matrice. Nata sul calco di Perugia civica vista alle ultime amministrative della città, Umbria civica si propone di aggregare i consensi di un'area liberal-riformista che preferisce il civismo, guardando tanto ai delusi del centrosinistra quanto a coloro che, pur di centrodestra, non si riconoscono nei partiti esistenti. Il simbolo scelto per l'occasione riprende la struttura di quello di Perugia civica (nome blu su fondo bianco in alto, riferimento alla candidata bianco su fondo blu in basso), con la sagoma dell'Umbria sfumata di tricolore nella parte superiore. 
 

Rossano Rubicondi

11) Partito comunista

Si diceva prima che la sinistra extraparlamentare non si presenta compatta in questo appuntamento elettorale. Se il Pci sostiene Camuzzi, il Partito comunista (guidato da Marco Rizzo a livello nazionale) appoggia da solo un diverso aspirante alla presidenza: si tratta di Rossano Rubicondi, ex funzionario della Cgil, solo omonimo del modello e personaggio televisivo. A sostenere la sua corsa è il simbolo ormai consolidato del Pc, che dunque rappresenta la seconda falce e martello di queste elezioni; quella del Partito comunista dei lavoratori, che quattro anni fa si presentò assieme a Casa Rossa, questa volta invece non sarà sulle schede.
 

Martina Carletti

12) Riconquistare l'Italia

Sbarca alle elezioni regionali anche Riconquistare l'Italia, progetto politico legato al Fronte sovranista italiano, che si era ripromesso di partecipare ad almeno 15 rinnovi di consigli regionali su 20 (tra il 2018 e il 2020) e candida alla guida dell'Umbria una componente del comitato direttivo del Fronte, Martina Carletti. Anche l'emblema utilizzato è mutuato da quello del Fsi, con le iniziali del nome affiancate dalla Stella d'Italia, tagliata però da una parentesi per segnalare la sua incompletezza e il percorso di crescita (e di riconquista della sovranità) che è necessario compiere. Si tratta in ogni caso di una delle prime presenze visibili della lista, quindi sarà interessante vederla alla prova delle urne.
 

Vincenzo Bianconi

13) Europa Verde Umbria

Ultima coalizione estratta è quella civica e di centrosinistra, che candida alla presidenza Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi Umbria. Ad aprire l'ultima colonna della scheda è la lista Europa Verde Umbria, realizzata a partire dalla lista Europa Verde presentata alle europee: la grafica di base è la stessa (con il girasole e ll riferimento testuale allo European Green Party su fondo verde, oltre al sole che ride), ma con l'aggiunta della dicitura "Civici delle idee e del fare". Si tratta di uno dei pochi casi in cui un emblema coniato per le europee continua ad avere vita anche in consultazioni successive; quattro anni fa non c'erano i Verdi sulla scheda, quindi il test sarà di una qualche rilevanza.


14) MoVimento 5 Stelle

Secondo emblema della "coalizione civica e di centrosinistra" è quello del MoVimento 5 Stelle. Il simbolo è lo stesso che viene impiegato in tutte le consultazioni da quasi due anni (a partire dalle elezioni politiche del 2018), con l'indirizzo del sito ufficiale "ilblogdellestelle.it" nella parte inferiore. Nessuna modifica e nessun adattamento, come del resto l'immagine coordinata del MoVimento prevede; inutile dire però che gli occhi di tutti sono stati attirati, più che dal contenuto del simbolo, dalla sua collocazione sulla scheda. Si tratta infatti del primo caso in cui i 5 Stelle non sostengono un proprio candidato da soli, ma all'interno di una coalizione. Che incidentalmente è la stessa del Pd; in più, anche la sorte ci ha messo del suo...


15) Partito democratico

A farlo apposta, in effetti, forse non ci si sarebbe riusciti. Fatto sta che subito sotto al simbolo del MoVimento 5 Stelle il sorteggio ha collocato proprio l'emblema del Partito democratico, che in questo momento del M5S è anche alleato di governo, dopo un lungo periodo di scontri, anche piuttosto accesi. Nemmeno questo contrassegno è stato modificato o ritoccato per quest'occasione elettorale, come in più di un'occasione il Pd è stato abituato a fare: niente riferimenti all'Umbria o al candidato presidente, come del resto era avvenuto anche quattro anni fa con Marini, quando il Pd con il 35,76% raccolse 11 seggi. Difficile, se non impossibile, che il risultato si riproponga questa volta.


