Post in evidenza (clicca sull'immagine e firma la petizione)

Ci metti la firma? Idee e proposte per un accesso più equo alle elezioni

mercoledì 9 maggio 2018

Simboli fantastici (21): Socialisti gaudenti, 3 anni in crescita (come i Negroni)

Nemmeno oggi  ormai è chiaro – si avranno notizie del nuovo governo: piuttosto che in inutili congetture e toto-nomi, meglio occupare tempo ed energie dandosi alla gioia, quella politica s'intende. Nulla, in questo, senso, è meglio delle pagine “gaudenti” che da alcuni anni a questa parte si stanno moltiplicando su Facebook: i primi in assoluto sono stati i Socialisti gaudenti, attivi in rete da oltre tre anni e con un seguito di pubblico letteralmente travolgente. Loro, abituati a interviste molto gaudenti (e di conseguenza meno serie), hanno accettato di raccontare la loro storia anche qui, trincerando le loro identità dietro l'etichetta di "comitato centrale della pagina", giusto per darsi un tono (e, visti i loro risultati di pubblico, ne hanno ben donde).
«L'idea, il concetto nasce nei primi anni '10: per giustificare un eccesso relativo alla vita privata, in un'assemblea territoriale del Pd, un ragazzo coniò quell'espressione in un discorso più ampio: “Non dobbiamo fare i bacchettoni e i moralisti: dobbiamo essere socialisti gaudenti”», rimandando inevitabilmente a quella fase, a quel mood degli anni '80 ben identificabile, con figure altrettanto mitiche, su tutte Gianni De Michelis e compagnia baccan(an)te. «Quel ragazzo in seguito sarebbe stato tra i fondatori della pagina, ma questa sarebbe arrivata un po' più in là:  «Per prima cosa è stato utilizzato l’hashtag #socialistigaudenti, sempre impiegato in chiave ironica nei commenti su Facebook o in qualche discussione su Twitter, anche se non è mai decollato.
Il passaggio chiave è arrivato nel 2015, quando il 31 marzo è nata la pagina Fb dei Socialisti gaudenti: quel ragazzo ne ha poi coinvolti altri quattro, veri appassionati di politica e in qualche caso anche con una certa esperienza in materia di social network. «All'inizio in effetti non sapevamo bene cosa farne: pensavamo soprattutto a uno spazio per fare battute, ma non troppo di più, non sapevamo nemmeno cosa fosse un meme. Con il tempo, però, ci siamo resi conto di ciò che avevamo creato, capendo che andava usato con coscienza». Piano piano così la pagina si è evoluta, sono nati anche un account Twitter (a maggio 2015) e un blog (fermo da un paio d’anni: gestire quello spazio richiederebbe molto più tempo, ma se non altro è facile da consultare il Manifesto dei Socialisti gaudenti); soprattutto, la comunicazione si è evoluta molto sul piano visivo, con elaborazioni e fotomontaggi decisamente apprezzati, destinati a diventare virali. «Tutto merito di uno dei cinque compagni di avventura, molto bravo con la grafica – spiegano ancora dal comitato centrale – quando serve qualche fotomontaggio più elaborato o un’elaborazione per qualcosa di particolare, magari per una maglietta da realizzare, lui si chiude per un giorno nella sua stanza e realizza quel che deve realizzare».
Proprio in alcune di quelle sessioni da “socialista recluso” («ma non sempre, siamo buoni!», precisano) sono nati i due simboli di cui la pagina si è via via dotata. La prima immagine, bidimensionale e monocromatica, riprendeva la sagoma di un bicchiere da Martini, con la sagoma bianca di un'oliva con stuzzicadenti e una corolla di garofano messa “a ombrellino” («ma somiglia anche un po' al sol dell’avvenire, ad avere un po' di immaginazione»). Come mai proprio il Martini, in qualche modo simbolo di una generazione di aperitivisti? «In realtà quella volta la scelta fu casuale. – ammettono, con gaudente pragmatismo, dal comitato centrale – Non avevamo le idee molto chiare, ma in effetti abbiamo scelto un bicchiere facilmente identificabile con la bevanda alcolica, l'idea dell’aperitivo l'ha data l'oliva: è il classico aperitivo dei film di James Bond, ma con il garofano andava benissimo anche per noi».
Dal 24 maggio dell’anno scorso, il logo della pagina è quello attuale: l’immagine è decisamente più elaborata, più carica (in tutti i sensi) e con una filosofia più meditata. «Un giorno il nostro amministratore abile nella grafica ha deciso di farci un regalo e ci ha donato il nuovo simbolo: il bicchiere da Martini era diventato un bicchiere grande da long drink, con cubetti di ghiaccio e una bevanda rossa che possiamo tranquillamente identificare con il Negroni, che nel frattempo era diventato il nostro cocktail “da battaglia”»; completavano il simbolo il garofano di Filippo Panseca – con tanto di gambo a mollo nella bevanda – disegnato nella seconda metà degli anni ’80, con la corolla inserita in una raggiera a metà tra il sol dell’avvenire e la fetta di arancia e, intorno, una corona circolare rossa stretta parente del simbolo socialista dell’epoca di Bettino Craxi. 
