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giovedì 15 maggio 2025

Genova, simboli e curiosità sulla scheda


Si è già segnalato che il comune più rilevante, tra quelli chiamati anticipatamente al voto in questo turno ordinario di elezioni amministrative (nonché unico capoluogo di regione a statuto ordinario) è certamente Genova. L'elezione di Marco Bucci alla presidenza della giunta regionale della Liguria ha reso necessario il ritorno anzitempo alle urne nel capoluogo ligure, dopo il precedente appuntamento elettorale del 2022. Si affronteranno 7 aspiranti sindaci, sostenuti da 17 liste: stesso numero dei contendenti di tre anni fa, ma le liste erano due in più. Di seguito si passano in rassegna i contrassegni secondo l'ordine di sorteggio, non prima di aver espresso un rammarico per il manifesto elettorale pubblicato sul sito del comune di Genova: si può apprezzare il proposito di non creare un file troppo pesante, ma la qualità delle immagini lascia davvero a desiderare... (i simboli, pertanto, sono stati rintracciati in rete).
 
* * *
 

Silvia Salis

1) Partito democratico - Possibile - Partito socialista italiano

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Silvia Salis, scelta dal centrosinistra "allargato" (se si preferisce, campo abbastanza largo) per tentare il ritorno alla guida del comune di Genova. La sostiene una coalizione di cinque liste: la prima estratta è quella presentata dal Partito democratico, forza politica di punta dell'area. Si tratta peraltro - come in passato - di una formazione elettorale composita: il logo dem è stato ridotto e spostato in alto per lasciare spazio, in basso, a un segmento circolare rosso a base curvilinea; all'interno, oltre alla dicitura "Silvia Salis sindaca" (in passato assente), lungo il contorno trovano posto in miniatura - e in negativo - i loghi di Possibile (con il segno dell'uguale al posto della O) e del Partito socialista italiano (solo la sigla e il garofano, quasi come nel contrassegno del 2022 ma senza cerchio contenitivo). Capolista è il capogruppo Pd uscente Davide Patrone.
 

2) Alleanza Verdi e Sinistra

Come seconda lista è stata sorteggiata quella di Alleanza Verdi e Sinistra. Se nel 2022 Sinistra italiana aveva presentato una propria lista ed Europa Verde ne aveva formata una insieme a Linea condivisa, questa volta le due forze politiche concorrono alla stessa formazione elettorale utilizzando esattamente lo stesso contrassegno comune e composito, creato in vista delle elezioni politiche del 2022 e replicato di frequente in seguito. Come capolista è stata scelta la consigliera uscente Francesca Ghio.
 

3) Lista civica Silvia Salis sindaca

Dopo due liste chiaramente politiche, la terza ha natura dichiaratamente civica. Infatti la Lista civica Silvia Salis sindaca è una delle più vicine alla candidata, già atleta (con prestazioni notevoli nel lancio del martello) e dirigente sportiva. La lista include varie figure del "civismo progressista" - inclusi alcuni nomi espressi da Volt Italia e Linea Condivisa - ed è guidata dall'architetta e professoressa di design del prodotto Silvia Pericu (figlia di Giuseppe, già sindaco di Genova per il centrosinistra dal 1997 al 2007). Il simbolo, dal fondo azzurro sfumato radiale, contiene il nome della lista (con evidenziato il cognome della candidata, rosso su un rettangolo bianco) con la carica correttamente declinata al femminile e un piccolo segmento rosso; gli stessi colori e il motivo grafico hanno caratterizzato l'intera campagna elettorale della candidata.
 

4) Riformiamo Genova con Silvia Salis

Può essere considerata civico-politica la quarta lista, Riformiamo Genova con Silvia Salis: accanto a figure qualificabili come civiche, infatti, nella lista sono schierati candidati riconducibili a Italia viva, Azione, +Europa e Demos (tra loro ci sono anche alcuni consiglieri uscenti provenienti dal centrodestra, come Arianna Viscogliosi, Angiolo Veroli e Stefano Costa). Anche per sottolineare la varia provenienza dei candidati, il simbolo ha un fondo sfumato (che vira tra giallo, rosso, magenta, viola e verde, tinte che riassumono buona parte dei partiti che concorrono alla lista), che emerge anche all'interno della parima parte del nome della formazione, ricavato in negativo su un cerchio interno bianco; sotto al riferimento alla candidata, un piccolo segmento circolare contiene la croce di san Giorgio del comune.
 


5) MoVimento 5 Stelle

La coalizione a sostegno di Salis si completa con la lista del MoVimento 5 Stelle, che dunque si pone nuovamente a sostegno di una candidatura genovese condivisa con il centrosinistra, dopo l'appoggio ad Ariel Dello Strologo nel 2022. Il simbolo schierato su manifesti e schede, naturalmente, è lo stesso utilizzato alle elezioni precedenti, con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica nel segmento rosso inferiore, collocato al di sotto del nucleo grafico del simbolo.
 

Raffaella Gualco

6) Genova unita

La seconda candidatura estratta è quella di Raffaella Gualco, avvocata civilista di lungo corso (con impegno anche nel diritto scolastico. La sostiene una sola lista, Genova unita: si tratta dell'evoluzione di un progetto già avviato in precedenza, in particolare da Aristide Massardo (docente di Sistemi energetici e ambientali a Genova e già candidato alla presidenza della Liguria nel 2020 col sostegno di +Europa, Italia viva e Psi: questa volta è il capolista) e da Gianluca Chiaramonte (ex dirigente Pd uscito dal partito, coordinatore della lista ma non candidato) e che in un primo tempo aveva individuato come aspirante sindaco Filippo Biolé, fino al dissidio che ha portato al cambio di candidatura. Il simbolo raccoglie in un cerchio bianco bordato di blu il nome della lista (blu e rosso, molto sottile), il profilo di alcuni monumenti genovesi - apre la Lanterna, chiude la Porta Soprana delle mura - e un segmento color aviatore con il riferimento alla candidatura (anche qui con l'uso della parola "sindaca").
 

