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martedì 2 maggio 2017

Partito Masetti, stavolta il Paladino d'Italia ci mette la faccia

L'idea, il progetto esiste da almeno un paio d'anni, ma chi li ha elaborati ha deciso che era arrivato il momento di fare un passo in avanti, di osare un po' di più per cercare di farsi valere, di farsi ascoltare. Così Michele Masetti, nato a Marina di Massa e da anni a Savignano sul Rubicone, ha aggiornato il simbolo della forza politica che porta il suo nome, il Partito Masetti - Il Paladino d'Italia, mettendoci letteralmente la faccia. 
Già due anni fa, quando mi ero occupato di questa curiosa formazione dopo aver scoperto l'emblema tra le richieste di registrazione come marchio, ero rimasto incuriosito da una certa attenzione ai dettagli da parte di chi aveva realizzato l'immagine, dall'anello tricolore in rilievo (con tanto di ombre e riflessi) alla bandiera piegata "a onde". 
Nella versione originale era ben visibile al centro un'altra "placchetta", che conteneva l'abbreviazione grafico-letterale del nome "Paladino d'Italia", con una P a pancia decisamente allungata, simile a quelle già viste nei marchi di Pirelli e del caffè Palombini. Da un po' di mesi a questa parte, invece, nell'elemento centrale si è allargato il bordo metallico, così da contenere il nome del partito e del fondatore, ma soprattutto nel mezzo è spuntata la foto del viso di Masetti, con sguardo da combattimento e bandana in testa. La scelta, anche dal punto di vista comunicativo, è chiara: "Perché ho messo il mio viso? Così sanno con chi se la devono prendere", scherza Masetti, che poi precisa "Io sono un grande guerriero nella vita quotidiana" e lui, a motivo della sua diversabilità, di battaglie ha dovuto e scelto di combatterne molte. 
Certo, la scelta di mostrarsi in viso e bandana appare controcorrente e coraggiosa: in fondo, sono pochi coloro che lo hanno fatto in modo sistematico, senza mai riuscire a battere i siciliani combattivi Armando Piano Del Balzo e Franco Greco. Masetti a modo suo ci prova, incarnando in pieno le battaglie che conduce: come si legge nel suo sito, lui - che si definisce "un cittadino italiano chiuso nel proprio silenzio", pur avendo molto da dire - ha scelto di mettersi in gioco politicamente per combattere un orizzonte di "distruzione, sofferenza e ingiustizie".
"Non serve più sognare, fantasticare e pensare solo a me stesso solo perchè ho raggiunto la serenità personale (traguardo molto difficile da raggiungere): basta!! - dice con convinzione il Paladino sul Rubicone - Questo mondo è troppo grande da gestire! Allora ne prendo un pezzettino: l'Italia!!!: Un piccolo pezzo di terra con un grande popolo che mi piacerebbe fosse unito... Unito veramente! Perchè se tutti fossimo veramente uniti faremmo di questo piccolo pezzo di terra, un Paradiso!!".
Per farlo si dovrebbe mettere in pratica "una Politica semplice e chiara!!! Poche leggi ma giuste!!! La politica non deve servire ad arricchirsi ma ad aiutare il popolo!! Non servono diplomi ma un cuore saggio, per fare una politica giusta servono passione, cuore, sensibilità, saggezza e amore per il popolo!!!". Tutt'altro che facile, ovviamente, onorare tutto questo (punti esclamativi compresi), così come l'idea di rendere il popolo realmente sovrano e in grado di decidere (anche sulle questioni internazionali), di avere una sanità realmente inclusiva e umana con tutti e di dare a tutti un lavoro dignitoso che non schiavizzi nessuno. 
Un compito difficile, si diceva, ma Masetti non sembra tipo che si spaventi: "Oggi sono solo, domani saremo in due! Giorno dopo giorno cresceremo e inizieremo una nuova politica più giusta e più equa per tutti! Più saremo e più avremo voce per sconfiggere o almeno diminuire tutte queste ingiustizie che ci stanno logorando l'anima...". E allora, in bocca al lupo a Masetti il Paladino...

