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giovedì 10 marzo 2022

Noi, l'evoluzione simbolica (in meglio) per il partito di Elisabetta Trenta

Il progetto politico era stato lanciato a metà dicembre, con una conferenza stampa al Senato in cui si erano delineati gli obiettivi fondamentali (oltre che l'organigramma di base del partito); il simbolo, però, era sembrato ancora provvisorio, o almeno così speravano i cultori della grafica. Perché Noi - Nuovi Orizzonti per l'Italia, il soggetto politico di cui è segretaria nazionale l'ex ministra della difesa Elisabetta Trenta, aveva scelto di distinguersi con un emblema molto simile al contrassegno che la stessa Trenta aveva in programma di schierare alle suppletive per il seggio dalla Camera del collegio Roma-Primavalle, ma che poi non era finito sulle schede perché non erano state raccolte tutte le firme necessarie per legge (o, comunque, non tutte quelle raccolte erano di elettrici o elettori residenti nel collegio chiamato al voto).
Alla fine di gennaio, invece, in occasione del lancio del sito e dei profili social di Nuovi Orizzonti per l'Italia è stato sfoggiato anche un simbolo nuovo, che parte senza dubbio dal precedente quanto a contenuti e struttura, ma appare significativamente rinnovato nello stile e, sicuramente, studiato con molta più attenzione. Il sito, tra l'altro, contiene anche lo statuto di Noi e, se si va a curiosare per scoprire il contenuto, si scopre che non poche righe di quello stesso statuto sono dedicate proprio alla descrizione e all'illustrazione del simbolo: si tratta di un'eventualità rarissima, visto che di norma ci si limita a descrivere l'emblema grafico (come, del resto, chiede il decreto-legge n. 149/2013 per i partiti che chiedono la registrazione) e magari ad allegarne una riproduzione, ma né qualche disposizione né la prassi invitano a illustrare nel documento statutario il significato del simbolo. Per chi, come le persone curiose e i #drogatidipolitica che periodicamente passano da questo sito, è interessato all'immagine che i partiti comunicano di se stessi, questa scelta non può che essere salutata con favore. Anche per questo, di seguito si riporta la parte dell'articolo 1 dello statuto dedicata alla descrizione e all'illustrazione del "contrassegno", come lo si chiama lì:
All'interno di un cerchio colorato con una sfumatura che parte dal blu/verde acqua scuro al verde acqua chiaro, sono inscritti i 4 vertici di un quadrato. Di questi i primi 3 in senso antiorario riprendono idealmente le geometrie di un QR Code che inquadra e pone l’attenzione verso il centro della composizione, ovvero l’acronimo e il naming del partito.
Il richiamo al QR Code ha lo scopo di avvicinarsi a un contesto comunicativo più moderno e giovanile e per simboleggiare il cambiamento che stiamo vivendo dato dalle nuove idee e dalle nuove tecnologie.
Proprio per questo, il colore di questi elementi grafici è il tricolore, partendo dal primo in alto a sinistra di colore verde, proseguendo poi in senso antiorario col colore bianco ed infine il rosso, a testimonianza che l’Italia deve essere il fulcro di questo cambiamento.
L’ultimo vertice, in questo caso ideale, è un “archetto” di colore giallo, che rappresenta visivamente il concetto di orizzonte, inoltre lega le lettere “N” ed “I” e nel mezzo la lettera “O”, a simboleggiare che per una Nuova Italia serva un cambiamento con una nuova visione ed un orizzonte ben definito.
Per quanto riguarda il naming, “Nuovi Orizzonti per l’Italia”, è stato utilizzato un carattere Sans Serif, ma nelle sue versioni rounded, ovvero con la parte terminale delle aste delle lettere arrotondate proprio per dare un maggiore senso di inclusione e appartenenza, nonché l’immediata lettura da parte dello spettatore. Il carattere tipografico in questione è il Proxima Soft.
L’acronimo è stato stilizzato, arrotondato e armonizzato col cerchio, i puntini sono stati sovrapposti sulle tre lettere creando una diagonale positiva verso l’alto. In più, grazie all’alternanza, riprende la simbologia del QR Code. Acronimo e naming sono declinati in bianco per una maggiore visibilità.
