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lunedì 4 maggio 2026

Avellino, simboli e curiosità sulla scheda

Oltre a Salerno, l'altro capoluogo della Campania che rinnoverà la propria amministrazione comunale il 24 e il 25 maggio è Avellino. Quello del capoluogo irpino, tuttavia, è un voto decisamente anticipato, visto che i seggi si erano aperti il 9 giugno di due anni fa; a metà giugno dello scorso anno, però, il consiglio aveva espresso un voto contrario sul bilancio e a quel punto era diventato inevitabile lo scioglimento dell'amministrazione guidata dalla sindaca Laura Nargi (già messa a dura prova dallo scontro con il gruppo dell'ex sindaco Gianluca Festa), col successivo commissariamento prefettizio. Si tratta peraltro della quarta elezione in otto anni: nel 2019, infatti, si era votato a un solo anno di distanza dalle consultazioni precedenti.
I contendenti in questo caso saranno tre, inclusi gli ultimi due sindaci eletti; potranno contare sul sostegno di 15 liste. Si tratta di una competizione assai ristretta: nel 2024 gli aspiranti sindaci erano 7, sostenuti da 16 simboli sulla scheda.
 
 
* * *
 

Gianluca Festa

1) W la libertà

La prima candidatura a essere sorteggiata è quella di Gianluca Festa, passato da giocatore di basket nella squadra avellinese e giornalista, nonché sindaco nell'ultima consiliatura quasi piena (2019-2024), terminata in anticipo di qualche mese per le dimissioni, legate ad alcune indagini. Ora Festa si ripropone come candidato sindaco sostenuto da quattro liste: la prima di queste, W la libertà, c'era già nel 2019 quando l'ex cestista si candidò e vinse (allora, però, la "W" pennellata verde era a fianco del resto del nome e tutti gli elementi erano più ridotti, così come la sottolineatura), così come era tra le formazioni che due anni fa sostennero la candidatura di Laura Nargi. 
 

2) Liberi e forti

Si presenta come nuova, invece, la lista Liberi e forti, nome decisamente sturziano per una formazione elettorale che "si colloca nel solco del cattolicesimo democratico e del popolarismo", almeno secondo Gennaro Romei, segretario provinciale dell'Udc, che così ha commentato sui media l'origine della lista. A dire il vero, il simbolo - che ospita nella parte inferiore una stilizzazione della Dogana di Avellino - suggerisce anche un coinvolgimento della Lega, visto che l'elemento curvilineo tricolore su fondo blu è tipico delle liste presentate dal partito di Matteo Salvini a livello locale (solitamente con la denominazione "Prima..."). Curiosità: all'interno della coalizione, questa è l'unica lista a contenere il nome del candidato sindaco.
 

3) Enjoy Avellino

Terza formazione a sostegno di Gianluca Festa è Enjoy Avellino, anch'essa nuova rispetto alla candidatura del 2019 e dichiaratamente presentata come lista di giovani avellinesi sotto i 30 anni. Il nome e il simbolo scelti confermano questa impostazione: da un lato, l'uso dell'inglese e di un termine spesso utilizzato nel linguaggio giovanile; dall'altro, una grafica semplice, immediata e colorata (con l'uso di arancione e verde chiarissimo) e l'inserimento di un archetto arancione nella parte inferiore che rimanda alla forma di un sorriso stilizzato.  
 

4) Davvero Avellino

La quarta e ultima lista presentata in appoggio a Festa, Davvero Avellino, è quella che può dirsi più legata al percorso del candidato: quando si propose per la prima volta come candidato sindaco nel 2013 aveva dalla sua due liste, Per Avellino Davvero e Governiamo insieme Davvero; Festa poi co-fondò con Michele Ragosta l'associazione Davvero (il cui logo è l'elemento principale del contrassegno), la cui lista permise la rielezione a consigliere di Festa nel 2018 e trainò la sua campagna del 2019 con l'11,2% (il secondo miglior risultato in quelle elezioni, battuto solo dal Pd). Nel 2024 Davvero sostenne Nargi, arrivando al 17%, ma questa volta torna in appoggio diretto a Festa.
 

