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giovedì 9 giugno 2022

Barletta, simboli e curiosità sulla scheda

Oltre che Taranto, tra i capoluoghi che andranno al voto in Puglia il 12 giugno si deve considerare anche Barletta, co-capoluogo insieme ad Andria e Trani della provincia istituita nel 2004. Rispetto ad altre città capoluogo, si deve notare che Barletta è alla sua nona elezione diretta del sindaco in ventott'anni (1994, 1996, 1997 e 2002 da comune della provincia di Bari; 2006, 2011, 2013, 2018 e, appunto, 2022 da co-capoluogo della provincia BAT): il voto di quest'anno risulta anticipato, come quelli del 2013, del 2006, del 1997 e del 1996. 
Le dimissioni, a settembre dell'anno scorso, del sindaco Mimmo Cannito (eletto nel 2018, il primo a essere sostenuto anche da forze di centrodestra dall'introduzione dell'elezione diretta) a causa del venir meno della maggioranza hanno provocato l'anticipo di un anno delle urne per elettrici ed elettori barlettesi. Questa volta sulla scheda troveranno quattro aspiranti alla carica di sindaco (due donne e due uomini), appoggiati da 19 liste; uno schieramento meno folto rispetto al voto del 2018, con sei sfidanti, a fronte di 21 simboli a sostegno (stessi numeri visti nel 2013, quando divenne sindaco Pasquale Cascella).

Maria Angela Carone

1) MoVimento 5 Stelle

Il sorteggio ha indicato come prima candidatura quella di Maria Angela Carone, che nel 2018 si era presentata come capolista del MoVimento 5 Stelle a Barletta ed era stata eletta in consiglio comunale. Anche questa volta Carone rappresenta il M5S, che dunque ottiene il posto "in alto a sinistra" sulla scheda. A Barletta, dunque, non si replica l'alleanza con le forze del centrosinistra vista praticare in tanti altri comuni, capoluoghi e non: il MoVimento barlettese conserva una posizione e uno spirito alternativo ai principali schieramenti in campo. 
 

Cosimo Damiano (Mino) Cannito

2) Lega

Il secondo candidato estratto è il sindaco eletto nel 2018 e dimessosi nel 2021, Cosimo "Mino" Cannito. Rispetto alla sua corsa elettorale di quattro anni fa, stavolta ha incassato il sostegno diretto dei partiti principali del centrodestra, uniti e con i loro simboli ufficiali. Il primo posto da sorteggio nella coalizione spetta alla Lega, che nel 2018 aveva scelto di sostenere Ruggiero Flavio Basile. Il simbolo è quasi identico a quello di quattro anni fa, ma stavolta al posto del riferimento alla Puglia c'è quello a Barletta (uno dei rarissimi casi in cui si è schierato il nome di una città sotto Alberto da Giussano negli ultimi quattro anni).
  

3) Mino Cannito sindaco

La seconda lista della compagine ha qualcosa di nuovo e di antico. Mino Cannito sindaco, infatti, volendo rappresenta la continuazione della lista Cannito sindaco: la formazione che appare più vicina al candidato - e che quattro anni fa, con l'11,34%, guidò la coalizione, prendendo anche più voti del Pd - mostra un nome molto simile e conserva una struttura bipartita e bicolore, ma se nel 2018 le tinte erano blu e rosso (con testo bianco), questa volta i colori sono direttamente rosso e bianco (gli stessi su cui si basa lo scudo dello stemma). Allora come oggi, il simbolo è immediatamente leggibile, senza che si rischi alcun fraintendimento. 
   

4) Forza Italia

Quattro anni fa Cannito chiese al referente locale di Forza Italia di mettere da parte il simbolo ufficiale del partito, preferendo schierare una più "civica" Forza Barletta. Questa volta evidentemente la riconoscibilità del partito non dev'essere stata vissuta come un problema, visto che il simbolo è stato schierato direttamente, con la variante creata a partire dal contrassegno elettorale del 2018, che sotto il cognome di Silvio Berlusconi ospita l'indicazione del candidato sindaco (stavolta "per" e "Cannito" sono scritti con lo stesso carattere Arial Black, anche se è diverso da quello di Berlusconi).
 

