Visualizzazione post con etichetta messina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta messina. Mostra tutti i post

mercoledì 20 maggio 2026

Messina, simboli e curiosità sulla scheda

Il turno elettorale primaverile del 24 e del 25 maggio interessa anche la Sicilia e lì sono tre i capoluoghi di provincia chiamati a rinnovare la loro amministrazione. L'attenzione è puntata soprattutto su Messina, anche perché, essendosi tenute le elezioni precedenti nel 2022, non si tratta di un voto "rinviato" (per l'allungamento del mandato a cinque anni e mezzo, com'è accaduto a Venezia e altrove), bensì di un voto anticipato. Federico Basile, eletto quattro anni fa, ha infatti scelto di dimettersi un anno prima della scadenza del proprio mandato, dopo aver constatato di avere via via perso la maggioranza in consiglio comunale; si era peraltro chiusa con un anno di anticipo anche la precedente consiliatura, con Cateno De Luca che aveva lasciato la propria carica - tra l'altro - in vista della successiva candidatura a presidente della Regione Siciliana.  
A contendersi il ruolo di sindaco saranno cinque persone, incluso il sindaco uscente; le liste a loro sostegno sono in tutto 26. La scheda sarà più affollata rispetto a quattro anni fa: era uguale il numero di aspiranti sindaci, ma le liste erano 24. I simboli, peraltro, non sono stati tratti dal manifesto, visto che questo non è disponibile: se si prova a scaricarlo dall'albo pretorio, si trova un avviso che spiega che "la dimensione dei manifesti non ne consente la scannerizzazione e, pertanto, il Servizio Elettorale metterà in visione un esemplare tipo, per ciascun manifesto, nella bacheca posta al piano terra di Palazzo Zanca [...] presso lo stesso Servizio Elettorale" (una domanda sommessa: caricare il Pdf prodotto dalla tipografia e inviato alle prefetture - come fanno tanti comuni - non era proprio possibile?).
Vale la pena di segnalare che il Tar Catania ha emesso l'8 maggio una sentenza breve (n. 1380/2026) sul ricorso presentato da alcuni cittadini elettori per chiedere di annullare gli atti che hanno portato a indire le elezioni messinesi, ritenendo che i tempi delle dimissioni di Basile non consentissero di votare nella primavera di quest'anno: secondo i ricorrenti, si sarebbe dovuto applicare anche in Sicilia l'art. 2 della legge nazionale n. 182/1991, che dispone l'inclusione nel turno elettorale ordinario di quello stesso anno delle elezioni nei comuni in cui si vota per motivi diversi dalla scadenza del mandato "se le condizioni che rendono necessario il rinnovo si sono verificate entro il 24 febbraio", mentre le dimissioni del sindaco si sarebbero perfezionate il 27 febbraio; la Regione, invece, sosteneva di avere competenza legislativa esclusiva in materia di enti locali, dunque anche delle loro procedure elettorali. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso perché, pur avendo il giudice amministrativo giurisdizione sull'impugnazione degli atti precedenti l'indizione delle elezioni, i ricorrenti non avrebbero dimostrato di avere dall'eventuale accoglimento del ricorso "uno specifico beneficio in [proprio] favore", un "interesse differenziato rispetto a tutti gli altri soggetti", nonché "attuale e concreto all'annullamento dell'atto": il loro interesse sarebbe consistito solo nel "conseguire la legalità e la legittimità dell'azione amministrativa" (in questo caso, della procedura elettorale), interesse pari a quello di qualunque altro membro del corpo elettorale messinese, che non avrebbe tratto dall'auspicato accoglimento "un'effettiva utilità [...] intesa come riparazione o reintegrazione di una lesione della propria sfera giuridica avente carattere di personalità, concretezza e attualità". I cittadini elettori, però, potranno impugnare "tutti gli atti del procedimento elettorale successivi all'emanazione dei comizi elettorali [...], unitamente all'[...]atto di proclamazione degli eletti" a procedura elettorale terminata, in base all'art. 130 del codice del processo amministrativo: è probabile, quindi, che i giudici amministrativi siciliani siano chiamati di nuovo a esprimersi sulle elezioni messinesi. Se così sarà, se ne parlerà di nuovo.
 
* * *
 

Marcello Scurria

1) Democrazia cristiana - Partito repubblicano italiano - Partito animalista

Il sorteggio ha collocato al primo posto Marcello Scurria, avvocato amministrativista, candidato sostenuto dall'intero centrodestra e non solo. La prima lista è quella che raccoglie la Democrazia cristiana (il partito di cui era segretario Totò Cuffaro fino a sei mesi fa e ora guidata dal facente funzione Gianpiero Samorì, ma sempre forte in Sicilia), il Partito repubblicano italiano e il Partito animalista. Il simbolo della Dc (il drappo bianco crociato su fondo blu) ha dimensione maggiore rispetto agli altri due, probabilmente per segnalare una prevalenza nella composizione della lista e anche per evidenziare l'esenzione dalla raccolta firme ottenuta grazie al gruppo parlamentare della Dc costituito all'Assemblea regionale siciliana.
 

2) Marcello Scurria sindaco per Messina

La seconda formazione della coalizione di sette liste - tante, ma non sono certo il record di questa competizione - in appoggio a Scurria è quella dichiaratamente più vicina al candidato: si tratta infatti di Marcello Scurria sindaco per Messina. La civica personale dell'aspirante sindaco impiega un fondo turchese cerchiato da un bordo più scuro - che tinge anche il profilo dei monumenti principali della città - e giallo ocra, lo stesso colore con cui sono proposte le parole "sindaco", "Messina" e "Partecipazione" (quest'ultima collocata sotto la silhouette degli edifici. 
 

