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martedì 2 maggio 2023

Imperia, simboli e curiosità sulla scheda

Tra i capoluoghi di provincia chiamati al voto il 14 e 15 maggio, Imperia rappresenta probabilmente il caso in cui la scheda sarà meno affollata. Rispetto al voto del 2018, infatti, si è registrata una decisa diminuzione di candidature e di liste a loro sostegno. Quest'anno sono solo 5 gli aspiranti sindaci, appoggiati da un totale di 9 liste, mentre cinque anni fa le candidature erano state 8 e le liste addirittura 18, il doppio di questa volta. Tra coloro che aspirano alla guida della città c'è anche il sindaco uscente, Claudio Scajola, in cerca di riconferma: se allo scorso turno elettorale si era posto essenzialmente come figura civica pur con una storia chiaramente legata al centrodestra (che però aveva ufficialmente scelto di sostenere Luca Lanteri, poi sconfitto di misura al ballottaggio), questa volta il centrodestra ha deciso di appoggiare direttamente Scajola pur senza schierare i propri simboli.

Luciano Zarbano

1) Imperia senza padroni

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura a sindaco di Luciano Zarbano, colonnello dei carabinieri in servizio a Genova come capo di stato maggiore della Legione Liguria (e già comandante provinciale a Imperia). Lo sostiene una sola lista, attualmente denominata Imperia senza padroni: i colori scelti - blu-azzurro sfumato e un arco tricolore al centro - rimandano a una collocazione di centrodestra. In effetti in un primo tempo la lista era stata chiamata Centrodestra per Imperia, poi la scelta di Fratelli d'Italia di non sostenere più Zarbano, ma alcuni candidati legati a Scajola, ha suggerito un cambio di nome per accentuare la natura civica della proposta.

Stefano Semeria

2) MoVimento 5 Stelle

Presenta un proprio candidato alla guida del comune di Imperia anche il MoVimento 5 Stelle, alla sua terza partecipazione alle elezioni amministrative locali. Punta alla carica di sindaco Stefano Semeria, da pochi mesi consigliere comunale proprio a Imperia per il M5S. Se nel 2013 il simbolo recava ancora il sito Beppegrillo.it, trasformato cinque anni dopo in Ilblogdellestelle.it, questa volta anche a Imperia è stato schierato il secondo simbolo ufficiale previsto dallo statuto, quello con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica collocato in un segmento rosso, sotto ai segni tradizionali del MoVimento.
 

Claudio Scajola

3) Avanti con Scajola sindaco

La terza candidatura estratta è quella del sindaco uscente, Claudio Scajola. Se nel 2018 si era presentato con tre liste civiche (ma con una grafica in pieno stile centrodestra) e una di partito (Il Popolo della Famiglia), questa volta ha dichiarato fin dall'inizio "Non mi nascondo dietro sigle di partito": simboli formali di partito, in effetti, non ci sono. I simboli delle prime due liste (civiche) sono stati certamente concepiti dalla stessa mano: stessa composizione (semicerchio inferiore con banda tricolore e segmento inferiore blu), stessi elementi, cambia solo il nome e il colore del fondo nella parte superiore. E se lo slogan della campagna elettorale è "Avanti insieme", non stupisce che la prima lista si chiami Avanti... 
 

4) Insieme con Scajola sindaco

... e la seconda - anche grazie a un sorteggio che non si è divertito a scombinare le carte - si chiami Insieme. Entrambi gli emblemi contengono il riferimento a Polis, associazione di area liberaldemocratica e cattolica che aveva raccolto i movimenti che avevano sostenuto l'ex ministro nella sua candidatura a sindaco; su fondo bianco l'inserimento è stato privo di problemi, mentre la resa sul semicerchio giallo di Avanti appare meno soddisfacente. Entrambi i contrassegni, accanto al nome scelto, hanno la doppia freccia del "Fast Forward" (due triangolini bianchi, uno bordato di verde e l'altro di rosso) per indicare l'idea di andare "avanti" velocemente.
 

