Che il clima legato alla possibile "svolta politica" della Fondazione Alleanza nazionale sia decisamente teso, lo mostra la reazione che un semplice articolo di Gianfranco Fini, riportato non da un quotidiano nazionale ma dal sito della fondazione da lui guidata, Liberadestra, è riuscito a scatenare in uno dei dirigenti di Fratelli d'Italia, Andrea Delmastro (lo stesso, per la cronaca, che starebbe cercando la soluzione per togliere la parola "destra" dal nome e dal simbolo del partito di Angelino Alfano).
Cosa ha scritto di tanto dirompente Fini? Partendo dalla recente ricomparsa mediatica di Silvio Berlusconi (prima ad Atreju e poi a una manifestazione di Forza Italia, ha parlato con chiarezza), l'ex leader di An cerca di analizzare i disegni e le prossime mosse del fondatore di Fi: in poche parole, niente primarie per la guida del centrodestra (a dispetto delle idee di Salvini e della Meloni) e blocco unitario contro "Renzi e i comunisti". Questo si tradurrebbe, per Fini, in un programma dell'eventuale lista unica di centrodestra molto influenzato "dall'azionista di maggioranza della futura lista unica o coalizione", che però sarebbe Matteo Salvini: ciò porterebbe a una "cultura di governo" (fatta di "antieuropeismo alla Le Pen, innamoramento per 'Putin liberale ed autentico democratico', ammirazione per il muro anti immigrati di Orban, ruspe per i campi profughi", attacchi a tutte le riforme interne, dal Senato alla scuola) che farebbe diventare il centrodestra del futuro "il migliore alleato di Renzi, altro che Alfano o Verdini!".
Su questa base - ecco il punto "critico" - Fini non crede che "i milioni di elettori che hanno abbandonato il centrodestra", specie quelli che avevano sostenuto la svolta di Fiuggi del 1995 (intravedendo "pur con luci e ombre, la fisionomia di una destra con una credibile cultura di governo, capace di costruire e non solo di demolire") possano tornare all'ovile. E, a suo dire, "forse [...] in cuor loro lo sanno anche molti tra gli ex dirigenti ed iscritti di An che sabato e domenica prossima si riuniranno in occasione della riunione degli iscritti alla Fondazione Alleanza Nazionale. Vedremo cosa decideranno". Come dire che, secondo i calcoli di Fini, piuttosto che condannarsi ad essere amici di Renzi, gli ex An dovrebbero votare in difformità rispetto a quanto stabilito domenica all'assemblea nazionale di Fdi. Sostenendo la "mozione dei quarantenni", ad esempio.
Tanto è bastato per irritare Delmastro, che ha sentito il bisogno di scrivere una lettera a Barbadillo, in cui a Fini ("il liquidatore della Destra italiana" o il "solerte pontificatore") le canta tutte, e non solo a lui. Al di là delle sue "colpe storiche", quella attuale dell'ex leader di An è avere ricordato "a tutti l’importanza dell’appuntamento del 3-4 ottobre della Fondazione Alleanza Nazionale". Un appuntamento che, per Delmastro, "scaturisce da una mozione di c.d. quarantenni che intendono scongelare i beni della destra italiana per fare un nuovo partito di destra, ritenendo insufficiente ed inadeguato Fratelli di Italia – Alleanza Nazionale". In effetti non è proprio così, se non altro perché l'assemblea doveva tenersi entro il 2015 a prescindere dalla mozione (lo prevede lo statuto, visto che la precedente assise era datata dicembre 2013), ma tanto basta per far dire al dirigente di Fdi: "Come dire: ripartiamo dai 'valori… immobiliari'!"







.jpg)




