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lunedì 19 maggio 2025

Matera, simboli e curiosità sulla scheda


Dei quattro capoluoghi di provincia chiamati al voto il 25 e il 26 maggio, due sono al Nord (Genova e Ravenna) e due al Sud: se Taranto - essenzialmente per il numero alto di liste - sarà lasciata in coda al viaggio, la penultima tappa è costituita da Matera. Il 20 ottobre scorso si era dimesso il sindaco Domenico Bennardi (M5S), dopo quattro anni di amministrazione, a causa di una crisi politica che non sembrava far intravedere soluzioni (dopo quattro rimpasti di giunta). Bennardi, dopo questi mesi di amministrazione da parte del commissario straordinario Raffaele Ruberto, si ricandida come sindaco e affronta altri 4 aspiranti primi cittadini; in tutto le liste sulla scheda saranno 18, una in meno rispetto al 2020 (esattamente come i candidati sono uno in meno).
 
* * *
 

Domenico Bennardi

1) MoVimento 5 Stelle

Il sorteggio ha collocato al primo posto la candidatura di Domenico Bennardi, vale a dire di colui che per quattro anni - dall'ottobre del 2020 all'ottobre 2024 - ha guidato l'amministazione comunale di Matera, almeno fino alla scelta di dimettersi. Bennardi, che nel poco meno di cinque anni fa era stato sostenuto da M5S, Europa Verde, Psi, Volt e Matera 3.0, in questa ricandidatura è sostenuto solamente dal MoVimento 5 Stelle; rispetto alla campagna elettorale precedente, il simbolo è mutato, passando da quello ufficiale allora (con la dicitura Ilblogdellestelle.it) a quello impiegato oggi, con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica.
 

Antonio Nicoletti

2) Io Sud

Al secondo posto delle candidature si trova Antonio Nicoletti, ingegnere, manager e dottore di ricerca in Pianificazione urbana e territoriale (già direttore generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e prima ancora dell'Apt regionale); la sua corsa è sostenuta dal centrodestra e le liste in appoggio sono sei. Il sorteggio ha collocato in prima posizione Io Sud, il partito che nel 2009 era stato fondato da Adriana Poli Bortone e che negli ultimi anni era piuttosto sparito dai radar (mentre Poli ha partecipato prima a Fratelli d'Italia e poi a Forza Italia). Il simbolo è lo stesso di un tempo, con il nome bianco su fondo blu scuro, con la "o" sostituita da un cuore rosso disegnato come a frottage.
 

3) Forza Italia

Seconda lista della coalizione è quella di Forza Italia, che nel 2020 era risultata la formazione più votata all'interno della compagine che aveva sostenuto la candidatura di Rocco Sassone. Il simbolo è identico a quello visto a Genova in questo turno, dunque con la bandierina tricolore al centro del cerchio bianco (bordato di blu), stretta tra il riferimento al Partito popolare europeo - disposto ad arco in alto - e il cognome di Silvio Berlusconi, presente anche nel simbolo ufficiale ma qui senza la parola "presidente" (e senza alcun riferimento al comune chiamato al voto o alla candidatura sostenuta).
 

4) La scelta giusta

A differenza delle due precedenti, non ha natura politica ma civica la terza lista della coalizione che sostiene Nicoletti, vale a dire La scelta giusta. La formazione stessa si qualifica come "nata per unire le energie migliori della città intorno a un'idea semplice: ascolto, programmazione e futuro", con la volontà di "offrire a Matera una nuova visione, concreta e coraggiosa". La natura civica, ma strettamente collegata all'appuntamento elettorale emerge dal simbolo scelto: su fondo giallo, oltre al nome nero, si vede solo l'immagine stilizzata di una mano che inserisce una scheda in un'urna elettorale.
 

5) Fratelli d'Italia

Quarta lista della coalizione in appoggio a Nicoletti risulta essere quella di Fratelli d'Italia. Il partito - in generale crescita rispetto alle elezioni locali di quattro anni e mezzo fa, nelle quali comunque aveva superato il 9%, risultando il secondo partito della coalizione - si presenta agli elettori materani con lo stesso contrassegno adottato a livello nazionale in occasione delle elezioni europee del 2024: il nome del partito è stato collocato in alto, lasciando in posizione centrale - e di tutta evidenza, in giallo su fondo blu - il nome e il cognome della presidente nazionale - nonché presidente del Consiglio - Giorgia Meloni, mentre la fiamma tricolore (con base semplice, non trapezoidale) è in basso, ingrandita. Capolista è l'ex consigliere Augusto Toto.
 