Francesco Toscano

7) Democrazia sovrana popolare

Altra candidatura monolista è quella di Francesco Toscano, già candidato alla presidenza della regione Liguria lo scorso anno. Pure in quell'occasione si era presentato con il sostegno di Democrazia sovrana popolare, il partito di cui è presidente e figura più nota insieme all'altro fondatore, Marco Rizzo. La lista - che impiega il simbolo ufficiale del partito, con il nome collocato sotto alle due tracce verdi e rosse di pastello e la parola "sovrana" in stile handwriting - è frutto anche di un accordo con Indipendenza e con Alessandro Rosson, che per il partito guidato da Gianni Alemanno e Massimo Arlechino si era candidato alla guida della Liguria (Rosson si presenta col sostegno di Dsp come presidente del I municipio). 
 

Pietro Piciocchi

8) Noi moderati - Orgoglio Genova

Quarta candidatura estratta è quella di Pietro Piciocchi, vicesindaco reggente di Genova, dunque in continuità con l'amministrazione di Marco Bucci. La sua è la coalizione più nutrita: sette liste, tra politiche e civiche. La prima formazione sorteggiata ha entrambe le nature: lo stesso contrassegno, infatti, ospita Noi moderati e Orgoglio Genova, la cui parentela con Orgoglio Liguria che sostenne Bucci alle regionali dello scorso anno è evidente. L'elemento che più spicca nel simbolo blu, infatti, è proprio il cognome dell'attuale presidente della regione ed ex sindaco; nessun elemento cromatico rimanda al partito guidato da Maurizio Lupi, di cui resta solo la denominazione proposta con il carattere originale (capolista - e, stando alle anticipazioni, potenziale vicesindaca - è però Ilaria Cavo, deputata di Noi moderati ed ex assessora delle giunte regionali guidata da Giovanni Toti).
 

9) Lega

La seconda lista della coalizione di centrodestra è quella della Lega, il cui simbolo non desta particolari sorprese: la base è sempre il contrassegno inaugurato alle elezioni politiche del 2018, con Alberto da Giussano al centro, stretto tra la parola "Lega" in alto, la bandiera ligure a sinistra, il riferimento rosso alla Liguria a destra e, nel segmento inferiore blu, la dicitura "Piciocchi sindaco" - con il cognome in evidenza in giallo - al posto di "Salvini premier". Curiosità: la capolista è l'assessora uscente al commercio "Paola Bordilli detta Bordi e Boldrini e Bordini".
 

10) Forza Italia

Terza lista, tutta di natura politica, è quella di Forza Italia, che indica come capolista l'assessore uscente all'urbanistica e demanio marittimo Mario Mascia e subito dopo il capogruppo uscente Paolo Aimé. Il simbolo impiegato in quest'occasione è quasi identico a quello in uso dalle elezioni politiche del 2022, quindi con la bandierina tricolore stretta tra il riferimento al Partito popolare europeo e il cognome di Silvio Berlusconi; manca solo la parola "presidente" (così come ogni riferimento al territorio o al candidato sostenuto).
 

11) Piciocchi sindaco - Vince Genova

Sembra avere natura decisamente civica - e risultare la più vicina al candidato sindaco, avvocato e docente a contratto di diritto pubblico - la lista Piciocchi sindaco - Vince Genova, parente stretta della lista Vince Genova presentata nel 2022, quanto a natura e grafica: in alto c'è sempre la bandiera ligure leggermente mossa (che lascia intravedere un fondo blu), in mezzo il riferimento al candidato sindaco blu su fondo bianco, in basso il nome "Vince Genova" sul fondo arancione (di conio totiano). Uniche variazioni riguardano il colore di quest'ultima parte di testo (blu e non più bianco) e le sue dimensioni, aumentate anche perché il cognome di Piciocchi è stato scritto più piccolo di quello di Bucci (essendo più lungo) e ha lasciato più spazio da occupare. Oltre al capolista Carmelo Cassibba "detto Carmelo", presidente uscente del consiglio comunale, e all'assessore uscente Enrico Giuseppe Costa, si segnala la presenza di due ex calciatori di rilievo, Stefano Eranio (ex Genova e Milan) e Luca Pellegrini (già capitano della Sampdoria dello scudetto 1990-91).  
 

12) Unione di centro

La coalizione di centrodestra che sostiene la candidatura di Piciocchi prosegue con la lista dell'Unione di centro, che indica come capolista il commissario provinciale Paolo Carini. Il simbolo corrisponde praticamente a quello ufficiale del partito, allegato allo statuto: lo scudo crociato apportato dal Cdu sta in primo piano, sopra le vele che furono del Centro cristiano democratico e - sotto - di Democrazia europea, su fondo azzurro; in alto, al posto della parola "Italia", il segmento circolare rosso contiene il riferimento alla Liguria. 
 

13) Fratelli d'Italia

Non poteva mancare, all'interno della coalizione a sostegno di Piciocchi, la lista di Fratelli d'Italia, che ha scelto come propria capolista l'assessora uscente al turismo Alessandra Bianchi. La formula grafica del contrassegno è la stessa già vista in varie altre occasioni, con il simbolo ufficiale di Fdi inserito all'interno di un cerchio bicolore, che nella parte superiore blu contiene il riferimento tanto alla presidente (e attuale presidente del Consiglio) Giorgia Meloni, la parola "per" in corsivo e il riferimento a "Piciocchi sindaco". 

