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domenica 22 maggio 2022

Verona, simboli e curiosità sulla scheda

Insieme a Belluno e Padova, Verona è tra i capoluoghi di provincia del Veneto chiamati a rinnovare la loro amministrazione il 12 giugno. Il sindaco uscente, Federico Sboarina, ha scelto di ricandidarsi, sostenuto da parte del centrodestra, ma dovrà vedersela con altri cinque candidati, incluso il suo predecessore, Flavio Tosi, che ha ottenuto il sostegno di un altra parte di centrodestra e detiene il record di liste di questa tornata elettorale (9 formazioni, un terzo del totale). Sono infatti 26 le liste presentate, un numero consistente, record degli ultimi anni, anche quando i concorrenti erano in numero maggiore: nel 2017, a fronte di 9 candidature, i simboli sulla scheda erano 24; nel 2012 le persone aspiranti alla guida della città erano 7, sostenute da 23 liste; il primato del numero dei contendenti risale però al 2007 - l'anno della prima vittoria di Tosi - con 11 persone indicate sulla scheda (come nel 2002), anche se le liste erano 26, come quest'anno. 

Flavio Tosi

1) Pensionati Veneti 

Il sorteggio ha indicato come primo candidato sindaco Flavio Tosi, che dopo due mandati pieni (2007-2017) e una candidatura non troppo fortunata - ma nemmeno irrilevante - alle regionali 2015 si ripresenta ai veronesi. "In alto a sinistra", come prima lista, è stata estratta a sorte quella dei Pensionati veneti, formazione già vista in passato e comunque parte della coalizione che nel 2017 aveva sostenuto la candidatura di Patrizia Bisinella, allora compagna e oggi moglie di Flavio Tosi. Rispetto ad allora, il simbolo è stato leggermente ritoccato, con la parola "Pensionati" ridotta e "veneti" più distanziata; il leon da guera in toni di verde, però, è sempre al suo posto, circondato dalla corona rossa.
 

2) Fare! 

Quando aveva lanciato la propria ricandidatura - si tratta della terza corsa elettorale comunale - Flavio Tosi aveva allo stesso tempo rinnovato l'immagine del suo partito, Fare! (anch'esso ovviamente presente alle scorse amministrative, nella coalizione di Bisinella). Rispetto al passato, l'emblema ha colori molto più "veronesi", guardando ai colori dello stemma cittadino (il giallo c'era già, ma è stato aggiunto il blu "carta da zucchero"). Il nome è meno imponente rispetto a prima (ed è collocato su un rettangolo giallo con una striscia tricolore), ma è più curato, come del resto il faro (con il fasccio di luce cheora ha la penombra); l'elemento dominante è però il cognome del candidato sindaco e fondatore del soggetto politico, il che non stupisce affatto.
 

3) Lista Tosi sindaco

Appare invece molto simile a quello mostrato cinque anni fa il simbolo della Lista Tosi sindaco: lo stemma in piccolo sta quasi al centro ed emana luce sul fondo giallo e blu, ma "Lista" e ovviamente "Tosi" fanno decisamente la parte del leone nel contrassegno. Se nel 2017 i colori erano netti e più scuri, senza sfumature (e con lo scudo molto più grande nella parte inferiore), la soluzione cromatica adottata è più simile a quella del 2012, quando la lista si chiamava Civica per Verona e il cognome del candidato era comunque evidente, ma mai come in questa occasione. 
 

4) Tosi c’è 

L'ex sindaco - che aspira decisamente a togliere quell'ex, visto che il claim della sua campagna e il suo sito si chiamano "Torna il sindaco" - è molto presente anche nel simbolo della lista Tosi c'è: è citato addirittura due volte, nel nome della lista e nel riferimento adagiato nella parte inferiore dell'emblema. I colori sono sempre gli stessi, la conformazione interna del semiarco inferiore blu rimanda a uno scudo, la scala rimanda allo stemma degli Scaligeri/Della Scala (ma con i colori cittadini e non della famiglia). Si segnala, nella parte superiore del cerchio, il ritorno come "pulce" di Veneto Autonomo, il partito nato negli anni '80 come Movimento Veneto regione autonoma.
 

5) Cristian Social Union Veneta - Csu Veneta

Viene dalle elezioni del 2017 anche la quinta lista sorteggiata della coalizione: ci si riferisce alla Csu Veneta, nome abbreviato che sta per Cristian Social Union Veneta. Il soggetto, nato nel 2016 e con basi nel cristianesimo sociale e nel popolarismo, presenta un simbolo simile a quello di cinque anni fa: rispetto ad allora è un po' meno pieno, ma con "Union Veneta" spostato in alto, assieme al resto del nome disposto ad arco, per lasciare spazio nel segmento verde al riferimento al candidato sindaco. La maggior visibilità, però, spetta sempre alla sigla Csu, subito sotto al leone marciano con libro aperto.

 
6) Ama Verona 

Si era già vista nel 2017 anche la lista Ama Verona, che anzi all'epoca aveva aperto la scheda (in quell'occasione il sorteggio aveva collocato Patrizia Bisinella al primo posto). Anzi, bisognerebbe dire che il simbolo è proprio identico a quello di allora, con al centro il profilo bianco del ponte Pietra (ben riconoscibile grazie al tondo posto al centro) su fondo azzurro e con un'ondina tricolore in basso (stile Pdl, ma il riferimento ormai è impalpabile); l'unica differenza rispetto ad allora, ovviamente, è la sostituzione del cognome di Tosi a quello di Bisinella.
 