5) Prima Imperia

La terza (e ultima) lista che sostiene Scajola, Prima Imperia, si può qualificare con più fatica come "civica", visto che da tempo le liste "Prima ..." sono espressione della Lega senza che venga speso direttamente il simbolo con Alberto da Giussano. Il contrassegno schierato in quest'occasione, peraltro, sembra essere stato oggetto di una maggiore cura grafica, anche per la scelta di conformare la parte inferiore nel simbolo al segmento che nell'attuale simbolo della Lega contiene il riferimento a Matteo Salvini, mantenendo però una certa armonia. La base di quel segmento, dunque, ora è diagonale, parallela al tracciato della scritta "Prima Imperia" e la dicitura "Scajola sindaco" è scritta come "Salvini premier".  
 

Ivan Bracco

6) Imperia rinasce

Pure la seconda coalizione presente a queste elezioni, quella del candidato del centrosinistra Ivan Bracco (vicecommissario di polizia, responsabile della polizia postale di Imperia), è composta da tre liste. La prima è quella più legata allo stesso Bracco, vale a dire Imperia rinasce: il nome è sovrapposto alla stilizzazione in giallo di alcuni monumenti della città (a destra si vede bene il duomo di san Maurizio); nella parte inferiore, su fondo blu e sotto al riferimento al candidato (riportato in carattere diverso rispetto al nome della lista), due rami con foglie ricordano i fregi alla base dello stemma comunale e - volendo - l'ulivo che fa parte dello stemma stesso.
 

7) Alleanza Verdi e Sinistra

Seconda lista della compagine che sostiene Bracco è l'Alleanza Verdi e Sinistra: proprio Bracco sostiene di aver già ottenuto un risultato politico importante per essere riuscito a tenere unito tutto il centrosinistra con la propria candidatura. Il contrassegno impiegato in quest'occasione è lo stesso schierato alle elezioni politiche dello scorso anno e unisce nella parte bassa i loghi di Europa Verde e Sinistra italiana, mentre nella parte superiore - insieme al riferimento alle Reti Civiche - è riportato il nome del cartello elettorale, accanto alla colomba arcobaleno scelta fin dall'inizio per identificare quell'esperienza.
 

8) Partito democratico

Terza e ultima lista della coalizione di centrosinistra è quella presentata dal Partito democratico (che riparte dal 9,74% di cinque anni fa). La partecipazione dei dem a tale compagine in queste forme non era scontata: Bracco, infatti, è stato indicato come aspirante sindaco dopo che, in un primo tempo, il Pd aveva proposto la candidatura di Laura Amoretti, funzionaria dei centri per l'impiego (sostenuta pure dal Psi), provocando il dissidio dell'ex presidente della provincia Domenico Abbo (indicato per un certo periodo come candidato sindaco al posto di Bracco da Imperia rinasce). Diversamente da quanto era accaduto nel 2018, il Pd questa volta ha presentato il suo simbolo ufficiale "schietto", senza altre aggiunte.
  

Enrico Lauretti

9) Società aperta

Chiude le candidature a sindaco di Imperia il nome di Enrico Lauretti, ingegnere, già dirigente all'interno del comune e della provincia (e intenzionato a far valere proprio la sua esperienza all'interno della "macchina" amministrativa). L'unica lista civica che lo sostiene è Società aperta, il cui nome sembra rimandare direttamente alla dottrina di Karl Popper. Il simbolo è un semplice cerchio bianco, contenente scritte blu in carattere Courgette (il  nome) e Haettenschweiler (il riferimento al candidato): l'accostamento non sembra essere tra i migliori quanto a resa grafica, ma i testi sono comunque piuttosto leggibili. 

martedì 22 maggio 2018

Imperia, simboli e curiosità sulla scheda

Sono 8 le persone che si contendono il ruolo di guida della città di Imperia: anche qui, peraltro, le liste che finiranno sulla scheda - con relativi simboli - saranno ben 18. Carlo Capacci, sindaco uscente espresso dal centrosinistra, non si ricandida, dunque sicuramente il vertice dell'amministrazione cambierà, alla fine di un'elezione che secondo molti è quella dei record, non essendoci mai stati tanti aspiranti primi cittadini (e prime cittadine) ai nastri di partenza.

