Visualizzazione post con etichetta l'Italia che verrà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta l'Italia che verrà. Mostra tutti i post

mercoledì 11 marzo 2015

L'Italia che verrà? Passa per Saronno..

A maggio si vota, e si sa. L’obiettivo dei più sarà puntato sulle regionali, ma trascurare le elezioni comunali potrebbe essere un peccato, anche solo per gli emblemi che potrebbero finire sulla scheda. Si prenda per esempio Saronno, comune tutt’altro che trascurabile in provincia di Varese. Si lascino da parte i partiti maggiori (o, per lo meno, le loro componenti ufficiali) e ci si guardi intorno, per cercare di raccogliere dettagli interessanti.
Allo scopo, è utile guardare a chi si è candidato prima di ogni altro per la poltrona di sindaco: si tratta di Luciano Silighini Garagnani Lambertini (un nome che, c’è da immaginarlo, metterà al lavoro i tipografi per la stampa delle schede). Lui, che è originario di Genova ma da alcuni anni vive a Saronno, quasi certamente avrà almeno due liste a sostegno (forse addirittura tre), ma alle spalle ha unnumero ben più nutrito di formazioni.
«In effetti – spiega a I simboli della discordia – all’inizio io ho sottoposto i 15 punti del mio programma a vari movimenti e comitati locali, perché potessero condividerli. Si parla spesso di crisi della politica e dell’impegno, ma secondo me la vera crisi è quella dei partiti: la voglia di politica in giro è aumentata, non il contrario…». La proposta di Silighini è stata accolta da vari partiti e gruppi: l’idea iniziale era quella di riunirli tutti sotto un unico simbolo, quello del progetto politico L’Italia che verrà. «Come emblema ho scelto la statua della Ciocchina, un elemento caratterizzante di Saronno, un po’ come l’Alberto da Giussano per Legnano: la figura riporta al periodo della peste seicentesca, ricordando la donna che aveva raggruppato intorno a sé lo spirito di rivolta sociale contro il ducato di Milano. Ho preso quel simbolo e l’ho unito alla bandiera italiana, che si allontana un po’ dallo spirito più “lombardo” che talvolta si respira qui».
Anche il nome del progetto non è casuale. Da una parte vorrebbe segnare un cambio di passo («Sono stato iscritto dall’inizio a Forza Italia, l’idea era di rafforzare l’Italia che c’era, ma ora bisogna pensare proprio al futuro, all’Italia di domani); dall’altra, «L’Italia che verrà» era una sorta di leitmotiv di Gente della libertà, l’inno del Pdl: «Il testo era una poesia di mia madre, Alda Garagnani», tiene a precisare Silighini, anche se quell’inno lo ricordano in pochi (tutt’altra fortuna rispetto al tormentone di Forza Italia). Del Pdl, in ogni caso, è rimasta la font del nome, che si è conservata nel nuovo simbolo che punta a conquistare Saronno.
Nella sua lista alcuni candidati saranno tra l’altro espressi dal Pli, il Partito liberale italiano di Morandi e De Luca, che non presenterà liste. Accanto al simbolo principale di Silinghini è poi quasi certa la presenza di Forza Saronno: i colori e il nome non lasciano dubbi sull’origine, ma qualcosa in più va detto, visto che di fatto si configura una platea forzista “a due piazze” «Le anime di Forza Italia sono due – ammette il candidato sindaco –.Io sono iscritto al partito, presiedo il club Forza Silvio di Saronno, ma non ho incarichi nel partito locale. Tutto viene da un rapporto non proprio idilliaco con la figura locale di riferimento di Fi, Lara Comi. Nel partito ufficiale, di stampo verticistico, gli iscritti sono pochi e c’è l’intenzione di allearsi con “l’area Monti”; Forza Saronno nasce come contenitore del vero spirito di Fi a livello locale, che ai montiani non pensa proprio».
Da ultimo, farà di tutto per raccogliere le firme necessarie alla propria lista la Democrazia cristiana di Angelo Sandri: il partito ha tutta l’intenzione di presentarsi con il proprio scudo crociato arcuato accanto ai simboli di L’Italia che verrà e Forza Saronno. Nel caso, pare che l’Udc locale sia pronta a dare battaglia sul simbolo; di tempo per firmare e litigare, in ogni caso, ce n’è ancora tanto.