La descrizione, dunque, ribadisce il concetto dell'ispirazione al QR Code, come pure l'idea di avvicinare ai giovani la comunicazione del nuovo partito e di usare consapevolmente le nuove tecnologie e altri strumenti del cambiamento: sicuramente la nuova grafica, che appare assai più meditata e studiata nei dettagli, sembra poter rendere meglio con riguardo a questi scopi. Si qualifica meglio l'uso del tricolore (scomposto su tre angoli), precisando che "l'Italia dev'essere fulcro" del cambiamento auspicato: si allontana così la sensazione che il tricolore dovesse esserci per forza, come ingrediente forzato. L'archetto giallo è invece una new entry: qui la spiegazione inserita nello statuto è utile a interpretare correttamente il segno e la sua posizione, per capire che si richiama l'orizzonte necessario per una "nuova Italia. 
Appare interessante l'idea di usare un tipo di carattere arrotondato per dare "un maggiore senso di inclusione e appartenenza", quasi che gli spigoli nel testo rappresentassero altrettanti spigoli nel partito (e viene da pensare a quanto poco "morbidi" fossero i simboli della Dc, del Psi (almeno prima dell'avvento del garofano) e del Pci (per gli arnesi e le aste delle bandiere), senza che questo avesse minimamente preoccupato i loro militanti e dirigenti. Non passa inosservata nemmeno la scelta di mettere i tre puntini (delle "i" minuscole?) ad altezze diverse per dare l'idea del concetto di crescita, oltre che per dare di nuovo l'impressione del QR Code; ci si sente di dire anche che una grafica simile ricorda quella delle tratte dei mezzi di trasporto, con le fermate: in questo senso, il simbolo dà anche l'idea di una road map, di una mappa per muoversi meglio in cerca degli orizzonti. La sfumatura dello sfondo, da ultimo, è più marcata rispetto alla precedente (la scala di colore è più ampia), ma soprattutto è ribaltata: prima dall'alto in basso si passava dallo scuro al chiaro, ora è l'inverso.
Sempre l'art. 1 precisa che eventuali indicazioni delle persone candidate a livello nazionale o locale saranno inserite in colore bianco: si legge però che "la modifica del simbolo", inclusa l'aggiunta del nome nel modo detto, "non costituisce modifica del presente Statuto" (e sul fatto che questo passaggio possa essere accolto dalla Commissione di trasparenza, qualora lo statuto le sia sottoposto per la registrazione, si nutre qualche dubbio: non sembra infatti pienamente in linea con quanto stabilito all'art. 20, per cui "Le modifiche del presente Statuto, comprese quelle della denominazione e del simbolo, sono approvate dall’Assemblea nazionale con il voto favorevole della maggioranza dei 3/4 dei componenti"). In ogni caso, per una volta occorre ammettere che il simbolo si apprezza più di prima: non conterrà un elemento grafico facilmente riconoscibile, non sarà immediato e comunicativo quanto altri, ma sicuramente qualcuno ha scelto di lavorare per renderlo migliore e in effetti ha raggiunto l'obiettivo. Non è detto che basti per raccogliere voti, ma sicuramente aiuta a farsi riconoscere e - soprattutto - cultrici e cultori della grafica ringraziano.

mercoledì 15 dicembre 2021

Trenta riparte con Nuovi orizzonti per l'Italia (e un simbolo quasi uguale)

Il simbolo presentato ieri
Se ne era parlato per la prima volta alcuni mesi fa, nelle settimane che avevano preceduto le suppletive nel collegio camerale di Roma-Primavalle, con l'intento di supportarvi la candidatura dell'ex ministra della difesa Elisabetta Trenta. Quel tentativo non era andato in porto (scontratosi con varie difficoltà nella raccolta delle sottoscrizioni), così il simbolo di Noi -  Nuovi orizzonti per l'Italia non era finito sulle schede. Ieri, in compenso, in una conferenza stampa tenutasi presso il Senato, il progetto è stato rilanciato, non in vista di elezioni immediate, ma guardando al prossimo voto politico e ai tempi successivi.