3) Fratelli d'Italia

La terza lista della coalizione di centrodestra è quella di Fratelli d'Italia, che parte dall'8,8% ottenuto quattro anni fa. Se allora era stato utilizzato il contrassegno coniato nel 2018 per le elezioni politiche, questa volta l'emblema è identico a quello visto in gran parte degli appuntamenti elettorali dopo il voto alle europee del 2024 (dunque anche quest'anno, come nella contemporaenea competizione a Venezia), con il nome del partito in alto, il riferimento a Giorgia Meloni al centro e la fiamma tricolore collocata con un certo rilievo nella parte inferiore del cerchio. 
 

4) Noi moderati

Debutta alle elezioni amministrative messinesi Noi moderati, dopo che nel 2022 aveva partecipato al voto una lista congiunta Noi con l'Italia - Dc (aveva ottenuto l'1,67%, dunque era rimasta fuori dal riparto dei seggi). Il simbolo schierato è quello ufficiale, a fondo bianco, con il nome del partito collocato al di sopra di un "ponte" tricolore e il riferimento al Partito popolare europeo nella parte superiore del cerchio. Si sottolinea che (al pari della lista civica) Noi moderati ha dovuto raccogliere le firme, non avendo un proprio gruppo parlamentare presso l'Ars.
 

5) Forza Italia

Il riferimento al Partito popolare europeo è presente anche nel contrassegno della lista di Forza Italia, partito che nel 2022 (insieme ai partiti nazionali citati prima, tranne il Pri che aveva appoggiato Basile) aveva sostenuto Maurizio Croce ed era riuscito a ottenere il 5,1%, superando di poco la soglia per essere rappresentato. Se allora il contrassegno conteneva solo la bandierina (nemmeno raffigurata per intero) e il cognome di Silvio Berlusconi, questa volta - oltre al riferimento al Ppe - si è aggiunto anche, in basso, un segmento blu che contiene l'espressione "Scurria sindaco" (peraltro proposta con un carattere diverso dagli altri già presenti all'interno del contrassegno). 
 

6) Popolari e autonomisti - Grande Sicilia

Ha potuto fruire dell'esenzione dalla raccolta firme anche la lista che unisce Popolari e autonomisti e Grande Sicilia: la prima è la sigla legata a Raffaele Lombardo che ha partecipato alle ultime elezioni regionali (mettendo insieme altri progetti, incluso il Cantiere popolare di Francesco Saverio Romano) e ha ottenuto rappresentanza di gruppo all'Ars; la seconda è stata fondata, oltre che da Lombardo, da Gianfranco Miccichè e dal sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Il contrassegno colloca i due emblemi su fondo azzurro sfumato, con la stessa colomba bianca (azzurrata) di Grande Sicilia. La lista, in questo periodo, ha peraltro ricevuto - probabilmente suo malgrado - molte attenzioni dai media soprattutto per la presenza, tra le persone candidate, di "Guitto Azzurra detta Crisafi o Azzurra o Azura o Azurra o Azzura o Assunta o Aurora o Gutto o Gitto o Gotto o Giotto o Quitto o Qutto", probabilmente denominazione da primato.
 

7) Lega

Chiude la coalizione presentata a sostegno di Scurria la lista della Lega, che di fatto debutta nelle elezioni comunali messinesi: quattro anni fa, infatti, aveva partecipato all'interno della coalizione a sostegno di Basile la lista Prima l'Italia (5,41% e tre consiglieri eletti), che ha ottenuto anche rappresentanza a livello regionale e il cui gruppo parlamentare è a doppio nome con la Lega. Il contrassegno ha come base quello impiegato negli ultimi anni dalla Lega per Salvini premier, ma nel segmento blu al di sotto di Alberto da Giussano è stato inserito solo il riferimento giallo al comune chiamato al voto: niente riferimenti a Matteo Salvini o al candidato sindaco.
 

Antonia Russo detta Antonella

8) Partito democratico

La seconda candidatura, in ordine di estrazione, è quella di Antonia "Antonella" Russo, avvocata e consigliera comunale uscente. Per la sua partecipazione alle elezioni otrà contare sull'appoggio di due liste, la prima delle quali è espressione del Partito democratico. Esattamente come quattro anni fa (quando la lista ottenne il 6,9% a sostegno di Franco De Domenico), il simbolo ufficiale del Pd finisce sulle schede senza alcuna altra aggiunta di nomi o riferimenti territoriali. Ovviamente il Pd, come titolare di gruppo parlamentare all'Ars, non ha dovuto raccogliere le firme a sostegno della propria lista
 

9) MoVimento 5 Stelle - ControCorrente

La seconda lista presentata a sostegno di Antonella Russo unisce il MoVimento 5 Stelle e ControCorrente - Lottare per restare, il partito fondato nel 2025 da Ismaele La Vardera. Il contrassegno contiene i simboli delle due forze politiche: quello del M5S è identico a quello già finito sulle schede nel 2022 nella stessa coalizione del Pd (allora ottenne il 4,25% e rimase fuori dal riparto dei seggi, ma la presenza come gruppo all'Ars ha consentito di evitare la raccolta delle firme); il simbolo di ControCorrente ha subito una modifica nella parte inferiore, essendo state semplificate le onde gialle e arancioni (così com'è sparita la stilizzazione della Trinacria) per lasciare il posto al nome di La Vardera. Completano il contrassegno due segmenti curvilinei concavi di color rosso vermiglio con una lieve banda gialla, che contengono il riferimento "Messina 2026" (spezzato in due parti tra alto e basso).
 

