Visualizzazione post con etichetta vincenzo de luca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vincenzo de luca. Mostra tutti i post

mercoledì 29 aprile 2026

Salerno, simboli e curiosità sulla scheda

Anche in Campania, nel turno ordinario di elezioni amministrative previsto per il 24-25 maggio 2026, saranno due i capoluoghi di provincia chiamati a rinnovare l'amministrazione: Avellino e Salerno. La sfida principale, che già riceve più attenzione dai media, è quella relativa a quest'ultima città: ciò è dovuto soprattutto alla nuova candidatura alla guida del comune di Vincenzo De Luca, dopo i dieci anni di presidenza della giunta regionale campana (2015-2025, periodo nel quale il comune è stato guidato da Vincenzo Napoli) e dopo essere stato eletto in passato per quattro volte alla stessa carica di sindaco (1993, 1997, 2006 e 2011, mandato interrotto anzitempo proprio per la vittoria alle regionali).
Insieme a De Luca, aspirano al ruolo di guida dell'amministrazione salernitana altri sette tra uomini e donne; in tutto, queste 8 persone saranno sostenute da 21 liste. Se la scheda sembra affollata, occorre ricredersi: nel 2021, infatti, a sfidarsi per la carica più alta della città erano in 9 e i simboli addirittura 31. Di seguito si riportano i simboli in ordine di sorteggio; vale la pena sottolineare che - in mancanza dei file ufficiali del mnifesto o della scheda elettorale - alcuni contrassegni sono stati ricostruiti a partire dai documenti ufficialmente depositati dalle liste (in particolare le previsioni di spesa), non essendo disponibili le immagini corrette.
 
* * *
 

Vincenzo De Luca

1) Progressisti per Salerno

La scheda elettorale, in base al sorteggio, si apre con la nuova candidatura di Vincenzo De Luca come aspirante sindaco di Salerno; la sua coalizione è la più numerosa delle quattro presentate, essendo composta da 7 liste. La prima è quella storicamente legata a De Luca e alla sua stessa città, Progressisti per Salerno. Formalmente si tratta di una lista civica (contrassegnata dalla stilizzazione dell'acquedotto medievale della città, noto come "Ponte dei diavoli"), ma - come suggerisce anche la resa con i colori rosso e verde - la formazione è sostanzialmente espressione del Partito democratico, che da anni non si presenta con il proprio simbolo (il segretario regionale dem, Piero De Luca, ha dichiarato che nelle liste civiche della coalizione sono raccolte "esperienze democratiche, progressiste, riformiste, moderate e popolari").
 

2) Insieme per Salerno - Federazione di centro

Al secondo posto all'interno della coalizione che appoggia Vincenzo De Luca si trova il simbolo di Insieme per Salerno - Federazione di centro, una lista che ha sorpreso molti all'atto della sua comparsa. All'interno del contrassegno a fondo azzurro-blu sfumato, infatti, trovano posto tre simboli in miniatura: quello dei Pensionati consumatori di Luigi Pergamo (lo stesso che in passato presentò al Viminale Lega per l'Italia e che pochi mesi fa aveva schierato la sua lista con Cirielli alle regionali), quello della Democrazia cristiana che si riconosce nel segretario facente funzione Gianpiero Samorì (dopo le dimissioni di Totò Cuffaro) e quello del Centro per la Libertà (formazione - il cuo simbolo ricorda molto quello del Popolo della libertà - legata a livello regionale a Ortensio De Feo che alle ultime regionali aveva concorso alla lista della Democrazia cristiana con Rotondi, sempre in appoggio a Cirielli).
 

3) Avanti Salerno - Partito socialista italiano

La terza lista della coalizione deluchiana è Avanti Salerno, presentata dal Partito socialista italiano. Si tratta del simbolo - in cui campeggia la corolla di un garofano bianco a contorni rossi vista di scorcio, sopra il nome che richiama la storica testata socialista - che circa un anno fa era stato ideato e messo a disposizione proprio dal Psi per cercare di intercettare un elettorato non solo socialista, ma più in generale riformista e progressista; la stessa lista, non a caso, con il riferimento alla Campania, era stato impiegato alle ultime elezioni regionali ed era riuscito a ottenere ben tre seggi (gli stessi che il Psi ha eletto nel 2021 alle comunali salernitane, grazie all'8,24% ricevuto).
 

4) Salerno per i giovani

Anche il quarto simbolo della coalizione deluchiana è già noto a chi segue le elezioni salernitane. Salerno per i giovani, infatti, è la lista civica che supportò De Luca già nel 2006 (insieme ai soli Progressisti per Salerno) e che è stata confermata in tutti gli appuntamenti elettorali successivi: cinque anni fa ottenne 3 consiglieri con il 9,56%, collocandosi al terzo posto nella coalizione in appoggio a Napoli. Il simbolo è rimasto praticamente identico a se stesso, con le sagome di sette persone che si tengono abbracciate su un fondo bianco sfumato d'azzurro, circondato da una corona rossa che contiene il nome bianco della lista.
 

5) Cristiani Democratici 

Si pone come lista non partitica, ma legata a una ben precisa area politica la formazione Cristiani Democratici, la cui struttura grafica e i caratteri utilizzati ricordano moltissimo Campania libera, la formazione diretta espressione di Vincenzo De Luca che ottennne risultati molto significativi (sempre sopra il 10%) nel 2011, nel 2016 e cinque anni fa; il cerchio è sempre tagliato in due parti in senso trasversale, ma invece che azzurro e verde, i due campi sono tinti di rosso e di blu, colori storicamente legati all'area democristiana e (soprattutto) post democristiana.
 