6) Unione di centro

La quinta lista su cui può contare Nicoletti è quella dell'Unione di centro, che torna sulle schede elettorali materane dopo una lunga assenza (l'ultima volta era accaduto nel 2010, alle quali il partito aveva peraltro concorso all'interno della coalizione di centrosinistra): capolista è l'ex sindaco (1986-1994) Francesco Saverio Acito. Ed è proprio il suo il cognome inserito - al posto della parola "Italia" - nel segmento circolare rosso che sormonta la parte azzurra del simbolo, con lo scudo crociato apportato dal Cdu in grande evidenza sopra quel che resta - e che si vede in filigrana - delle vele del Ccd e di Democrazia europea.
 

7) Nicoletti sindaco x Matera capitale

L'ultima formazione presentata in appoggio a Nicoletti è anche la sola a contenere un riferimento al candidato stesso. Si presenta come formazione civica Nicoletti sindaco x Matera capitale, con il riferimento all'aspirante sindaco tinto di blu scuro e arancione nella parte superiore del cerchio, mentre in quella inferiore sta il nome dell'associazione fondata alla fine di gennaio. Quest'ultima, che ovviamente richiama il passato ruolo di "capitale della cultura" della città, del logo originario (che nella parte superiore portava una stilizzazione del Sud dell'Italia, con Matera indicata con un puntino bianco) porta con sé anche il segmento curvilineo blu e azzurro, leggermente ondulato.
 

Luca Prisco

8) Democrazia materana

La terza candidatura indicata dal sorteggio è quella di Luca Prisco, operatore turistico e organizzatore di grandi eventi. Se all'inizio si era parlato del possibile sostegno di due o tre liste (tra le quali Matera visione comune), sulla scheda ne arriva solo una, Democrazia materana. Che la lista guardi alla Democrazia cristiana è evidente (quale, magari, è più difficile dirlo): "un po’ di anni fa c’era più democrazia e condivisione; è stato voluto quel simbolo, analizzato, studiato. Un ritorno al passato bisognerebbe, secondo me, farlo" aveva dichiarato Prisco al Quotidiano del Sud. Se però il primo disegno del simbolo conteneva il calco bianco e rosso dello scudo dell'ex Dc-Pizza, con un mezzo scudo interno verticale e la scritta "Mathera" nella parte superiore, richiamando l'idea della croce, sulla scheda è finita - forse dopo un invito della commissione elettorale a evitare la confondibilità col fregio dell'Udc - una versione con uno sfondo più chiaro, lo scudo più "stondato" e senza il mezzo scudo interno, così da non evocare più una croce.
 

Vincenzo Santochirico

9) Progetto comune Matera

Il quarto aspirante alla carica di sindaco è Vincenzo Santochirico, già presidente del consiglio regionale lucano. In precedenza sembrava essere possibile un accordo sulla sua candidatura per rappresentare l'intero centrosinista; la situazione poi è cambiata e, dopo un iniziale proposito di farsi da parte, Santochirico si candida con il solo sostegno della lista Progetto comune Matera, espressione dell'associazione fondata nel 2024 per "promuovere e alimentare un nuovo protagonismo civico" e presieduta proprio dal candidato sindaco. Il simbolo, su fondo rosso, contiene proprio il logo dell'associazione (proposto in bianco): a quanto si apprende, la grafica richiama gli antichi fori di aerazione di Matera, letti come "simboli del tempo che scorre, delòla vita che si rinnova, di un ricambio continuo, di connessioni".
 

Roberto Cifarelli

10) Matera nel cuore

Il quinto e ultimo candidato sindaco è Roberto Cifarelli, consigliere regionale eletto con il Pd, sostenuto da ben nove liste (la coalizione più ampia di questo turno elettorale materano). Prima formazione sorteggiata è Matera nel cuore: si tratta di un'associazione operante da tempo a livello locale, fondata e guidata da Giovanni Angelino (che è anche capolista), che aveva chiesto l'adozione dello strumento delle primarie aperte per consentire al centrosinistra di Matera di scegliere il proprio candidato sindaco. Il simbolo è costituito da un cuore azzurro e verde - come è verde la corona che lo racchiude - con il nome scritto al centro con lettere maiuscole e minuscole. 
 

