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sabato 18 marzo 2023

Friuli Venezia Giulia, simboli e curiosità sulla scheda

Il 2 e il 3 aprile, in anticipo rispetto alle date individuate per le elezioni amministrative nel resto d'Italia (cioè il 14-15 m
aggio), si voterà in Friuli Venezia Giulia: tempo di rinnovare varie amministrazioni comunali (tra i quali Udine, unico capoluogo di provinciad andare alle urne), manche di votare per la regione. Saranno quattro - come nel 2018 - le persone che si contenderanno la guida della giunta, incluso il presidente uscente, Massimiliano Fedriga (leghista, confermato come candidato per il centrodestra). Il risultato netto ottenuto cinque anni fa (il 57% dei voti), unito alla forza della coalizione nei vari appuntamenti elettorali degli ultimi mesi, fa pensare che Fedriga potrà facilmente ottenere il secondo mandato, ma non per questo la competizione si presenta meno interessante: sarà da considerare il risultato finale di Massimo Moretuzzo, candidato del Patto per l'autonomiappoggiato dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle, ma si guarderà anche alla corsautonoma di Azione, +Europa e Italia viva (a sostegno di Alessandro Maran, ex parlamentare Pd poi aderente a Iv) e al risultato di Giorgia Tripoli, sostenuta da varie forze unitesi in una sola lista. In tutto le formazioni sulla scheda saranno 13, due in più rispetto a cinque anni fa.
L'ordine delle candidature e delle liste, deciso ovviamente tramite sorteggio, è lo stesso in tutta la regione. Va segnalato che la legge elettorale regionale prevede che ogni candidaturalla presidenza debba essere accompagnata dai simboli dei gruppi di liste che la sostengono o, in alternativa, da un unico contrassegno: ogni aspirante presidente ha optato per la seconda possibilità, dunque di seguito saranno illustrati tanto i contrassegni delle candidature quanto quelli di lista.

Giorgi
a Tripoli

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Giorgia Tripoli (unica donna candidata), avvocata di Palmanova, in passato nota per varie battaglie legali contro determinate vaccinazioni obbligatorie e candidatasi per "rimettere l'umano al centro". Il simbolo della sua candidatura, piuttosto semplice, contiene l'espressione "Giorgia Tripoli Presidente" (con il nome in grassetto) accanto a una sorta di freccia, che in realtà sembra rimandare piuttosto alla "V rovesciata" dello stemma del comune di Udine: tutti gli elementi - incluso il contorno del cerchio - sono di colore blu scuro, collocati sul fondo bianco. 

1) Insieme liberi per il Friuli Venezi
a Giulia

Tripoli è sostenuta da una sola lista, denominata Insieme liberi per il Friuli Venezia Giulia: l'hanno promossItalexit, Ancora Italia, Movimento 3V, Movimento Gilet Arancioni, il Popolo della Famiglia, la Lista Civica Cambiamenti per Cervignano, le associazioni Il Quadrifoglio, Alister, Solidar, il Sindacato dei Popoli Liberi, il Comitato Tutela Salute Pubblica FVG e il comitato Personale UniUd contro il greenpass. Il simbolo rappresenta un sole che sorge in un cielo giallo dietro un profilo montuoso blu (riprendendo dunque i colori dello stemma regionale). La lista non è presente nella circoscrizione di Tolmezzo, essendo stata esclusa per numero insufficiente di firme.

Alessandro
 Maran

Seconda candidatura estrattalla guida della giunta regionale è quella di Alessandro Maran, già parlamentare per quattro legislature (Ds-Ulivo, Pd, Scelta civica e poi di nuovo Pd) e dal 2019 - un anno dopo la fine del suo mandato senatoriale - aderente a Italia viva. Pure il suo contrassegno elettorale contiene il nome dell'aspirante presente, stavoltcon il cognome in grande evidenza: una scelta - se si vuole - anche piuttosto rischiosa, visto che potrebbe portare qualcuno a votare solo per il contrassegno e non anche per la lista (che, per ottenere rappresentanza, dovrebbe superare il 4%).
 