venerdì 14 agosto 2015

Il Paladino d'Italia? Sta a Savignano sul Rubicone

Qualcuno ha registrato partiti nuovi o ha in programma di farlo? Se gli è venuto in mente, è possibile che abbia tentato di mettere le mani avanti chiedendo la registrazione del simbolo come marchio. Per cui, se solo si ha un attimo di tempo, si può avere la tentazione di perdere qualche manciata di secondi interrogando il database dell'Ufficio italiano brevetti e marchi: se però la scoperta va incontro al mistero quasi totale, è solo colpa vostra. 
Cercando i simboli registrati contenenti la parola "partito", infatti, l'ultimo depositato in ordine di tempo è quello del Partito Masetti, dal nome - si presume del depositante, signor Michele Masetti di Savignano sul Rubicone.
La domanda, presentata a marzo, risulta ancora in lavorazione; non sapendo nulla sul soggetto proponente, ci si deve limitare a ciò che salta agli occhi, dunque a un'analisi grafica del contrassegno. Intanto bisogna ammettere che l'immagine denota una certa cura: l'anello tricolore in rilievo è stato fatto con attenzione alle ombre e ai riflessi di luce; lo stesso vale per la bandiera con pieghe a onde, che porta in alto e in basso, in una cornicetta bianca, i due slogan legati all'emblema, "Il Paladino d'Italia" e "Fatti e non più parole". L'attenzione ai riflessi si nota anche nella "placchetta" entrale, in cui oltre al cognome del presentatore del simbolo c'è anche la forma abbreviata del "Paladino d'Italia", che a questo punto assurge a vero nome del partito: non può non colpire quella P a pancia allungata, che pure sa di già visto, rimandando un po' a Palombini (il caffè), un po' alla Pirelli. E in effetti, a ben guardare, tutta la grafica del segno rimanda un po' a uno stemmino o un adesivo applicato sulla carrozzeria di un'automobile o di una moto, come usava qualche anno fa.
Ciò detto, però, resta sempre il problema fondamentale: chi è questo Paladino d'Italia, questo Michele Masetti di cui parla il simbolo? Cercando "Partito Masetti" su Google non esce nulla, cercando "Il Paladino d'Italia" invece sì: c'è un sito registrato, con un minimo di informazioni essenziali su questa forza politica di cui ancora ben pochi sanno qualcosa. Masetti si definisce "un cittadino italiano chiuso nel proprio silenzio", accompagnato da sogni e pensieri, che però ha deciso di mettersi in gioco politicamente per combattere un orizzonte di distruzione, sofferenza e ingiustizie.
L'Italia - Masetti ne è certo - sarebbe un paradiso se la sua gente fosse veramente unita. Comincia da lì il progetto per un nuovo paese e una diversa gestione, che contagi le persone una a una, dando voce alle istanze di "una nuova politica più giusta e più equa per tutti", che almeno diminuisca le ingiustizie imperanti. Perché questo, in fondo, per Masetti è la politica: "eliminare tutte le ingiustizie che possiamo".
Il tutto passa attraverso un programma di pochi punti, chiari e non proprio semplici da realizzare, visto l'andazzo comune: una politica che produca "poche leggi ma giuste", che non arricchisca chi la fa ma aiuti il popolo, che sia aperta a chi dalla sua ha - più che titoli di studio - passione, sensibilità, saggezza e amore per il popolo. Una politica che faccia sempre decidere il popolo (e non pochi addetti), visto che la sovranità è sua; una politica che generi una sanità che tratti tutti gli ammalati con umanità (non pietà) e non faccia mancare a nessuno le cure e gli strumenti per migliorare la propria vita; una politica che assicuri a tutti un lavoro (e con esso la dignità), senza che nessuno ne risulti schiavo.
Certamente parte di questo programma è direttamente influenzato da situazioni vissute in prima persona (incrociando un po' di informazioni, risulta che Michele Masetti è una persona diversamente abile, che ha molto lottato e continua a farlo perché i diritti di tutti siano rispettati): il ruolo del paladino è impegnativo e Masetti ha accettato la sfida, vedremo quanti vorranno farlo con lui.