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domenica 15 ottobre 2023

Foggia, simboli e curiosità sulla scheda

Si è parlato delle elezioni suppletive che si terranno il 22 e il 23 ottobre, poi delle elezioni provinciali previste per il solo giorno 22 a Trento e Bolzano; occorre però non dimenticare che domenica e lunedì si terranno anche le elezioni nei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose in Sicilia, ma pure a Foggia. Lì, infatti, dopo le elezioni del 2019, si sarebbe dovuti tornare alle urne il prossimo anno; in realtà, però, il 4 maggio 2021 si era dimesso il sindaco Franco Landella (espressione della Lega e sostenuto dal centrodestra); due settimane più tardi Landella e alcuni consiglieri venivano arrestati (è in corso il processo per corruzione e tentata concussione) e l'amministrazione comunale veniva sciolta.
Dopo oltre due anni di affidamento ai commissari straordinari, ora Foggia torna al voto, con 5 aspiranti alla carica di sindaco e 23 liste a sostegno (nessuna persona candidata corre con l'appoggio di una sola lista).

Giuseppe Mainiero

1) Giuseppe Mainiero sindaco

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Giuseppe Mainiero, ma sarebbe bene dire "ricollocato": anche nel 2019, infatti, i manifesti e le schede erano stati aperti da Mainiero (in passato capogruppo di Fdi), allora con il suo movimento civico Foggia in testa (simbolo: un berretto). Questa volta le liste sono due: la prima, Giuseppe Mainiero sindaco, è quella più legata all'aspirante primo cittadino e il contrassegno si presenta molto semplice sul piano grafico, contenendo solo il nome della lista (bianco e azzurro, con il cognome del candidato in evidenza) su fondo blu scuro. 
 

2) Resto a Foggia

La seconda lista è quella di Resto a Foggia, il comitato legato a Mainiero e nato nel 2022 (assai critico con le ultime amministrazioni): nel simbolo si riconosce la Fontana del Sele, il cui basamento diventa la "i" di "Foggia"; in filigrana, sullo sfondo color verde acqua, si intravede una stilizzazione di alcune chiese e case della città. Della coalizione non fa invece parte il MoVimento 5 Stelle, con cui erano state condivise attività e iniziative in passato: Mainiero aveva auspicato la convergenza del M5S sulla sua candidatura, ma il partito guidato da Giuseppe Conte ha fatto scelte diverse, come si vedrà. 
 

Antonio De Sabato

3) De Sabato sindaco x Foggia

Conosce già il consiglio comunale di Foggia per esservi entrato nel 2021 (per la lista Senso civico, dopo le dimissioni di Leo Di Gioia) Antonio De Sabato, che si presenta sostenuto da due liste. La prima, secondo lo stesso schema appena visto per Mainiero, è quella che è maggiormente espressione dell'aspirante guida del comune: il simbolo di De Sabato sindaco x Foggia è piuttosto semplice, con il nome del candidato azzurro in buon rilievo nel semicerchio superiore bianco e l'espressione "sindaco x Foggia" (con il "per" simile a una croce tracciata a mano, ma senza rischio di confusione essendo gialla: si noti anche il "per" volto a sottolineare il servizio nei confronti della città) nella parte inferiore su fondo fucsia. In parte, paradossalmente, i colori possono ricordare quelli usati da Italia viva (cui De Sabato aveva inizialmente aderito, sia pure per pochissimo tempo).
 

4) Progetto Concittadino

La seconda lista a sostegno di De Sabato (anche se non porta il suo nome nel contrassegno) è Progetto Concittadino, "mobilitazione dal basso che nasce dal desiderio di rinnovamento e riscatto di tanti foggiani". Il progetto è nato parecchi mesi fa, con il lancio dei PolisLab, tavoli tematici che hanno visto anche la partecipazione di Luigi De Magistris (che sostiene De Sabato). Il simbolo, oltre al nome, contiene le sagome di quattro persone stilizzate che si prendono per mano e scalano cromaticamente dall'azzurro all'arancione al verde al fucsia (di nuovo), poggiando su un segmento azzurro sfumato in cui è riportato il nome del comune. 
 