16) Bianconi per l'Umbria

Si diceva prima dell'assenza di riferimenti al candidato alla presidenza negli emblemi di M5S e Pd. In effetti, l'unico simbolo della coalizione che schiera - per giunta in bella vista - il cognome di Bianconi è quello della "lista del presidente", Bianconi per l'Umbria, formazione meglio qualificata come "patto civico" nella parte inferiore della grafica (stesso nome utilizzato per etichettare l'accordo M5S-Pd). Lista guidata da Andrea Fora (in passato indicato come possibile candidato presidente), Bianconi per l'Umbria propone sullo sfondo un paesaggio decisamente stilizzato, con le montagne in verde, il cielo e la terra. E stavolta nessuna lista di quell'area politica ha scelto di inserire nei propri emblemi il contorno della regione.
 

17) Sinistra civica verde

Ultima lista che fa parte del "patto civico" è Sinistra civica verde. Come quattro anni fa, una sola formazione sulla scheda contiene la parola "sinistra" nel nome: si tratta dell'unione delle forze di sinistra e ambientaliste che evidentemente non si ritrovano in altri emblemi sulla scheda (quindi essenzialmente Articolo 1 e Sinistra italiana, con l'aggiunta di Rifondazione comunista). Il simbolo, semplice ma ben costruito, si limita a citare l'Umbria attraverso la sua iniziale che emerge in un piccolo settore bianco ritagliato nel fondo rosso. Nella sua essenzialità, difficilmente può sfuggire all'occhio dell'elettore; quattro anni fa Sel non era riuscita a ottenere seggi (e nemmeno L'Umbria per un'altra Europa), quindi anche questo risultato sarà interessante.. 

 

Giuseppe Cirillo detto Dr. Seduction

18) Partito delle Buone Maniere 

Chi segue questo sito sa che la presenza del Partito delle Buone Maniere e del suo candidato presidente Giuseppe Cirillo (noto anche come "Dr. Seduction") erano tutto meno che scontate fino a qualche settimana prima di consegnare la documentazione per le candidature, per la difficoltà di raccogliere le firme per un gruppo non legato al territorio; l'impresa però è riuscita e gli elettori umbri potranno scegliere, tra le varie opzioni in gioco, anche se votare per la valorizzazione - e a volte il ripristino - delle Buone Maniere (con tutte le maiuscole del caso) nella vita quotidiana. Ce ne sarebbe un tremendo bisogno; in quella politica, poi, ancora di più...


Antonio Pappalardo

19) Gilet arancioni

Il sorteggio ha lasciato per ultima la candidatura a presidente della regione di Antonio Pappalardo, generale dei Carabinieri in congedo, sostenuto unicamente dal simbolo dei suoi Gilet arancioni. L'emblema è lo stesso che è stato depositato alle elezioni europee 2019 - anche se poi non aveva potuto correre per mancanza di firme - tranne che per un dettaglio: manca infatti la scritta "Movimento.", con tanto di punto, che lascia spazio al fondo colore delle arance del Mezzogiorno. Per il resto, gli altri elementi sono gli stessi: il nome, il tricolore e sopra la chiave di violino, per indicare che "si cambia musica". E, già che ci si è, finisce anche la scheda e tocca ripiegarla per metterla nell'urna.

