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domenica 2 agosto 2026

Addio ad Alberto Tedesco, "aggiornò" i socialisti pugliesi col computer

I media pugliesi hanno dato poche ore fa la notizia della morte - avvenuta questa mattina, a 77 anni - di Alberto Tedesco, senatore per una legislatura (la XVI, pur se non intera), a lungo consigliere e assessore regionale in Puglia. Gran parte della sua militanza politica è stata legata al socialismo, sia pure in alcune delle diverse declinazioni che ha avuto nel corso della vita politica repubblicana: una di queste - quella dei Socialisti autonomisti - è stata tuttavia legata strettamente alla sua figura e ha avuto anche una traduzione simbolica rilevante, per cui vale la pena occuparsene qui, anche solo in breve.
Risulta semplice ricostruire, grazie all'Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, che Tedesco centrò la prima elezione come consigliere regionale nel 1985 e ottenne la conferma cinque anni dopo. In entrambi i casi il seggio arrivò con il Partito socialista italiano, ma tra una consultazione e l'altra il partito cambiò il simbolo: nel 1985, infatti, c'era ancora il fregio creato da Ettore Vitale, con falce, martello, libro e sole sotto al garofano; nel 1990, invece, entrò in uso l'emblema creato da Filippo Panseca, che tolse ogni riferimento ai segni che avevano caratterizzato la prima fase della storia repubblicana dei socialisti. Durante la seconda consiliatura, Tedesco fu nominato anche assessore regionale, rimanendo in carica per un anno e mezzo (dalla fine di ottobre del 1992 alla fine di febbraio del 1994): di certo fu il periodo peggiore per il Psi (che pure a giugno del 1991 nel aveva celebrato il suo 46° congresso straordinario a Bari, città di Tedesco), travolto in pieno dall'inchiesta sulla corruzione.
Nel 1994, quando il Psi - sotto la segreteria di Ottaviano Del Turco - rinunciò al garofano e adottò la rosa per partecipare alle elezioni, aderendo alla coalizione dei Progressisti, Tedesco preferì seguire la via "centrista" tracciata da Giuliano Amato e si candidò sotto le insegne del Patto per l'Italia, promosso da Mariotto Segni: nel collegio uninominale della Camera di Putignano ottenne un rispettabilissimo 20,26%, ma arrivò soltanto terzo dietro a Giovanni Mastrangelo del centrodestra - Polo del buon governo (34,76%) e a Vincenzo Lavarra dei Progressisti (31,85%). In quella prima occasione, dunque, l'elezione sfumò (a dispetto degli oltre 16mila voti ottenuti), ma non fece venire meno l'impegno politico di Tedesco. 
Giusto un anno dopo, infatti, Tedesco partecipò alle elezioni regionali come candidato nella circoscrizione di Bari nella lista Laburisti - Psdi - Pri, come espressione della Federazione laburista, fondata già nel 1994 da Valdo Spini. La lista a livello regionale ottenne il 2,18% e, come parte della coalizione perdente (Salvatore Distaso del centrodestra battè Luigi Ferrara Mirenzi), ottenne un solo seggio: se lo aggiudicò proprio Tedesco, che ottenne 10096 preferenze e anche grazie a queste portò la lista al 2,92%. Quella con il globo verde e blu al di sotto di poche linee meridian-parallele rosse fu il secondo simbolo dei laburisti e il primo a funire sulle schede elettorali.
Alle elezioni regionali successive, nel 2000, Tedesco riuscì di nuovo a confermarsi consigliere regionale, sempre nella circoscrizione di Bari, ottenendo 10436 preferenze. Ci riuscì, però, sotto un altro contrassegno: quello dei Socialisti democratici italiani, vale a dire l'esperienza partitica avviata nel 1998, in cui la componente maggioritaria socialista di centrosinistra (quella dei Socialisti italiani guidati da Enrico Boselli) si unì a quella del Psdi di Gianfranco Schietroma e del Partito socialista di Ugo Intini; vi confluì, peraltro, anche una parte della Federazione laburista che non condivideva l'idea di concorrere a formare i Democratici di sinistra - vale a dire il Movimento di unitá socialista e laburista, con Alberto Benzoni, Riccardo Ronchitelli e Ferdinando Imposimato - e tra questi c'era anche Tedesco, che intervenne a Fiuggi il 10 maggio 1998, al congresso fondativo dello Sdi.
Il 9 maggio 1999 nel frattempo, Tedesco era stato candidato alle suppletive nel collegio uninominale Puglia-20 della Camera (Bari-Libertà-Marconi), sotto il simbolo dell'Ulivo: arrivò a 15956 preferenze, pari al 37,4%, ma non riuscì a prevalere su Salvatore Tatarella (fratello di Pinuccio, che morendo aveva lasciato libero quel collegio) che con il 57,5% mantenne il collegio al centrodestra e ad Alleanza nazionale. La seconda elezione parlamentare fallita non impedì, come si è visto, la conferma di Tedesco in consiglio regionale; dopo pochi mesi, però, il rapporto con lo stesso Sdi regionale si incrinò decisamente. Ecco cosa si legge nel sito della Fondazione Giuseppe Di Vagno:
