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lunedì 1 maggio 2023

Siena, simboli e curiosità sulla scheda

La Toscana è la regione con il maggior numero di capoluoghi di provincia chiamati a rinnovare la loro amministrazione comunale il 14 e il 15 maggio: Massa, Pisa e Siena. Quest'ultimo comune merita un'attenzione particolare - e infatti viene trattato per primo - visto che si distingue, una volta di più, per l'affollamento della scheda elettorale. Se nelle precedenti elezioni del 2018 erano state 9 le persone in contesa per la carica di sindaco, sostenute da 18 liste, questa volta si sfidano 8 aspiranti alla guida del comune, ma le liste non sono diminuite: sono anzi cresciute, fino a raggiungere il numero di 23. Il contesto elettorale deve tenere conto anche della mancata ripresentazione del sindaco uscente, Luigi De Mossi (eletto nel 2018 al ballottaggio, sostenuto da una coalizione di centrodestra e con il 50,8%), che pure non è del tutto estraneo all'attuale competizione.   
 

Nicoletta Fabio

1) Fratelli d'Italia

Il sorteggio ha collocato in prima posizione su manifesti e schede la candidatura di Nicoletta Fabio, già docente e negli scorsi anni rettrice del Magistrato delle Contrade (da rettrice dell'Istrice) e (prima) presidente del Consorzio per la Tutela del Palio. Le liste a suo sostegno saranno cinque, con Fratelli d'Italia che è stata estratta per prima. Se nel 2018 era stato usato il modello di contrassegno inaugurato proprio allora, con l'espressione "De Mossi sindaco" al posto del riferimento a Giorgia Meloni, stavolta viene impiegato direttamente l'emblema elettorale di Fdi, con il nome della leader
 

2) Siena, in tutti i sensi - Nicoletta Fabio sindaco

Nella coalizione cui appartengono le tre maggiori forze politiche del centrodestra si trovano anche due liste civiche. Come seconda formazione appare infatti Siena, in tutti i sensi - Nicoletta Fabio sindaco: essendo l'unica a contenere il nome dell'aspirante prima cittadina, è facile supporre che si tratti della lista "personale" della candidata. Il nome scelto dimostra il legame con la città a vario livello ("in tutti i sensi") e il punto dà l'idea di un'affermazione risoluta, quasi definitiva; il testo, scritto in un carattere di gusto antico, risalta in bianco sul fondo colore - non a caso - Terra di Siena.  
 

3) Forza Italia - Udc - Nuovo Psi

La terza lista sulla scheda sarà quella di Forza Italia, in questo caso dichiaratamente ampliata, visto che nel contrassegno sono contenute le miniature dei simboli dell'Unione di centro e del Nuovo Psi (in questo caso con la nuova mutazione grafica e nominale, che pone un nuovo garofano in campo bianco sotto la dicitura "Liberali e riformisti" su fondo blu). L'inserimento di quelle "pulci" ha richiesto la riduzione di dimensioni tanto della bandierina tricolore, quanto del cognome di Silvio Berlusconi. Nel 2018 la lista forzista era stata la meno votata della coalizione (3,35%), si vedrà il suo peso in questa nuova consultazione. 
 

4) Movimento civico senese

Seconda formazione civica della coalizione che appoggia Nicoletta Fabio in queste elezioni amministrative a Siena è il Movimento civico senese: si tratta di un'associazione senza scopo di lucro nata nel 2012 ispirata ai valori della trasparenza, concretezza, dialogo, correttezza, giustizia, equità sociale, sostenibilità, solidarietà e convivenza civile, il tutto con l'idea - come si legge nel sito - di "realizzare uno spazio politico locale che sia costantemente in contatto con i cittadini, aperto alle loro idee, competenze ed esperienze, capace di elaborare un giudizio critico-costruttivo sulla vita politica del territorio senese e di progettarne il futuro". L'idea di patto con la città e con i cittadini è suggerita da una mano aperta (come a voler "dare il 5") con sovrapposta la "S" di "Siena"; non sfugge la stranezza dell'uso del carattere Hobo, decisamente anomalo per le schede elettorali.
 

5) Lega

La coalizione di centrodestra si chiude con la lista presentata dalla Lega, che nel 2018 aveva di poco superato il 9% ed era risultata la prima forza della compagine. Rispetto a quell'appuntamento elettorale, il partito guidato da Matteo Salvini ha adottato lo stesso contrassegno impiegato alle politiche (con la dicitura "Salvini premier" sotto ad Alberto da Giussano) e non la variante locale, con la bandiera toscana a fianco della statua del guerriero. Si vedrà dunque l'esito del partito in questa tornata elettorale (alle elezioni politiche la Lega, con lo stesso simbolo impiegato ora, aveva ottenuto il 4,38%). 
  

Fabio Pacciani

6) Sena Civitas

La seconda candidatura alla guida del comune di Siena, in ordine di sorteggio, è quella di Fabio Pacciani, odontoiatra, anch'egli già rettore del Magistrato delle Contrade (e a lungo rettore del Bruco). La coalizione a suo sostegno è la più nutrita, visto che le liste sono addirittura 7. La prima, secondo il sorteggio, è quella di Sena Civitas, già vista nel 2018 a sostegno di Massimo Sportelli: circolo culturale e politico moderato, nato a Siena nel 2012, Sena Civitas ha proposto anche questa volta un emblema tridimensionale (con effetto "pulsante" o "bottone"), con un cerchio arancione con al centro il nome e l'elemento grafico del circolo, entrambi tinti dei colori cittadini. 
 

7) Per Siena

Pure la seconda lista della coalizione che appoggia la candidatura di Pacciani, Per Siena, ha già partecipato alle elezioni del 2018 (al primo turno aveva espresso un proprio candidato, Pierluigi Piccini, mentre al ballottaggio aveva stretto un accordo con il candidato del Pd, il sindaco allora uscente Bruno Valentini). Il simbolo è praticamente identico a quello di cinque anni fa, cioè con la silhouette blu in cui è evidente il Palazzo pubblico con la Torre del Mangia (il monumento principale di Piazza del Campo); come nel 2018, la torre diventa la "I" del nome della lista, stagliandosi in un cielo giallo sfumato.
 

8) Sì - Patto dei cittadini

Risulta nuova, invece, la terza lista presentata a sostegno di Pacciani, cioè Sì - Patto dei cittadini, qualificata come lista civica nata "per cambiare la realtà di Siena che oggi non ci piace" attraverso "un patto nel segno del bene comune. Abbandonando il divano del mugugno, non limitandosi più alla sterile critica sui social, ma mettendo prima di tutto la faccia e poi le idee al servizio di un cambiamento reale della città". Il simbolo è molto semplice, con la parola "Sì" (che ricorda la sigla della provincia di Siena e ha un accento nero e bianco, come i colori cittadini) al centro e il resto del nome collocata ad arco nel cerchio. 
 