Federico Basile

10) La politica del Fare

Al terzo posto è finita la candidatura di Federico Basile, che si ripresenta dopo le sue dimissioni di febbraio. A suo sostegno sulla scheda avrà 15 liste, un numero da record - anche se forse non da primato assoluto, occorrerà verificare - in uno stile che non può che ricordare l'invasione simbolica alle elezioni europee del 2024 nel contrassegno della lista Libertà di Cateno De Luca . La struttura dei contrassegni è sempre la stessa, con la "pulce" di Sud chiama Nord a sinistra e il simbolo di lista a destra, con la costante del segmento giallo inferiore col cognome dello stesso Basile. Il primo a essere stato sorteggiato è La politica del Fare, con scritta bianca e gialla su fondo rosso carminio. 
 

11) Orgoglio messinese

Il secondo contrassegno della coalizione di Basile è quello di Orgoglio messinese, che su un fondo rosso un po' più chiaro propone la scritta gialla, come gialli sono brevi tratti sfumati che ricordano un po' i raggi del sole, un po' dei fuochi artificiali. Al di là del contenuto del simbolo, non può non colpire come il simbolo di Sud chiama Nord per le Autonomie sia presente - come si vedrà - in tutti e 15 i contrassegni della coalizione che appoggia Basile e ha la chiara matrice di Cateno De Luca. Il che è ancora più rilevante se si considera che la forza politica ha un suo gruppo parlamentare all'Ars, dunque gode dell'esenzione dalla raccolta firme.
 

12) Lavoro e solidarietà

Tale esenzione, per quanto si può capire, sembra riguardare tutte e 15 le liste, inclusa la terza, Lavoro e solidarietà, a fondo arancione chiaro (con un cuore rosso nella "o" di "solidarietà"). Ciò si fonderebbe su una particolare interpretazione dell'art. 3, comma 7 della legge regionale n. 7/1992 (la elettorale per le amministrative in Sicilia), in base al quale "Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti presso l'Assemblea regionale siciliana in gruppo parlamentare o che nell'ultima elezione regionale abbiano ottenuto almeno un seggio, anche se presentino liste contraddistinte dal contrassegno tradizionale affiancato ad altri simboli. In tali ipotesi le liste dei candidati saranno sottoscritte e presentate dal rappresentante regionale del partito o del gruppo politico o da una o più persone dallo stesso delegate, con firma autenticata".
 

13) Il Futuro è adesso

Dopo un parere chiesto da De Luca al Dipartimento Autonomie locali dell'Assessorato regionale Autonomie locali e funzione pubblica, che il 16 marzo ha ribadito le disposizioni applicabili in materia di esonero dalla raccolta delle sottoscrizioni, la segretaria generale della città di Messina il 14 aprile avrebbe chiesto un ulteriore parere al Dipartimento: il dirigente del Servizio e il funzionario direttivo hanno risposto che "il comma 3 dell'art. 7" della legge regionale (è evidente che i numeri sono stati scambiati) "non pone limiti all'applicazione del disposto normativo medesimo afferente l'esenzione della sottoscrizione delle liste e delle candidature per i partiti [...] costituiti presso l'Assemblea regionale siciliana in gruppo parlamentare [...], tant'è che il secondo periodo del comma in trattazione, 'In tali ipotesi le liste dei candidati saranno sottoscritte e presentate dal rappresentante regionale del partito o del gruppo politico o da una o più persone dallo stesso delegate, con firma autenticata' è coniugato al plurale". Ciò avrebbe permesso la presentazione senza firme di tutte e 15 le liste, anche della quarta, Il Futuro è adesso (con il nome bianco e - con riferimento alla "è" - rosso su fondo verde acqua). Lo stesso parere peraltro ricordava che ogni decisione sull'ammissibilità di contrassegni e liste sarebbe spettata alla commissione elettorale circondariale.

14) Sud chiama Nord

Il parere reso dall'assessorato, esibito da De Luca in un post su Facebook del 26 aprile, ha quindi fatto sì che tutte e 15 le liste - inclusa la quinta, Sud chiama Nord, declinato in chiave specificamente messinese - venissero presentate avendo nel contrassegno la "lenticchia" (come Cateno De Luca chiama la miniatura del simbolo, altrove chiamata "pulce" o "cimice") del partito fondato dallo stesso De Luca e presente con proprio gruppo all'Ars. L'idea che le liste potessero essere depositate e ammesse senza l'onere della raccolta firme, tuttavia, è stata accolta con sfavore dagli sfidanti, in particolare da Scurria e dal centrodestra.  
 

15) De Luca sindaco di Sicilia

Secondo l'amministrativista, infatti, l'esenzione prevista dalla legge dovrebbe valere per una sola lista, verosimilmente la prima depositata presso la segreteria comunale, mentre in assenza di almeno 700 sottoscrizioni a sostegno per ogni altra lista avrebbero dovuto essere escluse tutte le altre, inclusa De Luca sindaco di Sicilia (con testo bianco e giallo su fondo rosso scarlatto). Scurria ha ribadito più volte la sua tesi, contestata da De Luca, mentre l'assessorato regionale, dopo una nuova interrogazione da parte della prefettura di Palermo, espressamente  relativa alla possibilità "che un medesimo partito o gruppo politico si candidi nella stessa competizione elettorale, risultando presente con più liste dai simboli similari ma inequivocabilmente riconducibili al medesimo partito", avrebbe risposto soltanto - come fa sapere La Sicilia - ribadendo l'inammissibilità di "contrassegni di lista che siano identici o che si possano facilmente confondere con quelli di altre liste". 
 

