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giovedì 22 maggio 2025

Taranto, simboli e curiosità sulla scheda


Ultimo capoluogo di provincia interessato dal voto, nelle regioni a statuto ordinario, è Taranto: il comune è stato retto finora da una commissaria straordinaria prefettizia dopo che le dimissioni di oltre metà dei consiglieri comunali in febbraio avevano fatto decadere - per la seconda volta - il sindaco Rinaldo Melucci. Rispetto agli altri capoluoghi analizzati, Taranto detiene anche il record delle liste in corsa: se infatti a contendersi la carica di sindaco sono 6 persone, i simboli sulla scheda sono ben 28. Un numero rilevante, anche rispetto alla competizione precedente (nel 2022 i 4 candidati sindaci erano sostenuti da 27 liste, che però nel 2017 erano 10 di più...); occorre peraltro tenere conto del fatto che era stata presentata un'ulteriore candidatura, che avrebbe portato i simboli sulla scheda a 29, se non fosse stata esclusa per questioni legate alle firme raccolte.
 
* * *

Piero Bitetti

1) Partito democratico

Il primo sorteggiato tra i candidati è Piero Bitetti, una lunga storia da consigliere comunale, presidente del consiglio comunale e assessore (già candidato sindaco nel 2017, indicato dai media come "regista" delle operazioni che hanno portato alla seconda caduta di Melucci, tentata nel 2024 e riuscita febbraio). Bitetti potrà contare sul sostegno di otto liste, la coalizione più nutrita di questo appuntamento elettorale: la prima essere sorteggiata è quella del Partito democratico (di cui Bitetti ha fatto parte a lungo in passato, prima di abbandonarlo), che si presenta con il proprio simbolo ufficiale, senzalcunaggiunta nominale o territoriale. 
 

2) Partito Liberal democratico e Azione

La seconda lista è rilevante sul piano politico-simbolico: dà infatti testimonianza della prima partecipazione elettorale di rilievo del Partito Liberal democratico (quindi della formazione cui hanno concorso Luigi Marattin, Andrea Marcucci e varie altre figure di area liberale); nel contrassegno, peraltro, sotto al logo del Pld (col testo in 3D su fondo azzurro-blu e l'ala stilizzata gialla del bird of libertyc'è anche un riferimento ad Azione, ma il partito guidato da Carlo Calenda non emerge graficamente in alcun dettaglio del contrassegno.
 

3) Alleanza Verdi e Sinistra - Socialismo XXI - Possibile

La terza formazione a sostegno di Bitetti ha probabilmente uno dei contrassegni più affollati di questa competizione. Alleanza Verdi e Sinistra, infatti, mantiene quasi intatto il suo emblema inaugurato nel 2022 (con la parte inferiore dedicata a Europa Verde e a Sinistra italiana), ma in alto sparisce il riferimento alle "Reti civiche": il nome della lista si abbassa per fare posto, a sinistra, al nome di Socialismo XXI (con la miniatura - ben poco leggibile - del nuovo simbolo, di cui si dovrà parlare nei prossimi giorni), mentre a destra c'è il riferimento - già visto altrove - all'altra forza che concorre alla lista, cioè Possibile (con il logo di "uguale" al posto della "o").
 

4) Con Bitetti

Non stupisce, all'interno della coalizione di centrosinistra, la presenza della lista Con Bitetti, vale a dire la forza politica legata a Michele Emiliano (figura cui il candidato sindaco è vicino), declinata in chiave locale. Il simbolo, dunque, è quello che su fondo giallo riporta la parola minuscola "con" con l'interno della "o" tinta di azzurro, mentre al di sotto è stato aggiunto il cognome dell'aspirante sindaco.
 

5) Per Bitetti sindaco

Tipicamente legata all'esperienza pugliese è anche la quinta lista, Per Bitetti sindaco. La formazione si presenta come civica (ed è tra le più vicine al candidato), ma è anche la declinazione locale del gruppo politico Per la Puglia, legato all'assessore regionale Sebastiano Leo e imperniato sul ruolo degli amministratori locali. Non a caso, il simbolo della lista riprende quello del gruppo regionale, con un "per" bianco in cui è individuato un cuore giallo, il tutto su fondo blu (e un bordo giallo, bianco e blu), con un archetto tricolore sotto al nome della lista.
 

6) Unire Taranto

Altra formazione civica a sostegno di Bitetti - e questa volta apparentemente non legata a un progetto territorialmente più ampio è Unire Taranto. L'idea di tenere unita la città e sanare eventuali fratture tra i suoi abitanti, le sue zone o i suoi strati sociali (le candidature provengono in effetti da vari ambiti) è simboleggiata dall'immagine del puzzle tinto di rosso e di blu (i colori cittadini che torneranno anche - per scelta in altre formazioni presenti in queste elezioni locali) e da una mano che, con l'indice in movimento, riavvicina alle altre la tessera più lontana.
 

7) Democrazia cristiana

Tra le formazioni che nelle settimane scorse avevano annunciato il loro sostegno a Bitetti c'era anche la Democrazia cristiana, per lo meno quella che si riconosce nella segreteria politica nazionale di Salvatore Cuffaro; commissario regionale del partito è Michele Tucci. Il simbolo utilizzato in questo caso è quello "ufficiale", che sul fondo blu allo scudo crociato sostituisce una bandiera/vela bianca crociata di rosso (sormontata dalla sigla) per evitare contestazioni da parte degli uffici elettorali.
 