7) Forza Italia 

Fin da quando si era concretizzata la nuova candidatura di Tosi a sindaco di Verona, questa ha raccolto il consenso di Forza Italia: questo era bastato a prefigurare una spaccatura nel centrodestra, visto che era chiaro che la Lega (ex partito di Tosi) e Fratelli d'Italia avrebbero invece sostenuto Sboarina in cerca della riconferma. Non ci si stupisce dunque a trovare - in settima posizione - nella coalizione di Tosi il simbolo forzista, variante di quello presentato alle politiche del 2018, ma un po' malassortito per l'accostamento di tre caratteri diversi nella parte testuale.

8) Prima Verona 

Non appare del tutto nuovo nemmeno il simbolo sorteggiato per ottavo sulla scheda. La lista si chiama Prima Verona ed è basata - tanto per cambiare - sui colori giallo e blu, ma l'elemento che attira di più l'attenzione è il marcato riferimento a Michele Croce, che nel 2017 si era presentato come sindaco sostenuto dalla lista Verona Pulita (che adottava gli stessi colori), ottenendo il 5%. Stavolta ha deciso di sostenere Tosi con una propria lista civico-personale (il nome del candidato sindaco qui non c'è), inserendo nel simbolo la figura di Cangrande della Scala a cavallo.
 

9) Movimento Difesa Sociale

Chiude la coalizione in appoggio a Tosi un simbolo noto a chi frequenta assiduamente questo sito, soprattutto nei viaggi annualmente compiuti nei comuni "sotto i mille". In quelle occasioni, infatti, sono state incontrate alcune liste presentate dal Movimento difesa sociale, soggetto che si qualifica come espressione della destra sociale veronese, che ha come riferimento principale Nello Alessio (capolista). Il centro del simbolo è sempre costituito da una mano che impugna una bandiera italiana, con l'aggiunta, in alto, della dicitura ad hoc "Impegno civico per Verona".
 

Anna Sautto

10) Movimento 3V

Dopo le nove liste di Tosi, il sorteggio ha collocato la candidatura di Anna Sautto, da anni impegnata all'interno di un istituto bancario. Sautto si presenta a queste elezioni amministrative veronesi sostenuta da un'unica lista, quella del Movimento 3V (ove 3V sta per il nome originale, Vaccini vogliamo verità): il simbolo è lo stesso che si è visto nelle ultime tornate elettorali, con la sigla 3V al centro e intorno le parole che il movimento considera centrali, "Verità" e "Libertà", il tutto racchiuso entro una circonferenza rossa spessa, presente fin dalle origini.
 

Damiano Tommasi 

11) Partito Democratico 

La terza candidatura a sindaco sorteggiata è quella di Damiano Tommasi, per dieci anni bandiera della Roma e per nove a capo dell'Associazione italiana calciatori. Conterà sul sostegno di sei liste, unite in una coalizione di centrosinistra. La prima in ordine di estrazione sarà quella del Partito democratico, che schiera in questa occasione il simbolo ufficiale nazionale - senza alcuna indicazione personale o territoriale - com'era accaduto nel 2012 (quando il candidato era Michele Bertucco), ma non cinque anni fa (quando fu inserito il nome di Orietta Salmi).
 

12) Damiano Tommasi sindaco 

Dopo la lista del Pd, il sorteggio ha collocato la formazione personale del candidato del centrosinistra, Damiano Tommasi sindaco (comprendente anche alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle). Il cognome del calciatore (non ex, perché continua la sua attività nel Sant'Anna di Alfaedo) è l'elemento più evidente del simbolo, dominato dal blu con due strisce gialle leggermente curve nella parte inferiore; da segnalare che sulla scheda non si trova alcun riferimento a Rete!, la coalizione-comunità dal nome di chiara ispirazione calcistica che sostiene Tommasi e che aveva comunque un suo logo (fondo giallo e scritta blu, come il segno grafico scelto, una sorta di costellazione).
 

13) Azione - +Europa 

La terza lista della compagine che appoggia Tommasi mette insieme due forze politiche che negli ultimi mesi si sono trovate spesso a collaborare e che anche nei sondaggi non di rado sono considerate insieme: Azione e +Europa. Il contrassegno di lista è la variante di uno dei simboli di +E, con la bandiera europea ondeggiante in basso (con una delle stelle volta al tricolore); il nome del partito guidato da Benedetto Della Vedova, però, è stato spostato sulla bandiera (e collocato in un rettangolo stondato) per lasciare posto in alto al logotipo di Azione (con il riferimento a Carlo Calenda).
 

14) Traguardi 

La quarta posizione, nella coalizione di centrosinistra, è occupata dalla lista del movimento civico Traguardi, nato nel 2017 per cercare di costruire una Verona improntata ai valori della sostenibilità, dell'attrattività economica e dell'inclusione, da portare avanti tutti assieme in un nuovo modo di fare politica. Il contrassegno sembra essersi limitato - senza risultare particolarmente efficace, pur essendo riconoscibile - a inserire all'interno del cerchio il logo del movimento, rappresentato da un merlo ghibellino (dunque a coda di rondine) di colore rosso, con il nome scritto all'interno su tre righe e la dicitura "Movimento Civico" al di sotto.
 

