lunedì 4 maggio 2026

Avellino, simboli e curiosità sulla scheda

Oltre a Salerno, l'altro capoluogo della Campania che rinnoverà la propria amministrazione comunale il 24 e il 25 maggio è Avellino. Quello del capoluogo irpino, tuttavia, è un voto decisamente anticipato, visto che i seggi si erano aperti il 9 giugno di due anni fa; a metà giugno dello scorso anno, però, il consiglio aveva espresso un voto contrario sul bilancio e a quel punto era diventato inevitabile lo scioglimento dell'amministrazione guidata dalla sindaca Laura Nargi (già messa a dura prova dallo scontro con il gruppo dell'ex sindaco Gianluca Festa), col successivo commissariamento prefettizio. Si tratta peraltro della quarta elezione in otto anni: nel 2019, infatti, si era votato a un solo anno di distanza dalle consultazioni precedenti.
I contendenti in questo caso saranno tre, inclusi gli ultimi due sindaci eletti; potranno contare sul sostegno di 15 liste. Si tratta di una competizione assai ristretta: nel 2024 gli aspiranti sindaci erano 7, sostenuti da 16 simboli sulla scheda.
 
 
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Gianluca Festa

1) W la libertà

La prima candidatura a essere sorteggiata è quella di Gianluca Festa, passato da giocatore di basket nella squadra avellinese e giornalista, nonché sindaco nell'ultima consiliatura quasi piena (2019-2024), terminata in anticipo di qualche mese per le dimissioni, legate ad alcune indagini. Ora Festa si ripropone come candidato sindaco sostenuto da quattro liste: la prima di queste, W la libertà, c'era già nel 2019 quando l'ex cestista si candidò e vinse (allora, però, la "W" pennellata verde era a fianco del resto del nome e tutti gli elementi erano più ridotti, così come la sottolineatura), così come era tra le formazioni che due anni fa sostennero la candidatura di Laura Nargi. 
 

2) Liberi e forti

Si presenta come nuova, invece, la lista Liberi e forti, nome decisamente sturziano per una formazione elettorale che "si colloca nel solco del cattolicesimo democratico e del popolarismo", almeno secondo Gennaro Romei, segretario provinciale dell'Udc, che così ha commentato sui media l'origine della lista. A dire il vero, il simbolo - che ospita nella parte inferiore una stilizzazione della Dogana di Avellino - suggerisce anche un coinvolgimento della Lega, visto che l'elemento curvilineo tricolore su fondo blu è tipico delle liste presentate dal partito di Matteo Salvini a livello locale (solitamente con la denominazione "Prima..."). Curiosità: all'interno della coalizione, questa è l'unica lista a contenere il nome del candidato sindaco.
 

3) Enjoy Avellino

Terza formazione a sostegno di Gianluca Festa è Enjoy Avellino, anch'essa nuova rispetto alla candidatura del 2019 e dichiaratamente presentata come lista di giovani avellinesi sotto i 30 anni. Il nome e il simbolo scelti confermano questa impostazione: da un lato, l'uso dell'inglese e di un termine spesso utilizzato nel linguaggio giovanile; dall'altro, una grafica semplice, immediata e colorata (con l'uso di arancione e verde chiarissimo) e l'inserimento di un archetto arancione nella parte inferiore che rimanda alla forma di un sorriso stilizzato.  
 

4) Davvero Avellino

La quarta e ultima lista presentata in appoggio a Festa, Davvero Avellino, è quella che può dirsi più legata al percorso del candidato: quando si propose per la prima volta come candidato sindaco nel 2013 aveva dalla sua due liste, Per Avellino Davvero e Governiamo insieme Davvero; Festa poi co-fondò con Michele Ragosta l'associazione Davvero (il cui logo è l'elemento principale del contrassegno), la cui lista permise la rielezione a consigliere di Festa nel 2018 e trainò la sua campagna del 2019 con l'11,2% (il secondo miglior risultato in quelle elezioni, battuto solo dal Pd). Nel 2024 Davvero sostenne Nargi, arrivando al 17%, ma questa volta torna in appoggio diretto a Festa.
 

Laura Nargi

5) Fratelli di Avellino

Al secondo posto sulla scheda elettorale il sorteggio ha collocato Laura Nargi, prima donna a guidare l'amministrazione comunale di Avellino, sia pure per un solo anno, fino al doppio voto negativo sul bilancio. Nella sua nuova corsa è appoggiata da cinque liste, formalmente tutte civiche, anche se in alcuni casi è facile riconoscerne la matrice politica. Lo si può dire senz'altro per Fratelli di Avellino, lista chiaramente promossa da Fratelli d'Italia (che nel 2024 aveva sostenuto Modestino Maria Iandoli): la struttura di base del simbolo si riconosce con molta facilità, anche se la fiamma tricolore è stata eliminata, sostituita da una fascetta blu che corre lungo la parte inferiore della circonferenza e contiene la frase "Merito e valori", delimitata da due punti bianchi.  
 

6) Forza Avellino

Appare di matrice partitica anche la lista Forza Avellino, promossa dal presidente dell'U.S. Avellino e coordinatore provinciale di Forza Italia Angelo Antonio D’Agostino. Il sito della lista contiene meritoriamente la descrizione del contrassegno: "logo racchiuso in una circonferenza definita da un bordo sottile in blu cobalto, tonalità che trasmette fiducia e stabilità. Lo spazio interno è ripartito cromaticamente in due sezioni principali, armonizzate da una fascia tricolore diagonale che attraversa il cerchio da sinistra verso destra, conferendo dinamismo e un forte richiamo al senso civico nazionale. Al centro della composizione campeggia la Torre dell’Orologio, simbolo iconico e identitario della città di Avellino. La torre è rappresentata in forma stilizzata utilizzando i colori istituzionali bianco e verde, fungendo da perno visivo che unisce la tradizione locale all’aspirazione amministrativa della lista". Solo questa lista contiene il riferimento alla candidata (con la carica proposta col maschile non marcato).
 

7) Sceglie Avellino

La terza formazione della coalizione che sostiene Nargi è Sceglie Avellino, che - salvo errore - risulta nuova nel panorama elettorale cittadino. Si tratta, in questo caso, di una formazione dichiaratamente civica, che come nome ha scelto un motto per affidare ai cittadini la scelta del proprio futuro amministrativo. Il simbolo è basato sull'uso di due colori: il verde (quello delle divise della squadra di calcio) e il rosa; questi colorano il nome, i due archi che raddoppiano la circonferenza e una sorta di "spunta" che appare il segno distintivo di questo emblema elettorale. 
 