6) A Testa Alta

Al sesto posto della coalizione che appoggia Vincenzo De Luca c'è la lista civica che di certo può dirsi più vicina al candidato: A testa alta, infatti, è la stessa formazione che era stata presentata pochi mesi fa alle regionali campane nella coalizione che sosteneva Roberto Fico, essendo ben nota a tutti l'impronta deluchiana delle liste (anche se il presidente uscente della Regione dovette rinunciare a inserire il proprio cognome all'interno del contrassegno). Nel contrassegno utilizzato in quell'occasione è stato conservato il colore azzurro del mondo mentre è stato riscritto il nome con un carattere bastoni (simile al Tw Cen), almeno sui moduli di preventivo e accettazione della candidatura: circolano infatti altre versioni con un font graziato.
 

7) Davvero

Anche l'ultima lista che sostiene la nuova candidatura di Vincenzo De Luca è già nota a chi abbia una discreta conoscenza delle elezioni in Campania: Davvero, infatti, è una formazione storicamente legata a Michele Ragosta, che anche in questo caso ha promosso la lista di sensibilità ecologista (dieci anni fa sostenne Napoli nella sua prima vittoria, ottenendo due eletti con la lista presentata insieme ai Verdi, mentre nel 2021 fece parte della coalizione che appoggiò Barone, senza pero eleggere consiglieri con l'1,87%). Il contrassegno è identico a quello di cinque anni fa, con il nome della lista su fondo bianco reso in versione tricolore (con le due "V" leggermente sovrapposte), accompagnato alla dicitura "ecologia&diritti", mentre la parte inferiore del cerchio - con la base curva - è colorata di verde scuro, con una striatura più chiara.
 

Alessandro Turchi 

8) Per una Salerno migliore

Esaurite le sette liste della coalizione di Vincenzo De Luca, il sorteggio ha collocato l'unica lista che appoggia Alessandro Turchi, pensionato, già dirigente scolastico, nonché sociologo e giornalista e presidente dell'associazione Salerno migliore. Non a caso, la sua lista - evoluzione di quell'esperienza - si chiama Per una Salerno migliore e il cuore del contrassegno è dato dal logo dell'associazione-gruppo: tre sagome umane stilizzate multicolori - azzurro, verde, giallo e viola - e che si tengono per mano accanto al nome della città (la cui "o" è trasformata in un segno a metà tra la ruota dentata e il fiore, bagnato da un mare altrettanto stilizzato), mentre la parola "migliore" è scritta in un carattere più elegante e la prima "i" è parte del corpo di un pesce; nella parte inferiore si legge il riferimento al candidato sindaco (di non immediata lettura, essendo collocato proprio sul confine di un segmento curvilineo verde chiaro).

Armando Zambrano 

9) Noi Popolari Riformisti - Unione di centro

Il terzo aspirante al ruolo di sindaco è Armando Zambrano, ingegnere civile e strutturista, già presidente dell'ordine professionale a livello provinciale. A sostenerlo è una coalizione di tre liste, la prima delle quali unisce Noi popolari riformisti (gruppo di collocazione centrista "che unisce la tradizione democratico-cristiana con la volontà di cambiamento strutturale" e si distingue con le sagome arancioni e azzurre di due scudi congiunti, racchiusi in una circonferenza bianca e rossa: di fatto sono i Popolari e Moderati di Aniello Salzano) e l'Unione di centro, che propone il suo simbolo ufficiale sostanzialmente senza modifiche (al di là di un ritocco alla parola "Italia"). Del fregio colpiscono il riferimento al candidato proposto con un carattere in stile art deco e la struttura grafica che ricorda molto quella della lista Noi moderati presentata alle elezioni politiche del 2022.
 

10) Oltre in Azione 

La compagine riformista in appoggio a Zambrano comprende anche la lista Oltre in Azione: il nome stesso suggerisce il concorso alla lista del partito guidato a livello nazionale da Carlo Calenda, che si riserva la parte inferiore del contrassegno, proponendo il prooprio logo blu su fondo bianco e accompagnandolo al riferimento al candidato (piccolo ma relativamente leggibile). In qualche modo il fregio elettorale riprende i colori dello stemma cittadino, visto che il semicerchio inferiore è campito di rosso e ospita la scritta "Oltre" di colore giallo (tradizionalmente legato, tra l'altro, all'area liberale, ma in questo caso ricorda piuttosto una delle liste che cinque anni fa avevano sostenuto Barone).
 

11) Salerno di tutti

Terza e ultima lista presentata a favore di Zambrano è Salerno di tutti, che su fondo arancione colloca le miniature di Salerno attiva (simbolo in cui spicca un'ancora bordeaux), Italia animalista (con la testa di un animale stilizzata in blu e un'impronta rossa) e Ali per la città (col profilo di una costa e un uccello stilizzato rosso ad ali spiegate nel cielo). In origine, peraltro, la lista era denominata Salerno democratica, ma - come conferma Michele Capano, delegato della lista - dopo aver riscontrato che portava lo stesso nome una lista del candidato Lanocita, un confronto tra i due aspiranti sindaci ha suggerito il cambio del simbolo prima del deposito delle candidature (nella dichiarazione preventiva sulle spese, però, è rimasto il vecchio emblema).  

Francesco (detto Franco Massimo) Lanocita 

12) Alleanza Verdi e Sinistra

Dopo la coalizione di Zambrano, il sorteggio ha collocato un'altra compagine "a tre punte", a sostegno di Francesco Lanocita (detto Franco Massimo): guardando la sua composizione appare plasticamente chiaro che il "campo largo" a Salerno non si presenta unito. Il primo simbolo a comparire, infatti, è quello dell'Alleanza Verdi e Sinistra, che corre con lo stesso simbolo coniato per le elezioni politiche del 2022. È il caso di ricordare che Europa verde cinque anni fa aveva sostenuto Napoli, anche se 1,55% ottenuto non era stato sufficiente per eleggere un proprio rappresentante in consiglio.
 

