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giovedì 28 aprile 2016

Roma, Fi sta con Marchini (e Bertolaso butta il suo simbolo)

Alla fine la notizia è arrivata: qualcuno se l'aspettava da giorni, anche se non azzardava pronostici almeno su parte del contenuto. La notizia, ovviamente, è il ritiro della candidatura a sindaco di Roma di Guido Bertolaso, concertata evidentemente con Silvio Berlusconi
E' stata una nota di Forza Italia a informare i media che la corsa verso il Campidoglio dell'ex capo della Protezione civile si ferma qualche metro prima della partenza (quando ancora una manciata di ore le interviste e le dichiarazioni in circolazione confermavano il suo rimanere in campo) e che a beneficiare del sostegno di Fi e del suo leader non sarà Giorgia Meloni, ma Alfio Marchini, per il quale Berlusconi non ha mai nascosto le simpatie, anche se questo significa correre nuovamente al fianco degli ex compagni di strada (leggasi "traditori", almeno per qualcuno all'interno di Fi) di Ncd - Area popolare.
Al di là delle valutazioni politiche, strategiche e dietrologiche (non mancano mai, in attesa di leggere i "retroscena" sui giornali di domani), una considerazione sui simboli la si può fare subito. Sembra infatti chiaro che l'emblema Roma sei tu! pensato come "lista personale" di Bertolaso, in seguito al ritiro della sua candidatura, sia destinato a essere sacrificato: certo, la parola "sindaco" in astratto potrebbe essere sostituita con "per Marchini" o "con Marchini", ma in concreto è quasi impossibile, soprattutto perché è difficile credere che la "generosità" e lo "spirito di servizio" di Bertolaso possano arrivare al punto da trasformare colui che fino a ieri era il candidato sindaco prediletto dal leader di Forza Italia in un portatore di acqua illustre.
Diverso, evidentemente, è il caso del simbolo di Forza Italia, che nei giorni scorsi era circolato "personalizzato" col nome di Bertolaso. Qui è molto più probabile che basti sostituire il nome del candidato sindaco: un semplice ritocco grafico, rapido come lo scorrimento di una paletta nei tabelloni delle vecchie stazioni e il gioco sarebbe fatto, con l'emblema pronto ad affiancare i cuori di Marchini e di Roma popolare. 
A questo punto, il centrodestra resterebbe rappresentato da Marchini, da Giorgia Meloni e, salvo novità, anche da Francesco Storace e (per il Movimento sociale italiano di Saya e Cannizzaro) Alfredo Iorio: certo la decisione di oggi sposta qualcosa, ma non sembra ancora in grado di assicurare al centrodestra di arrivare al ballottaggio. 

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Di seguito è giusto riportare il testo intero della nota di Forza Italia, emessa poco dopo le ore 13, per fotografare correttamente la situazione:

domenica 24 aprile 2016

I Pescatori di pace gettano le reti a Roma (con Scilipoti)?

Ammettiamolo, in buona parte ci era sfuggito. Non ci eravamo accorti - noi, drogati di politica che cerchiamo di non perdere dettagli per altri insignificanti sulla vita pubblica del nostro paese - che alle ultime regionali, in Veneto, nella lista del Pd che sosteneva Alessandra Moretti c'era anche un certo Lorenzo Damiano. Particolare trascurabile, dite voi? Non esattamente: lo avessimo saputo, per esempio, saremmo stati edotti del fatto che costui era ed è tuttora il presidente di Pescatori di pace, un "movimento Cattolico di liberi cittadini, uomini e donne, residenti in Italia ed all'estero che condividono i valori del Cristianesimo e della Chiesa, della dignità umana, della centralità della famiglia, della libertà, della ricerca della pace in ogni sua forma, della responsabilità, dell'uguaglianza, della giustizia, della legalità, della solidarietà e della sussidiarietà".
Vi siete ripresi da questo elenco interminabile? Bene, giusto in tempo per sapere che quel movimento era nato durante un pellegrinaggio a Medjugorje ("È stato benedetto dalla Madonna", disse Damiano durante la campagna elettorale per le regionali), tant'è che l'effigie di Maria ha accompagnato anche i manifesti elettorali dello stesso presidente. Nello stesso lancio di agenzia - AdnKronos - si leggeva che lo scopo, già allora, era "evangelizzare la politica, dire che il Paradiso esiste, [...] riportare al centro i valori cristiani": traduzione inevitabile, secondo Damiano, era "basta con questa ideologia gender, il genitore 1 e il genitore 2, l’affitto di uteri, le adozioni gay, i matrimoni gay, le unioni civili". 
Veniva già allora da chiedersi cosa mai c'entrasse con la Moretti e con la sinistra una posizione simile (già più compatibile, al più, erano l'idea di chiudere alle 16 le aziende, per permettere ai genitori di curare i figli o gli anziani - spiegarlo agli imprenditori sarebbe stato più difficile - o l'istituzione di un assessorato "alla pace e alla carità" ... della Città di Dio?). Ora, guardando su internet, si scopre che i Pescatori di pace hanno un loro sito e una pagina Facebook: spulciando le informazioni, ecco emergere che il riferimento politico è cambiato. In successione, infatti, si vedono foto di Damiano alla presentazione del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi e, udite udite, vari scatti in cui il presidente del movimento è l fianco di Domenico Scilipoti Isgrò (sì, aveva il doppio cognome ma noi l'abbiamo sempre trascurato). Proprio lui, Scilipoti, ora eletto in Forza Italia, e che agli occhi di Damiano è "l'unico politico italiano che ha avuto e, ancor di più oggi, l'ardore di Testimoniare una Nuova politica di Amore e di Pace", risultando indubbiamente utile nel progetto di una "Nuova Evangelizzazione della politica nel nome del Cristo Vivente", così come il movimento si propone.
C'è stato nei giorni scorsi anche un incontro con il candidato sindaco di Forza Italia (e anche della rotondiana Rivoluzione cristiana) Guido Bertolaso, che alle sue spalle aveva il simbolo del movimento: un globo piatto, ombreggiato in blu, che porta in sovrimpressione - oltre al nome - una barca a vela sul mare increspato. La barca di Pietro, evidentemente, quella di uno dei primi "pescatori di uomini" che questa volte vorrebbe portare dei "pescatori di pace". E' molto probabile che l'emblema non finisca sulle schede elettorali: raccogliere mille firme non è una passeggiata e non è detto che il logo sia riconosciuto dai cittadini, ma di certo la campagna elettorale per le amministrative rappresenta per Damiano e il suo gruppo un'occasione di visibilità e di "esportazione" del progetto. Basterà per far andare la barca al largo e gettare le reti? 