15) In Comune per Verona - Sinistra civica ecologista 

Quinta lista della coalizione di Tommasi risulta essere In Comune per Verona - Sinistra civica ecologista, nata dalle esperienze di Verona in Comune” e Sinistra in Comune (che nel 2017 avevano appoggiato la nuova candidatura di Michele Bertucco) e dalla lista Il Veneto che vogliamo alle regionali del 2020. Il simbolo gioca decisamente sul colore rosso che tinge il cerchio centrale e gli archi che stanno intorno; la parola "Comune" assume il massimo rilievo, con riguardo all'istituzione e alla "messa in comune". 
 

16) Europa Verde - Democrazia solidale - Volt

La coalizione a favore di Damiano Tommasi si completa con un simbolo a tre piani (leggermente morbidi e curvilinei), legato alla lista presentata insieme da Europa Verde - Verdi, da Democrazia solidale e da Volt. Oltre metà dello spazio è occupato dalla formazione ecologista che ridispone e ridimensiona tutti i propri elementi  grafici e testuali per farli stare nel semicerchio abbondante che le è stato riservato; la fascia intermedia è occupata dal logotipo testuale e di lettering di DemoS, mentre nel segmento circolare inferiore più piccolo è inserito il logo degli europeisti di Volt.
 

Alberto Zelger 

17) Zelger Sindaco - Libertà nelle scelte 

Dopo la coalizione di centrosinistra, il sorteggio ha collocato le tre liste che sostengono la candidatura di Alberto Zelger, consigliere comunale uscente (eletto nel 2017 con la Lega e già presente prima in consiglio). La prima lista estratta è anche quella che lo rappresenta di più: Zelger sindaco - Libertà nelle scelte senza discriminazioni (con riferimento anche alle misure legate alla pandemia, in particolare vaccini e green pass). Il simbolo, all'interno di una corona blu, riporta sul cerchio azzurro uno scorcio frontale di Palazzo Barbieri e, davanti, una scala stilizzata bianca per ricordare il segni dei Della Scala. 

18) Il Popolo della Famiglia 

La posizione mediana nella coalizione di Zelger è toccata al Popolo della Famiglia. Da alcune settimane, infatti, Mario Adinolfi - che si candida personalmente come sindaco a Ventotene - aveva annunciato la partecipazione del suo partito alle amministrative veronesi e, raccolte le (poche) firme richieste, la partecipazione è diventata realtà. Il contrassegno di lista riproduce in tutto e per tutto il simbolo ufficiale del partito, con la famigliola disegnata a pastello in basso su fondo blu e lo slogan "No gender nelle scuole" nella parte alta, scritto in fucsia.
 

19) Verona per la libertà

Qualora il messaggio non fosse stato abbastanza chiaro con la prima lista della coalizione di Zelger, la terza rafforza il concetto: Verona per la libertà, nata come soggetto apartitico, ha scelto di concorrere a queste elezioni. Il simbolo che ricorda un po' la struttura della moneta da un euro, pone in evidenza il nome della città, collocato sotto un paio di ali (una bianca e una nera) come simbolo della libertà invocata e ricercata nel nome; il messaggio si completa con lo slogan inequivocabile "Mai più green pass" adagiato nella parte inferiore della corona gialla.

Paola Barollo 

20) Costituzione Verona - Libero Pensiero

Dopo Zelger, il sorteggio ha collocato l'altra candidatura sostenuta da una sola lista oltre a quella di Anna Sautto: anche in questo caso si tratta di una donna, Paola Barollo, esperta di valutazione del benessere ed educazione alimentare e impegnata a sensibilizzare circa i problemi della disabilità. La sua lista, Costituzione Verona - Libero Pensiero, punta a "riaffermare la Libertà del Cittadino di fare le sue scelte lavorative, culturali, sanitarie, lontani da ogni imposizione retaggio di vecchi modelli che si vogliono oggi riproporre con passaporti sanitari o pagelle di buona condotta". Sul fondo blu e giallo, entro una corona d'alloro, è riprodotto il segno scaligero della scala. 
  

Federico Sboarina 

21) Veneta Autonomia - Noi con l’Italia 

Ultimo candidato sorteggiato è il sindaco uscente, Federico Sboarina. Anche lui, come Tommasi, è sostenuto da sei liste. La prima a essere sorteggiata unisce "a bicicletta" i simboli di Veneta Autonomia e Noi con l'Italia. La prima forza politica, in particolare, è legata al gruppo Veneta autonomia sorto in consiglio regionale, legato all'esperienza del gruppo che in passato aveva preso il nome di Liga Veneta Repubblica; per l'occasione è stata usata un'altra raffigurazione del leone marciano, senza stendardo e su fondo marrone (accompagnato ai colori cittadini già visti più volte).
 

22) Fratelli d’Italia 

Partecipa convintamente alla coalizione di Sboarina Fratelli d'Italia, presente con una propria lista anche a questo turno elettorale. Il contrassegno di lista è una variazione di quello inaugurato alle elezioni politiche nel 2018: il nome della leader Giorgia Meloni - poco visibile nel 2017, sul modello del simbolo delle europee di tre anni prima - è stato solo di poco rimpicciolito per fare posto, subito al di sotto, alla dicitura "Sboarina sindaco". E quasi certamente il risultato atteso da Fdi sarà ben superiore rispetto al 2,72% raccolto cinque anni fa.
 