13) MoVimento 5 Stelle

Se il MoVimento 5 Stelle nel 2011 aveva corso da solo (col candidato Andrea Cioffi, ora delegato di lista) e - dopo aver saltato la competizione del 2016 - cinque anni aveva sostenuto Elisabetta Barone, questa volta ha scelto di fare parte del gruppo di liste in appoggio a Lanocita. Il contrassegno è uguale a quello schierato nel 2021, che riportava già nella parte inferiore il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica. Ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento sul destino del "campo largo" vista la situazione elettorale di Salerno, il presidente della Regione Roberto Fico, espressione del M5S, ha risposto solo "Non si è fatto un accordo. Non c'è niente da dire".
 

14) Salerno democratica

Terza e ultima lista su cui Lanocita potrà contare è Salerno democratica, nella quale si è scelto di candidare "tutti quelli che non sono espressione del M5S e di Avs, ma che credono nel progetto di quel campo largo che ha ottenuto ottimi risultati alle scorse Regionali e che a Salerno è orfano del Pd per il veto posto dall'ex governatore". Il simbolo è un cerchio diviso in due semicerchi - uno bianco e uno blu, con il riferimento al sindaco nella parte superiore e il nome della lista in quella inferiore - e con due onde del mare stilizzate e sfumate al centro, una delle quali fa un ricciolo proprio accanto al nome del candidato.

Domenico (detto Mimmo) Ventura 

15) Dimensione Bandecchi

Quinto aspirante al ruolo di sindaco di Salerno è Domenico (Mimmo) Ventura, consigliere uscente essendo stato eletto nel 2021 con Fratelli d'Italia, ma uscito dal partito e dal gruppo all'inizio del 2024 (dopo la mancata elezione a consigliere provinciale, anche per la mancata partecipazione al voto del capogruppo Michele Sarno). Ventura si candida col sostegno di Dimensione Bandecchi, anche se nel simbolo il cognome del capo del partito è stato decisamente ridotto (al punto da far pensare che il nome della lista sia solo "Dimensione) per lasciare il posto al riferimento al candidato (vero elemento centrale sul fondo blu); nella parte inferiore c'è poco spazio per il tricolore composto dalle tre frecce. 
 

Pio Antonio De Felice 

16) Potere al Popolo!

Fa la sua prima comparsa alle elezioni comunali di Salerno Potere al popolo!, che sulle schede elettorali sosterrà Pio Antonio De Felice, ex funzionario del Ministero della giustizia (in pensione, avendo 74 anni), con una lunga esperienza nelle Rapppresentanze di base e poi nell'Unione sindacale di base. Il simbolo schierato sulle schede è lo stesso coniato in vista delle elezioni politiche del 2018 - e da allora presente senza continuità a livello regionale e locale in varie competizioni - con due archi color amaranto che delimitano il cerchio e contengono il nome scritto in nero, con la stella amaranto sopra l'ultima lettera. 

Gherardo Maria Marenghi 

17) Noi moderati

L'ultima coalizione della competizione salernitana è quella di centrodestra che sostiene Gherardo Maria Marenghi, professore di diritto amministrativo dell'Università di Salerno, membro del Consiglio Superiore per i Beni culturali e Paesaggistici e - lo si segnala con piacere e per correttezza, senza che questo intenda alterare il contenuto di questo articolo - dal 2018 estimatore e motivatore di questo sito. La prima delle quattro liste a essere sorteggiata è quella di Noi moderati, il cui simbolo somiglia a quello impiegato alle ultime regionali in appoggio a Edmondo Cirielli: fondo bianco, in alto il nome del partito guidato da Maurizio Lupi, al centro l'elemento tricolore, in basso il riferimento al candidato. 
 

18) Fratelli d'Italia

La seconda lista della coalizione che sostiene Marenghi è quella del suo partito, Fratelli d'Italia, che nel 2021 ottenne il 4,75%, ma fu pur sempre la lista più votata della coalizione che appoggiava Michele Sarno e che arrivò terza. Il simbolo - guardando al documento di previsione delle spese - è simile a quello visto a Mantova e tipico di varie competizioni elettorali del passato, con il nome di Giorgia Meloni giallo nella parte superiore, il riferimento al candidato sindaco subito sotto - ma sempre su fondo blu - e, nella parte inferiore, il simbolo ufficiale del partito. 
 

19) Forza Italia

Terza lista della coalizione di centrodestra risulta essere quella di Forza Italia. A meritare attenzione qui non è tanto il simbolo utilizzato, identico a quello descritto nello statuto e lì allegato (con la bandierina al centro, il cognome di Silvio Berlusconi al di sotto e in alto il riferimento al Partito popolare europeo disposto ad arco), quanto piuttosto la presenza del partito in questa coalizione: fino al 20 aprile, infatti, Fi era indicata come parte della coalizione di Zambrano, poi il confronto da Cirielli e Fulvio Martuscello ha ricompattato il centrodestra a livello regionale in tutti i comuni superiori e le liste in appoggio a Marenghi sono diventate quattro. 
 

20) Prima Salerno - Lega

Ultima formazione schierata nella compagine che appoggia Marenghi è Prima Salerno. Non si tratta di una novità: già nel 2021, infatti, aveva partecipato una lista con quel nome e che, con il 2,72%, era comunque riuscita ad approdare in consiglio. Com'è noto, liste con la formula "Prima..." sono da anni espressione della Lega per Salvini premier e questa volta è significativo vedere che, sotto al nome collocato accanto all'elemento tricolore e al riferimento al candidato sindaco - blu su pecetta bianca - è comparso anche un pezzo del simbolo della Lega, con il nome e la statua di Alberto da Giussano in bianco. Si tratta di un inserto poco leggibile sulle schede, ma tra gli emblemi della serie "Prima..." questo sembra uno dei meglio confezionati. 

