Oltre a Mantova, il secondo capoluogo di provincia della Lombardia chiamato al voto amministrativo il 24 e il 25 maggio è Lecco. Tra i comuni che hanno rinnovato la loro amministazione a settembre del 2020 (a causa del differimento delle elezioni per la pandemia), dunque con gli organi in carica da quasi cinque anni e mezzo, Lecco si presenta al voto al primo turno elettorale ordinario successivo alla scadenza naturale della consiliatura, iniziata con un voto al cardiopalmo (primo turno finito col centrodestra al 48,71%, ballottaggio vinto dal candidato di centrosinistra con soli 31 voti di distacco).
A contendersi la carica di sindaco saranno cinque persone (incluso il primo cittadino uscente), sostenute in tutto da 11 liste. Si tratta di uno dei pochi casi in cui la competizione è più affollata rispetto alla precedente: nel 2020, infatti, a rispetto della riduzione del numero delle firme da raccogliere, gli aspiranti sindaci erano 4, mentre le liste erano 10.
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Francesca Losi
1) Lista civica per l'identità
Il sorteggio ha collocato in prima posizione Francesca Losi, nativa di Lecco, vicesegretaria del Partito popolare del Nord, guidato da Roberto Castelli (ed eletta consigliera a Pontida nel 2024 per la lista Partito popolare del Nord - Grande Nord). Si presenta sostenuta da una sola formazione, Lista civica per l'identità: al di sotto del riferimento alla candidata (bianco su fondo azzurro) trovano posto le miniature del Ppn e di un simbolo locale, Città manzoniana-Cultura lombarda, che per il bordo rosso e una grafica somigliante a un sole può ricordare in parte il Psdi; in realtà il disegno è una "corona lombarda" (o "sperada" o "guazze"), l'acconciatura femminile storicamente legata alla figura manzoniana di Lucia Mondella. Non a caso, insieme alle politiche per la natalità, l'impegno per rendere Lecco una "città letteraria" e per valorizzare e difendere l'identità culturale sono tra le priorità del programma di Losi.
Filippo Boscagli
2) Forza Italia
Secondo aspirante alla carica di sindaco è Filippo Boscagli, consigliere comunale lecchese dal 2006 ed espressione del centrodestra. Lo sosterranno quattro liste e la prima a essere sorteggiata è quella di Forza Italia: il partito guidato da Antonio Tajani presenta come contrassegno una variante già vista del proprio emblema elettorale, con i tre elementi del simbolo ufficiale (bandierina, cognome di Silvio Berlusconi e riferimento al Ppe) compressi nella parte superiore del cerchio - circa i due terzi dell'area - e riserva il segmento blu inferiore al riferimento al candidato sindaco. Nel 2020 la lista aveva superato il 14% all'interno della lista "Lecco merita di +".
3) Filippo Boscagli sindaco di Lecco
La seconda formazione in appoggio al candidato del centrodestra è Filippo Boscagli sindaco di Lecco: più che una "civica personale", per il candidato è una "lista completamente trasversale per età, professioni e storie personali", ai cui componenti è stato chiesto "di aderire al programma e di non avere tessere di partito" (è probabile che vari candidati facciano riferimento anche al mondo dell'associazionismo, di cui fa parte anche la Compagnia delle Opere che ha invitato a sostenere Boscagli). Nel contrassegno dominano il blu e il celeste (che sono i colori della tradizione sportiva lecchese) nonché il giallo con cui è scritto il nome del candidato.
4) Fratelli d'Italia
La terza lista che sostiene Boscagli è quella di Fratelli d'Italia, vale a dire il partito del cui gruppo fa parte proprio il candidato sindaco; nel 2020 aveva ottenuto due consiglieri sfiorando il 9%, ma questa volta il risultato nelle urne potrebbe essere decisamente migliore. Il simbolo ha la stessa struttura di quello visto a Mantova e a Salerno, con il nome e il cognome gialli di Giorgia Meloni nella parte superiore, affiancati alla parola "per", poi subito sotto il riferimento al candidato sindaco al centro (bianco, sempre su fondo blu), mentre il simbolo ufficiale del partito sta in miniatura nella parte inferiore del cerchio, in gran parte bianca.
5) Lega
Quarta e ultima lista della coalizione di centrodestra è quella della Lega, che nel 2020 aveva ottenuto il 13,69%, poco meno di Forza Italia, conquistando tre eletti. In quell'occasione sotto ad Alberto da Giussano c'era il cognome di Matteo Salvini accompagnato al riferimento alla Lombardia; stavolta invece nel segmento circolare blu c'è soltanto il nome della città di Lecco in giallo (si tratta dell'unico contrassegno della coalizione a non contenere il riferimento al candidato sindaco). Come cinque anni e mezzo fa, poi, nella parte sinistra del contrassegno c'è la "pulce" della Lega Lombarda, la stessa vista anche a Mantova e ormai consolidata nelle elezioni locali in territorio lombardo.
