Visualizzazione post con etichetta campobasso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta campobasso. Mostra tutti i post

giovedì 6 giugno 2024

Campobasso, simboli e curiosità sulla scheda

Il capoluogo di regione con il minor numero di liste presentate in questo turno elettorale è Campobasso: a conti fatti, sono soltanto 12 le formazioni in campo, a sostegno di tre candidature per la guida del comune. Se c'è un contendente in meno rispetto al 2019, il numero di liste è invece aumentato da 11 a 12; il candidato uscito vincitore (al ballottaggio) cinque anni fa, Roberto Gravina (M5S), lo scorso anno si era candidato alla guida della giunta regionale molisana, non aveva vinto le elezioni ma era diventato consigliere regionale. La carica è incompatibile con il mandato da sindaco, dunque gli è subentrata la vicesindaca facente funzione, Paola Felice, tuttora in carica. 
 
* * *

Aldo De Benedittis

1) Fratelli d'Italia

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Aldo De Benedittis, già assessore al bilancio nella giunta guidata da Luigi Di Bartolomeo (2009-2014). Il suo nome ha unito tutto il centrodestra, che per l'occasione ha presentato 6 liste. La prima, in ordine di estrazione, è quella di Fratelli d'Italia, partito che nel 2019 aveva ottenuto il 5,24%, ma questa volta aspira a un risultato sicuramente superiore. Il contrassegno impiegato è lo stesso inaugurato con le elezioni regionali sarde e utilizzato nelle contemporanee elezioni europee (e in varie amministrative), con il riferimento alla leader e presidente del Consiglio Giorgia Meloni al centro, tra il nome del partito e la fiamma tricolore.
 

2) Popolari per l'Italia

Il secondo posto sulla scheda elettorale è occupato da una lista che non può non attirare l'attenzione dei #drogatidipolitica: quella presentata dai Popolari per l'Italia, che in Molise godono di una certa forza (dopo il 5,74% del 2014, nella coalizione vittoriosa di centrosinistra, cinque anni fa erano tornati nel centrodestra e avevano superato il 15%). Il contrassegno riproduce il simbolo ufficiale del partito, con le tre frecce (verde, bianca in primo piano e rossa) su fondo a toni di blu strutturato a cerchi tangenti, con il punto di tangenza individuato dalla punta della freccia bianca (la stessa freccia che contiene il nome del partito). La partecipazione del partito alla coalizione non era scontata, visto che era in pista come aspirante sindaco Salvatore Colagiovanni.
 

3) Lega

In terza posizione su manifesti e schede si trova la lista della Lega, alla sua seconda partecipazione alle elezioni comunali recenti: nel 2019, infatti, il partito si era presentato ed era risultato la seconda forza del centrodestra, superando il 10%. Il contrassegno è lo stesso di allora: si tratta, semplicemente, del simbolo normalmente in uso, che unisce il nome storico e la figura di Alberto da Giussano a spadone sguainato alla dicitura "Salvini premier" collocata nel segmento blu. In questo caso, dunque, il partito di Matteo Salvini ha preferito non inserire alcun riferimento locale, così come nessun contrassegno della coalizione contiene un riferimento al candidato sindaco (proprio la Lega, peraltro, inizialmente si era mostrata piuttosto fredda sulla scelta di De Benedittis, formalmente "senza tessera"). 
 

4) Unione di centro

Nella coalizione di centrodestra che sostiene De Benedittis c'è anche l'Unione di centro, che ricompare a Campobasso sulle schede elettorali amministrative dopo quindici anni (nel 2009 la lista aveva ottenuto il 4,79%). Il simbolo è pressoché invariato rispetto ad allora: la differenza principale riguarda la scritta contenuta nel segmento circolare rosso presente nel contrassegno: se nel 2009 era ancora presente il riferimento a Pierferdinando Casini, dall'anno successivo il suo cognome è stato sostituito dalla parola "Italia", che tuttora campeggia nella parte superiore del fregio (mentre Casini da molti anni ha fatto scelte politiche diverse).

5) Noi moderati

Quinta formazione della coalizione di centrodestra è Noi moderati, che dunque debutta sulle schede elettorali campobassane. Il simbolo schierato è quello ufficiale, indicato dallo statuto, con il nome del partito (con il "Noi" bianco in evidenza e "moderati" in giallo) su fondo azzurro-blu sfumato, mentre nella parte inferiore c'è un segmento bianco, con la base tricolore ondulata. Pure in questo caso, come si è anticipato, non c'è alcun riferimento alla competizione in corso (non c'è il nome della città, non c'è quello del candidato); si deve aggiungere che la coalizione è tra le poche a non contenere alcuna formazione civica.  
 