Elisabetta Barone 

21) Semplice Salerno

Chiude le candidature e la scheda elettorale Elisabetta Barone, dirigente scolastica, nel 2021 arrivata seconda (con il 16,76%) sostenuta da sette liste. Questa volta ci riprova, ma nella competizione avrà l'appoggio di una sola lista, Semplice Salerno, già vista anche cinque anni fa. Se allora il fregio aveva il fondo verde (con un papavero rosso nella parte inferiore, insieme alla dicitura "Primavera salernitana"), questa volta il fondo è color vinaccia/Borgogna, con il nome della lista in bianco e il riferimento alla candidata in bianco e giallo, con l'appellativo correttamente declinato al femminile ("sindaca"), come del resto era accaduto già cinque anni fa.

giovedì 3 settembre 2020

Campania, simboli e curiosità sulla scheda

Nelle settimane che hanno preceduto la presentazione ufficiale delle liste sembrava che la Campania potesse seriamente ambire al titolo di regione da record, con il numero più alto di liste presentate. Il primato, tuttavia, appartiene alla Puglia con 29 liste) e la Campania l'ha solo sfiorato: le liste depositate sono state 27, ma quelle che effettivamente finiranno sulla scheda saranno solo 26, dopo il ritiro della candidatura a presidente di Gabriele Nappi e della lista collegata Naturalismo (su cui comunque varrà la pena tornare in seguito); non era invece stata depositata la candidatura di Carmine Attanasio, che avrebbe voluto correre con i Verdi Federalisti (lui, su Facebook, sostiene di essersi ritirato nel momento in cui la lista aveva pensato di entrare in una coalizione non meglio precisata: visto il pessimo rapporto con i Verdi, era improbabile che si trattasse di quella di centrosinistra). 
Certamente tutta l'attenzione di chi osserva questa competizione è puntata sulla terza edizione - e questo certamente è un primato mai visto - della sfida tra Vincenzo De Luca, presidente uscente sostenuto da una pletora di liste (ben 15, eguagliando il numero raggiunto da Emiliano in Puglia), e Stefano Caldoro, candidato del centrodestra (sostenuto da sei liste) che spera di tornare alla guida della regione come nel 2010. Di seguito ecco le liste sulla scheda secondo l'ordine sorteggiato per la circoscrizione di Napoli (l'unica che pare completa, con 26 contrassegni).
 

Sergio Angrisano

1) Terzo Polo - Idee in movimento

Il sorteggio a Napoli ha collocato al primo posto una candidatura che viene da lontano, nel senso che almeno da marzo si parla di una possibile lista denominata Terzo Polo. Questa alla fine è stata presentata, mantenendo il fondo azzurro con fascetta bianca (per ospitare il nome) simile a quello originario, aggiungendo lo slogan "Idee in movimento". Il candidato alla presidenza, Sergio Angrisano, è portavoce della Confederazione dei movimenti identitari (tra i soggetti costituenti della prima idea di lista). La candidatura e la lista sono animate da uno spirito "autenticamente meridionalista", con attenzione anche a salute, territorio da sanificare e giovani.
 

Vincenzo De Luca

2) Campania libera

Nel napoletano la prima lista estratta della nutritissima compagine che sostiene la ricandidatura di Vincenzo De Luca è Campania libera, uno del progetti civici più vicini al presidente uscente, al punto da essere stato replicato - anche graficamente - pure in varie elezioni comunali nel territorio campano. Il simbolo è esattamente uguale a quello di cinque e dieci anni fa, con il semicerchio superiore tinto di azzurro, quello inferiore di verde, il nome della lista diviso tra le due parti e, in basso, il riferimento al candidato presidente (in ogni caso scritto più piccolo rispetto alla denominazione di lista). Tra le candidature spicca quella di Erminia Mazzoni, già deputata Ccd-Udc, poi europarlamentare Pdl, poi Ncd fino al sostegno a De Luca alle scorse elezioni.
 

3) Democratici e progressisti

Dopo essere stata incerta per non poco tempo, si è effettivamente presentata la lista Democratici e progressisti, espressione soprattutto di Articolo Uno: ne è promotore il consigliere uscente Francesco Todisco, ricandidato anche stavolta in provincia di Avellino. Il contrassegno, che nella struttura ricorda quello dei Progressisti per la Basilicata, riporta la sagoma verde della regione su fondo rosso; il tricolore è ricreato con le scritte bianche e la sottolineatura (tipica di Liberi e Uguali) che evidenza il nome scelto per la lista. 
 

4) Partito socialista italiano

La terza lista estratta (nel napoletano) della coalizione che sostiene Vincenzo De Luca è quella del Partito socialista italiano, che presenta il suo simbolo più recente, con il ritorno al garofano unitamente alla sigla e al nome integrale. La presenza di questa lista - completamente predisposta dal partito, non condivisa con altre forze politiche - non può stupire: tra i consiglieri uscenti c'è Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi, che più di tutti aveva voluto un nuovo simbolo, da schierare in tutte le competizioni. Lui non si ripresenta in lista, ma il partito punta comunque a confermare la propria presenza in regione (nel 2015 aveva ottenuto il 2,18%), magari con il segretario regionale Massimo Tarantino.
 

5) De Luca Presidente

Se Campania libera si è presentata uguale a se stessa per la terza volta, anche la lista De Luca Presidente - un progetto elettorale ancora più legato all'ex sindaco di Salerno - torna esattamente con la stessa immagine che l'aveva caratterizzata alle elezioni del 2015: nome di De Luca bianco e con ombra, "Presidente" giallo, il tutto su cerchio blu sfumato, come a dare l'impressione che il fondo del simbolo sia convesso, "bombato". Tra le candidature spiccano quelle delle assessore uscenti Lucia Fortini (Napoli) e Sonia Palmeri (Caserta).
 

6) Fare democratico - Popolari

La quinta lista per De Luca è visibilmente frutto dello sforzo di contenere il numero di formazioni da presentare sulla scheda. Il contrassegno è una "bicicletta" che riporta per intero i simboli di due liste previste in origine: Fare democratico, gruppo (promosso da Giosy Romano e Felice di Maiolo) che sembra traghettare verso De Luca persone del centrodestra (come anche i colori mostrano) e i Popolari legati a Ciriaco De Mita e al nipote Giuseppe, che rispolverano il gonfalone messo a disposizione dai Popolari - Collegio 12 di Moncalieri. I due emblemi sono delimitati da due segmenti azzurri sfumati a base curvilinea, dando quasi l'idea delle palpebre di un occhio (con due iridi...); incredibile poi che il riferimento "De Luca presidente" sia riportato addirittura tre volte (nei simboli e nel contrassegno generale) e con tre caratteri diversi. Tra i candidati, a Caserta, c'è anche il giornalista Rai Geo Nocchetti. 
 

