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martedì 16 gennaio 2018

Un simbolo per Sandro Bondi: venerati commenti al vetriolo

Nell'attesa che inizi il rito del deposito dei contrassegni per le elezioni politiche al Viminale, da queste parti si è pensato di baloccarsi chiudendo degnamente il concorso "simbolico" creato per non lasciare che la legislatura di Sandro Bondi si concluda senza un emblema proprio. Prima ancora che fossero noti i risultati del contest, si era deciso di affidare l'arduo compito di commentare ciascun simbolo pervenuto alla redazione al venerabile - e in futuro certamente venerato - collega Angelo Ciardullo, perché tracciasse da par suo un microritratto delle creazioni pervenute. Ecco qui (scaricabile in Pdf) il frutto delle sue elucubrazioni: non se la prenda chi ha ricevuto le stilettate, si è iniziato scherzando e si finisce allo stesso modo.







lunedì 15 gennaio 2018

Un simbolo per Sandro Bondi: ecco il vincitore

Ogni idea, buona o balzana che sia, non si regge mai da sola: ha sempre bisogno di qualcuno che ci creda e lavori per tradurla in concreto, per darle corpo e quasi mai una persona sola è sufficiente. Questo valeva anche quando, qualche settimana fa, è nata l'idea di rivolgersi ai #drogatidipolitica presenti in Rete per dare un simbolo a Sandro Bondi e a Manuela Repetti, per evitare che finiscano la legislatura (e forse, qualcuno non voglia, la carriera politica) con un nome, Insieme per l'Italia, ma senza emblema: una profonda ingiustizia, considerando che figure di ben minore caratura hanno un simbolo tutto loro. 
All'appello, per fortuna, hanno risposto tredici volenterosi #politicsaddicted (alcuni frequentatori e suggeritori abituali di questo sito, altri osservatori silenti da tempo e svelatisi solo in questa occasione, altri ancora nuovi arrivati in tutto e per tutto) e hanno fatto pervenire alla redazione del sito ventidue proposte, realizzate con i programmi più diversi (e una addirittura a mano, "con affetto e simpatia", arrivato in zona Cesarini) e secondo i gusti personali dei proponenti.

Le proposte sono state valutate a tempo di record da una giuria con tutti i crismi (requisito principale, essere a vario titolo #drogatidipolitica) e oggi si può comunicare la classifica e il simbolo vincitore, quello di Pierpaolo Ciappetta
A tutti quelli che hanno scelto di dedicare qualche minuto o qualche ora (come concorrenti o come giurati) a un concorso semiserio come questo vanno i miei ringraziamenti, di cuore, perché il tempo e le idee - a prescindere dal voto - sono i beni più preziosi che abbiamo: non erano dovuti e li apprezzo molto, quindi è probabile che in futuro l'esperienza sia ripetuta. 
Al vincitore vanno anche i miei complimenti e due soddisfazioni: a) il simbolo arrivato primo (e vari di quelli che abbiamo ricevuto) è decisamente meglio di vari contrassegni spuntati come funghi malefici nelle ultime manciate di ore; b) quel simbolo tra pochi giorni entrerà al Viminale. Non è un auspicio: è una certezza...


martedì 19 dicembre 2017

Concorso semiserio: “Un simbolo per Sandro Bondi”

La fine della legislatura ormai è alle porte, in queste settimane si definiscono le liste e le candidature e – per quanto interessa qui – si preparano i simboli da inserire nelle schede. Alla data del 18 dicembre 2017, sono ben 44 i simboli rappresentati nelle denominazioni dei gruppi e delle componenti presenti nei due rami del Parlamento in scadenza, compresi quelli di partiti cessati o mutati nel nome, ma che sono sopravvissuti nelle aule di Camera e Senato; a questi occorre aggiungere gli emblemi che, pur essendo esistiti negli ultimi cinque anni, non hanno lasciato traccia in questo ultimo scampolo di mandato parlamentare.
Praticamente tutte le “etichette” rappresentate nelle aule hanno un proprio simbolo: soltanto tre ne sono prive. Se due di queste, però, sembrano essenzialmente etichette “di servizio” o provvisorie (Lega dei Popoli, Salute e Ambiente), non così può dirsi per Insieme per l’Italia, nome della componente del gruppo misto con cui si identificano dal 20 giugno 2016 – e già negli ultimi tre mesi del 2015, prima di una breve permanenza in Ala – Sandro Bondi e Manuela Repetti, dopo la loro fuoriuscita dal gruppo di Forza Italia.
Per gli autentici “drogati di politica” che frequentano questo sito, a prescindere dal giudizio politico su di lui, non può non suonare incredibile che un personaggio come Sandro Bondi, che per quasi quindici anni ha calcato la scena politica con visibilità quotidiana o quasi, finisca la legislatura senza un simbolo, mentre figure di secondo o terzo piano e con una storia ben meno significativa ne hanno uno, alle volte quasi personale. L’assurdità è così grande - e acuita dal fatto che in rete un simbolo di Insieme per l'Italia esiste, ma si tratta di una realtà omonima vicina all'ex ministro Andrea Ronchi – da meritare un rimedio, sia pure con il sorriso (mai malevolo).
Per questo, la redazione di www.isimbolidelladiscordia.it invita chiunque si ritenga, in qualunque forma, un “drogato di politica” a inviare le sue proposte di simbolo per la componente di Sandro Bondi e Manuela Repetti: queste dovranno contenere e rappresentare graficamente, nel modo ritenuto più opportuno, la denominazione «Insieme per l’Italia». Non sono previsti premi, men che meno in denaro – questo sito non ha mai avuto fondi a disposizione – ma tutte le idee pervenute saranno valutate da una giuria di “drogati di politica” DOC, che sceglieranno la proposta ritenuta migliore per efficacia o credibilità.
Il senatore Bondi, è doveroso precisarlo, non ha parti o ruoli in quest’iniziativa: alla fine del 2015, intervistato da Dario Cresto-Dina per la Repubblica, aveva espresso il desiderio di «essere dimenticato» e aveva assicurato di aver «chiuso definitivamente con l’impegno politico». Il desiderio va rispettato e anche noi, finita la legislatura, lo faremo; prima che il sipario si chiuda e le luci si spengano, tuttavia, ci sembra giusto non lasciare Bondi e Repetti con un’insegna dimezzata, con un nome spoglio e senza grafica.

Le proposte, nel formato preferito (scegliendo, indicativamente, tra pdf, jpg, gif, png, ai; al limite, sarà possibile disegnare a mano l’emblema e inviare una sua scansione o fotografia) dovranno pervenire all’indirizzo contributi@isimbolidelladiscordia.it entro il 10 gennaio, in tempo per una consegna “simbolica” prima che scada il termine per il deposito dei contrassegni al Ministero dell’Interno. Come anticipato nel titolo, si tratta di un «concorso semiserio», ma va preso sul serio e, se non si vuole certo sfruttare in alcun modo il nome o la fama del senatore Bondi (men che meno per averne un profitto di qualunque genere), non si vuole nemmeno renderlo oggetto di scherno: non saranno presi in considerazione simboli offensivi o denigratori. Anche perché sulla scheda, complice il Viminale, non ci arriverebbero mai.