8) Democrazia solidale - DemoS

Completa la coalizione in appoggio a Bitetti la lista presentata da Democrazia solidale - DemoS, vale a dire il partito democratico e progressista di estrazione cattolica di cui è segretario il deputato Paolo Ciani e che è tradizionalmente vicino al Pd nella sua azione. Se in altre occasioni DemoS ha concorso a liste altrui in modo più o meno visibile, in questo caso presenta una propria formazione di candidati distinguendola con il proprio simbolo ufficiale, con il monogramma bianco su fondo verde scuro in alto, la sigla verde grande al centro e il nome bianco piccolo in basso.
 

Francesco (Checco) Tacente

9) Unione di centro - Evviva Taranto

Il secondo candidato in ordine di sorteggio è Francesco Tacente, detto "Checco". Avvocato cassazionista, presidente del Consorzio trasporti pubblici di Taranto fino all'inizio della campagna elettorale, è sostenuto da un'ampia coalizione, non solo perché la formano sette liste, ma anche perché le forze che la compongono sono diverse tra loro, accostandosi forze civiche e politiche di diversa estrazione. La prima lista sorteggiata mette insieme l'Unione di centro (che adotta il suo simbolo ufficiale, di nuovo sulle schede tarantine dopo l'ultima apparizione nel 2012) e la formazione civica Evviva Taranto, guidata da Goffredo Lo Muzio - che però non è candidato - alla quale è riservato il segmento bianco collocato al di sotto del riferimento al candidato sindaco collocato su fondo blu scuro (la doppia V verde avvicinata quasi a comporre una W, acronimo di "Evviva", ricorda quella di Taranto Davvero, vista nel 2022).
 

10) Fortemente liberi - Tacente sindaco

Si qualifica come formazione civica la lista Fortemente liberi, il cui simbolo sembra provenire da un'altra epoca della grafica politica: al di là della cironferenza rossa e blu (dunque con i colori cittadini), oltre al nome della lista e al riferimento al candidato sostenuto (il primo molto più piccolo del secondo), figura soltanto un elemento visivo ben definito, ossia il Monumento al marinaio di Taranto, reinterpretato però con l'accentuazione del mare al di sotto e con l'inserimento di una bilancia a due piatti, il cui elemento centrale è costituito dall'unione delle due braccia delle figure umane. 
 

11) Riformisti per Taranto - Socialisti

La terza lista della coalizione a sostegno di Tacente è Riformisti per Taranto - Socialisti: i colori sono quelli della città, il contrassegno ricorda nella struttura quello di Alleanza Verdi e Sinistra, ma la lista è stata organizzata da vari esponenti locali del Partito socialista italiano, anche se nell'emblema il nome ufficiale e il garofano non compaiono. Benché in effetti il Psi nazionale abbia ritenuto impraticabile l'adesione del partito a una coalizione di cui è parte la Lega (motivo per cui probabilmente il simbolo ufficiale, accanto alle onde del mare dei riformisti, non c'è), gli iscritti locali hanno ribadito il sostegno a Tacente, aggiungendo che nella coalizione "La Lega non c'è" (almeno ufficialmente), che il Psi non sarebbe mai stato ascoltato sulla scelta del candidato per il centrosinistra e non sarebbe mai stato nemmeno formalmente invitato al tavolo della coalizione.
 

12) Patto popolare

La quarta lista che appoggia Tacente è già stata vista nel 2022: si tratta di Patto popolare, la formazione presentata dal consigliere regionale Massimiliano Stellato, presidente del gruppo misto e fino a poche settimane fa presidente regionale di Italia viva (dopo avere militato in Puglia popolare), fino al suo riavvicinamento a Michele Emiliano e alla sua rimozione da quella carica; a fronte della dichiarazione di sostegno a Bitetti da parte di Italia viva, Stellato ha dichiarato ai media che a suo dire quell'annuncio sarebbe solo "di facciata", a fronte di un sostanziale "svuotamento" del partito a Taranto e dell'appoggio di vari ex esponenti proprio a Tacente. Il simbolo è rimasto pressoché identico, con il nome bianco (in Arial Black) su fondo blu in alto, mentre in basso si sovrappongono in parte due "foglioline" sovrapposte (una blu e una rossa sfumata), nel 2022 illustrate da Stellato come "un delfino stilizzato con i colori rossoblù", che rappresenta "l'amore dei candidati per la città dei due mari".
 

13) Noi Taranto

Si qualifica come civica anche la successiva lista in ordine di sorteggio, Noi Taranto, guidata dal consigliere uscente Vito Luigi Agrusti. I candidati, provenienti in gran parte dalla società civile, concorrono a una lista definita come "di ispirazione cristiana, nata con l'intento di unire le forze vive della società civile tarantina, valorizzando il rapporto con il territorio e con le tante realtà sociali, con l’obiettivo di contribuire al raggiungimento del bene comune". Il contrassegno è molto semplice, essendo composto soltanto dal nome della lista, con la parola "Noi" in evidenza (con la N campita di rosso e le altre lettere in blu), e dal riferimento al candidato sindaco (tinto degli stessi colori).
 