8) Ora Avellino

Le altre due liste su cui Nargi potrà contare alle elezioni del 24 e 25 maggio erano già a suo sostegno nella precedente tornata elettorale. Si cita innanzitutto Ora Avellino, nata nel 2019 come seconda lista più votata della coalizione di Festa (9,5%, sei seggi) e rimasta ferma nel 2024. Il simbolo si ripresenta (ma questa volta a sostegno di Nargi), assolutamente identico a quello finito sulle schede nel 2019: sul fondo bianco spicca il disegno, stilizzato e sfumato di verde, della Torre dell'Orologio, in cui la "O" di "Ora", collocata su una parete della torre, restituisce in qualche modo l'idea dell'orologio (e una freccetta verde a triangolo richiama una lancetta). 
 

9) SiAmo Avellino

L'ultima lista presentata in appoggio a Nargi è SiAmo Avellino, una delle tre formazioni che avevano portato la sindaca alla vittoria nel 2024 (9,08%, tradotto in sei consiglieri). Anche in questo caso il contrassegno è rimasto intatto rispetto al precedente appuntamento elettorale, con un cuore schematico tinto di varie tonalità di verde - collocato in gran parte nel semicerchio superiore, altrettanto verde - che contiene una stilizzazione molto geometrica della stessa Torre dell'Orologio, mentre la parte inferiore prevalentemente bianca contiene il nome della lista civica.
 

Nello Pizza

10) MoVimento 5 Stelle

Ultimo aspirante alla carica di sindaco di Avellino in questa tornata elettorale è Nello Pizza, già candidatosi nel 2018 (arrivato nettamente in testa al primo turno, ma sconfitto al ballottaggio da Vincenzo Ciampi del MoVimento 5 Stelle). Questa volta a sostenerlo ha un campo piuttosto largo, composto da sei liste (la coalizione più consistente di questo turno). La prima formazione è quella del MoVimento 5 Stelle, che già nel 2024 aveva appoggiato il candidato di centrosinistra Antonio Gengaro: il simbolo è identico a quello già visto allora, con il riferimento all'anno 2050 nella parte inferiore del cerchio.    
 

11) Noi di centro

La seconda lista su cui Pizza potrà contare è quella presentata da Noi di centro, vale a dire il partito fondato e guidato dal sindaco di Benevento ed ex parlamentare di lunghissimo corso Clemente Mastella. Si tratta della prima partecipazione dell'ultima creatura politica mastelliana alle comunali avellinesi (per il precedente occorre tornare al 2009, quando l'Udeur sostenne Massimo Preziosi nell'ambito del centrodestra, ottenendo il 2,73% ma rimase fuori dal consiglio): il partito si presenta con l'ultima versione del suo contrassegno - forse la più riuscita - con la parola "Centro" in evidenza, solo un po' meno del cognome di Mastella, accanto al campanile di pietra bianca con tetto rosso e sopra al tricolore, il tutto su fondo blu (e il riferimento alla Dc non c'è più).
 

12) Stiamo con Nello Pizza

La terza lista della coalizione del "campo largo" è una delle due formazioni-contenitore di chiara impronta politica: Stiamo con Nello Pizza, infatti, su un fondo tricolore (con i segmenti di colore verde e rosso dotati di una piccola "unghia" che ricorda la grafica elettorale di +E) presenta i simboli più piccoli di Avellino Europea (declinazione di +Europa, con la "pulce" che riprende la vecchia grafica di Italia europea, lista congressuale presentata nel 2019, cui si aggiunge la dicitura "Radicali - Liberali - Federalisti") e di Avanti (il progetto elettorale riformista promosso dal Psi)
 

13) Alleanza Verdi e Sinistra - Avellino città pubblica

La quarta lista della coalizione che appoggia Pizza è probabilmente quella che raggruppa il maggior numero di partiti, gruppi e associazioni: di conseguenza il contrassegno appare decisamente complicato (e probabilmente la sua descrizione - di cui purtroppo non si dispone - sarà la più lunga di questa competizione avellinese). La parte superiore del cerchio dell'emblema di Avellino città pubblica, infatti, è occupata dagli elementi che compongono il fregio di Alleanza Verdi e Sinistra, con il nome della lista scritto subito sotto in color amaranto; nel semicerchio inferiore, invece, trovano spazio i loghi di Si può (lista di sinistra che comparve alle elezioni del 2019 a sostegno di Nadia Arace), ControVento (gruppo che, insieme a SiPuò e Avs, due anni fa sostenne Antonio Gengaro con la lista Per Avellino Gengaro Sindaco), Per e - sotto - Avellino prende parte (che nel 2024 concorsero alla lista App - Avellino progetto partecipato, sempre a sostegno di Gengaro). 
 

14) Casa riformista

Quinta lista presentata a sostegno di Pizza è Casa riformista, promossa naturalmente da Italia viva. Il contrassegno utilizzato in queste elezioni è una semplice variante di quello elaborato lo scorso anno in vista delle elezioni regionali e pressoché identico a quello schierato in Campania: cambia infatti soltanto il riferimento territoriale - il comune invece che la regione - collocato sul segmento inferiore sfumato dal blu al fucsia, gli stessi colori che tingono il nome della lista (in alto) e la casa evocata dal nome stesso, collocata al centro (con la finestra bicolore). 
 

15) Partito democratico

Ultima lista della coalizione è quella del Partito democratico, che - diversamente da tutti gli altri comuni visti sin qui - conferma la tradizione avellinese di non inserire nel contrassegno alcun riferimento territoriale o al candidato sindaco, proponendo solo il simbolo ufficiale del partito senza aggiunte. In tutte le competizioni elettorali cui ha partecipato, il Pd è sempre risultato la lista più votata, anche quando il candidato sostenuto non ha vinto le elezioni: ci riuscirà anche questa volta?

domenica 3 maggio 2026

Lecco, simboli e curiosità sulla scheda

Oltre a Mantova, il secondo capoluogo di provincia della Lombardia chiamato al voto amministrativo il 24 e il 25 maggio è Lecco. Tra i comuni che hanno rinnovato la loro amministazione a settembre del 2020 (a causa del differimento delle elezioni per la pandemia), dunque con gli organi in carica da quasi cinque anni e mezzo, Lecco si presenta al voto al primo turno elettorale ordinario successivo alla scadenza naturale della consiliatura, iniziata con un voto al cardiopalmo (primo turno finito col centrodestra al 48,71%, ballottaggio vinto dal candidato di centrosinistra con soli 31 voti di distacco).
A contendersi la carica di sindaco saranno cinque persone (incluso il primo cittadino uscente), sostenute in tutto da 11 liste. Si tratta di uno dei pochi casi in cui la competizione è più affollata rispetto alla precedente: nel 2020, infatti, a rispetto della riduzione del numero delle firme da raccogliere, gli aspiranti sindaci erano 4, mentre le liste erano 10.
 