23) Lega - Liga Veneta 

Subito dopo il simbolo di Fratelli d'Italia, il sorteggio ha collocato l'altro simbolo politico per eccellenza della coalizione di centrodestra che sostiene Sboarina, quello della Lega, che a Verona (come nel resto del Veneto) tiene a presentarsi anche come Liga Veneta. In questo caso, dunque, è stato impiegato esattamente lo stesso contrassegno visto nel 2020 alle regionali: fermo restando il "cuore" rappresentato dalla parola "Lega", dalla statua di Alberto da Giussano al centro e dal segmento inferiore blu con il cognome di Salvini (senza "premier"), non mancano il nome usato in Veneto e il leone di San Marco in giallo (a libro aperto con la scritta "Paxe", unito al leon da guera sullo scudo) a sinistra e a destra della statua. 

24) Sboarina Sindaco - Battiti per Verona 

Quarta lista della coalizione è quella più vicina al sindaco in cerca di riconferma, Sboarina sindaco - Battiti per Verona. All'interno del contrassegno, dominato dal blu (fatto salvo un piccolo elemento tricolore sfumato: un'atmosfera decisamente da centrodestra, anche più moderata rispetto alle forze della compagine), c'è infatti in miniatura il simbolo di Battiti per Verona, formazione esistente dal 2013 che nel 2017 aveva presentato una lista insieme al gruppo Verona domani: rispetto ad allora, il piccolo simbolo non è cambiato, sfoggiando sempre il nastro tricolore e una piccola stilizzazione dell'Arena (l'unica, tra l'altro, di questo turno elettorale) con chiodino segnaposto su fondo blu sfumato
 

25) Verona Domani - Coraggio Italia 

Quinta lista tra quelle che appoggiano la seconda campagna elettorale di Sboarina è Verona Domani, anch'essa imperniata sui colori blu - sul fondo - e giallo, che tinge il nome della città e parte della V (di Verona), trasformata in freccia che punta in alto e avanti (dunque si presenta come diretta al domani). Il segmento inferiore del cerchio è occupato da Coraggio Italia, forza politica ovviamente radicata in Veneto (essendo legata al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro): il colore è il fucsia del partito, già adottato da Brugnaro per le sue liste presentate nel capoluogo veneto.
 

26) Verona al Centro

La coalizione a sostegno di Sboarina e l'intera brigata delle liste di questo turno elettorale si chiude con la formazione Verona al Centro, lista creata dal percorso comune di due gruppi locali, Vale Verona! (guidato da Stefano Valdegamberi) e Famiglia è Futuro (soggetto nato dopo i primi anni di attività del Popolo della Famiglia). Il simbolo si fonda su una struttura semplice, con un semicerchio blu (rafforzato da un segmentino giallo) e l'altra parte bianca; la stessa struttura, a colori ribaltati, hanno i due cerchi contenuti nel semicerchio inferiore (quello di Famiglia è futuro, però, al centro ha un segmento tricolore).

sabato 2 aprile 2022

Verona, Flavio Tosi si ricandida a sindaco e rinnova il faro di Fare!

Ora che è stato indicato con certezza che per le elezioni amministrative si voterà in tarda primavera, esattamente nell'ultima data possibile, il 12 giugno (insieme ai referendum sulla giustizia) e che, stabilita quella data, le altre che interessano le persone interessate a candidarsi (le liste coi relativi documenti - soprattutto le firme, quest'anno senza riduzione causa Covid-19 come nel 2020 e nel 2021 - si presenteranno tra il 13 e il 14 maggio), il cammino verso il voto è più definito: ferve dunque il lavoro per compilare gli elenchi delle persone da candidare e, soprattutto, per trovare sottoscrittori che consentano la valida presentazione della lista.
In questi giorni iniziano a circolare in Rete, specialmente sui social network, nomi e qualche simbolo relativo alle elezioni locali. Ci sarà ovviamente tempo per vederne molti, comune per comune, quando il rito di presentazione e ammissione si sarà compiuto e si avrà certezza delle candidature e delle liste presentate nelle varie città chiamate al voto: in generale, dunque, si aspetterà il mese di campagna elettorale. Per ora si è fatta un'eccezione soprattutto per il simbolo genovese di Uniti per la Costituzione, essendo legato al senatore Mattia Crucioli (più volte citato in questo sito per la sua militanza in Alternativa), per gli emblemi legati al progetto di Giovanni Toti Italia al Centro (con i primi simboli presentati nei giorni scorsi) e il potenziale simbolo moderato - Prima l'Italia - della federazione di centrodestra proposta dalla Lega a Palermo: tutti casi, come si può vedere, che sono legati a doppio filo a figure o progetti di respiro ultralocale, che meritano di essere seguiti certamente con attenzione.