9) Civici in Comune

Quarta lista del "polo civico" che appoggia Pacciani è Civici in comune, che si qualifica come associazione in cui "si incontrano le esperienze consolidate di impegno civico di tanti Cittadini che, nel corso degli anni, attraverso il volontariato e attività di cittadinanza attiva, hanno cercato di tutelare gli interessi della Città, salvaguardandone i beni comuni, coniugando tradizione ed innovazione, battendosi per ottenere la massima partecipazione dei Cittadini alla governance pubblica, chiedendo un nuovo metodo di governo basato su meritocrazia e trasparenza". Il simbolo è composto da una corona circolare bianca e nera (di nuovo con i colori civici) che ospita il nome e dal cerchio centrale che contiene un libro aperto, con un segnalibro rosso in evidenza e una penna per scrivere; nella grafica non sfugge la presenza di una piccola sfera verde, bianca e nera, miniatura del "barbero" senese già usato nel 2018 dalla lista Massimo Sportelli sindaco (e lui è tra i candidati).
   

10) Siena Sostenibile

Offre una connotazione - del nome e della grafica - attenta all'ambiente e alle nuove generazioni la quinta lista della compagine di Pacciani, denominata Siena Sostenibile e nata come associazione a settembre dello scorso anno. Pure in questo caso c'è il profilo dei monumenti centrali della città, ma è tinto di verde chiaro, mentre il colore è un po' più scuro nel fondo, richiamando un intreccio vegetale o una pavimentazione. Nemmeno qui si trova il nome del candidato: nessuna delle sue liste, peraltro, lo contiene e questa probabilmente è stata una precisa scelta di coloro che hanno organizzato questa proposta elettorale.  
 

11) In Campo

Torna a proporsi ad elettrici ed elettori senesi anche la lista In Campo, che nel 2018 aveva sostenuto Bruno Valentini e aveva ottenuto il 9,36% (riuscendo a eleggere un consigliere). Il nome della lista rimanda a un impegno diretto (appunto "in campo"), ma la maiuscola suggerisce anche il riferimento a Piazza del Campo (quella del Palio ovviamente). Rispetto a cinque anni fa il simbolo si è arricchito: "abbiamo voluto che ci fossero i colori - si legge su Facebook - tanti colori sullo sfondo bianco, come un segno vitale di rinascita. Il nostro nome diventa la sagoma del Palazzo Pubblico, centrale nella grafica come lo è nel progetto sul quale abbiamo lavorato con impegno e determinazione con le altre Associazioni del Polo Civico". I colori citati, poi, tingono archi che ricordano per disposizione un'aula consiliare (o, volendo, delle onde emesse dalla Torre).
 

12) Riscrivere Siena

La coalizione a sostegno di Fabio Pacciani si completa con l'ultima lista, di nuovo conio: Riscrivere Siena. Questa, come le altre, è una formazione di natura essenzialmente civica e il nome scelto indica l'idea di voler riscrivere la storia della città e, in fondo, la città stessa sulla base dei principi di inclusione e sostenibilità. Il simbolo scelto per la lista civica non punta su elementi grafici riconoscibili, ma solo sui colori (fondo blu, verde più scuro per la corona che abbraccia tutto, verde più chiaro per il verbo "Riscrivere", bianco per il riferimento al comune; il carattere usato per le scritte - spigoloso, in stile Winner - è poco impiegato in ambito elettorale). 
 

Massimo Castagnini

13) Castagnini sindaco

Terza coalizione in corsa per la guida dell'amministrazione senese è quella che propone come sindaco Massimo Castagnini, già presidente di Si.Ge.Ri.Co, società multiservizi legata al comune di Siena (sosta, mobilità, riscossione e gestione delle entrate comunali, gestione di servizi museali, ristorazione, accoglienza e altro). La prima delle quattro formazioni a sostegno del candidato è Castagnini sindaco, quella più vicinall'aspirante sindaco manche una delle più semplici nella grafica: c'è soltanto il nome sopra una stilizzazione della Torre del Mangia, il tutto racchiuso in una circonferenza rossa. Su Facebook, tuttavia, si trovano anche prime versioni in cui il fondo era bianco e nero, come i colori della città (non risultano però bocciature del simbolo). 
 

14) Lista De Mossi

Pure la seconda lista a sostegno di Castagnini è molto semplice sul piano dell'immagine, ma è decisamente significativa. Promotore della Lista De Mossi, infatti, è proprio il sindaco uscente Luigi De Mossi, anche se non figura tra i candidati (c'è però l'assessore uscente Paolo Benini come capolista): per lui Castagnni rappresenta l'unica continuità possibile - nel solco dei moderati di centrodestra ma con spirito essenzialmente civico - con l'amministrazione attuale. Il simbolo è un semplice cerchio blu con il nome della lista scritto in bianco con un carattere bastoni; in un primo tempo è circolato un simbolo con lo stemma cittadino in un angolo, ma è stato abbandonato lungo il percorso (probabilmente per evitare problemi in sede di esame delle liste).
 

15) Destinazione TerzoPolo

Si pone come decisamente più elaborato, invece, il simbolo della terza lista estratta all'interno della compagine che sostiene Castagnini, vale a dire Destinazione TerzoPolo. La lista si pone come civica, come suggerisce anche la presenza del profilo di alcuni dei monumenti principali di Siena (oltre al Palazzo pubblico con la Torre del Mangia, si vedono la cupola e il campanile del duomo). Il nome della lista, però, oltre ad alludere all'alternativa rispetto alle (due o tre...) coalizioni concorrenti, rimanda pure al soggetto politico che a livello nazionale era indicato informalmente così; se il profilo della città somiglia a quello usato da Siena Doc (lista di David Chiti che corse nel 2018), i colori della silhouette sono quelli di Italia viva. E Azione? Ha preso un'altra via, come si vedrà.

 
16) Siamo Siena

Ultima delle quattro liste a sostegno di Castagnini è la formazione civica Siamo Siena, stesso nome del gruppo nato in consiglio comunale poco più di un anno fa, parte della maggioranza uscente. Pure qui si vedono la Torre del Mangia e una parte del Palazzo pubblico, sempre stilizzati e collocati sopra un piccolo segmento tricolore; sul fondo grigio sfumato spiccano il nome, in cui è evidenziato il concetto "amo", e la connessa mongolfiera a forma di cuore. Per completare il quadro, occorre dire che anche Castagnini è stato impegnato nel Palio di Siena, come priore dell'Onda: il Palio, dunque, finisce per permeare parecchio questa competizione elettorale.
 

