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giovedì 16 luglio 2020

Campania, cartello di programma per Davvero e Partito animalista

Tra le molte liste che sosterranno la nuova candidatura di Vincenzo De Luca alla presidenza della regione Campania, come si era già anticipato nei giorni scorsi, ci sarebbe stata anche Davvero - ecologia & diritti, promossa dall'ex parlamentare Michele Ragosta. Nel contrassegno elettorale, tuttavia, non ci sarà soltanto quel fregio, ma anche quello del Partito animalista italiano
"Questa lista non è un'aggregazione elettorale - ha detto in apertura della conferenza stampa Marco Gaudini, consigliere comunale di Napoli eletto con i Verdi, che a giugno ha aderito a Davvero - ma il primo passo di un progetto più ampio che punti a mettere al centro della scena politica l'ecologia, l'ambiente e il benessere degli animali". Ha evidenziato sintonia tra Davvero e Partito animalista, per una comunanza di ideali e proposte da sottoporre al presidente uscente e candidato del centrosinistra De Luca. 
Senza dubbio soddisfatto è apparso il presidente nazionale del Partito animalista italiano, Cristiano Ceriello (campano di origine e di vita), che era già riuscito a presentare il simbolo del suo partito alle elezioni europee del 2019 senza dover raccogliere le firme, grazie all'alleanza con partiti di paesi europei che avevano eletto almeno un eurodeputato. "Dopo le europee il nostro simbolo torna sulla scheda, certamente qui in Campania e in Puglia, contiamo di essere presenti anche in Toscana e in Valle d'Aosta, stiamo lavorando per la Liguria. Se però altrove ci presentiamo solo con il nostro simbolo, qui in Campania si è fatta una scelta diversa: non un cartello elettorale, appunto, ma programmatico, perché riteniamo che ci siano le condizioni per creare qualcosa di nuovo, un programma che sottoscriveremo tutti insieme. Per noi la politica animalista è una politica sociale, una politica del benessere dei cittadini e questa regione non può prescindere da politiche ecologiste e animaliste".
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Gerardo Calabrese, esponente salernitano di Davvero e già assessore delle giunte comunali passate guidate da Vincenzo De Luca: lui ha insistito sul "matrimonio naturale" tra Davvero e Partito animalista, introducendo anche tra i punti contenuti nel programma il reddito Energetico, l'economia pulita e verde guardando pure alla produzione veg locale.
La lista sarà presente in tutte e cinque le circoscrizioni provinciali - facendo però lo sforzo di raccogliere le firme, pure se ridotte secondo la normativa statale d'emergenza - e ha l'ambizione di essere presente in consiglio con almeno due persone elette; al momento si sta lavorando per comporre liste che - come detto da Gaudini in conferenza stampa - uniscano esperienza, competenza, radicamento territoriale, attenzione ai giovani e al futuro.
Il simbolo che le distinguerà sarà perfettamente diviso a metà tra Davvero e Partito animalista: in alto il logo tricolore del gruppo legato a Ragosta, in basso quello degli animalisti con le impronte animali; persino la circonferenza che delimita il contrassegno sarà per metà verde e per metà color rosso mattone.

martedì 30 giugno 2020

Campania, anche Davvero e Azione meridionale tra le liste di De Luca?