7) Davvero - Partito animalista

A Fare democratico - Popolari segue un'altra lista composita, che però aveva trovato il suo assetto molto prima. Già il 16 luglio, infatti, era stata annunciata l'alleanza tra Davvero, il gruppo legato a Michele Ragosta, e il Partito animalista del campano Cristiano Ceriello, per un progetto che voleva andare oltre l'occasione elettorale. Tra fine luglio e inizio agosto era parso che anche Italia in comune potesse entrare anche visivamente nel contrassegno, ma già pochi giorni dopo il suo fregio era sparito dal simbolo. Davvero si presenta come in passato (ma stavolta il claim tricolore è "Sostenibilità & diritti", con la prima parola al posto di "Ecologia"; il Partito animalista ha semplicemente inserito la sua fascia rossa con impronte all'interno del contrassegno.
 

8) Liberaldemocratici - Campania popolare - Moderati

All'ottava posizione (e come settima lista di De Luca) a Napoli si trova una delle formazioni emerse più di recente: Liberaldemocratici - Campania popolare - Moderati. Il nome stesso testimonia l'unione di gruppi inizialmente separati: in particolare Campania popolare promossa da Pasquale Sommese e Luigi Bosco (il colore carta da zucchero e la striscia tricolore sono ciò che restano del gruppo campano di Ncd) e i Moderati, legata alla forza che è si è sviluppata soprattutto in Piemonte (e che qui ribalta i colori e rinuncia alla sua font). Il riferimento ai Liberaldemocratici (escludendo che si tratti degli ex diniani, se non altro perché sono saldamente nel centrodestra) sembra piuttosto un'indicazione della collocazione politica, senza riferirsi a un'altra forza; tutte si sentono rappresentate da un curioso cuore tricolore (che nelle prime versioni appariva da uno squarcio nel fondo: la soluzione attuale, per quanto non splendida, è almeno migliorata).
 

9) Per le persone e la comunità

Anche la posizione successiva ai Liberaldemocratici - Campania popolare - Moderati propone una lista dal nome lungo: si tratta di Per le persone e la comunità, che nel simbolo evidenzia soprattutto il "per", le persone e la comunità (in mezzo ai colori deluchiani, oltre che della terra e del mare). La lista è espressione di vari ambiti della società civile: la promuovono Giuseppe Irace (responsabile della formazione politica nell'Azione Cattolica di Napoli), Gianluca Guida (direttore del carcere minorile di Nisida) e Antonio Nocchetti (presidente della onlus "Tutti a scuola"), unendo sensibilità diverse in un unico progetto.
 

10) Europa Verde - Democrazia solidale

Un'altra formazione elettorale composita della coalizione di De Luca è il cartello tra Europa Verde e Democrazia solidale. Due terzi del contrassegno sono occupati da Europa Verde Campania, che - al di là della caratterizzazione regionale -. riprende il suo simbolo in uso da oltre un anno (capolista a Napoli è il consigliere regionale uscente Francesco Emilio Borrelli); nel segmento inferiore trova posto invece Demos, che dunque alle battaglie per la giustizia ambientale unisce quelle per la giustizia sociale. Un'alleanza simile è prevista anche in Liguria.
 

11) Noi campani

La decima lista a sostegno del presidente uscente è una di quelle di cui si è parlato di più: questa segna infatti il ritorno (per ora...) di Clemente Mastella nel centrosinistra, schierando a sostegno di De Luca la lista Noi campani, evoluzione regionale di Noi Sanniti (che mantiene un fregio ondulato tricolore dall'aspetto discutibile). Non c'è più l'indicazione dell'Udeur, ma è rimasto il campanile, anche se - assieme all'idea del frottage blu in alto - l'immagine usata nel simbolo sembra copiata pari pari dal simbolo dei Democratici per cambiare di Sansepolcro (Ar).
 

12) Partito democratico

Formalmente all'interno della coalizione di De Luca non poteva mancare una lista espressione del Partito democratico. In effetti è stata presentata e non senza polemiche: nelle settimane precedenti il deposito delle candidature i dem si sono mostrati irritati per la proliferazione di liste che avrebbero sostanzialmente "svuotato" la propria. Il che non poteva essere accettabile per un partito che nel 2015 con il 19,49% era nettamente la prima forza della compagine del presidente. Il simbolo è quello nazionale, leggermente sacrificato nelle dimensioni per consentire l'inserimento di un segmento blu con il riferimento a De Luca.
 

13) Centro democratico

Subito dopo il Pd, si assiste a un ritorno, di quelli che non possono passare inosservati: si rivede infatti - pur dopo una sostanziale sparizione del partito a livello nazionale - un'intera lista dedicata a Centro democratico, che nel 2015 aveva ottenuto il 2,77% due seggi nella lista condivisa con i montiani di Scelta civica (o, già allora, ciò che ne era rimasto). Il simbolo originario di Centro democratico è stato compresso nel 60% del cerchio per lasciare il resto al riferimento di De Luca (a colori ribaltati rispetto al contrassegno di cinque anni fa): se a qualcuno l'emblema della lista - che in un primo tempo doveva ospitare anche i Repubblicani democratici di Giuseppe Ossorio - non piacesse, sappia che questo è frutto di un lungo travaglio e le versioni precedenti erano assai meno convincenti, per cui poteva andare molto peggio.
 