5) Democrazia cristiana

La quarta lista della coalizione di Cannito guarda al passato amministrativo della città, nel tentativo di stabilire un contatto diretto con esso. Si tratta infatti della Democrazia cristiana, guidata da Francesco Scommegna e - a quanto si capisce - legata al progetto nazionale che ha come segretario Renato Grassi. Questo si può intuire guardando il simbolo finito sulle schede (fondo blu, scudo diviso longitudinalmente in due metà, una bianca e una blu, bordate di rosso), probabilmente frutto di una richiesta di sostituire lo scudo crociato originario, visto che i documenti di bilancio contengono ancora l'emblema consolidato della Dc-Grassi. 
 

6) Barletta nel cuore

Come quinta lista a sostegno di Cannito si torna alle formazioni di natura civica: Barletta nel cuore, guidata da Carlo Amodio, si presenta come una lista che vuole essere vicina alla città, al suo futuro e al suo "bene", come dimostra il cuore rosso posto al centro del cerchio bianco, che contiene il nome (scritto in parte in stampato maiuscolo, in parte in stile handwriting); visibile e riconoscibile quanto il cuore - e sicuramente più leggibile del nome della lista - è il cognome del candidato sindaco, inserito giusto per non creare il minimo dubbio su quale progetto amministrativo sostenga la lista. 
 

7) Amico.

La sesta lista presentata a sostegno di Cannito non può non colpire, per la rappresentazione contenuta nel contrassegno (due figure stilizzate che si abbracciano) e anche per il nome della formazione: Amico., con tanto di punto fermo che fa parte della denominazione e della descrizione, come a dire che sull'amicizia, sulla vicinanza non si scherza. Il movimento, che ha Oronzo Carli (già candidato di Iniziativa democratica) come capolista, intende rappresentare tutti i cittadini "che hanno a cuore il benessere e lo sviluppo di Barletta e che si riconoscono nei valori della trasparenza, della professionalità, del merito, dell'etica, del rispetto e della solidarietà".
  

8) Fratelli d'Italia

Le elezioni del 2022 segnano anche il debutto di Fratelli d'Italia alle comunali di Barletta. Nelle ultime due consultazioni elettorali amministrative, infatti, pur esistendo a livello nazionale (ed essendo votato nelle competizioni sovralocali anche dalle e dai barlettesi), Fdi non ha presentato proprie liste. Questa volta invece il partito concorre direttamente - la capolista, Stella Mele, era candidata in Forza Barletta - e addirittura ha scelto di inserire il nome del candidato all'interno del suo simbolo, a costo di sacrificare un po' il nome di Giorgia Meloni (dunque rendendo visibile il proprio sostegno a Cannito).
 

9) Barletta al centro

Ultima delle otto liste a sostegno di Cannito - il numero più elevato di simboli di una coalizione in questo turno elettorale a Barletta - risulta essere Barletta al centro. Non si tratta della declinazione di Italia al centro di Toti, ma di un'altra lista civica, il cui capolista è proprio il Ruggiero Flavio Basile che nel 2018 era stato candidato dalla Lega come sindaco. Il simbolo è molto semplice e diretto, basato quasi per intero sul testo: il nome della lista scritto in blu su fondo bianco e il riferimento al candidato sindaco in bianco nel segmento blu collocato nella parte inferiore del tondo. 
  

Santa Scommegna

10) Scommegna sindaco

Al terzo posto è stata collocata la candidatura di Santa Scommegna, fino a marzo dirigente del comune di Barletta e poi dimessasi quando è stata scelta come candidata sindaca civica dal centrosinistra. Potrà contare sul sostegno di sei liste, la prima delle quali - in ordine di sorteggio - è quella del movimento civico Scommegna sindaco (con la carica al maschile non marcato): si tratta della formazione più vicina alla candidata, che gioca con i colori verde e blu, nel contorno del cerchio, nella fascia che contiene il nome e nella figura ricurva e ritorta - oggettivamente ben studiata - che di fatto è una S (iniziale del nome e del cognome) piegata come un cuore.
  