Al momento appare piuttosto improbabile che il presidente uscente della Campania, Vincenzo De Luca, riesca nell'intento di fissare le elezioni regionali il 6 e il 7 settembre; in ogni caso, molti occhi sono puntati sulla coalizione che ne sosterrà la ricandidatura, per monitorare assenze e presenze, queste ultime anche solo nei numeri. A quanto pare, infatti, la compagine schierata a riconferma di De Luca si preannuncia molto affollata. Già da settimane, per esempio, si è annunciato il ritorno del simbolo di Davvero - ecologia & diritti, formazione riconducibile all'ex parlamentare Michele Ragosta. Di lui si è già parlato qui un mese fa, quando aveva lanciato il simbolo - e con questo il progetto - di Italia ecologista, ma già allora era chiaro che sulle schede elettorali campane, a questo giro, non sarebbe finita la margherita gialla di quell'emblema, bensì un simbolo che elettori ed elettrici della regione conoscevano già.
Deve dedursi questo, se si considera che proprio alle elezioni del 2015 la lista Davvero, le cui liste erano state presentate in condominio con i Verdi (così come era condiviso il simbolo), era riuscita nell'intento di eleggere un rappresentante in consiglio regionale. Fin dall'inizio, tuttavia, Ragosta ha precisato di voler raddoppiare il risultato ottenuto cinque anni fa, puntando a "costruire un'ampia maggioranza, dando priorità ai temi ambientali e sociali". Rientra in questo disegno anche la notizia, data da Ragosta sul suo profilo Facebook il 6 giugno, dell'uscita "con effetto immediato di un numero consistente di iscritti e amministratori dalla Federazione dei Verdi - Europa Verde, inclusi i consiglieri comunali di Napoli Stefano Buono e Marco Gaudini" (dopo che, si legge sempre lì, mesi fa avevano abbandonato il progetto di Europa Verde non solo Possibile, ma anche Green Italia, che aveva partecipato pure alla lista dei Verdi europei nel 2014, e vari esterni). Al di là delle critiche alla Federazione dei Verdi (i cui dirigenti sono stati tacciati di chiusura e incapacità, nonché accusati di avere "illegittimamente e ingiustificatamente commissariato il partito nella Regione Campania e in altre 4 Regioni"). I due consiglieri comunali citati, tuttavia, hanno precisato di voler lavorare con Davvero e "con la rete Ecologia & Diritti che fa riferimento all'ex assessore al comune di Roma Pinuccia Montanari, per costruire il nuovo partito degli Ecologisti italiani nel segno di una nuova visione più calata nella vita reale". Assieme a loro, varie altre persone elette avrebbero fatto la stessa scelta.
La collocazione della lista Davvero - il cui emblema conterrebbe solo il nome e il segmento verde a base curva nella parte inferiore - non è mai stata in discussione: "Abbiamo deciso - ha scritto Ragosta nei giorni scorsi - di stare dentro la coalizione che sostiene De Luca: insieme a tutti i partiti di centro sinistra e non solo, daremo sicuramente un contributo prezioso, come abbiamo fatto per anni a salerno,nel settore dei rifiuti e dell'energia". Al di là dell'orizzonte immediato, tuttavia, per Ragosta e gli aderenti a Davvero l'obiettivo nemmeno troppo mediato sarà la costruzione di "un nuovo partito ecologista e non solo", pensando probabilmente a concretizzare Italia ecologista, di cui Davvero possa essere il primo e robusto nucleo. 
Tra le formazioni che dovrebbero appoggiare il presidente uscente della Campania, peraltro, il sito Anteprima24.it ha voluto individuare anche Azione meridionale. Prima che a qualcuno vengano in mente indebite assonanze, nulla a che fare con la Lega d'azione meridionale che fu fondata e portata avanti da Giancarlo Cito: il nome è simile, ma il simbolo è totalmente diverso (qui c'è il profilo del Centro-Sud regionalizzato, comprese Abruzzo e Molise, di colore blu su fondo solare sfumato giallo-arancio, con piccole losanghe a "fiamma"). La testata che ne ha dato notizia ha indicato Mario Ascierto (già consigliere regionale di An) tra i candidati, arrivando a qualificare la lista come fatta "di ex missini", salvo poi parlarne come di un "contenitore (di area destra) che accoglierà professionisti, intellettuali, medici e protagonisti del mondo della comunicazione". 
Per ora la sola cosa certa è che la pagina Fb di Azione meridionale esiste dall'inizio del 2015 e per molti mesi ha mantenuto una certa attività, mentre tra il 26 aprile 2017 e l'11 marzo di quest'anno la pagina non ha pubblicato nulla; in seguito i post sono ripresi, ribattendo vari materiali pubblicati da Vincenzo De Luca o articoli a suo favore. Tempo qualche settimana, in ogni caso, e se ne saprà di più (sempre ammesso, ovviamente, che il simbolo arrivi sulle schede, anche grazie al taglio delle firme necessarie).  