6) Forza Italia

Chiude la compagine che sostiene De Benedittis la lista di Forza Italia (già partito di riferimento del candidato sindaco, nonché forza politica di cui è espressione Francesco Roberti, presidente della regione che ha indicato personalmente De Benedittis). Fi cinque anni fa a sostegno di Maria Domenica D'Alessandro (Fdi) aveva ottenuto l'8,24% (più di Fdi, ma meno di Popolari per l'Italia e Lega); in questo caso il simbolo è una variante del contrassegno in uso dalle elezioni politiche del 2022, con la bandierina stretta tra il riferimento al Ppe e il cognome di Silvio Berlusconi, creando lo spazio per un segmento circolare blu che contiene il riferimento al comune.

Giuseppe (Pino) Ruta

7) Unica Terra - Molise

Può contare sull'appoggio di tre liste Giuseppe Ruta (detto Pino), avvocato da molti anni attivo a Campobasso, che già negli ultimi mesi del 2023 aveva fatto conoscere la propria disponibilità. Prima formazione del "Cantiere civico" è Unica Terra - Molise, il cui "sottotitolo" spiega molto sul progetto civico-ambientale-sociale: "Per il bene e la bellezza del mondo". Il simbolo della lista rappresenta due mani che custodiscono il globo su un fondo verde; del nome della formazione salta all'occhio la doppia "R" del nome, disposta a specchio.
 

8) Confederazione civica per Campobasso

Si propone come lista autenticamente civica, non legata a partiti, la Confederazione civica per Campobasso, seconda formazione che sostiene Ruta. Il contrassegno, dal fondo giallo, contiene una riproduzione stilizzata del castello Monforte, edificio storico che a sua volta è un vero e proprio simbolo della città (di fatto si tratta dell'unico segno territoriale a finire sulla scheda elettorale campobassana). I due elementi curvi rosso e blu, posti nella parte inferiore del contrassegno (sopra al riferimento al candidato sindaco) rimandano ai colori dello stemma e del gonfalone cittadino.
 

9) Costruire democrazia

Ultima delle tre liste presentate in appoggio a Ruta è Costruire democrazia. Si tratta, di fatto, della lista più "politica" della compagine in esame, essendo presentata dal movimento civico omonimo co-fondato da Ruta nel 2009 insieme alla sua figura di guida, Massimo Romano (attualmente consigliere regionale molisano; Ruta è stato anche il suo avvocato). Il simbolo, immutato rispetto alle regionali del 2011 e 2013 e alle politiche di quell'anno, ha in primo piano un fiore bianco (con un tocco di verde) che si staglia sullo sfondo azzurro sfumato; sotto una fascetta arancione si trova il segmento blu con il nome della lista. 
 

Marialuisa Forte

10) MoVimento 5 Stelle

Anche la terza e ultima coalizione di questo appuntamento elettorale è composta di tre liste: si tratta del "campo largo" che appoggia la candidatura di Marialuisa Forte, a capo dell'ambito territoriale di Campobasso dell'Ufficio scolastico regionale del Molise. Come prima lista il sorteggio ha collocato quella del MoVimento 5 Stelle, la più votata cinque anni fa (con il 22,39%) e quella di cui era espressione il sindaco eletto, Roberto Gravina. Questa volta il M5S si presenta insieme al centrosinistra, schierando sulla scheda - come nelle altre realtà viste sin qui - la versione più recente del suo simbolo ufficiale.
 

11) Alleanza Verdi e Sinistra - Alternativa progressista

Il record di "affollamento", "riempimento" o "complicazione" di questo turno elettorale spetta al contrassegno di Alleanza Verdi e Sinistra, che al suo interno ospita riferimenti a varie altre formazioni. Se la dicitura "Reti civiche" è proposta in maiuscolo (e con un cambio di carattere, adottando un Helvetica Inserat), a fianco appare la dicitura "Alternativa progressista", che di fatto si configura come nome della lista. I loghi di Europa Verde e Sinistra italiana si riducono di dimensioni (come si è già visto alle regionali lucane) per lasciare spazio al simbolo del Partito socialista italiano (con la sigla in evidenza, il garofano poco visibile e il nome quasi impercettibile) e a quello del Movimento per l'Equità territoriale di Pino Aprile.
 