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Francesca Losi

1) Lista civica per l'identità

Il sorteggio ha collocato in prima posizione Francesca Losi, nativa di Lecco, vicesegretaria del Partito popolare del Nord, guidato da Roberto Castelli (ed eletta consigliera a Pontida nel 2024 per la lista Partito popolare del Nord - Grande Nord). Si presenta sostenuta da una sola formazione, Lista civica per l'identità: al di sotto del riferimento alla candidata (bianco su fondo azzurro) trovano posto le miniature del Ppn e di un simbolo locale, Città manzoniana-Cultura lombarda, che per il bordo rosso e una grafica somigliante a un sole può ricordare in parte il Psdi; in realtà il disegno è una "corona lombarda" (o "sperada" o "guazze"), l'acconciatura femminile storicamente legata alla figura manzoniana di Lucia Mondella. Non a caso, insieme alle politiche per la natalità, l'impegno per rendere Lecco una "città letteraria" e per valorizzare e difendere l'identità culturale sono tra le priorità del programma di Losi. 
 

Filippo Boscagli

2) Forza Italia

Secondo aspirante alla carica di sindaco è Filippo Boscagli, consigliere comunale lecchese dal 2006 ed espressione del centrodestra. Lo sosterranno quattro liste e la prima a essere sorteggiata è quella di Forza Italia: il partito guidato da Antonio Tajani presenta come contrassegno una variante già vista del proprio emblema elettorale, con i tre elementi del simbolo ufficiale (bandierina, cognome di Silvio Berlusconi e riferimento al Ppe) compressi nella parte superiore del cerchio - circa i due terzi dell'area - e riserva il segmento blu inferiore al riferimento al candidato sindaco. Nel 2020 la lista aveva superato il 14% all'interno della lista "Lecco merita di +".
   

3) Filippo Boscagli sindaco di Lecco

La seconda formazione in appoggio al candidato del centrodestra è Filippo Boscagli sindaco di Lecco: più che una "civica personale", per il candidato è una "lista completamente trasversale per età, professioni e storie personali", ai cui componenti è stato chiesto "di aderire al programma e di non avere tessere di partito" (è probabile che vari candidati facciano riferimento anche al mondo dell'associazionismo, di cui fa parte anche la Compagnia delle Opere che ha invitato a sostenere Boscagli). Nel contrassegno dominano il blu e il celeste (che sono i colori della tradizione sportiva lecchese) nonché il giallo con cui è scritto il nome del candidato. 
 

4) Fratelli d'Italia

La terza lista che sostiene Boscagli è quella di Fratelli d'Italia, vale a dire il partito del cui gruppo fa parte proprio il candidato sindaco; nel 2020 aveva ottenuto due consiglieri sfiorando il 9%, ma questa volta il risultato nelle urne potrebbe essere decisamente migliore. Il simbolo ha la stessa struttura di quello visto a Mantova e a Salerno, con il nome e il cognome gialli di Giorgia Meloni nella parte superiore, affiancati alla parola "per", poi subito sotto il riferimento al candidato sindaco al centro (bianco, sempre su fondo blu), mentre il simbolo ufficiale del partito sta in miniatura nella parte inferiore del cerchio, in gran parte bianca. 
 

5) Lega

Quarta e ultima lista della coalizione di centrodestra è quella della Lega, che nel 2020 aveva ottenuto il 13,69%, poco meno di Forza Italia, conquistando tre eletti. In quell'occasione sotto ad Alberto da Giussano c'era il cognome di Matteo Salvini accompagnato al riferimento alla Lombardia; stavolta invece nel segmento circolare blu c'è soltanto il nome della città di Lecco in giallo (si tratta dell'unico contrassegno della coalizione a non contenere il riferimento al candidato sindaco). Come cinque anni e mezzo fa, poi, nella parte sinistra del contrassegno c'è la "pulce" della Lega Lombarda, la stessa vista anche a Mantova e ormai consolidata nelle elezioni locali in territorio lombardo.
 

Giovanni Colombo

6) Patto per il Nord

Terzo aspirante alla carica di sindaco è Giovanni Colombo, geometra e laureato in scienze politiche, un lungo impegno nella direzione di grandi opere infrastrutturali. Cofondatore di Patto per il Nord, Colombo si presenta sostenuto da un'unica lista, presentata proprio dalla sua formazione politica (che dunque si troverà a competere con il Partito popolare del Nord, il cui segretario Roberto Castelli era stato tra i fondatori del Patto). Il contrassegno riporta in alto il nucleo grafico del Patto per il Nord - con Pinamonte da Vimercate a fianco del nome - sia pure ridotto di dimensioni, per fare posto in basso al riferimento al candidato sindaco. Da segnalare la presenza, come capolista, di Lorenzo Bodega, ex sindaco di Lecco, ex senatore leghista ed ex promotore di Siamo Gente Comune.
 

Mauro Fumagalli

7) Orizzonte per Lecco

La quarta candidatura, in ordine di estrazione, è quella di Mauro Fumagalli, già direttore dell'Ente scuola professionale edile con un passato di consigliere comunale (fu l'ultimo capogruppo della Dc). Sostenuto a livello politico da Azione, Insieme e dai gruppi consiliari Appello! per Lecco e il gruppo consiliare Per Lecco, per superare una "tenaglia bipolare" si presenta appoggiato da una sola lista, Orizzonte per Lecco. Il candidato stesso, alla fine dello scorso anno, aveva spiegato le ragioni alla base del nome e del simbolo: "Il 'per' dà la cifra nostro impegno per la città, non scendiamo in campo per far guerra a qualcuno. Lecco è il cuore del nostro progetto, è la nostra città che vogliamo veder crescere. 'Orizzonte' è ciò che ci deve aiutare a tenere sempre lo sguardo alto e avanti, vogliamo portare proposte e idee che guardano al futuro. [...] Nel simbolo il colore predominante è il blu del cielo e del lago, attraversato da una linea bianca che ricorda in modo stilizzato sia le nostro montagne che le onde del lago, ma anche delle persone che si tengono per mano. E poi il nome della lista in giallo, come il sole perché vogliamo far nascere una nuova luce sulla nostra città".
 

Mauro Gattinoni

8) Partito democratico

Quinto e ultimo candidato in questa competizione elettorale è Mauro Gattinoni, sindaco uscente, eletto - come si è detto - sul filo di lana al ballottaggio nel 2020. Come allora si presenta sostenuto da quattro liste, la prima delle quali è espressione del Partito democratico. Il simbolo è esattamente identico a quello presentato cinque anni e mezzo fa, con il logo e ufficiale lievemente ridotto e innalzato per fare posto, in basso, a un segmento circolare verde contenente l'espressione "Gattinoni sindaco", con il cognome del candidato decisamente in evidenza (nel 2020 la lista ottenne 9 consiglieri con il 18,36%).
 

9) AmbientalMente Lecco

Viene direttamente dallo scorso confronto elettorale anche la seconda lista, AmbientalMente Lecco, dalla sensibilità ecologista. Il simbolo, anche in questo caso, è identico a quello schierato nel 2020: sullo sfondo c'è il profilo verde dei monti lecchesi, su cui si stagliano due alberi bianchi stilizzati (un albero simile si vede anche nella prima lettera del nome della lista, collocato subito sotto), mentre la parte inferiore del simbolo, blu e ondulata (in cui è ospitato anche il riferimento al ri-candidato sindaco), ricorda piuttosto "quel ramo del lago di Como".  
 