Per le elezioni regionali del 2000 sono candidati nella stessa lista [dello Sdi] Onofrio Introna e Alberto Tedesco [...]. Tedesco risulta eletto a Bari [...]. Tedesco punta alla conquista della leadership esclusiva nel Partito che, invece, per volere della Direzione nazionale, resta affidato a Introna; egli controlla, invece, il gruppo socialista del consiglio regionale. Si apre un periodo un periodo di forte conflittualità fra Introna e Tedesco, conflittualità che viene trasferita, da quest'ultimo, nei confronti della Direzione del Partito e dello stesso segretario nazionale Boselli. Il "gruppo di Tedesco", così ormai è qualificato, sceglie il tema dell'autonomia dal Pds, se non della rivincita verso la componente ex comunista: si comincia a delineare così la rivendicazione della "autonomia" nel nome dell'orgoglio socialista, sul quale Tedesco consuma la scissione dallo SDI dando vita nel 2001 alla formazione dei "Socialisti autonomisti", della quale tiene saldamente il controllo e nella quale lo seguono gran parte degli amici del cosiddetto "gruppo di Tedesco". [...] Il movimento dei "Socialisti autonomisti" tende a strutturarsi come un vero e proprio partito, sia pure di livello regionale, e ad esso aderiscono molti dirigenti e militanti socialisti di Puglia [...].
Il "gruppo di Tedesco" scelse di darsi anche un proprio simbolo, che recuperava una stilizzazione del sole nascente, ma la collocava su fondo blu e la faceva sorgere addirittura da un computer (sia pure vecchio stile, anche per la clipart scelta), un'opzione decisamente originale. I Socialisti autonomisti presentarono il loro contrassegno al Viminale, ma fu presentata anche una "bicicletta" con Democrazia europea e proprio quel contrassegno Sa-De finì sulle schede pugliesi del Senato, riuscendo a ottenere il 3,65%, ma i seggi in quell'occasione se li aggiudicarono tutti la Casa delle libertà e l'Ulivo. 
Nel 2005 arrivò di nuovo il tempo delle elezioni regionali e Tedesco si ripresentò, stavolta nella lista che univa Socialisti autonomisti, Repubblicani europei e di nuovo il Psdi (che aveva ripreso a operare). A livello regionale la lista raccolse il 2,22%, praticamente come il Pdci, e riuscì a conquistare due seggi, anche perché faceva parte della coalizione vincitrice; a Bari la lista sfiorò il 4% e Tedesco fu rieletto senza problemi, in più divenne anche assessore alla Sanità della prima giunta guidata da Nichi Vendola; lasciò l'incarico nel 2009, quando si apprese che era indagato. 
Nel frattempo, però, dopo una nuova candidatura parlamentare infruttuosa nel 2006 (fu capolista al Senato per i Socialisti di Bobo Craxi, formazione con cui i Socialisti autonomisti avevano stretto un accordo; la lista sfiorò il 2%, ma la soglia di sbarramento per le formazioni coalizzate era del 3%), si era votato di nuovo per le Camere - in netto anticipo - nel 2008: in quell'occasione i Socialisti autonomisti avevano stretto un accordo con il Partito democratico, venendo inserito nella sua lista senatoriale in Puglia. Il Pd ottenne 8 seggi e Tedesco era al posto numero 9: fu dunque il primo dei non eletti, ma sarebbe bastato che uno degli altri 8 optasse per un'altra circoscrizione o per un'altra carica per ottenere finalmente il seggio parlamentare. L'occasione si presentò a luglio del 2009, dopo le elezioni europee, quando Paolo De Castro, eletto come capolista in Puglia, si dimise avendo optato per il Parlamento europeo. Proprio durante il mandato da senatore, la Procura della Repubblica di Bari chiese a Palazzo Madama l'autorizzazione ad arrestarlo per associazione a delinquere; Tedesco parlò in aula e si rivolse agli altri senatori perché concedessero l'autorizzazione, ma l'arresto fu negato (127 voti favorevoli, 151 contrari, 11 astenuti).
Nel 2013 sarebbe arrivata l'assoluzione, ma nel frattempo nel 2011 Tedesco aveva lasciato il Pd, aderendo al gruppo misto. Solo in seguito - nel 2017 - scelse di aderire di nuovo a un partito, per la precisione al Psi, tornando in qualche modo a casa, sotto le insegne della rosa del socialismo e poi - dal 2019 - del garofano. Quasi a chiudere davvero il cerchio del suo cursus politico, che è terminato di fatto solo ora, tra il cordoglio e il rispetto di molti, di storia socialista e non. E chissà quanti ricordano quel sole nascente dal computer che, dal 2001 in avanti, seppe ottenere consensi anche quando non finì sulle schede...