sabato 16 gennaio 2016

Movimento civico Italia, dall'Umbria un tricolore per spiccare il volo

Di fatto era già nato alcune settimane fa, all'inizio di novembre; proprio oggi, però, il Movimento civico Italia ha mosso il suo primo passo visibile verso le prossime amministrative e, con lo sguardo più lungo, persino verso le nuove elezioni politiche. Il soggetto politico in questione si pone come l'evoluzione del progetto con cui Claudio Ricci, fino a pochi mesi fa sindaco di Assisi, aveva corso come candidato del centrodestra per la presidenza della regione Umbria.
Il primo step, quasi inevitabilmente, impegna il livello regionale: oggi a Perugia infatti si è "costituito" il coordinamento regionale dei candidati nelle liste civiche (del centrodestra) alle elezioni regionali 2015 - per lo meno, quelli che hanno manifestato la volontà di proseguire l’esperienza iniziata in quell'occasione - e chi desidera rappresentare, nel Movimento, territori, associazioni e gruppi tematici. Il progetto ha un respiro ampio fin da ora, visto che si parla di varie iniziative, compresa una "scuola di politica", ma soprattutto è dichiarato lo scopo di lavorare - lo si legge nel sito di Claudio Ricci - "anche per presentare la lista alle prossime elezioni politiche (previste nel 2018)", oltre che per i prossimi turni di consultazioni locali. Lo sviluppo nazionale potrebbe essere favorito, almeno in parte, dalla collaborazione dell'Istituto Piepoli (lo stesso Ricci indica che si stanno stabilendo relazioni in quel senso e all'incontro di oggi erano presenti alcuni rappresentanti dell'istituto).
Per la nuova esperienza politica già nelle settimane scorse era stato presentato il nuovo simbolo, guarda caso giocato sui quattro colori nazionali come ci si potrebbe aspettare da un partito catch-all collocato in alternativa alla sinistra, pur nella ricercata caratura civica. C'è naturalmente una bandiera tricolore, stilizzata a convessità alternate, a metà tra la sagoma di volatile e il libro aperto; avendo una certa fantasia, peraltro, quella stessa figura potrebbe ricordare un angelo ad ali (tricolori) spiegate, visto il pallino blu messo in cima alla parte bianca e che combacia perfettamente con la concavità che la bandiera crea nel segmento sempre blu collocato sul fondo del cerchio interno. Come dire che la testa, rappresentata dal pallino, è proprio il tassello che mancava per completare la composizione... 