10) Alleanza Verdi e Sinistra

La terza lista della coalizione di centrosinistra, oltre a essere l'unica lista della compagine a non contenere un riferimento al sindaco uscente in cerca di conferma, è formalmente la sola novità di quella stessa coalizione rispetto a cinque anni e mezzo fa. Quest'anno, infatti, a sostegno di Gattinoni c'è anche Alleanza Verdi e Sinistra (con lo stesso simbolo coniato per le elezioni politiche del 2022), mentre nel 2020 si era presentata la lista Con la sinistra cambia Lecco (almeno parzialmente sovrapponibile quanto all'area politica di riferimento), che elesse tre consiglieri con il 5,70%.
 

11) Fattore Lecco

Ultima lista della coalizione di centrosinistra e dell'offerta elettorale lecchese è Fattore Lecco, lista civica nata nel 2020 proprio per sostenere la candidatura di Gattinoni e confermata in questo nuovo appuntamento elettorale in cui il sindaco uscente cerca il bis. Il simbolo è identico a quello utilizzato cinque anni e mezzo fa, imperniato sul rosso vermiglio e sull'azzurro chiaro; il segno grafico principale è una "L" creata da tre linee ripiegate a 90 gradi, sormontate da una montagna stilizzata, collocata sopra al nome della lista; poco meno di metà del contrassegno è occupata dal riferimento al candidato (il carattere è lo stesso che ha adottato anche il Pd per lo stesso elemento).    

venerdì 1 maggio 2026

Prato, simboli e curiosità sulla scheda

In Toscana i capoluoghi di provincia chiamati a rinnovare la propria amministrazione il 24 e il 25 maggio saranno tre. Tra essi figura anche Prato, nonostante le elezioni precedenti si siano tenute solo nel 2024: Ilaria Bugetti, eletta sindaca allora sostenuta dal "campo largo", si è infatti dimessa solo un anno dopo l'elezione, dopo la notizia del suo coinvolgimento in un'indagine in materia di corruzione. Dopo una decina di mesi di commissariamento, dunque, il comune toscano torna al voto in netto anticipo rispetto alla scadenza naturale dell'amministrazione eletta due anni fa.
Chi si recherà ai seggi sulla scheda elettorale troverà 6 aspiranti sindaci, sostenuti da 12 liste: nel 2024 i pretendenti alla carica principale erano nello stesso numero, ma i simboli che li appoggiavano erano 15, uno in meno di quelli visti nel 2019 (quando però a contendersi il ruolo di sindaco erano stati in 8). Mentre si scrive, tuttavia, si è ancora in attesa della sentenza del Tar di Firenze sul ricorso presentato da Mario Adinolfi per opporsi all'esclusione della sua candidatura a sindaco: se ne darà conto alla fine dell'articolo e verranno forniti aggiornamenti (eventualmente anche sull'ordine del sorteggio). 
 
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Matteo Biffoni 

1) Casa riformista - Orgoglio per Prato

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Matteo Biffoni, anzi, la ricandidatura, essendo stato lui sindaco di Prato per due mandati pieni, dal 2014 al 2024. Conterà sul sostegno di cinque liste, la prima delle quali è Casa riformista - Orgoglio per Prato: si tratta ovviamente dell'evoluzione elettorale di Italia viva, elaborata in vista delle regionali toscane dello scorso anno (promotrice risulta essere l'assessora regionale Cristina Manetti), ma connotata da accenti e partecipazioni di natura civica. Lo dimostra la seconda parte del nome, scritta in fucsia e blu - gli stessi colori di Iv che tingono l'immagine della casa e del suo terreno - su fondo bianco, anche se inspiegabilmente sono stati usati due caratteri diversi, che ben poco si parlano con il Futura di Casa riformista.   
 

2) Biffoni sindaco

La seconda lista della coalizione del "campo largo" è senza dubbio quella più vicina al candidato alla guida dell'amministrazione: Biffoni sindaco. Anche nel 2019 c'era una lista con lo stesso nome (nel 2014 c'era un più elaborato Con Matteo Biffoni per Prato), ma allora il cerchio era tutto blu, con la parola "sindaco" collocata su una fascetta arancione; questa volta invece il contrassegno è decisamente più bianco, con il cognome blu in enorme evidenza e la parola sindaco rossa, seguita da un punto (come a voler suggerire nettezza, senza bisogno di aggiungere altro); gli stessi colori - prevalenti nello stemma cittadino - tingono un rettangolo orizzontale collocato nella parte destra, attraversato a un quarto dell'altezza da un filetto bianco. 
 

3) Alleanza Verdi e Sinistra

In terza posizione nella coalizione che appoggia Biffoni compare il contrassegno di Alleanza Verdi e Sinistra: questo aveva già partecipato alle elezioni amministrative del 2024, ma in forma ampliata (alla Snistra civica ecologista, nella Sinistra unita - Prato), ottenendo un consigliere col 3,89%. Questa volta, invece, il simbolo è identico a quello coniato in vista delle elezioni politiche del 2022, senza che sia stata introdotta alcuna specificazione territoriale o senza che sia indicato il nome del candidato alla guida dell'amministrazione.
 

4) MoVimento 5 Stelle

Nel 2024 aveva ottenuto quasi gli stessi voti di Avs - sei in più, arrivando al 3,9% e all'elezione di un rappresentante in consiglio - il MoVimento 5 Stelle, che dunque aveva scelto di schierarsi nel "campo largo" (mentre nel 2019 e nel 2014, quando il centrosinistra aveva proposto Biffoni, si era presentato con candidature autonome). Il contrassegno proposto in quest'occasione è esattamente identico a quello schierato due anni fa - quello con il riferimento all'anno 2025 nel segmento inferiore rosso - anche in questo caso senza alcuna altra aggiunta rispetto all'emblema ufficiale.
 

5) Partito democratico

Quinta e ultima lista della coalizione del "campo largo" è quella presentata dal Partito democratico, cioè il partito che esprime il candidato sindaco. Il logo ufficiale del partito lascia il posto nella parte inferiore a un segmento biconvesso rosso che contiene il riferimento al candidato. Proprio su Biffoni, sui due mandati già svolti e sull'interpretazione dell'art. 51, comma 2 del Testo unico degli enti locali ("Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco [...] non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente ricandidabile alle medesime cariche") si è scatenata una polemica politica nelle scorse settimane con alcuni avversari di Biffoni; il ministero dell'interno, tuttavia, avrebbe confermato in un parere chiesto dalla prefettura che per interrompere la consecutività tra la fine del secondo mandato e l'inizio dell'eventuale terzo basta che frattanto sia stato eletto un diverso sindaco, a prescindere dalla durata della permanenza in carica di quest'ultimo. 
 