Nunzio Angiola

5) Orà!

Conta sull'appoggio di quattro liste Nunzio Angiola, professore di Economia aziendale all'università di Foggia, ex deputato (eletto nel 2018 con il M5S, poi passato ad Azione, senza esserne espressione ora) e primo a proporsi come candidato per la guida del comune di Foggia. La prima lista a essere sorteggiata è l'ultima nata, Orà!, nome che - oltre a ricordare "ora" per invitare al cambiamento immediato - è la parola "sì" in lingua arbëreshë. Il nome e il riferimento al sindaco sono sovrapposti a una foto in bianco e nero del Pronao della Villa comunale, che tra l'altro si trova a pochissima distanza dalla già vista Fontana del Sele.
 

6) Foggia 5.0

Seconda lista sorteggiata della coalizione di Angiola è Foggia 5.0, associazione guidata da Carlo Russo che fin dall'inizio ha sostenuto la candidatura dell'ex parlamentare. Il nome scelto suggerisce l'idea di un cambiamento notevole della città e di una sua modernizzazione da apportare con il cambio di amministrazione. Come immagine è stata scelta - probabilmente cercandola in Rete - una mano reale che tocca l'indice di una mano robotizzata e fa scattare una scintilla di luce, il tutto avendo sullo sfondo blu scuro circuiti, cloud, codici e altri elementi chiaramente riferiti alla tecnologia. 
 

7) Effetto Foggia

Pure la terza lista sorteggiata, Effetto Foggia, è stata al fianco di Angiola fin dall'inizio (essendo guidata da lui, mentre il vicepresidente, il medico Francesco Sollitto, è ora capolista). Il nome ricorda Effetto Parma, lista con cui Federico Pizzarotti fu rieletto sindaco della città ducale nel 2017 dopo aver lasciato il MoVimento 5 Stelle: proprio Angiola, nella sua presentazione della candidatura, aveva citato l'esempio di Pizzarotti. Niente nodo giallo-blu nel simbolo, però, ma l'immagine in filigrana di Federico II con il suo falcone, proveniente dal suo trattato De arte venandi cum avibus; sul fondo rosso emerge anche un tracciato che ricorda quello dei sismografi, di un elettrocardio/encefalogramma o di un semplice rilevatore di suoni, per dire che c'è movimento, c'è attività.
 

8) Angiola sindaco

La stessa immagine di Federico II si ritrova anche sul fondo del contrassegno dell'ultima lista, Angiola sindaco, di diretta espressione del candidato. Qui, però, invece del rosso domina il blu (con l'immagine federiciana riportata in azzurro) e il cerchio è bordato di giallo. I primi tre candidati, dunque, hanno una caratteristica in comune: a dispetto del loro passato politico (più o meno recente), si propongono tutti con una caratura essenzialmente civica, in ogni caso proponendo discontinuità rispetto all'ultima amministrazione insediata in seguito a elezioni (nel 2019).
 

Raffaele Di Mauro

9) Liberali e riformisti - NPsi

Dispone di cinque liste il candidato del centrodestra, Raffaele Di Mauro, avvocato e consigliere comunale nella consiliatura terminata in anticipo nel 2021. Prima formazione, già vista altrove in precedenza, è quella dei Liberali e riformisti, che di fatto è una delle vesti con cui si presenta alle elezioni locali il Nuovo Psi: sotto il segmento curvilineo blu, infatti, c'è il garofano simile a quello usato dal partito di Lucio Barani e Stefano Caldoro dal 2006 e la sigla a fianco non lascia dubbi sul soggetto presentatore della lista (anche se il carattere usato ricorda molto l'ultimo impiegato dal Psi di Enzo Maraio).
 