Emanuele Montomoli

17) Emanuele Montomoli sindaco

Dopo tre candidati sostenuti da una coalizione, il sorteggio ha collocato le quattro persone che potranno contare sull'appoggio di una sola lista. La prima è Emanuele Montomoli, imprenditore, candidato civico che aveva presentato la sua candidatura già alla fine del 2022 e per una fase sembrava aver ottenuto il sostegno del centrodestra. Il contrassegno della lista, sotto al nome scelto per la formazione, contiene una ventina di sagome di persone di vario colore, collocate su un fondo altrettanto colorato a strisce verticali: "un simbolo - ha dichiarato Montomoli alla presentazione - fatto di colori e persone come riferimento ai valori fondanti di dialogo, senso civico, spirito di comunità ed inclusione".

Alessandro Bisogni

18) Siena popolare

Ulteriore candidatura sostenuta da un'unica lista è quella di Alessandro Bisogni, architetto, che ha scelto di candidarsi per rappresentare un elettorato di sinistra, che non si riconosce nel Pd. La lista in questione è Siena popolare, il cui simbolo è costituito dalla sagoma del territorio comunale tinta di bordeaux come la circonferenza esterna che la racchiude (mentre un'altra circonferenza interna, più sottile, è nera), mentre il nome della lista è stato collocato proprio su quella sagoma; il colore dominante del simbolo è molto vicino a quello impiegato per il fregio di Potere al Popolo! (non a caso, c'è chi ha riconosciuto in PaP e in Rifondazione comunista la storia di varie persone candidate).

Elena Boldrini

19) MoVimento 5 Stelle

Si presenta da sola come aspirante sindacanche Elena Boldrinigià consigliera comunale a Sovicille e collaboratrice di Luca Migliorino, deputato M5S nella scorsa legislatura. E sarà proprio il MoVimento 5 Stelle a sostenere la candidatura di Boldrini. Pure sulle schede elettorali di Siena apparirà lo stesso simbolo del M5S già visto nelle altre votazioni di questo turno di amministrative: per questa terza partecipazione del MoVimento alle elezioni senesi (nel 2018 nessuno aveva avuto la delega a presentare la lista) si è impiegato il contrassegno contenente il riferimento al 2025 come anno della neutralità climatica.   
  

Roberto Bozzi

20) Siena in Azione - Roberto Bozzi sindaco 

Ultima delle candidature sostenute da una sola lista, seguendo l'ordine dettato dal sorteggio, è quella di Roberto Bozzi, già sindaco di Castelnuovo Berardenga (2004-2014). In questo caso Bozzi concorrerà alla guida del comune capoluogo con la lista Siena in Azione - Roberto Bozzi sindaco. Il contrassegno, oltre a essere quello in cui il nome della persona candidata è più evidente, fa chiaramente capire che la lista è espressione di Azione (e non anche di Italia viva), come del resto testimonia la sfumatura di colori, dal blu al verde, che ha caratterizzato la seconda fase (con attenzione per la transizione digitale e ambientale) del partito guidato da Carlo Calenda.
 

Anna Ferretti

21) IEP! - Indipendenti e progressisti - Sinistra Italiana

L'ultima candidatura alla guida del comune di Siena, secondo l'ordine del sorteggio, è quella di Anna Ferretti, già assessora delle giunte Ceccuzzi e Valentini, indicata dalle primarie per il centrosinistra. Potrà contare sull'appoggio di tre formazioni, la prima delle quali - in base sempre al sorteggio - unisce il movimento IEP!, sigla che sta per Indipendenti e progressisti, e Sinistra Italiana. Il simbolo della lista - il cui primo candidato, tra l'altro, è Ernesto Campanini, sconfitto da Ferretti alle primarie - è diviso quasi equamente tra le due forze: nella parte superiore c'è il nome (intero e abbreviato) del gruppo civico, con i colori e le lettere usati fin dall'inizio (la palette del fondo può ricordare un po' Italia viva, ma si tratta di un soggetto ben diverso); nella parte inferiore c'è l'emblema di Sinistra italiana.  
 

22) Partito democratico

Seconda lista della coalizione in appoggio a Ferretti è quella presentata dal Partito democratico, che nel 2018 aveva ottenuto il 18,35% (un risultato elevato, ma secondo al 19,53% della lista Per Siena che aveva sostenuto Piccini). Com'è sempre stato nelle elezioni comunali senesi cui ha partecipato, il Pd ha schierato sulla scheda elettorale il proprio simbolo ufficiale, senza alcuna aggiunta di natura territoriale e senza inserire il nome della persona candidata alla guida dell'amministrazione locale. Si vedrà dunque se (e, nel caso, quanto) i dem riusciranno a trascinare la propria candidata a un risultato soddisfacente.
 

23) Con Anna Ferretti sindaca

La panoramica delle liste presentate si chiude con la civica Con Anna Ferretti sindaca, pensata come formazione particolarmente vicina alla candidata della coalizione guidata dal Pd. Su Facebook si trova l'illustrazione del simbolo impiegato da quella lista, cioè "un cerchio di color azzurro con il richiamo alla balzana, realizzato dalla graphic designer Alessia Canu" (la balzana è lo stemma cittadino, qui evidentemente non foriero di problemi, visto che non è stata richiamata la forma e riguarda un elemento molto piccolo). "Abbiamo scelto l'acqua come elemento di forza per il nostro progetto di governo - si legge -. È il simbolo di vita, freschezza e rigenerazione che sono necessarie per far tornare la nostra città a splendere [...]. È anche simbolo dell'ingegnosità dei senesi che, nel Medioevo, con una grande opera di ingegneria riuscirono a portare l'acqua in città realizzando quei bottini che, ancora oggi, rimangono un esempio straordinario di operosità. I colori utilizzati, con le sfumature acquamarine, e le forme morbide e avvolgenti, che compongono il logo, rimandano proprio a questi concetti". Non passa inosservata la parola "sindaca" correttamente volta al femminile.

sabato 4 settembre 2021

Suppletive a Siena, simboli e candidature sulla scheda

Se a Roma-Primavalle le candidature per le elezioni suppletive del 3 e 4 ottobre sono sei, nell'analogo voto per il collegio di Siena - lasciato libero da Pier Carlo Padoan dopo il suo ingresso nel consiglio di amministrazione di Unicredit - saranno sette. Al di là della notevole attenzione dei media legata alla candidatura di Enrico Letta (e al simbolo utilizzato per presentarsi al corpo elettorale), meritano di essere considerate anche le altre proposte, alcune delle quali attese, mentre altre hanno colto molte persone di sorpresa. Non è del resto passata inosservata, a Siena come a Roma, l'assenza di candidature espresse dal MoVimento 5 Stelle.