11) Matera in Azione

La seconda lista della coalizione è denominata Matera in Azione e fin dal nome rende chiaro che si presenti come espressione del partito guidato da Carlo Calenda: il contrassegno ripende i colori del partito - blu e verde - e il nucleo principale del logo (la "A" con la freccia), ma scrive il nome con caratteri diversi rispetto a quelli utilizzati nel simbolo ufficiale. Capolista è Adriana Violetto, avvocata e funzionaria di prefettura, già consigliera e assessora comunale, esponente di Azione e tra i partecipanti alle primarie di Matera Open City, organizzate dal movimento "Giovani per Matera-Matera per i giovani" e tenutesi lo scorso 6 aprile (è arrivata terza con 805 voti).
 

12) Matera democratica

La terza lista che appoggia Cifarelli è forse quella di cui si è parlato di più in queste settimane: Matera democratica, infatti, richiama nel nome l'area del Partito democratico, ma il simbolo ufficiale del Pd sulla scheda non c'è. Cifarelli, peraltro, è iscritto al partito ed è stato eletto in consiglio regionale coi dem, ma ha partecipato alle primarie di Matera Open City - vinte con 2357 voti - "a titolo personale" (nessun partito, del resto, ha ufficialmente riconosciuto quella competizione). Il carattere usato nel contrassegno non ha nulla a che fare con il Pd o con altri partiti noti, ma il rametto stilizzato di ulivo rimanda inevitabilmente all'area dem.
 

13) Periferie per Matera

La quarta lista, Periferie per Matera, ha natura civica. Promossa da Francesco Paolo Grieco (tra gli animatori degli Amici del Borgo La Martella, anch'egli candidato alle primarie aperte, riportando 346 voti), la lista punta a rendere ugualmente vivibili tutte le zone di Matera, sottolineando che "i quartieri popolari, i borghi, le frazioni e le zone dimenticate della nostra città meritano attenzione, rispetto e riscatto", al di là delle zone che hanno avuto visibilità e cura negli ultimi anni. "Ci ispiriamo - si legge sempre nel sito della lista - a chi ha fatto della politica un servizio agli ultimi, come Alcide De Gasperi, e vogliamo portare avanti la sua eredità in chiave contemporanea. [...] La nostra è una chiamata popolare, una scelta collettiva". Ed è proprio la figura di De Gasperi (che tanta attenzione diede ai Sassi) a comparire nel simbolo sotto al nome della lista e al riferimento al candidato sindaco: l'immagine riprende quella della statua in bronzo che lo raffigura in un comizio, situata al rione Spine Bianche.
 

14) Matera VentiTrenta

Non passa inosservato nemmeno il contrassegno della quinta lista della coalizione in appoggio a Cifarelli, vale a dire Matera VentiTrenta (o 2030, come si legge altrove). Si tratta della formazione civica guidata da Nicola Casino, avvocato, figlio del consigliere regionale forzista Michele Casino e già capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, ma sospeso dal partito dopo aver partecipato alle primarie di Matera Open City (classificandosi secondo con 1429 voti). Il simbolo, su fondo blu, accanto al nome della lista schiera un'immagine che rimanda direttamente ai cucù (o cuccù), cioè quei fischietti artigianali policromi in terracotta che sono tipici del materano, a forma di gallo (come simbolo di forza e virilità).
 

15) Materia futura - dai Giovani per Matera

Ha natura civica anche la sesta formazione che sostiene Cifarelli, vale a dire Materia futura - dai Giovani per Matera. Si tratta della lista nata proprio dal percorso che ha portato alle più volte citate primarie dalle quali è uscita più consolidata la proposta di Cifarelli. La lista, guidata da Luca Colucci, di fatto cita due volte il nome della città (anche nella parola "MATERiA", con la "i" volutamente minuscola) e ha come simbolo una balena la cui coda sembra quasi un germoglio a due foglie (il fregio rappresenterebbe "l'attaccamento al territorio e la volontà di innovazione").
 

16) Basilicata bene comune per Matera

Risulta già noto il simbolo della settima lista, vale a dire Basilicata casa comune per Matera. Basilicata casa comune, infatti, si era già presentata alle ultime elezioni regionali, avendo come capolista a potenza Angelo Chiorazzo: il simbolo, infatti, contiene la stessa forma di casa stilizzata con il tetto verde e - alla base - quattro fiumi altrettanto stilizzati di varie tonalità di azzurro. Dopo aver abbandonato il tavolo del centrosinistra per un po' di tempo (lamentando "eccessive divisioni, molti personalismi, troppa immotivata convinzione di essere ancora quel partito regione che poi i lucani lasciano puntualmente a casa"), la lista ha deciso di sostenere la candidatura di Cifarelli, avendo come capolista l'insegnante Raffaella Abbatecola.
 