14) Nuovo Psi - Democrazia cristiana

Pure l'ultima lista della compagine che appoggia Piciocchi è politica, presentata dal Nuovo Psi e dalla Democrazia cristiana; il contrassegno si basa sull'ultima versione del simbolo del Nuovo Psi. Nel cerchio bianco bordato di rosso, il riferimento a "Piciocchi sindaco" sostituisce la dicitura "Liberali e riformisti", ma i colori sono ribaltati (di solito la scritta è bianca sul segmento blu a base concava, qui la scritta è blu, inserita nello stesso segmento bianco bordato di blu); in basso una circonferenza più piccola contiene il garofano e la sigla nPSI, lasciando il posto a un cerchio blu con il nome della Dc. Il mancato uso di un simbolo - non si sa se la scelta sia stata fatta dall'inizio o se sia frutto di una richiesta di sostituzione - non aiuta a capire di quale Democrazia cristiana si tratti; il carattere usato fa pensare a un gruppo vicino al partito guidato nel tempo da Gianni Fontana, Renato Grassi e Totò Cuffaro. Tra le persone candidate non sfugge la presenza di Carlo Carpi, già candidato più volte alle comunali genovesi e imperiesi e alle regionali, e di Cosimo Damiano Cartellino, già citato in questo sito come depositante al Viminale dei contrassegni del Partito dei valori cristiani e Partito Unione nazionale italiana.
 

Antonella Marras

15) Sinistra alternativa

Esauriti i candidati sostenuti da coalizioni, il sorteggio ha indicato la candidatura di Antonella Marras, volto ben noto delle battaglie della Valpolcevera e a favore delle periferie. Già candidata sindaca per La Sinistra insieme nel 2022 (e in passato per Potere al popolo!), Marras conta sul sostegno della lista Sinistra alternativa, promossa dal Partito della rifondazione comunista, Partito comunista italiano e Sinistra anticapitalista. Le miniature dei tre simboli sono al centro del contrassegno, su fondo bianco, mentre il nome è diviso tra i due segmenti rossi ricavati nella parte superiore (che ospita pure una stella) e in quella inferiore.
 

Mattia Crucioli

16) Uniti per la Costituzione

Si ripresenta come aspirante sindaco di Genova anche Mattia Crucioli, avvocato ed ex senatore - nella scorsa legislatura - eletto con il MoVimento 5 Stelle e poi tra le anime del gruppo Alternativa dopo il dissenso sul sostegno al governo Draghi. Come nel 2022 Crucioli si candida appoggiato dalla lista Uniti per la Costituzione, la stessa che aveva sostenuto lui tre anni fa e Nicola Morra nel 2024 alle regionali liguri: il contrassegno è dominato dalla figura rossa di san Giorgio che uccide il drago, collocata nella parte superiore bianca (mentre il nome è posto su tre righe nel segmento inferiore rosso).
 

Cinzia Ronzitti

17) Partito comunista dei lavoratori

L'ultima candidatura indicata dal sorteggio è la sola che possa dirsi una "tricandidatura consecutiva". Come nel 2017 e nel 2022, infatti, si presenta come aspirante sindaca Cinzia Ronzitti, già commessa e ora attiva all'interno della Cgil. Ronzitti anche stavolta è sostenuta dal Partito comunista dei lavoratori, di cui è coordinatrice a Genova; il capolista è Francesco (Franco) Grisolia, già candidato a sindaco di Roma nel 2021 per lo stesso partita e nativo di Genova. Il Pcl schiera il suo simbolo consueto, con la falce e il martello di colore rosso leggermente ombreggiati, posti sul globo azzurro con meridiani e paralleli, mentre il nome del partito è disposto ad arco sopra e sotto alla grafica.

venerdì 25 ottobre 2024

Liguria, simboli e curiosità sulla scheda

Il 2024 finisce per configurarsi come anno elettorale regionale a tutti gli effetti. Tra voti anticipati e a scadenza naturale, infatti, alla fine di quest'anno risulteranno ben 7 le regioni (6 a statuto ordinario, più la Sardegna a statuto speciale) che hanno chiamato al voto il loro corpo elettorale per rinnovare i consigli regionali e scegliere la figura di vertice della giunta: se un tempo tutte le regioni a statuto ordinario votavano negli anni 5-0, i vari voti anticipati hanno sfrangiato sempre di più quelle competizioni (nel 2025, per dire, voteranno Campania, Marche, Puglia, Toscana e Veneto, più la Valle d'Aosta, per un totale di 6 regioni, meno di quelle coinvolte quest'anno).
La prima regione a tornare al voto è la Liguria, con i seggi aperti il 27 e il 28 ottobre. Com'è ben noto, si tratta di elezioni anticipate, dopo l'emergere dell'inchiesta ha interessato anche Giovanni Toti, eletto presidente della giunta regionale nel 2020 e dimessosi il 26 luglio scorso. Lui non si è dunque riproposto come candidato del centrodestra, coalizione che ha puntato sul sindaco di Genova Marco Bucci; il suo principale avversario è Andrea Orlando, candidato dal cosiddetto "campo largo" (centrosinistra più Azione e M5S). Saranno però 9 persone in tutto a contendersi la carica di presidente, sostenute da 20 liste: quattro anni fa c'era un aspirante presidente in più, ma le liste in campo erano solo 18. Di seguito saranno analizzati i contrassegni delle liste secondo l'ordine di sorteggio della circoscrizione di Genova, l'unica a presentare lo schieramento completo di 20 simboli su manifesti e schede.
 

Alessandro Rosson

1) Indipendenza!

Il sorteggio ha collocato in prima posizione - si noti che l'ordine delle candidature a presidente è lo stesso in tutta la regione - Alessandro Rosson, avvocato, già esponente leghista spezzino. Questa volta Rosson si presenta come aspirante presidente per Indipendenza!, il partito guidato da Gianni Alemanno che - salvo errore - è alla prima partecipazione in proprio a un'elezione regionale. Il simbolo scandito del partito (creato da Massimo Arlechino con Simone Di Stefano) è inserito all'interno del contrassegno e proietta la sua ombra sul fondo e sul segmento rosso in cui è inserita la dicitura bianca "Alemanno per Rosson".
 

Davide Felice

2) Forza del popolo

Il secondo simbolo sulle schede elettorali liguri sarà quello del partito Forza del popolo, il partito fondato da Lillo Massimiliano Musso, anch'esso alla sua prima partecipazione alle regionali (dopo non essere stato ammesso a quelle della Sardegna). In quest'occasione la forza politica - che candida il segretario dell'assemblea dei delegati, Davide Felice, anche lui avvocato, bresciano, già consigliere nel comune di Castegnato - ha optato per lo schieramento del suo simbolo ufficiale circondato da una sottile circonferenza tricolore, senza aggiungere alcun riferimento al candidato alla presidenza della regione.
 