Carlo Carpi

1) Per Imperia

Il sorteggio ha designato come primo candidato da inserire su manifesti e schede Carlo Carpi, imprenditore di Sampierdarena, l'ultimo a essersi aggiunto in questa campagna elettorale ricca di candidati. La sua lista Per Imperia (anche se in un primo tempo come nome era stato scelto "Insieme per Imperia"), ricca di candidati estranei alla città, a suo modo si distingue per avere adottato un simbolo tanto essenziale, quanto inespressivo: i nomi del candidato e della lista sono scritti in blu in un rettangolo bianco collocato su un cerchio altrettanto blu. Se il fondo fosse stato rosso, sarebbe somigliato a un segnale stradale di senso vietato; così vorrà forse dire "senso obbligato"?

Lucio Sardi

2) Sinistra in Comune per Imperia

Secondo candidato sindaco, come determinato dal sorteggio, è Lucio Sardi, sostenuto esclusivamente dalla lista Sinistra in Comune per Imperia. Il nome richiama varie esperienze di sinistra o di centrosinistra (per cui si richiama il Comune sia come istituzione, sia come idea di "bene comune"). Il simbolo, nella sua struttura grafica, non può non rimandare alla prima e all'ultima versione di Sinistra ecologia libertà, oltre che per l'uso del tricolore per i testi, soprattutto per la parte di fondo campita a frottage con la matita rossa, qui raddoppiata anche in alto. Essendo però cambiati i tempi, occorreva almeno un riferimento più attuale: ecco allora che la S ha le stesse fattezze di quella di Sinistra italiana.

Luca Lanteri

3) Forza Imperia

Al terzo posto, il sorteggio ha collocato il candidato del centrodestra, Luca Lanteri, che è anche quello sostenuto dalla coalizione più ampia, formata da cinque liste. La prima estratta è quella di Forza Imperia, il cui contrassegno è chiaramente una variazione di quello di Forza Italia, con il nome della città inserito all'interno della bandierina (naturalmente, per l'uso dell'emblema, è stata rilasciata un'apposita delega dai vertici del partito). In questo caso, ovviamente, non essendo stato utilizzato il simbolo ufficiale in tutto e per tutto, non è stato inserito il nome di Silvio Berlusconi, in appoggio al territorio o al candidato locale, mentre compare l'espressione "Lanteri sindaco".

4) Fratelli d'Italia

Subito dopo Forza Imperia è stata sorteggiata la lista di Fratelli d'Italia. Il partito di Giorgia Meloni è alla sua prima presentazione alle amministrative di Imperia (cinque anni fa non si era visto su manifesti e schede) e, per l'occasione, ha scelto di utilizzare la versione elettorale del suo emblema, identica a quella depositata al Viminale a gennaio. Il simbolo con tanto di fiamma, dunque, è stato inserito all'interno del cerchio blu e bianco con il nome della leader nazionale in grande evidenza: nessun riferimento al candidato locale, probabilmente sperando che il nome di Meloni funga da catalizzatore per raccogliere un maggior numero di voti sul territorio.

5) Progetto Imperia

Terza lista della coalizione di centrodestra che sostiene Luca Lanteri è Progetto Imperia, che si pone chiaramente come formazione civica, incentrata essenzialmente sul sostegno personale all'aspirante sindaco (il cui cognome è l'elemento visivo più evidente): anche per questo, il contrassegno scelto per marcare queste candidature è piuttosto anonimo e generico. Esso non contiene infatti riferimenti politici, ma nemmeno territoriali (in quest'occasione poco sfruttati, come si vedrà): soltanto una corona verde che contiene il nome della lista e cinge il cerchio interno bianco e blu (come il fondo del gonfalone cittadino) con l'indicazione del candidato. 

6) Lega

Al quarto posto, su manifesti e schede, tra le liste in appoggio a Lanteri comparirà la Lega. La presenza del Carroccio non è certo una novità in questa regione e Imperia (anche se cinque anni fa la Lega Nord aveva contribuito a un'altra lista, inserendo la propria "pulce" nel contrassegno di Prima Imperia!), ma questa volta l'emblema torna nella nuova versione, con nome dimezzato. Rispetto al simbolo adottato in occasione delle elezioni politiche, è sparito il riferimento alla carica di "premier" per Matteo Salvini e gli spazi vuoti a sinistra e a destra di Alberto da Giussano sono stati riempiti (come un tempo) con la bandiera della Liguria e il riferimento alla regione.

