Nel turno ordinario di elezioni amministrative di quest'anno saranno due i capoluoghi di provincia interessati dal voto: Lecco e Mantova. Il viaggio tra i simboli delle elezioni comunali del 2026 inizia proprio da quest'ultima città, a dieci anni dal suo titolo di Capitale italiana della cultura. Dopo due mandati piucchepieni di cinque anni e mezzo (il primo allungato di un semestre a causa del Covid-19, il secondo in scadenza nel 2025, ma con il voto slittato al turno ordinario primaverile dell'anno successivo in base all'interpretazione data dal Dipartimento affari interni e territoriali del Ministero dell'interno) di Mattia Palazzi, espressione del centrosinistra, l'unica certezza è che il comune cambierà guida (per i comuni superiori vale ancora il limite dei due mandati consecutivi).
A contendersi la carica di sindaco saranno cinque persone, sostenute in tutto da 12 liste. Si tratta di un turno meno affollato di quello del 2020, quando gli aspiranti a quel ruolo erano stati sette, con l'appoggio di 15 simboli, e soprattutto del 2015: allora, infatti, le candidature erano state ben 12, mentre il totale dei contrassegni sulla scheda aveva raggiunto quota 18 (alcuni erano stati analizzati in questo e in quest'altro articolo).
Il manifesto delle candidature e il facsimile di scheda non sono ancora stati pubblicati, ma è possibile dare conto dei simboli grazie al sito del comune di Mantova, che ha già pubblicato le candidature.
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Andrea Murari
1) #Listagialla
Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Andrea Murari, giornalista e assessore uscente all'ambiente e all'urbanistica della giunta Palazzi: potrà contare sull'appoggio della coalizione più consistente, composta da cinque liste. La prima, in ordine di estrazione, è la #Listagialla, la formazione più vicina al candidato sindaco, in diretta continuazione con l'esperienza della "lista Palazzi" che nei due appuntamenti elettorali precedenti aveva sostenuto il sindaco uscente; il fondo giallo - leggermente scurito - è rimasto, mentre al posto della sagoma degli occhiali, dei baffi e del pizzetto di Mattia Palazzi c'è il riferimento al candidato, scritto con un carattere che ricrea l'effetto di un pennarello nero.
La seconda lista che appoggia la corsa di Murari è di natura civico-politica: Azione - Civici per Murari, infatti, unisce il partito di Carlo Calenda (che per la prima volta partecipa alle elezioni comunali mantovane) a varie figure provenienti dalla società civile, spesso candidate per la prima volta. Nella parte inferiore si intravede (non troppo, e giusto grazie al contornino bianco aggiunto) il logo delle tre bandiere di Per - Popolari europeisti riformatori di Elena Bonetti (che ad Azione aderisce), collocato al di sotto dell'espressione (bianca e arancione) "Civici per Murari"; la forma del semicerchio blu, che arretra per far posto a una piccola "unghia" della parte superiore bianca, fa riflettere su un eventuale coinvolgimento di +Europa nella lista.
3) Alleanza Verdi e Sinistra
La terza lista su cui Murari potrà contare nella sua corsa a sindaco è quella di Alleanza Verdi e Sinistra: si tratta formalmente della prima partecipazione alle comunali della lista con quel nome, ma i Verdi e Sinistra italiana avevano già corso insieme nella lista unitaria Si-Verdi per Mantova nel 2020, che aveva ottenuto un seggio (mentre nel 2015 aveva partecipato la lista di Sel). Il contrassegno è praticamente identico a quello coniato in vista delle elezioni politiche del 2022, ma la scelta di inserire nella parte inferiore il riferimento al candidato sindaco (bianco in un segmento nero, come la parola "Alleanza") ha costretto a ridurre sensibilmente le dimensioni dei loghi di Europa Verde e Sinistra italiana, rendendoli meno leggibili.
4) Partito democratico
Fa ovviamente parte della coalizione di centrosinistra, come in passato, il Partito democratico, formazione più votata delle ultime due tornate elettorali amministrative mantovane. Nel contrassegno della propria lista, come cinque anni e mezzo fa, il Pd ha scelto di inserire il riferimento al candidato sindaco, sempre scritto in bianco su fondo verde, ma questa volta in tondo e non in corsivo (e la brevità del cognome di Murari consente di aumentare il suo rilievo grafico rispetto alle elezioni comunali precedenti).
5) Mantova, adesso - Liberali e riformisti
La coalizione a sostegno di Murari si completa con la lista Mantova, adesso, progetto politico-elettorale promosso dal Partito socialista italiano, dai Radicali italiani, da Italia viva (che nel 2020 elesse un consigliere) e dal gruppo civico ManTua (che cinque anni e mezzo fa, unendo +E, Azione, Psi e varie esperienze della società civile, aveva ottenuto anch'esso un eletto), che conta sull'esperienza di tre consiglieri uscenti. Sul fondo blu ci sono segmenti bianchi che ricordano il quadrante di un orologio, "perché è il tempo di scegliere"; la parola "Adesso" ricorda in parte il cammino politico di Matteo Renzi; i colori (blu scuro e fucsia) rimandano un po' a Iv, un po' alla sua evoluzione elettorale Casa riformista e un po' - volendo - gli abbinamenti cromatici dei Riformisti in Lombardia.