Francesco Toscano

3) Democrazia sovrana popolare

La terza candidatura estratta è quella di Francesco Toscano, giornalista-fondatore di Visione Tv e presidente nazionale di Democrazia sovrana popolare, il partito di cui è coordinatore Marco Rizzo (il quale, per lo stesso impegno volto a rendere visibile l'iniziativa politica, sarà candidato alle elezioni regionali in Umbria). Il contrassegno schierato corrisponde in pieno al simbolo ufficiale del partito, con due tracce di gesso (una verde e una rossa) nella parte superiore e il nome del partito nella parte inferiore (con la stella rossa sull'unica "i" e la parola "sovrana" proposta in rosso e in stile manoscritto).
 

Marco Giuseppe Ferrando

4) Partito comunista dei lavoratori

Il quarto candidato estratto è Marco Giuseppe Ferrando, portavoce nazionale del Partito comunista dei lavoratori, formazione trotzkista di cui è il principale esponente fin dalla nascita della forza politica nel 2006. Il simbolo è quello ufficiale consueto (quindi falce e martello di colore rosso, collocati sopra a un globo azzurro con meridiani e paralleli); non sarà tuttavia presente nelle circoscrizioni provinciali di Imperia e di La Spezia (ma la presenza a Genova e Savona è stata sufficiente per far ammettere a livello regionale la candidatura di Ferrando: questi, nelle province di Imperia e La Spezia, sarà presente senza alcun simbolo al fianco). 
 

Nicola Rollando

5) Per l'alternativa

Pure la quinta candidatura alla presidenza della giunta regionale ligure è sostenuta da una sola lista. Nicola Rollando - che sul suo curriculum si presenta come "pensionato, sono stato coltivatore diretto, allevatore, operaio e marinaio" - è sostenuto dalla lista Per l'alternativa, alla quale concorrono Potere al popolo!, Partito della rifondazione comunista e Partito comunista italiano. La struttura del contrassegno è in parte mutuata da quello del Prc, con due cerchi tangenti all'interno, uno rosso scuro più ampio (col nome della lista) e uno bianco più piccolo, contenente le miniature dei simboli dei tre partiti coinvolti; non manca un nastrino con i colori della bandiera palestinese.   
 

Maria Antonietta Cella

6) Partito popolare del Nord

Una sola lista anche per Maria Antonietta Cella, unica donna in corsa per la presidenza. Impegnata come manager nel settore della transizione energetica, sindaca di Santo Stefano d’Aveto dal 1995 al 2004 e di nuovo dal 2014 al 2019, già presidente della comunità montana dell'Aveto e consigliera metropolitana, Cella si presenta sostenuta dal Partito popolare del Nord, formazione che ha  come leader Roberto Castelli (capolista a Genova). Il simbolo schierato è quello ufficiale e consueto, senza alcuna variazione o aggiunta nominale o territoriale; la lista non concorrerà però nella provincia di Savona, per cui lì la candidata sarà presente senza simboli a sostegno.  
 

Nicola Morra

7) Uniti per la Costituzione

Ultima tra le candidature appoggiate da una sola lista - tutte sorteggiate vicine, nella prima parte di manifesti e schede - è quella di Nicola Morra, nato a Genova, già esponente tra i più noti del MoVimento 5 Stelle (fino all'espulsione dopo la scelta di non sostenere il governo Draghi) e presidente, nella scorsa legislatura, della commissione parlamentare d'inchiesta sulle mafie. Morra è sostenuto dalla lista Uniti per la Costituzione, la stessa con cui si era presentato a Genova l'ex M5S Mattia Crucioli (capolista nella circoscrizione genovese e a Imperia). Il simbolo bianco e rosso contiene sempre la raffigurazione di san Giorgio che trafigge il drago; questa volta, però, su manifesti e schede è finita una variante in cui il drago ha la coda molto più lunga (mentre sui social è circolata la versione precedente, a coda corta e col testo su tre righe, invece che due).  
 

Marco Bucci

8) Orgoglio Liguria

Esauriti i candidati monolista, il sorteggio ha collocato subito dopo la candidatura di Marco Bucci, sindaco di Genova e proposto dall'intero centrodestra, potendosi parlare di continuità politica con le presidenze Toti. Bucci è il candidato con più liste a suo sostegno, ben 7. In provincia di Genova sono finite in apertura le due civiche, la prima delle quali è Orgoglio Liguria, che al centro del nome vuole mettere "l'Orgoglio di servire la nostra terra, la passione e la determinazione di persone che si vogliono mettere a servizio dei cittadini"; tra i candidati della lista moderata anche fuoriusciti da Azione e Italia viva. Il simbolo, molto semplice, vede le scritte bianche su fondo azzurro scuro, con il cognome del candidato presidente in decisa evidenza.
 

9) Vince Liguria 

Lo stesso cognome di Bucci è ancora più evidente - e costituisce di fatto il primato di dimensioni per questa competizione elettorale - nel contrassegno della lista Vince Liguria, nome quasi invisibile nella parte inferiore dell'emblema. In un modo o nell'altro si tratta del simbolo più in continuità sia con la storia di Bucci (Vince Genova era la sua lista del 2022, con la stessa struttura grafica) sia con quella di Toti: l'arancione era quello della lista Cambiamo per Toti presidente, con la sagoma della regione nella parte inferiore e il nome del candidato scritto in blu (e in lista sono presenti persone a lui molto vicine; concorre alle candidature pure Noi moderati).
 

10) Lega

Esaurite le liste civiche, la coalizione in appoggio a Bucci procede con quelle espressione dei partiti: il sorteggio ha collocato per primo il contrassegno della Lega (che vede come capolista a Genova Edoardo Rixi). Si riscontra una coerenza grafica con il passato, per cui la parte superiore contiene il simbolo di Alberto da Giussano, sopra il nome "Lega", a sinistra la bandiera con croce di san Giorgio rossa e a destra il riferimento alla Liguria; la novità sta nel segmento inferiore blu, che contiene il riferimento al candidato (come Bucci aveva già fatto a Genova), mentre nel 2020 era stato mantenuto il cognome di Salvini (senza la parola "premier"). 
 