14) Prima Taranto

Tra le liste che più saltano agli occhi, all'interno della coalizione che sosiene Tacente, c'è Prima Taranto. Chi conosce l'offerta elettorale amministrativa degli ultimi anni sa che le liste denominate "Prima ..." e di seguito il nome del comune, abbinate a una grafica con il nome bianco obliquo su fondo blu sfumato e un elemento curvilineo tricolore, sono ricondotte in un modo o nell'altro alla Lega (del resto Prima l'Italia nel 2022 era stata una delle liste a sostegno di Walter Musillo, insieme al resto del centrodestra): proprio questo elemento ha creato divergenze di vedute sulla partecipazione alla coalizione di determinate forze politiche. Il contrassegno è esattamente quello prima descritto, abbinato all'espressione "Tacente sindaco" con il cognome scritto in giallo su segmento blu, alla maniera leghista. 
 

15) Taranto popolare

Ultima formazione presentata a sostegno di Tacente è Taranto popolare, lista che nel 2022 aveva sostenuto Rinaldo Melucci, mentre questa volta non appartiene al blocco del centrosinistra. Guidata come in passato da Michele Mazzariello (e gemmata dall'esperienza pregressa di Puglia popolare), la lista ha mantenuto il simbolo a fondo blu scuro, con in basso un segmento azzurro conformato come un libro aperto o come un mare mosso (al suo intero ora è apparsa la dicitura rossa su due righe "Tra la gente per la gente".
 

Cosimo (Mirko) Di Bello

16) Tre terre

Terza candidatura sorteggiata è quella di Cosimo Di Bello (detto Mirko), considerato alla vigilia della campagna elettorale come candidato outsider e primo a uscire allo scoperto. Avvocato, nipote dell'ex sindaca di Taranto Rossana Di Bello (2000-2006), Cosimo Di Bello si presenta sostenuto da sei liste, tutte di natura civica. La prima, in ordine di sorteggio, è Tre terre, con riferimento alle borgate di Talsano, Lama e San Vito che costituiscono la principale circoscrizione sud-orientale della città di Taranto. Il concetto è reso con un simbolo che contiene tre spighe disegnate sul mare, da cui sorge il sole nella parte del simbolo in cui è riportato il nome della lista (mentre nella corona esterna ci sono i nomi delle borgate).

 

17) Movimento sportivo

La seconda lista a sostegno di Di Bello è già apparsa nel 2022 tra le formazioni che avevano sostenuto Musillo. Il Movimento sportivo, nato con natura prettamente civica, si ripresenta unendo l'intenzione "di diversi appassionati, allenatori, coach e addetti ai lavori sportivi - così era stato scritto tre anni fa su Facebook - di impegnarsi attivamente per la promulgazione dello sport e nell'amministrazione dello stesso in ambito politico". Il simbolo è rimasto intatto rispetto al precedente appuntamento elettorale, con il fondo sfumato rosso-blu (e il nome contenuto nella barra blu centrale) e le sagome di un ciclista, di un puglie, di un calciatore e di un culturista.
 

18) Con Di Bello

La terza formazione su cui potrà contare Di Bello alle elezioni è probabilmente quella a lui più vicina. Non a caso la lista si chiama semplicemente Con Di Bello e il simbolo è decisamente semplice: il nome della lista (con il cognome del candidato sindaco in marcatissima evidenza) sono scritti in bianco bordati di blu, inseriti in un cerchio arancione a sua volta inserito - con tangenza - in un cerchio blu, all'interno del quale trovano posto sei stelle bianche. Il nome della lista era lo stesso della formazione che nel 2005 aveva ottenuto il 15,61%, avvicinandosi all'Udc e superando Forza Italia.
 

19) I Rioni

Anche la quarta lista che appoggia Di Bello, come la prima, appare molto legata al territorio. Il nome scelto, I Rioni, infatti, oltre che le borgate della città, richiama il Palio, o Torneo dei Rioni che si svolge tradizionalmente a Taranto. Il concetto della sfida emerge anche dall'immagine del "braccio di ferro", che peraltro sembra rimandare anche all'origine del toponimo del vicino comune di Pulsano ("polso sano"). Completano il contrassegno il fondo arancione e il riferimento al candidato sindaco.
 

20) Impronta verde

La quinta lista in appoggio a Di Bello raccoglie soprattutto la sensibilità ambientalista e animalista. Impronta Verde, infatti, è definita sulla sua pagina Facebook come "progetto civico che mette la cura e la centralità della persona e dell'ambiente in una prospettiva ecologica integrale", interessato ad amare e proteggere "tutti gli animali". Elemento centrale grafico risulta essere l'albero verde con la chioma stilizzata a forma di cuore, con quattro foglie che - per la loro disposizione - sembrano trasformare quella stessa chioma nella zampa di un animale; l'immagine è il nome della lista sono racchiusi da una corona circolare, altrettanto verde.
 

21) Taranto e Futuro

L'ultima lista della coalizione che sostiene Di Bello - coalizione che è stata chiamata "Adesso" - porta il nome di Taranto e Futuro: la denominazione scelta tende a puntare lo sguardo soprattutto in avanti, partendo però dalla città com'è ora. Il simbolo adottato dalla lista è piuttosto semplice, con il nome disposto su tre righe (anche se, in effetti, appare poco centrato e un po' spostato a sinistra) e un'unica fascia rossoblù "a onda" collocata al centro del cerchio, come una sorta di diametro sui generis. Sarà interessante vedere l'esito di questa coalizione interamente civica, rispetto alle proposte partitiche presenti in questo turno elettorale.
 