2) 
Azione - +Europa - Italia viva

Pure Maran è sostenuto da un'unica lista, nella quale sono riuniti anche visivamente i simboli di Azione, +Europa e (ovviamente) Italia viva: il contrassegno del gruppo di liste, di fatto, è una variante del simbolo impiegato dal "terzo polo" alle elezioni politiche (con il cognome di Carlo Calenda nel segmento inferiore del cerchio, unito al riferimento al gruppo del Parlamento europeo Renew Europe), con la "pulce" di +Europa - forza che ha scelto in un secondo tempo di unirsi al "terzo polo", vista la decisione del Pd di correre con il M5S - che si aggiunge alle due preesistenti, inevitabilmente rimpicciolite (anche se questo produce il rischio di un piccolo "effetto biliardo" o "effetto carambola" nella parte superiore del tondo).
 

M
assimiliano Fedriga

Il terzo candidato alla presidenza è il presidente uscente, Massimiliano Fedriga, che dunque si ripropone alla guida del Friuli - Venezia Giulia, sempre sostenuto dal centrodestra. Il suo simbolo personale rimanda quello impiegato cinque anni fa, ma decisamente alleggerito: è rimasto il profilo azzurro della testa di aquila (l'animale presente, in versione alata, nello stemma regionale e schierato in passato anche dall'ex presidente Tondo) che emerge bene dal fondo blu; non ci sono più invece il riferimento al candidato (forse per evitare che le liste perdano anche un solo potenziale voto) e il motto che era stato indicato nel 2018, "La rivoluzione del buonsenso".
 

3) 
Autonomia responsabile - Tondo per Fedriga

La coalizione di centrodestra - cinque liste, proprio come nel 2018 - si apre con la listAutonomia responsabile, già vista cinque anni fa, evoluzione della "lista del presidente" del 2013 quando si era presentato Renzo Tondo. E anche questa volta il cognome di Tondo (coordinatore regionale di Noi con l'Italia, mche ora non siede più in Parlamento) emerge al centro del simbolo - con lo stesso rilievo del cognome di Fedriga - sopra la sagoma della regione, mentre nella parte inferiore resta un piccolo segmento curvilineo tricolore. Pur non essendo direttamente candidato, dunque, l'impegno di Tondo per la coalizione continua.
 

4) Leg

La seconda lista della coalizione a sostegno di Fedriga è quella del partito cui appartiene il presidente uscente, dunque quella della Lega. Non può passare inosservata una novità rilevante, rispetto agli ultimi anni: per la prima volta, infatti, a partire da questo turno elettorale (come si vedrà anche in altre votazioni), nel segmento blu collocato sotto Alberto da Giussano non c'è più il cognome di Matteo Salvini, ma - sempre in giallo, ma con un carattere meno evidente - quello del candidato alla carica più importante (con anche l'apposizione "presidente"). Non si tratta di una novità da poco, a ben guardare. 

5) Forz
a Italia

Simbolo centrale della coalizione di centrodestra è quello delle liste di Forza Italia, la cui base è il contrassegno impiegato dal partito alle ultime elezioni politiche (dunque con la bandierina integrale e il riferimento, nella parte superiore, al Partito popolare europeo). Come cinque anni fa, però, sotto al cognome di Berlusconi - piuttosto rimpicciolito rispetto al passato: era il solo modo di avere più spazio - è stato inserito ad arco il riferimento alla candidatura di Fedriga (allo stesso modo, del resto, nel 2013 nel simbolo del Pdl era stato aggiunto anche il riferimento a Tondo). 
 

6) Fr
atelli d'Italia

Quarto simbolo della coalizione di centrodestra è quello di Fratelli d'Italia, che è anche il solo a non contenere il cognome del presidente uscente e ricandidato (dettaglio piuttosto significativo: non è dato sapere se Fdi non l'abbia voluto, se abbia evitato di complicare l'emblema o se, visto il momento storico, si è ritenuto che la lista non ne avesse alcun bisogno). Il contrassegno, di fatto, è identico a quello schierato cinque anni fa, a sua volta uguale a quello che il partito di Giorgia Meloni ha coniato per le elezioni politiche del 2018 (con il simbolo del partito inserito in un cerchio sempre con il fondo bianco e blu, con il nome della leader del partito in giallo e il cognome in decisa evidenza). 

7) Fedrig
a presidente

Unica vera novità della coalizione di centrodestra rispetto alla formazione del 2018 è la "lista del presidente", questa voltdenominata semplicemente Fedriga presidente, con il cognome blu che emerge dal fondo azzurro (praticamente i colori del simbolo del candidato ribaltati), mentre nel 2018 era stata presentata la listProgetto FVG per una Regione speciale. In questo caso la lista - tra quelle da guardare con maggiore attenzione - comprende persone provenienti dalla Lega, come pure daltre forze minori del centrodestra e da formazioni civiche. 
 