11) Unione di centro

Secondo partito di centrodestra a comparire ufficialmente sulle schede è l'Unione di centro, presente anche nel 2020. Questa volta oggettivamente il simbolo sembra più equilibrato rispetto a quello di quattro anni fa: gli elementi non sono praticamente cambiati, ma si è ingrandito lo scudo crociato centrale, grazie alla riduzione di dimensioni della sigla Udc e del segmento rosso superiore; proprio questo, nel 2020 conteneva il riferimento alla Liguria (ma irragionevolmente spostato verso il basso), mentre questa volta c'è il cognome dl candidato alla presidenza, collocato correttamente al centro di quello spazio.
 

12) Fratelli d'Italia

Dopo Lega e Udc tocca a Fratelli d'Italia, partito di maggioranza relativa nella compagine di governo nazionale, comparire sulle schede elettorali liguri. Il modello del contrassegno è pressoché identico a quello utilizzato quattro anni fa, solo che allora tra il riferimento a Giorgia Meloni (allora non ancora presidente del Consiglio) e il simbolo ufficiale di Fdi era stato collocato solo il cognome di Toti, mentre questa volta si è optato per la dicitura "Bucci presidente", riducendo così la dimensione del patronimico all'interno del fregio elettorale.
 

13) Alternativa popolare

Non manca praticamente nessuno in questa coalizione di centrodestra, visto che la compagine comprende anche una lista di Alternativa popolare, vale a dire il partito che fu di Angelino Alfano, presieduto ora da Paolo Alli e di cui è segretario nazionale il sindaco di Terni Stefano Bandecchi; proprio Bandecchi, tra l'altro è capolista a Genova, Imperia e Savona. Il simbolo è parente di una delle varianti circolare prima delle europee: su fondo blu, in alto c'è il cuore del Ppe, che attraversa il nome del partito; sotto il riferimento a Bandecchi e ancora più in basso l'espressione "per Bucci" (tutte le liste della coalizione contengono il cognome del candidato presidente). Eppure nelle prime grafiche questo simbolo non c'era, mentre c'era quello di Noi moderati...
 

14) Forza Italia

Chiude la compagine di centrodestra in appoggio a Bucci la lista di Forza Italia, alla quale - secondo le notizie riportate dai media - avrebbe concorso anche il gruppo vicino al sindaco di Imperia ed ex ministro Claudio Scajola. Il contrassegno impiegato è piuttosto pieno, con la bandierina tricolore stretta nella parte superiore tra il riferimento al Ppe (collocato ad arco in alto) e il cognome di Silvio Berlusconi in basso; nel segmento azzurro scuro collocato in basso trova posto l'espressione "Bucci presidente", con il cognome in nettissima evidenza (anche se, come si è visto, non è questo quello che spicca maggiormente sulla scheda).
 

Andrea Orlando

15) Patto civico e riformista

Sono in tutto sei le liste presentate in appoggio alla candidatura dell'ex ministro Andrea Orlando, tutte riconducibili al cosiddetto "campo largo", anzi, larghissimo. La prima sorteggiata a Genova, denominata Patto civico e riformista, è politicamente e graficamente guidata da Azione: la struttura bianca e blu a tocchi di verde del contrassegno, infatti, è stretta parente di quella adottata dalla lista Siamo europei vista alle ultime elezioni europee. Nella parte centrale, speculare rispetto al simbolo di Azione, c'è quello del gruppo ligure del progetto Alleanza civica; più piccoli, al centro, ci sono i fregi del Partito repubblicano italiano, dei Repubblicani europei e dell'associazione Popolari Europeisti Riformatori; nella parte inferiore è ospitata la dicitura verde "Europeisti Liberali Socialisti Popolari" (anche se di simboli socialisti non si vede traccia).

16) Alleanza Verdi e Sinistra - Lista Sansa - Possibile

Il campo si allarga già non poco con la seconda lista estratta a Genova, quella di Alleanza Verdi e Sinistra. Il simbolo è quello ormai consueto, coniato in occasione delle elezioni politiche del 2022, con la parte superiore bianca occupata dal nome (con la colomba arcobaleno) e quella superiore verde-rossa equamente divisa tra Europa Verde e Sinistra Italiana. Questa volta non c'è alcun riferimento alle Reti civiche, in compenso nella parte superiore compaiono altri due elementi: a sinistra la citazione della Lista Sansa (il consigliere uscente, candidato da M5S e centrosinistra nel 2020, è capolista a Genova), a destra quella di Possibile (con il simbolo "=" ricavato all'interno della "o" del nome).
 

17) Lista Andrea Orlando presidente

Fanno parte della compagine su cui può contare Orlando anche due liste civiche. La prima si chiama semplicemente Lista Andrea Orlando presidente e sembra porsi come la formazione più vicina all'aspirante vertice della giunta regionale (quelle normalmente appellate come "lista del presidente"). Risulta piuttosto semplice e immediata la grafica, anche se questo termine forse è inappropriato: i contrassegno è costituito da un semplice cerchio diviso praticamente a metà tra bianco e rosso, con il nome e il cognome del candidato (il primo bianco bordato di rosso, il secondo rosso) sormontati dalla parola "lista" in verde nella parte superiore e la parola "presidente" bianca sul fondo rosso;  
 

18) Partito democratico

Non poteva mancare all'interno della coalizione il partito cui Orlando appartiene, dunque il Partito democratico. Il simbolo schierato in quest'occasione rappresenta di fatto una variante del contrassegno utilizzato alle elezioni politiche del 2022, con il logo di Nicola Storto collocato nella parte superiore e un segmento rosso a base curvilinea in basso: lì - dove allora c'era "Italia democratica e progressista" - è stato inserito il riferimento al candidato presidente, piuttosto visibile anche se quello della "lista personale" è in effetti un po' più grande.
 