17) Volt Matera

L'ottava lista della coalizione che appoggia la candidatura di Cifarelli è stata presentata da Volt Matera. Benché si tratti di una delle poche apparizioni del movimento paneuropeo, occorre ricordare che una lista era già stata presentata alle scorse elezioni materane (a sostegno di Bennardi) e alle regionali del 2024 (con la candidatura a presidente di Eustachio Follia, sostenuta da quella sola lista). Il fregio elettorale è identico a quello di quattro anni e mezzo fa, con il logotipo di Volt abbinato al nome del comune, entrambi bianchi collocati sul caratteristico sfondo viola.
 

18) Socialisti e +Matera

La coalizione su cui può contare Cifarelli si completa con la lista Socialisti e +Matera, di chiara matrice partitica. La compongono, infatti, esponenti locali del Partito socialista italiano e di +Europa (inclusa la responsabile regionale Cinzia Scarciolla, che alle primarie aperte aveva ricevuto 90 voti). Il simbolo composito unisce la corolla di garofano bianca dai bordi rossi (che era stata messa a disposizione dalla segreteria Psi per le liste presentate insieme ad altre forze politiche) al logo di +Europa declinato col nome del comune chiamato al voto (ma con la stessa struttura grafica), mentre la parte inferiore gialla è la stessa del simbolo di +Europa alle ultime elezioni politiche; tutto il contrassegno è racchiuso da una circonferenza rossa e viola sfumata, come trait d'union tra i due sistemi grafico-cromatici.