A introdurre l'incontro è stato il senatore Fabrizio Ortis (eletto con il MoVimento 5 Stelle, nel gruppo misto da febbraio), che ha dato "il benvenuto a una nascente forza politica, fortemente voluta da cinque visionari", inclusa ovviamente l'ex ministra del primo governo guidato da Giuseppe Conte, che di Noi - Nuovi orizzonti per l'Italia è segretaria; gli altri fondatori sono i testimoni di giustizia Ignazio CutròPino MasciariNicola Cecchini (imprenditore, già segretario provinciale romano dell'Italia dei valori, individuato come tesoriere e che ha anticipato la nascita di Noi Giovani, organismo giovanile del partito, e dei laboratori tematici "del futuro") e l'avvocato Roberto Catani, tutti intervenuti durante la conferenza stampa di ieri.
"Noi - ha spiegato Trenta nel suo intervento - è il nome collettivo che abbiamo scelto per un soggetto politico che vuole riunire tutti quelli che non si arrendono, che mettono al centro di ogni decisione la persona umana e il bene di tutti, che pensano al 'noi' piuttosto che all''io', che considerano il mondo e il paese come un corpo umano, che sta bene solo se tutte le sue parti sono in armonia. 'Noi' indica un patto tra le generazioni, perché quella attuale smetta di consumare il futuro di quelle che verranno". Il partito che sta muovendo i suoi primi passi - e al momento ha un sito con pochi elementi, essendo probabilmente quello pensato per la campagna elettorale per le suppletive romane del 2021 - vorrebbe essere "il luogo d'incontro di chi non ha paura di cercare soluzioni nuove a problemi vecchi: il mondo cambia e dobbiamo cambiare anche noi" e lo si dovrebbe fare unendo "l'esperienza degli anziani, la forza e la concretezza degli adulti e soprattutto l'energia e la libertà di pensiero dei giovani, che dovranno tornare a essere protagonisti della politica". 
Per Noi sarebbe pronta una "cassetta degli attrezzi", come l'ha etichettata Trenta, provvista di "competenza, meritocrazia, solidarietà, pari opportunità, equità". Questa dovrebbe portare, tra l'altro, a "valorizzare il ruolo fondamentale dell'Italia nello scenario mediterraneo allargato" e a rafforzare le relazioni multilaterali, ma con una "chiara espressione degli interessi nazionali del Paese". Tra i documenti di base del nuovo partito, oltre alla Costituzione, alle carte dei diritti europee e al trattato dell'Ue, è stata citata anche l'enciclica Fratelli tutti di papa Francesco. Nelle parole della sua leader, Noi si pone come partito e come movimento, volendo trovare un punto di equilibrio tra rappresentanza e partecipazione. "Noi è un partito politico autonomo e indipendente - ha continuato Trenta - in grado di offrirsi come luogo anche virtuale di partecipazione, proposta, elaborazione, confronto democratico e può concorrere alle competizioni politiche, elettorali e referendarie a qualsiasi livello, anche raggruppandosi e federandosi con altre forze politiche, sociali e culturali". Rispondendo ad alcune domande, ha precisato che la collocazione politica è al centro ("siamo tutte persone 'radicali nell'essere moderate', abbiamo idee precise ma aperte al confronto con altre idee; se però pensare a un modo di fare politica che integri la nostra cultura e la nostra vita con quella degli altri è 'un po' più di sinistra', noi stiamo lì"); certamente occorrerà federarsi con altri soggetti visto che si parte da zero o quasi, "ma questo non ci spaventa, perché crediamo che in Italia ci sia uno spazio, con tanti rappresentanti della società civile e tante liste civiche che non trovano una collocazione politica nazionale". 