19) MoVimento 5 Stelle

Del campo politico "largo, molto largo" a sostegno di Orlando fa parte anche il MoVimento 5 Stelle, che quattro anni fa aveva in qualche modo espresso il candidato presidente Ferruccio Sansa e questa volta ha accettato di sostenere il candidato del Pd (ma la presenza del M5S e la dichiarata volontà di non collaborare con Italia viva ha portato il partito di Matteo Renzi ad abbandonare la coalizione, senza partecipare in modo diretto alle elezioni). Il contrassegno è quello ormai in uso dal 2021, dopo la "rivoluzione statutaria" voluta da Giuseppe Conte, con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica collocato al di sotto degli elementi classici del simbolo. 

20) Liguri a testa alta

Ultima lista della coalizione del "campo largo, molto largo" e dell'intera offerta elettorale regionale è Liguri a testa alta, il cui nome corrisponde al primo motto della campagna elettorale scelto da Orlando: il nome sembra improntato sulle persone e sull'identità (e la lista contiene un numero rilevante di amministratori locali e regionali, uscenti o passati). Il nome, scritto in rosso su fondo azzurro chiaro stile cielo, sormonta una fascia bicolore piegata verde e azzurra (che ricordano il profilo della regione bagnato dal mare) che a sua volta sta sopra un'area rossa con il riferimento alla candidatura da presidente (la struttura dei colori ricorda un po' quelli della lista #rete a sinistra presentata nel 2015 a sostegno di Luca Pastorino).  

venerdì 4 settembre 2020

Liguria, simboli e curiosità sulla scheda

Tra coloro che analizzano le competizioni elettorali, come si è visto, non si trova chi sia convinto che Luca Zaia possa perdere; un'altra partita che dai più è data come già definita, tuttavia, è la Liguria. Per quanto in totale le persone che aspirano alla presidenza della regione siano ben 10 e le liste a loro sostegno arrivino a 18, la vera competizione sarà tra il presidente uscente Giovanni Toti (sostenuto da 5 liste, riconducibili al centrodestra) e il suo principale sfidante, Ferruccio Sansa (appoggiato dal MoVimento 5 Stelle e da buona parte del centrosinistra, per un totale anche qui di 5 formazioni), gli unici due aspiranti alla guida della regione che siano sostenuti da coalizioni. Sono in pochi, tuttavia, a credere in una sconfitta di Toti.
Questo turno elettorale ligure si distingue anche per un'altra ragione, non immediatamente visibile: per quanto le liste in corsa siano 18, infatti, non c'è nessuna provincia in cui tutte le formazioni siano presenti sulla scheda. Alcune liste tra quelle obbligate a raccogliere le firme, infatti, non hanno presentato candidature in tutte le circoscrizioni, pur avendo ogni lista raggiunto il numero minimo di circoscrizioni per partecipare validamente alle elezioni; queste lacune, tuttavia, non sempre coincidono, per cui in ogni provincia mancano da una a tre liste. Sulle schede, dunque, ci saranno 17 simboli in provincia di Imperia, 15 in provincia di Savona, 16 in quelle di Genova e La Spezia. Di seguito, dunque, si seguirà l'ordine sorteggiato per la provincia di Imperia, la meno incompleta; dal momento però che l'ordine delle candidature a presidente sulla scheda è stato stabilito a livello regionale, si seguirà quello per inserire al posto giusto la lista che non è stata presentata in quella circoscrizione (Riconquistare l'Italia). 

Carlo Carpi

1) Lista Carlo Carpi - Graf

Il sorteggio regionale ha scelto che ad aprire le schede "in alto a sinistra" e i manifesti fosse la candidatura di Carlo Carpi (che, ironia della sorte, era stato estratto come primo anche quando si era candidato a sindaco di Imperia nel 2018 e di Sanremo nel 2019). Carpi, giovane imprenditore di Sampierdarena, è attualmente detenuto nel carcere di Sanremo, ma ha potuto comunque accettare la sua candidatura, regolarmente presentata e ammessa. Il simbolo della Lista Carlo Carpi - depositata solo nelle province di Genova e Imperia - è a fondo azzurro (simile al blu utilizzato in altre occasioni, ma qui la grafica è curata meglio), contiene il profilo della Liguria e, soprattutto, il logo (con stretta di mano e rosa di Bonnet - mutuato peraltro dai Democratic Socialists of America) e la sigla del Graf, cioè del Gruppo radicale Adele Faccio, che ha curato la raccolta delle firme (soprattutto grazie al segretario facente funzione dell'associazione Gian Piero Buscaglia). Una rosa radicale, dunque, torna sulle schede delle regionali dopo - salvo errore - il 2013 (elezioni in Basilicata). 
 

Ferruccio Sansa

2) Linea condivisa

La seconda candidatura regionale sorteggiata è quella di Ferruccio Sansa e, in provincia di Imperia, la sua coalizione si apre con il simbolo di Linea condivisa, la lista nata come gruppo in consiglio regionale nel 2019, evoluzione di Rete a Sinistra (una delle liste che avevano sostenuto Luca Pastorino) e LiberaMente Liguria, una proposta "civica e progressista" che fin dall'inizio si è proposta come possibile "collante" tra Pd e M5S. Nel simbolo, a fondo rosso, è richiamata la conformazione della Liguria (a destra), le stesse curve blu richiamano anche il mare e - grazie ai pallini - le persone in dialogo, che seguono - appunto - una linea condivisa. Rispetto all'inizio è stato aggiunto anche il riferimento "Sinistra per Sansa", perché alla lista partecipa anche Sinistra italiana.
 