Laura Nargi

5) Fratelli di Avellino

Al secondo posto sulla scheda elettorale il sorteggio ha collocato Laura Nargi, prima donna a guidare l'amministrazione comunale di Avellino, sia pure per un solo anno, fino al doppio voto negativo sul bilancio. Nella sua nuova corsa è appoggiata da cinque liste, formalmente tutte civiche, anche se in alcuni casi è facile riconoscerne la matrice politica. Lo si può dire senz'altro per Fratelli di Avellino, lista chiaramente promossa da Fratelli d'Italia (che nel 2024 aveva sostenuto Modestino Maria Iandoli): la struttura di base del simbolo si riconosce con molta facilità, anche se la fiamma tricolore è stata eliminata, sostituita da una fascetta blu che corre lungo la parte inferiore della circonferenza e contiene la frase "Merito e valori", delimitata da due punti bianchi.  
 

6) Forza Avellino

Appare di matrice partitica anche la lista Forza Avellino, promossa dal presidente dell'U.S. Avellino e coordinatore provinciale di Forza Italia Angelo Antonio D’Agostino. Il sito della lista contiene meritoriamente la descrizione del contrassegno: "logo racchiuso in una circonferenza definita da un bordo sottile in blu cobalto, tonalità che trasmette fiducia e stabilità. Lo spazio interno è ripartito cromaticamente in due sezioni principali, armonizzate da una fascia tricolore diagonale che attraversa il cerchio da sinistra verso destra, conferendo dinamismo e un forte richiamo al senso civico nazionale. Al centro della composizione campeggia la Torre dell’Orologio, simbolo iconico e identitario della città di Avellino. La torre è rappresentata in forma stilizzata utilizzando i colori istituzionali bianco e verde, fungendo da perno visivo che unisce la tradizione locale all’aspirazione amministrativa della lista". Solo questa lista contiene il riferimento alla candidata (con la carica proposta col maschile non marcato).
 

7) Sceglie Avellino

La terza formazione della coalizione che sostiene Nargi è Sceglie Avellino, che - salvo errore - risulta nuova nel panorama elettorale cittadino. Si tratta, in questo caso, di una formazione dichiaratamente civica, che come nome ha scelto un motto per affidare ai cittadini la scelta del proprio futuro amministrativo. Il simbolo è basato sull'uso di due colori: il verde (quello delle divise della squadra di calcio) e il rosa; questi colorano il nome, i due archi che raddoppiano la circonferenza e una sorta di "spunta" che appare il segno distintivo di questo emblema elettorale. 
 

8) Ora Avellino

Le altre due liste su cui Nargi potrà contare alle elezioni del 24 e 25 maggio erano già a suo sostegno nella precedente tornata elettorale. Si cita innanzitutto Ora Avellino, nata nel 2019 come seconda lista più votata della coalizione di Festa (9,5%, sei seggi) e rimasta ferma nel 2024. Il simbolo si ripresenta (ma questa volta a sostegno di Nargi), assolutamente identico a quello finito sulle schede nel 2019: sul fondo bianco spicca il disegno, stilizzato e sfumato di verde, della Torre dell'Orologio, in cui la "O" di "Ora", collocata su una parete della torre, restituisce in qualche modo l'idea dell'orologio (e una freccetta verde a triangolo richiama una lancetta). 
 

9) SiAmo Avellino

L'ultima lista presentata in appoggio a Nargi è SiAmo Avellino, una delle tre formazioni che avevano portato la sindaca alla vittoria nel 2024 (9,08%, tradotto in sei consiglieri). Anche in questo caso il contrassegno è rimasto intatto rispetto al precedente appuntamento elettorale, con un cuore schematico tinto di varie tonalità di verde - collocato in gran parte nel semicerchio superiore, altrettanto verde - che contiene una stilizzazione molto geometrica della stessa Torre dell'Orologio, mentre la parte inferiore prevalentemente bianca contiene il nome della lista civica.
 