Su questa base, è del tutto coerente non attendere nemmeno per la presentazione della nuova veste grafica di Fare!, partito politico voluto e guidato da Flavio Tosi quando era sindaco di Verona. Ufficialmente il simbolo non è mai finito nelle bacheche del Viminale (e dunque nemmeno sulle schede), ma il partito è stato rappresentato in Parlamento (grazie al Pri, che consentì la formazione della componente nel 2016) e dalla fine di quello stesso 2016 la forza politica è presente nel Registro dei partiti politici riconosciuti.
La pagina Facebook del partito era sostanzialmente ferma dall'inizio del 2020, ma da ieri l'attività è ripartita e segna concretamente l'inizio della lunga campagna elettorale di Flavio Tosi come candidato sindaco di Verona per il suo possibile terzo mandato (dopo quelli dal 2007 al 2017), che può già contare - tra l'altro - sul sostegno di Forza Italia, che dunque non appoggerà la ricandidatura dell'uscente Federico Sboarina (come invece faranno Lega, Fratelli d'Italia e Coraggio Italia).
L'evento di presentazione di ieri è stato l'occasione per mostrare il nuovo "abito grafico" di Fare!, che per l'occasione prende tinte molto più "veronesi", guardando ai colori dello stemma cittadino (al giallo, già presente nella prima versione si è aggiunto il blu, declinato in tono "carta da zucchero"). Il concetto di "Fare!" è ancora presente (sia pure espresso a colori invertiti, in blu su rettangolo giallo - con al di sotto una striscia tricolore - e con un altro carattere, simile al Nexa), così come c'è anche il faro delle origini (stavolta più piccolo e curato, tinto di giallo, come il fascio di luce che però stavolta è dotato anche di due fasce di "penombra", variazioni più chiare del blu). Senza dubbio, però, nel nuovo emblema l'elemento più evidente è il riferimento allo stesso Tosi, stesso corpo del nome del partito eppure più visibile, per il suo emergere dal fondo blu che renderà senz'altro ben riconoscibile questo contrassegno elettorale. Anzi, volendo trovare qualche spunto grafico di "già visto", sembra di ritrovare un uso dei colori molto simile nelle tante varianti del simbolo di Fratelli d'Italia che portano nella parte alta blu il nome (in giallo) di Giorgia Meloni o dei candidati sindaci/presidenti (questo, naturalmente, non può in alcun modo costituire un rischio di confondibilità, viste tutte le differenze chiaramente apprezzabili).
A ricordare la storia e il senso del contenuto del simbolo - certamente meglio curato rispetto alla prima versione - ha provveduto Patrizia Bisinella, moglie di Tosi e già candidata sindaca di Verona nel 2017, sostenuta ovviamente anche da Fare!: in base a quanto riportato da CronacadiVerona.com, ha ricordato che il simbolo "rappresenta un vero e proprio movimento politico sorto nel 2015 e che è presente, oltre che nella nostra provincia veronese, anche in Veneto e in altre realtà italiane, per questo è stato ripreso in questa campagna politica. Si contraddistingue per la parola 'Fare', che indica la capacità e la voglia di agire in maniera concreta e pragmatica nel rapporto con i nostri concittadini e la volontà di passare dalle parole ai fatti, come Flavio Tosi ha dimostrato di saper fare nei 10 anni che ha amministrato questa città. Vogliamo rilanciare Verona, dopo cinque anni di delusione e degrado. Il simbolo storico del faro rappresenta nel nostro immaginario l'idea di un sogno, il voler essere una guida sicura". La campagna che il capoluogo scaligero sta per vivere, dunque, si presenta già ora movimentata e affascinante, con almeno tre candidati principali (c'è anche l'ex calciatore Damiano Tommasi per il centrosinistra) e la curiosità di scoprire quali liste saranno presenti e con che veste: il simbolo di Fare! con Flavio Tosi, in ogni caso, è già pronto.