12) Partito democratico

L'ultima lista della coalizione di centrosinistra (e dell'intera scheda elettorale) è quella del Partito democratico, che riparte a Campobasso dal 16,1% ottenuto nel 2019 (il secondo risultato migliore, dopo quello del M5S). Come nelle tre elezioni precedenti cui il Pd ha partecipato, sulle schede elettorali campobassane è finito il simbolo ufficiale del partito senza aggiunte: nessun riferimento locale e nessuna citazione della candidata (del resto del tutto assente nell'intera coalizione del "campo largo", oltre che nelle liste dei partiti di centrodestra, come si è visto prima).

mercoledì 15 maggio 2019

Campobasso, simboli e curiosità sulla scheda

Tra i capoluoghi di provincia chiamati al voto per rinnovare l'amministrazione c'è anche Campobasso. Le elezioni si svolgono alla scadenza naturale del mandato di Antonio Battista (centrosinistra), che si ripresenta a questa tornata elettorale. A contendergli la poltrona, come cinque anni fa, sono quattro avversari, ma il numero di liste è decisamente calato: allora erano 18, ora soltanto 11.

Orlando Iannotti

1) Movimento politico Forconi

Il sorteggio ha riservato la prima posizione a una formazione che ha di recente cambiato simbolo, il Movimento politico Forconi, passato dal nero al rosso porpora, con la parola "Forconi" in grande evidenza: questo è proprio l'emblema depositato al Viminale il 7 aprile, in vista delle elezioni europee. A depositare il simbolo c'era uno dei fondatori del movimento nonché presidente nazionale, Orlando Iannotti, ed è proprio lui a candidarsi a sindaco a Campobasso, dopo avere provato a concorrere come primo cittadino in altri due comuni molisani (Oratino e Larino) lo scorso anno. Sarebbe questo, in qualche misura, il debutto del nuovo corso grafico dei Forconi a livello nazionale: saranno gli elettori di Campobasso a decretarne il successo.   


Antonio Battista

2) La sinistra per Campobasso


Il sorteggio ha riservato il secondo posto su manifesti e schede al sindaco uscente, Antonio Battista, in cerca di riconferma. Questa volta potrà contare sul sostegno di tre liste: l'unica che può in qualche modo dirsi civica è anche la prima sorteggiata, ossia La sinistra per Campobasso. Il nome non è molto civico, in effetti, ma la sagoma del Castello Monforte, simbolo riconosciuto della città di Campobasso, ha un valore civico molto più forte di molti altri segni. La lista, promossa dall'ex sindaco Augusto Massa, ha l'idea di unire varie forze, compreso il Psi e il Pci: lo mostra anche la scritta presente nella parte superiore del simbolo, che identifica la sinistra come "socialista, ambientalista, progressista".

3) Centro democratico

Vietato, assolutamente vietato dare un partito per morto o anche solo per finito, magari dopo che ha partecipato alla costruzione di un altro soggetto politico. Tutti sanno che Centro democratico ha concorso alla fondazione di +Europa come partito (assieme a Radicali italiani e Forza Europa) e, se certamente sopravvive tuttora come soggetto giuridico, si poteva immaginare che politicamente non operasse più. E invece, contro le aspettative dei non #drogatidipolitica, tra le liste che appoggiano Battista c'è anche quella del partito di Bruno Tabacci. Nel 2014 aveva ottenuto il 2,5% ed era riuscito a rimediare un consigliere comunale; questa volta la lista riuscirà a replicare?


4) Partito democratico

La coalizione di Battista è decisamente dimagrita rispetto al 2014, passando dagli 11 simboli di allora ai 3 attuali. Tra questi, tuttavia, non poteva mancare quello del Partito democratico, che nello scorso turno elettorale aveva ottenuto il 22,17%, di gran lunga il risultato migliore di tutte le liste in corsa. Era dunque prevedibile che la formazione si sarebbe ripresentata e così è: proprio come cinque anni fa, il simbolo utilizzato su manifesti e schede è quello nazionale ufficiale, senza alcuna indicazione locale o senza il nome del candidato. Del resto, come si vedrà, nessun contrassegno di quelli impiegati in quest'occasione contiene nomi di candidati. 


Roberto Gravina

5) Movimento 5 Stelle

Anche questa volta al voto amministrativo partecipa il MoVimento 5 Stelle e, per giunta, a rappresentarlo è lo stesso aspirante sindaco di allora, Roberto Gravina: cinque anni fa era arrivato secondo, superando di poco il 20% (e la lista, pur fermandosi a poco meno del 14%, aveva ottenuto tre seggi, oltre a quello per il candidato sindaco). Ora Gravina ci riprova, utilizzando per questa competizione elettorale un simbolo quasi uguale a quello del 2014: è cambiato soltanto l'indirizzo web riportato "a sorriso" nella parte inferiore del simbolo, passato da Beppegrillo.it a Ilblogdellestelle.it (saltando Movimento5stelle.it, variante adottata in corso di consiliatura).