Il riferimento alle liste civiche non è casuale, anche perché la stessa ex ministra ha dichiarato che l'impegno di Noi, partendo dalla presenza sui territori, si vedrà innanzitutto alle elezioni amministrative, per poi  "Sappiamo - ha aggiunto - che non sarà semplice acquistare la fiducia delle persone, molte delle quali avevano trovato nel MoVimento 5 Stelle la motivazione, l'ultima speranza, ma abbiamo ciò che serve: la motivazione, la capacità, la credibilità e la passione. E i soldi? Sono indispensabili, è vero, ma la comunicazione migliore è quella che nasce dal fare... e noi faremo", citando anche una frase di Frida Kahlo come motto ispiratore ("Noi vediamo orizzonti dove gli altri vedono confini").
Il simbolo per le suppletive
Tutto questo dovrebbe essere riassunto dal simbolo che è stato mostrato durante la conferenza stampa, senza essere illustrato o spiegato nel dettaglio. 
"Ci sono i colori della bandiera italiana - ha detto Trenta a Giovanna Casadio, in un'intervista pubblicata dalla Repubblica - e però anche il QR code per indicare i grandi cambiamenti tecnologici che avranno e hanno un impatto su tutto". L'idea, dunque, sarebbe di richiamare un QR code, sia pure sui generis (ci si sente di escludere che inquadrando il simbolo con un dispositivo accada qualcosa). Obiettivamente non era un'idea immediata e di certo non era circolata quando il simbolo a fondo blu era apparso per la prima volta mesi fa, al lancio (non a buon fine) della candidatura di Trenta alle suppletive di Primavalle. Rispetto ad allora, i cambiamenti sono minimi: gli elementi grafici e testuali ora hanno un'ombra sotto di sé, sono marcate le iniziali di "Nuovi" e "Orizzonti" (nonché il riferimento all'Italia) e la parola Noi, un po' più grande, è diventata N.O.I., per rimarcare che si tratta di una sigla, prima ancora di un pronome, ma è rimasta la stessa font manoscritta gialla piuttosto improbabile (almeno per un emblema politico), pur con l'aggiunta dei punti. Pochi cambiamenti, dunque, ma non per forza in meglio.

lunedì 16 agosto 2021

Elisabetta Trenta, alle suppletive a Roma con Nuovi orizzonti per l'Italia

Ha tutte le ragioni chi pensa che il ritorno delle elezioni suppletive, dovuto alle norme elettorali approvate alla fine del 2017, abbia restituito alla categoria dei #drogatidipolitica una discreta fonte di ispirazioni e di colpi di scena. Nonché, ovviamente, di nuovi simboli: l'ultimo, in ordine di tempo, è quello reso noto oggi da Elisabetta Trenta, ex ministra della difesa del primo governo Conte, che si prepara a candidarsi nel collegio uninominale di Roma-Primavalle.
Va subito premesso che, se per il turno previsto il 3 e il 4 di ottobre molti occhi sono puntati sulle suppletive del collegio di Siena (soprattutto per la scelta del Pd di candidarvi proprio il segretario, Enrico Letta), era prevedibile che le notizie "simboliche" più interessanti sarebbero arrivate dalle suppletive del collegio di Roma-Primavalle, poiché la Capitale è un palcoscenico che si presta più di ogni altro a esperimenti, test, sortite e colpi di teatro, senza doversi nemmeno prendere la briga di trovare le persone disponibili a mettersi in lista per le elezioni comunali (in condizioni normali scoraggerebbe anche l'ostacolo della raccolta delle firme, ma con la riduzione a un terzo prevista dal decreto-legge n. 25/2021 l'ostacolo si è decisamente abbassato: per concorrere alle comunali a Roma, che ha più di un milione di abitanti, occorrono 334 firme, anche se sono sempre più delle 300 - senza alcuna riduzione - richieste per le suppletive).
Se dunque nei giorni corsi era stata annunciata la possibile presenza di Valentina Valenti, candidata per la Democrazia cristiana (guidata da Nino Luciani) e Luca Palamara aveva presentato in conferenza stampa il simbolo e il progetto della sua candidatura, oggi ad annunciare la sua corsa alle suppletive è stata Elisabetta Trenta. In effetti, lei era già riapparsa nelle cronache politiche all'inizio di luglio - a una certa distanza dalla sua cessazione dalla carica ministeriale, il 5 settembre 2019 - per la notizia dell'adesione all'Italia dei Valori, insieme al senatore Elio Lannutti (per lui si trattava in realtà di un ritorno) e alla deputata Piera Aiello, che come Trenta avevano abbandonato il MoVimento 5 Stelle. 
