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venerdì 18 maggio 2018

Siena, simboli e curiosità sulla scheda

Tra le città capoluogo chiamate al voto il 10 giugno ci sarà anche Siena, che si prepara a un'invasione di liste: sulla scheda, infatti, ce ne saranno 18 (due in più rispetto a cinque anni fa), a sostegno di 9 aspiranti sindaci, compreso il primo cittadino uscente, Bruno Valentini, in cerca di riconferma (ma, come si vedrà, con una compagine di liste più ristretta). Nell'elenco, peraltro, non figura alcun candidato del MoVimento 5 Stelle (che pure poteva contare su due consiglieri comunali): dai vertici del M5S non è infatti mai arrivata alcuna risposta (né ovviamente la concessione dell'uso del simbolo) alla lista che aveva indicato come candidato sindaco Luca Furiotti.

David Luciano Chiti

1) Siena D.O.C. - Democrazia sulla città

Il sorteggio ha indicato come primo aspirante sindaco David Luciano Chiti, già consigliere comunale del centrosinistra quando la città era guidata da Franco Ceccuzzi. La sua formazione si qualifica come "lista civica vera" (lo stesso nome scelto punta a rivendicare un collegamento genuino col territorio e un progetto di qualità), ma si colloca comunque nel centrosinistra. I colori della bandiera italiana sono esattamente gli stessi del simbolo del Pd, con il rosso che tinge il segmento inferiore (in cui il cognome del candidato è in grande rilievo, a sottolineare il forte traino personale della lista), mentre il verde colora la silhouette del centro cittadino, con la Torre del Mangia e la facciata del Duomo in buona evidenza.

Luigi De Mossi

2) Lega

Il secondo candidato indicato dall'estrazione a sorte è Luigi De Mossi, scelto come guida del comune dal centrodestra. La prima delle quattro liste su cui potrà contare il 10 giugno sarà la Lega, al suo debutto a Siena per quanto riguarda le elezioni amministrative. Per l'occasione, il partito di Matteo Salvini ha leggermente variato il simbolo rispetto a quello delle elezioni politiche: al di là del nome dimezzato, infatti, la base del simbolo sembra essere quello utilizzato dalla Lega Nord alle regionali del 2015, con il cognome del segretario federale che occupa per intero il segmento inferiore (e ne segue la forma) e, a sinistra, la bandiera toscana, ingrandita rispetto a tre anni fa grazie allo spazio lasciato libero dal nome.

3) Voltiamo pagina

Seconda forza della coalizione è la lista personale di De Mossi, denominata Voltiamo pagina, un nome tutt'altro che infrequente tra le formazioni locali (come sarà opportuno dimostrare con un post apposito tra qualche giorno). Il concetto è reso graficamente con l'immagine stilizzata di un libro (le cui pagine solo colorate di nero e di bianco-argento, i colori senesi) posto davanti alla Torre del Mangia: qualcosa sta sfogliando quelle pagine (non tanto il vento del cambiamento, visto il loro orientamento, ma piuttosto una mano invisibile) e le due più evidenti formano, guarda caso, la V del nome. Il dettaglio può non piacere, ma non si può negare un minimo di cura dell'emblema (che regge benino pur essendo uno dei più "bianchi").

4) Forza Italia

Terzo simbolo, in base all'estrazione, tra quelli presentati dal centrodestra è quello di Forza Italia. Quando il simbolo è stato consegnato ai funzionari del comune di Siena, era noto da poche ore agli avvocati di Silvio Berlusconi che il Tribunale di sorveglianza di Milano aveva accolto l'istanza di riabilitazione dell'ex presidente del Consiglio: non è improbabile che questo abbia suggerito ai vertici di Forza Italia la scelta di utilizzare come base l'emblema delle elezioni politiche, che sacrifica un po' la bandierina per fare ampio spazio al cognome del leader forzista; nella parte inferiore, al posto dell'appellativo "presidente", c'è posto per inserire il riferimento territoriale (anche se l'uso della font Arial Black "stirata" in orizzontale, quando "Berlusconi" è scritto in Helvetica Black Condensed, sembra poco felice).