Angelina Rappuoli - Movimento nazionale italiano

Il sorteggio effettuato dall'Ufficio centrale circoscrizionale presso la Corte d'appello di Firenze ha collocato al primo posto su manifesti e schede Angelina Rappuoli, candidata in rappresentanza del Movimento nazionale italiano, forza politica di cui si è già parlato lo scorso anno: il simbolo è lo stesso di allora, con il nome scritto nel cerchio e il segmento tricolore centrale e schiacciato. Rappuoli - agente immobiliare, già leghista, eletta consigliera nel 2019 a Sinalunga con una lista civica che porta il suo nome, tra gli aspiranti candidati del Patto per la Toscana di Roberto Salvini escluso dalle regionali del 2020 - rappresenta una delle sorprese di questa consultazione: ha raccolto regolarmente le firme necessarie e ora concorre alle elezioni con l'idea di rappresentare il suo territorio e farsi carico delle sue istanze, a partire da quelle in materia sanitaria.

Elena Golini - Potere al popolo!

In occasione delle suppletive senesi torna sulle schede - e in seconda posizione, stando al sorteggio effettuato - Potere al popolo!, sostenendo la candidatura di Elena Golini, operatrice socio sanitaria dopo una lunga esperienza di operaia alla Whirpool, che richiamerà l'attenzione soprattutto sugli investimenti in materia di servizi sociali e di lavoro. Anche lei ha dovuto raccogliere le firme, non essendo presente Pap in Parlamento e non godendo dunque dell'esenzione. Il simbolo impiegato in quest'occasione è - salvo errore - esattamente lo stesso utilizzato a partire dal 2018 in varie occasioni, incluse le suppletive a Roma e Napoli dello scorso anno:  riecco dunque i due archi bordeaux che racchiudono il nome in grigio scuro, evidenziato dalla stella anch'essa bordeaux.

Enrico Letta - con Enrico Letta

Al terzo posto il sorteggio ha collocato Enrico Letta, sul cui simbolo c'è ben poco da dire, essendo già stato detto di tutto, anche a sproposito. Com'è noto, infatti, il segretario del Partito democratico si candida non con le insegne del proprio partito (come fa Andrea Casu contemporaneamente a Roma), da sole o abbinate a quelle di altre forze politiche vicine, ma con un simbolo creato ad hoc, che su fondo rosso sfumato contiene solo la dicitura con Enrico Letta (cosa che, tra l'altro, ha fatto sfumare l'esenzione dalla raccolta firme, per cui anche la candidatura di Letta aveva bisogno di almeno 300 sottoscrizioni). Si sono già analizzate le ragioni tecniche e politiche alla base della scelta: sosterranno Letta anche Italia viva, Azione, Psi e altre forze politiche dell'area sinistra, così come - in mancanza del simbolo di partito - potrebbe arrivare il sostegno di parte dell'elettorato del MoVimento 5 Stelle.  

Marco Rizzo - Partito comunista

A queste suppletive di Siena ci sarà anche un simbolo con falce e martello: si tratta di quello del Partito comunista e a rappresentarlo sarà proprio il suo segretario, Marco Rizzo, che ha scelto di sfidare innanzitutto Enrico Letta e ciò che rappresenta (al suo primo arrivo a Siena ha detto "Letta non stare sereno" e ha attaccato la sua scelta di sostenere il governo Draghi). Vista l'attenzione che i media hanno riservato a questa competizione (in proporzione, assai più che a quella romana), non stupisce che il leader del Pc abbia mobilitato le forze presenti sul territorio per raccogliere le firme e portare di nuovo falce e martello su una scheda toscana; il simbolo (al quarto posto) è 
peraltro inserito - come a Roma - in un cerchio bianco e rosso, con il riferimento ben visibile allo stesso Rizzo, che di quella forza politica è diventato negli anni a sua volta un simbolo ben identificabile.

Tommaso Agostini - Movimento 3V

In quinta posizione è stato sorteggiato Tommaso Agostini, che a queste suppletive senesi si candida in rappresentanza del Movimento 3V, nato nel 2019 come 3V - Vaccini vogliamo verità e già presente alle regionali toscane dello scorso anno. Questa volta il contrassegno che finirà sulle schede sarà leggermente diverso: il cerchio bianco con il bordo rosso spesso è rimasto uguale, ma l'espressione "3V" è stata posta al centro, come vero cuore del messaggio (anche se, a distanza di tempo, non è sempre facile ricordare il significato originario della sigla); sopra e sotto, i concetti di "Verità" e "Libertà" completano il messaggio, rilanciato con maggiore forza da chi sostiene quella lista in tempi di Green Pass e di possibili virate verso l'obbligo dei vaccini anti-Covid-19.

Tommaso Marrocchesi Marzi - centrodestra

Lo sfidante principale di Enrico Letta - se non altro per l'ampiezza della compagine che lo sostiene - sarà Tommaso Marrocchesi Marzi, imprenditore impegnato principalmente nel settore vinicolo, indicato dalla Lega e sostenuto dall'intero centrodestra, pur non essendo iscritto ad alcun partito e qualificandosi come candidato civico. Già da tempo era circolato il contrassegno che avrebbe sostenuto la sua candidatura, lo stesso adottato poi anche da Pasquale Calzetta a Roma-Primavalle: ecco dunque convivere, nello stesso cerchio (e a costo di stringersi molto e ridursi a miniature in un altro cerchio) le "pulci" di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e - ancor più piccole - Udc e Noi con l'Italia. Riconoscere tutte le anime di una coalizione in un unico simbolo, in fondo, costa almeno in visibilità.   

