Fin dalla fine di luglio, dopo avere annunciato la sua decisione di lasciare Democrazia sovrana popolare, di cui era coordinatore, Marco Rizzo aveva fatto intendere di essere al lavoro per lanciare un nuovo progetto politico a lui riferibile, pensato "per l'Italia del Domani"; a questo scopo aveva invitato le persone interessate a collaborare a fornire contributi di idee per l'elaborazione del programma. Ieri, nel pomeriggio, è circolato rapidamente l'annuncio di un blitz dello stesso Rizzo che si sarebbe svolto questa mattina nei pressi della Camera dei deputati per presentare il simbolo di questo nuovo progetto, il cui congresso fondativo era già preventivato per l'inizio di ottobre (anche se i tempi di avvio, in origine, sembravano un po' più dilatati).
Quest'oggi, in effetti, verso le 11 Rizzo e un gruppo di persone erano presenti in via uffici del Vicario, vicino all'ingresso di Palazzo dei Gruppi della Camera: proprio Rizzo ha mostrato a parecchi fotografi e giornalisti il fregio della sua nuova forza politica, Italia Domani; anzi, per l'esattezza, lo statuto (che riporta come fondatori, oltre a Rizzo, Modesto Mario Della Rosa, Alessio Saso, Antonello Cresti, Enzo Pennetta, Antonella D'Angeli, Giuseppe Modafferi, Francesca e Giovanni Antinozzi, nonché Giuseppe Gasparri) indica come denominazione completa dell'associazione politica "Italia Domani - Marco Rizzo". Nella stessa occasione è stato confermato il congresso fondativo, fissato per il 3 ottobre a Roma all'Eur.
Il sito della forza politica, già aperto, indica "7 punti per l'Italia del domani": Pace, Neutralità, Sovranità (con la neutralità e la pace viste come strumento per "tornare protagonista nel mondo" e non "subire gli schemi imposti da UE, NATO e OMS"); Identità, Scuola, Cultura (con la difesa delle "radici laiche e cristiane" dell'Italia e il progetto di investire "prima di tutto nella scuola, nella ricerca, negli insegnanti, nella cultura e nelle nuove generazioni"); Lavoro, Impresa, Moneta Sovrana (l'obiettivo è "Più salari, meno tasse", cercando di difendere lavoratori e le piccole e medie imprese anche grazie a "una moneta sovrana complementare", nota come SIRE, e all'introduzione del contante in Costituzione); Sanità Pubblica e Stato Sociale (per una "sanità pubblica forte" e per tutti, uno Stato sociale attento soprattutto a chi ha più bisogno, "a cominciare dalle persone con disabilità e dai caregiver familiari", anche detassando le pensioni, a fronte di una "trasparenza totale della spesa pubblica" con l'istituzione di un portale pubblico); Casa, Famiglia, Natalità (con una politica di sostegni e premi statali, "in difesa della famiglia e in netto rifiuto dell'ideologia woke"); Sicurezza, Confini, Legalità (avendo come punti chiave "Confini controllati, pena certa e giustizia responsabile, anche civilmente"; con riferimento ai flussi migratori, il partito auspica "il blocco dei flussi migratori sulla base della reale capacità demografica e sociale del Paese", richiedendo a chi è arrivato in Italia di "rispettarne leggi, lingua, cultura e valori, in un rapporto equilibrato tra diritti e doveri"); Sovranità sulle risorse (qualificando energia, agricoltura, infrastrutture e territorio come interesse nazionale e come tali da tutelare, istituendo "una nuova IRI e una Banca Pubblica Italiana", facendo venire meno le sanzioni alla Russia, perseguendo un federalismo solidale a favore delle Province e abbandonando un "ambientalismo ideologico che impoverisce famiglie e imprese").
Il sito della forza politica, già aperto, indica "7 punti per l'Italia del domani": Pace, Neutralità, Sovranità (con la neutralità e la pace viste come strumento per "tornare protagonista nel mondo" e non "subire gli schemi imposti da UE, NATO e OMS"); Identità, Scuola, Cultura (con la difesa delle "radici laiche e cristiane" dell'Italia e il progetto di investire "prima di tutto nella scuola, nella ricerca, negli insegnanti, nella cultura e nelle nuove generazioni"); Lavoro, Impresa, Moneta Sovrana (l'obiettivo è "Più salari, meno tasse", cercando di difendere lavoratori e le piccole e medie imprese anche grazie a "una moneta sovrana complementare", nota come SIRE, e all'introduzione del contante in Costituzione); Sanità Pubblica e Stato Sociale (per una "sanità pubblica forte" e per tutti, uno Stato sociale attento soprattutto a chi ha più bisogno, "a cominciare dalle persone con disabilità e dai caregiver familiari", anche detassando le pensioni, a fronte di una "trasparenza totale della spesa pubblica" con l'istituzione di un portale pubblico); Casa, Famiglia, Natalità (con una politica di sostegni e premi statali, "in difesa della famiglia e in netto rifiuto dell'ideologia woke"); Sicurezza, Confini, Legalità (avendo come punti chiave "Confini controllati, pena certa e giustizia responsabile, anche civilmente"; con riferimento ai flussi migratori, il partito auspica "il blocco dei flussi migratori sulla base della reale capacità demografica e sociale del Paese", richiedendo a chi è arrivato in Italia di "rispettarne leggi, lingua, cultura e valori, in un rapporto equilibrato tra diritti e doveri"); Sovranità sulle risorse (qualificando energia, agricoltura, infrastrutture e territorio come interesse nazionale e come tali da tutelare, istituendo "una nuova IRI e una Banca Pubblica Italiana", facendo venire meno le sanzioni alla Russia, perseguendo un federalismo solidale a favore delle Province e abbandonando un "ambientalismo ideologico che impoverisce famiglie e imprese").