10) Prima Foggia

La seconda lista sorteggiata è Prima Foggia. Nel 2019 alle comunali aveva corso direttamente la Lega (con il riferimento alla Puglia nel simbolo, sotto al cognome di Matteo Salvini); questa volta il partito ha scelto - com'è avvenuto dal 2021 in avanti in varie competizioni elettorali al centrosud - di utilizzare la formula delle liste "Prima + comune". Ecco dunque che anche a Foggia compare il contrassegno dal fondo blu sfumato, con la denominazione scelta e, accanto, l'elemento tricolore ricurvo per cercare di andare oltre Alberto da Giussano senza cambiare i valori e gli obiettivi di riferimento.  
 

11) Forza Italia

In terza posizione all'interno della compagine di centrodestra si trova il partito cui appartiene Di Mauro e con cui era stato eletto nel 2019, cioè Forza Italia. In quell'occasione Fi aveva inserito nel proprio contrassegno anche il cognome del candidato Landella (che pure, come si è visto, faceva riferimento a un'altra forza politica); questa volta, invece, benché l'aspirante sindaco sostenuto sia proprio forzista, si è preferito usare l'emblema elettorale con la bandierina debordante e, al di sotto, solo il cognome di Silvio Berlusconi, senza altri riferimenti. Basterà per essere, come nel 2019, la lista più votata di tutte (13,59%)?
 

12) Fratelli d'Italia

Subito dopo Forza Italia, il sorteggio ha collocato la lista di Fratelli d'Italia, che completa dunque lo schieramento dei partiti maggiori del centrodestra. Il contrassegno impiegato questa volta è quello che ormai siamo abituati a trovare su quasi tutte le schede elettorali a partire dal 2018, con il simbolo ufficiale del partito inserito in un cerchio blu e bianco dalla struttura simile, con il nome di Giorgia Meloni in evidenza nella parte superiore; leggermente diverso era stato l'emblema del 2019, visto che era identico a quello schierato per le europee (con i riferimenti ai sovranisti e ai conservatori nella parte inferiore del cerchio grande). 
 

13) Lista Di Mauro Sindaco - Noi moderati per Foggia

L'ultima formazione del centrodestra ha natura mista, civico-politica. La Lista Di Mauro sindaco, infatti, si presenta come quella più vicina all'aspirante primo cittadino (anche perché è l'unica a contenere nel contrassegno il nome del candidato, azzurro su fondo blu, colori comunque cari a quell'area politica). Se la maggior parte del cerchio è dedicata a Di Mauro, la parte inferiore (sotto a un elemento tricolore) ospita la dicitura Noi moderati per Foggia: non si tratta dell'indicazione di una generica area politica, ma proprio del partito guidato a livello nazionale da Maurizio Lupi (come evoluzione di Noi con l'Italia), anche se non c'è alcun richiamo al simbolo ufficiale del partito.
 

Maria Aida - Tatiana Episcopo

14) Nessuno escluso

L'ultima candidatura indicata su manifesti e schede è anche quella sostenuta dalla coalizione più ampia: Maria Aida Episcopo, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, avrà con sé ben dieci liste. Il sorteggio ha collocato per prima l'unica formazione che mostra nel simbolo il nome della candidata ("sindaca", come si legge correttamente nella scritta interna): si tratta di Nessuno escluso, lista civica che punta sul valore dell'inclusione come fattore positivo; non a caso il simbolo scelto richiama un tradizionale emoji giallo sorridente, con l'ultima "o" del nome trasformata in un occhio della "faccina". 
 

15) Partito democratico

Come seconda lista della coalizione a sostegno di Episcopo è stata estratta quella del Partito democratico, che conferma la scelta grafica di tutte le scorse elezioni, per cui è sempre stato schierato il simbolo ufficiale nazionale del partito, senza specificazioni territoriali e senza aggiunte di nomi. Da quando ha concorso alle amministrative foggiane, il Pd è sempre stato il partito più forte della coalizione di centrosinistra; ora dovrà vedersela con il MoVimento 5 Stelle, visto che a sostenere Episcopo è un campo largo, anzi, larghissimo (e nel 2019 il M5S aveva ottenuto più dei dem).
 