M
assimo Moretuzzo

Quarto e ultimo candidato alla guida del Friuli - Venezia Giulia è Massimo Moretuzzo, consigliere uscente (eletto nel 2018 con il Patto per l'autonomia) e scelto dalla coalizione più ampia di questo turno elettorale, composta da ben sette liste. Forse anche per questo, come emblema personale Moretuzzo ha schierato un contrassegno piuttosto anonimo, con un fondo arancione sfumato e il motto - ricavato su fondo bianco - "Il tuo futuro, la nostra terra": forse il simbolo che attira meno l'attenzione e che aiuterà gli occhi di elettrici ed elettori ad andare direttamente verso i simboli delle varie liste.
 

8) P
atto per l'autonomia - Civica

Il sorteggio ha collocato in prima posizione proprio la lista di cui è espressione Moretuzzo, quella del Patto per l'autonomia: oltre a esserne consigliere (eletto quando la lista correva da sola, a sostegno di Sergio Cecotti) infatti, il candidato presidente ne è anche il segretario. Nella parte alta del simbolo resta il segno dei "4 mattoni (uno per ognuna delle ex province del Friuli Venezia Giulia) impilati e pronti per 'iniziare la ricostruzione'", ma un po' ridotto per permettere di ampliare il segmento inferiore blu fino a riempire tutto il semicerchio, così davere più spazio per inserire il cognome del candidato presidente. Nel segmento c'è anche il riferimento alla lista Civica FVG, evoluzione del gruppo consiliare prima legato alla lista Cittadini per Bolzonello presidente (si era consumata una divergenza, soprattutto sulla collocazione politica, tra il presidente della formazione e i suoi eletti).
 

9) Open FVG - Sinistr
a con Honsell

Rispetto al 2018, nella coalizione di centrosinistra tornanche la lista Open FVG, che cinque anni faveva finito per raccogliere tutto il mondo a sinistra del Pd, mentre stavolta non è la sola presidiare quell'area. Il simbolo è più o meno lo stesso della volta precedente (la sagomarancione della regione su fondo rosso), ma ci sono alcune differenze rilevanti: il riferimento letterale alla regione è molto più piccolo, mentre la "P" "incompleta dà l'idea dell'apertura; nella parte superiore si leggono le parole "Progressista - Ecologista - Femminista" (in stile "Coraggiosa"); il riferimento alla sinistra è stato mantenuto, ma è stato arricchito in "Sinistra con Honsell", indicando l'unico eletto della lista del 2018, appunto l'ex rettore di Uniud e sindaco di Udine Furio Honsell (nuovamente candidato in quest'occasione).
 

10) 
Alleanza Verdi e Sinistra - Possibile

Ironia della sorte, subito dopo il simbolo di Open FVG - Sinistra con Honsell ha trovato posto sulle schede l'emblema di Alleanza Verdi e Sinistra. Si tratta ovviamente di una variante del simbolo varato in occasione delle elezioni politiche dello scorso anno, con i riferimenti grafici e testuali plurilingue alle due forze politiche che l'hanno costituta (Europa Verde e Sinistra Italiana); per l'occasione, tuttavia, fa parte della listanche Possibile, il cui logo è sviluppato lungo il bordo della circonferenza, nella parte destra (al posto della O c'è il logo con l'uguale)   
 

11) Slovensk
a Skupnost

Come nel 2018, torna come parte della coalizione di centrosinistra la lista dello storico partito Slovenska Skupnost (Unione slovena, in attività fin dagli anni Sessanta), che cinque anni fa era riuscito a eleggere un consigliere nel triestino (conservando il seggio conquistato nel 2008 e confermato in seguito). Pure questa volta la formazione legatalla minoranza slovenha conservato e propone sulla scheda elettorale il suo emblema tradizionale, con il ramoscello di tiglio a tre foglie, di colore blu (mentre gli altri elementi del contrassegno sono rossi). 
 

12) P
artito democratico

Nella coalizione "allargata" di centrosinistra non poteva mancare la lista del Partito democratico, che peraltro contiene al suo interno candidature espresse anche dArticolo Uno: il simbolo schierato, però, è quello ufficiale del Pd, senza alcun riferimento grafico al partito guidato da Roberto Speranza. In compenso, nemmeno quest'anno nel contrassegno dem si è scelto di inserire il riferimento al candidato alla presidenza, che dunque all'interno della coalizione è presente solo nel simbolo del Patto per l'autonomia - Civica. 
 