7) Vince Imperia

Di liste civiche a sostegno di Luca Lanteri, in realtà, ce ne sono due: la seconda, Vince Imperia, chiude la coalizione di centrodestra a seguito del sorteggio. Si parla di "lista arancione", ovviamente per il colore del fondo del contrassegno; altrettanto ovviamente, quella tinta non è stata scelta a caso. Si tratta infatti dello stesso colore che caratterizza le liste civiche riferite al progetto di Giovanni Toti (che ha personalmente sostenuto Lanteri in questa sfida): già lo scorso anno, in particolare, la vittoria di Marco Bucci a Genova era stata contrassegnata da una lista personale tinta in quel modo (e con il testo in blu). L'esperimento, dunque, continua.

Maria Nella Ponte

8) MoVimento 5 Stelle

Al quarto posto, tra coloro che aspirano a guidare Imperia, la sorte ha collocato Maria Nella Ponte, prima delle due donne in corsa. Ponte si presenta come candidata sindaca per il MoVimento 5 Stelle, che - come in ogni altro comunque in cui le liste sono state presentate - è l'unica formazione a sostenere la persona candidata di riferimento. Anche a Imperia, naturalmente, il simbolo depositato è quello nazionale, in particolare la sua ultima versione coniata alla vigilia delle elezioni politiche 2018 (dunque con il riferimento al nuovo sito Ilblogdellestelle.it). Nel 2013 la prima partecipazione del M5S alle comunali si era tradotta in un risultato rilevante (8,6% e un consigliere), ora potrebbe essere decisamente amplificato.

Claudio Scajola

9) Obiettivo Imperia

Il quinto candidato alla poltrona di sindaco di Imperia è anche senza dubbio il più noto di tutti: si tratta di Claudio Scajola, già ministro nei governi di Silvio Berlusconi, già sindaco di Imperia per pochi mesi nel 1983 e tra il 1990 e il 1995 (in entrambi i casi qualificato, all'inizio del mandato, come Dc) e da sempre ritenuto l'uomo forte berlusconiano in Liguria. A febbraio Scajola ha scelto di candidarsi di nuovo come sindaco nella sua città e, ufficialmente, lo fa senza il sostegno del centrodestra. Le sue quattro liste, però, sono accomunate di un'immagine coordinata che non può non rimandare alla grafica della Casa delle libertà. Ciò vale innanzitutto per la prima formazione, Obiettivo Imperia, gruppo già esistente che aveva già adottato da tempo il colore arancione come propria tinta di fondo; già che c'è, non è impossibile che confonda in parte gli interessati al progetto di Toti.

10) Imperia insieme

La seconda lista creata a sostegno di Scajola è denominata Imperia insieme. La differenza rispetto al contrassegno appena visto sembra ridotta al minimo: il fondo della parte alta è bianco e non arancione, il testo è scritto in Italic ed è meno spaziato, ma soprattutto si tratta dell'emblema più simile a quello della Cdl, vista la base curvilinea del segmento circolare tricolore (che, come allora, ha il bianco decisamente sacrificato, un po' come nella bandierina forzista). Sembra essere questa, dunque, la lista più vicina all'ex sindaco ed ex ministro, al punto da poterla qualificare come "lista civica personale": sarà probabilmente quella da guardare con più attenzione.

11) Area Aperta

All'interno della coalizione che appoggia Scajola, il sorteggio ha collocato al terzo posto l'emblema di Area Aperta, il cui simbolo differisce pochissimi rispetto a quello descritto sopra, se non per il contenuto del semicerchio superiore, che al nome scelto per la lista accompagna anche un elemento grafico, formato da dieci sagome umane stilizzate poste a raggiera, componendo una sorta di "stella" ma aperta al suo interno. La lista, divulgata poco dopo Imperia insieme, si connota anch'essa per un carattere marcatamente civico e in gran parte è composta, per scelta di chi l'ha composta (in particolare l'avvocato Giuseppe Fossati), da persone che non hanno avuto in precedenza esperienze politiche. 

12) Il Popolo della famiglia

Ultima delle liste a sostegno di Claudio Scajola è Il Popolo della famiglia, dunque la formazione che fa riferimento all'impegno di Mario Adinolfi e Gianfranco Amato. Se la parte inferiore dell'emblema è del tutto identica ai due precedenti appena analizzati, il semicerchio superiore è dedicato interamente al partito di Adinolfi, che però è stato graficamente rivisto e ridimensionato: è stato leggermente schiarito il fondo (per non confondersi l'armatura dell'emblema di Scajola), il nome è scritto in una diversa font, le figure della famigliola a pastelli sono state ridotte di dimensione e spostate in alto, dovendo rinunciare al monito "no gender nelle scuole".