Annagrazia Angolano

22) MoVimento 5 Stelle

La quarta candidatura, in ordine di estrazione, è quella di Annagrazia Angolano, giornalista televisiva, ben nota nelle emittenti locali pugliesi. Si presenta sostenuta da due liste, la prima delle quali è stata presentata dal MoVimento 5 Stelle: sempre per il M5S Angolano è stata candidata alla Camera nel 2022, proprio nel collegio uninominale di Taranto. Il MoVimento si presenta con il "secondo" simbolo ufficiale (quello con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica), lo stesso con cui nel 2022 aveva corso all'interno della coalizione di centrosinistra che aveva sostenuto la nuova candidatura di Rinaldo Melucci (questa volta, invece, è stata fatta una scelta diversa).
 

23) Taranto cambia

La seconda lista su cui potrà contare Angolano (unica donna ad aspirare alla carica di sindaco in questa competizione) è di natura civica e porta il nome di Taranto cambia. La denominazione scelta, in effetti, non è l'elemento che più spicca all'interno del contrassegno, dominato invece dal riferimento alla candidata (scritto in azzurro e rosso, richiamando i colori cittadini), collocato nella parte superiore insieme a una stella gialla - stessa forma di quelle visibili nel simbolo del M5S - bordata di rosso; la parte inferiore, invece, è occupata da un segmento azzurro curvilineo che rimanda al mare (con tanto di doppia vela) e la denominazione è scritta proprio lì, con l'uso parziale di un carattere manoscritto. In questa lista e in quella precedente, peraltro, sarebbero stati inseriti candidati di Rifondazione comunista e del Partito Pensionati.
 

Mario Cito

24) Lega d'Azione meridionale

Si era già anticipato alcuni giorni fa che tra i candidati alla guida del comune di Taranto c'era anche Mario Cito, figlio di Giancarlo, il "telesindaco" che aveva fondato l'emittente At6 e ne aveva inserito il marchio nel simbolo della Lega d'Azione meridionale. Cito senior è scomparso proprio durante la campagna elettorale, mentre il figlio Mario aveva presentato di nuovo quella stessa lista (nella sua ultima evoluzione grafica), che nel 2022 aveva sostenuto il candidato del centrodestra Walter Musillo, ma questa volta corre da sola e comunque conferma la propria presenza dal 1993, interrotta solo dal "salto" delle elezioni del 2005.
 

Luca Lazzaro

25) Fratelli d'Italia

Sesto e ultimo candidato in queste elezioni tarantine è Luca Lazzàro, dottore di ricerca in Pubblica amministrazione dell'economia e delle finanze e imprenditore agricolo di lungo impegno. Potrà contare sul sostegno di quattro liste di centrodestra, la prima delle quali - secondo l'ordine di sorteggio - risulta presentata da Fratelli d'Italia, vale a dire dal partito che ha ufficializzato per primo l'appoggio a Lazzaro. Fdi schiera in quest'occasione lo stesso contrassegno utilizzato in tutta l'Italia alle elezioni europee dello scorso anno, con il nome del partito in alto, il riferimento a Giorgia Meloni al centro e - sotto al nastro tricolore - la fiamma tricolore in basso.
 

26) Forza Italia

La seconda lista a favore di Lazzaro è stata presentata da Forza Italia, che dunque ha scelto di sostenere lo stesso candidato proposto da Fratelli d'Italia. Il contrassegno è lo stesso utilizzato in questo turno elettorale alle comunali di Genova, quindi con la bandierina tricolore forzista al centro, il riferimento al Partito popolare europeo disposto ad arco in alto e il cognome di Silvio Berlusconi rimasto sotto alla bandiera (senza più l'appellativo "presidente" e senza alcun riferimento al comune chiamato al voto o al candidato sostenuto in quest'occasione).
 

27) Partito liberale italiano

Sulla scheda nella coalizione in appoggio a Lazzaro c'è anche la lista del Partito liberale italiano. La formazione guidata da Roberto Sorcinelli (e che il 4 luglio prossimo andrà a congresso) ha scelto di partecipare a questa competizione elettorale (l'unica che riguardi un comune capoluogo: lo ha fatto schierando il proprio simbolo ufficiale - con il tricolore sopra la sigla del partito - e non aderendo alla coalizione di Tacente, di cui contesta la discontinuità della proposta rispetto all'amministrazione precedente e decaduta a seguito delle dimissioni di oltre metà dei consiglieri.
 

28) Noi moderati

Ultima lista della compagine a sostegno di Lazzaro - coalizione che potrebbe anche dirsi "tricolore", almeno a guardare i simboli che sono stati schierati sulle schede - è quella espressione di Noi moderati. Curiosamente il partito guidato da Maurizio Lupi del proprio simbolo ufficiale utilizza solo la denominazione (e il carattere con cui è scritto), inserendolo in un contrassegno bianco e blu che, sopra al riferimento al candidato sindaco (presente solo in questa e non anche nelle altre tre liste appena considerate), adotta un elemento tricolore che ha caratterizzato la campagna elettorale di Lazzaro.
 