14) Italia viva

Esordisce alle regionali in Campania con una propria lista anche Italia viva, il cui sostegno a De Luca non sembra essere mai stato in discussione. Anche questa lista, non a caso, contiene il riferimento al candidato presidente, sacrificando il segmento inferiore dai toni sfumati di Instagram e allargando quell'area tingendola di azzurro per inserire la dicitura "con De Luca presidente". La Campania sarà certamente uno dei luoghi in cui sarà più interessante monitorare il risultato del partito di Matteo Renzi, anche per confrontarlo con i voti ottenuti nelle regioni in cui non corre con i candidati del Pd.
 

15) Partito repubblicano italiano - Lega per l'Italia

Anche questo è un ritorno da guardare con attenzione. Innanzitutto liste con l'edera del Partito repubblicano italiano sono rare e meritano sempre un occhio attento; secondariamente, dopo due turni elettorali in cui in Campania il Pri aveva sempre appoggiato Caldoro, questa volta ha scelto di passare con De Luca. Non si capisce come mai il nome e la circonferenza del contrassegno siano diventate nere invece del consueto verde; non sfugge nemmeno che la lista è stata presentata insieme alla Lega per l'Italia di Luigi Pergamo, uno dei soggetti più presenti alle file del Viminale per il deposito dei simboli.
 

16) +Campania in Europa

Nella coalizione che sostiene Vincenzo De Luca c'è anche - ed è l'ultima estratta a Napoli - +Europa, che in questo caso prende il nome - sul modello già visto, per esempio, in Veneto - di +Campania in Europa. I colori impiegati ovviamente sono gli stessi di +E, ma il giallo del "più" si comunica alla parola "Europa", mentre è la Campania a colorarsi. Si è scelto di spostare in alto la bandiera europea (con stella tricolore) elegantemente ondeggiante; non manca, nemmeno qui, il riferimento al candidato presidente. Per aprire le liste, tra l'altro, il partito ha scelto di indicare cinque donne.
 

Valeria Ciarambino

17) MoVimento 5 Stelle

La terza candidatura alla guida della Campania, secondo il sorteggio napoletano, è quella di Valeria Ciarambino, già aspirante presidente per il MoVimento 5 Stelle cinque anni fa e ora nuovamente proposta per la stessa carica (per cui non può sfuggire la particolarità del caso in cui i tre principali contendenti al medesimo ruolo sono identici a distanza di un'elezione all'altra). Paradossalmente l'unica cosa a essere cambiata leggermente è il simbolo: nel 2015 c'era ancora il sito Beppegrillo.it, questa volta c'è il nuovo indirizzo Ilblogdellestelle.it.
 

Giuseppe Cirillo

18) Partito delle buone maniere

Per la posizione numero 18 - e per la quarta candidatura alla presidenza - occorre la massima attenzione, perché la Campania torna indietro di vent'anni: nel 2000 le elezioni provinciali di Caserta tenevano a battesimo il Partito preservativi gratis di Giuseppe Cirillo da Santa Maria Capua Vetere; oggi, dopo esperienze nazionali, regionali (lo scorso anno in Umbria) e locali, il Dr. Seduction si candida per la prima volta a presidente della sua regione con l'ultimo simbolo utilizzato, il Partito delle buone maniere, con i due volti di donna e di uomo che si guardano su fondo blu/rosa. Un'occasione da non perdere, nelle province in cui la lista corre (mentre Cirillo si prepara a donare cravatte verdi ai leghisti campani, invocandone la coerenza cromatica).
 

Luca Saltalamacchia

19) Terra

Dopo il Dr. Cirillo, il sorteggio di Napoli ha collocato Luca Saltalamacchia, avvocato ambientalista e candidato presidente della lista di sinistra Terra; la lista si era proposta di indicare un ticket uomo-donna per la guida della regione, per cui è stata individuata anche Stefania Fanelli, storica militante antidiscarica a Chiaiano-Marano (ma la legge imponeva di indicare un nome soltanto). Il simbolo della forza ecologista, civica e democratica (nata da Stop al biocidio e costruita con l'appoggio di Sinistra italiana, Prc, Pci, Partito del Sud e altre forze sociali) è quello disegnato e divulgato nelle scorse settimane: una figura umana rossa, che proietta un'ombra di albero, in piedi sulla terra verde (lavorata ma da bonificare) guarda il mare
 

Giuliano Granato

20) Potere al popolo!

Il sorteggio per la circoscrizione di Napoli ha collocato subito dopo Terra l'altro simbolo marcatamente di sinistra presente a queste regionali (e fuori dalla coalizione di De Luca): quello di Potere al Popolo!, che in fondo proprio a Napoli era nato come nucleo fondativo. Il candidato presidente è il sindacalista Giuliano Granato. Se la stella è rimasta del colore visto alle elezioni del 2018, gli archi dal rosso carminio sono diventati viola, con l'aggiunta di un fumetto che porta la dicitura "La Campania è il Futuro"; tutti gli elementi sono inseriti in una circonferenza più ampia. 
 

Stefano Caldoro

21) Fratelli d'Italia

L'ultimo candidato sorteggiato per la presidenza della Campania a Napoli è Stefano Caldoro, presentato dal centrodestra. La prima lista estratta della coalizione è quella di Fratelli d'Italia, che parte dal 5,47% raccolto cinque anni fa (con cui vennero eletti due consiglieri regionali). Il simbolo scelto per l'occasione è identico a quello elaborato per le elezioni politiche del 2018, con il nome della leader Giorgia Meloni in grande evidenza e nessuna caratterizzazione territoriale o indicazione del candidato presidente (che non c'era, del resto, nemmeno nel 2015).
 

22) Forza Italia

La seconda lista è quella di Forza Italia, formalmente il partito cui appartiene il candidato presidente Caldoro. Il simbolo è quello ormai rodato dopo le elezioni politiche del 2018, con la bandierina tricolore in alto (che deborda), il cognome di Silvio Berlusconi in grande evidenza e sotto il riferimento "per Caldoro" in Arial Black, con il cognome del candidato disposto ad arco nella parte inferiore del cerchio. Tra i candidati figura come capolista napoletano l'ex assessore Ermanno Russo. Nel 2015 Forza Italia aveva il 17,82,%; confermare quel risultato, con Lega e Fratelli d'Italia in crescita, sarebbe un esito notevole.
 