mercoledì 20 maggio 2015

L'Umbria che ha già vinto sulle schede

La “foglia di maria” di Alternativa riformista meritava un’attenzione a parte, non occuparsene era impossibile, ma sbaglierebbe chi pensasse di non avere altre sorprese interessanti dall’universo simbolico tra cui gli elettori dell'Umbria saranno presto chiamati a scegliere. Perché di vero universo si tratta, se si pensa che una delle regioni meno estese in Italia vede ai nastri di partenza otto candidati e addirittura sedici liste, a suo modo un piccolo record. 
A occhio e croce, verrebbe da dire che protagonista di questa tornata elettorale sarà proprio l'Umbria, o per lo meno la sua sagoma. Appare infatti su ben cinque emblemi, quasi secondo una logica di par condicio: due volte a sostegno della presidente uscente Catiuscia Marini, addirittura tre per il principale sfidante Claudio Ricci. Lui, infatti, può contare - oltre che sulla sua lista nata da più tempo, Per l'Umbria popolare (dal cui simbolo peraltro sono sparite le iniziali Ap di Area popolare, come sembrava in un primo tempo) - anche su un raggruppamento personale - Ricci presidente - fatto di molti professionisti, imprenditori e altre persone della società civile, tutte alla prima candidatura.
I colori, tanto per cambiare, sono sempre gli stessi, quelli della bandiera più il quarto colore nazionale, il blu/azzurro che fa tanto Italia e centrodestra (meglio se con sfumature cattoliche). Non sfugge alla logica tricolore, oltre che ovviamente Forza Italia, nemmeno l'emblema di Cambiare in Umbria con Ricci, altra lista di persone che non vivono di politica ma giorno dopo giorno affrontano le difficoltà di persone che in regione hanno conosciuto povertà e insicurezza sempre maggiori. Qui, va detto, c'è sicuramente maggiore studio grafico rispetto al primo emblema visto, con attenzione all'alternanza dei colori e quello che verrebbe da chiamare "effetto puzzle", con la regione che si trasforma in un tassello da riunire al resto del contrassegno, per avere un quadro più armonico.
La scelta della silhouette della regione la fa anche la Lega Nord (cosa che non stupisce): la piazza sotto al nome dell'Umbria e la tinge di verde, mentre tiene in bella mostra, con un certo impatto, il nome di Salvini. Il contrario della scelta fatta da Fratelli d'Italia, che invece rinuncia al nome della Meloni per mettere il cognome gigantesco del candidato presidente tra l'etichetta del partito e la "pulce" di Alleanza nazionale (ottenendo un effetto non gradevolissimo di "grattacielo ammassato" a centro simbolo: il minimo che potesse capitare, con un contrassegno già abbastanza pieno).
In casa Marini, invece, oltre al classicissimo emblema del Pd, colpisce innanzitutto l'altro contrassegno tutto basato sui quattro colori nazionali, cioè quello di Iniziativa per l'Umbria Civica e Popolare. C'è chi l'ha definita "lista della presidente", anche se il suo nome sul simbolo non c'è (come non c'è in nessuno dei quattro emblemi collegati a Catiuscia Marini): lei stessa però ha definito il raggruppamento come realtà che "vuole favorire e contribuire all'apertura della coalizione a mondi, professioni e persone che si mettono in gioco per il futuro dell’Umbria". Una didascalia che dice quanto sia variegata la lista (politicamente e civilmente) e che l'idea sia di rivolgerla a tutti lo mostra il contrassegno scelto: l'Umbria tricolore come la bandiera, il fondo sfumato blu, tipico di un partito catch all che vuole parlare all'intera regione.
Scelgono due "simboli smezzati" - nel senso di divisi in due metà orizzontali - e fotocopia nella struttura (speculare) le liste Socialisti riformisti - Territori per l'Umbria e Umbria più uguale - La sinistra per l'Umbria. La prima è un po' meno efficace della sua versione di cinque anni fa - specie nell'uso degli elementi testuali - ma inserisce l'aspetto territoriale che prima mancava; la seconda osa leggermente sull'etichetta ed estrapola il logotipo di Sel dal suo contrassegno tradizionale per inserirlo nel semicerchio bianco inferiore (ma il risultato, in fondo, è accettabile).
E gli altri concorrenti? Al solito, non guarderemo il MoVimento 5 Stelle (che candida alla presidenza Andrea Liberati) e non vale la pena di soffermarsi sul simbolo di Forza Nuova (candidato Fulvio Maiorca). Si può  segnalare la corsa solitaria di Sovranità - Prima gli Italiani, il progetto messo in campo da Casapound che a livello nazionale affianca la Lega, ma qui candida il numero due di CPI, Simone Di Stefano: "Non su tutti i territori la voglia di cambiamento [di Salvini ndb] riesce ad arrivare con la forza necessaria. - aveva spiegato in aprile - Alla Lega umbra manca coraggio, e l’Umbria è una regione emblematica per i problemi che la attanagliano: lavoro e sicurezza". 
Spostandosi decisamente a sinistra, infine, entrambe le formazioni sulla scheda hanno adottato il rosso, ma in modo diverso. L'Umbria per un'altra Europa ha utilizzato la stessa font della lista Tsipras, ma ha ribaltato in modo coraggioso il concetto, non cercando di ottenere "un'altra regione"; ma portando direttamente l'impegno dell'Umbria per cambiare l'Europa; punto interessante, peccato che la resa grafica non sia proprio all'altezza, specie sulla riga centrale. Il Partito comunista dei lavoratori, invece, piazza il suo simbolo all'interno della "Casa Rossa", nel senso che l'emblema è presentato dalle due realtà insieme: il nome della Casa lo vedrebbe anche un miope, ma soprattutto contorna l'unica falce e martello presente (il Pcdi contribuisce a Iniziativa per l'Umbria, il Prc all'altra lista di sinistra) e non fa sparire dalle schede il simbolo più votato dagli umbri nella storia.