Nello Pizza

10) MoVimento 5 Stelle

Ultimo aspirante alla carica di sindaco di Avellino in questa tornata elettorale è Nello Pizza, già candidatosi nel 2018 (arrivato nettamente in testa al primo turno, ma sconfitto al ballottaggio da Vincenzo Ciampi del MoVimento 5 Stelle). Questa volta a sostenerlo ha un campo piuttosto largo, composto da sei liste (la coalizione più consistente di questo turno). La prima formazione è quella del MoVimento 5 Stelle, che già nel 2024 aveva appoggiato il candidato di centrosinistra Antonio Gengaro: il simbolo è identico a quello già visto allora, con il riferimento all'anno 2050 nella parte inferiore del cerchio.    
 

11) Noi di centro

La seconda lista su cui Pizza potrà contare è quella presentata da Noi di centro, vale a dire il partito fondato e guidato dal sindaco di Benevento ed ex parlamentare di lunghissimo corso Clemente Mastella. Si tratta della prima partecipazione dell'ultima creatura politica mastelliana alle comunali avellinesi (per il precedente occorre tornare al 2009, quando l'Udeur sostenne Massimo Preziosi nell'ambito del centrodestra, ottenendo il 2,73% ma rimase fuori dal consiglio): il partito si presenta con l'ultima versione del suo contrassegno - forse la più riuscita - con la parola "Centro" in evidenza, solo un po' meno del cognome di Mastella, accanto al campanile di pietra bianca con tetto rosso e sopra al tricolore, il tutto su fondo blu (e il riferimento alla Dc non c'è più).
 

12) Stiamo con Nello Pizza

La terza lista della coalizione del "campo largo" è una delle due formazioni-contenitore di chiara impronta politica: Stiamo con Nello Pizza, infatti, su un fondo tricolore (con i segmenti di colore verde e rosso dotati di una piccola "unghia" che ricorda la grafica elettorale di +E) presenta i simboli più piccoli di Avellino Europea (declinazione di +Europa, con la "pulce" che riprende la vecchia grafica di Italia europea, lista congressuale presentata nel 2019, cui si aggiunge la dicitura "Radicali - Liberali - Federalisti") e di Avanti (il progetto elettorale riformista promosso dal Psi)
 

13) Alleanza Verdi e Sinistra - Avellino città pubblica

La quarta lista della coalizione che appoggia Pizza è probabilmente quella che raggruppa il maggior numero di partiti, gruppi e associazioni: di conseguenza il contrassegno appare decisamente complicato (e probabilmente la sua descrizione - di cui purtroppo non si dispone - sarà la più lunga di questa competizione avellinese). La parte superiore del cerchio dell'emblema di Avellino città pubblica, infatti, è occupata dagli elementi che compongono il fregio di Alleanza Verdi e Sinistra, con il nome della lista scritto subito sotto in color amaranto; nel semicerchio inferiore, invece, trovano spazio i loghi di Si può (lista di sinistra che comparve alle elezioni del 2019 a sostegno di Nadia Arace), ControVento (gruppo che, insieme a SiPuò e Avs, due anni fa sostenne Antonio Gengaro con la lista Per Avellino Gengaro Sindaco), Per e - sotto - Avellino prende parte (che nel 2024 concorsero alla lista App - Avellino progetto partecipato, sempre a sostegno di Gengaro). 
 

14) Casa riformista

Quinta lista presentata a sostegno di Pizza è Casa riformista, promossa naturalmente da Italia viva. Il contrassegno utilizzato in queste elezioni è una semplice variante di quello elaborato lo scorso anno in vista delle elezioni regionali e pressoché identico a quello schierato in Campania: cambia infatti soltanto il riferimento territoriale - il comune invece che la regione - collocato sul segmento inferiore sfumato dal blu al fucsia, gli stessi colori che tingono il nome della lista (in alto) e la casa evocata dal nome stesso, collocata al centro (con la finestra bicolore). 
 