venerdì 14 novembre 2025

Puglia, simboli e curiosità sulla scheda


Il viaggio tra le Regioni chiamate a rinnovare la propria amministrazione e il consiglio regionale il 23 e il 24 novembre inizia dalla Puglia, la prima ad avere pubblicato ufficialmente i manifesti delle candidature. Come nelle altre Regioni al voto, il presidente uscente - Michele Emiliano - non si è potuto ricandidare, non essendo stato rimosso il limite dei due mandati consecutivi, dunque la guida della giunta cambierà per forza. Sono quattro le candidature alla presidenza, sostenute da 13 liste (anche se in alcune circoscrizioni saranno 12); nel 2020 la scheda - anche grazie al sensibile taglio delle firme richieste, previsto a causa della pandemia - era stata decisamente più affollata, con 8 candidati e 29 simboli. Candidature e contrassegni saranno proposti secondo l'ordine di sorteggio indicato per la circoscrizione di Barletta-Andria-Trani, una di quelle con lo schieramento elettorale completo.
 
* * *

Ada Donno

1) Puglia pacifista e popolare

Prima candidatura estratta è quella di Ada Donno, classe 1947, già docente di materie letterarie, militante di lunga data per le battaglie pacifiste e femministe. Già candidata per Unione popolare nel 2022 alle elezioni politiche, questa volta si presenta sostenuta dalla lista Puglia pacifista e popolare: la parte superiore del simbolo a fondo rosso scuro è occupata dal nome della lista, scritto in bianco con un carattere bastoni molto consistente (fatta eccezione per la congiunzione "e", molto più leggera e "incastonata" tra la seconda e la terza riga), mentre nella parte inferiore emergono le miniature dei simboli del Partito comunista italiano (di cui Donno fa parte, anche come dirigente), di Potere al popolo! e di Risorgimento socialista, forza politica che in Puglia ha una certa diffusione (sono quindi due le falci con martello presenti sul contrassegno).
 

Sabino Mangano 

2) Alleanza civica per la Puglia

In seconda posizione si colloca l'altra candidatura sostenuta da una sola lista in queste elezioni regionali pugliesi: quella di Sabino Mangano, detto Marco: consigliere comunale a Bari tra il 2014 e il 2019 (eletto col MoVimento 5 Stelle, per il quale si era proposto come sindaco), si era candidato sindaco ancora lo scorso anno, sostenuto dalla lista Oltre. Questa volta concorre come aspirante presidente della regione sostenuto dalla lista Alleanza civica per la Puglia: il contrassegno, all'interno di una corona blu con un tricolore nella parte inferiore (e il nome in quella superiore), contiene le miniature di due simboli coniati per l'occasione, Marziani per la Puglia (con tanto di marziano stilizzato dietro la sagoma della regione) e Next Italia (quest'ultimo legato alla figura di Antonio Marzo), mentre subito sotto c'è il riferimento al candidato presidente.
 

Antonio Decaro

3) Alleanza Verdi e Sinistra

Al terzo posto il sorteggio ha collocato la coalizione presentata in appoggio ad Antonio Decaro, eletto europarlamentare nel 2024 dopo due mandati da sindaco di Bari. Prima delle sei liste della compagine è Alleanza Verdi e Sinistra: il contrassegno è esattamente lo stesso coniato in vista delle elezioni politiche del 2022 e riproposto in seguito - con il nome verde e rosso in alto, insieme all'espressione "Reti Civiche", e in basso lo spazio diviso tra i simboli di Europa Verde e Sinistra italiana - senza alcuna aggiunta territoriale e senza il riferimento all'aspirante presidente (si segnala che nella circoscrizione di Bari il capolista è l'ex presidente della giunta pugliese Nichi Vendola).
 

4) Per la Puglia

Seconda lista della coalizione di Decaro è Per la Puglia,  al debutto alle regionali ma in realtà già nota ai pugliesi per essere sorta come gruppo in consiglio nel 2022 (capolista a Bari è l'ex capogruppo Saverio Tammacco, eletto nel 2020 nella lista La Puglia Domani a favore di Raffaele Fitto). Il segno del "per" bianco che contiene un cuore stilizzato giallo, collocato su fondo blu (che ora è anche sfumato) viene proprio da quell'esperienza consiliare; nella parte inferiore si segnala il riferimento a "Decaro candidato presidente", col cognome in grassetto e l'insolita presenza della parola "candidato" (che si ripeterà anche in altri emblemi della coalizione).
 

5) Decaro presidente

La terza formazione della compagine che sostiene l'ex sindaco di Bari, Decaro presidente, è quella più vicina al candidato stesso. La lista, composta da sindaci e altri amministratori locali, professionisti, sindacalisti, attivisti delle associazioni e figure rappresentative dei territori, si distingue con un cerchio multicolore sfumato (le tinte, dal magenta al rosso all'arancione fino al giallo, ricordano quelle della campagna "Tutta la Puglia") con il cognome del candidato presidente in grande evidenza al centro: nella "o" trov posto, stilizzata, una rosa dei venti, dichiarata come simbolo della "propensione ad aprirsi a nuove idee" e come emblema "che evoca il viaggio e le nuove esperienze".
 

6) Partito democratico

Il quarto contrassegno a sostegno di Decaro è quello del Partito democratico, la forza politica cui l'ex sindaco di Bari appartiene e con cui era stato eletto europarlamentare un anno e mezzo fa. Il logo del partito rimane l'elemento fondamentale del contrassegno, ma si rimpicciolisce un po' e si sposta leggermente verso l'alto per lasciare il posto nella parte inferiore - per la prima volta alle regionali pugliesi - a un segmento rosso contenente l'espressione "candidato presidente Decaro", col cognome che ha un rilievo persino minore di quello che ci si attenderebbe (e che la grafica consentirebbe, visto lo spazio rimasto al di sotto).
 

7) MoVimento 5 Stelle

Subito dopo il simbolo del Pd, si trova quello del MoVimento 5 Stelle (si tratta del fregio ormai consolidato, con il nucleo grafico originario nella parte superiore e, in basso, il segmento rosso con il riferimento al 2050 come anno ella neutralità climatica). Dopo due elezioni regionali in cui aveva sostenuto la propria candidata Antonella Laricchia, dunque, il M5S ha scelto di appoggiare Decaro dando corpo anche in Puglia - la regione del presidente Giuseppe Conte - al "campo largo".
 