mercoledì 15 aprile 2015

Le mutazioni grafiche non proprio felici di Area Popolare

E' passato giusto qualche giorno da quando si era detto su questo sito che, in fondo, il simbolo "a bicicletta" che Ncd e Udc avevano deciso di darsi sotto il nome di Area Popolare, pur non essendo un capolavoro, rappresentava comunque un miglioamento rispetto ai contrassegni visti alle elezioni europee e regionali dello scorso anno. Oggi, francamente, tocca già ricredersi, specialmente dopo che Gaetano Quagliariello ha diffuso, attraverso i social network, l'emblema di Ap che si prevede di utilizzare nella consultazione elettorale in Veneto, a sostegno di Flavio Tosi
Se non si era apprezzata la ripartizione in senso orizzontale del cerchio fatta l'anno scorso, sembra francamente imbarazzante il risultato di una divisione successiva, con il semicerchio superiore equamente diviso tra Ncd e Udc. Nel quartino degli alfaniani, tra l'altro, trova spazio anche la scritta "Veneto autonomo", che fa parte della denominazione adottata dal gruppo consiliare: la "D" blu della sigla di Alfano risulta quasi innaturalmente schiacciata, anche se le proporzioni delle lettere sono rispettate. Per lo meno questa volta lo scudo crociato dell'Udc non è stato compresso, anche se risulta proprio piccolo; lo sfondo azzurrino originale consente di nuovo di vedere le vele sottostanti apportate da Ccd e De. Il nome del partito mantiene la sua disposizione semicircolare originaria, anche se l'effetto nello "spicchio" riservato al partito di Cesa non è proprio dei migliori. 
A dominare su tutto, per l'imponenza dello spazio, la grandezza dei caratteri e i colori, è il semicerchio inferiore, con la dicitura "Area popolare Veneto" (in blu) "con Tosi" (nero), il tutto su fondo giallo. Se già il contrassegno del 2014 era parso infelice per l'accozzaglia di elementi, questa volta esteticamente non c'è davvero quasi nulla da salvare. Dei commenti raccolti qua e là, di positivo c'è poco, anche se le critiche - alcune davvero feroci e irripetibili - riguardano soprattutto il "progetto" politico; non per questo, ovviamente, la grafica dev'essere "assolta". Anche chi ci metterà una croce sopra, non guarderà quel cerchiolino volentieri.
E pensare che, solo qualche giorno prima, le scelte grafiche cui aveva partecipato Area Popolare erano state molto più sobrie e apprezzabili. Si prenda ad esempio l'emblema che sabato era stato presentato con riferimento alle elezioni nelle Marche. Si tratta, in particolare, dell'emblema del laboratorio Marche 2020, legato al presidente uscente Gian Mario Spacca, non più inquadrato e inquadrabile nel Pd. Area Popolare ha scelto di correre con quel raggruppamento, presentando un emblema che, nel segmento basso, contiene la semplice denominazione dell'alleanza, tra l'altro in una font Arial ristretta e in grassetto, senza che la grafica rimandi in qualche modo all'associazione fondata da Ncd e Udc.
Ancora più minimalista, se possibile, è stata la scelta divulgata ieri con riferimento a rinnovo del consiglio regionale umbro. Lì Area popolare correrà all'interno della lista "Per l'Umbria popolare", che candida alla presidenza della regione Claudio Ricci, sindaco di Assisi: il simbolo, in realtà, era già apparso in questo sito, ma per ragioni assai meno nobili (di cui, va detto subito, gli ideatori erano del tutto incolpevoli). Ebbene, la novità è quasi impercettibile ed è lo stesso Quagliariello a farla notare sul suo profilo: "Nelle stelline sono comparse una A e una P, che noi speriamo segnino l'astro nascente di Area Popolare. Si parte ufficialmente, in Umbria. Ma proprio lì da tempo è stata segnata la nostra via". L'entusiasmo, in fondo, fa sempre piacere: chissà se ha resistito intatto anche alla grafica molto discutibile spuntata oggi...

venerdì 13 febbraio 2015

Simboli fantastici (4): Cento x Cento, tarocco a luci rosse (con sorpresa)