Alessandro Casano

13) Alternativa indipendente

Era tra i candidati sindaci anche cinque anni fa, con la lista La Svolta; ora Alessandro Casano, comunque consigliere uscente (e già candidato in altra occasione con Fratelli d'Italia), ci riprova, con una lista civica certamente più studiata, almeno dal punto di vista grafico. Alternativa indipendente, infatti, ha un simbolo ben curato: "Il nostro simbolo - spiegano i promotori della lista - è il faro perché siamo in una città di mare e perché rappresenta il punto di riferimento e la metafora della coerenza. Il faro emette una luce tricolore che testimonia i nostri valori. Il nostro programma mette al centro il cittadino, la famiglia, i diritti della persona, i borghi storici, il recupero delle identità, viabilità, trasporti, lo sviluppo del mare e della sua cultura e turismo, nautica, sport legati al mare, sviluppo e cura della costa e soprattutto la portualità". Ecco, allora, che serve il faro.

Guido Abbo

14) Democratici per Imperia

Il centrosinistra prova a mantenere la guida di Imperia, a dispetto del mancato secondo tentativo di Capacci. Il nuovo candidato, Guido Abbo, sarà sostenuto da quattro liste, tre delle quali sono in continuità con quelle della coalizione uscita vincitrice dal voto di cinque anni fa. La prima indicata dal sorteggio è Democratici per Imperia, anche se basta guardare il simbolo per capire che si tratta del Partito democratico. Se però cinque anni fa al simbolo del Pd era semplicemente stata aggiunta la dicitura (piccola) "per Imperia", stavolta il nome del partito non c'è, mentre è stata inserita la scritta verde-rossa che coincide col nome dato alla lista; il risultato grafico ottenuto, tuttavia, è tutt'altro che memorabile.

15) Imperia al centro

Il ruolo della formazione civica - e più legata alla persona del candidato sindaco, che attualmente è il vice di Capacci - che cinque anni fa era stato impersonato dalla lista Imperia cambia, questa volta tocca alla compagine Imperia al centro, che dell'esperienza di cinque anni fa riprende in qualche modo i colori (azzurro e arancio). Si tratta dell'unico contrassegno che contiene il nome del candidato sindaco (tra l'altro in grande evidenza), ma nulla nel nome sembra lasciato al caso: "vuol dire - spiega Abbo - che siamo la lista civica centrata sullo schieramento costituzionale e vuol dire che Imperia è al centro dei nostri pensieri. È una lista fatta con testa e cuore".

16) Laboratorio per Imperia

Terza lista a sostegno di Abbo è Laboratorio per Imperia, una formazione civica già presente nel 2013 e che conferma il suo sostegno al candidato del centrosinistra. Lo fa con un emblema rinnovato, dal punto di vista grafico: il fondo del simbolo, infatti, si è fatto blu, con tanto di riflesso di luce, come a dare l'idea della sfera o della stella in cielo. "In questi giorni di falsa quiete - hanno scritto i promotori della lista all'inizio della campagna elettorale - il Laboratorio per Imperia ha deciso di indossare gli abiti delle occasioni solenni, adottando un elegante face lifting del proprio logo. La nuova immagine ha raccolto grandi consensi tra gli iscritti e i simpatizzanti poiché ora è una sfera perfetta, adatta a raccogliere e a proteggere grandi contenuti. Ed è anche pronta a brillare di luce propria, come si conviene a una stella. Certo il logo non è tutto nell'ambito di una contesa elettorale, ma la sfera, con i suoi contenuti, è unica, da queste parti".

17) Imperia di tutti - Imperia per tutti

Era presente esattamente con lo stesso emblema anche nel 2013 e in questo caso le tocca il compito di chiudere su manifesti e schede la coalizione che appoggia Abbo. La lista Imperia di tutti - Imperia per tutti ha scelto di farsi rappresentare anche questa volta da un simbolo che ha il rosso (nelle sue varie tonalità) come colore dominante: lo si vede bene tanto nel profilo della città, quanto nella "onda" che occupa la parte inferiore del contrassegno (che, nella versione ideale del simbolo, continuerebbe anche fuori dal cerchio, ma questo non è consentito) e, ancora, nella rosa molto socialista presente in basso (non a caso, tra i candidati c'è anche il segretario locale del Psi).