Emilio Paradiso

6) Alleati per Prato

Secondo candidato alla carica di sindaco è Emilio Paradiso, eletto nel 2009 in consiglio con la Lega Nord, uscito per formare il gruppo Lega Toscana, poi rientrato e infine espulso nel 2014. Torna a presentarsi quest'anno con la lista Alleati per Prato, la stessa con cui aveva cercato di concorrere due anni fa (mentre era stato escluso per insufficienza di firme, dopo l'eliminazione delle sottoscrizioni doppie). Il simbolo ha al centro la sigla del nome bianca su fondo blu (un carattere simile a quello usato da Forza del Popolo), parzialmente nascosta da "tre figure stilizzate umanoidi, disposte affiancate, che richiamano i colori della bandiera italiana" (ma che, soprattutto, fanno pensare all'elemento grafico caratteristico delle liste "Prima ...", di matrice leghista); alla sigla è abbinata la parola "civici". Nella parte inferiore bianca è contenuto il riferimento al candidato, a fianco della bandiera del Granducato di Toscana (la stessa usata dalla Lega Toscana in passato). 
 

Gianluca Banchelli

7) Forza Italia

Il terzo candidato alle comunali di Prato è Gianluca Banchelli, consulente strategico per aziende. Lo sostiene tutto il centrodestra, articolato in tre liste. La prima, in ordine di sorteggio, è quella di Forza Italia, che - come mostra il contrassegno nel segmento blu ricavato nella parte inferiore, a costo di schiacciare il cognome di Silvio Berlusconi - contiene anche candidati dell'Unione di centro. Va segnalato che in un primo tempo Forza Italia aveva proposto la candidatura dell'ex assessora Rita Pieri, per poi convergere su Banchelli (e Pieri non è nemmeno in lista).
 

8) Fratelli d'Italia

Seconda lista della coalizione di centrodestra è quella di Fratelli d'Italia, la più legata allo stesso Banchelli, già consigliere comunale a Prato e candidato proprio per Fdi alle ultime elezioni regionali. Il contrassegno utilizzato - identico a quello di due anni fa, quando aveva ottenuto il 17,79% - è lo stesso che il partito guidato da Giorgia Meloni ha impiegato alle elezioni europee che si svolsero proprio contemporaneamente al precedente voto per le comunali: nella parte superiore blu ci sono il nome del partito bianco in alto, il riferimento giallo alla leader subito sotto, al centro del cerchio; sotto alla striscetta tricolore, c'è la fiamma storica del Msi con base lineare.
 

9) Lega

Terza e ultima formazione elettorale a sostegno di Banchelli è quella presentata dalla Lega (che in un primo tempo sembrava pronta a sostenere la candidatura di Claudiu Stanasel). Anche in questo caso il contrassegno è identico a quello di due anni fa, ma anche a quello delle elezioni del 2019 e la cosa in questo caso appare ulteriormente significativa: si tratta di uno dei non frequenti casi in cui, sotto alla statua di Alberto da Giussano, nel segmento blu è riportata ancora la dicitura "Salvini premier", la stessa inaugurata alle elezioni politiche del 2018. Certo, se nel 2019 il simbolo aveva raccolto il 22,84% (con 6 consiglieri, a dispetto della sconfitta della coalizione), due anni fa la lista aveva solo sfiorato il 3%, dunque cercherà di migliorare.
 

Enrico Zanieri

10) Unità popolare

Esaurite le coalizioni presentate, il sorteggio ha collocato in quarta posizione Enrico Zanieri, operatore sociale e padre di due figli, nonché segretario provinciale del Partito comunista italiano. A sostenerlo è la lista Unità popolare, che - escludendo fin dall'inizio ogni possibilità di alleanze - raccoglie il Partito della rifondazione comunista, Potere al Popolo! e il Pci; le miniature dei tre simboli stanno nel segmento rosso biconvesso collocato nella parte inferiore, mentre sopra - su fondo bianco - c'è il nome rosso della lista, sormontato da una stella anch'essa rossa. 
 

Jonathan Targetti

11) L'alternativa c'è

Il quinto candidato alla guida dell'amministrazione pratese è Jonathan Targetti, imprenditore nel settore dell’antiquariato e del vintage militare, nonché blogger. Targetti si era già proposto come sindaco due anni fa, candidando di fatto il suo blog, Targettopoli; questa volta, invece, è sostenuto dalla lista L'alternativa c'è (un nome che ricorda il primo nome provvisorio degli espulsi dal MoVimento 5 Stelle che non votarono la fiducia al governo Draghi, ma che non c'entra nulla: a sostenere la candidatura, infatti, sono Partito liberaldemocratico, Ora!, Radicali pratesi, Liberisti italiani, Unione liberale, Prato libera & sicura, Una nuova prato e Lista civica Taiti). Il simbolo ha al centro una "stilizzazione del Castello dell'imperatore di Prato", di colore giallo e blu, collocata davanti a una fascia arancione; in alto, nella semicorona blu chiaro, trova posto il nome della lista, mentre nel segmento in basso blu scuro c'è il riferimento al candidato.
 

Claudio Belgiorno

12) Lista civica Claudio Belgiorno sindaco

Chiude le candidature a sindaco quella di Claudio Belgiorno, già consigliere di Fratelli d'Italia, partito abbandonato nel 2025 a seguito di indagini che lo avevano riguardato (una, in materia di rimborsi per attività politica, si è chiusa con l'archiviazione). Belgiorno ha raccolto le firme per candidarsi con una formazione denominata semplicemente Lista civica Claudio Belgiorno sindaco: il contrassegno, molto semplice, contiene il nome intero della lista, con il nome e - soprattutto - il cognome in grande evidenza al centro, di colore blu, sottolineati con una linea tricolore; il tutto è racchiuso in una doppia circonferenza blu e gialla.
 

La candidatura esclusa di Mario Adinolfi (Il Popolo della famiglia)