D'accordo, il simbolo "vero" (o almeno verosimile) di un partito falso può nascere per mille ragioni, ma verrebbe difficile immaginarne il varo all'interno di un film a luci rosse. Per carità, sarebbe fin troppo facile dire che di pornografico - in tutti i sensi, dallo scollacciato al prezzolato - la politica italiana ha già mostrato a sufficienza di suo, specie in tempi recenti, ma immaginare un contrassegno come "scusa" o come elemento di un film porno, insomma... Giusto il personaggio di Natalino Balasso, con il tronchéto della felicità del suo "listone", poteva avere osato qualcosa di simile, ma il tutto era rimasto nei pochi minuti di un numero comico.
Ebbene, c'è chi ha sparato più in alto (o più in basso, chi lo sa) e verificarlo è fin troppo facile. Perché capita che si cerchi in Rete qualche informazione in più sul "Primo comitato 100%" di cui si è parlato qualche settimana fa, visto che - a parte il simbolo, presentato alcune elezioni fa senza essere usato - di informazioni ne erano circolate assai poche. E magari si scrive "elezioni politiche cento per cento" in un sito di raccolta filmati come YouTube, sperando di trovare qualche videointervista in cui l'oscuro depositante dica qualcosa di sé e provi la sua esistenza (politica, ovviamente). E invece... il primo risultato è una chirurgica e bruciante sostituzione di lettera, che catapulta lo spettatore sulle "eRezioni politiche": difficile non ridere per la trovata, che si ripete poche righe sotto, questa volta con riferimento alle elezioni europee.
Non è difficile rendersi conto di essere di fronte a due trailer di film hard, sfornati da una casa di produzione tutta toscana - la Cento x Cento appunto - che ha pensato di prendere spunto dall'appuntamento elettorale per costruire attorno una scena a luci rosse, anzi due, una il seguito dell'altra. Capita così che in due setting tra l'improbabile e il grottesco - un'intervista e una conferenza stampa, con tanto di pornodisturb-attori - la Cento x Cento si faccia addirittura partito, guidato dall'attore-factotum della casa di produzione, Alex Magni, candidato con lo scopo dichiarato di "far tirare l'Italia". Attorno a lui, varie pornocandidate spinte da slogan altrettanto inequivocabili ("abbassa lo spread per alzare tutto il resto", "prima si è fatta l'Europa, ora lavora per farsi tutta l'Italia", "instancabile al servizio di tutti" e "aperta ad ogni posizione") che occhieggiano dai manifesti alle loro spalle.
E proprio da quegli stessi manifesti emerge il simbolo dello stesso partito, con il marchio della casa produttrice accompagnato al nome del "candidato presidente" (basta proprio solo il nome, per gli amanti del genere): il tutto, con tanto di sfondo blu con lunetta bianca e tricolore in forma stellare, con quel briciolo di spessore che fa tanto 3D e moderno.
Ce ne sarebbe abbastanza per mettersi a sorridere per l'idea, magari convenendo con Filippo Ceccarelli che, di fronte a certi brutti spettacoli della politica, "un po' verrebbe da dire: meglio le pornostar" (Il teatrone della politica) La perversione del ricercatore, però, non si accontenta e si domanda se davvero per quei film qualcuno si sia messo d'impegno a immaginare un emblema nuovo o se, piuttosto, si sia riciclato qualcosa di esistente, personalizzandolo a dovere. La Rete ha molte facce e, se a volte fa i dispetti e non aiuta nemmeno per sbaglio, altre volte serve le occasioni su un piatto d'argento. E allora non è impossibile scoprire che in terra d'Umbria è nata da un po' Per l'Umbria popolare, una lista civica unica di moderati che vorrebbe lanciare la candidatura del sindaco in carica di Assisi, Claudio Ricci, come guida di un centrodestra unitario alle regionali di marzo. E il simbolo di base (di cui esiste anche la versione "per l'Italia popolare") è proprio quello utilizzato come base dalla Cento x Cento per i suoi film. Chissà come l'avrà presa lo staff di Ricci, scoprendo la "clonazione": qualcuno si sarà messo a ridere, ma forse solo di nascosto.