"Eravamo la quarta potenza economica del mondo, ora siamo la nona, tra dieci anni saremo al 24° posto" ha dichiarato Rizzo ai giornalisti presenti, lamentando come l'Italia sia un paese "in cui le multinazionali non pagano le tasse, in cui in un giorno si dà un miliardo all'Ucraina e solo 20 milioni agli italiani per il carburante; negli ultimi tre anni le banche italiane hanno guadagnato 143 miliardi di euro e a loro se ne chiedono solo 3 in anticipo; Eni ed Enel l'anno scorso hanno fatto 9,7 miliardi di profitti e a loro non si chiede nulla. Se parliamo di energia e rapporti con le banche pagano sempre i soliti: il ceto medio, il popolo, i lavoratori". Per questo secondo Rizzo "bisogna unire tutti: non c'è più uno scontro orizzontale tra destra e sinistra, non ha più senso parlare di questo, ma serve unire il popolo contro le élites finanziarie, il basso contro l'altro. La sinistra che conoscevo io, quella di Berlinguer ai cancelli della Fiat, non esiste più; ora è sul carro del Gay Pride, non mi interessa. Ci rivolgiamo prevalentemente a quelli che non vanno più a votare perché sono schifati da questa politica, e non hanno torto, e ai tanti delusi, se vogliamo dire così, di destra e di sinistra che non hanno più trovato quello che gli avevano detto e promesso in campagna elettorale". Rizzo conferma "siamo europei", ma il rapporto di chi ha fondato Italia Domani con l'Unione Europea - "da disarticolare, un'Europa della guerra" - resta "pessimo".
Il nome scelto da Rizzo per il suo progetto riprende evidentemente il motto "Per l'Italia del Domani" utilizzato nella sua comunicazione fin dalla fine di luglio; come tante altre denominazioni in politica, tuttavia, anche questa non può dirsi del tutto nuova. Chi ha una certa militanza nella categoria dei #drogatidipolitica, infatti, ricorderà che nella XVI legislatura era nata l'esperienza dei Popolari di Italia domani, partito politico fondato da Francesco Saverio Romano alla fine del 2010, quando lui uscì dall'Udc (lasciando la segreteria regionale del partito) per avvicinarsi al centrodestra che allora governava a livello nazionale (Romano sarebbe poi divenuto ministro e il Pid - che nel simbolo aveva ripescato il tricolore già impiegato dal Ccd - avrebbe concorso a creare il gruppo Iniziativa responsabile - Coesione nazionale). Curiosamente, proprio "Italia domani" è da un po' di tempo anche il nome-slogan usato per riferirsi al Piano nazionale di ripresa e resilienza (e al relativo portale), creando un involontario cortocircuito per l'impiego di una denominazione che fa riferimento alla "odiata" Europa.
Quanto al simbolo del nuovo progetto politico di Marco Rizzo (al di là del carattere impiegato, sorprendentemente simile a quello che il citato Pid aveva utilizzato per scrivere "Italia domani" e che avrebbe recuperato nella sua successiva evoluzione, il Cantiere popolare), il cognome del fondatore è enormemente visibile al centro del fregio, che ha colori pressoché identici a quelli dell'ultima versione del simbolo di Dsp: il nome del partito è collocato all'interno della corona blu, interrotta da un segmento tricolore collocato nella parte inferiore. Si può facilmente rilevare che l'emblema era stato depositato come marchio europeo già il 23 luglio scorso, da Francesca Antinozzi - tra i fondatori, in base all'atto costitutivo dell'associazione - in nome e per conto di Rizzo: il deposito è stato effettuato, in base alla classificazione di Nizza, per le classi 41 (Educazione, formazione, divertimento, attività sportive e culturali) e 45 (Servizi giuridici e altro).
Quanto al futuro elettorale del nuovo soggetto politico, Rizzo ha annunciato che a partire dal congresso del 3 ottobre si articolerà la presenza del partito "nei 49 collegi plurinominali" e che dalla fine di novembre inizierà la raccolta firme per partecipare alle elezioni politiche (ovviamente senza sapere la data del voto, col rischio - ci si permette di rilevare - che le sottoscrizioni non siano più valide ove si votasse alla scadenza naturale della legislatura). Ovviamente tanto Italia Domani quanto gli altri soggetti politici di recente costituzione o nascenti sono interessati a capire se e come cambieranno le norme elettorali, dunque - tra un'iniziativa, una dichiarazione e una raccolta di firme - un occhio rimarrà sempre rivolto alle Camere per controllare il cammino della riforma elettorale, tra condizioni di partecipazione, alleanze e soglie.
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