16) Sviluppo sostenibile

La situazione è apparsa molto pesante nei giorni di deposito dei documenti di candidatura, finiti il 29 aprile (giorno cui risale un video di una diatriba tra Giuseppe Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord e un emissario delle liste di Scurria). Tra i vari atti, anche un comunicato in cui Scurria parlava di "un parere dell’Ufficio legislativo regionale su richiesta dell’assessorato [...] non ancora arrivato alla Commissione elettorale di Messina", di contenuto non noto ma a suo dire plausibilmente "contrario rispetto al primo rilasciato dall'assessorato regionale". Di quel parere Scurria ha chiesto l'acquisizione da parte della prefettura, ritenendo contestualmente che l'ammissione delle liste - anche di Sviluppo sostenibile, con testo bianco su fondo verde carico - sulla base di un'esenzione fondata su elementi non solidi sarebbe stata un azzardo, che in caso di vittoria di Basile aprirebbe la strada all'impugnazione del risultato elettorale davanti al TAR, col rischio che il voto venga annullato.
 

17) Amo Messina

È facile dedurre, visto che se ne parla ora, che tutte le 15 liste - compresa Amo Messina, già vista nel 2022, con il nome scritto in rosso connotato da un cuoricino giallo nella "o" e il profilo parziale di un cuore giallo, sopra al nome della città manoscritto - sono state ammesse. Si apprende tuttavia che la commissione elettorale circondariale, presieduta dalla viceprefetta Cettina Pennisi, "per evitare rischi di confusione" (così si legge su MessinaToday) il 30 aprile avrebbe chiesto la modifica dei contrassegni. In particolare, guardando il video pubblicato da Cateno De Luca il 1° maggio - i contrassegni originariamente conformati con la "pulce"/"lenticchia" inserita nel corpo del fregio nuovo sono stati tutti sostituiti con il formato della "bicicletta ineguale", vale a dire con la stessa "pulce" collocata all'esterno del nuovo fregio, come a voler mettere in luce la differenza tra il soggetto esentante e quello esentato (si tratterebbe, più che di una questione di confondibilità, di una lettura restrittiva del testo "liste contraddistinte dal contrassegno tradizionale affiancato ad altri simboli").
 

18) Basile sindaco di Messina

Basile e De Luca hanno adempiuto a quanto chiesto dalla commissione elettorale - modificando anche il simbolo di Basile sindaco di Messina, unico in cui il cognome del candidato sindaco, sempre nero si sposta dal segmento giallo al fondo bianco, mentre il resto del nome è scritto in rosso (su fondo bianco) e bianco (su banda rossa) - pur ritenendosi danneggiati, poiché il formato della "lenticchia interna" era stato accolto nelle altre province. L'ammissione delle liste, invece, non è piaciuta al centrodestra. La sottosegretaria messinese ai rapporti col Parlamento Matilde Siracusano (Fi), il 30 aprile ha dichiarato (come si legge, ad esempio, su IlSicilia.it): "La Commissione elettorale [...] di Messina, con il via libera alle 15 liste riconducibili a Sud chiama Nord, si assume una responsabilità senza precedenti. Le elezioni così vengono falsate, con l'assurda logica seguita da De Luca, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Pd, e tutti gli altri partiti presenti all'Ars avrebbero potuto presentare decine e decine di liste collegate. [...] Non lo abbiamo fatto per una semplice ragione, perché non si può fare! [...] è ormai assodato che esista un parere dell'Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana secondo cui non è possibile presentare liste senza la regolare raccolta delle firme. Un movimento politico rappresentato all’Assemblea regionale siciliana può beneficiare dell’esenzione per una sola lista, non per una molteplicità di liste che riproducono al loro interno il medesimo simbolo di riferimento. Quanto avvenuto rappresenta un precedente gravissimo, destinato a generare confusione non solo a livello locale ma anche nazionale. Da oggi, qualsiasi partito o movimento presente nelle assemblee legislative potrebbe ritenersi autorizzato a presentare un numero indefinito di liste collegate, eludendo di fatto le regole sulla raccolta delle firme. Si tratta di un’operazione inaccettabile, un vero e proprio azzardo, che rischia di produrre effetti pesanti sulla regolarità del voto. I cittadini messinesi potrebbero trovarsi a votare tra poche settimane in un quadro viziato da evidenti anomalie, con il concreto pericolo che le elezioni vengano successivamente invalidate a seguito di scontati ricorsi".
 

19) Costa blu

Cateno De Luca ha bollato come gravissime le parole di Scurria e di Siracusano, annunciando denunce alla Procura della Repubblica, così come Scurria ha lasciato intendere che, a elezioni concluse, molto probabilmente la proclamazione degli eletti e gli atti di ammissione delle liste - inclusa Costa blu, che pone il nome bianco e azzurro su fondo blu scuro con una superficie del mare increspata stilizzata - saranno impugnati davanti al Tar di Catania. Peraltro è facile notare che anche altrove corrono più liste contenenti la "pulce" di Sud chiama Nord (per esempio a Barcellona Pozzo di Gotto o a Milazzo, con Laura Castelli candidata sindaca), anche se non è dato sapere se in quei casi sono state raccolte le firme o sia stata invocata l'esenzione.
 

20) Liberi e forti

Per sapere se gli atti elettorali saranno impugnati da qualche cittadino elettore, dunque, occorrerà attendere il responso delle urne (e, qualora ricorsi vi siano, di certo questo sito se ne occuperà, dal momento che la sentenza sarà destinata a incidere a livello ampio sulle procedure elettorali e sul comportamento dei partiti maggiori, nonché di quelli eventualmente alleati con loro). Quel che è certo, per ora, è che il sostegno di 15 liste - tra cui Liberi e Forti, con testo color turchese su fondo bianco - intende porre una seria ipoteca sul risultato a favore di Basile, che quattro anni fa vinse al primo turno ottenendo il 45,54% con l'appoggio di 9 liste. Occorre ricordare, infatti, che le norme siciliane sulle elezioni amministrative prevedono il ballottaggio solo ove nessun candidato sindaco abbia superato il 40%, soglia che sembra più alla portata con un numero ampio di candidati consiglieri pronti a raccogliere consenso.   
 