Chi si attendesse un ritorno del simbolo dell'Idv su una scheda elettorale delle elezioni politiche (come contrassegno integrale e non come "pulce" in un emblema condiviso con altre forze, com'era avvenuto con la partecipazione alla lista Civica popolare nel 2018) resterebbe però deluso (dovrebbe esserci invece alle comunali di Roma, a sostegno di Rosario Trefiletti, storico leader di Federconsumatori). Ad accompagnare la candidatura di Elisabetta Trenta - che cerca così dunque la sua prima elezione a livello nazionale, dopo l'approdo in consiglio comunale a Velletri nel 1997 con la lista del Ccd - è infatti Noi, nel senso plurale da contrapporre a "io", ma anche come sigla che sta per Nuovi orizzonti per l'Italia. "Oggi nasciamo #NOI, per continuare a battermi per gli ideali che hanno animato sempre il mio passato!", si legge sulla pagina Facebook di Trenta, in cui si spiega anche che Nuovi orizzonti per l'Italia è un "contenitore di pensiero, idee e programmi che vuole rappresentare chi non si riconosce più nelle metamorfosi involutive di diversi movimenti e partiti politici nazionali", mentre occorre lavorare da subito "con lo sguardo rivolto ai Nuovi Orizzonti che tutti NOI meritiamo". Nello stesso post di lancio, Trenta spiega:
Considero la politica l’arte più bella, quella attraverso la quale si possono veramente migliorare le vite dei #cittadini e si può tentare di costruire un futuro migliore. #Noi vuole essere la voce di chi non si arrende a una politica autoreferenziale e lontana dai bisogni dei cittadini, di chi vuole la persona e il bene collettivo al centro, di chi pensa a NOI piuttosto che all’IO, di quelli che considerano il mondo e il nostro Paese come un corpo umano che sta bene solo quando tutte le sue parti sono in armonia. #Noi crediamo anche in un patto tra generazioni perché quella attuale smetta di consumare il #futuro di quelle che verranno. #Noi sarà il luogo di incontro di chi non ha paura di cercare soluzioni nuove a problemi vecchi, perché il mondo cambia e dobbiamo cambiare anche #NOI. A tal fine, metterà insieme l’esperienza degli anziani, la forza e concretezza degli adulti e soprattutto l’energia e libertà di pensiero dei giovani.
Fin qui i contenuti della candidatura. Passando al simbolo, va detto che sembra essere quello meno efficace tra quelli visti 
finora (ma ne mancano ancora e di molto rilevanti). Il contrassegno, infatti, contiene sia l'espressione "NOI", sia il nome intero del progetto di Trenta: la prima è scritta in giallo con una font manoscritta (nemmeno troppo fine), la seconda è invece più piccola, bianca, sempre maiuscola e su tre righe, in carattere bastoni, con "Nuovi orizzonti" in tratto più corposo. Ancora al di sotto, ma in corpo ancora minore, c'è il nome della candidata, con una sottolineatura tricolore. Questo contenuto testuale è incorniciato da quattro "angoli" con pallino (uno verde, uno bianco, uno rosso e uno giallo, in senso antiorario) ed è collocato su un fondino azzurro sfumato, sufficientemente "moderato" (non lontano, a volerlo notare, dall'attuale sfondo dell'Idv) e "armonico". Il fatto è che difficilmente il simbolo salta agli occhi, mancando un elemento grafico caratterizzante; in più, persino il nome di Trenta rischia di perdersi nel cerchio - soprattutto nella dimensione da scheda, di 3 centimetri di diametro - stemperato nel fondo e stretto dagli altri elementi. Certo, le elezioni e i collegi non si vincono con un simbolo, ma questo può aiutare a emergere: francamente - e senza alcuna offesa a chi ha creato l'emblema e a chi lo ha scelto per candidarsi - non sembra proprio questo il caso.