Come si è anticipato, nel sorteggio non è rientrata la candidatura di Mario Adinolfi, che si era presentato sostenuto dalla sola lista del Popolo della famiglia (con tanto di aggressione / "correzione fraterna" all'inviato delle Iene). Alla base dell'esclusione non c'è ovviamente il contrassegno (lo stesso intatto da dieci anni), ma un giudizio negativo sulla sufficienza delle sottoscrizioni presentate a sostegno della lista. Leggendo l'atto della Commissione elettorale circondariale (meritoriamente pubblicato sull'albo pretorio del comune di Prato: non sempre questo accade, in caso di ricusazioni), si apprende che delle 463 sottoscrizioni depositate (quasi tutte rese "nel comune di Riolo Terme - RA - e tutte lì autenticate dal locale consigliere comunale Mirko De Carli", pratica riconosciuta legittima dal Consiglio di Stato), 371 erano "riconducibili a cittadini iscritti nelle liste elettorali del comune di Prato"; di queste ultime, però, 12 sarebbero riconducibili a persone che avevano già sottoscritto un'altra lista depositata in precedenza e 49 sarebbero state riferite a persone "identificate in virtù di documenti di identità scaduti" (particolare ritenuto dalla commissione "non una mera irregolarità formale", essendo "la necessaria e sicura identificazione dei sottoscrittori [...] attraverso documento di riconoscimento valido è un requisito essenziale del procedimento di autenticazione"); di più, la stessa commissione avrebbe individuato due firme riconducibili a persone decedute che hanno portato a ritenere nullo l'intero atto separato che le conteneva (a causa di un "evidente e macroscopico caso di 'falsità non innocua' che, inficiando l'affidabilità e credibilità dell'atto nel suo iniseme, ne comporta la nullità per intero") e avrebbe acquisito le dichiarazioni di due pratesi, figuranti tra i firmatari, che "affermano di non aver mai reso tale sottoscrizione". Tutto ciò ha portato la lista di Adinolfi a 293 firme, al di sotto delle 350 richieste per la valida presentazione della candidatura.
Nel suo ricorso, depositato il 28 aprile, Adinolfi lamenta come alla delegata di lista l'esclusione sia stata annunciata solo telefonicamente (dunque senza forme scritte, ma in effetti il provvedimento è stato pubblicato - come detto - all'albo pretorio) e senza alcuna contestazione esplicita circa le altre criticità legate al numero insufficiente di firme ritenute valide. Circa le ragioni alla base dell'invalidità di alcune sottoscrizioni, per Adinolfi si tratterebbe di tesi "prive di fondamento", risultando dal verbale di presentazione la consegna di 370 sottoscrizioni ed essendo le 12 firme "doppie" state raccolte "in data 12 aprile 2026 antecedentemente [...] rispetto al momento in cui le altre liste avevano anche solo completato le candidature"; quanto alle 49 firme di persone identificate con documenti scaduti, per loro non verrebbe meno "la condizione di elettore comprovata dal certificato elettorale" (circa i defunti, l'aspirante sindaco aveva detto ai media "nessun morto è in possesso di un certificato elettorale"). Per Adinolfi, dunque, questi elementi dovrebbero far applicare il favor partecipationis e portare alla riammissione della lista (del resto lo stesso ricorso lamenta come attraverso i media si sia appreso che "la lista di Targetti [...] aveva sbagliato i moduli ma poi è stata accettata col benestare anche di tutte le altre liste 'rivali'", ponendo rimedio a una "bischerata" mancante sui moduli, prontamente sistemata, mentre al Popolo della famiglia sarebbe stato riservato un altro trattamento). 
Si vedrà l'esito dell'udienza, fissata peraltro per il primo giorno utile che - a causa della festa del 1° maggio caduta di venerdì - sarà solo il 4 maggio (quindi sei giorni dopo il deposito), quando ormai mancano 20 giorni all'apertura delle urne. 

mercoledì 29 aprile 2026

Salerno, simboli e curiosità sulla scheda

Anche in Campania, nel turno ordinario di elezioni amministrative previsto per il 24-25 maggio 2026, saranno due i capoluoghi di provincia chiamati a rinnovare l'amministrazione: Avellino e Salerno. La sfida principale, che già riceve più attenzione dai media, è quella relativa a quest'ultima città: ciò è dovuto soprattutto alla nuova candidatura alla guida del comune di Vincenzo De Luca, dopo i dieci anni di presidenza della giunta regionale campana (2015-2025, periodo nel quale il comune è stato guidato da Vincenzo Napoli) e dopo essere stato eletto in passato per quattro volte alla stessa carica di sindaco (1993, 1997, 2006 e 2011, mandato interrotto anzitempo proprio per la vittoria alle regionali).
Insieme a De Luca, aspirano al ruolo di guida dell'amministrazione salernitana altri sette tra uomini e donne; in tutto, queste 8 persone saranno sostenute da 21 liste. Se la scheda sembra affollata, occorre ricredersi: nel 2021, infatti, a sfidarsi per la carica più alta della città erano in 9 e i simboli addirittura 31. Di seguito si riportano i simboli in ordine di sorteggio; vale la pena sottolineare che - in mancanza dei file ufficiali del mnifesto o della scheda elettorale - alcuni contrassegni sono stati ricostruiti a partire dai documenti ufficialmente depositati dalle liste (in particolare le previsioni di spesa), non essendo disponibili le immagini corrette.
 
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Vincenzo De Luca

1) Progressisti per Salerno

La scheda elettorale, in base al sorteggio, si apre con la nuova candidatura di Vincenzo De Luca come aspirante sindaco di Salerno; la sua coalizione è la più numerosa delle quattro presentate, essendo composta da 7 liste. La prima è quella storicamente legata a De Luca e alla sua stessa città, Progressisti per Salerno. Formalmente si tratta di una lista civica (contrassegnata dalla stilizzazione dell'acquedotto medievale della città, noto come "Ponte dei diavoli"), ma - come suggerisce anche la resa con i colori rosso e verde - la formazione è sostanzialmente espressione del Partito democratico, che da anni non si presenta con il proprio simbolo (il segretario regionale dem, Piero De Luca, ha dichiarato che nelle liste civiche della coalizione sono raccolte "esperienze democratiche, progressiste, riformiste, moderate e popolari").
 

2) Insieme per Salerno - Federazione di centro

Al secondo posto all'interno della coalizione che appoggia Vincenzo De Luca si trova il simbolo di Insieme per Salerno - Federazione di centro, una lista che ha sorpreso molti all'atto della sua comparsa. All'interno del contrassegno a fondo azzurro-blu sfumato, infatti, trovano posto tre simboli in miniatura: quello dei Pensionati consumatori di Luigi Pergamo (lo stesso che in passato presentò al Viminale Lega per l'Italia e che pochi mesi fa aveva schierato la sua lista con Cirielli alle regionali), quello della Democrazia cristiana che si riconosce nel segretario facente funzione Gianpiero Samorì (dopo le dimissioni di Totò Cuffaro) e quello del Centro per la Libertà (formazione - il cuo simbolo ricorda molto quello del Popolo della libertà - legata a livello regionale a Ortensio De Feo che alle ultime regionali aveva concorso alla lista della Democrazia cristiana con Rotondi, sempre in appoggio a Cirielli).
 

3) Avanti Salerno - Partito socialista italiano

La terza lista della coalizione deluchiana è Avanti Salerno, presentata dal Partito socialista italiano. Si tratta del simbolo - in cui campeggia la corolla di un garofano bianco a contorni rossi vista di scorcio, sopra il nome che richiama la storica testata socialista - che circa un anno fa era stato ideato e messo a disposizione proprio dal Psi per cercare di intercettare un elettorato non solo socialista, ma più in generale riformista e progressista; la stessa lista, non a caso, con il riferimento alla Campania, era stato impiegato alle ultime elezioni regionali ed era riuscito a ottenere ben tre seggi (gli stessi che il Psi ha eletto nel 2021 alle comunali salernitane, grazie all'8,24% ricevuto).
 