8) Avanti - Popolari con Decaro

L'ultima delle liste presentate in appoggio all'ex sindaco di Bari è quella dei Popolari con Decaro, legata al progetto politico guidato già alle scorse elezioni da Gianni Stea (assessore uscente, capolista nella circoscrizione di Bari). Il cuore azzurro stilizzato su fondo blu è sostanzialmente lo stesso di cinque anni fa; la disposizione dell'espressione "Decaro candidato presidente" a una certa distanza dal nome della lista, pur essendo più o meno alla stessa distanza in verticale dal limite del cerchio, dà l'idea di un fregio non troppo equilibrato. Nella parte superiore, peraltro, si legge il riferimento Avanti (legato al Psi, cui appartiene il foggiano Luigi Iorio, coordinatore della segreteria nazionale socialista), collocato su un segmento sfumato blu-viola (che richiama invece Italia viva - Casa riformista).
 

Luigi Lobuono 

9) Forza Italia

Ultima candidatura alle regionali pugliesi è quella di Luigi Lobuono, imprenditore nel settore della distribuzione della stampa e già candidato sindaco di Bari per il centrodestra nel 2004. Potrà contare sul sostegno di cinque liste, la prima delle quali è quella di Forza Italia, vale a dire il suo partito di riferimento: due terzi del contrassegno, nella parte superiore, sono occupati dal riferimento al Partito popolare europeo (in alto, ad arco), dalla bandierina tricolore di Cesare Priori (in mezzo) e dal cognome di Silvio Berlusconi; nel segmento inferiore, su fondo blu, trova posto il cognome del candidato (bianco) in grande rilievo, accompagnato alla parola "presidente" (subito sotto, ma molto più piccola).
 

10) Noi moderati - Civici per Lobuono

La seconda lista della coalizione di centrodestra è quella presentata da Noi moderati: il "ponte tricolore" è quello dell'ultima versione del simbolo del partito guidato da Maurizio Lupi, ma questa volta è collocato più o meno al centro del simbolo (spostando verso l'alto anche il nome del partito, senza riportare questa volta il riferimento al Ppe) per lasciare spazio, al di sotto, all'espressione - per fortuna riportata con lo stesso carattere - "Civici per Lobuono", sul modello già visto in Toscana (e che si rivedrà in Veneto), per cui la lista moderata ha ospitato anche candidati non legati al partito di Lupi.
 

11) Lega - Nuovo Psi - Unione di centro

Fa parte della coalizione che appoggia Lobuono anche la Lega, che dà la propria struttura al contrassegno (nome in alto, Alberto da Giussano al centro, segmento blu in basso con riferimento al candidato e cognome marcato in giallo); la Lega, peraltro, è il partito cui fa riferimento ora l'ex sottosegretario ed ex direttore di Arpal Puglia Massimo Cassano (nonché il suo movimento Puglia popolare). Il contrassegno contiene però anche - a sinistra e a destra della statua del guerriero - le miniature dei simboli del Nuovo Psi (nella sua ultima veste, con la dicitura "Liberali e riformisti" sopra al garofano, unico fiore socialista presente sulla scheda) e - un po' più grande - dell'Unione di centro.
 

12) Fratelli d'Italia

Nella coalizione a sostegno di Lobuono c'è anche Fratelli d'Italia, che diversamente dalle forze politiche citate prima ha scelto di non inserire il nome del candidato all'interno del contrassegno elettorale. Il fregio, invece, è la copia carbone di quello utilizzato da Fdi alle europee del 2024, con il nome bianco del partito in alto e il riferimento giallino alla presidente al centro, sempre su fondo blu, mentre una striscetta tricolore leggermente coperta dal fondo bianco si staglia la fiamma tricolore su una base sottilissima.
 

13) La Puglia con noi

Se nelle circoscrizioni di Foggia, Bari e Brindisi la coalizione di centrodestra si limita a quattro liste, nelle circoscrizioni di Barletta-Andria-Trani, Lecce e Taranto c'è anche una quinta lista, La Puglia con noi (altrove, a quanto si apprende, colpita da provvedimenti di esclusione per irregolarità). Si sarebbe tentato di pensare che lista abbia almeno in parte natura civica (almeno per le candidature presentate), vista anche l'assenza di altre formazioni qualificabili come "liste del presidente"; non sfugge, tuttavia, la presenza in alto del simbolo della Democrazia cristiana (la forma dello scudo crociato e la disposizione del nome suggeriscono che si tratti del partito guidato, in ordine di tempo, da Antonio Cirillo, Elisabetta Trenta e Raffaele De Rosa), mentre in basso, un po' più piccolo su fondo azzurro, c'è il fregio della Cdl, ossia la Costituente democratica liberale, formazione di origine pugliese Doc legata ad Antonino Ingrosso, che con quella Dc ha stretto un accordo, volto proprio a presentare questa lista.

sabato 29 agosto 2020

Puglia, simboli e curiosità sulla scheda

Fino ai giorni della presentazione delle candidature, la sfida con la Campania si presentava durissima, alla fine tuttavia la Puglia ha battuto il record: saranno addirittura 29 le liste che concorreranno alle prossime regionali del 20 e 21 settembre, 10 in più di quelle schierate cinque anni fa. Pur essendo 8 coloro che aspirano alla carica di presidente (uno in più rispetto al 2015), a fare decisamente la parte del leone è il presidente uscente, Michele Emiliano, ricandidato dal centrosinistra, che si presenta appoggiato addirittura da 15 liste. Molte meno - solo 5 - sono quelle che fanno parte della coalizione di centrodestra che ripropone, dopo il 2005, Raffaele Fitto (passato da Forza Italia a Fratelli d'Italia). Ci riprova, come cinque anni fa, anche Antonella Laricchia per il MoVimento 5 Stelle, ma stavolta a proprio sostegno ha anche una seconda lista, di natura civica, mentre si presenta sostenuto da tre liste (inclusa Italia viva) Ivan Scalfarotto; gli altri aspiranti presidenti conteranno su una sola formazione. L'ordine seguito nel post per dare conto delle liste dovrebbe essere quello legato al sorteggio per la provincia di Bari.