21) Zancle

In ogni caso, è opportuno ricordare che delle nove liste presentate nel 2022 in appoggio a Basile, soltanto tre ottennero seggi (dividendosi i 20 scranni destinati alla maggioranza), mentre ciascuna delle altre raccolse meno del 5% dei voti e dunque, in base all'art. 4, comma 3-bis della legge regionale n. 35/1997, non hanno avuto accesso al riparto dei seggi. Un numero così alto di liste - tra le quali c'è anche Zancle, uno dei simboli più creativi, che pone il nome originario di Messina scritot in bianco bordato di blu turchese scuro sopra alla stilizzazione del braccio sabbioso di San Raineri, resa in azzurro - rende certamente difficile ottenere percentuali significative all'interno dello stesso bacino di voti.
 

22) Cateno per i giovani

Il rischio maggiore che si corre, in presenza di tante liste parte della stessa coalizione, per paradosso è che l'aspirante sindaco sia eletto - al primo o al secondo turno - ma che il consenso sia così frammentato tra le liste da far sì che nessuna raggiunga la soglia del 5%. Proprio quello che è accaduto dopo le elezioni del 2018, quando Cateno De Luca vinse al ballottaggio, ma nessuna delle sue sei liste superò il 5%. In casi come questi, di fatto, il sindaco eletto non dispone di per sé di una propria maggioranza e deve cercarla, anche volta per volta. Basile e De Luca devono aver pensato che sia meglio massimizzare la raccolta del consenso diversificando l'offerta elettorale - coinvolgendo direttamente i giovani, ad esempio, con Cateno per i giovani, scritta bianca su fondo fucsia - preparando comunque alcune liste che appaiano fin dall'inizio maggiormente in grado di raccogliere voti.
 

23) Federico per Messina

Di sicuro, lo stile dei contrassegni riconducibili a Cateno De Luca quest'anno sembra aver abbandonato la sua inclinazione verso l'alto, sperimentato prima a Messina e poi a livello nazionale con Libertà alle europee del 2024. Questa volta, infatti, gli emblemi hanno tutti uno sviluppo orizzontale, tanto nel fregio principale tanto nella "pulce" di Sud chiama Nord presentata per l'esenzione: è il caso anche di Federico per Messina, il simbolo più giallo di tutta la coalizione (con il nome quasi colloquiale tinto di rosso per risaltare meglio, oltre che per ribadire la combinazione cromatica legata a Messina). 
 

24) Messina protagonista

L'ultimo contrassegno della coalizione presentata in appoggio a Basile è Messina protagonista, sempre basato sul rosso (dello sfondo, sul quale emerge una stilizzazione di alcuni monumenti messinesi) e sul giallo. Sicuramente una coalizione così nutrita ha attirato l'attenzione di commentatori e studiosi, interessati al risultato (del candidato, della coalizione e delle singole liste), ma anche a eventuali strascichi contenziosi, allo stato possibili - e dall'esito non prevedibile - ma che potrebbero anche non sorgere.
 

Gaetano Sciacca

25) Rinascita Messina

Il sorteggio ha collocato in penultima posizione il quarto candidato sindaco, Gaetano Sciacca, già candidato sindaco con il M5S nel 2018. Questa volta si presenta sostenuto da una propria lista civica, Rinascita Messina: nel simbolo in alto c'è lo stemma della Trinacria, sotto c'è il nome in verde chiaro, mentre sotto ci sono sei case stilizzate verdi, collocate a gruppi di tre - con il sole stilizzato nel mezzo - su due porzioni di terreno (una gialla, con la scritta "48 villaggi - 1 Città") e una verde, contenente il riferimento al candidato sindaco. Non è candidato ma sostiene Sciacca anche Angelo Giorgianni, l'ex magistrato che come avvocato (insieme a Paolo Starvaggi) ha difeso i ricorrenti che avevano chiesto l'annullamento delle elezioni e che ha creato il movimento Sicilia sovrana, cui Rinascita Messina aderisce.
 

Letterio Valvieri detto Lillo

26) Lillo Valvieri sindaco

L'elenco degli aspiranti al ruolo di sindaco di Messina si chiude con Letterio "Lillo" Valvieri, anch'egli già legato al M5S e questa volta pronto a correre da solo, sostenuto dall'unica lista Lillo Valvieri sindaco. Qui a dominare decisamente è il colore blu, che tinge il fondo e le sagome di alcuni dei monumenti (si riconoscono, tra gli altri, la Fontana del Nettuno e il Duomo), facendo risaltare anche il cognome del candidato proposto in giallo come elemento più evidente del contrassegno.

venerdì 27 maggio 2022

Messina, simboli e curiosità sulla scheda

Con riguardo alle elezioni amministrative che interesseranno la Sicilia il 12 giugno, stesso giorno previsto per il voto negli altri comuni d'Italia (oltre che per i referendum sulla giustizia), sarà di certo importante l'appuntamento di Palermo - che sarà affrontato in seguito - ma merita attenzione anche il voto a Messina, cui si arriva con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale (prevista nel 2023). Ha provocato la fine anticipata della consiliatura la scelta del sindaco, Cateno De Luca, di dimettersi, un po' per protesta e un po' per prepararsi alla candidatura a presidente della Regione (le elezioni si terranno entro quest'anno).
Si contenderanno la carica da poco lasciata da De Luca cinque persone (tutti uomini), mentre le liste presentate e ammesse sono 24. Il numero tutto sommato è ridotto: nel 2018, all'elezione di De Luca, hanno partecipato 7 aspiranti sindaci, sostenuti da 29 liste; erano stati invece 6, con solo 17 simboli sulla scheda, le persone che si erano sfidate nel 2013, quando al ballottaggio era risultato vincitore Renato Accorinti.