Maria Sepe

18) Potere al Popolo!

Chiude la lista di coloro che aspirano a guidare Imperia la seconda donna, Maria Sepe, presentata come candidata sindaca da Potere al Popolo!: nemmeno qui, dunque, la sinistra si è presentata con uno schieramento unitario, dividendosi almeno tra la lista Sinistra in comune e quella di Pap (mentre cinque anni fa una lista aveva messo insieme Sel e Rifondazione comunista). Quest'ultima, ovviamente, ha utilizzato esattamente lo stesso contrassegno coniato in occasione delle ultime elezioni politiche, con il nome nero in grande evidenza e la stella bordeaux, il tutto racchiuso da due archi dello stesso colore. Nel 2013 la lista unitaria era arrivata quasi al 10%, questa volta l'esito sembra più incerto.

martedì 2 febbraio 2016

Imperia cambia, negato il simbolo ai dissidenti

Ogni cosa ha una fine, una scadenza: anche per un mandato da sindaco o da consigliere comunale ovviamente è così, cinque anni e il discorso si chiude (poi magari ci si ricandida, ma questa è un'altra storia). Le appartenenze ai gruppi, tuttavia, non sono scritte nella pietra, non sono date una volta per sempre: si può litigare per divergenze sopravvenute e magari qualcuno prende la porta e se ne va, oppure viene messo alla porta. 
Qualcosa di simile - non si sa in quale forma delle due appena dette - sembra accaduto a Imperia, comune per molti anni governato dal centrodestra, ma dal 2013 con un'amministrazione di centrosinistra, guidata da Carlo Capacci Visto il "cambio di colore" di quasi tre anni fa, non stupisce che una delle liste civiche a sostegno del sindaco avesse come nome Imperia cambia. Proprio quel gruppo e il simbolo ad esso legato, tuttavia, in questi giorni è oggetto di vari articoli di cronaca, a quanto pare legati a un dissidio non sanato all'interno della maggioranza nata alle elezioni.  
Leggendo su Imperiapost.it si scopre che già l'anno scorso, in occasione delle regionali, un gruppo di consiglieri eletti con Imperia cambia aveva iniziato a votare in dissenso rispetto alla linea del gruppo di maggioranza (qualcuno, tra l'altro, non aveva sostenuto il progetto civico di Liguria cambia, stesso simbolo blu e arancione sfumato, con le due frecce a cerchio). Le tensioni sono proseguite, fino al 22 gennaio scorso, quando - a una riunione della maggioranza - il sindaco non ha convocato i quattro dissidenti, ritenendo che non facessero più parte della maggioranza ("Hanno tradito il mandato elettorale") e, poco dopo, ha escluso gli stessi dal gruppo-chat di Whatsapp che riuniva tutti i consiglieri che sostenevano il sindaco.
Ultimo atto, sempre secondo quanto si apprende da Imperiapost.it, sarebbe una diffida inviata per lettera agli stessi dissidenti, per inibire loro l'uso del simbolo di Imperia Cambia "in quanto registrato dallo stesso Capacci". "Nel dettaglio - si legge nell'articolo - il divieto riguarderebbe il simbolo modificato in occasione delle ultime elezioni regionali, con la scritta 'Civico è meglio' all'interno del logo e non quello con il quale i quattro consiglieri si erano candidati che all'interno del logo aveva scritto 'con Capacci sindaco'". In realtà, all'Ufficio italiano brevetti e marchi risulta registrato soltanto il nome della lista, senza alcuna grafica; così come in realtà la dicitura "Civico è meglio" non risale alle regionali del 2015 ma ad agosto del 2015, probabilmente dopo la formazione dei gruppi consiliari). L'articolo ritiene che i quattro consiglieri "potranno probabilmente continuare ad utilizzare il simbolo originario o comunque la sua denominazione fino a quando non ci sarà una sentenza di un giudice ad impedirglielo": è possibile che sia così, anche se la questione era ed è discussa. Si vedrà, comunque, se oltre alle espulsioni de facto la vicenda finirà in tribunale.