15) Partito democratico

Ultima lista della coalizione è quella del Partito democratico, che - diversamente da tutti gli altri comuni visti sin qui - conferma la tradizione avellinese di non inserire nel contrassegno alcun riferimento territoriale o al candidato sindaco, proponendo solo il simbolo ufficiale del partito senza aggiunte. In tutte le competizioni elettorali cui ha partecipato, il Pd è sempre risultato la lista più votata, anche quando il candidato sostenuto non ha vinto le elezioni: ci riuscirà anche questa volta?

martedì 14 maggio 2019

Avellino, simboli e curiosità sulla scheda

Prosegue il viaggio tra i capoluoghi di provincia che rinnovano la loro amministrazione e la strada passa anche per Avellino. Chi ha decente memoria, tuttavia, potrebbe rimanere perplesso: ma come, Avellino non aveva già votato l'anno scorso? In effetti sì, ma il sindaco uscente del MoVimento 5 Stelle Vincenzo Ciampi è stato sfiduciato alla fine di novembre e, dopo un periodo di commissariamento, la città torna alle urne. E se l'anno scorso si contendevano il ruolo di sindaco 8 aspiranti, sostenuti da 18 liste, questa volta c'è un candidato in meno e anche i simboli sulla scheda sono calati: ora sono soltanto 14. L'ordine di candidati e liste è quello che emerge dal sito del comune di Avellino.

Luca Cipriano

1) Partito democratico

Primo candidato ad apparire su manifesti e schede è Luca Cipriano, espresso dal centrosinistra, anche se - come si dirà tra poco - non può certo dirsi una new entry, visto che aveva già partecipato alle elezioni comunali come aspirante sindaco l'anno corso. La sua coalizione è composta da quattro liste: la prima, in ordine di apparizione, è quella del Partito democratico (che lo scorso anno appoggiava Nello Pizza e con il 16.66% era risultata la formazione più votata): anche ad Avellino, come altrove, il Pd sceglie di correre con il suo simbolo nazionale "al naturale", senza aggiungere indicazioni locali o riferimenti al candidato al ruolo di primo cittadino.

2) Laboratorio Avellino

La seconda lista della compagine che sostiene Cipriano è invece nuova: non figurava infatti sulle schede del 2018 Laboratorio Avellino, progetto civico-politico legato al consigliere regionale Maurizio Petracca (un tempo legato a Giuseppe De Mita). L'emblema scelto dal gruppo per questa competizione elettorale risulta piuttosto elaborato, contenendo vari elementi grafici (la lampadina delle idee, un albero, un volto di profilo, un sole tra i palazzi e un riferimento locale ben riconoscibile, cioè la silhouette della Torre dell'Orologio): un simbolo piuttosto pieno, sì, ma tutto sommato gradevole nel complesso e pronto per il battesimo elettorale.

3) Mai più

Si era già vista lo scorso anno, invece, la terza lista della coalizione di Cipriano e il suo ritorno non deve affatto stupire: Mai più, infatti, era proprio la formazione civica che aveva appoggiato l'attuale candidato del centrosinistra nel 2018, quando invece aveva scelto di correre in solitaria. L'emblema è rimasto praticamente identico, con il "più" matematico a fungere da accento sulla parola, leggibile sia come segno di cesura con il passato sia come maggior valore da apportare all'amministrazione; uguale anche la doppia tonalità di verde, per l'elemento centrale e per lo sfondo (leggermente "sfogliato" in alto). L'unica differenza riguarda lo slogan sopra al nome dell'aspirante sindaco: l'anno scorso era "Adesso cambia", ora è "Adesso scegli".