16) Italia del Meridione

Del campo largo, larghissimo appena menzionato fa parte anche il partito territoriale Italia del Meridione (fondato da Giuseppe Ferraro e Orlandino Greco già nel 2013), che in questo sito è apparso alle elezioni del 2020 di Crotone (nella coalizione a trazione centrodestra) e, soprattutto, al deposito dei contrassegni in vista delle ultime elezioni politiche (presentato dal nuovo segretario Vincenzo Castellano), anche se prima si chiamava L'Italia del Meridione, con l'articolo davanti. Il simbolo è rimasto uguale, con la sigla tricolore su fondo azzurro (e la "d" trasformata in asta per una bandierina tricolore ondeggiante), in più è stato inserito il riferimento a Foggia.
 

17) Riscossa civile

Come quarta lista si trova Riscossa civile, cartello elettorale che unisce varie forze all'insegna del lavoro, dell'ambiente e della legalità (come si legge all'interno del contrassegno). Inizialmente era previsto che componessero la lista il Partito socialista italiano (in lista c'è anche Luigi Iorio, ex candidato alla segreteria nazionale del Psi e ora coordinatore della segreteria) e Senso civico, formazione legata ad Alfonso Pisicchio (il verde che racchiude la parte superiore del simbolo è quello di Sc); in un secondo momento, alle "pulci" delle due formazioni si è aggiunta quella di Europa Verde, che dunque ha rafforzato la proposta ambientale di questa lista.
 

18) Popolari per Foggia

Dopo Riscossa civile, sulla scheda elettorale trovano spazio i Popolari per Foggia, declinazione locale di una formazione che è ben nota in Puglia, quella dei Popolari [al centro] legati a Gianni Stea e Salvatore Ruggeri (da non confondere con Puglia Popolare, legata a Massimo Cassano, che pure aveva condiviso una prima parte del percorso anni fa). Il simbolo somiglia molto a quello visto alle regionali pugliesi nel 2020 (Popolari con Emiliano), con il fondo blu con cuore stilizzato azzurro e la scritta bianca e gialla in primo piano. 
 

19) Comunità politica PER Foggia

Si è tramutata in lista anche l'esperienza della Comunità politica PER Foggia, nata dopo lo scioglimento dell'amministrazione comunale foggiana nel 2021, promossa tra gli altri dal docente di microbiologia agraria Luciano Beneduce (che ora è capolista) e considerata una formazione nata dalla "sinistra diffusa". Il simbolo scelto vede come elemento grafico principale un cavallino che staziona, ritto pur essendo in verticale, sull'arcobaleno che occupa la parte sinistra del simbolo; il cavallo e la parte inferiore del cerchio sono tinti dello stesso colore marrone-bordeaux, su cui spicca il nome della lista scritto in bianco e in giallo.
 

20) Tempi nuovi per Foggia

La settima lista a favore di Episcopo conferma che si è di fronte davvero a un campo largo, larghissimo e, per di più, desta qualche interesse per le forze che tiene insieme. Tempi nuovi per Foggia, infatti, unisce nello stesso contrassegno Tempi nuovi - Popolari uniti, cioè la nuova rete cattolico-moderata promossa da Giuseppe Fioroni, Azione e Italia viva (niente spunta volante, ma il nome scritto in blu rispetta comunque la successione di maiuscole e minuscole del simbolo originale). Graficamente il risultato forse non è il massimo, ma è interessante vedere quest'unione, anche alla luce dell'adesione di Tempi nuovi al Partito democratico europeo (cofondato nel 2004 da Francesco Rutelli e al momento già "casa" di Italia viva e L'Italia c'è).
 

21) Con Foggia

Nella coalizione che appoggia Episcopo si ritrova anche Con Foggia, declinazione locale di Con, la formazione più vicina al presidente della giunta regionale Michele Emiliano: il simbolo, infatti, è lo stesso già visto in precedenza (fondo giallo, tranne che per lo spazio interno della "o"), con l'aggiunta del nome del comune subito sotto. In un primo tempo la presenza in coalizione di Con non sembrava del tutto scontata (essenzialmente per dubbi legati alla candidatura alla guida del comune), ma a sbloccarla è stato un accordo diretto tra lo stesso Emiliano e Giuseppe Conte stretto e reso noto alla fine di agosto.
 