domenica 24 maggio 2020

Italia ecologista, verso un nuovo progetto politico, Davvero

Le elezioni, che si sarebbero dovute tenere in questi giorni, sono state rinviate di alcuni mesi; manca ancora una data, sebbene nei giorni scorsi si sia parlato del 12 e 13 settembre per regionali, primo turno delle comunali - con ballottaggio due settimane dopo - e referendum sul numero dei parlamentari (a parere di chi scrive, soprattutto guardando alle procedure di presentazione delle candidature, la data scelta sembra francamente un po' troppo vicina). Nonostante questo, non è il momento sbagliato per vedere spuntare nuovi simboli, anche se finora la fioritura è stata limitata. Eppure ora "fioritura" è tutto meno che un termine fuori luogo, almeno a giudicare dall'ultimo emblema spuntato una manciata di ore fa.
Si tratta di Italia ecologista, postato proprio ieri pomeriggio nel gruppo Facebook "Ecologia e Diritti" da Michele Ragosta, consigliere regionale dei Verdi in Campania (2005-2010), eletto deputato nel 2013 nelle liste di Sinistra ecologia libertà, per poi passare nel 2014 nel gruppo del Pd (prima ancora dell'arrivo di Gennaro Migliore) e - nel 2017 - nel gruppo di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista, risultando infine promotore della lista Insieme - Italia Europa (con Psi, Verdi, Area civica-ulivisti) in Campania. 
In effetti, almeno un dettaglio può apparire come "marchio" politico di Ragosta: l'elemento verde scuro, con fascia più chiara, che occupa buona parte del semicerchio inferiore non può non ricordare il simbolo di Davvero - Ecologia & diritti, formazione appunto legata a Michele Ragosta che nel 2015 partecipò alle regionali campane in appoggio a Vincenzo De Luca in liste in condominio con i Verdi, riuscendo nell'elezione di un consigliere. Rimanda almeno in parte (sul piano cromatico, per la "macchia" gialla su fondo verde) all'immagine del sole che ride la corolla piuttosto evidente di un fiore giallo, al fine di richiamare l'impegno ecologista e la vicinanza alla natura. Il colore farebbe pensare a un fiore non ancora utilizzato, come la gerbera; Ragosta stesso, appositamente interpellato, chiarisce invece che si tratta di una margherita, probabilmente delle varietà heliopsis o doronicum, che hanno appunto i petali gialli (anche se il centro di solito è arancione e non verde, come il fondo di quella parte del simbolo). Non sfuggono nemmeno le stelle europee, come sempre gialle ma curiosamente poste su fondo bianco.
Non si tratta, in effetti, dell'unica novità simbolica lanciata da Ragosta in questi mesi. GIà a gennaio, infatti, aveva lanciato un altro simbolo - peraltro ben congegnato - del progetto politico Ecologia e diritti, che sembrava riannodare i fili con l'esperienza nata cinque anni prima proprio in Campania (il nome del resto era lo stesso che seguiva la parola "Davvero"). Anche in quel caso c'era un fiore, che in quel caso era un girasole stilizzato, con il gambo stretto in un pugno grigio (condividendo il destino che, in passato, era stato della rosa e del garofano), il tutto su fondo verde e con una circonferenza intorno di una tinta leggermente più chiara.
L'intenzione, allora, era di costituire una nuova forza politica che sarebbe nata ufficialmente ad aprile (e l'avvento del Coronavirus deve aver cambiato qualche programma), con l'idea di mettere in piedi un "movimento ecologista e non solo", come sottolineato da Ragosta. Così si leggeva nei post di presentazione: 
Siamo donne e uomini che credono nella Costituzione Repubblicana. Siamo antifascisti che lottano per la salvaguardia e la piena attuazione dei principi di convivenza democratica tra cittadini; e che credono nella centralità e nella rappresentatività delle istituzioni parlamentari quali luoghi di rappresentanza della complessità politica, sociale, culturale ed economica della nostra comunità. Siamo convinti della necessità di superare l'attuale modello di sviluppo economico e sociale perché consapevoli che il capitalismo, sin dalle sue origini, si è basato sull'appropriazione e lo sfruttamento delle risorse naturali e delle persone. Crediamo che questo sistema sia ormai insostenibile e che siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Riconosciamo la natura globale della crisi ecologica e la sua stretta connessione con le questioni sociali e migratorie e, pertanto, vogliamo promuovere nuove forme di coesistenza, di sviluppo eco-compatibile e di lavoro che favoriscano il 'buon vivere', per liberare la Madre Terra e tutta l’Umanità dalla schiavitù del profitto ad ogni costo, assicurando un futuro degno alle nuove generazioni. Per questo, crediamo che sia arrivato il momento di fare scelte coraggiose e di prendere decisioni nette. Per questo, vogliamo saperi, uguaglianza, libertà, casa, salario e lavoro per l’umanità a garanzia di Madre Terra e di ogni specie vivente. Rifiutiamo la nozione totalizzante di 'capitale umano', l’imposizione delle gerarchie e della precarietà della vita in nome di una consapevolezza più grande: la cultura ecocentrica e la sua diffusione permetterà alle nuove generazioni di lottare insieme per i diritti umani e del Pianeta, l’equità sociale e ambientale.
Il gruppo Ecologia e Diritti esiste ancora, anzi, è proprio lì che Michele Ragosta ha diffuso il nuovo simbolo, precisando che per prima cosa viene l'organizzazione della forza politica e poi si deciderà con chi dialogare. Il tutto evidentemente a partire dalla Campania, chiamata al voto tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno: "Con il simbolo Davvero saremo presenti alle elezioni regionali in Campania - ha scritto Ragosta sul proprio profilo personale -. 5 anni fa eleggemmo un consigliere regionale, oggi puntiamo al raddoppio. Saremo impegnati a costruire un'ampia maggioranza, dando priorità ai temi ambientali e sociali .Ci aspettiamo che tutti lavorino per cambiare e rinnovare la politica". Evidentemente anche il progetto di Italia ecologista rientra in questo disegno di rinnovamento a partire dalla politica regionale: chissà che proprio Davvero non finisca nella grafica del nuovo simbolo appena creato. Davvero, tra l'altro, in consiglio regionale fa gruppo con Campania Libera e con il Psi (il cui rappresentante in consiglio - Enzo Maraio - è stato nel frattempo eletto segretario nazionale dei socialisti): una delle tre forze politiche potrà dunque fruire dell'esenzione dalla raccolta firme alle prossime regionali (difficile che possano goderne tutte e tre), ma ci sarà tempo per capire meglio gli schieramenti per l'appuntamento elettorale che verrà.