giovedì 21 aprile 2016

Roma, per Meloni e Bertolaso parlano i manifesti

Tratto dalla foto del manifesto
La sua campagna elettorale inizierà ufficialmente oggi pomeriggio, avendo Matteo Salvini al suo fianco alla Terrazza del Pincio, ma il simbolo della sua lista "personale" Giorgia Meloni l'ha già preparato e probabilmente i romani lo conoscono già. In alcune zone della città, infatti, sono apparsi alcuni manifesti per annunciare proprio l'evento di stasera e, nel mezzo, figura quello che ha tutta l'aria di essere un contrassegno elettorale.
La lista, si diceva, è personale e non potrebbe essere altrimenti, considerando che al centro di tutto non c'è un elemento grafico (come il Colosseo stilizzato e, ovviamente, reinterpretato in chiave tricolore): il nucleo del simbolo è il nome della Meloni, nel senso che, della dicitura "Con Giorgia Meloni sindaco" ad emergere su tutto il resto è la parola "Giorgia", che si staglia - font Helvetica Inserat - in negativo (in bianco, dunque) sul fondo rosso che colora più di metà del cerchio. Questa scelta grafica sembra essere la conferma, ove ce ne fosse bisogno, della posizione di leader della Meloni non solo all'interno del partito, ma anche nell'elettorato di destra (che come tale la ri-conosce) e, se si vuole, anche di come sia sufficiente il suo nome - anche senza cognome - a evocare il personaggio e il suo piglio.
Tratto dalla foto del manifesto
Mentre ci si avvicina alla presentazione ufficiale della campagna elettorale della leader di Fdi, resta ancora incerto il ruolo che avrà Guido Bertolaso nella partita delle elezioni romane. I media parlano con insistenza di un suo possibile ritiro, che ieri sarebbe stato a un passo e poi sarebbe sfumato, senza che l'ipotesi appaia del tutto tramontata. Di certo, in giro si sono visti anche i suoi manifesti personali: il simbolo in essi contenuto altro non è che lo sviluppo "tondo" del marchio quadrato inizialmente visto nelle immagini di propaganda elettorale e presentato dallo stesso Bertolaso all'inizio di aprile. Nel logo personale, a tinte rosse e blu, domina lo slogan "Roma sei tu!" e, all'incirca a metà, sopra la dicitura "Bertolaso sindaco" - Helvetica anche qui, ma semplicemente Black per il cognome e Light per la carica - si colloca la silhouette della zona monumentale di Roma (poco realistica ovviamente, tutte quelle bellezze non sono così vicine tra loro), come a voler far identificare i romani con i loro segni architettonici più importanti.
Quanto a Forza Italia, sarà pure spaccata al proprio interno (con una parte che insiste nella candidatura Bertolaso e un'altra che vorrebbe il suo ritiro, anche per non arrivare più che decimata in consiglio comunale), ma ancora solo una settimana fa l'AdnKronos aveva anticipato il simbolo di Forza Italia per le comunali di Roma: stessa foggia della versione già vista alle europee del 2014, con in più l'espressione (anche qui, in Helvetica Inserat, come la Meloni) "Per Bertolaso" in alto, sorta di contrappunto al cognome di Berlusconi posto in basso, costringendo la bandierina forzista a rimpicciolirsi un po' per farci stare tutto. Ora che Silvio Berlusconi ha ricevuto dall'ufficio di presidenza di Fi "di incontrare i leader del centrodestra per provare a lavorare ad una candidatura unitaria per il Comune di Roma", questo simbolo potrebbe non durare a lungo ed essere modificato, oppure - se Bertolaso restasse in corsa - potrebbe arrivare sulle schede. Simboli e liste vanno presentati nei primi giorni di maggio, ma certamente la decisione è questione di ore.

Grazie a Marco Castaldo per le foto da cui ho tratto i primi simboli