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Per completare il quadro elettorale tarantino, sembra opportuno segnalare che era stata presentata una settima candidatura, vale a dire quella di Antonello De Gennaro, direttore della testata IlCorrieredelGiorno.it; a suo sostegno era stata presentata una sola lista, L'Altra Taranto, che nel simbolo aveva un delfino azzurro collocato su un fondo rosso e blu (insieme al nome della lista, in alto, e al riferimento all'aspirante sindaco, in basso). Quella lista, tuttavia, è stata esclusa perché - a quanto si apprende -  non era stato raggiunto il numero minimo di firme, anche perché 16 sottoscrittori della lista avevano già firmato in precedenza per altre formazioni e non potevano essere validamente considerate.

mercoledì 25 maggio 2022

Taranto, simboli e curiosità sulla scheda

In puglia sono due i capoluoghi chiamati a rinnovare la loro amministrazione: oltre a Barletta (della provincia di Barletta-Andria-Trani), c'è Taranto. Sono quattro a contendersi la carica di sindaco (tutti uomini), incluso il primo cittadino uscente, Rinaldo Melucci (centrosinistra), anche se in realtà sindaco non è più dal 16 novembre 2021, quando 17 consiglieri comunali si sono dimessi, causando la decadenza del sindaco per il noto principio del simul stabunt simul cadent
Non per questo, tuttavia, la scheda sarà poco affollata, tutt'altro: le liste in corsa, infatti, saranno ben 27, con Melucci e il suo principale sfidante (Walter Musillo, con la sua "Grande alleanza per Taranto") a fare decisamente la parte del leone. Non si tratta però affatto di un record: alle elezioni precedenti, infatti, gli aspiranti sindaci erano ben 10, sostenuti addirittura da 37 liste; nel 2012 si contesero il ruolo più rilevante in 11, mentre le liste erano "solo" 31 (nel 2007, anno del primo mandato di Ippazio Stefàno, si erano sfidati in 10, appoggiati da 29 liste).

Rinaldo Melucci 

1) Partito democratico

Il sorteggio ha collocato in apertura di manifesti e schede proprio il sindaco rimasto in carica fino alla fine del 2021, Rinaldo Melucci. Proprio lui è il recordman di queste elezioni, con ben 11 liste a formare la sua coalizione. La prima a essere estratta, destinata dunque a finire "in alto a sinistra", è la lista del Partito democratico, cui il candidato appartiene. Se in passato era stato impiegato il simbolo ufficiale nazionale "liscio", questa volta il logo è stato ridotto di dimensioni per consentire l'inserimento - in basso - di un segmento verde a base curvilinea che contiene la dicitura "Melucci sindaco", con il cognome in buona evidenza.
 

2) Autonomi e Partite Iva 

La tavolozza di colori rimane quasi uguale con l'emblema della seconda lista sorteggiata, quella di Autonomi e Partite Iva. Il movimento fondato nel 2018 da Eugenio Filograna (che in origine doveva essere il quinto candidato sindaco) ha deciso di partecipare alle elezioni appoggiando Melucci. Il simbolo impiegato è quello tradizionale del soggetto politico (con un domino tricolore stilizzato, la cui ultima tessera rappresenta la "I" di "Iva"), anche se da un po' di tempo i due semicerchi di fondo (verde e rosso, per riprendere il motivo del tricolore) sono orientati in verticale, mentre prima la divisione era obliqua crescente.
 

3) Taranto Popolare

Al terzo posto nella coalizione di Melucci c'è Taranto Popolare, soggetto politico locale guidato da Michele Mazzariello. A quanto si apprende, a presentarla è stato un gruppo di ex aderenti a Puglia Popolare (Mazzariello era il segretario locale), in contrasto con le posizioni del consigliere regionale Massimiliano Stellato e vicini invece all'assessore regionale Gianni Stea (alla presentazione della lista c'era pure Clemente Mastella). Il simbolo a fondo blu ha un segmento azzurro in basso, conformato come un libro aperto o come un mare mosso (e lì, in giallo, c'è un riferimento al candidato sindaco con un carattere curioso).
 

4) Socialisti e Repubblicani

Ha chiaramente matrice politica la quarta lista della compagine che sostiene la ricandidatura di Melucci: Socialisti e Repubblicani, infatti, mostra in modo esplicito "a bicicletta" i simboli in miniatura del Partito socialista italiano e del Partito repubblicano italiano (quest'ultimo in una delle poche sue partecipazioni a questo turno elettorale, ma non si tratta del solo caso, come si vedrà). Non è affatto un caso che il contrassegno sia imperniato sul rosso e sul verde, colori base dei due partiti, oltre che componenti del tricolore. Tra simboli e scritte (incluso il riferimento al candidato), peraltro, l'emblema complessivo sembra un po' troppo pieno, anche se relativamente equilibrato. Una curiosità: il Psi, insieme al Pd, rappresenta di fatto l'unica continuità partitica esplicita rispetto alla coalizione di cinque anni fa (anche se i socialisti allora avevano il simbolo con la rosa). 
 