11) Emiliano sindaco di Puglia

La seconda lista della coalizione può forse stupire: direttamente dalle regionali, sulla scheda delle amministrative di Barletta è arrivato il simbolo - in uso fin dal 2015concepito da Proforma - di Emiliano sindaco di Puglia. La presenza di questa lista - con la sua "e" rossa con coda tricolore - segnala dunque che la candidatura, di natura civica, ha avuto il sostegno del presidente della Regione: si è anzi tentati di parlare di imprimatur, visto lo schieramento a livello locale di un progetto elettorale concepito per una competizione di natura regionale.
  

12) Barletta popolare

La terza lista - sempre in ordine di estrazione - presentata a sostegno di Scommegna è Barletta popolare. La denominazione scelta e la grafica molto semplice del contrassegno - cerchio blu e nome bianco, con un carattere simile al Nexa, usato anche per il riferimento alla candidata alla guida del comune, pur se con un colore diverso - ricordano decisamente il progetto di Puglia popolare, legato a Massimo Cassano: è dunque molto probabile che questa lista sia da ricondurre a quell'area (il capolista, Giuseppe Bufo, era peraltro stato nella lista Cannito sindaco nel 2018). 
  

13) Con Barletta

Il sostegno di Michele Emiliano alla candidatura di Santa Scommegna è reso esplicito anche dalla presenza di Con, il progetto decisamente vicino al presidente della Regione che per l'occasione diventa Con Barletta. Il simbolo, in compenso, è stato variato di pochissimo: al centro del cerchio giallo c'è sempre la preposizione in grande evidenza (e con lo spazio centrale della "o" tinto d'azzurro), mentre il riferimento al comune di Barletta è molto più piccolo, appena appena visibile nel cerchio di tre centimetri di lato stampato sulla scheda elettorale. 
  

14) Partito democratico

La quinta lista della coalizione che appoggia Santa Scommegna è quella del Partito democratico, che - come in tutti gli appuntamenti elettorali amministrativi precedenti a Barletta - schiera il suo simbolo ufficiale nazionale, senza alcuna aggiunta di nomi o di riferimenti territoriali. Vale la pena segnalare che in un primo tempo il responsabile enti locali del Pd Francesco Boccia si era detto contrario alla scelta di sostenere Scommegna in accordo con le civiche di "area Emiliano" (e Marco Meloni aveva parlato di "confuso coacervo di liste civiche"); in seguito, tuttavia, l'appoggio dei dem è arrivato, come pure la loro lista.
  

15) Cantiere Puglia per Emiliano

Ultima delle formazioni presentate in appoggio all'ex dirigente del comune di Barletta è Cantiere Puglia per Emiliano, altra formazione che fin dal nome manifesta il diretto legame della candidatura di Scommegna e dell'intero suo progetto elettorale con il presidente della Regione; i colori del simbolo sono il rosso e l'azzurro (prevalenti, tra l'altro, nello stemma regionale) e metà del cerchio è occupata dal mare increspato. Tra le candidature, anche persone che si erano presentate ed elette nella lista Cannito sindaco nel 2018 (non a caso, la lista intende valersi anche dell'esperienza della scorsa consiliatura; tra i sostenitori, anche l'ex assessore della giunta Cannito Riuggiero Passero e l'ex candidato sindaco del centrodestra del 2013 Giovanni Alfarano). 
 

Carmine Doronzo

16) Barletta in comune

Quarta e ultima candidatura indicata su manifesti e schede è quella di Carmine Doronzo, già propostosi nel 2018 come aspirante sindaco sostenuto da una coalizione di sinistra alternativa. In questo caso la compagine si è ampliata, pur essendo rimasta di quattro liste. Per prima è stata estratta la lista di Barletta in comune, declinazione locale del progetto di Italia in comune, legato a Federico Pizzarotti: negli ultimi anni sulle schede il simbolo si è visto di rado, ma è tuttora riconoscibile, con l'uso del verde e del rosso per il contorno, per il nome (anche se la disposizione delle parole non sembra la più efficace possibile) e per il fregio a "foglioline" (con l'inserimento anche del nome del candidato sindaco).
  