Francesco De Domenico

1) Partito democratico 

Il sorteggio ha collocato in prima posizione Francesco De Domenico (noto anche come Franco), già direttore generale dell'Università di Messina, ex deputato regionale e segretario locale del Pd. Ed è proprio del Partito democratico la prima lista indicata dall'estrazione e destinata a essere collocata "in alto a sinistra" nelle schede elettorali. In questa competizione elettorale il Pd ha scelto di utilizzare il suo simbolo originale, senza alcuna indicazione territoriale o personale, com'è avvenuto anche nelle due consultazioni precedenti (non in quella del 2008, quando nel contrassegno c'era il riferimento a Francantonio Genovese).
 

2) Franco De Domenico sindaco 

A una lista di partito ne segue una invece palesemente civica: Franco De Domenico sindaco. Si tratta della formazione più vicina al candidato sindaco, che per caratterizzarsi agli occhi delle elettrici e degli elettori di Messina ha scelto un'elaborazione molto colorata della "falce" (del porto naturale) di Messina, che non passa inosservata. "I colori - ha spiegato lo stesso candidato sindaco - rappresentano le forze a sostegno del progetto, fusi su una base che riparte dal meglio delle precedenti esperienze. La falce e il mare sono in risalto come emblemi della città, ma anche elementi imprescindibili per le future politiche di sviluppo. Il simbolo nasce dall’elaborazione di un concetto moderno, teso a proiettare Messina verso la sua estensione metropolitana e il suo naturale carattere mediterraneo ed europeo. Viene, inoltre, trasmessa l'idea di una città colorata e multiforme".

3) MoVimento 5 Stelle 

Terza lista sorteggiata è quella del MoVimento 5 Stelle: se nel 2013 e nel 2018 la formazione fondata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio si era presentata in modo del tutto autonomo, sostenendo da sola il proprio candidato o la propria candidata alla guida del comune, questa volta il M5S sceglie di aderire alla coalizione di centrosinistra, in continuità con l'alleanza con il Partito democratico intrapresa dal 2019 in sede nazionale (non a caso come vice di De Domenico si è pensato a Valentina Zafarana, deputata regionale M5S). Il simbolo impiegato in quest'occasione è l'ultima versione, con il riferimento al 2050 nel segmento rosso posizionato sotto le cinque stelle. 
 

4) Coalizione civica per Messina

Al quarto posto sulla scheda, l'ultimo occupato dalla coalizione approntata per De Domenico, si trova la Coalizione civica per Messina. Comprensibilmente il nome può ricordare qualcosa e lo stesso può dirsi per la grafica: entrambi infatti possono ricordare la lista omonima presentata a Bologna già nel 2016 (e varata l'anno prima), con tanto di "nastro adesivo" che ospita il "per". Se a Bologna nella parte alta c'era il Nettuno, qui sono stati messi i volti di Mata e Grifone, giganti fondatori di Messina (in chiave mitologica e come incontro di differenze ed esempio di parità di genere). La lista, promossa da Articolo Uno, Cambiamo Messina dal Basso, Ideamessina, Messinaccomuna, Volt, nonché da vari movimenti studenteschi e giovanili, schiera - oltre agli aggettivi "alternativa - ecologista - inclusiva" - anche una palette di colori tradizionalmente riconducibile alla sinistra e al movimentismo, nonché alla pace per il tocco arcobaleno.
 

Luigi Sturniolo

5) Messina in Comune

Si presenta sostenuto da un'unica lista (collocata al quinto posto) Luigi Sturniolo, bibliotecario ed ex consigliere comunale al tempo dell'amministrazione Accorinti. Lo appoggia la lista Messina in Comune, dalla natura evidentemente civica (come testimonia anche la stilizzazione - salvo errore - di Palazzo Zanca, sede del Comune, e la presenza di molte sagome di persone collocate davanti all'edificio); Sturniolo ha avuto anche il sostegno di Simona Suriano, della recente componente Manifesta, il che comunque può far collocare la formazione nell'area della sinistra.
 

Salvatore Totaro

6) UCDL - Unione per le cure i diritti e le libertà

La terza candidatura su manifesti e schede, secondo l'ordine indicato dal sorteggio, è quella di Salvatore Totaro. medico, noto tanto per l'impegno a favore delle persone colpite da Covid-19 quanto per la sua sospensione per non aver assolto al proprio obbligo vaccinale. Sono due le liste che appoggiano Totaro. La prima estratta è quella che fa riferimento all'Unione per le cure i diritti e le libertà (in sigla Ucdl), legata al suo presidente, l'avvocato Erich Grimaldi. Il contrassegno contiene per intero il logo dell'Ucdl (inclusa la casa stilizzata) e lo inserisce in un testo e in uno sfondo nato apposta, a colori invertiti.
  

7) Totaro sindaco - Futuro trasparenza libertà

La seconda delle due liste di Totaro porta lo stesso nome dell'associazione Futuro trasparenza libertà, fondata e guidata da Santi Daniele Zuccarello - principale motivatore e sostenitore della candidatura del medico - con l'intento dichiarato di tutelare i diritti dei cittadini di ogni sorta. Con il logo di questa associazione, la lista in appoggio a Totaro condivide l'uso dei colori (giallo e blu, insieme al bianco del fondo), i valori e la freccia ricurva; se la freccia è sottile, l'elemento più evidente è il cognome del candidato su fascia blu, per renderlo più evidente. 
  