5) Con Taranto 

Guarda chiaramente a una dimensione regionale la quinta lista, Con Taranto: si tratta infatti della proiezione locale del soggetto politico promosso da Michele Emiliano già nel 2019, in vista delle elezioni regionali dell'anno successivo. Il simbolo utilizzato in quest'occasione elettorale è lo stesso: cerchio giallo, "con" scritto in carattere Bodoni Bold e posto al centro, lo spazio centrale della "o" tinto di azzurro; sotto al nome della forza politica è stato inserito il riferimento al comune chiamato al voto, anche se almeno per la "T" iniziale sembra essere stato usato un carattere diverso.

6) Più CentroSinistra 

Unisce un'ispirazione politica e territoriale la lista Più CentroSinistra, legata soprattutto ad Articolo Uno, ma aperta a varie esperienze locali e con lo sguardo rivolto all'attività della regione (non a caso, nella "lunetta" verde inferiore, è stato inserito il nome del presidente della Regione Michele Emiliano). Sullo sfondo si può riconoscere facilmente l'immagine stilizzata del Monumento al Marinaio di Taranto (che tornerà un'altra volta all'interno della coalizione). Sul piano grafico, tuttavia, occorre riconoscere che l'accostamento di ben quattro caratteri diversi non è particolarmente gradevole.

7) MoVimento 5 Stelle 

Se nel 2012 e nel 2017 il MoVimento 5 Stelle ha partecipato alle elezioni comunali tarantine in modo autonomo, sostenendo - come ha fatto per anni in ogni altra realtà locale - un proprio candidato senza altre liste in appoggio, questa volta anche a Taranto il M5S entra a far parte della coalizione di centrosinistra, risultando estratto in settima posizione. Il simbolo impiegato in questo turno elettorale è l'ultima versione introdotta con i voti sullo statuto dello scorso anno, dunque quella con il riferimento al 2050 sul segmento rosso collocato nella parte inferiore del cerchio. 
 

8) Europa Verde - Taranto respira

Nel 2012 il sole che ride, all'interno del contrassegno dei Verdi - Ecologisti, era a sostegno della candidatura a sindaco di Angelo Bonelli; nel 2017 era stato inserito nella lista Taranto respira (nome ispirato alla vicenda Ilva), in appoggio a Vincenzo Fornaro. Questa volta, invece, Europa Verde entra a far parte della coalizione di centrosinistra, inserendo anche il riferimento al candidato sindaco. Il contrassegno è realizzato sulla falsa riga di quello impiegato per Beppe Sala alle ultime elezioni amministrative milanesi; si segnala la declinazione del girasole dei Verdi europei a tinte arcobaleno e l'inserimento - al posto del riferimento ai Verdi - a Taranto respira, direttamente dalla scorsa competizione. 
 

9) Taranto 2030 

Esaurite le formazioni di natura più politica, il sorteggio ha collocato nelle ultime tre posizioni della coalizione di centrosinistra le liste di natura più civica. Taranto 2030, coordinata da Cosimo Ciraci e Cosimo Gigante, si ispira chiaramente nel nome e nei suoi principi all'Agenda 2030 dell’Onu. Il cuore del simbolo è ovviamente l'anno 2030, reso in vari colori con passaggi sfumati, rievocando le grafiche multicolori della citata Agenda 2030; il verde in ogni caso prevale, visto che tinge anche il segmento in cui è stato inserito il nome di Taranto; il riferimento a sindaco ricandidato è invece in grigio.
 

10) Taranto Mediterranea 

Proseguendo con le formazioni di natura sostanzialmente civica, Taranto Mediterranea si presenta in realtà come un contenitore-federazione che unisce varie realtà (tra cui Italia viva e Mezzogiorno Federato), con l'idea di costruire qualcosa di concreto e positivo per la città, soprattutto nell'ambito dei progetti del Pnrr che riguardano anche il rilancio dell'area mediterranea. Nel simbolo domina il blu, al di là della fascia rossa che contiene la parola "Mediterranea"; non sfugge una riproduzione piuttosto piccola del Monumento al Marinaio, collocata in bianco sul semicerchio superiore blu.
 

11) Taranto crea 

Ultima lista della coalizione che appoggia Melucci (anzi, forse una di quelle in cui il riferimento al sindaco fino al 2021 e di nuovo candidato è più visibile) è Taranto crea: il nome è lo stesso di un'associazione nata "per continuare sulla strada dello sviluppo economico, sociale e culturale" della città. La creatività è simboleggiata dall'uso dei quattro colori che tingono la parola "crea" e una sorta di albero nascente dal mare stilizzato, per raffigurare la creatività cultural-musicale (due note), tecnologica (la @), energetica (una saetta) ed ecologica (una foglia).
 

Luigi Abbate

12) Partito meridionalista 

Seconda candidatura estratta è quella di Luigi Abbate, giornalista tarantino, che ha scelto di presentarsi come aspirante sindaco: potrà contare sul sostegno di tre formazioni. In base al sorteggio la prima lista è del Partito meridionalista, formazione nata alla fine del 2019. Il simbolo (che in un primo tempo conteneva anche le parole "Indipendentisti Siciliani Duosiciliani"), oltre a mostrare la sagoma - rossa su fondo blu - corrispondente al Regno delle Due Sicilie, include la Trinacria e una coccarda rossa con giglio dorato; il cerchio è racchiuso da un arco rosso e uno giallo, ma è stato inserito un po' a forza un segmento con l'espressione "Luigi Abbate sindaco", con il fondo simile al mare.
  