17) Italia viva

Queste elezioni amministrative costituiscono anche l'occasione del debutto di Italia viva sulle schede elettorali barlettesi. Il partito di Matteo Renzi aveva scelto di partecipare alle primarie per scegliere un candidato alternativo a Cannito e Scommegna insieme a Sinistra italiana, Coalizione civica, Italia in Comune Azione, Europa verde e movimento Amico.: queste ultime tre forze, appunto insieme a Iv, avevano appoggiato la corsa di Francesco Mazzola, ma - con l'esclusione, come si è visto, di Amico. - hanno scelto di sostenere comunque Doronzo dopo la sua vittoria alle primarie (al punto da inserire il riferimento al candidato all'interno del simbolo ufficiale). 
  

18) Coalizione civica per la Città futura - Sinistra italiana

Tra le quattro liste che nel 2018 avevano sostenuto c'erano state Coalizione civica, Città futura e Sinistra italiana: questa volta un'unica lista finisce per mettere insieme le tre sigle, almeno dal punto di vista nominale. Il contrassegno di Coalizione civica per la Città futura - Sinistra italiana contiene dunque la miniatura del simbolo di Si - unica forza politica nazionale visibile - e, su fondo verde scuro, pone un arcobaleno sopra il quale è posto il riferimento alla Città futura. Non manca il nome del candidato sindaco, riportato con una certa evidenza.
 

19) Barletta SICura

L'unica formazione che non ospita il nome di Doronzo nel suo simbolo è Barletta SICura, un nome che unisce sicurezza, il curarsi e il prendersi cura: "Barletta - si legge sulla pagina Facebook - merita di risorgere dalle problematiche ambientali, sociali, culturali e di delinquenza diffusa. Barletta deve essere curata dal miglior medico possibile vale a dire la coscienza di ogni cittadino che desidera il meglio per sé e per i propri figli". Il simbolo dell'ultima lista, in cui prevalgono il blu e il verde, contiene una vista dal basso della Torre dell'Orologio di San Giacomo.

giovedì 14 giugno 2018

Barletta, simboli e curiosità sulla scheda

Anche Barletta rientra tra i capoluoghi di provincia assegnati direttamente al primo turno e anche in questo caso, come Vicenza e Treviso, a vincere è stata una coalizione civica a prevalenza del centrodestra (ma con innesti di forze che normalmente guardano al centrosinistra). Dopo il mandato da sindaco di Pasquale Cascella, già direttore dell'ufficio stampa del Quirinale sotto la presidenza di Giorgio Napolitano (non ricandidatosi), si è insediato al governo della città il candidato Cosimo Damiano Cannito: si è imposto su altri cinque concorrenti, ma in un quadro politico certamente più frammentato, dal momento che le liste finite sulla scheda erano ben 21.

Cosimo Damiano Cannito

4) Cannito sindaco

La lista più votata all'interno della coalizione vincitrice è risultata essere Cannito sindaco, dunque la formazione personale di Cosimo Damiano Cannito. Una lista che, peraltro, era già nota ai barlettesi: questa, infatti, aveva già sostenuto Cannito cinque anni fa, quando si era candidato a sindaco con uno schieramento alternativo al centrosinistra "ufficiale"; sostenuto da tre liste, in particolare dal Psi. Questa volta il simbolo è quasi uguale, ma rispetto a tre anni fa è sparito il triangolino blu che aveva trasformato il semicerchio superiore in un fumetto. Rispetto al 2013, Cannito sindaco ha più che triplicato i voti, quindi può dirsi soddisfatta dell'esito elettorale.