Mauro Aurigi - Italexit

Chiude la sfilata dei sette nomi su manifesti e schede Mauro Aurigi, classe 1939, senese doc (contradaiolo dell'Onda), per oltre quarant'anni dipendente del Monte dei Paschi di Siena (e nel 1994 tra i fondatori del Comitato per la difesa del Monte); dopo una lunga militanza nel Pci (lasciato nel 1984), ha aderito al Meetup senese legato a Beppe Grillo militando poi nel MoVimento 5 Stelle, uscendone poi nel 2018. Di recente Aurigi si è avvicinato a Gianluigi Paragone e ha aderito a Italexit, movimento che rappresenta anche in queste elezioni. Come si è visto alle suppletive di Roma-Primavalle, il soggetto politico ha rinnovato il proprio simbolo, con l'espressione "Per l'Italia con Paragone" blu inserita in una freccia bianca, collocata sopra a un esagono verde e rosso, che nella parte inferiore porta il logo di Italexit.

domenica 29 agosto 2021

Letta alle suppletive, il simbolo del Pd (che non c'è) e le norme elettorali

Si sta tenendo in queste ore (per l'esattezza si chiuderà alle ore 20 di domani, lunedì 30 agosto) il deposito delle candidature per le elezioni suppletive che interesseranno due collegi uninominali della Camera dei deputati. I documenti - a partire dalle sottoscrizioni necessarie, almeno 300 e non oltre 600 - devono essere consegnati presso la Corte d'appello del rispettivo Ufficio centrale circoscrizionale: a Firenze per il collegio Toscana-12 (Siena e parte della provincia di Arezzo), a Roma per il collegio Lazio 1-11 (Primavalle e altri territori).
Nei giorni scorsi ha ottenuto più attenzione il collegio di Roma, se non altro perché le candidature di Luca Palamara ed Elisabetta Trenta hanno svelato due tra i concorrenti più noti (nell'attesa che si scopra chi altro è stato in grado di raccogliere le firme necessarie, accanto a chi - come il segretario del Pd Roma Andrea Casu, candidato da Pd e "centrosinistra" - non ha bisogno di alcuna sottoscrizione perché il suo contrassegno gode dell'esonero in base alla presenza parlamentare); oggi invece è tornata sotto i riflettori il collegio toscano, nel quale era nota da tempo la candidatura di Enrico Letta.
Ironia della sorte, a far parlare della corsa elettorale del segretario Pd è stato proprio il simbolo da lui scelto e pubblicato sui suoi profili social: su fondo rosso leggermente sfumato, si trova soltanto la dicitura bianca, "con enrico LETTA", con il cognome chiaramente in evidenza (e scritto "tutto in un blocco") e un tocco di sobria leggerezza dato dal "con" proposto in una font manoscritta, meno severa del carattere "bastoni" usato per le altre parole. Il colore dello sfondo ricorda in parte i simboli già visti per le candidature alle suppletive di Sandro Ruotolo e Roberto Gualtieri e Sandro Ruotolo, ma non è certo di questo che si discute nelle ultime ore: si (stra)parla, più che di quel che c'è nel contrassegno elettorale, di quello che manca. 
 
 
Oggetto dei commenti, infatti, è soprattutto l'assenza del simbolo del Partito democratico all'interno del fregio elettorale. Tra le dichiarazioni più rilanciate, riprese o citate c'è quella di Matteo Salvini, per il quale a Sena "la sinistra [...] candida il segretario del partito che ha distrutto storia e patrimonio del Mps e, per la vergogna, si presenta senza il simbolo del Pd". Non è certo la prima volta che, da una parte o dall'altra, si chiama in causa la vergogna come movente della sparizione dei simboli di partito, dalle schede elettorali (nel contesto di una diffusa corsa al civismo, che fa il paio con una tendenza dei partiti a giocare a nascondino, in tempi in cui "partito" sembra una parolaccia e non la vuole usare nessuno, quindi meglio non averne nemmeno le sembianze) o più semplicemente dai manifesti (per i quali è più facile, oggettivamente, pensare che siano centrati sulla persona che si candida, piuttosto che sulle forze che la sostengono). Chi studia avvenimenti e dinamiche della politica si limita a registrare la nuova polemica; chi conosce a fondo norme e prassi elettorali - appartenendo quasi sempre alla schiera dei #drogati di politica - non riesce invece a capire critiche e attacchi di questo tipo e suggerisce a chiunque un rapido ripasso delle citate norme e prassi.
La disciplina in vigore per le elezioni politiche, così come modificata - da ultimo - dalla legge n. 165/2017 ("legge Rosato-bis"), ha reintrodotto in Italia le elezioni suppletive, che si tengono quando in corso di legislatura si liberi alla Camera o al Senato - per decesso, incompatibilità, dimissioni o altre cause - un seggio attribuito in un collegio uninominale, nel quale dunque si affrontano singole persone e non liste. Quelle elezioni erano previste anche dal sistema introdotto nel 1993, con cui si è votato nel 1994, nel 1996 e nel 2001: se però la "legge Mattarella" ammetteva che ciascuna persona candidata potesse essere sostenuta da un massimo di cinque contrassegni, le regole ora applicabili consentono di affiancare a ciascun nome sulla scheda elettorale un solo emblema. Può essere uno di quelli già depositati alle ultime elezioni politiche (nel qual caso non occorre depositarlo anche in Corte d'appello, come l'Ufficio elettorale centrale nazionale ha chiarito in occasione delle prime suppletive di questa legislatura) oppure può essere un contrassegno nuovo, in tutto o in parte (per intendersi, anche una semplice aggiunta o modifica, testuale o grafica, fa parlare di un emblema nuovo) e allora lo si dovrà depositare insieme agli altri documenti. Se poi il contrassegno è esonerato dalla raccolta firme, perché riproduce il simbolo di un partito che dispone di un gruppo parlamentare in entrambe le Camere, non ci sarà bisogno delle sottoscrizioni a sostegno; le firme dovranno invece essere regolarmente raccolte o depositate se nel contrassegno non figura alcun simbolo di partito esente, anche se - come appunto nel caso di Letta - a candidarsi è il segretario di un partito con un gruppo a Montecitorio e a Palazzo Madama.
La scelta di non impiegare il simbolo del Pd, dunque, è stata meditata e consapevole, visto che sul simbolo descritto e mostrato in precedenza sono state raccolte le firme. Questo certamente si può dire; sulle ragioni che hanno spinto a questa decisione si può ovviamente discutere, ma volerle cercare (solo) nel "vergognarsi del simbolo" sembra decisamente riduttivo e non tiene conto di questioni oggettive e pratiche. Come si è detto, alle suppletive si può affiancare un solo contrassegno al nome di chi si candida: nulla vieta, ovviamente, né di usare il simbolo del partito, anche solo leggermente integrato (come pare che accadrà con Andrea Casu, che al logo Pd di Nicola Storto sottoporrebbe un segmento rosso con la dicitura "Centrosinistra"), né di inserire più simboli di partito all'interno dello stesso cerchio.
Contrassegno di Maurizio Leo
(suppletive 2020 - Lazio 1-01)
 