5) Fratelli d'Italia

Chiude la coalizione di centrodestra la lista di Fratelli d'Italia, che in quest'occasione recupera il nome originario (visto che tre anni fa sul simbolo il partito locale aveva scelto di scrivere "Fratelli di Siena"). In questo caso non c'è semplicemente il simbolo ufficiale del partito, ma si è scelto come base il contrassegno depositato per le elezioni politiche, che in quel caso aveva nella parte alta il nome di Giorgia Meloni in giallo. In questo caso, invece, è stato inserito il riferimento - in bianco e in carattere Arial - al candidato alla guida del comune; anzi, è uno dei pochi casi in cui la qualifica di sindaco è anteposta al cognome (col risultato che pare che De Mossi di nome faccia Sindaco e non Luigi).

Pierluigi Piccini

6) Per Siena

Terzo candidato sindaco a essere individuato dal sorteggio è Pierluigi Piccini, che è già stato alla guida del comune di Siena dal 1990 al 2001 (prima per il Pci-Pds, poi per il centrosinistra dell'Ulivo). Si presenta sostenuto da una sola lista, denominata semplicemente Per Siena, che punta molto - graficamente parlando - sul monumento principale di Piazza del Campo. Al centro del simbolo, infatti, nella silhouette blu è evidente il Palazzo pubblico con la Torre del Mangia, direttamente "impegnata" nell'emblema: questa, infatti, è stata impiegata al posto della "I" di Siena, come a voler riferire la (nuova) corsa di Piccini come esclusivamente volta alla città e alla sua valorizzazione.

Alessandro Vigni

7) Sinistra per Siena 

Il quarto candidato alla poltrona di sindaco, secondo l'elenco determinato dal sorteggio, è Alessandro Vigni. Il primo dei due simboli presentati a suo sostegno non è una novità per i senesi, essendo già comparso sulle schede cinque anni fa: si tratta di Sinistra per Siena, stesso nome - tra l'altro - di uno dei gruppi presenti nel consiglio comunale in scadenza (anche se quella compagine, uscita dalle elezioni del 2013, era più composita) e in ogni caso espressione del circolo Città domani - SpS. Il simbolo, decisamente essenziale (e in qualche modo simile, a dispetto dei colori a specchio, al fregio di Sel), è stato lasciato tale e quale, anche nei suoi elementi meno convincenti, a partire dalle tre font utilizzate su tre parole presenti nel cerchio.

8) Potere al popolo!

L'altra lista a sostegno di Vigni è quella di Potere al popolo!: il simbolo, naturalmente, è proprio lo stesso coniato in occasione delle ultime elezioni politiche, senza alcuna caratterizzazione grafica in senso locale. Da un certo punto di vista, si tratta di un'evoluzione del quadro di cinque anni fa: se allora la candidata sindaca della coalizione Laura Vigni era sostenuta, oltre che da Sinistra per Siena, anche da Rifondazione comunista (e da Siena si muove), questa volta il nuovo candidato è appoggiato dal soggetto politico cui ha contribuito il Prc. Se nel 2013 Rifondazione comunista aveva sfiorato il 3%, è più difficile prevedere cosa otterrà questa volta Pap, che in teoria dovrebbe abbracciare un arco politico più ampio.


Bruno Valentini

9) In Campo

Al quinto posto tra coloro che aspirano alla poltrona di sindaco, il sorteggio ha collocato colui che in quel posto intende rimanere. L'uscente Bruno Valentini, dunque, si presenta appoggiato da due sole liste (mentre cinque anni fa erano quattro). La prima di queste è la civica del sindaco, si chiama In Campo, con riferimento tanto a Piazza del Campo quanto all'impegno diretto del sindaco. La grafica è davvero molto minimal, una scelta studiata, anche sul piano cromatico: "un simbolo - si legge in una nota diffusa dalla lista nei giorni scorsi - semplice, essenziale, concreto, razionale, e che comprende tutto: è Bianco e nero con un po' di rosso, perché siamo civici ma di sinistra e non comprende niente di inutile o richiami 'beceri', si racconta per come è". 