6) Scelta popolare

Al secondo posto, all'interno del centrodestra "allargato" (ma senza Lega), si trova la lista Scelta popolare, una delle ben dieci formazioni su cui Cannito poteva contare. In questo caso, addirittura, il suo nome non era nemmeno presente sul contrassegno (è capitato, come si vedrà, solo un'altra volta), un emblema che peraltro dice abbastanza poco sulla lista, così come su internet non si trovano molte informazioni in merito. Al più, viene da pensare che la lista si collochi su posizioni moderate e radicate tra le persone, volendo desumere tutto questo soprattutto dall'aggettivo "popolare". Come che sia, il simbolo (bicolore, molto semplice e non troppo sgradevole) ha raccolto il 7,19%, un risultato niente male che ha portato anche tre consiglieri al gruppo.

8) Forza Barletta

Decisamente più riconoscibile, almeno per associazione grafica, è il contrassegno di Forza Barletta, che riprende chiaramente il motivo grafico tradizionale (e la font Helvetica compressa) di Forza Italia, anche se con sensibili varianti grafiche: più che una bandiera sventolante, qui si vedono soltanto due fasce, una verde e una rossa, nelle quali è contenuto il nome, con le parole che non "comunicano" tra loro attraverso la striscia bianca posta nel mezzo. Il simbolo di partito non c'è per precisa scelta di Cannito: ringraziando il senatore forzista Dario Damiani per "aver messo da parte il simbolo di Forza Italia, e chi fa politica sa che si tratta di un sacrificio enorme, di identità" sottolineava quanto fosse importante "uscire dalla logica dei partiti e puntare solo a fare il bene della città; una città che vogliamo restituire ai cittadini, senza passare dall'intermediazione partitica". Anche così, il simbolo ha comunque ottenuto il 6,16% e due consiglieri.

5) La buona politica

Al quarto posto nella coalizione vincitrice si è classificata un'altra formazione civica, denominata La buona politica. Il simbolo, a dire il vero, non è una new entry, visto che nel 2013 aveva fatto parte della coalizione che aveva portato Cascella alla vittoria: emergono soprattutto il fondo rosso e quella striscia tricolore posta nella parte inferiore del cerchio (oltre all'uso non particolarmente elegante della font Brush Script, già vista cinque anni fa ma con riferimento alla città e non al candidato sindaco). Volendo ricorda un po' la scelta cromatica della Lista Polverini e del progetto Città nuove in Lazio (dove però il tricolore era una traccia di gesso), ma il paragone ha poco senso; in ogni caso, la lista ha ottenuto poche manciate di voti in meno di Forza Barletta (e si è dunque aggiudicata due consiglieri).

3) Barletta attiva

Quinta, all'interno della coalizione, si è posizionata un'altra vecchia (si fa per dire) conoscenza della politica locale barlettese: Barletta attiva, infatti, era la terza delle liste che, assieme a Psi e Cannito sindaco, aveva sostenuto la prima corsa a primo cittadino di Cosimo Cannito. A differenza della lista personale del candidato, questa ha lasciato del tutto immutato il proprio contrassegno elettorale, mantenendo intatto ogni suo elemento, a partire dall'aggettivo "attiva" scritto a pennellate, come a seguito di un "attacco d'arte" o di creatività. Ed è questa, in fondo, l'immagine che la lista voleva dare di sé: sfiorando il 5,7%, è riuscita ad assicurarsi due consiglieri. 

9) Noi con Barletta

Sembra un po' più connotata politicamente, invece, la lista Noi con Barletta: la grafica, infatti, è chiaramente debitrice di quella di Noi con l'Italia. In effetti, a questa lista ha preso parte il gruppo che aveva animato in quel territorio il rassemblement costruito anche da Raffaele Fitto, che dunque aveva il suo seguito in zona prima con i Conservatori e riformisti e poi con Direzione Italia. Per fugare ogni dubbio sulla connotazione barlettese del simbolo, tuttavia, sotto all'arcobalenino tricolore dipinto è stata inserita una stilizzazione del Colosso bronzeo di Barletta, con tanto di croce in mano (e viene da pensare che altrove, forse, i membri della commissione elettorale l'avrebbero ritenuta un simbolo religioso e avrebbero chiesto di togliere per lo meno quella). Con il suo 5,53%, Noi con Barletta ha dato un contributo significativo alla vittoria di Cannito, ripagato con la conquista di due consiglieri.