Franco Piero Antonio (Pierfranco) Bruni

1) Movimento sociale Fiamma tricolore 

Il sorteggio ha collocato al primo posto la candidatura di Pierfranco Bruni, sostenuto come unica lista dal Movimento sociale Fiamma tricolore. Torna dunque alle elezioni regionali, dopo un'assenza non breve, il simbolo della goccia tricolore seghettata (nella forma in uso dal 2002) e che proprio in Puglia ha una sua roccaforte: è infatti dirigente nazionale del partito Adriana Poli (nota Poli Bortone), già deputata Msi-An, vicepresidente della Camera e sindaca di Lecce, poi senatrice (e fondatrice) di Io Sud e candidata alle ultime due elezioni regionali.


Michele Emiliano

2) Senso civico - Un nuovo Ulivo per la puglia

Secondo tra coloro che aspirano alla presidenza della regione Puglia è il presidente uscente, Michele Emiliano, con la sua coalizione da record. Il primo simbolo estratto è quello di Senso civico - Un nuovo Ulivo per la Puglia: si tratta del progetto politico nato per iniziativa di alcuni consiglieri regionali, volto a "intrecciare culture politiche diverse come quelle del laburismo, dell’ecologismo, del cattolicesimo democratico e del liberalismo progressista", anche attraverso il richiamo al precedente dell'Ulivo. Nel simbolo spicca una mano che tiene una foglia multicolore; al progetto sono legati anche Articolo Uno e I Socialdemocratici (diffusi soprattutto in Puglia grazie a Mimmo Magistro).

3) Partito animalista italiano

La Puglia è una delle regioni in cui il Partito animalista italiano, guidato da Cristiano Ceriello, ha scelto di presentarsi perché quel progetto politico possa radicarsi ulteriormente. E se altrove le liste sono condivise con altre forze politiche, in Puglia il Partito animalista corre da solo, con il proprio simbolo depositato al Viminale in occasione delle elezioni europee 2019 (quelle in cui aveva ricevuto le prime attenzioni dai media per essere riuscito a correre senza dover raccogliere le firme, grazie al collegamento con un partito rappresentato al Parlamento europeo). La Puglia, dunque, più ancora di altre regioni, rappresenta un test importante per questa formazione politica che tenta di crescere.
  

4) Società aperta associazione - I liberali

Al terzo posto nella coalizione è stato sorteggiato il simbolo dell'associazione Società aperta - I liberali, nata nel 1994, attiva soprattutto fino al 2002 e tornata in attività da pochi mesi (dopo una scissione nel Pli in provincia di Bari). Guidata da Giancarlo Ragone, la lista di ispirazione liberale ha scelto di sostenere Emiliano per ragioni programmatiche. Il simbolo pone al centro il logo dell'associazione Società aperta (con la finestra aperta sul mondo che ricorda la "società aperta" di Popper e le stelle d'Europa a dare la direzione), accompagnandolo a un motivo tricolore ispirato a una creazione dello stilista liberale Emilio Pucci.

5) Popolari con Emiliano

La quarta lista sorteggiata della coalizione di centrosinistra è una new entry come simbolo, ma non del tutto per il nome: già nel 2015, infatti, era apparsa una formazione denominata "Popolari", cui avevano concorso Centro democratico, Udc e Realtà italia; questa volta Popolari con Emiliano rappresenta l'unione di Puglia popolare - che di fatto costituisce la prosecuzione politica di Alternativa popolare, guidata da Massimo Cassano - Centro democratico e di parte dell'Udc, per lo meno di quella che fa capo a Salvatore Ruggeri, tesoriere nazionale e assessore uscente (che partecipa a quest'operazione insieme a un altro collega di giunta, Gianni Stea, eletto nel 2015 in quota Area popolare). Il simbolo porta un cuore stilizzato azzurro su fondo blu, richiamando in parte - insieme alle scritte gialle - la grafica del Ppe.
 

6) Sinistra alternativa

Il sorteggio si è abbastanza divertito a collocare, subito dopo un simbolo popolare, il contrassegno che contiene la coppia di falce e martello più evidente di queste elezioni regionali. Si tratta della lista Sinistra alternativa, presentata da un gruppo di persone - il cui portavoce è Nicola Porfido - per difendere antirazzismo, antifascismo e diritti di genere; scopo dichiarato è "avere parte attiva nel processo di desalvinizzazione della Puglia" opponendosi al disegno di Fitto. Non c'è la parola "comunista", ma il segno (e il colore rosso delle scritte) fanno capire che la sensibilità comune di candidate e candidati sta da quelle parti.
 

7) Partito democratico

Si trova solo al sesto posto, collocato dalla sorte, il simbolo del Partito democratico, inevitabilmente presente in questa coalizione che appoggia il tentativo di riconferma di Michele Emiliano. Proprio come cinque anni fa, il contrassegno utilizzato è esattamente quello nazionale, senza alcuna indicazione locale o del candidato sostenuto in questa occasione. Nel 2015 la lista del Pd, sfiorando il 20%, è stata la più votata di tutta la tornata elettorale; si vedrà se sarà in grado di difendere quel primato e quanti consiglieri potrà ottenere (anche grazie alle molte liste che, per la dispersione dei voti, non riusciranno a eleggere rappresentanti in consiglio).
 