"Biciclette" e "tricicli", in fondo, sono stati usati anche come emblemi di lista (alle amministrative nei comuni sotto i 15mila abitanti è la prassi, ma anche a volte in quelli superiori), quindi non c'è da scandalizzarsi; lo stesso centrodestra ha impiegato nelle precedenti suppletive di questa legislatura contrassegni compositi, sfoggiando tre o quattro cerchietti a seconda del numero di forze politiche che componevano in quel caso la coalizione. Già così, tuttavia, è facile notare che la grafica lascia abbastanza a desiderare: nessuno ha mai preteso che le schede elettorali siano esempi di finezza, ovviamente, ma bisogna ammettere che la scelta di rendere "visibili" più forze politiche nello stesso cerchio (di 3 centimetri di diametro sulla scheda) crea problemi di leggibilità, oltre che di disposizione e proporzioni. Qualche esempio: si fanno tutti i cerchietti uguali, oppure uno/alcuni di dimensioni maggiori rispetto ad altri? La soluzione andrà bene a tutti o ci saranno lamentele pronte a esplodere? E un partito piccolo ma presente in quel territorio merita visibilità o resta fuori per non complicare il contrassegno?
Ovviamente, più la coalizione si amplia, più la scelta di includere tutte le forze politiche (o quasi) diventa complessa, a meno di rischiare risultati graficamente discutibili. Il centrosinistra, almeno in un'occasione, ha provato a non scontentare quasi nessuno: alle due suppletive trentine del maggio 2019, infatti, nello stesso contrassegno sono state inserite ben sei "pulci", tra simboli nazionali e locali, rappresentanti forze piccole e grandi, tutti in ogni caso di 3,5 millimetri di diametro. L'effetto carambola (o biliardo o collana, che dir si voglia) era però assicurato: per la cronaca, in entrambi i casi il centrosinistra perse, certo non per colpa del contrassegno elettorale ma non si può obiettivamente dire che questo abbia aiutato a farsi riconoscere.
Non sembra un caso, dunque, che in seguito il centrosinistra abbia puntato su simboli decisamente centrati sulla persona candidata: lo stesso peraltro è accaduto per alcune candidature "giallorosse", non necessariamente più fortunate ma graficamente più ordinate. Quando dietro un candidato alle suppletive c'è una coalizione, quindi, la scelta "simbolica" è tra un contrassegno tanto inclusivo quanto "carambolesco" (più rispettoso delle varie comunità elettorali ma graficamente poco gestibile) e un emblema più pulito e diretto, spesso centrato sul candidato (accontentandosi necessariamente di scarsi riferimenti alle forze politiche sostenitrici, magari attraverso i colori).
A Roma-Primavalle la candidatura del segretario cittadino del Pd ha suggerito l'uso del simbolo del partito, integrato con il riferimento al centrosinistra visto che a sostenerlo saranno anche altre forze di quell'area. Se era lecito immaginare una dinamica simile nel collegio toscano che va al voto, essendo candidato il segretario nazionale del Partito democratico, occorre però ricordare che a Siena Enrico Letta ha espressamente cercato anche il sostegno di Italia viva e del MoVimento 5 Stelle: sarebbe oggettivamente più difficile ottenere i voti dei sostenitori di quelle forze politiche schierando il simbolo del Pd, né era oggettivamente pensabile che lo stesso contrassegno contenesse i simboli di Pd, M5S e Iv (o anche solo dei primi due soggetti politici: finora si sono visti affiancati, ma trovarli nello stesso cerchio farebbe un altro effetto). Si tratta certamente di una scelta di natura politica, legittima e ovviamente criticabile da parte di chi non la condivide; la vergogna, però, c'entra ben poco. Molto meno contestabile, per dire, sarebbe stato notare che la stampa del simbolo diffusa sui profili social di Letta è stata stampata davvero male, visto che sono evidenti delle "strisciate" di colore che difficilmente sono presenti nell'originale: per fortuna, dopo la conversione del "decreto semplificazioni", il contrassegno ufficiale depositato è quello in formato Pdf, certamente con i colori giusti, ed è quello che sarà riprodotto su manifesti e schede. Alla faccia delle stampanti difettose, che attaccano anche i simboli non "caramboleschi".

venerdì 18 maggio 2018

Siena, simboli e curiosità sulla scheda

Tra le città capoluogo chiamate al voto il 10 giugno ci sarà anche Siena, che si prepara a un'invasione di liste: sulla scheda, infatti, ce ne saranno 18 (due in più rispetto a cinque anni fa), a sostegno di 9 aspiranti sindaci, compreso il primo cittadino uscente, Bruno Valentini, in cerca di riconferma (ma, come si vedrà, con una compagine di liste più ristretta). Nell'elenco, peraltro, non figura alcun candidato del MoVimento 5 Stelle (che pure poteva contare su due consiglieri comunali): dai vertici del M5S non è infatti mai arrivata alcuna risposta (né ovviamente la concessione dell'uso del simbolo) alla lista che aveva indicato come candidato sindaco Luca Furiotti.

David Luciano Chiti

1) Siena D.O.C. - Democrazia sulla città

Il sorteggio ha indicato come primo aspirante sindaco David Luciano Chiti, già consigliere comunale del centrosinistra quando la città era guidata da Franco Ceccuzzi. La sua formazione si qualifica come "lista civica vera" (lo stesso nome scelto punta a rivendicare un collegamento genuino col territorio e un progetto di qualità), ma si colloca comunque nel centrosinistra. I colori della bandiera italiana sono esattamente gli stessi del simbolo del Pd, con il rosso che tinge il segmento inferiore (in cui il cognome del candidato è in grande rilievo, a sottolineare il forte traino personale della lista), mentre il verde colora la silhouette del centro cittadino, con la Torre del Mangia e la facciata del Duomo in buona evidenza.

Luigi De Mossi

2) Lega

Il secondo candidato indicato dall'estrazione a sorte è Luigi De Mossi, scelto come guida del comune dal centrodestra. La prima delle quattro liste su cui potrà contare il 10 giugno sarà la Lega, al suo debutto a Siena per quanto riguarda le elezioni amministrative. Per l'occasione, il partito di Matteo Salvini ha leggermente variato il simbolo rispetto a quello delle elezioni politiche: al di là del nome dimezzato, infatti, la base del simbolo sembra essere quello utilizzato dalla Lega Nord alle regionali del 2015, con il cognome del segretario federale che occupa per intero il segmento inferiore (e ne segue la forma) e, a sinistra, la bandiera toscana, ingrandita rispetto a tre anni fa grazie allo spazio lasciato libero dal nome.