11) Iniziativa democratica per Barletta

Si presentava come certamente riconoscibile, almeno per chi è attento alla politica pugliese, anche il simbolo di Iniziativa democratica, cui in questo caso, oltre al riferimento al nome del candidato sindaco, è stato inserita in rosso - come la "I" - la specificazione "per Barletta" (e il fatto che si sia scelta una font manoscritta dà un po' il senso dell'artigianalità, ma volendo anche di un po' d'improvvisazione). Il riferimento alla rete civica regionale creata da Alfonso Pisicchio (dunque di norma vicino ad amministrazioni di centrosinistra o comunque connotate in senso civico) è comunque indiscutibile: con il 4,8% anche questa lista ha ottenuto due consiglieri comunali.

7) Lealtà e progresso

L'elenco delle formazioni a sostegno di Cannito prosegue con un altro gruppo civico, questa volta creato ad hoc per queste elezioni: Lealtà e progresso. Il colore dominante qui è l'arancione, accanto al verde con cui è scritto gran parte del nome della lista (e a una sorta di sottolineatura tricolore di quell'espressione). Sul piano politico-civico, emerge l'idea di essere fedeli alle promesse fatte e il proposito di far avanzare la città; sul piano grafico, non appare particolarmente felice la scelta di accostare addirittura quattro tipi di carattere diversi, creando una certa confusione comunicativa. La lista, in ogni caso, ha raccolto il 4,42% dei consensi e questo le è bastato a ottenere un consigliere.

2) Insieme per Barletta

Si è ricordato prima come nel 2013 Cosimo Cannito avesse corso per la poltrona di sindaco sostenuto innanzitutto dal Psi. Proprio esponenti socialisti stanno dietro alla presentazione della lista Insieme per Barletta, che richiama nel nome e in parte nella grafica (la parola "insieme" blu con i due puntini delle "i" rossi) la lista cui il Psi aveva partecipato alle ultime elezioni politiche (assieme ai Verdi, ad Area civica e ai prodiani). Assieme a quello di Barletta attiva e a quello - ancora da analizzare - di Città  futura, questo contrassegno è apparso il più "bianco" (o, se si preferisce) il più vuoto tra quelli apparsi sulla scheda; il risultato finale - il 4,15% - è stato meno soddisfacente di quello ottenuto cinque anni fa, ma un consigliere comunale è arrivato comunque.

10) Progetto Barletta

Della coalizione di Cannito colpisce un particolare non indifferente: tutte le sue liste sono riuscite a essere rappresentate in consiglio comunale, perché anche la meno fortunata ha ottenuto voti sufficienti per eleggere un consigliere. Ci è riuscita dunque anche Progetto Barletta, con il suo 3,45%: anche qui, graficamente parlando, si è di fronte a un simbolo nuovo, che si distingue per il fondo rosso e per la riproduzione (stavolta realistica) del viso del Colosso di Barletta, noto anche come "Eraclio". Se tutte le liste sono entrate in consiglio, significa che tutte erano abbastanza forti; il sindaco dovrà sperare che, come rovescio della medaglia, la frammentazione della sua compagine consiliare non si traduca in scarsa coesione davanti alle proposte della sua giunta.

Michelangelo Domenico (Michele) Filannino

12) MoVimento 5 Stelle

Chi pensava che, anche in considerazione dell'aver amministrato nella consiliatura precedente, fosse il centrosinistra "ufficiale" ad arrivare secondo si sbagliava. Subito dopo Cannito, infatti, si è piazzato Michele Filannino, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle. Se nel 2013 la candidata Patrizia Corvasce aveva ottenuto l'8,16%, stavolta Filannino ha più che raddoppiato il risultato, raccogliendo il 18,62%; in termini relativi, è andata anche meglio al M5S, passato dal 5,9% di cinque anni fa al 14,35% di domenica, il risultato migliore tra tutte le 21 liste in corsa (che ha fruttato l MoVimento tre consiglieri). Il simbolo utilizzato, ovviamente, è lo stesso inaugurato alle politiche dello scorso marzo, con la dicitura Ilblogdellestelle.it all'interno.

