Formalmente raggiungerà il traguardo dei 20 anni di attività il prossimo 21 dicembre; il movimento politico Fronte Verde, però, si prepara già ora a festeggiare, intervenendo sull'elemento più visibile della propria immagine, vale a dire il simbolo. Un simbolo che, nelle sue varie evoluzioni - grafiche e nominali - è stato presente parecchie volte nelle bacheche del Viminale prima degli appuntamenti elettorali più importanti che hanno interessato l'Italia in questo periodo (anche se poi magari sulle schede si è visto molto di meno e solo a livello locale).
Il presidente nazionale, nonché principale fondatore, Vincenzo Galizia, rivendica "due decenni di battaglie per l’ecologia indipendente, la giustizia sociale e la sovranità dei popoli": non ha mai rinnegato il suo percorso precedente qualificabile come "di destra" (Msi, Gioventù nazionale della Fiamma Tricolore, Movimento idea sociale), ma ha sempre sottolineato di avere sviluppato una sensibilità ecologista fin dai tempi dei Gruppi di Ricerca Ecologica e di Fare Verde, che lo ha condotto alla fine del 2006 a fondare appunto Fronte Verde.
Sembrano ormai piuttosto lontani i tempi in cui l'ingrediente principale del fregio era una freccia verde piegata a forma di "V", vista per la prima volta nel 2008 al Ministero dell'interno: l'anno dopo si tentò di sostituirla con un girasole su fondo verde, ma per l'ufficio elettorale nazionale presso la Cassazione il nuovo simbolo somigliava troppo al sole che ride dei Verdi (che si erano opposti all'ammissione) e finì ricusato, così si tornò alla freccia verde. Poco tempo dopo si passò dalla freccia verde a Freccia Verde, nel senso di Green Arrow, l'arciere dei fumetti dell'universo DC Comics: nel 2011 il disegno era effettivamente in stile comics (e in quel modo apparve nelle bacheche del 2013), ma poco dopo il disegno fu semplificato e la figura che tendeva l'arco divenne bionda-rossiccia, senza rinunciare a un cappello-feluca con penna, di colore verde (era la versione depositata al Viminale nel 2014 e anche nel 2018). L'arciere ha subito in seguito ulteriori modifiche, per cui nel 2019 - anno in cui Fronte Verde ebbe un'inattesa notorietà per la partecipazione di due sue candidate alla lista di Europa Verde - al Viminale finì la versione che guardava verso destra e avanti (ribaltata rispetto alla precedente) e con il nome schiarito. Alla fine del 2020, però, quell'elemento grafico venne lasciato da parte per essere sostituito da un globo terrestre blu e verde conformato a cuore, mutuato in parte dall'Alleanza ecologista indipendente francese: anche il nome venne temporaneamente cambiato in Più Eco, con l'idea di costruire un fronte ecologista indipendente più ampio rispetto al passato (e quel simbolo venne depositato nel 2022 in vista delle elezioni politiche, così come venne usato - insieme a quello del Partito pensionati + Salute - alle elezioni comunali di Fiumicino in appoggio a Mario Baccini, mentre nel 2013 e nel 2018 l'arciere aveva appoggiato Esterino Montino).
Quando però nel 2024, in vista delle elezioni europee, si è concretizzata la possibilità di finire davvero sulle schede a livello nazionale grazie all'affollatissima lista Libertà promossa da Cateno De Luca e dalla sua Sud chiama Nord, l'arciere è tornato, sia pure in una nuova versione - non troppo leggibile, a causa del contrassegno comune strapieno, ma comunque presente su tutte le schede d'Italia - con volto in primo piano celato in parte da un cappuccio e tutte le frecce nella faretra. Si tratta dell'immagine che ora è stata di nuovo leggermente modificata, togliendo il cappuccio all'arciere (che ora mostra la sua capigliatura rifinita) e sistemando le penne e le cocche delle frecce.
"L'arciere richiama l'immagine dell’eroe leggendario Robin Hood - spiega oggi Vincenzo Galizia -. In lui è rappresentata la giustizia e la difesa dei più deboli, la lotta per la libertà contro la tirannia. Dopo vent'anni di coerenza, questo simbolo racconta la nostra volontà di vivere a contatto diretto con la natura, proteggendola senza sopraffarla, proprio come chi abita la foresta e la difende con coraggio". Galizia rivendica come Fronte Verde abbia mantenuto per due decenni "la sua identità di movimento antisistema, lontano dalle logiche dei grandi blocchi di destra e sinistra, focalizzandosi sulla difesa della Natura e del Paesaggio, contro il nucleare, gli inceneritori e la distruzione del territorio; sulla giustizia sociale, dalla parte dei cittadini contro lo strapotere delle lobby finanziarie; su libertà e tradizione, proponendo una visione spirituale e identitaria dell'ecologismo, radicata nella cultura dei popoli. Celebrare vent'anni significa onorare il percorso iniziato in quel solstizio del 2006. Il nuovo emblema è la nostra freccia pronta a essere scoccata verso il futuro. Non siamo una moda passeggera, ma una forza radicata che continua a battersi per un mondo più giusto e naturale".

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