22) Noi popolari

Penultima lista della coalizione in appoggio a Episcopo risulta essere Noi popolari, progetto politico partito dall'esperienza dei Popolari per Bari nel 2019 (e consigliere barese è il segretario regionale, Pasquale Magrone; a livello provinciale il coordinatore è Giuseppe Marasco); proprio da quella lista viene il cuore rosso pennellato che si vede sullo sfondo; al centro, invece, c'è un cuore molto simile su fondo blu sfumato accompagnato al nome della lista; non manca nella parte inferiore un piccolo tricolore sempre pennellato, magari per segnalare l'aspirazione a costruire qualcosa di più esteso sul piano territoriale. 
 

23) MoVimento 5 Stelle

Chiude la coalizione del campo largo, larghissimo (e anche la stessa scheda elettorale) la lista del MoVimento 5 Stelle, vale a dire proprio la forza politica che, dopo avere battuto il Pd in termini di voti nel 2019 (venendo superato solo da Forza Italia), ha proposto il nome di Maria Aida Episcopo, chiedendo alle altre forze politiche di convergere sulla sua candidatura. Pur essendo stato il proponente, nemmeno il M5S schiera il nome della candidata nel proprio simbolo: a finire sulle schede è l'emblema ufficiale nella sua ultima versione, quella un po' più rossa rispetto al passato, con il riferimento al 2050 come anno della "neutralità climatica". 

venerdì 24 maggio 2019

Foggia, simboli e curiosità sulla scheda

Nel viaggio tra i capoluoghi di provincia che il 26 maggio sono chiamati a rinnovare la loro amministrazione comunale, è interessante fare tappa anche a Foggia. Anche in questa realtà, infatti, la presenza di liste è tutt'altro che trascurabile: sono in tutto 17, a sostegno di cinque candidati al ruolo di primo cittadino. La scheda è tuttavia meno affollata rispetto a quella di 5 anni fa, quando fu eletto (al ballottaggio) il candidato del centrodestra Franco Landella: le liste infatti erano addirittura 25, spalmate su 9 aspiranti sindaci.

Giuseppe Maniero

1) Foggia in testa

Il sorteggio ha collocato al primo posto uno dei candidati sostenuti da una sola lista. E che inizio col botto, considerando che il primo aspirante sindaco è Giuseppe Maniero. L'osservazione riguarda tanto il candidato, già capogruppo di Fratelli d'Italia che a gennaio si era presentato alle primarie del centrodestra ma ne era stato escluso, quanto il simbolo della sua lista (nata negli ultimi mesi del 2018 come "format politico-culturale"), Foggia in testa. Si tratta di una lista civica che non passa inosservata, e non tanto per l'indicazione "Maniero, il tuo sindaco." (con punteggiatura incorporata), ma per il berretto blu che campeggia nella parte alta, per dire che lui e la sua squadra hanno la città in testa, proprio come si tiene un cappellino.
  

Giuseppe Cavaliere detto Pippo

2) Senso civico per Foggia

Dopo Maniero, un altro Giuseppe, ossia Pippo Cavaliere, schierato questa volta dal centrosinistra, con una ricca coalizione - sei emblemi - a suo sostegno. La prima lista sorteggiata è Senso civico per Foggia, legata soprattutto al capolista, Leonardo di Gioia, già assessore regionale all'agricoltura della giunta Emiliano e candidato sindaco nel 2014. Il simbolo scelto per questa competizione elettorale raffigura una mano che raccoglie una foglia, un gesto cui verosimilmente si è sempre meno abituati negli ultimi anni; quella stessa mano, peraltro sembra prendersi cura di quella stessa foglia, che tra l'altro presenta vari colori, come se fosse allegoria dell'intera comunità cittadina, da trattare con rispetto e considerazione.