Benedetto (Dino) Delvecchio

21) Partito democratico

Si diceva, appunto, del centrosinistra "ufficiale", lasciato orfano dalle forze civiche che hanno preferito questa volta sostenere il progetto civico di Cannito assieme a parte del centrodestra. A sostenere Dino Delvecchio come possibile successore di Pasquale Cascella era innanzitutto il Partito democratico e non stupisce, dunque, che proprio il Pd sia risultato il soggetto più votato della coalizione (sebbene il sorteggio gli avesse riservato l'ultimo posto a disposizione su manifesti e schede); l'11,13%, tuttavia, è minore, oltre che del risultato del M5S, anche di quello della civica Cannito sindaco. L'emblema utilizzato, in questo caso, era proprio quello nazionale, senza alcuna aggiunta o caratterizzazione locale.

18) Barletta più

A guardare i risultati del voto, in ogni caso, si è incerti se dire che il Pd ha dominato sulle altre forze della sua coalizione o che piuttosto le ha cannibalizzate, essendosi aggiudicato tutti i seggi conquistati dalla compagine. Per trovare la lista seconda classificata all'interno del centrosinistra, infatti, occorre scendere quasi di dieci punti: si è fermata all'1,51% Barletta più, formazione civica della coalizione che non sembra connotata politicamente. La grafica, per la cronaca, ricorda almeno nella conformazione del simbolo (con la parte inferiore campita di rosso e la "luna" superiore in bianco) quella del contrassegno di #NapoliVale, lista che nel 2016 sostenne Valeria Valente, ma non è detto che il riferimento fosse voluto (il "più", in compenso, quasi non si legge, un po' per il colore e un po' per la font).

20) Articolo Uno - Movimento democratico e progressista

Ancora meno di Barletta più si è aggiudicata la lista di Articolo Uno - Movimento democratico e progressista, che qui ha deciso di appoggiare il candidato del partito dal quale ha scelto di staccarsi a livello nazionale da ormai un anno e mezzo. Come si vede, e come risulterà chiaro anche più tardi, sulle schede non è apparso il simbolo di Liberi e uguali, anche perché Sinistra italiana ha fatto una scelta di campo diversa, appoggiando un diverso progetto politico. In questo caso è stato utilizzato il simbolo nazionale, leggermente personalizzato con il riferimento alla città; l'1,42% raccolto, in ogni caso, non si è tradotto in alcun rappresentante eletto.

19) Barletta verso futuro

Ancora meno fortunata delle due liste appena ricordate è stata la formazione civica Barletta verso futuro, che già dal nome dava una sensazione di precarietà e improvvisazione (non mancava almeno "il"?). Peccato perché, da un certo punto di vista, la grafica del simbolo appariva curata un po' meglio, con le "frecce" create con due "maggiori" e l'effetto tridimensionale delle scritte. Questo emblema, tra l'altro, era l'unico della coalizione a riportare il nome del candidato sindaco; a dispetto di questo, la lista ha ottenuto solo l'1,39% e dunque è rimasta al di fuori del consiglio, alla pari delle altre due che non sono riuscite ad arrivare nemmeno al 2%, un risultato evidentemente lontano da quello atteso.

Carmine Doronzo

13) Città futura

Se parte della sinistra si era schierata comunque con il Pd, un'altra parte ha scelto di appoggiare la corsa a sindaco di Carmine Doronzo, consigliere comunale uscente (era stato eletto nella lista Sinistra unita, che aveva sostenuto Cascella) che è riuscito a farsi rieleggere. La formazione più votata della sua coalizione è stata Città futura, lista civica animata soprattutto da studenti e giovani lavoratori, volta a proposte concrete per dare opportunità a tutti. Il contrassegno, come si diceva, è in gran parte bianco, fatta eccezione per il nome del sindaco scritto in arancione e il viola che tinge il nome della lista e la corona circolare campita ad archi, ricordando un po' il cerchio di Podemos (certo a colori invertiti). Il 2,16% ottenuto ha fatto sì che la lista fosse la sola della coalizione a far eleggere un consigliere.