8) Con Emiliano

Subito dopo il Pd, appare uno dei simboli più legati al presidente uscente della regione, Con Emiliano: si tratta di un progetto fondato lo scorso anno e lanciato dallo stesso Emiliano (che non è più iscritto al Pd), presentato come "luogo di comunione, di comunità che parte dalla Puglia e si estende al mondo intero, strettamente ispirato ai valori della Costituzione", uno strumento che "si prefigge di eliminare il conflitto permanente, l'odio come categoria della costruzione della politica e di lasciare ad ogni comunità la possibilità di portare il proprio contributo per evitare che questa storia bellissima che abbiamo costruito in Puglia negli ultimi 15 anni possa svanire". Il simbolo è semplicemente la parola "con" (con il centro della "o" azzurro) in font Bodoni e il cognome del candidato (stavolta in carattere bastoni) - sempre senza maiuscole - il tutto su fondo giallo.

9) Puglia solidale e verde

Decisamente più elaborato è il simbolo successivo della coalizione, quello della lista Puglia solidale e verde. Si tratta, come il contrassegno mostra molto bene, di un progetto elettorale che raccoglie forze di varia estrazione: c'è ovviamente la "pulce" di Europa Verde Puglia, secondo la nuova versione con cui i Verdi si presentano dallo scorso anno; c'è il Partito socialista italiano (con il suo emblema inaugurato un anno fa); c'è Sinistra italiana, che mostra il suo fregio a fondo rosso che non sempre appare; c'è anche il gruppo civico La forza della Puglia. Tutte le miniature sono collocate su fondo verde, subito sopra un arcobaleno che richiama l'impegno pacifista e per i diritti LGBTI.
 

10) Ppa - Partito pensiero e azione

Sbarca anche in Puglia, alle regionali, dunque in un contesto rilevante di visibilità, il Ppa - Partito pensiero e azione di Antonio Piarulli (originario della vicina Basilicata). Questa forza politica - che nel corso del tempo è riuscita anche ad avere rappresentanza parlamentare grazie ad accordi tecnici che hanno visto nascere componenti Ppa nel gruppo misto alla Camera - cerca sempre nuove sfide elettorali per farsi conoscere. Il simbolo impiegato in quest'occasione è lo stesso depositato in vista delle elezioni europee del 2019 e visto nella sola circoscrizione Nord-Est: c'è dunque anche la dicitura "Popolo Partite Iva" (confermata da un'ordinanza del tribunale di Roma meno di un anno fa) e il riferimento a "La Politica dei giovani".
 

11) Pensionati e invalidi - Giovani insieme

L'ordine indicato dal sorteggio prosegue con un'altra lista che non rappresenta una novità per elettrici ed elettori pugliesi: l'hanno infatti trovata sulle schede già cinque anni fa. Era infatti sempre parte della coalizione in appoggio a Michele Emiliano il gruppo locale dei Pensionati e invalidi - Giovani insieme, che a livello nazionale ha come coordinatrice Luigina Staunovo Polacco. Come simbolo è stato presentato quello che ha il bordo blu stellato più sottile e con una leggera sfumatura tricolore sullo sfondo; il fatto che non si sia presentata anche una lista del Partito pensionati ha probabilmente aiutato l'ammissione del contrassegno.
 

12) Democrazia cristiana - Puglia

Il sorteggio si è divertito, si diceva, ma si sarebbe potuto divertire ancora di più se solo avesse collocato falce e martello di Sinistra alternativa subito prima o subito dopo la lista della Democrazia cristiana - Puglia, presentata da Cosimo Tramonte anche a contro il parere delle varie anime che a livello nazionale ritengono di rappresentare la Dc (da Renato Grassi a Emilio Cugliari ad Angelo Sandri) e non volevano vedere il partito nel centrosinistra. Il simbolo originario, tuttavia - quello con lo scudo crociato arcuato, solitamente utilizzato da Sandri - non è stato ammesso (probabilmente per la presenza di quello dell'Udc), così il contrassegno è stato modificato: c'è sempre lo scudo - stavolta rettilineo nella parte superiore - ma al posto della croce c'è solo una striscia orizzontale rossa con la sigla "Dc".
 

13) Emiliano sindaco di Puglia

La lista che segue - la quartultima in appoggio al presidente uscente - è già piuttosto nota a chi ha votato alle regionali del 2015: il simbolo di Emiliano sindaco di Puglia - disegnato da Proforma di Giovanni Sasso - era stato il secondo più votato di tutta la coalizione di centrosinistra, aveva preso poco meno del 10% ed era riuscito a conquistare sei consiglieri regionali. Rispetto a cinque anni fa nulla è cambiato graficamente: c'è la stessa "e" rossa gigante, con un accenno di fascia tricolore (a ricordare il passato di sindaco di Bari di Emiliano, sperando che sia di buon auspicio per altri cinque anni da "sindaco di Puglia").
  

14) Sud indipendente - Puglia

La compagine delle liste che sostengono Emiliano prosegue con un emblema invece meno noto: quello di Sud indipendente - Puglia. Come si è visto alcuni giorni fa, si tratta di Si tratta dell'emblema di Sud indipendente, una formazione nata nel 2009, guidata da Massimo Calabrese e di cui è rappresentante in Puglia Enzo Spina: l'idea è di "rappresentare in chiave moderna il patrimonio storico della nazione delle Due Sicilie", con l'idea di riconquistare la dignità persa con l'Unità d'Italia, che avrebbe trasformato il Sud in una "colonia della Padania risorgimentale". Il simbolo, non a caso, porta i confini del Regno delle Due Sicilie e il giglio borbonico dorato.
 