Giovanni Colombo
6) Patto per il Nord
Terzo aspirante alla carica di sindaco è Giovanni Colombo, geometra e laureato in scienze politiche, un lungo impegno nella direzione di grandi opere infrastrutturali. Cofondatore di Patto per il Nord, Colombo si presenta sostenuto da un'unica lista, presentata proprio dalla sua formazione politica (che dunque si troverà a competere con il Partito popolare del Nord, il cui segretario Roberto Castelli era stato tra i fondatori del Patto). Il contrassegno riporta in alto il nucleo grafico del Patto per il Nord - con Pinamonte da Vimercate a fianco del nome - sia pure ridotto di dimensioni, per fare posto in basso al riferimento al candidato sindaco. Da segnalare la presenza, come capolista, di Lorenzo Bodega, ex sindaco di Lecco, ex senatore leghista ed ex promotore di Siamo Gente Comune.
Mauro Fumagalli
7) Orizzonte per Lecco
La quarta candidatura, in ordine di estrazione, è quella di Mauro Fumagalli, già direttore dell'Ente scuola professionale edile con un passato di consigliere comunale (fu l'ultimo capogruppo della Dc). Sostenuto a livello politico da Azione, Insieme e dai gruppi consiliari Appello! per Lecco e il gruppo consiliare Per Lecco, per superare una "tenaglia bipolare" si presenta appoggiato da una sola lista, Orizzonte per Lecco. Il candidato stesso, alla fine dello scorso anno, aveva spiegato le ragioni alla base del nome e del simbolo: "Il 'per' dà la cifra nostro impegno per la città, non scendiamo in campo per far guerra a qualcuno. Lecco è il cuore del nostro progetto, è la nostra città che vogliamo veder crescere. 'Orizzonte' è ciò che ci deve aiutare a tenere sempre lo sguardo alto e avanti, vogliamo portare proposte e idee che guardano al futuro. [...] Nel simbolo il colore predominante è il blu del cielo e del lago, attraversato da una linea bianca che ricorda in modo stilizzato sia le nostro montagne che le onde del lago, ma anche delle persone che si tengono per mano. E poi il nome della lista in giallo, come il sole perché vogliamo far nascere una nuova luce sulla nostra città".
Mauro Gattinoni
8) Partito democratico
Quinto e ultimo candidato in questa competizione elettorale è Mauro Gattinoni, sindaco uscente, eletto - come si è detto - sul filo di lana al ballottaggio nel 2020. Come allora si presenta sostenuto da quattro liste, la prima delle quali è espressione del Partito democratico. Il simbolo è esattamente identico a quello presentato cinque anni e mezzo fa, con il logo e ufficiale lievemente ridotto e innalzato per fare posto, in basso, a un segmento circolare verde contenente l'espressione "Gattinoni sindaco", con il cognome del candidato decisamente in evidenza (nel 2020 la lista ottenne 9 consiglieri con il 18,36%).
9) AmbientalMente Lecco
Viene direttamente dallo scorso confronto elettorale anche la seconda lista, AmbientalMente Lecco, dalla sensibilità ecologista. Il simbolo, anche in questo caso, è identico a quello schierato nel 2020: sullo sfondo c'è il profilo verde dei monti lecchesi, su cui si stagliano due alberi bianchi stilizzati (un albero simile si vede anche nella prima lettera del nome della lista, collocato subito sotto), mentre la parte inferiore del simbolo, blu e ondulata (in cui è ospitato anche il riferimento al ri-candidato sindaco), ricorda piuttosto "quel ramo del lago di Como".
10) Alleanza Verdi e Sinistra
La terza lista della coalizione di centrosinistra, oltre a essere l'unica lista della compagine a non contenere un riferimento al sindaco uscente in cerca di conferma, è formalmente la sola novità di quella stessa coalizione rispetto a cinque anni e mezzo fa. Quest'anno, infatti, a sostegno di Gattinoni c'è anche Alleanza Verdi e Sinistra (con lo stesso simbolo coniato per le elezioni politiche del 2022), mentre nel 2020 si era presentata la lista Con la sinistra cambia Lecco (almeno parzialmente sovrapponibile quanto all'area politica di riferimento), che elesse tre consiglieri con il 5,70%.
11) Fattore Lecco
Ultima lista della coalizione di centrosinistra e dell'offerta elettorale lecchese è Fattore Lecco, lista civica nata nel 2020 proprio per sostenere la candidatura di Gattinoni e confermata in questo nuovo appuntamento elettorale in cui il sindaco uscente cerca il bis. Il simbolo è identico a quello utilizzato cinque anni e mezzo fa, imperniato sul rosso vermiglio e sull'azzurro chiaro; il segno grafico principale è una "L" creata da tre linee ripiegate a 90 gradi, sormontate da una montagna stilizzata, collocata sopra al nome della lista; poco meno di metà del contrassegno è occupata dal riferimento al candidato (il carattere è lo stesso che ha adottato anche il Pd per lo stesso elemento).











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