Paola Liberanome

6) Io amo Campobasso

Dopo il M5S, il sorteggio ha collocato un'altra candidatura sostenuta da una sola lista. L'aspirante sindaca è Paola Liberanome, appoggiata dalla lista Io amo Campobasso, definita sul sito come "un'aggregazione spontanea di Campobassani orientata a alzare il livello dei contenuti del dibattito e dare spunti di riflessione per il futuro della città di Campobasso". Il concetto dell'amore, ovviamente, è rappresentato in grafica da un cuore, diviso in quattro aree cromatiche diverse: sempre nel sito si legge che la lista è "una dichiarazione d’amore per la nostra città, una dichiarazione d’intenti dei suoi cittadini". Di certo l'emblema non può passare inosservato.

Maria Domenica d'Alessandro

7) Popolari per l'Italia

Ultima candidatura indicata dal sorteggio è quella di Maria Domenica D'Alessandro, proposta dal centrodestra sostanzialmente unitario. La sorte ha collocato al primo posto all'interno della compagine la lista dei Popolari per l'Italia, che cinque anni fa avevano invece sostenuto il primo mandato di Antonio Battista. I cittadini di Campobasso, dunque, troveranno il simbolo con freccia tricolore, legato al partito fondato da Mario Mauro, tanto sulla scheda delle europee quanto su quella delle comunali: il partito, anch'esso dato per scomparso a livello nazionale, in Molise è invece presente, c'era anche alle ultime regionali e nel 2014 era riuscito a ottenere due consiglieri comunali, prendendo quasi quanto l'Udc (che stavolta non arriva sulle schede).


8) E' ora

Di tutta la compagine che sostiene la candidatura di Maria Domenica D'Alessandro, la lista E' ora si pone come unica formazione di natura civica, visto che le altre quattro sfoderano simboli di partito. Si tratta, per l'appunto, di una formazione locale, che ha il suo riferimento in Nicola Gesualdo, già assessore comunale: nella grafica, in compenso, non ci sono nomi o riferimenti visivi al territorio, eccezion fatta per il rosso e il blu, tinte dominanti dello stemma comunale (ma non si tratta certo dell'unica città che li utilizza). Il nome non viene nemmeno supportato da raffigurazioni temporali (niente orologi, lancette o cose simili); c'è comunque l'idea del tempo e del progresso, dato dalle frecce che puntano a destra e in avanti.


9) Forza Italia

Dopo l'unica formazione civica della coalizione, il sorteggio ha collocato giusto in centro il simbolo di Forza Italia, che era presente anche nel 2014 con una propria lista - l'unica che in quell'occasione aveva sostenuto Luigi Di Bartolomeo - che era riuscita ad approdare in consiglio con poco meno del 9%. Il simbolo del partito era abbastanza somigliante, anche se cinque anni fa la bandierina era interamente contenuta nel cerchio, mentre in questo caso - sul modello del simbolo presentato nel 2018 alle politiche - le punte della sezione verde sono fuori dall'area del cerchio. Sotto al cognome di Silvio Berlusconi, se cinque anni fa c'era il cognome del candidato, questa volta è stata inserita l'indicazione territoriale.
  

10) Fratelli d'Italia

Non era invece presente alle elezioni amministrative del 2014 alcuna lista di Fratelli d'Italia, che dunque partecipa per la prima volta al voto locale, rendendo piena la coalizione di centrodestra (manca, come detto, soltanto il simbolo dell'Udc). Per questa consultazione elettorale, Fdi ha scelto di correre esattamente con lo stesso contrassegno che gli elettori troveranno sulla scheda delle europee, quindi con il simbolo contenuto in un cerchio più grande e conformato in modo simile, con il nome di Giorgia Meloni in evidenza e i riferimenti testuali ai sovranisti e ai conservatori. Anche se, naturalmente, a livello comunale la loro presenza non incide più di tanto.


11) Lega

Ultimo simbolo della coalizione di centrodestra, nonché ultimo emblema tra quelli stampati su manifesti e schede, risulta essere quello della Lega: si tratta, ovviamente, della prima partecipazione dell'emblema di Alberto da Giussano alle elezioni comunali di Campobasso. L'emblema è quello inaugurato nel 2018 con le elezioni politiche; unica differenza rispetto a quello in uso per le europee è il riferimento alla regione Molise, che sostituisce la parola "premier". Sarà interessante, dunque, vedere quanto peserà la Lega a livello comunale: l'anno scorso, alle politiche, aveva raccolto pur sempre il 9,3% in tutto il comune di Campobasso, non male per essere il debutto...