13) MoVimento 5 Stelle

Ultima lista della coalizione (e anche di tutta la scheda elettorale) è quella del MoVimento 5 Stelle, che ha scelto di dare pieno appoggio alla candidatura di Moretuzzo per costruire una coalizione di forze progressiste. Il simbolo scelto per le schede elettorali è ovviamente l'ultima versione dell'emblema, con il riferimento al 2050 - anno-obiettivo della neutralità climatica - inserito nel segmento rosso collocato nella parte inferiore del cerchio, sotto agli elementi (il nome con la V di fantasia e le stelle) che caratterizzano la forza politica fin dall'inizio. 

mercoledì 25 aprile 2018

Friuli Venezia Giulia, simboli e curiosità sulla scheda

Una settimana dopo il voto in Molise, tocca al Friuli Venezia Giulia chiamare i suoi elettori alle urne per scegliere il nuovo presidente della regione - che succederà alla dem Debora Serracchiani - e i nuovi componenti del consiglio regionale. Le elezioni si svolgeranno nella sola giornata di domenica 29 aprile e vedranno confrontarsi quattro candidati alla presidenza, sostenuti in tutto da 11 liste: di seguito si dà conto dei simboli, secondo l'ordine estratto con riferimento a tutte le circoscrizioni.

Sergio Cecotti

Primo candidato estratto è Sergio Cecotti, fisico di formazione internazionale, docente di Teoria quantistica dei campi alla SISSA di Trieste, sindaco di Udine dal 1998 al 2003 (sostenuto dalla Lega Nord e da due liste civiche) e di nuovo dal 2003 al 2008 (stavolta con l'appoggio di una sua formazione, Convergenza per Cecotti, e altre liste di centro-sinistra). Oggi Cecotti è di nuovo in campo come aspirante presidente della regione: come contrassegno personale ha scelto di utilizzare solo una grafica bianca e blu, due maglie di catena incrociate a perpendicolo che si nascondono reciprocamente. Si tratta della figura araldico-storica del Nodo di Salomone (presente tra l'altro tra i mosaici della basilica di Aquileia), che agli occhi di chi non conosce l'origine appare un ibrido tra il logo delle banche di Credito cooperativo e il marchio della Pura lana vergine. La scelta, tuttavia, prima ancora che rispettosa del territorio è ben studiata: l'assenza di nomi o altri elementi appealing dipenderebbe dal fatto che, per la legge elettorale regionale, il voto dato al simbolo del presidente non si trasmette mai a chi lo sostiene, anche se si tratta di una sola lista. Meno gente segna quel simbolo, dunque, meglio è... 

1) Patto per l'autonomia

Cecotti si presenta alle regionali sostenuto da una sola lista, quella del Patto per l'Autonomia. Si tratta di una delle formazioni più recenti in assoluto, il cui simbolo è stato depositato per la prima volta al Ministero dell'interno in occasione delle ultime elezioni politiche. L'elemento grafico principale, in effetti, è rimasto lo stesso: si tratta di "4 mattoni (uno per ognuna delle ex province del Friuli Venezia Giulia) impilati e pronti per 'iniziare la ricostruzione'", così almeno si legge sul sito del movimento fondato a dicembre, che si pone come obiettivo l'offerta di un "impegno diretto in favore del territorio e delle comunità". Unica differenza rispetto all'emblema visto a gennaio, il nome sta tutto nella parte del cerchio a fondo bianco, lasciando nel segmento inferiore blu lo spazio per il cognome del candidato presidente.

Sergio Bolzonello

Il sorteggio ha individuato come secondo candidato su manifesti e schede Sergio Bolzonello, sindaco di Pordenone dal 2001 al 2011 e, soprattutto, vicepresidente e assessore uscente della giunta guidata da Debora Serracchiani. Dopo la rinuncia alla ricandidatura della presidente uscente, la scelta è caduta su di lui e si farà sostenere da quattro liste: per la sua candidatura personale, invece, Bolzonello ha optato per un emblema anonimo (e ben poco riconducibile al centrosinistra), con la sola dicitura "Sergio Bolzonello presidente", l'ultima parola evidenziata in rosso, il tutto su fondo bianco racchiuso in una circonferenza blu sfumata. Una scelta persino più anonima di quella fatta nel 2013 da Serracchiani, che almeno aveva indicato nel simbolo il suo motto: "Torniamo ad essere speciali".