23) Lega - Campania

Il sorteggio nel centrodestra a Napoli ha concentrato vicini i tre partiti principali della coalizione. Subito dopo il simbolo forzista, infatti, si colloca quello della Lega, che di fatto esordisce alle elezioni regionali in Campania. Si tratta del simbolo utilizzato per le elezioni politiche del 2018, con il riferimento alla Campania che sostituisce la parola "Premier". Alle europee il partito ha superato il 19%, quindi sarà interessante vedere il risultato in questo turno elettorale; in lista, in provincia di Napoli, c'è anche Rosa Capuozzo, già sindaca M5S di Quarto.
 

24) Identità meridionale - Macroregione Sud

Tra le liste della coalizione di Stefano Caldoro c'è anche un simbolo meno noto: quello di Identità meridionale - Macroregione Sud, legato al movimento presieduto da Antonio Parente (capolista a Napoli e Avellino). L'emblema però non è più quello bianco, con stelle blu, visto in alcune occasioni: il fondo è blu sfumato con tre gigli dorati, in ossequio al disegno meridionalista che la lista persegue (con l'idea di costruire una macroregione per rilanciare il Meridione). 
 

25) Caldoro presidente - Unione di centro

Penultima lista della coalizione e della scheda è il cartello che unisce i gruppi di Caldoro presidente (direttamente legati al candidato presidente) e dell'Unione di centro. Il simbolo è quasi equamente diviso tra i due gruppi, anche se è davvero malassortito, con il tricolore del simbolo di Caldoro che finisce nella parte superiore del semicerchio dell'Udc (coprendo in parte anche le vele), con un taglio orizzontale bruttino da vedere; il garofano del Nuovo Psi, antica casa di Caldoro, è incastrato sotto la dicitura "Caldoro presidente"; non pervenuto il riferimento alla Dc (Popolari - Unione democratici cristiani) auspicato da Giuseppe Gargani nelle settimane precedenti.
 

26) Adc - Alleanza con Popolo e territorio

A chiudere la coalizione di centrodestra e la scheda elettorale campana è la lista di Alleanza di centro, il partito fondato nel 2008 dall'ex giornalista politico Rai Francesco Pionati. Ribattezzato nel 2019 Alleanza di centro per i territori (prima "per le libertà"), aveva annunciato la sua partecipazione come "Alleanza per la Campania", ma a pochi giorni dalla chiusura delle liste il simbolo è cambiato, a seguito dell'alleanza con Popolo e territorio: i #drogatidipolitica sono tentati di pensare subito al gruppo "responsabile" nato alla Camera nella XVI Legislatura, ma si tratta in realtà di un'associazione territoriale irpina, che al simbolo ha conferito il cuore tricolore.

domenica 2 agosto 2020

Fare democratico, al fianco di De Luca coi colori del centrodestra

Non è ancora il momento di fare classifiche (che di certo lasciano il tempo che trovano, ma si possono pur sempre stilare per dare i numeri delle cose), ma è probabile che una delle coalizioni più affollate - assieme a quella pugliese in appoggio a Michele Emiliano - risulterà quella che si appresta a sostenere Vincenzo De Luca nella sua seconda corsa per la presidenza della regione Campania. In effetti, da un giorno all'altro e da un giornale all'altro, il numero appare piuttosto variabile, anche se è già in corso una "cura dimagrante" per accorpamenti (che risulteranno evidenti nei prossimi giorni).
Tra le liste di cui si è parlato e che ufficialmente non corrispondono per intero a partiti esistenti c'è anche Fare democratico, un nome piuttosto generico ma che si fa notare, anche solo per l'uso del verbo "fare" in funzione di sostantivo. I promotori risultano essere Giuseppe "Giosy" Romano, presidente del Consorzio Asi (Area di sviluppo industriale) della provincia di Napoli nonché della Confederazione italiana per lo sviluppo economico, Felice Di Maiolo, sindaco di Mariglianella (comune inferiore della città metropolitana di Napoli). 
Per chi non è napoletano i nomi possono non dire nulla, ma sono accomunati da un "particolare" tutt'altro che irrilevante. Giosy Romano nel 2018 era stato candidato al Senato dal centrodestra nel collegio uninominale di Casoria e da Forza Italia nel collegio plurinominale Campania 02 (assieme, tra l'altro, a Domenico De Siano, eletto senatore, e Sandra Lonardo, eletta nel collegio Campania 01); quanto a Di Maiolo - che ha già annunciato la sua candidatura - era stato capogruppo forzista proprio nel consiglio della città metropolitana. Che i due siano tuttora riconducibili a Forza Italia oppure no, non appare un caso che da più parti la lista Fare democratico sia stata indicata come una formazione che si prepara a traghettare parte dell'area di centrodestra nella compagine che punta a dare un seguito alla prima presidenza regionale di Vincenzo De Luca.
Lo stesso aspetto grafico del simbolo, tra l'altro, sembra confermare quest'idea: i colori - il tricolore con il blu - sono quelli nazionali, tradizionalmente usati da formazioni di centrodestra o comunque di osservanza moderata; l'arcobaleno-strada tricolore ricorda più il vecchio Pdl (o persino la prima versione di Alleanza di centro di Pionati, che invece ha saldamente i piedi nel centrodestra) che simboli di area sinistra. Il nome di De Luca campeggia nella parte inferiore del contrassegno, ma l'elemento testuale più evidente è proprio la parola "fare", con l'iniziale minuscola. La scelta può colpire, ma forse si può ricordare un particolare: i precedenti usi della parola "Fare", con l'iniziale maiuscola (Oscar Giannino e poi Michele Boldrin) o tutta maiuscola con apostrofo (Flavio Tosi), non sono stati tra i più fortunati che la politica ricordi. Non è detto che la scelta dipenda da questo, ma i #drogatidipolitica non possono non notarlo. 
Che la lista non si proponga come "convenzionale" e "inquadrata" appare chiaro anche dal primo testo pubblicato sulla pagina Facebook della formazione:
L’esigenza di non dover soggiacere a percorsi precostituiti. La volontà di essere attori protagonisti nella valorizzazione del territorio. La caparbietà nel credere che gli schemi non debbano ingabbiare. La convinzione che si possa costruire un percorso nuovo, diverso, a misura di uomo, a misura di territorio. Donne e uomini liberi, di pensare, di crederci. Tutti, insieme, donne ed uomini del fare, convinti che i principi della democrazia siano irrinunciabili. Fare Democratico, noi!