3) Partito democratico

Tra le liste della coalizione di centrosinistra c'è inevitabilmente quella del Partito democratico, che cinque anni fa risultò la lista più votata di tutte, anche se il risultato non fu squillante (pochissimo sotto il 14%). Proprio come nel 2014, il Pd ha scelto di presentarsi con il suo simbolo nazionale "liscio", senza alcuna caratterizzazione territoriale o il riferimento alla persona candidata a sindaco: una scelta che può essere interpretata come fattore di chiarezza, nel voler correre con l'immagine nazionale senza ostentare altri legami. Certo, Cavaliere, presidente della fondazione antiusura Buon samaritano, non è direttamente legato al Pd, ma il partito ha dato il suo appoggio alla candidatura e la lista promette di essere ancora la più scelta, almeno nella coalizione. 

4) Una città per cambiare

Se quello del Pd è un ritorno, tra l'altro piuttosto prevedibile, appare invece nuova la lista chiaramente civica Una città per cambiare, anche se dietro quel simbolo dovrebbero essere collocati soprattutto alcuni sostenitori "vendoliani". L'emblema, a dire la verità, non contiene elementi particolarmente riconducibili a quell'area: certamente il nome esprime la volontà di girare pagina rispetto alla gestione attuale del comune (di centrodestra), partendo dalle persone (stilizzate in verde, di dimensioni diverse) e puntando soprattutto - come si legge nel segmento terra di Siena in basso - su lavoro, ambiente e futuro. Valori che certamente collocano la lista a sinistra.

5) La città dei diritti

Dopo Una città per cambiare, la scheda prosegue con La città dei diritti, altro progetto chiaramente civico legato a Cavaliere. Anzi, il nome nasce proprio da una sua frase o, se si preferisce, dalla sua intenzione di costruire, appunto, "la città dei diritti" (anche per questo, doveva essere la civica personale del sindaco, ma non sembra essere andata proprio così). E se la struttura del simbolo può ricordare quella di Alleanza nazionale, con un segmento colorato che occupa più di metà dell'emblema, è ben diverso il colore (marrone, con un gioco di ombre), il fregio (nessuna fiamma, ovviamente, ma una bilancia della giustizia stilizzata: curioso che la lista ospiti anche vari socialisti) e l'evidenza data con il giallo al concetto dei diritti, evidentemente al centro della campagna elettorale di Cavaliere.

6) Foggia civica

Un po' come nel caso appena visto, è lo stesso nome della lista che segue a dare conto della natura civica e locale del progetto amministrativo. Foggia civica, in particolare, è stata promossa da Rosario Cusmai, indicato da più parti come il "braccio destro" di Leo di Gioia, che quindi sarebbe riuscito a sdoppiare il suo impegno elettorale, recuperando una sua lista di cinque anni fa. La grafica è piuttosto semplice ma leggermente dinamica, grazie alla corona circolare a due tonalità di blu e al cerchio eccentrico; quest'ultimo, poi, stavolta è tinto di arancione, colore da anni collegato a un'area civica (e si sarebbe tentati di usare la maiuscola) che si colloca tendenzialmente a sinistra. Cusmai, tra l'altro, è segretario regionale di Italia in Comune, ma quel partito è finito altrove...

7) Foggia popolare

Ultima sorteggiata tra le liste del centrosinistra in appoggio a Cavaliere è Foggia popolare. Si tratta, naturalmente, della declinazione locale del progetto di Puglia popolare, inaugurato e guidato da Massimo Cassano. Il simbolo, vista la provenienza di centrodestra moderata e il legame nel nome con l'esperienza del Nuovo centrodestra (poi Alternativa popolare), si presta a essere un contenitore eterogeneo, in cui hanno fatto ingresso anche vari consiglieri uscenti prima legati alla maggioranza di centrodestra - probabilmente a loro agio grazie alle pennellate che stavolta sono tricolori - ma non sono rimasti fuori nemmeno soggetti legati alla sinistra (FoggiaToday cita il socialista Riccardo Rignanese e un esponente di sinistra come Michele Sisbarra).