15) Partito del Sud - Meridionalisti progressisti

Penultima formazione della coalizione di Emiliano, secondo quanto indicato dal sorteggio, è il Partito del Sud - Meridionalisti progressisti: l'estrazione di fatto ha posto uno dopo l'altro i due emblemi che contengono il giglio borbonico. Il partito esiste dal 2007, ma dal 2015 ha adottato questo emblema in cui all'antico giglio si affianca un fregio giallo a forma di infinito: per il suo presidente, Natale Cuccurese, si tratta di un logo che distingue "un meridionalismo contro ogni forma di esterofobia, di discriminazione, coabitante con la legalità e i diritti". Si tratta della prima partecipazione di questo soggetto politico alle regionali in Puglia.
 

16) Italia in comune

L'estrazione a sorte ha collocato in coda alle ben 15 liste a sostegno di Emiliano quella di Italia in comune. La formazione guidata a livello nazionale da Federico Pizzarotti e Alessio Pascucci è a una delle sue prime uscite alle regionali (si era presentata finora solo in Piemonte nel 2019) e schiera anche questa volta il suo simbolo nazionale tricolore, senza alcuna connotazione personale o territoriale. Anche in questo caso il voto sarà un piccolo test per vedere se elettrici ed elettori potranno riconoscersi in un progetto nato a partire dall'impegno di vari amministratori locali, con l'intento di trasporlo a un livello territoriale superiore.
 

Antonella Laricchia

17) MoVimento 5 Stelle

La terza candidatura a presidente estratta è quella di Antonella Laricchia, sostenuta dal MoVimento 5 Stelle, proprio come cinque anni fa. La consigliera regionale uscente (che nel 2015 era arrivata seconda, battendo di poco in voti Francesco Schittulli) dunque ci riprova. Rispetto ad allora, il M5S ha cambiato pochissimo del suo simbolo: non c'è più il sito di Beppe Grillo e nemmeno più quello che rappresentava il MoVimento fino al 2017 (movimento5stelle.it), ma Ilblogdellestelle.it, secondo la grafica adottata in occasione delle elezioni politiche del 2018. Le novità, casomai, stanno altrove...
 

18) Puglia futura

La vera novità da queste parti è la seconda delle due liste che appoggiano la candidatura di Laricchia. Dovrebbe essere infatti la seconda volta - dopo l'esperienza calabrese - in cui una candidatura di diretta espressione del MoVimento 5 Stelle (e non condivisa da una coalizione più ampia, com'è avvenuto in Umbria lo scorso anno e come accade ora in Liguria) è sostenuta dalla lista del M5S e da una seconda formazione. Puglia futura, in particolare, per Laricchia non è una "lista della presidente", ma "una lista civica vera, l'unica alleanza che ci interessa davvero". L'idea del futuro è data da un tracciato sul fondo giallo, l'uso di una font avveniristica e giusto una pennellatina tricolore.
  

Raffaele Fitto

19) Unione di centro - Nuovo Psi

Al quarto posto tra le candidature alla presidenza finisce la nuova corsa per il centrodestra di Raffaele Fitto, la cui coalizione è meno numerosa. La apre, in base al sorteggio, il cartello elettorale che unisce Unione di centro e Nuovo Psi. Due terzi del contrassegno sono occupati dall'emblema dell'Udc (con le due vele, sotto lo scudo crociato, spostate verso in basso perché non siano tagliate nella parte alta), mentre la parte superiore - solitamente occupata dal segmento rosso in cui è scritto "Italia" - è stata destinata al Nuovo Psi, con il nome disposto ad arco e sotto il garofano dipinto impiegato per la prima volta dal 2006.
 

20) Forza Italia

Il secondo simbolo sorteggiato riporta il candidato presidente a contatto con il suo passato: quando nel 2000 Fitto era stato eletto alla guida della giunta regionale, infatti, era uno degli esponenti più crescita di Forza Italia. Il simbolo, che trae origine dal contrassegno utilizzato per la prima volta alle elezioni politiche del 2018 (con la bandierina nella parte superiore e i vertici superiori fuori dal cerchio), sotto al riferimento inamovibile a Berlusconi contiene pure il cognome di Fitto, sufficientemente grande da toccare la circonferenza proprio come il cognome dell'ex Cavaliere. Fi parte dall'11,37% di cinque anni fa, ma non è scontato riuscire a mantenerlo. 
 

21) La Puglia domani

Terza formazione della coalizione di centrodestra è la "lista del presidente" (come si vede dal modo particolare, corsivo, in cui è scritto il cognome di Fitto e dalla parola "presidente", riportata solo qui), denominata La Puglia domani e con l'ultima parola in particolare evidenza (per pensare al futuro prossimo e a quello lontano). Nel simbolo dominano il verde della terra e l'azzurro del mare; quest'ultimo colore tinge anche la rappresentazione stilizzata del "pumo", elemento decorativo tipico del Salento, impiegato come segno del territorio e della sua rinascita.  
 