4) Salerno per i giovani

Anche il quarto simbolo della coalizione deluchiana è già noto a chi segue le elezioni salernitane. Salerno per i giovani, infatti, è la lista civica che supportò De Luca già nel 2006 (insieme ai soli Progressisti per Salerno) e che è stata confermata in tutti gli appuntamenti elettorali successivi: cinque anni fa ottenne 3 consiglieri con il 9,56%, collocandosi al terzo posto nella coalizione in appoggio a Napoli. Il simbolo è rimasto praticamente identico a se stesso, con le sagome di sette persone che si tengono abbracciate su un fondo bianco sfumato d'azzurro, circondato da una corona rossa che contiene il nome bianco della lista.
 

5) Cristiani Democratici 

Si pone come lista non partitica, ma legata a una ben precisa area politica la formazione Cristiani Democratici, la cui struttura grafica e i caratteri utilizzati ricordano moltissimo Campania libera, la formazione diretta espressione di Vincenzo De Luca che ottennne risultati molto significativi (sempre sopra il 10%) nel 2011, nel 2016 e cinque anni fa; il cerchio è sempre tagliato in due parti in senso trasversale, ma invece che azzurro e verde, i due campi sono tinti di rosso e di blu, colori storicamente legati all'area democristiana e (soprattutto) post democristiana.
 

6) A Testa Alta

Al sesto posto della coalizione che appoggia Vincenzo De Luca c'è la lista civica che di certo può dirsi più vicina al candidato: A testa alta, infatti, è la stessa formazione che era stata presentata pochi mesi fa alle regionali campane nella coalizione che sosteneva Roberto Fico, essendo ben nota a tutti l'impronta deluchiana delle liste (anche se il presidente uscente della Regione dovette rinunciare a inserire il proprio cognome all'interno del contrassegno). Nel contrassegno utilizzato in quell'occasione è stato conservato il colore azzurro del mondo mentre è stato riscritto il nome con un carattere bastoni (simile al Tw Cen), almeno sui moduli di preventivo e accettazione della candidatura: circolano infatti altre versioni con un font graziato.
 

7) Davvero

Anche l'ultima lista che sostiene la nuova candidatura di Vincenzo De Luca è già nota a chi abbia una discreta conoscenza delle elezioni in Campania: Davvero, infatti, è una formazione storicamente legata a Michele Ragosta, che anche in questo caso ha promosso la lista di sensibilità ecologista (dieci anni fa sostenne Napoli nella sua prima vittoria, ottenendo due eletti con la lista presentata insieme ai Verdi, mentre nel 2021 fece parte della coalizione che appoggiò Barone, senza pero eleggere consiglieri con l'1,87%). Il contrassegno è identico a quello di cinque anni fa, con il nome della lista su fondo bianco reso in versione tricolore (con le due "V" leggermente sovrapposte), accompagnato alla dicitura "ecologia&diritti", mentre la parte inferiore del cerchio - con la base curva - è colorata di verde scuro, con una striatura più chiara.
 

Alessandro Turchi 

8) Per una Salerno migliore

Esaurite le sette liste della coalizione di Vincenzo De Luca, il sorteggio ha collocato l'unica lista che appoggia Alessandro Turchi, pensionato, già dirigente scolastico, nonché sociologo e giornalista e presidente dell'associazione Salerno migliore. Non a caso, la sua lista - evoluzione di quell'esperienza - si chiama Per una Salerno migliore e il cuore del contrassegno è dato dal logo dell'associazione-gruppo: tre sagome umane stilizzate multicolori - azzurro, verde, giallo e viola - e che si tengono per mano accanto al nome della città (la cui "o" è trasformata in un segno a metà tra la ruota dentata e il fiore, bagnato da un mare altrettanto stilizzato), mentre la parola "migliore" è scritta in un carattere più elegante e la prima "i" è parte del corpo di un pesce; nella parte inferiore si legge il riferimento al candidato sindaco (di non immediata lettura, essendo collocato proprio sul confine di un segmento curvilineo verde chiaro).

Armando Zambrano 

9) Noi Popolari Riformisti - Unione di centro

Il terzo aspirante al ruolo di sindaco è Armando Zambrano, ingegnere civile e strutturista, già presidente dell'ordine professionale a livello provinciale. A sostenerlo è una coalizione di tre liste, la prima delle quali unisce Noi popolari riformisti (gruppo di collocazione centrista "che unisce la tradizione democratico-cristiana con la volontà di cambiamento strutturale" e si distingue con le sagome arancioni e azzurre di due scudi congiunti, racchiusi in una circonferenza bianca e rossa: di fatto sono i Popolari e Moderati di Aniello Salzano) e l'Unione di centro, che propone il suo simbolo ufficiale sostanzialmente senza modifiche (al di là di un ritocco alla parola "Italia"). Del fregio colpiscono il riferimento al candidato proposto con un carattere in stile art deco e la struttura grafica che ricorda molto quella della lista Noi moderati presentata alle elezioni politiche del 2022.
 

10) Oltre in Azione 

La compagine riformista in appoggio a Zambrano comprende anche la lista Oltre in Azione: il nome stesso suggerisce il concorso alla lista del partito guidato a livello nazionale da Carlo Calenda, che si riserva la parte inferiore del contrassegno, proponendo il prooprio logo blu su fondo bianco e accompagnandolo al riferimento al candidato (piccolo ma relativamente leggibile). In qualche modo il fregio elettorale riprende i colori dello stemma cittadino, visto che il semicerchio inferiore è campito di rosso e ospita la scritta "Oltre" di colore giallo (tradizionalmente legato, tra l'altro, all'area liberale, ma in questo caso ricorda piuttosto una delle liste che cinque anni fa avevano sostenuto Barone).
 

11) Salerno di tutti

Terza e ultima lista presentata a favore di Zambrano è Salerno di tutti, che su fondo arancione colloca le miniature di Salerno attiva (simbolo in cui spicca un'ancora bordeaux), Italia animalista (con la testa di un animale stilizzata in blu e un'impronta rossa) e Ali per la città (col profilo di una costa e un uccello stilizzato rosso ad ali spiegate nel cielo). In origine, peraltro, la lista era denominata Salerno democratica, ma - come conferma Michele Capano, delegato della lista - dopo aver riscontrato che portava lo stesso nome una lista del candidato Lanocita, un confronto tra i due aspiranti sindaci ha suggerito il cambio del simbolo prima del deposito delle candidature (nella dichiarazione preventiva sulle spese, però, è rimasto il vecchio emblema).  