13) Taranto senza Ilva 

Lo stesso segmento con il riferimento al candidato sindaco e il mare sul fondo appare -  ma un po' più grande - nel simbolo che più in questi giorni è associato al nome di Abbate: Taranto senza Ilva. Anzi, a dire il vero, Ilva è una sigla (offerta puntate) di un'espressione più complessa, che si può leggere vicino al contorno del cerchio solo sfoderando una buona vista: "Taranto senza Inquinamento Liberata dai Veleni nell'Ambiente". La parte superiore rappresenta un sole che sorge in una nuova alba, momento del quale ha mutuato i colori; l'idea è interessante (e l'acronimo ricorda esempi notevoli del passato), sulla resa è lecito avere qualche riserva.
 

14) Taranto Next Generation - Taranto ai Tarantini

Ultima lista sorteggiata, tra le tre presentate a favore di Abbate, è Taranto Next Generation, che sulla sua pagina Facebook si qualifica come "movimento politico locale dei Tarantini , per i Tarantini e con i Tarantini". La parte superiore del simbolo è occupata dall'acronimo TNG "in outline" tracciato con linee verde, nero e rosso, sormontato da un cuore stilizzato azzurro e rosso realizzato con la stessa tecnica. Nel segmento che negli altri simboli contiene il riferimento al candidato sindaco (qui spostato nella fascia arancione appena sopra) è inserito il motto "Taranto ai Tarantini".
 

Walter Musillo

15) AT6 - Lega d'Azione Meridionale 

Terzo candidato sindaco sorteggiato è Walter Musillo, che può contare su dieci liste (una in meno rispetto a Melucci). La prima lista sorteggiata, però, richiede almeno un attimo di attenzione, quasi di raccoglimento. Perché AT6 - Lega d'Azione Meridionale (con tutte le maiuscole al loro posto), fondato giusto vent'anni fa da Giancarlo Cito con il nome della sua emittente tv - e parte fondamentale della sua vittoria alle amministrative del 1993 - nel 2000, 2007, 2012 e 2017 era stato portato avanti dal figlio Mario Cito, in quegli anni candidato a sindaco. Quest'anno non è tra gli aspiranti primi cittadini (è solo candidato consigliere), ma la lista non ha mancato l'appuntamento elettorale.
 

16) Patto popolare 

La seconda lista sorteggiata della coalizione è quella di Patto popolare. Il nome in qualche modo aiuta a collocare la lista, visto l'ambiente pugliese in cui nasce: si tratta infatti della formazione presentata dal consigliere regionale Massimiliano Stellato, insieme ai vertici locali di Puglia popolare e Idea. Il simbolo, piuttosto semplice (e forse non tra i meglio riusciti), comprende nella parte superiore il nome bianco (in Arial Black) su fondo blu e, nella parte inferiore, due "foglioline" sovrapposte (una blu e una rossa sfumata, si tratta comunque dei colori più o meno prevalenti nello stemma; in più su Facebook Stellato ha spiegato che "un delfino stilizzato con i colori rossoblù rappresenterà l'amore dei candidati per la città dei due mari").

17) Forza Italia 

Tra le liste che hanno scelto di far parte della "Grande alleanza per Taranto" varata da Musillo c'è anche Forza Italia, che torna sulla scheda direttamente dopo che cinque anni fa era stata presentata - a sostegno di Stefania Baldassari - la lista Forza Taranto. Anche allora c'era la bandierina, ma con la scritta riadattata alla meno peggio al nuovo nome. Questa volta, invece, si è utilizzato come base il simbolo delle elezioni politiche del 2018, con il riferimento al candidato (di nuovo in Arial Black, anche se "Berlusconi" è stato scritto con un'altra font) al posto della parola "presidente".
 

18) Noi con l'Italia 

Altra formazione di centrodestra che aderisce alla coalizione di Musillo è Noi con l'Italia, qui sorteggiata per quarta all'interno della compagine: in questo turno elettorale amministrativo, in effetti, la formazione guidata a livello nazionale da Maurizio Lupi sta cercando di essere più presente e comunque più visibile nel voto, in modo da strutturarsi maggiormente sul territorio. Il contrassegno impiegato in quest'occasione riproduce per intero il simbolo ufficiale del partito, con il nome scritto in grande e la pennellata tricolore, il tutto su fondo blu scuro. 
 

19) Movimento sportivo 

Si presenta come del tutto civico il progetto di Movimento sportivo, sorto "dalla volontà di diversi appassionati, allenatori, coach e addetti ai lavori sportivi - così si legge su Facebook - di impegnarsi attivamente per la promulgazione dello sport e nell'amministrazione dello stesso in ambito politico" (e l'idea di presentarsi come squadra si traduce anche nel proporsi "in divise sportive" e con grafiche simili alle vecchie figurine calcistiche. Il contrassegno, sfumato rosso-blu, contiene le sagome di un ciclista, un puglie, un calciatore e un culturista per esemplificare lo spirito del movimento.
 