Franco Landella

8) Forza Italia

Se la coalizione di centrosinistra è composta da sei liste, quella del centrodestra può contare su un simbolo in più, così da portare acqua all'eventuale riconferma nel ruolo di sindaco di Franco Landella. Il caso vuole che ad aprire la coalizione il sorteggio abbia posto l'emblema di Forza Italia, che è proprio il partito cui Landella appartiene: non stupisce affatto allora che, nel solito contrassegno mutuato dalle elezioni politiche del 2018, sotto alla bandierina spinta un po' fuori dal cerchio e al cognome enorme di Silvio Berlusconi trovi posti proprio il riferimento al candidato sindaco (nonché primo cittadino uscente). Riuscirà la lista a prendere ancora il 12% abbondante?

9) DestinAzione comune

Se non è certo nuovo l'emblema di Forza Italia, può dirsi lo stesso per il simbolo di DestinAzione Comune, che gli elettori di Foggia hanno già trovato cinque anni fa nella compagine che aveva portato per la prima volta Landella a vincere (sia pure al ballottaggio e di un soffio). L'emblema - con il quale si sono candidati due assessori uscenti, Francesco Morese e Anna Paola Giuliani - è rimasto esattamente uguale a quello del 2014, a partire dal nome con la A di "Destinazione" messa in maiuscolo (chiaro indizio della collocazione nel centrodestra), dal tricolore fatto di frecce e le due tonalità di blu usate per campire il fondo (stesso discorso).

10) IDeA per Foggia - Moldaunia

Non capita spesso di vedere in giro per l'Italia liste presentate alle elezioni comunali da IDeA, il soggetto politico fondato a livello nazionale da Gaetano Quagliariello. A Foggia, invece, c'è, sta ovviamente nel centrodestra e riesce a non presentarsi "isolato", ma proponendo una lista in tandem con un altro progetto legato al territorio, ossia Moldaunia: si tratta di un'idea proposta da Gennaro Amodeo - tra i candidati, subito sotto la capolista - che intenderebbe separare la Daunia pugliese e unirla al Molise, creando una regione ad hoc etichettata appunto come Moldaunia. Si tratta ovviamente della prima volta che questo segno arriva sulle schede e, per chiarire bene le idee, una cartina serviva proprio.

11) Foggia vince - Landella sindaco

In questo progetto non mancano le liste civiche - nel senso che prima se n'è vista una - ma è chiaro che Foggia Vince appare ugualmente legata alle posizioni del sindaco uscente e ritentante, se non altro perché è nuova nuova e quindi può far leva anche sul lavoro fatto negli ultimi cinque anni (non a caso, in lista c'è anche Sergio Cangelli, membro della giunta uscente). Il segno di vittoria ben augurante fatto con la mano è inequivocabilmente leggibile, così come le "pezze" verde e rossa che, ai lati della mano bianca, formano il tricolore e rimandano subito al centrodestra. Anche qui è presente il riferimento al candidato sindaco, pur se in dimensioni inferiori rispetto a DestinAzione Comune.
   

12) Lega

In tanti altri comuni questa è, senza dubbio, l'elezione del debutto; non stupisce affatto, dunque, che anche a Foggia si presenti per la prima volta una lista della Lega. Certo è che alle ultime elezioni politiche il simbolo con Alberto da Giussano a spada sguainata al cielo aveva ottenuto l'8,6% dei voti, una cosa difficilmente immaginabile solo qualche anno fa (più di Fratelli d'Italia e più di Noi con l'Italia, in cui era confluito il progetto di Fitto...). Ora l'emblema presentato ai foggiani è quasi uguale a quello di un anno fa, tranne che per la sostituzione della parola "premier" con il riferimento alla Puglia. Niente nome del candidato sindaco, ma la Lega non lo fa quasi mai...