10) Partito democratico

Non poteva naturalmente mancare, come altra lista che appoggia il tentativo di riconferma di Valentini, quella del Partito democratico. Si tratta, a ben guardare, dell'unico emblema sopravvissuto della coalizione che cinque anni fa si era imposta sui concorrenti: Siena cambia, Sel e i Riformisti questa volta non ci sono e tutte le forze del centrosinistra si concentrano nel Pd e nella civica ufficiale del sindaco uscente. Per questo appuntamento elettorale, come nel 2013, i dem hanno scelto di proporre il loro simbolo ufficiale, senza alcuna caratterizzazione territoriale e senza inserire il nome del loro (ri)aspirante primo cittadino: difficile dire se l'uso dell'emblema, visto il periodo difficile per il Pd, pagherà.


Massimo Sportelli

11) Nero su Bianco!

La coalizione più ampia tra quelle presentate - cinque liste - è quella che sostiene la candidatura dell'imprenditore Massimo Sportelli, qualificabile come candidato "civico" e in grado di conquistarsi l'appoggio di formazioni nuove, ma anche di gruppi già esistenti. E' il caso, ad esempio, di Nero su Bianco! (con il simbolo che raffigura in qualche modo il nome della lista, dando corpo ai colori dello stemma senese). Si tratta di un movimento nato nel 2012 "per offrire alla città un ambiente nuovo rispetto all'offerta politica dei partiti" e incarnando fin dal nome "la volontà primaria degli aderenti di concretezza e di fatti anziché parole"; si trattava di un soggetto trasversale, che nel 2013 aveva appoggiato la candidatura di Eugenio Neri (ottenendo più dell'8% e superando una lista simil-Pdl) e questa volta decide di partecipare a una coalizione pienamente civica.


12) Massimo Sportelli sindaco - Spqs

La seconda formazione sorteggiata, tra quelle che appoggiano la candidatura di Sportelli, è quella più personale, non a caso chiamata Massimo Sportelli sindaco - Spqs. Al di là del riferimento al candidato, di questo emblema colpiscono essenzialmente due cose: innanzitutto il riempimento "a sfera" (ma, visti gli spicchi, si sarebbe tentati di dire "a pallone"). "Il simbolo prescelto - si legge in una nota del gruppo - è un 'barbero' i cui i colori (verde scuro, bianco e nero) e l’acronimo (SPQS) si riconducono ed ammiccano a quello scibile Senese che vogliamo fortemente richiamare e che intendiamo compiuto anche sotto il profilo progettuale nell'esattezza della sua sfericità". Già. la sigla storicamente sta per Senatus PopulusQue Senensis, ma inizialmente era anche acronimo di "Sportelli Per Qualificare Siena". Basta intendersi...


13) Siena aperta

Dopo la lista personale di Sportelli, la sorte ha collocato un altro emblema nuovo sul piano elettorale, ma esistente da tempo e tra i primi a essersi schierati a sostegno dell'imprenditore, ossia quello di Siena aperta. La formazione, qualificatasi a tutti gli effetti come lista civica (e che in un primo tempo aveva guardato anche alla candidatura di De Mossi, ma non aveva accolto bene lo schieramento a suo favore di alcuni simboli di partito), si fregia di una particolare vista - quasi notturna, visto che il cielo scuso e la luna sembrano suggerirlo - del Palazzo pubblico e della Torre del Mangia, probabilmente da una delle finestre a sesto acuto di Palazzo Sansedoni, che sta giusto di fronte agli edifici citati.