giovedì 1 giugno 2017

Verona, simboli e curiosità sulla scheda

Altro comune tra i principali chiamati al voto, su cui si appuntano molte delle attenzioni alla vigilia del voto è indubbiamente Verona. Flavio Tosi, dopo due mandati, non poteva ricandidarsi, ma la continuità del suo progetto verrebbe assicurata dall'eventuale elezione di Patrizia Bisinella, compagna di Tosi e senatrice di Fare!, il partito fondato dal sindaco uscente. I principali avversari di Bisinella sono Orietta Salemi, candidata dal Pd e due liste civiche (ma la sinistra non fa parte della coalizione), e Federico Sboarina, espressione sostanzialmente unitaria del centrodestra, Lega Nord compresa. In tutto si fronteggiano 24 liste: un numero alto, considerando che a Genova, che ha più del doppio degli abitanti, i simboli sulla scheda saranno solo 16.

Patrizia Bisinella

Sono ben sette le liste presentate a sostegno della candidatura di Patrizia Bisinella, un record eguagliato dal candidato di centrodestra Sboarina. La senatrice di Fare! è stata sorteggiata per prima e, tra le sue liste, in alto a sinistra apparirà l'emblema della formazione personale Ama Verona. Domina certamente il profilo bianco del ponte Pietra, l'unico di epoca romana rimasto oggi (e perfettamente riconoscibile grazie al tondo posto al centro), ma i drogati di politica saranno più che altro interessati al fatto che, con le scritte bianche su fondo azzurro e una specie di arcobaleno tricolore (anche se qui ha piuttosto la forma di una S a doppia curva), il simbolo rimanda decisamente a quello del Pdl. Anche se, naturalmente, Bisinella non ne ha mai fatto parte.
Subito dopo la sorte ha piazzato la lista Csu - Cristian social Union Veneta, formazione nata in agosto proprio a Verona, su calco della Csu bavarese, con l'idea di portare a livello locale gli stessi suoi valori. I colori sono gli stessi visti nei mesi scorsi, con l'azzurro, il verde e il giallo (che tinge tra l'altro il leone di San Marco); la font, Optima Bold, è tra l'altro la stessa della Lega Nord. Nella parte inferiore del contrassegno, tra l'altro, c'è un riferimento testuale al Movimento Nuova Repubblica, nato nel 2013 e con vari veronesi nel suo organigramma: anche questo soggetto - di cui converrà riparlare - sostiene Bisinella, ma stranamente non c'è traccia del suo simbolo, che pure esiste. 
Terza in ordine di estrazione è risultata la lista Verona si muoveformazione di "liberali, ecologisti e sportivi" guidata da Giorgio Pasetto, attiva sui fronti della tutela dei diritti civili e delle libertà individuali, della trasparenza nella gestione delle partecipate, del miglioramento del trasporto pubblico, della ciclomobiltà e dell'ambiente, nonché dell'attenzione allo sport. Il simbolo è quello già circolato nelle settimane scorse, con le quattro righe pennellate riconducibili ai Radicali italiani e l'atleta che corre, proiettato in avanti: curiosamente, però, se all'inizio la sagoma era di colore blu, nel manifesto risulta ora verde, senza che sembri esserci stato un motivo particolare per questa modifica. E nemmeno si può dire "verde Lega", visto che stavolta il Carroccio sta altrove...
Non porta ovviamente alcun dubbio la quarta lista a favore di Bisinella, Fare! con Flavio Tosi: il partito del sindaco uscente non poteva non fare parte della coalizione che rappresenta la continuità amministrativa con le due consiliature dell'ex esponente leghista. Praticamente tutto è uguale, con il nome giallo in grande evidenza sotto al fascio di luce gettato dal faro acceso, fin dall'inizio simbolo dei comitati provinciali della fondazione-partito su buona parte del territorio nazionale. Unica modifica visibile, il riferimento a Tosi normalmente posto sul segmento inferiore giallo è stato ricollocato sotto al nome, per lasciare spazio all'indicazione della candidata sindaca.
Quinta formazione sorteggiata tra quelle che appoggiano Bisinella è quella dei Pensionati veneti, dalla grafica piuttosto semplice come quella del più noto Partito pensionati (schierati con Sboarina, dopo aver sostenuto Tosi alle scorse regionali in Veneto) dal quale in effetti il movimento dei Pensionati veneti, in effetti, si è scisso. L'emblema presenta però una caratterizzazione inconfondibile: il fondo bianco rimane, viene inserita una coroncina rossa intorno al cerchio, ma soprattutto al centro della rappresentazione c'è il leone di San Marco in tonalità verde. forse per rappresentare comunque il tricolore nel complesso. A differenza di altre rappresentazioni, in questo caso il libro dei Vangeli è chiuso e il leone impugna una spada alzata.
Altra formazione che rappresenta un'evidente continuità rispetto alle due amministrazioni passate è la Lista Tosi, sesta su manifesti e schede: essa rappresenta l'evoluzione della Civica per Verona - Tosi sindaco, presente alle ultime due tornate di elezioni comunali. I colori sono quelli della città - nella stessa posizione di allora - così come somiglia allo stemma cittadino quello riportato in primo piano (la forma è diversa, altrimenti la commissione non avrebbe dovuto accettarlo); rispetto al passato, tuttavia, il cognome di Tosi è ancora più evidente, anche se lui non è più candidato sindaco ma "solo" capolista. A questo punto, è inevitabile concludere che ci si trova davanti a un chiaro esempio di "lista del sindaco uscente", fatta per tirare la volata alla succeditrice sperata.
Chiude la compagine delle liste a sostegno di Bisinella la lista La voce della gente - Radio libertà. Si tratta di una formazione guidata e voluta da Giampaolo Bassi, editore di Radio Universal, emittente ufficiale del Chievo Verona: la cosa fa notizia, perché Bassi ha militato nella Lega Nord a partire dal 1990 e lui stesso ha detto che il sostegno a Bisinella è arrivato dopo la mancata candidatura tra le file del Carroccio. La grafica, bisogna ammetterlo, non è troppo accattivante: il centro del contrassegno è un megafono rosso e giallo (e funzionante, visti i "fulminetti" all'esterno della tromba), posto su fondo blu sfumato, mentre nel segmento inferiore giallo è riportata in blu la scala della famiglia scaligera; l'uso dei caratteri è quello che è, ma se non altro l'immagine è ben riconoscibile.

Marco Giorlo

L'ottava lista sorteggiata è Tutto cambia, unica lista presentata a sostegno di Marco Giorlo, ex assessore allo sport della giunta Tosi, dimessosi dopo le polemiche seguite a una puntata della trasmissione Rai Report. Nessuna accusa a suo carico si è rivelata fondata, ma la politica non gli aveva ridato spazio, così Giorlo già un anno fa ha scelto di candidarsi direttamente a sindaco. E se il nome fa pensare piuttosto a una canzone sudamericana storica, come simbolo Giorlo ha voluto uno dei segni caratteristici di Verona, l'Arena,interpretata come una sorta di nastro arricciato (con tanto di archi) e dai colori dell'arcobaleno, per un movimento che si dichiara attento soprattutto all'impegno sociale, per "gli ultimi", alla sicurezza, nonché alla tutela del patrimonio culturale e ambientale della città. 


Roberto Bussinello

Verona è tra le città al voto in questo turno elettorale in cui è riuscita a presentare la propria lista anche CasaPound Italia. La formazione dunque partecipa alle elezioni con un proprio candidato sindaco, Roberto Bussinello, veronese di nascita. L'emblema depositato, ovviamente, è quello ben noto a livello nazionale, con la tartaruga dal carapace di forma ottagonale e l'arco tricolore nella parte inferiore della corona di contorno. La corsa, ovviamente, è solitaria, non essendo stata prevista alcuna coalizione, come in ogni altra occasione in cui in passato CasaPound ha presentato candidature alle elezioni amministrative.