martedì 25 agosto 2020

Il campanile bandito di Matera e le disposizioni da rileggere

Mentre si attende che per regioni e comuni il quadro delle candidature sia reso ufficiale dal sorteggio delle posizioni su schede e manifesti (e che si definiscano i ricorsi pendenti), fa notizia qualche caso legato alle ricusazioni - anche solo in prima battuta - di contrassegni alle elezioni amministrative. La vicenda più clamorosa sembra per ora riguardare Matera, sia 
per il numero di liste coinvolte (online si legge di quattro, ma in pratica sono addirittura sei), sia per la ragione che ha mosso tutte le richieste di sostituzione dei simboli: quella legata all'uso di "immagini e soggetti religiosi". Il tema su questo sito è stato trattato in più di un'occasione, senza nascondere molti dubbi su come la norma in questione viene applicata (tanto a livello centrale, quanto nelle consultazioni locali), ma il caso di cui oggi si viene a conoscenza merita davvero una riflessione.
A Matera, in particolare, sono state presentate 19 liste, a sostegno di 6 candidati sindaci, e sono state tutte ammesse. Il numero è rilevante, ma non è certo da record: nel 2015 le liste erano 24 (sempre per 6 aspiranti sindaci), nel 2010 e nel 2007 erano 20, mentre nel 2002 ci si era fermati a 11. Il record, casomai, riguarda il fatto che ben 6 emblemi risultano essere mutati via via, proprio a causa di una lettura molto rigorosa della disposizione che impone di ricusare "i contrassegni riproducenti immagini o soggetti di natura religiosa" (art. 33, comma 1, lett. b del d.P.R. n. 570/1960). 
In particolare, risulta che in sede di deposito ufficiale della documentazione delle liste (tra il 21 e il 22 agosto), ben sei formazioni avessero presentato un emblema elettorale che comprendeva una stilizzazione della facciata cattedrale della Madonna della Bruna e di sant'Eustachio o anche solo del suo campanile: due sagome ben note agli abitanti materani. Lo stesso, evidentemente, poteva dirsi per i componenti della Commissione elettorale circondariale, chiamata a valutare l'ammissibilità dei contrassegni: riconoscendo in ciascuno di questi emblemi la riproduzione di un soggetto di natura religiosa, hanno chiesto ai presentatori delle liste di sostituire il contrassegno, in modo che fosse rimosso il problema.
Considerando che alla fine tutte le liste presentate sono state ammesse, tutti coloro cui è stato chiesto di modificare la grafica hanno colto l'invito della commissione. Il punto, tuttavia, non è questo. Non ci sono dubbi su come debba essere considerata una croce latina o greca (a meno che sia la croce rossa, ma anche qui in passato non sono mancate censure), il Sacro Cuore di Gesù o altre immagini religiose, inclusi i ritratti; si potrebbe già discutere sulle statue, che potrebbero essere viste come monumento legato a un territorio più che come un soggetto religioso
Non a caso, la sentenza n. 732/1994 del Consiglio di Stato - riportata anche nelle Istruzioni per la presentazione e l'ammissione delle candidature preparate dal Viminale - nota che la disposizione che vieta i soggetti religiosi "siccome limitativa di un diritto di libertà (giustificata sia dal rispetto per le immagini ed i soggetti religiosi, che debbono restare estranei alle competizioni politiche, sia dall'intento di evitare ogni forma di suggestione sugli elettori), va interpretata in senso restrittivo, sicché la riproduzione vietata è solo quella che consiste in una copia, più o meno fedele, ma sempre ben riconoscibile, dell'originale. Nella fattispecie [...] nell'immagine contenuta nel contrassegno [...] il Collegio ravvisa soltanto la generica rappresentazione di un combattente armato di spada". 
Ora, una chiesa o un campanile sono un soggetto religioso, in effetti, ma se sono inseriti in un contesto più ampio, in cui emergono all'interno di un paese o addirittura sono richiamati solo per la loro sagoma, si possono ancora considerare tali? A rigore si potrebbero definire "copie dell'originale", volendo citare la sentenza appena vista, ma è la stessa pronuncia a precisare che la disposizione dev'essere interpretata in senso restrittivo.
Difficile dire come siano andate le cose davvero, ma se qualche dubbio si poteva avere sull'opportunità del contrassegno della lista Matera 3.0 (a sostegno del candidato sindaco Domenico Bennardi), per la precisione con cui erano ricostruiti il campanile e la facciata con tanto di rosone (di fatto si trattava degli unici elementi di rilievo del simbolo), si sarebbe avallata con molta più leggerezza la legittimità dei fregi di Matera patrimonio comune (candidato sindaco Rocco Sassone) e delle tre liste civiche a sostegno di Giovanni Schiuma (Matera per Schiuma sindaco, Innoviamo Matera e Materafutura): nei primi due il campanile e la cattedrale erano rappresentati solo in silhouette, negli altri addirittura era tracciata solo la skyline della torre campanaria. In tutti questi casi, comunque, si è dovuto operare la sostituzione, rimuovendo il campanile - che risulta praticamente decapitato - e, quando era troppo evidente, anche il profilo della cattedrale (che di solito però resta e non è più riconoscibile).
Il sospetto è che l'evidenza che cattedrale e torre avevano nel simbolo di Matera 3.0 fosse tale da aver indotto i componenti della commissione a ricusare l'emblema; a quel punto, però, questi devono avere preferito chiedere che fossero sostituiti anche gli altri contrassegni che avevano impiegato lo stesso soggetto, per evitare che la decisione fosse avvertita come discriminatoria, diretta solo contro una lista e non contro le altre cinque. Già, perché oltre alle formazioni già viste - e il fatto che siano così tanti ad aver voluto impiegare quei segni dovrebbe far pensare che sono avvertiti come patrimonio territoriale di tutti, non come soggetti religiosi - ha dovuto sostituire il suo simbolo anche la lista Matera 2029, presentata a sostegno di Luca Braia, che riportava sì una stilizzazione della facciata e del campanile, ma da quest'ultimo sembravano originare delle onde circolari multicolori, come a dire che da lì si sarebbe propagato tanto il suono delle campane, quanto il cambiamento futuro. Curiosamente, il simbolo sembra addirittura aver subito un passaggio intermedio: la pagina Facebook della lista, infatti, riporta come immagine profilo anche una versione del simbolo in cui non si riconosce più la cattedrale e il campanile è talmente assottigliato da sembrare un'antenna o un traliccio che emette le onde. Se questa prima variazione è stata consegnata davvero alla commissione, non dev'essere stata accettata, perché nel giro di alcune ore è comparsa una terza immagine, in cui non c'è più traccia del campanile-antenna e le onde partono dal riferimento all'anno 2029. A quel punto, però, il simbolo finale sembra in tutto e per tutto il marchio di un istituto statistico o di una radio privata. Segno che forse, per voler rispettare alla lettera una disposizione - andando ben oltre l'intenzione di chi aveva pensato di introdurla - si è finito per esagerare. E vale la pena che questo non accada ancora.