3) MoVimento 5 Stelle 

Subito dopo Linea condivisa, gli elettori imperiesi troveranno il simbolo del MoVimento 5 Stelle, la forza politica che con maggiore convinzione ha voluto Sansa, giornalista del Fatto Quotidiano e figlio dell'ex pretore Adriano, come candidato alla guida della regione per contendere a Giovanni Toti la carica. Rispetto al 2015, il simbolo è quasi identico, ovviamente fatta eccezione per il sito riportato al suo interno: allora era Beppegrillo.it, ora è Ilblogdellestelle.it. Più di ogni altra regione, la Liguria sarà fondamentale per tastare il polso del consenso del M5S sul territorio (nel 2015 prese il 22,3%) e valutare il gradimento di alleanze con il Pd.
 

4) Partito democratico - Articolo Uno

Ironia della sorte, subito dopo la lista del M5S, l'estrazione di Imperia ha collocato il contrassegno della lista che, per l'occasione, riunisce il Partito democratico e Articolo Uno. L'emblema è dominato dal logo dem disegnato da Nicola Storto, leggermente ridotto per inserire, nel segmento rosso ricavato in basso, la miniatura del simbolo di Articolo Uno. Si deve peraltro notare che il contrassegno è fin troppo pieno, visto che lo spazio libero sopra al logo Pd è stato occupato dalla dicitura rossa "Sansa presidente": non era il candidato del Pd, ma il partito ha dovuto inserire comunque questo riferimento (anche perché il M5S non ha minimamente ritoccato il proprio marchio elettorale).

5) Europa Verde - Democrazia solidale - Centro democratico

Subito dopo la lista del Pd e di Articolo Uno, in provincia di Imperia è stato sorteggiato il cartello che in origine avrebbe dovuto unire Europa Verde e Democrazia solidale, come effettivamente avverrà in Campania. In un secondo momento, tuttavia, alle due forze politiche si è aggiunto anche Centro democratico, per cui occorreva ripartire diversamente il contrassegno. Per poco più di metà, dunque, il cerchio è occupato dal fregio di Europa Verde (senza indicazioni regionali); il resto dello spazio è diviso per fasce tra Demos (su fondo verde acqua e non più bianco; è sparito anche l'hashtag #laforzadelnoi) e Cd.
 

6) Lista Ferruccio Sansa presidente

Nella circoscrizione di Imperia la coalizione a sostegno di Ferruccio Sansa si chiude con la sua lista personale, che porta solo il suo nomeLista Ferruccio Sansa presidente. Si tratta di una lista autenticamente civica, che il candidato presidente vuole composta soltanto da soggetti della società civile. Nel simbolo, all'interno di una circonferenza giallo ocra, più di metà dello spazio è occupato dal segmento rosso che contiene quasi tutto il nome della lista, tranne la parola "lista" che sta sopra, su fondo bianco, subito sotto un piccolo arco di quattro conci colorati di giallo, verde, rosso e azzurro (che ricordano un po' un emiciclo e danno l'idea di un consenso ampio e diversificato). 
 

Marika Cassimatis

7) Base costituzionale

Al terzo posto delle candidature, a livello regionale è stata sorteggiata Marika Cassimatis, che si ripresenta ad elettrici ed elettori dopo l'esperienza travagliata delle elezioni amministrative di Genova del 2016. Lo fa con un nuovo progetto politico-elettorale, denominato Base costituzionale, un disegno di "rigenerazione" della Liguria attraverso la trasparenza, la valorizzazione delle eccellenze regionali e una maggiore attenzione alla donna. Il simbolo - non presente a La Spezia e Savona - racchiude in un cerchio tre quadrati (verde, bianco e rosso), un po' scostati l'uno dall'altro, con la sagoma della Liguria divisa in province e, in primo piano, il nome della lista (con la parola "Base" in evidenza) e il riferimento alla candidata alla presidenza.

Giovanni Toti

8) Unione di centro

Quarto candidato alla guida della regione estratto è il presidente uscente Giovanni Toti, che in provincia di Imperia ha come prima lista a suo sostegno l'Unione di centro, che torna sulle schede dopo avere saltato l'appuntamento nel 2015 (era però presente la lista Area popolare Liguria, che vedeva insieme Nuovo centrodestra e Udc). Rispetto alle altre regioni, il simbolo non contiene l'intera dicitura "Unione di centro", ma solo la sigla; nel segmento rosso superiore c'è il riferimento alla Liguria, ma si nota anche un anomalo spazio vuoto (proprio lì, nelle prime versioni, era presente la miniatura del Nuovo Psi, ma non è dato sapere che fine abbia fatto).
 

9) Forza Italia - Liguria popolare

Seconda lista della coalizione che sostiene Toti è quella occupata per la maggior parte da Forza Italia (cioè l'ex partito del presidente uscente della regione) e, nello spazio che resta, da Liguria popolare (che fa riferimento a Noi con l'Italia di Maurizio Lupi). L'emblema è cambiato nelle ultime settimane: rispetto alla prima versione presentata alla stampa, infatti, è stata ripristinata quasi del tutto l'altezza originaria del cognome di Silvio Berlusconi, riducendo al minimo gli spazi tra la scritta e la bandierina e il segmento blu che sta in basso; allo stesso tempo, la sagoma dorata della regione di Liguria popolare non sconfina più dal segmento blu finendo sotto "Berlusconi". Continua a non esserci traccia del logo dell'associazione Polis di Claudio Scajola, che ha dato un contributo notevole alla nascita della lista.
 

10) Lega - Liguria

La coalizione che appoggia Giovanni Toti comprende ovviamente anche la Lega, che nel 2015 - come Lega Nord - aveva ottenuto la quota maggiore di voti nel centrodestra (superando di poco il 20%). La base del contrassegno ovviamente resta quella inaugurata in vista delle elezioni politiche del 2018, senza più la parola "Nord" e, sotto Alberto da Giussano, il cognome del leader leghista Matteo Salvini (che non segue più il bordo del segmento in cui è inserito); al di sotto è stata però tolta la parola "premier", mentre sul fondo bianco sono presenti la bandiera con la croce di San Giorgio e il riferimento testuale alla Liguria. Ovviamente, nel simbolo rispetto a cinque anni fa non c'è più nemmeno il Sole delle Alpi.
 