Orietta Salemi

E' stata sorteggiata per quarta la candidata sindaca Orietta Salemi, sostenuta da tre liste. E' stata confermata la presenza della formazione civica Eppur si muove, un gruppo dalla dichiarata sensibilità in tema di cultura, scuola, mobilità e lotta al gioco d'azzardo. Sembrano alle spalle le polemiche con Pasetto e il gruppo di Verona si muove, che avevano protestato contro "la scorrettezza" di aver presentato un nome troppo simile; la denominazione (di chiara matrice galileiana) è rimasta la stessa e così anche la grafica, decisamente dominata dal rosso, con il nome spezzettato in vari settori, per dare l'impressione del movimento e della natura composita dell'impegno e della città stessa.
Certamente nessun problema è arrivato dalla presentazione della lista del Partito democratico, principale sponsor della candidatura di Salemi. Il simbolo nazionale del partito - unica formazione politica presente nella coalizione in esame - viene presentato nella sua versione integrale (senza ritocchi all'immagine, con in più l'aggiunta dell'espressione "Salemi sindaco" - e non "sindaca", come ci si potrebbe aspettare, anche se non è scontato - nella parte inferiore; in questo caso, si è optato per la dicitura bianca su un segmento blu, una soluzione grafica un po' più invasiva di altre e non praticata così spesso, ma comunque in fondo non sgradevole all'occhio.
Salemi è appellata come sindaco anche nella terza formazione presentata a suo sostegno, Verona civica. Anche in questo caso il rosso è decisamente dominante all'interno di un contrassegno dalla struttura elementare: l'espressione "Salemi sindaco" ha il rilievo maggiore, per il corpo del testo e la posizione centrale, mentre appare molto più leggera la denominazione, disposta a doppio arco in alto e in basso, quasi a voler delimitare un cerchio interno. Il simbolo, che certamente non passerà alla storia per eleganza ed elaborazione grafica, obiettivamente è di facilissima lettura e dovrebbe essere percepito in modo netto e diretto dagli elettori.


Michele Bertucco

Sono due le liste a sostegno del quinto candidato sorteggiato, Michele Bertucco; entrambe, peraltro, ripetono lo stesso modello di struttura, divisa sostanzialmente in due, con l'espressione "Michele Bertucco sindaco per Verona" su fondo verde e il cognome dell'aspirante primo cittadino ben in evidenza, per il suo colore bianco. La prima lista, Sinistra in Comune, appare di matrice più politica, non solo per il riferimento agli "ambientalisti" e ai "progressisti" e per l'evocazione della sinistra: l'iniziale di quest'ultima parola, infatti, riprende in modo evidente la S del simbolo nazionale di Sinistra italiana, che è parte del progetto (ma lo sono anche Rifondazione comunista e altri gruppi).
La seconda lista è invece denominata Verona in Comune: se anche il nome è molto simile alla formazione appena analizzata, questa lista manifesta chiaramente la sua natura civica, che completa il quadro dell'unico candidato che si qualifichi come "di sinistra" (non ci sono falci e martelli sulla scheda a Verona). La parte superiore del cerchio, in questo caso, è bianca, mentre il nome è proposto (con una font ancora diversa) in un rosso mattone, tendente all'arancione; molto pregevole graficamente è il riferimento all'Arena, evocata con fini archi di varie tonalità di verde intorno alla C di "Comune" e un piccolo accenno di arcata nella parte superiore.


Michele Croce

Corre da solo Michele Croce, 43 anni, avvocato tributarista, candidato con Tosi nel 2012, già presidente dell'Azienda gestione edifici comunali, fino alla brusca fine del rapporto di fiducia col sindaco uscente per alcune accuse mossegli circa la sua gestione. Da quella esperienza finita male e dalla completa riabilitazione legale è nato il movimento Verona pulita, che si presenta alle elezioni dandosi "l'obiettivo di un’amministrazione pubblica trasparente ed efficiente, attraverso la lotta alla corruzione ed alle diseguaglianze", con un'azione ispirata ai verbi "dare", "essere" e "fare". Il simbolo riprende i colori della città; avesse avuto le strisce gialle e blu sul fondo del cerchio, con quel segmento biconcavo giallo centrale, avrebbe ricordato lo stemma dell'Hellas Verona.


Alessandro Gennari

Il settimo aspirante primo cittadino estratto è Alessandro Gennari, che si presenta come candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle. Non risulta che vi siano state particolari questioni per la scelta del candidato e dei componenti della lista, naturalmente contrassegnata dal simbolo consueto, con la sostituzione del sito di Beppe Grillo con quello del M5S, come da delibera degli attiVisti di vari mesi fa. Il MoVimento riparte dal risultato di cinque anni fa, quando era arrivato al 9,5% (il candidato di allora, Gianni Benciolini, aveva preso giusto qualcosa di meno, risultando il terzo più votato tra le potenziali guide del comune), conquistando due seggi in consiglio.