Federico Basile

8) Amo Messina

La quarta candidatura, quella di Federico Basile, non passa inosservata, innanzitutto per il sostegno di ben nove liste. Secondariamente, molte di queste formazioni sono di fatto in continuità con la candidatura di Cateno De Luca, sul piano strategico e anche grafico. Nel 2018, infatti, questi presentò sei liste realizzate graficamente "in serie", tutte di natura un po' civica e un po' personale, di cui lui era il trait d'union. Questa volta fanno da tratto comune il candidato stesso e Sicilia vera (anzi, Siciliavera, per come è scritto), cioè il movimento fondato dallo stesso De Luca e divenuto ufficialmente partito da pochi giorni. Si comincia con Amo Messina (il nome non ha bisogno di spiegazioni), il cui simbolo mostra già una struttura a fasce "crescenti", replicata anche per le liste seguenti, così come l'uso del rosso e del giallo, colori della città e della regione.
   

9) Basile sindaco di Messina - De Luca presidente

La struttura a fasce (o a strati, se si preferisce) emerge meglio con la seconda lista, Basile sindaco di Messina. Il nome, tuttavia, sembra proprio debba essere integrato con l'altro elemento testuale, cioè De Luca presidente: questo contrassegno, insomma, oltre che sostenere il candidato sindaco (il rilievo grafico maggiore lo conserva pur sempre lui), anticipa e "tira la volata" alla candidatura di Cateno De Luca alla presidenza della Regione Siciliana, come se le due candidature fossero un tutt'uno. Si tratta di una scelta piuttosto inconsueta ma che, proprio per questo, non passa inosservata
 

10) Gli amici di Federico 

La terza lista della coalizione che sostiene Basile sembra avere natura più personale delle altre, visto il nome scelto: Gli amici di Federico, dunque del candidato sindaco. L'uso del tricolore nazionale sembra quasi involontario, nel quadro di un disegno che punta a far guadagnare alla Sicilia una vera autonomia sotto tutti i punti di vista (Sicilia vera si propone questo, in fondo). In ogni caso, il terzo simbolo mostra che gli emblemi, colori a parte, sembrano sostanzialmente fungibili tra loro e non aiutano elettrici ed elettori a distinguere le rispettive liste. Questo come si vedrà, ha creato e può creare problemi.
 

11) Prima l’Italia 

Dopo tre liste assai simili tra loro, compare un simbolo molto diverso, ma in ogni caso già noto e facile da interpretare: nella coalizione di Basile questa volta è entrata anche Prima l'Italia, lista che - come accadrà anche a Palermo e in altre realtà comunali, specialmente al Sud - sarà curata dalla Lega. Il nome e la grafica, in fondo, appartengono alle battaglie leghiste e salviniane degli ultimi anni (anche se il nome era già stato slogan della Dc ed è stato usato in seguito da Alemanno). Se altrove sono stati inseriti nomi territoriali o di persona, qui si è scelto di inserire il simbolo così com'è. Avendo poi un gruppo all'Assemblea regionale siciliana, la lista non ha avuto bisogno di firme.
 

12) Con De Luca per Basile sindaco

Dopo Prima l'Italia, il sorteggio ha fatto ripartire la serie dei contrassegni "a strati" e la quinta lista della coalizione sembra in qualche modo essere il reciproco della seconda: Con De Luca per Basile sindaco, difatti, appare quasi un gesto con cui l'ex sindaco ricambia l'endorsement dell'aspirante primo cittadino alla sua candidatura alla presidenza della Regione Siciliana. Qui anche il rilievo del cognome di Cateno De Luca è ben maggiore rispetto a quello del candidato sindaco: è già accaduto in passato che ex sindaci facessero da "sponsor", ma la reciprocità nei simboli era ancora inesplorata, prima di quest'occasione.
 

13) Mai più baracche 

La lista "a strati" seguente, Mai più baracche, sembra accennare a una situazione nota alle elettrici e agli elettori messinesi, dunque riconoscibile: in questi mesi sono state demolite varie baraccopoli (come quella del Fondo Fucile) in cui varie persone ancora vivevano in condizioni di notevole degrado. Anche un contrassegno di lista, dunque, è stato ritenuto utile per segnalare una battaglia combattuta dall'amministrazione cui si vuole dare continuità, perché non si creino altre situazioni come quelle e perché quelle esistenti siano del tutto eliminate.
 

14) Orgoglio messinese -  Partito repubblicano italiano 

La lista seguente, Orgoglio messinese, ha un nome che potrebbe in effetti essere usato in ogni città per identificare una formazione politica che punti soprattutto sull'identità degli abitanti di un territorio e, appunto, sull'orgoglio di farne parte. In questo caso, peraltro, il riferimento a Basile si scosta leggermente per fare posto a una miniatura del simbolo del Partito repubblicano italiano, in una delle sue rare sortite elettorali (che in questo caso rendono la lista in questione un po' meno civica).
 

15) Senza se e senza ma 

Si prosegue con le liste col simbolo "a strati", precisamente con una lista il cui nome è uno slogan: Senza se e senza ma. Come si diceva, se è vero che etichette simili possono attirare l'attenzione, è pure vero che i simboli finiscono per somigliarsi (a meno di invitare le persone a votare "l'azzurro", "il rosso", "il giallo"...), per cui difficilmente una lista spicca. Ciò ha portato le sei liste della coalizione di De Luca a ottenere ciascuna meno del 5%, vale a dire la soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale siciliana: ciò ha fatto sì che, pur vincendo al ballottaggio, De Luca non abbia avuto una maggioranza "preconfezionata". Saranno i risultati a dire come andrà questa volta.  
 

16) Insieme per il lavoro

Di tutte le liste "a strati" a sostegno di Basile, la più singolare appare sicuramente l'ultima estratta, Insieme per il lavoro, "una lista composta da semplici lavoratori. Uomini e donne che con grande sacrificio lottano per i propri diritti e quelli di tutti i loro colleghi. Una lista indipendente a sostegno del progetto politico di Basile con a centro il tema della tutela del lavoro e della stabilità dell'occupazione": così si è espressa la promotrice della lista, la sindacalista Carla Crocè, indicata nel simbolo. la parte superiore è occupata da persone che manifestano, appunto, "insieme per il lavoro".
  