2) Partito democratico

La prima lista della coalizione a sostegno di Sergio Bolzonello è anche l'unica riconoscibile in tutta l'Italia: il Partito democratico, infatti, ha scelto di presentarsi con il proprio emblema nazionale, senza alcuna caratterizzazione legata al territorio. Si tratta, in realtà, di una conferma della scelta fatta nel 2013: anche in quell'occasione, infatti, il contrassegno del Pd non ospitò né il nome della candidata alla presidenza, né altre indicazioni personali o territoriali. Si distingue dunque la volontà di partecipare con la propria immagine nazionale, sia come sia, senza fare leva su nessun elemento locale potenzialmente trainante. Nel 2013 il Pd così era risultato la formazione più votata, sfiorando il 27%; stavolta la sfida si presenta più complessa.

3) Open - Sinistra FVG

Al secondo posto, tra le liste che appoggeranno Bolzonello nella sua corsa, ci sarà Open - Sinistra FVG, formazione che raccoglie tutto il mondo a sinistra del Pd in regione e ha tra i suoi promotori l'ex sindaco di Udine Furio Honsell: l'idea, come si legge sull'emblema stesso, è la costruzione di "una regione aperta", a partire dal Movimento Open FVG, animato soprattutto da esperienze civiche cresciute in regione. Per i colori e la font oggetto della scelta, il simbolo ricorda un po' quello di Ravenna in comune, lista apparsa alle elezioni amministrative del 2016: il fondo è inequivocabilmente rosso, il profilo della regione che si staglia sul fondo è invece arancione, altra tinta spesso usata da varie componenti della sinistra negli ultimi anni.


4) Slovenska Skupnost

In terza posizione, nella coalizione di centrosinistra, è stata sorteggiata la lista di Slovenska Skupnost, ossia Unione slovena. L'emblema batte tutti gli altri finiti sulla scheda dal punto di vista della storia politica: i primi depositi al Viminale, infatti, risalgono al 1963 (anche se il partito è stato fondato ufficialmente solo due anni dopo, con riferimento all'area triestina), inizialmente con il nome bilingue e in anni più recenti solo con la versione slovena. Fin dall'inizio il partito, che si propone di tutelare la minoranza slovena presente sul territorio regionale, si è accompagnato alla raffigurazione di un ramoscello di tiglio a tre foglie, di colore blu con gli altri elementi del contrassegno rossi.


5) Cittadini per Bolzonello presidente

Altro elemento di continuità, oltre alla presenza del Pd e di Slovenska Skupnost, è la lista Cittadini per Bolzonello presidente: l'emblema utilizzato, infatti, è esattamente lo stesso che era già apparso a sostegno di Debora Serracchiani (con il suo nome intero) e, prima ancora, anche di Riccardo Illy. Il riferimento, infatti, è alla colonna con capitello dorico su fondo giallo e circonferenza rossa scura, ben identificabile nella grafica: si tratta della "lista del presidente", o almeno aspirante tale, che è stata rivista con il tempo ma ha mantenuto visivamente la sua impronta civica. Una curiosità: alla base della colonna c'è scritto "Una regione in comune", ma per leggerlo gli occhiali possono non bastare.


Alessandro Fraleoni Morgera

6) MoVimento 5 Stelle

Terzo candidato alla presidenza del Friuli Venezia Giulia è Alessandro Fraleoni Morgera, indicato come aspirante guida della regione dal MoVimento 5 Stelle. Naturalmente, come è sempre accaduto, la candidatura di Fraleoni Morgera è sostenuta soltanto dalla lista del M5S, senza che in sede elettorale sia previsto l'appoggio da parte di altri soggetti politici. L'emblema è quello di sempre, ma proposto nell'ultima versione ufficiale utilizzata: quella depositata in occasione delle elezioni politiche 2018, con la dicitura ilblogdellestelle.it nella parte inferiore del cerchio. Si tratta della seconda partecipazione del MoVimento a livello regionale e promette di essere ben più fortunata della prima.


Massimiliano Fedriga

L'ultimo estratto tra i candidati, il deputato della Lega (alla sua terza legislatura) Massimiliano Fedriga, è anche quello con la coalizione a sostegno più nutrita, anche se non di molto: potrà contare, infatti, sull'appoggio di cinque liste. Fedriga, nato a Verona ma da tempo trapiantato a Trieste, è stato imposto come candidato per il centrodestra al posto di Renzo Tondo, già presidente del Friuli Venezia Giulia prima di Serracchiani. Come Tondo, tuttavia, ha scelto di contrassegnare la propria candidatura regionale con il profilo di un'aquila, emblema tradizionale friulano (usata anche da Illy nel 2008): se Tondo aveva l'intero uccello stilizzato, qui c'è soltanto la testa, dal profilo azzurro, che emerge bene sul fondo blu che ospita anche il motto della candidatura: "La rivoluzione del buonsenso". Quasi a voler abbattere i confini politici e, in fondo, guardare oltre e coi piedi piantati a terra.