Raffaele Zancuoghi
6) Lega
La coalizione di centrodestra è la seconda a trovare posto sulla scheda, essendo stato sorteggiato in quella posizione il candidato Raffaele Zancuoghi, presidente della Società Canottieri Mincio scelto già a dicembre. La sua compagine è composta da quattro liste: in prima posizione è stata estratta la lista della Lega, partito maggioritario nel centrodestra mantovano nel 2020 (elesse tre consiglieri con il 9,64%). Come da tradizione in territorio lombardo, a sinistra della statua di Alberto da Giussano (con il leon da guèra sullo scudo) è stata collocata la miniatura della Lega Lombarda; nel segmento inferiore blu il riferimento a Matteo Salvini è stato conservato, ma si è ridotto di molto di dimensioni per comprendere l'espressione (in carattere diverso rispetto al cognome del segretario federale) "per Zancuoghi sindaco", scritta su tre righe (con la prima e la terza pressoché illeggibli sulla scheda elettorale).
7) Fratelli d'Italia
Il secondo contrassegno della coalizione di centrodestra, in ordine di sorteggio, è quello di Fratelli d'Italia, che con il 5,63% ottenne un eletto cinque anni e mezzo fa. Il contrassegno non segue il corso grafico consolidato a livello nazionale nel 2024 da Fdi, con lo "spacchettamento" del simbolo del partito (in alto il nome, in mezzo il riferimento a Meloni e in basso la fiamma ), ma è di fatto una variante di quello del 2020, già vista in molte altre competizioni negli anni scorsi: il nome e il cognome di Meloni sono ridotti (e affiancati a un "per" in carattere manoscritto) per lasciare il posto al riferimento al candidato sindaco (sempre su fondo blu, ma scritto in bianco), mentre il simbolo ufficiale del partito resta in miniatura nella parte inferiore.
8) Forza Italia - Unione di centro - Mantova civica
La terza lista della compagine che appoggia Zancuoghi è probabilmente quella che riporta in maggiore evidenza il cognome del candidato: questo infatto si trova al centro, di colore nero su un segmento giallo (una base rettilinea e un'altra concava). Il fondo blu sfumato contiene, nella parte superiore, il simbolo ufficiale di Forza Italia (così come descritto nello statuto e allegato allo stesso; anche quella lista aveva ottenuto un eletto nel 2020, ma solo con il 4,23%), mentre nella parte inferiore si può vedere la miniatura del simbolo dell'Unione di centro, collocata subito sopra il riferimento a Mantova civica, segno della partecipazione di candidati non politici alla lista (in effetti la coalizione non comprende una "lista del sindaco").
9) Noi moderati
Quarta e ultima lista presentata in appoggio a Zancuoghi (anche se è la sola a non contenere nel proprio contrassegno alcun riferimento al candidato sindaco) è quella di Noi moderati. Il partito guidato da Maurizio Lupi partecipa per la prima volta alle elezioni mantovane (del resto nel 2020 non era ancora nato, essendo allora in uso il nome Noi moderati) e schiera sulle schede elettorali il proprio simbolo ufficiale, privo del riferimento al Partito popolare europeo (effettivamente non presente nel fregio allegato allo statuto); si tratta, probabilmente, del contrassegno più "vuoto" della competizione elettorale.
Luca De Marchi
10) Lista De Marchi per Mantova - Patto per il Nord
Dopo le coalizioni di centrosinistra e centrodestra, il sorteggio ha collocato tutte le candidature sostenute da una sola lista. Il primo, Luca De Marchi, aspirante "sindaco-sceriffo", si era già proposto come sindaco nel 2015, centrando l'elezione a consigliere con la sua Lista De Marchi per Mantova, mentre in precedenza in consiglio aveva rappresentato a lungo la Lega Nord. Proprio quell'origine permette di trovare coerenza con il fatto che il simbolo impiegato nel 2015 - bianco e rosso, come lo stemma cittadino e come le maglie della locale squadra di calcio - sia stato rivisto con l'inserimento (al posto del precedente scudo) della miniatura del simbolo del Patto per il Nord guidato da Paolo Grimoldi.
Mirko Gragnato
11) MoVimento 5 Stelle
Quarto aspirante al ruolo di sindaco di Mantova è Mirko Gragnato, anch'egli giornalista e project manager culturale. Gragnato si presenta sostenuto da una sola lista, quella del MoVimento 5 Stelle. Si tratta della terza partecipazione consecutiva del M5S alle comunali mantovane, sempre al di fuori delle coalizioni principali (anche se nel 2020 aveva sostenuto Gloria Costani insieme a una civica) ed è il terzo emblema a finire sulle schede: se la parte superiore è rimasta sempre uguale, in quella inferiore nel 2015 c'era il sito Beppegrillo.it, nel 2020 l'indirizzo Ilblogdellestelle.it, mentre ora c'è il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica (su fondo rosso, come prevede il simbolo indicato nello statuto).
Emanuele Bellintani
12) Dire fare città
Chiude l'elenco degli aspiranti primi cittadini di Mantova Emanuele Bellintani, scrittore e ricercatore storico, candidato sostenuto dalla lista Dire fare città. La formazione elettorale - il cui nome sembra una crasi tra i giochi "Dire fare baciare lettera testamento" e "Nomi cose città" - è stata promossa dall'associazione eQual e, pur avendo natura civica, guarda naturalmente alla sinistra dello schieramento politico. Il nome, che spicca sul fondo arancione sfumato del simbolo, è collocato sopra alla silhouette bianca di alcuni monumenti caratteristici di Mantova (si riconosce soprattutto la cupola della basilica di Sant'Andrea), mentre nella parte inferiore bianca trova posto il riferimento al candidato (tinto di arancione e viola).












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