Come mai, viene da chiedersi, proprio il Negroni (normale, non quello sbagliato, inventato nella non ancora craxianissima Milano negli anni '60)? «Innanzitutto è rosso, dunque con un colore politico ben definito. Poi, a differenza di altre bevande dello stesso colore come il Bloody Mary, è molto forte sul piano alcolico e, in ogni caso, è stato capace di fare presa sui nostri follower più di qualunque altro cocktail.» Dicono le statistiche che, negli ultimi anni, il consumo di Negroni ha subito un’impennata notevole: «Sospettiamo di essere una delle cause di questo incremento, prima che lo usassimo nella nostra comunicazione non era così popolare! Persino molte tra le persone che seguono la nostra pagina, non avendolo bevuto mai prima, ora lo consumano più spesso…» Sia vero o no, viene da chiedersi se il tasso alcolemico elevato sia una condizione necessaria per scherzare sulla politica: «Diciamo che è preferibile, ma – concedono magnanimi dal comitato centrale – non siamo bacchettoni: se qualcuno è astemio, può uscire ugualmente con noi, anzi può farci da autista…».
Al di là dell’avere stimolato il consumo di Negroni, la pagina dei Socialisti gaudenti sembra soprattutto aver creato e diffuso il fenomeno della “gaudenza” politica in rete, spingendo gli aderenti ad altre correnti politiche a creare pagine simili, portate avanti con maggiore o minore costanza. Come l’hanno presa gli iniziatori del filone? «Beh, bene, perché l’abbiamo vista un po’ come un omaggio, un tributo a un’idea su cui si può innestare una narrazione simpatica soprattutto sugli anni che noi abbiamo preso a riferimento, ma volendo anche a ciò che è venuto dopo.» Non tutte sono gestite e aggiornate con la stessa frequenza, ma meritano un’attenzione a parte, in un approfondimento che seguirà a breve. 
Tornando ai Socialisti gaudenti, qual è il bilancio di questi tre anni di vita compiuti da poco? «Il bilancio è assolutamente in attivo – spiegano dal comitato centrale – soprattutto perché ci stiamo divertendo molto anche fuori da Facebook: ci chiamano a feste di partito, convegni, rassegne, ci intervistano per tesi di laurea. In tutte queste occasioni si incontrano molte persone, molti amici ed è inevitabile essere soddisfatti.» Se nel 2016 i like erano 15mila, ora sfiorano i 124mila  e, tra questi, aumentano anche coloro che amano discutere a partire dai materiali proposti dalla pagina o suggeriscono spunti agli amministratori: ciò è stato facilitato dal Bar dei Socialisti gaudenti, gruppo nato in appoggio alla pagina. La sua creazione, in qualche modo, è stata una necessità e non solo per il fatto che Martini e Negroni avevano bisogno di un luogo per essere ordinati e serviti: «Molte pagine hanno un gruppo Fb cui si appoggiano per raccogliere i contributi dei fan – spiegano dal comitato centrale – e lo abbiamo aperto anche noi. Prima i suggerimenti ci arrivavano con i messaggi, ma era poco funzionale, così abbiamo creato questo spazio per rendere più ordinati contributi e spunti. Abbiamo scelto di chiamarlo “bar” come luogo di ritrovo, discussione che caratterizzava anche quegli anni cui facciamo riferimento; avremmo potuto chiamarlo “il Tartarughino”, in omaggio al locale romano in cui era di casa De Michelis, ma forse non tutti i fan avrebbero colto la citazione». 
Anche senza il Tartarughino (dove peraltro si vedeva molto spesso anche il liberale Renato Altissimo), sono davvero tanti coloro che – con idee politiche rigorosamente trasversali – puntano a divertirsi seriamente sulla politica. Si dichiarano tutti a favore delle maratone notturne, sia in Parlamento sia in discoteca: forse nemmeno loro, però, immaginavano che anche solo per immaginare di dare un governo post-elettorale all'Italia della pretesa Terza Repubblica ci volesse così tanto. A pensarci  e a guardare il meme su Mattarella  la tentazione di dire che era meglio la Prima è forte, fortissima: almeno, specie nella corte socialista, non ci si annoiava di certo.

Nessun commento:

Posta un commento