In ogni caso, c'è ancora tempo per conoscere le liste e capire se i candidati confermeranno l'immagine che emerge dal simbolo. 

martedì 30 giugno 2020

Campania, anche Davvero e Azione meridionale tra le liste di De Luca?

Al momento appare piuttosto improbabile che il presidente uscente della Campania, Vincenzo De Luca, riesca nell'intento di fissare le elezioni regionali il 6 e il 7 settembre; in ogni caso, molti occhi sono puntati sulla coalizione che ne sosterrà la ricandidatura, per monitorare assenze e presenze, queste ultime anche solo nei numeri. A quanto pare, infatti, la compagine schierata a riconferma di De Luca si preannuncia molto affollata. Già da settimane, per esempio, si è annunciato il ritorno del simbolo di Davvero - ecologia & diritti, formazione riconducibile all'ex parlamentare Michele Ragosta. Di lui si è già parlato qui un mese fa, quando aveva lanciato il simbolo - e con questo il progetto - di Italia ecologista, ma già allora era chiaro che sulle schede elettorali campane, a questo giro, non sarebbe finita la margherita gialla di quell'emblema, bensì un simbolo che elettori ed elettrici della regione conoscevano già.
Deve dedursi questo, se si considera che proprio alle elezioni del 2015 la lista Davvero, le cui liste erano state presentate in condominio con i Verdi (così come era condiviso il simbolo), era riuscita nell'intento di eleggere un rappresentante in consiglio regionale. Fin dall'inizio, tuttavia, Ragosta ha precisato di voler raddoppiare il risultato ottenuto cinque anni fa, puntando a "costruire un'ampia maggioranza, dando priorità ai temi ambientali e sociali". Rientra in questo disegno anche la notizia, data da Ragosta sul suo profilo Facebook il 6 giugno, dell'uscita "con effetto immediato di un numero consistente di iscritti e amministratori dalla Federazione dei Verdi - Europa Verde, inclusi i consiglieri comunali di Napoli Stefano Buono e Marco Gaudini" (dopo che, si legge sempre lì, mesi fa avevano abbandonato il progetto di Europa Verde non solo Possibile, ma anche Green Italia, che aveva partecipato pure alla lista dei Verdi europei nel 2014, e vari esterni). Al di là delle critiche alla Federazione dei Verdi (i cui dirigenti sono stati tacciati di chiusura e incapacità, nonché accusati di avere "illegittimamente e ingiustificatamente commissariato il partito nella Regione Campania e in altre 4 Regioni"). I due consiglieri comunali citati, tuttavia, hanno precisato di voler lavorare con Davvero e "con la rete Ecologia & Diritti che fa riferimento all'ex assessore al comune di Roma Pinuccia Montanari, per costruire il nuovo partito degli Ecologisti italiani nel segno di una nuova visione più calata nella vita reale". Assieme a loro, varie altre persone elette avrebbero fatto la stessa scelta.
La collocazione della lista Davvero - il cui emblema conterrebbe solo il nome e il segmento verde a base curva nella parte inferiore - non è mai stata in discussione: "Abbiamo deciso - ha scritto Ragosta nei giorni scorsi - di stare dentro la coalizione che sostiene De Luca: insieme a tutti i partiti di centro sinistra e non solo, daremo sicuramente un contributo prezioso, come abbiamo fatto per anni a salerno,nel settore dei rifiuti e dell'energia". Al di là dell'orizzonte immediato, tuttavia, per Ragosta e gli aderenti a Davvero l'obiettivo nemmeno troppo mediato sarà la costruzione di "un nuovo partito ecologista e non solo", pensando probabilmente a concretizzare Italia ecologista, di cui Davvero possa essere il primo e robusto nucleo. 
Tra le formazioni che dovrebbero appoggiare il presidente uscente della Campania, peraltro, il sito Anteprima24.it ha voluto individuare anche Azione meridionale. Prima che a qualcuno vengano in mente indebite assonanze, nulla a che fare con la Lega d'azione meridionale che fu fondata e portata avanti da Giancarlo Cito: il nome è simile, ma il simbolo è totalmente diverso (qui c'è il profilo del Centro-Sud regionalizzato, comprese Abruzzo e Molise, di colore blu su fondo solare sfumato giallo-arancio, con piccole losanghe a "fiamma"). La testata che ne ha dato notizia ha indicato Mario Ascierto (già consigliere regionale di An) tra i candidati, arrivando a qualificare la lista come fatta "di ex missini", salvo poi parlarne come di un "contenitore (di area destra) che accoglierà professionisti, intellettuali, medici e protagonisti del mondo della comunicazione". 
Per ora la sola cosa certa è che la pagina Fb di Azione meridionale esiste dall'inizio del 2015 e per molti mesi ha mantenuto una certa attività, mentre tra il 26 aprile 2017 e l'11 marzo di quest'anno la pagina non ha pubblicato nulla; in seguito i post sono ripresi, ribattendo vari materiali pubblicati da Vincenzo De Luca o articoli a suo favore. Tempo qualche settimana, in ogni caso, e se ne saprà di più (sempre ammesso, ovviamente, che il simbolo arrivi sulle schede, anche grazie al taglio delle firme necessarie).