20) Insieme 

Anche la coalizione a sostegno di Musillo conta su una "bicicletta", denominata Insieme: in questo caso la formano il Movimento disoccupati e precari meridionali-italiani (formazione legata ad Alfonso Alfano, che nel 2018 ha depositato il suo simbolo con sole e popolo disoccupato-precario anche al Viminale) e Naturalismo liberale - Movimento internazionale (legato al campano Gabriele Nappi, che si sarebbe dovuto presentare alle elezioni regionali in Campania nel 2020). I due emblemi sono collocati su fondo blu, sopra il nome giallo del cartello elettorale.
 

21) Fratelli d'Italia 

Ha scelto di sostenere Musillo anche Fratelli d'Italia: di fatto i tratta del suo esordio alle elezioni amministrative tarantine, visto che nel 2012 c'era ancora il Pdl e nel 2017 non è stata presentata alcuna lista di Fdi. Questa volta, invece, il partito di Giorgia Meloni ha scelto di esserci - sfruttando anche la posizione di vantaggio che i sondaggi gli riconoscono a livello nazionale - e partecipa alla competizione con la versione elettorale del proprio emblema, quella inaugurata al voto politico del 2018, con il simbolo sotto al nome della leader (dunque senza alcuna indicazione del candidato locale).
 

22) Taranto davvero 

L'ottava lista della coalizione di Musillo è probabilmente quella più vicina al candidato: si tratta di Taranto davvero, anche se a volte è scritta come "Taranto dawero": il fatto che il nome di Walter Musillo sia scritto con la stessa freccia ripiegata su se stessa (e sfumata dal verde all'azzurro) al posto della "W" ha suggerito quella lettura. Proprio quel segno, insieme al fondo blu "a onde" che ricorda l'acqua del mare, caratterizza il fregio di questa lista, inserita in una coalizione decisamente singolare, formata in gran parte da liste di centrodestra, ma guidata da un candidato sindaco che fino al 2018 è stato segretario del Pd a Taranto. 
 

23) Prima l'Italia 

Anche a Taranto la Lega ha scelto di partecipare a queste elezioni amministrative non direttamente (del resto non lo ha mai fatto, tra l'altro nella patria della Lega d'Azione Meridionale di Cito), ma con il simbolo di Prima l'Italia, reso noto da alcune settimane. L'emblema schierato a Taranto ha in più l'indicazione del candidato sindaco (sotto al nome con tanto di elemento tricolore), seguendo la scelta fatta da Forza Italia (ma non da Fratelli d'Italia e da Noi con l'Italia). Queste elezioni, dunque, saranno anche un test all'interno del centrodestra per verificare il risultato di due partiti rilevanti a livello nazionale quali Fdi e Lega (sia pure, quest'ultima, con un simbolo diverso).
 

24) Patto per Taranto 

Chiude la sfilza dei dieci contrassegni della "Grande alleanza per Taranto" il contrassegno del Patto per Taranto, stesso nome dato fin dall'inizio alla "coalizione civica" che Musillo ha fondato con Stellato già alla fine del 2021, nel periodo in cui le dimissioni di massa hanno posto fine all'amministrazione Melucci. Il simbolo, dominato dai colori giallo e blu (ricordando un po' la struttura del simbolo di Noi con Salvini), ha sullo sfondo il castello aragonese in giallo (subito sopra la fascia bianca con il nome), come si vede il ponte di San Francesco di Paola nella parte alta.

Massimo Battista

25) Taranto città normale 

Ultimo candidato estratto in queste elezioni tarantine è Massimo Battista, consigliere comunale uscente, eletto nel 2017 con il M5S, poi dichiaratosi indipendente (ed espulso dal MoVimento). Lo sostengono tre liste, la prima delle quali - in ordine di sorteggio - è Taranto città normale: l'idea di normalità è offerta dalle immagini di tre bambini che giocano (al "mondo", con un pallone da calcio e scendendo uno scivolo) inserite nel cerchio centrale arancione (racchiuso tra due archi); lo stesso colore tinge il segmento inferiore in cui è contenuto il riferimento al candidato.
 

26) Periferie al centro 

La seconda lista, tra quelle che sono state presentate in appoggio a Battista, è Periferie al centro, formata con l'idea di valorizzare "gli spazi urbani della città di Taranto (piazze e ville) - come si legge sulla pagina Facebook dedicata - e restitui[rli] ai cittadini con progetti dedicati, aperti alle associazioni riconosciute". La struttura del contrassegno è quasi identica a quella appena vista, ma cambia il colore di fondo (blu), del segmento (bianco) e delle scritte. Nel cerchio centrale, sempre rosso-arancione, questa volta sono disegnate due case stilizzate con montagne sullo sfondo. 
 

27) Una città per cambiare

L'ultima lista della coalizione di Battista (e l'ultima a comparire su manifesti e schede elettorali) è Una città per cambiare. Una parodia della canzone cantata da Ron? Quasi, visto che sulla pagina Facebook si legge come motto "Taranto, hai davanti un altro viaggio, Una Città per Cambiare". Questa è soprattutto la lista che più raccoglie il progetto di candidatura di Battista: non a caso il contrassegno è quello elaborato meglio, con il blu sfumato che occupa gran parte del cerchio, un arco rosso (come lo stemma, o anche come una strada, magari The Road, titolo originale del brano di Ron) e sotto il nome del candidato, più grande che negli altri emblemi (qui peraltro è sparita la mappa di Taranto, inserita in alcune delle prime versioni del simbolo).