Federico Sboarina

Ottavo e ultimo sorteggiato tra i candidati sindaci, Federico Sboarina si pone come candidato unitario del centrodestra (tosiani esclusi, ovviamente). La prima lista sorteggiata, Sboarina sindaco, rappresenta in realtà una "bicicletta" di due simboli di altrettante associazioni civiche già esistenti e ampiamente rappresentate nelle istituzioni: Battiti per Verona (sorta nel 2013) e Verona domani (nata nel 2014), Sotto al nome della lista (bianco, su fondo blu) trovano dunque posto l'emblema di Battiti, con nastro tricolore e Arena con chiodino segnaposto su fondo blu sfumato, e quello di Verona domani, altra raffigurazione del ponte Pietra sull'Adige, stavolta blu su fondo giallo.
La seconda formazione a sostegno di Sboarina è originale, anche sul piano grafico, pur risultando un po' inquietante all'occhio... e per l'occhio. Verona più sicura, lista nata online da vari gruppi di cittadini che condividono giorno per giorno segnalazioni, preoccupazioni sulla sicurezza nei quartieri - trasmettendole alle forze dell'ordine e alle istituzioni - ha deciso di sostenere il candidato di centrodestra per dar forza al suo bisogno di sicurezza e ha scelto come simbolo l'immagine di un occhio sopra l'Arena stilizzata - "un occhio dei cittadini tutti su Verona", spiegano sulla pagina Facebook a chi vedeva significati massonici nell'immagine - e su una struttura ad alveare ("le api, in quanto animali sociali, rappresentano l'aggregazione", spiegano ancora dalla pagina) il tutto in giallo su fondo blu. La grafica rende l'idea, ma più che rassicurare sembra un po' ansiogena.
Terza lista della coalizione di centrodestra è quella di Fratelli d'Italia, che come capolista avrà addirittura il soprano Cecilia Gasdia, già direttrice di Verona Opera Academy. In questo caso, la struttura del contrassegno è molto più simile a quela delle elezioni europee 2014, con il nome di Giorgia Meloni proposto con lo stesso carattere (e in quel segmento incomprensibilmente staccato dal resto del campo blu) e con la "pulce" di An a grandezza sicuramente maggiore rispetto a quanto visto a Genova; questo nonostante la riduzione comunque necessaria per inserire il riferimento - tutto sommato proporzionato e non sgradevole - alla candidatura di Sboarina, nella parte inferiore del cerchio.
Come quarta lista il sorteggio ha indicato quella del Partito pensionati: se cinque anni fa aveva appoggiato Tosi, ora ha scelto di collocarsi nella coalizione di centrodestra (anche a costo di subire qualche perdita andata a beneficio, come si è visto, del fronte di Bisinella). Sulla scheda, in ogni caso, finirà il simbolo tradizionale, chiaro e pulito, con la scritta "Pensionati" (in una font decisamente vintage) blu al centro di un cerchio bianco, contornato sempre di blu. Al precedente turno elettorale i Pensionati - con un contrassegno leggermente personalizzato - avevano ottenuto l'1,76% senza eleggere consiglieri; si vedrà quanto riusciranno ad apportare questa volta alla nuova coalizione.
Al quinto posto all'interno della coalizione si troverà l'emblema di Forza Italia, che torna dopo il non brillante risultato - 5,29% - ottenuto cinque anni fa dal Pdl, che dunque aveva un elettorato potenzialmente più ampio (considerando che nel 2007, in una delle sue ultime apparizioni, Fi aveva superato il 15%). Se però nel 2012 il simbolo del Pdl era stato usato schietto, senza alcun'altra indicazione, questa volta la bandierina forzista si accompagna all'inevitabile riferimento a Silvio Berlusconi, mentre in alto è stato aggiunto il riferimento all'aspirante sindaco Sboarina. Il risultato veronese non è certo ribaltabile sul territorio italiano, ma il rilancio di Forza Italia passa anche da qui.
Come ampiamente accennato, a differenza di cinque anni fa, fa parte della coalizione di centrodestra anche la Lega Nord - Liga Veneta. Se inizialmente i due partiti erano distinti, da molti anni - come è noto - la Liga è la struttura nazionale per il Veneto del Carroccio e si caratterizza per la presenza ben visibile del Leone di San Marco (stavolta con il libro aperto e la scritta Paxe, nella stessa foggia utilizzata a suo tempo da Franco Rocchetta), che un tempo invece era collocato sullo scudo di Alberto da Giussano, dove ora trova posto il Sole delle Alpi (il simbolo usato in questo frangente, in effetti, è lo stesso già visto alle regionali del 2015 a sostegno di Luca Zaia).
Chiude la serie dei sette contrassegni a sostegno di Federico Sboarina quello di Indipendenza noi Veneto, formazione anch'essa già vista nel 2015 in occasione delle regionali e al centro di una polemica con Indipendenza veneta per il nome troppo simile. Il simbolo in questione era stato adottato da un cartello di forze politiche (Veneti Indipendenti, Liga Veneta Repubblica, Veneto Stato,  Progetto NordEst, Tea Party Veneto e Pro Veneto) uniti sotto la stessa bandiera, che richiamava allora come oggi lo stendardo della Serenissima con il leon da guera, apportato dalla Liga Veneta Repubblica che lo utilizzava dal 1998 (anche quando si era chiamata Liga Fronte Veneto). La stessa Liga Veneta Repubblica che era stata guidata da Fabrizio Comencini dopo una scissione dalla Lega Nord e che ora, invece, è di fatto alleata del Carroccio. Da notare, sotto al riferimento a Verona, la frase "Nec descendere nec morari" (non scendere né fermarsi), motto della famiglia Della Scala. 

Filippo Grigolini

Ultimo candidato sindaco sorteggiato a Verona è Filippo Grigolini, espressione unicamente del Popolo della Famiglia, che dunque anche a Verona riesce a piazzare un proprio candidato. Il simbolo è quello consueto, già analizzato a proposito di Genova; da segnalare che a Verona il capolista è Gianfranco Amato, tra i fondatori e ispiratori del movimento - di cui peraltro è il segretario - che si era presentato per le prime volte alle amministrative di rilievo dello scorso anno. A Verona il gruppo è nato a settembre del 2016 e questo è il primo appuntamento elettorale importante in cui misurarsi in Veneto, insieme a Padova.