7) Fratelli d'Italia

Come prima delle liste a sostegno di Fedriga è stata sorteggiata quella di Fratelli d'Italia, al suo debutto assoluto a livello regionale (nel 2013, pur esistendo il partito, l'unica fiamma visibile era quella della fiaccola della Destra di Storace). L'emblema depositato per queste elezioni è esattamente lo stesso utilizzato per le ultime elezioni politiche: c'è dunque il simbolo di Fratelli d'Italia, con la fiammella del Msi senza più la "pulce" di An (anche se ne viene replicata di fatto la struttura cromatica), inserito  "a cannocchiale" all'interno di un cerchio campito nello stesso modo e con il riferimento al nome della leader nazionale Giorgia Meloni, che non è certo candidata in regione. Per il partito, evidentemente, il suo nome può attirare molti consensi.


8) Progetto FVG per una Regione speciale

Il secondo degli emblemi che appoggeranno la corsa verso la regione di Massimiliano Fedriga è, probabilmente, il più anonimo e letterale (e, probabilmente, anche quello meno riuscito). I colori, tonalità a parte, sono quelli della regione e fin qui tutto bene. "La nostra lista - si legge nel sito - nasce dall'incontro tra Associazione Progetto FVG e Associazione Regione Speciale con uno scopo: realizzare il rilancio politico, economico e sociale del Friuli Venezia Giulia". FVG, nel materiale di propaganda, si scopre voler essere un riferimento, oltre che alla sigla della regione, a un territorio Forte, Vivo e Grande. La grafica, peraltro, ricorda in modo speculare - per la distribuzione dei colori - quella della lista "Diventerà bellissima - Per la Sicilia", presentata a sostegno di Nello Musumeci.


9) Lega - Salvini

Terzo simbolo estratto è quello della Lega, non più Nord: si tratta, probabilmente, dell'emblema più "pulito" in assoluto del Carroccio in versione nazionale. Al di là del nome ridotto e del riferimento al segretario Matteo Salvini, infatti, non c'è nessun'altra scritta: non il riferimento al "premier" (e sarebbe stato stranissimo che fosse stato conservato), ma nemmeno alla regione in cui l'emblema si presenta o al candidato che sostiene. Probabilmente si ritiene che sia sufficiente l'immagine del guerriero di Legnano per catalizzare il consenso degli elettori friulani e giuliani per il leghista (e triestino d'adozione) Fedriga: un consenso che, in base alle previsioni, si prospetta decisamente cospicuo.


10) Forza Italia

Non poteva certo mancare, all'interno della coalizione di centrodestra, il simbolo di Forza Italia, che il sorteggio ha piazzato al quarto posto all'interno della coalizione. La base grafica è quella dell'emblema presentato alle ultime elezioni politiche, con la bandierina nella parte alta (coi vertici superiori che fuoriescono dal cerchio) e il nome di Berlusconi a caratteri cubitali subito sotto il diametro orizzontale. Il tutto è stato leggermente ridotto di dimensioni per fare spazio, nella parte inferiore, al riferimento a Fedriga, adagiato lungo la circonferenza e sufficientemente grande per essere visto, senza risultare troppo schiacciato dall'ingombrante riferimento all'ex Cavaliere.


11) Autonomia responsabile

Ultima lista del centrodestra, nonché ultima lista a comparire su manifesti e schede, è quella legata a Renzo Tondo: anche se non è stato ricandidato alla guida della regione (sarebbe stata la terza volta consecutiva). Il simbolo che lo accompagna, quello di Autonomia responsabile, è praticamente lo stesso sfoggiato per la "lista del presidente" nel 2013 (quando il centrodestra fu sconfitto, ma l'emblema portò a casa oltre il 10%): stesso nome rosso su fondino azzurro sfumato, stesso elemento tricolore in basso, stesso profilo della regione blu. Di diverso rispetto a cinque anni fa, c'è solo l'assenza della sigla FVG sulla sagoma della regione e il notevole sacrificio di dimensioni per il cognome di Tondo, rimpicciolito per far posto anche a quello di Fedriga.