Francesco (detto Franco Massimo) Lanocita 

12) Alleanza Verdi e Sinistra

Dopo la coalizione di Zambrano, il sorteggio ha collocato un'altra compagine "a tre punte", a sostegno di Francesco Lanocita (detto Franco Massimo): guardando la sua composizione appare plasticamente chiaro che il "campo largo" a Salerno non si presenta unito. Il primo simbolo a comparire, infatti, è quello dell'Alleanza Verdi e Sinistra, che corre con lo stesso simbolo coniato per le elezioni politiche del 2022. È il caso di ricordare che Europa verde cinque anni fa aveva sostenuto Napoli, anche se 1,55% ottenuto non era stato sufficiente per eleggere un proprio rappresentante in consiglio.
 

13) MoVimento 5 Stelle

Se il MoVimento 5 Stelle nel 2011 aveva corso da solo (col candidato Andrea Cioffi, ora delegato di lista) e - dopo aver saltato la competizione del 2016 - cinque anni aveva sostenuto Elisabetta Barone, questa volta ha scelto di fare parte del gruppo di liste in appoggio a Lanocita. Il contrassegno è uguale a quello schierato nel 2021, che riportava già nella parte inferiore il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica. Ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento sul destino del "campo largo" vista la situazione elettorale di Salerno, il presidente della Regione Roberto Fico, espressione del M5S, ha risposto solo "Non si è fatto un accordo. Non c'è niente da dire".
 

14) Salerno democratica

Terza e ultima lista su cui Lanocita potrà contare è Salerno democratica, nella quale si è scelto di candidare "tutti quelli che non sono espressione del M5S e di Avs, ma che credono nel progetto di quel campo largo che ha ottenuto ottimi risultati alle scorse Regionali e che a Salerno è orfano del Pd per il veto posto dall'ex governatore". Il simbolo è un cerchio diviso in due semicerchi - uno bianco e uno blu, con il riferimento al sindaco nella parte superiore e il nome della lista in quella inferiore - e con due onde del mare stilizzate e sfumate al centro, una delle quali fa un ricciolo proprio accanto al nome del candidato.

Domenico (detto Mimmo) Ventura 

15) Dimensione Bandecchi

Quinto aspirante al ruolo di sindaco di Salerno è Domenico (Mimmo) Ventura, consigliere uscente essendo stato eletto nel 2021 con Fratelli d'Italia, ma uscito dal partito e dal gruppo all'inizio del 2024 (dopo la mancata elezione a consigliere provinciale, anche per la mancata partecipazione al voto del capogruppo Michele Sarno). Ventura si candida col sostegno di Dimensione Bandecchi, anche se nel simbolo il cognome del capo del partito è stato decisamente ridotto (al punto da far pensare che il nome della lista sia solo "Dimensione) per lasciare il posto al riferimento al candidato (vero elemento centrale sul fondo blu); nella parte inferiore c'è poco spazio per il tricolore composto dalle tre frecce. 
 

Pio Antonio De Felice 

16) Potere al Popolo!

Fa la sua prima comparsa alle elezioni comunali di Salerno Potere al popolo!, che sulle schede elettorali sosterrà Pio Antonio De Felice, ex funzionario del Ministero della giustizia (in pensione, avendo 74 anni), con una lunga esperienza nelle Rapppresentanze di base e poi nell'Unione sindacale di base. Il simbolo schierato sulle schede è lo stesso coniato in vista delle elezioni politiche del 2018 - e da allora presente senza continuità a livello regionale e locale in varie competizioni - con due archi color amaranto che delimitano il cerchio e contengono il nome scritto in nero, con la stella amaranto sopra l'ultima lettera. 

Gherardo Maria Marenghi 

17) Noi moderati

L'ultima coalizione della competizione salernitana è quella di centrodestra che sostiene Gherardo Maria Marenghi, professore di diritto amministrativo dell'Università di Salerno, membro del Consiglio Superiore per i Beni culturali e Paesaggistici e - lo si segnala con piacere e per correttezza, senza che questo intenda alterare il contenuto di questo articolo - dal 2018 estimatore e motivatore di questo sito. La prima delle quattro liste a essere sorteggiata è quella di Noi moderati, il cui simbolo somiglia a quello impiegato alle ultime regionali in appoggio a Edmondo Cirielli: fondo bianco, in alto il nome del partito guidato da Maurizio Lupi, al centro l'elemento tricolore, in basso il riferimento al candidato. 
 

18) Fratelli d'Italia

La seconda lista della coalizione che sostiene Marenghi è quella del suo partito, Fratelli d'Italia, che nel 2021 ottenne il 4,75%, ma fu pur sempre la lista più votata della coalizione che appoggiava Michele Sarno e che arrivò terza. Il simbolo - guardando al documento di previsione delle spese - è simile a quello visto a Mantova e tipico di varie competizioni elettorali del passato, con il nome di Giorgia Meloni giallo nella parte superiore, il riferimento al candidato sindaco subito sotto - ma sempre su fondo blu - e, nella parte inferiore, il simbolo ufficiale del partito. 
 

19) Forza Italia

Terza lista della coalizione di centrodestra risulta essere quella di Forza Italia. A meritare attenzione qui non è tanto il simbolo utilizzato, identico a quello descritto nello statuto e lì allegato (con la bandierina al centro, il cognome di Silvio Berlusconi al di sotto e in alto il riferimento al Partito popolare europeo disposto ad arco), quanto piuttosto la presenza del partito in questa coalizione: fino al 20 aprile, infatti, Fi era indicata come parte della coalizione di Zambrano, poi il confronto da Cirielli e Fulvio Martuscello ha ricompattato il centrodestra a livello regionale in tutti i comuni superiori e le liste in appoggio a Marenghi sono diventate quattro. 
 

20) Prima Salerno - Lega

Ultima formazione schierata nella compagine che appoggia Marenghi è Prima Salerno. Non si tratta di una novità: già nel 2021, infatti, aveva partecipato una lista con quel nome e che, con il 2,72%, era comunque riuscita ad approdare in consiglio. Com'è noto, liste con la formula "Prima..." sono da anni espressione della Lega per Salvini premier e questa volta è significativo vedere che, sotto al nome collocato accanto all'elemento tricolore e al riferimento al candidato sindaco - blu su pecetta bianca - è comparso anche un pezzo del simbolo della Lega, con il nome e la statua di Alberto da Giussano in bianco. Si tratta di un inserto poco leggibile sulle schede, ma tra gli emblemi della serie "Prima..." questo sembra uno dei meglio confezionati. 

Elisabetta Barone 

21) Semplice Salerno

Chiude le candidature e la scheda elettorale Elisabetta Barone, dirigente scolastica, nel 2021 arrivata seconda (con il 16,76%) sostenuta da sette liste. Questa volta ci riprova, ma nella competizione avrà l'appoggio di una sola lista, Semplice Salerno, già vista anche cinque anni fa. Se allora il fregio aveva il fondo verde (con un papavero rosso nella parte inferiore, insieme alla dicitura "Primavera salernitana"), questa volta il fondo è color vinaccia/Borgogna, con il nome della lista in bianco e il riferimento alla candidata in bianco e giallo, con l'appellativo correttamente declinato al femminile ("sindaca"), come del resto era accaduto già cinque anni fa.