14) Sinistra italiana

Meno bene è andata all'unico partito "ufficiale" presente nella coalizione di Doronzo, vale a dire Sinistra italiana; persino il sorteggio aveva collocato la compagine di Si subito dopo Città futura, ma non poteva certo prevedere il distacco tra le due formazioni. Qui, infatti, Sinistra italiana ha solo sfiorato il 2%, fermandosi all'1,9%: risultato troppo basso per tradursi nella conquista di un rappresentante in consiglio. Corsa sfortunata dunque per un partito che fin qui - dopo aver archiviato il passato di Sel - da solo non ha raccolto granché, pur presentandosi con il simbolo ufficiale stabilito a livello nazionale. Non è dato sapere se non sia stato riconosciuto (e sì che era l'unico con la parola "sinistra" all'interno...) o se gli elettori lo abbiano evitato deliberatamente.

15) #ResetBarletta

Si è fermata ancora prima, all'1,25% (e ovviamente è rimasta fuori dal consiglio comunale) la lista civica #ResetBarletta, che invitava sostanzialmente a ripartire daccapo con le politiche per la città, per un nuovo inizio del tutto diverso da quanto è stato vissuto sin qui. Il concetto è stato reso con un hashtag e con il colore blu a evidenziare il "cancelletto" e la sottolineatura del concetto di "reset"; il nome della città era decisamente più piccolo rispetto a quello del candidato sindaco e a quello della stessa lista, tanto da far pensare che questa grafica (non strabiliante, ma tutto sommato non sgradevole) potrebbe essere utilizzata in serie, con una minima personalizzazione, in tante altre città. Possibilmente sperando in esiti migliori.

16) Coalizione civica per Barletta

Si è detto prima del sorteggio dell'ordine delle liste e, guardando questa coalizione, bisogna ammettere che solo in questo caso la sorte è riuscita ad azzeccare perfettamente - ma per puro caso, s'intende - l'ordine finale in base ai voti raccolti. Ultima, in particolare, è risultata la Coalizione civica per Barletta, forse quella che - per il nome scelto - avrebbe potuto meglio incarnare gli ideali del progetto proposto da Doronzo. Il risultato invece è stato il peggiore (solo l'1,04%); all'esito finale non deve aver contribuito in positivo la grafica scelta, semplice e basata sui colori ma a conti fatti la più anonima di tutte, quindi la meno indicata per farsi ricordare dagli elettori.

Ruggiero Flavio Basile

17) Lega

Quando si è parlato del centrodestra che, pur mettendo da parte i simboli ufficiali dei partiti, aveva scelto di convergere su Cosimo Cannito, si era anticipato che un discorso diverso doveva farsi per la Lega. Questa, infatti, per la sua prima partecipazione alle elezioni comunali di Barletta, ha scelto di correre da sola, sostenendo come proprio candidato sindaco Ruggiero Flavio Basile. Il risultato finale non è di quelli strabilianti, ma nemmeno da buttare: il 4,68% ottenuto da Basile (il partito si è fermato a un decimo di punto sotto) gli ha comunque consentito l'accesso in consiglio comunale. Il simbolo utilizzato è quello presentato a dicembre, limitandosi a inserire il riferimento "nazionale" alla Puglia nella parte inferiore.

Rosa Gadaleta

1) Rivoluzione cristiana

La corsa meno fortunata di tutte, senza alcun dubbio, è stata quella di Rosa Gadaleta, unica candidata come sindaca, in lizza sotto le insegne di Rivoluzione cristiana (partito che, da statuto, ha cercato di dare netta prevalenza alle donne, fatta eccezione per il suo primo leader e fondatore, Gianfranco Rotondi). Il simbolo era quello nazionale e noto, il sorteggio aveva addirittura affidato ai rivoluzionari cristiani il primo posto sulla scheda (proprio "in alto a sinistra" dove una volta, quando si badava all'ordine di fila davanti agli uffici elettorali, di solito stava il Pci), eppure nessuna lista ha fatto peggio: candidata e partito sono rimasti intorno allo 0,3%, ovviamente lontanissimi dall'aula del consiglio comunale.