14) Sena Civitas

Quarto simbolo su cui Massimo Sportelli può contare è quello di Sena Civitas, anch'esso tra i primi a essersi schierati a suo vantaggio. Si tratta di un circolo culturale e politico di area moderata, nato a Siena nel 2012, da alcuni qualificato come di centrodestra ma che tiene alla sua impronta civica. Si tratta dell'unico emblema tridimensionale, visto l'effetto "pulsante" impresso al cerchio arancione che lo caratterizza; al di là di questo, non manca il riferimento ai colori cittadini, dunque al nero e al bianco che tingono il testo contenuto nell'emblema e anche l'unico elemento grafico, quello che caratterizza il circolo e che è stato riportato anche nel contrassegno elettorale.

15) La Martinella 1884

Alle quattro liste già segnalate, tra le formazioni in appoggio a Sportelli, si è aggiunta anche La Martinella 1884. Si tratta di un'associazione nata nel 2016, qualificata come soggetto attivo nell'ambito del "civismo progressista" e interessata a "operare per favorire la rinascita della città"; il nome è quello di uno storico periodico socialista (fondato a Colle Val d’Elsa proprio  nel 1884). Per i senesi, tuttavia, la Martinella rimanda anche alla "campanina", ossia la campanella che suona per annunciare la vittoria di una Contrada al Palio: non stupisce, dunque, che nella parte alta del contrassegno sia ben visibile una campana, mentre al di sotto si legge bene il profilo di Siena, con la Torre del Mangia ancora una volta ben in vista.

Nadia Maggi

16) Siena alla Fonte

Settima tra coloro che aspirano alla guida di Siena e unica donna candidata a sindaca in questo turno elettorale, Nadia Maggi, professoressa di lettere originaria di Foligno ma a Siena da oltre trent'anni, si fa sostenere da una sola lista: Siena alla Fonte. Si tratta di una formazione pienamente civica e il suo nome ha un senso preciso: "Prima - ha dichiarato lei ai giornali - si pensava soprattutto agli interessi di pochi invece che della comunità, bisogna invertire la rotta e tornare alla fonte, ai valori veri". Chi però pensasse di trovare una sorgente nel simbolo resterebbe deluso: al massimo quella del contrassegno è una sorgente di luce, quella luce che, come ricorda Maggi, "illumina dall'alto" e si vede "in fondo al tunnel". Ma, a ben guardare, nel simbolo a essere baciata dal sole sembra proprio l'acqua.

Sergio Fucito

17) CasaPound Italia

Penultimo candidato sindaco estratto è Sergio Fucito, che si presenta sostenuto soltanto dalla lista di CasaPound Italia. Si tratta della prima partecipazione alle elezioni amministrative a Siena del simbolo con la tartaruga ottagonale; alle politiche del 4 marzo, in compenso, lo stesso identico emblema aveva raccolto l'1,87% dei voti (non molto, ma nemmeno pochissimo in una terra che fino a qualche anno fa sarebbe parsa del tutto impermeabile a istanze simili e che non votava troppo volentieri forse nemmeno la destra). Questo test elettorale sarà un banco di prova interessante per scoprire quanto CasaPound possa essere realmente "sentita" tra i senesi.

Alessandro Pinciani

18) Pensare Confrontarsi Difendersi

Ultimo candidato sindaco per il comune di Siena è Alessandro Pinciani, dirigente Pd che però ha scelto di presentarsi in autonomia, sfidando dunque (polemicamente) anche il dem Valentini. Nell'emblema della sua lista, Pensare Confrontarsi Difendersi, accanto a una reinterpretazione (in blu e dai contorni sfumati, probabilmente per non incorrere in ricusazioni) dello stemma cittadino, "sono racchiuse, senza possibili fraintendimenti, le motivazioni che hanno spinto il candidato sindaco a fare una scelta di impegno e di rottura", spiegano dalla lista, augurandosi che i tre verbi contenuti nel nome della lista (tutti "indispensabili" ed "essenziali" per Pinciani) suonino come "un invito rivolto a tutti coloro che credono possibile, attraverso un percorso condiviso, coraggioso e non scevro da sacrifici, l’inizio del vero cambiamento di rotta della politica senese". Andrà così?

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