Maurizio Croce

17) Maurizio Croce sindaco 

Quinto e ultimo candidato indicato dal sorteggio messinese è Maurizio Croce, già assessore della giunta regionale Crocetta, ma in questo caso candidato della coalizione di centrodestra. L'estrazione a sorte, in ogni caso, ha collocato al primo posto della compagine la lista personale dell'aspirante primo cittadino, denominata appunto Maurizio Croce sindaco: il fondo blu sfumato, con due elementi gialli e rossi per evocare le tinte della Sicilia e della stessa Messina, fa risaltare il cognome scritto a caratteri enormi (ed è il solo simbolo della coalizione a contenere il riferimento al candidato); l'emblema, poi, dà l'impressione della terza dimensione.
 

18) Ora Sicilia 

La seconda lista sorteggiata è quella di Ora Sicilia, nato come gruppo all'Assemblea regionale siciliana nel 2019 e diventato partito dal 2020 (è in uso anche il nome "Ora Sicilia al Centro") sotto la guida di Luigi Genovese Jr (figlio di Francantonio, sindaco di Messina dal 2005 al 2007) e collocato su posizioni moderate, vicine al centrodestra. La parola "Ora" è sempre evidente come in origine; in alto c'è una piccola immagine - come tracciata con le matite colorate - della Sicilia attraversata da una fascia gialla e rossa (fascia che prima era sul segmento "a onda" che stava in basso; al suo posto ora ci sono tre triangoli disposti "a ventaglio").
 

19) Forza Italia 

Dopo due liste civiche o locali, il sorteggio ha collocato la prima lista di partito nazionale della coalizione di Croce. Dunque è toccato a Forza Italia comparire dopo Ora Sicilia: il partito di Silvio Berlusconi ha rivendicato di essere stato il primo a credere in Croce, dunque la sua presenza era pressoché scontata. In attesa dei manifesti ufficiali, a quanto pare per le schede elettorali è stato recuperato il contrassegno coniato per le elezioni europee del 2014, con la bandierina intera e piuttosto grande e il cognome piccolo di Berlusconi subito sotto.
 

20) Giov@ni x Messina 

La quarta lista della coalizione che appoggia Croce è Giovani per Messina o, se si preferisce, Giov@ni x Messina, come si vede effettivamente nel contrassegno. Già quattro anni fa c'era la lista Giovani x De Luca; alcune delle persone che lavorarono a quell'esperienza oggi hanno preferito sostenere il progetto di Croce, ritenendolo più attento alle esigenze dei cittadini più giovani. Il simbolo impiega i colori siciliani e, nel suo essere semplice, ha il pregio della leggibilità; curioso il "per" reso con la croce quasi manoscritta, che evidentemente in questo caso è stata accettata (a Torino nel 2006 andò meno bene). Per la cronaca, questo emblema fino a oggi non era stato pubblicato: per poterlo recuperare si è sfruttata una casuale presenza a Messina e un contatto diretto ricevuto con uno degli artefici della lista; anche solo per questo, la gratitudine è dovuta.

21) Partito animalista - La spiga 

Anche Messina sulla scheda elettorale avrà la sua "bicicletta", collocata tra le liste della coalizione di Croce: la compongono il Partito animalista di Cristiano Ceriello (che ha acquisito una notorietà maggiore, persino a livello nazionale per i veri #drogatidipolitica, alle elezioni europee 2019 per essere riuscita a farsi accettare senza raccogliere le firme) e la formazione locale La Spiga (che appunto propone una spiga verde su fondo giallo dentro una corona verde). La formazione dunque punta a raccogliere il favore delle sensibilità ambientaliste e animaliste.  
 

22) Unione di centro 

Le ultime tre liste della coalizione sono di natura chiaramente politica. Alla "bicicletta" segue la lista dell'Unione di centro, un partito che in Sicilia ha sempre mantenuto un seguito rilevante - anche dopo la scissione dei Centristi per l'Europa, con il siciliano Gianpiero D'Alia - e che gode, almeno in parte, del seguito che in passato la Democrazia cristiana aveva avuto nell'isola. Il simbolo impiegato è quello ufficiale nazionale, con lo scudo crociato in primo piano (sopra le vele che furono del Ccd e di De) e la parola "Italia" scritta nel segmento rosso in alto, senza che siano stati aggiunti riferimenti locali.
 

23) Noi con l’Italia
 - Democrazia cristiana

L'area centrista e moderata è rappresentata nella coalizione anche da Noi con l'Italia, che debutta per la prima volta sulle schede delle elezioni amministrative messinesi. L'attenzione dei curiosi, però, è tutta per il simbolo della Democrazia cristiana, vale a dire quella guidata a livello nazionale da Renato Grassi e in Sicilia da Salvatore Totò Cuffaro: il simbolo usato, che copre buona parte della pennellata tricolore, è la rivisitazione (un po' più accurata, in effetti) del simbolo impiegato lo scorso anno in alcuni comuni, senza scudo per evitare seccature (cosa che non era piaciuta a tutti).
 

24) Fratelli d’Italia

Chiude la scheda elettorale (oltre che la coalizione di Croce) la lista di Fratelli d'Italia, che con il contrassegno di questo turno - esattamente lo stesso coniato per le elezioni politiche del 2018, con il nome di Giorgia Meloni in grande evidenza sopra al simbolo ufficiale - aveva già partecipato alle comunali di quello stesso anno, nella coalizione di centrodestra che candidava come sindaco Dino Bramanti. Allora era arrivato il 3,11% e la lista era rimasta fuori dal consiglio; ora ben difficilmente accadrà lo stesso, visti i risultati del partito a livello nazionale.