22) Lega

Se nel 2015, alle precedenti elezioni regionali, aveva partecipato Noi con Salvini, a sostegno di Adriana Poli (insieme a Fi, Puglia nazionale e Pli), questa volta sulle schede finisce direttamente il simbolo della Lega, con Alberto da Giussano e il riferimento a Matteo Salvini: è praticamente il medesimo contrassegno già votato da elettrici ed elettori pugliesi alle politiche del 2018, ma in questo caso al posto della parola "premier" c'è il riferimento alla Puglia. Cinque anni fa Noi con Salvini aveva preso il 2,42%, restando fuori dal consiglio; alle europee dello scorso anno, invece, la Lega - Salvini premier aveva ottenuto il 25,29%. Come andrà questa volta?
 

23) Fratelli d'Italia

L'ultimo simbolo della coalizione in appoggio a Fitto è quello del partito cui ha finito per aderire (facendovi confluire Direzione Italia), Fratelli d'Italia. Il contrassegno è quasi uguale a quello coniato per le elezioni politiche del 2018, con la miniatura di Fdi in basso e nella parte superiore il riferimento alla leader nazionale, Giorgia Meloni; il suo nome, tuttavia, qui è ridotto per lasciare spazio al riferimento a Fitto (in bianco invece che in giallino), mentre a fianco del cognome di Meloni è stato inserito un "per" manoscritto e quasi lezioso, nemmeno troppo visibile nelle dimensioni di 3 centimetri di diametro.
 

Nicola Cesaria

24) Lavoro ambiente Costituzione

Subito dopo Fitto, il sorteggio ha indicato la candidatura a presidente di Nicola Cesaria, sostenuto dal cartello elettorale-politico denominato Lavoro ambiente Costituzione. Il progetto unisce nell'appoggio a Cesaria un contrassegno addirittura con tre coppie di falce e martello: quella del Partito comunista italiano (con la classica doppia bandiera appena rivisitata), quella di Rifondazione comunista e quella - assai meno nota ma ugualmente da segnalare - di Risorgimento socialista, movimento nato nel 2015, andato a congresso lo scorso anno. Il fondo del simbolo, ovviamente, è rosso, giusto un po' sfumato.
 

Andrea D'Agosto

25) Riconquistare l'Italia

Dopo la candidatura di Cesaria è stata sorteggiata quella di Andrea D'Agosto, sostenuto soltanto da Riconquistare l'Italia. Continua dunque il progetto di questa forza politica, frutto del Fronte sovranista italiano, che a partire dalle regionali in Lazio nel 2018 ha in animo di partecipare al maggior numero di competizioni regionali possibili (beneficiando, in questo caso, anche della riduzione delle firme necessarie). Il simbolo è quello visto a partire appunto dal 2018, con la sigla Ri verde, la Stella d'Italia rossa, aperta, incompleta e in crescita (come emblema del progetto politico sovranista) e il nome della lista al di sotto, il tutto su fondo bianco.
 

Mario Conca

26) Cittadini pugliesi

Penultimo tra coloro che aspirano alla presidenza della regione Puglia risulta, in base al sorteggio, Mario Conca, eletto nel 2015 come consigliere con il M5S nel barese e ora pronto a correre sostenuto dalla sua lista Cittadini pugliesi, per dare continuità all'esperienza di questi ultimi cinque anni. Il simbolo - decisamente pieno e ricco di elementi, tutti riconoscibili ma in grado di complicare la lettura complessiva - rappresenta persone comuni, in tanti atti e condizioni della vita umana, con al centro un albero radicato in un "terreno tricolore". Si vedrà, dunque, quanto sostegno riuscirà a raccogliere questa candidatura, senza il traino di un "marchio politico" rilevante come quello del M5S.
 

Ivan Scalfarotto

27) Scalfarotto presidente

Il sorteggio ha collocato in ultima posizione la candidatura di cui forse maggiormente si è parlato, al di fuori delle due coalizioni più nutrite: quella del sottosegretario Ivan Scalfarotto. Come prima delle tre liste che lo sostengono è stata estratta quella a lui più legata, Scalfarotto presidente, costituita con il significativo apporto di +Europa (come mostra il richiamo alla bandiera europea e l'immagine colorata della Puglia con il "più" che di solito caratterizza la comunicazione di quel partito. A questa lista, peraltro, concorre anche Azione di Carlo Calenda.
 

28) Italia viva

Dopo la "lista del presidente", il sorteggio ha collocato il partito cui Scalfarotto ha scelto di appartenere e che ne ha lanciato con convinzione la candidatura: Italia viva. Il contrassegno riproduce in tutto e per tutto il simbolo creato da Proforma per il partito di Matteo Renzi e - salvo errore ovviamente - è la prima volta in cui il fregio si presenta da solo, senza dover dividere il cerchio con altre forze politiche. Appare quasi inutile dire che per Iv le elezioni in Puglia avranno un valore superiore rispetto alle altre, anche per la determinazione con cui si è scelto di presentare una candidatura autonoma.
 

29) Futuro Verde

Chiude la coalizione a sostegno di Scalfarotto e anche la sequenza delle forze politiche presenti sulle schede e sui manifesti la lista Futuro Verde, con una marcata sensibilità ambientalista e "giovane"; alla lista partecipano anche Volt, il Pli e Alleanza liberaldemocratica per l'Italia. Da segnalare che ci sarebbe stata un'opposizione presso l'ufficio elettorale circoscrizionale di Lecce (avanzata dai Verdi, per evitare la confondibilità con il loro emblema di Europa Verde e far valere un preteso titolo esclusivo all'uso dell'aggettivo "Verde/Verdi"), ma il collegio ha confermato il suo verdetto di ammissibilità e la lista potrà correre con il suo emblema originario.