13) Unione di centro

Non poteva mancare, in una terra con una certa tradizione come la Puglia, un simbolo contenente lo scudo crociato: ecco dunque il contrassegno dell'Unione di centro, che si ripresenta dopo che nella scorsa tornata elettorale aveva fatto parte della compagine di centrosinistra (ottenendo peraltro il 5% ed eleggendo un proprio rappresentante). Dal punto di vista dei candidati non si tratta certo dello stesso partito di allora; sul piano simbolico, invece, non è cambiato proprio nulla, visto che oggi come nel 2014 è stato schierato il simbolo ufficiale nazionale, con il riferimento all'Italia nel segmento superiore rosso (senza sostituirlo con il nome del candidato, come capita di vedere altrove).

14) Fratelli d'Italia

Ultimo emblema della coalizione di centrodestra, almeno dando retta al sorteggio, è quello di Fratelli d'Italia. Un partito che, a lungo, è stato all'opposizione della giunta uscente (pur avendo ottenuto un seggio con il 2% scarso cinque anni fa proprio nella compagine di Landella), ma ora ha dovuto - così si legge sulla stampa locale - candidare due assessori uscenti (Erminia Roberto e Francesco D'Emilio) e vari componenti del consiglio comunale appena scaduto. In tutto questo, il simbolo è esattamente identico a quello che gli elettori di tutt'Italia troveranno sulla scheda delle elezioni europee, dunque con i riferimenti a Giorgia Meloni, ai sovranisti e ai conservatori (compresi, come si sa, quelli della fittiana Direzione Italia).

Giovanni Maria Giuseppe Gaetano Quadrato detto Giovanni

15) MoVimento 5 Stelle

Quella del 2019 è la seconda partecipazione alle elezioni amministrative di Foggia del MoVimento 5 Stelle, dopo che cinque anni fa la lista che aveva candidato alla guida del comune Vincenzo Rizzi si era dovuta accontentare del 6,3%, non sufficiente a mandare in consiglio un eletto oltre all'aspirante primo cittadino. Questa volta il M5S, assieme al suo candidato sindaco Giovanni Quadrato, spera di beneficiare dei risultati visti in occasione delle politiche 2018, quando lista e candidata uninominale avevano sfiorato il 50% dei consensi: il contrassegno usato sulle schede questa volta è esattamente lo stesso impiegato un anno fa, mentre l'unica differenza rispetto alle elezioni amministrative è il sito web scritto nella parte inferiore (da Beppegrillo.it a Ilblogdellestelle.it).

Giuseppe Pertosa

16) Forza Foggia

Il sorteggio ha riservato l'ultimo posto tra i candidati a Giuseppe Pertosa, consigliere uscente eletto con Forza Italia ma deciso a seguire una strada autonoma. Lo fa innanzitutto con una lista denominata Forza Foggia: il nome non è casuale, ma non si tenta in alcun modo di replicare la bandierina, al massimo c'è un tricolore sui generis. Un segno del territorio inequivocabile è costituito dalla Fontana del Sele che si vede, come sagoma, nella parte sinistra del simbolo, mentre i colori rosso e nero sono gli stessi della squadra di calcio; decisamente scarso, perché poco adatto all'uso in un contrassegno elettorale, l'uso della font Copperplate, che stona un po' con il resto della grafica.


17) Lista Pertosa

Il secondo emblema non ha alcun riferimento politico espresso, ma comunica semplicemente la vicinanza, se non l'aderenza totale al candidato sindaco. Non ci si può attendere nulla di diverso, in effetti, da una formazione denominata Lista Pertosa. Sul piano politico, a dire il vero, l'unica cosa che si può agevolmente capire è la collocazione politica all'interno del centrodestra, grazie al rassicurante fondo blu scuro e al tricolore che tinge i due archi di cerchio interni. Concepire la grafica, peraltro, non dev'essere stato troppo difficile: il carattere usato per il simbolo, il Calibri, è esattamente quello che Word propone quando si apre un nuovo documento. Il che equivale a chiudere la carrellata con un usato sicuro...