3) Voltiamo pagina

Seconda forza della coalizione è la lista personale di De Mossi, denominata Voltiamo pagina, un nome tutt'altro che infrequente tra le formazioni locali (come sarà opportuno dimostrare con un post apposito tra qualche giorno). Il concetto è reso graficamente con l'immagine stilizzata di un libro (le cui pagine solo colorate di nero e di bianco-argento, i colori senesi) posto davanti alla Torre del Mangia: qualcosa sta sfogliando quelle pagine (non tanto il vento del cambiamento, visto il loro orientamento, ma piuttosto una mano invisibile) e le due più evidenti formano, guarda caso, la V del nome. Il dettaglio può non piacere, ma non si può negare un minimo di cura dell'emblema (che regge benino pur essendo uno dei più "bianchi").

4) Forza Italia

Terzo simbolo, in base all'estrazione, tra quelli presentati dal centrodestra è quello di Forza Italia. Quando il simbolo è stato consegnato ai funzionari del comune di Siena, era noto da poche ore agli avvocati di Silvio Berlusconi che il Tribunale di sorveglianza di Milano aveva accolto l'istanza di riabilitazione dell'ex presidente del Consiglio: non è improbabile che questo abbia suggerito ai vertici di Forza Italia la scelta di utilizzare come base l'emblema delle elezioni politiche, che sacrifica un po' la bandierina per fare ampio spazio al cognome del leader forzista; nella parte inferiore, al posto dell'appellativo "presidente", c'è posto per inserire il riferimento territoriale (anche se l'uso della font Arial Black "stirata" in orizzontale, quando "Berlusconi" è scritto in Helvetica Black Condensed, sembra poco felice).

5) Fratelli d'Italia

Chiude la coalizione di centrodestra la lista di Fratelli d'Italia, che in quest'occasione recupera il nome originario (visto che tre anni fa sul simbolo il partito locale aveva scelto di scrivere "Fratelli di Siena"). In questo caso non c'è semplicemente il simbolo ufficiale del partito, ma si è scelto come base il contrassegno depositato per le elezioni politiche, che in quel caso aveva nella parte alta il nome di Giorgia Meloni in giallo. In questo caso, invece, è stato inserito il riferimento - in bianco e in carattere Arial - al candidato alla guida del comune; anzi, è uno dei pochi casi in cui la qualifica di sindaco è anteposta al cognome (col risultato che pare che De Mossi di nome faccia Sindaco e non Luigi).

Pierluigi Piccini

6) Per Siena

Terzo candidato sindaco a essere individuato dal sorteggio è Pierluigi Piccini, che è già stato alla guida del comune di Siena dal 1990 al 2001 (prima per il Pci-Pds, poi per il centrosinistra dell'Ulivo). Si presenta sostenuto da una sola lista, denominata semplicemente Per Siena, che punta molto - graficamente parlando - sul monumento principale di Piazza del Campo. Al centro del simbolo, infatti, nella silhouette blu è evidente il Palazzo pubblico con la Torre del Mangia, direttamente "impegnata" nell'emblema: questa, infatti, è stata impiegata al posto della "I" di Siena, come a voler riferire la (nuova) corsa di Piccini come esclusivamente volta alla città e alla sua valorizzazione.

Alessandro Vigni

7) Sinistra per Siena 

Il quarto candidato alla poltrona di sindaco, secondo l'elenco determinato dal sorteggio, è Alessandro Vigni. Il primo dei due simboli presentati a suo sostegno non è una novità per i senesi, essendo già comparso sulle schede cinque anni fa: si tratta di Sinistra per Siena, stesso nome - tra l'altro - di uno dei gruppi presenti nel consiglio comunale in scadenza (anche se quella compagine, uscita dalle elezioni del 2013, era più composita) e in ogni caso espressione del circolo Città domani - SpS. Il simbolo, decisamente essenziale (e in qualche modo simile, a dispetto dei colori a specchio, al fregio di Sel), è stato lasciato tale e quale, anche nei suoi elementi meno convincenti, a partire dalle tre font utilizzate su tre parole presenti nel cerchio.

8) Potere al popolo!

L'altra lista a sostegno di Vigni è quella di Potere al popolo!: il simbolo, naturalmente, è proprio lo stesso coniato in occasione delle ultime elezioni politiche, senza alcuna caratterizzazione grafica in senso locale. Da un certo punto di vista, si tratta di un'evoluzione del quadro di cinque anni fa: se allora la candidata sindaca della coalizione Laura Vigni era sostenuta, oltre che da Sinistra per Siena, anche da Rifondazione comunista (e da Siena si muove), questa volta il nuovo candidato è appoggiato dal soggetto politico cui ha contribuito il Prc. Se nel 2013 Rifondazione comunista aveva sfiorato il 3%, è più difficile prevedere cosa otterrà questa volta Pap, che in teoria dovrebbe abbracciare un arco politico più ampio.


Bruno Valentini

9) In Campo

Al quinto posto tra coloro che aspirano alla poltrona di sindaco, il sorteggio ha collocato colui che in quel posto intende rimanere. L'uscente Bruno Valentini, dunque, si presenta appoggiato da due sole liste (mentre cinque anni fa erano quattro). La prima di queste è la civica del sindaco, si chiama In Campo, con riferimento tanto a Piazza del Campo quanto all'impegno diretto del sindaco. La grafica è davvero molto minimal, una scelta studiata, anche sul piano cromatico: "un simbolo - si legge in una nota diffusa dalla lista nei giorni scorsi - semplice, essenziale, concreto, razionale, e che comprende tutto: è Bianco e nero con un po' di rosso, perché siamo civici ma di sinistra e non comprende niente di inutile o richiami 'beceri', si racconta per come è". 


10) Partito democratico

Non poteva naturalmente mancare, come altra lista che appoggia il tentativo di riconferma di Valentini, quella del Partito democratico. Si tratta, a ben guardare, dell'unico emblema sopravvissuto della coalizione che cinque anni fa si era imposta sui concorrenti: Siena cambia, Sel e i Riformisti questa volta non ci sono e tutte le forze del centrosinistra si concentrano nel Pd e nella civica ufficiale del sindaco uscente. Per questo appuntamento elettorale, come nel 2013, i dem hanno scelto di proporre il loro simbolo ufficiale, senza alcuna caratterizzazione territoriale e senza inserire il nome del loro (ri)aspirante primo cittadino: difficile dire se l'uso dell'emblema, visto il periodo difficile per il Pd, pagherà.


Massimo Sportelli

11) Nero su Bianco!