11) Cambiamo con Toti presidente

Si è già visto che uno dei primi simboli presentati in vista delle regionali è stato proprio quello direttamente legato a Giovanni Toti, cioè Cambiamo con Toti presidente. Di fatto, in questo turno di elezioni regionali, si tratta dell'unica partecipazione del partito di Toti, anche se nemmeno nella sua Liguria finisce sulle schede il simbolo ufficiale: l'emblema, infatti, contiene solo un minimo riferimento a Cambiamo (senza punto esclamativo), quasi invisibile, schiacciato dal fondo arancione - colore già presente nella lista regionale di Toti del 2015, in altre liste locali vicine al presidente ma anche nella formazione legata a suo tempo a Sandro Biasotti - su cui trovano posto la sagoma chiara della Liguria e, soprattutto, il cognome più grande che si sia mai visto in un contrassegno elettorale. 
 

12) Fratelli d'Italia

Ultima lista della coalizione di centrodestra che appoggia la nuova corsa presidenziale di Toti è quella di Fratelli d'Italia: il partito nel 2015 superò di poco il 3% e riuscì a ottenere un consigliere, ma è assai probabile che questa volta il risultato sia molto migliore. Come è avvenuto in Puglia e nelle Marche - anche se in quel caso i candidati alla presidenza sono esponenti di Fdi, cosa che non può dirsi per Toti - la base grafica è il contrassegno usato alle politiche del 2018, ma il nome di Giorgia Meloni è stato ridotto per inserire il cognome dell'aspirante presidente.
 

Davide Visigalli

13) Riconquistare l'Italia

Tra Giovanni Toti e Giacomo Chiappori, il sorteggio regionale ha collocato la candidatura di Davide Visigalli, che si presenta sostenuta da una sola lista: quella di Riconquistare l'Italia. Anche la Liguria, dunque, rientra nel progetto politico e territoriale del Fronte sovranista italiano, che intendeva partecipare al maggior numero possibile di elezioni regionali con il proprio simbolo (la sigla Ri con la Stella d'Italia crescente e incompiuta). Quella lista, tuttavia, è l'unica non presentata nella provincia di Imperia, dunque non finirà sulle sue schede, così come in quelle degli abitanti di Savona. 
 

Giacomo Chiappori

14) Grande Liguria

Sulle schede della provincia di Imperia, dopo le liste in appoggio alla candidatura di Giovanni Toti c'è l'unica lista che sostiene la candidatura di Giacomo Chiappori, vale a dire Grande Liguria. Chiappori, sindaco di Diano Marina, iscritto alla Lega ma ben deciso a correre da solo (con il sostegno di Grande Nord, come il nome in parte fa intuire), si presenta con un progetto per la regione e coloro che la abitano. Nel simbolo, sopra la croce di San Giorgio, spicca la figura di Giambattista Perasso ("Balilla"), segno di tradizione territoriale e allo stesso tempo di cambiamento, di rivoluzione che si vuole portare nella vita politica regionale.
 

Riccardo Benetti

15) Ora rispetto per tutti gli animali

Subito dopo Chiappori, il sorteggio regionale ha collocato in settima posizione la candidatura di Riccardo Benetti, associato al simbolo di Ora rispetto per tutti gli animali. Si tratta della prima occasione importante di visibilità per un movimento politico nato nel 2017 e apparso tra la sorpresa di molti nelle bacheche del Viminale in occasione del deposito dei contrassegni nel 2018 e nel 2019. L'orso bruno accanto alla X gialla (come se per il rispetto degli animali fosse arrivata davvero l'ora X) arriva dunque per la prima volta sulle schede elettorali con una tribuna di livello regionale, sulla base delle firme raccolte. Il traguardo non è trascurabile, sarà interessante vedere l'accoglienza di elettrici ed elettori.
 

Aristide Fausto Massardo

16) Massardo presidente

Terzultima candidatura estratta risulta essere quella di Aristide Massardo, già preside della Scuola Politecnica di Ingegneria e Architettura di Genova, che già alla fine di giugno aveva lanciato la propria candidatura, nell'ipotesi di essere il candidato del centrosinistra e magari anche del M5S. Una volta sfumata l'ipotesi di candidatura unitaria e dopo la scelta di Ferruccio Sansa, Massardo ha comunque mantenuto il sostegno di Italia viva, nonché di +Europa e del Partito socialista italiano: non è affatto un caso, dunque, che le loro miniature figurino nel contrassegno blu presentato da Massardo stesso, che ha dovuto solo spostare in alto il suo nome (gli elementi gialli e bianchi, simili a frecce che puntano avanti veloce, invece erano già al loro posto). 

Alice Salvatore

17) Il Buonsenso

Penultima candidatura alla presidenza della regione è quella di Alice Salvatore, l'altra donna in campo oltre a Marika Cassimatis. Candidata alle scorse regionali come aspirante presidente per il MoVimento 5 Stelle, a maggio di quest'anno ha lasciato il gruppo per crearne un altro (insieme a Marco De Ferrari, eletto con lei nel M5S) e portare avanti i temi "di buonsenso" delle origini del MoVimento, poiché questo nel frattempo sarebbe molto mutato, per le alleanze prima con la Lega e poi con il Pd. Il movimento lanciato da Salvatore si basa graficamente sul disegno - tra il ritratto e la caricatura - del viso della candidata presidente.
 

Gaetano Russo

18) Il popolo della famiglia - Democrazia cristiana

Ultimo tra gli aspiranti presidenti della regione Liguria è Gaetano Russo, che si presenta sostenuto da una sola lista, rappresentata da una "bicicletta" - graficamente un po' improvvisata - tra Il popolo della famiglia e la Democrazia cristiana (in mancanza di informazioni non è chiaro se si tratti della Dc che si riconosce nella segreteria di Renato Grassi, che però aveva annunciato l'accordo con l'Udc, oppure di altre formazioni che rivendicano la titolarità di nome e simbolo o comunque il diritto a fruirne). Per il partito di Mario Adinolfi questa è l'unica presenza elettorale a queste elezioni regionali: si valuterà l'accoglienza che riserveranno a questa lista coloro che andranno a votare.