La coalizione più ampia tra quelle presentate - cinque liste - è quella che sostiene la candidatura dell'imprenditore Massimo Sportelli, qualificabile come candidato "civico" e in grado di conquistarsi l'appoggio di formazioni nuove, ma anche di gruppi già esistenti. E' il caso, ad esempio, di Nero su Bianco! (con il simbolo che raffigura in qualche modo il nome della lista, dando corpo ai colori dello stemma senese). Si tratta di un movimento nato nel 2012 "per offrire alla città un ambiente nuovo rispetto all'offerta politica dei partiti" e incarnando fin dal nome "la volontà primaria degli aderenti di concretezza e di fatti anziché parole"; si trattava di un soggetto trasversale, che nel 2013 aveva appoggiato la candidatura di Eugenio Neri (ottenendo più dell'8% e superando una lista simil-Pdl) e questa volta decide di partecipare a una coalizione pienamente civica.


12) Massimo Sportelli sindaco - Spqs

La seconda formazione sorteggiata, tra quelle che appoggiano la candidatura di Sportelli, è quella più personale, non a caso chiamata Massimo Sportelli sindaco - Spqs. Al di là del riferimento al candidato, di questo emblema colpiscono essenzialmente due cose: innanzitutto il riempimento "a sfera" (ma, visti gli spicchi, si sarebbe tentati di dire "a pallone"). "Il simbolo prescelto - si legge in una nota del gruppo - è un 'barbero' i cui i colori (verde scuro, bianco e nero) e l’acronimo (SPQS) si riconducono ed ammiccano a quello scibile Senese che vogliamo fortemente richiamare e che intendiamo compiuto anche sotto il profilo progettuale nell'esattezza della sua sfericità". Già. la sigla storicamente sta per Senatus PopulusQue Senensis, ma inizialmente era anche acronimo di "Sportelli Per Qualificare Siena". Basta intendersi...


13) Siena aperta

Dopo la lista personale di Sportelli, la sorte ha collocato un altro emblema nuovo sul piano elettorale, ma esistente da tempo e tra i primi a essersi schierati a sostegno dell'imprenditore, ossia quello di Siena aperta. La formazione, qualificatasi a tutti gli effetti come lista civica (e che in un primo tempo aveva guardato anche alla candidatura di De Mossi, ma non aveva accolto bene lo schieramento a suo favore di alcuni simboli di partito), si fregia di una particolare vista - quasi notturna, visto che il cielo scuso e la luna sembrano suggerirlo - del Palazzo pubblico e della Torre del Mangia, probabilmente da una delle finestre a sesto acuto di Palazzo Sansedoni, che sta giusto di fronte agli edifici citati.


14) Sena Civitas

Quarto simbolo su cui Massimo Sportelli può contare è quello di Sena Civitas, anch'esso tra i primi a essersi schierati a suo vantaggio. Si tratta di un circolo culturale e politico di area moderata, nato a Siena nel 2012, da alcuni qualificato come di centrodestra ma che tiene alla sua impronta civica. Si tratta dell'unico emblema tridimensionale, visto l'effetto "pulsante" impresso al cerchio arancione che lo caratterizza; al di là di questo, non manca il riferimento ai colori cittadini, dunque al nero e al bianco che tingono il testo contenuto nell'emblema e anche l'unico elemento grafico, quello che caratterizza il circolo e che è stato riportato anche nel contrassegno elettorale.

15) La Martinella 1884

Alle quattro liste già segnalate, tra le formazioni in appoggio a Sportelli, si è aggiunta anche La Martinella 1884. Si tratta di un'associazione nata nel 2016, qualificata come soggetto attivo nell'ambito del "civismo progressista" e interessata a "operare per favorire la rinascita della città"; il nome è quello di uno storico periodico socialista (fondato a Colle Val d’Elsa proprio  nel 1884). Per i senesi, tuttavia, la Martinella rimanda anche alla "campanina", ossia la campanella che suona per annunciare la vittoria di una Contrada al Palio: non stupisce, dunque, che nella parte alta del contrassegno sia ben visibile una campana, mentre al di sotto si legge bene il profilo di Siena, con la Torre del Mangia ancora una volta ben in vista.

Nadia Maggi

16) Siena alla Fonte

Settima tra coloro che aspirano alla guida di Siena e unica donna candidata a sindaca in questo turno elettorale, Nadia Maggi, professoressa di lettere originaria di Foligno ma a Siena da oltre trent'anni, si fa sostenere da una sola lista: Siena alla Fonte. Si tratta di una formazione pienamente civica e il suo nome ha un senso preciso: "Prima - ha dichiarato lei ai giornali - si pensava soprattutto agli interessi di pochi invece che della comunità, bisogna invertire la rotta e tornare alla fonte, ai valori veri". Chi però pensasse di trovare una sorgente nel simbolo resterebbe deluso: al massimo quella del contrassegno è una sorgente di luce, quella luce che, come ricorda Maggi, "illumina dall'alto" e si vede "in fondo al tunnel". Ma, a ben guardare, nel simbolo a essere baciata dal sole sembra proprio l'acqua.

Sergio Fucito

17) CasaPound Italia

Penultimo candidato sindaco estratto è Sergio Fucito, che si presenta sostenuto soltanto dalla lista di CasaPound Italia. Si tratta della prima partecipazione alle elezioni amministrative a Siena del simbolo con la tartaruga ottagonale; alle politiche del 4 marzo, in compenso, lo stesso identico emblema aveva raccolto l'1,87% dei voti (non molto, ma nemmeno pochissimo in una terra che fino a qualche anno fa sarebbe parsa del tutto impermeabile a istanze simili e che non votava troppo volentieri forse nemmeno la destra). Questo test elettorale sarà un banco di prova interessante per scoprire quanto CasaPound possa essere realmente "sentita" tra i senesi.

Alessandro Pinciani

18) Pensare Confrontarsi Difendersi

Ultimo candidato sindaco per il comune di Siena è Alessandro Pinciani, dirigente Pd che però ha scelto di presentarsi in autonomia, sfidando dunque (polemicamente) anche il dem Valentini. Nell'emblema della sua lista, Pensare Confrontarsi Difendersi, accanto a una reinterpretazione (in blu e dai contorni sfumati, probabilmente per non incorrere in ricusazioni) dello stemma cittadino, "sono racchiuse, senza possibili fraintendimenti, le motivazioni che hanno spinto il candidato sindaco a fare una scelta di impegno e di rottura", spiegano dalla lista, augurandosi che i tre verbi contenuti nel nome della lista (tutti "indispensabili" ed "essenziali" per Pinciani) suonino come "un invito rivolto a tutti coloro che credono possibile, attraverso un percorso condiviso, coraggioso e non scevro da sacrifici, l’inizio del vero cambiamento di rotta della politica senese". Andrà così?