4) Avellino più

In qualche modo, l'ultimo simbolo della compagine che sostiene Cipriano sembra frutto di una semiclonazione nominale e grafica. Lo stesso nome della quarta lista, Avellino più, somiglia molto a quello di Mai più, così come tornano il segno matematico ripetuto uguale (anche se "più" qui è scritto con un carattere handwriting) e la parte testuale ("Adesso scegli Cipriano Sindaco") riportata nell'area inferiore del cerchio. Sul piano cromatico, tuttavia, non può sfuggire l'uso dei colori azzurro e verde, che rimanda alla grafica di Campania libera, legata alla candidatura regionale di Vincenzo De Luca (non a caso, nel 2018 sulla scheda c'era Avellino libera e progressista).

Massimo Passaro

5) I cittadini in movimento

Anche stavolta, subito dopo il candidato del centrosinistra, la sorte ha piazzato Massimo Passaro, già candidato lo scorso anno. E, proprio come nel 2018, a sostenere la sua candidatura c'è il simbolo I cittadini in movimento, cioè l'associazione guidata dallo stesso avvocato. Da antologia la descrizione, di allora come di oggi: "un cerchio nel cui interno lungo la circonferenza superiore, lato destro, viene rappresentato un semicerchio di colore verde ed uno di colore rosso e tra i due semicerchi lo sfondo è bianco. In basso, lato sinistro, a forma di semicerchio si legge la scritta [...]. Nella parte interna è rappresentata la città composta da palazzine di varie misure, alberi ed uccelli. Nella parte centrale sono presenti n. 7 figure tra uomini e donne sistemate lungo un semicerchio di colore verde. Quest'ultimo nella parte terminale si divide in tre estremità". Mancava solo di dire che le due figure centrali si danno il cinque.


Amalio Santoro

6) Si può - Avellino

Un altro simbolo già incontrato lo scorso anno compare poi sulla scheda: si tratta di Si può - Avellino, stesso nome del gruppo consiliare di sinistra presente in consiglio fino al voto del 2018; la lista, alle ultime elezioni, era riuscita a far eleggere in consiglio la propria candidata sindaca Nadia Arace. Questa volta l'emblema sostiene la candidatura di Amalio Santoro ed è quasi identico al simbolo dello scorso anno (con la stella rossa di Potere al popolo!, l'arco ad emiciclo colorato in parte di rosso un po' in stile Prc, "Si" tinto di rosso come Sinistra italiana e "può" nello dello stesso colore di Possibile): unica novità è il riferimento al "centro sinistra" nel segmento rosso inferiore, poiché proprio Santoro in più occasioni ha rivendicato di essere "il vero centrosinistra" in queste elezioni comunali.

Biancamaria D'Agostino

7) Lega

Subito dopo la lista di sinistra, il sorteggio ha collocato un'altra candidatura solitaria (e l'unica femminile), quella di Biancamaria D'Agostino, appoggiata soltanto dalla Lega. Questo, in effetti, rappresenta una novità non secondaria rispetto allo scorso anno: nel 2018, infatti, la Lega - alla sua prima apparizione sulle schede elettorali avellinesi, almeno a quelle per le amministrative - era nella stessa coalizione di Forza Italia e Udc, a sostegno di Sabino Morano; questa volta, invece, Alberto da Giussano corre da solo, forse sperando di capitalizzare i consensi guadagnati in quest'anno di governo. Il simbolo è identico a quello dello scorso anno, con il riferimento alla Campania al posto di "premier".

Ferdinando Picariello

8) MoVimento 5 Stelle

Le elezioni avellinesi del 2018 erano state croce e delizia per il MoVimento 5 Stelle. La vittoria al ballottaggio del candidato Vincenzo Ciampi sul suo avversario del centrosinistra era sicuramente stata un'ottima notizia; non poteva certo dirsi lo stesso per l'esito dell'amministrazione nata da quel voto, caduta dopo pochi mesi sotto i colpi della sfiducia. Nonostante ciò, il M5S non ha certo scelto di non partecipare al nuovo turno elettorale: candida come sindaco Ferdinando Picariello e schiera sulla scheda il simbolo ufficiale nazionale, nella versione inaugurata alle elezioni politiche del 2018. E, naturalmente, nessun altra lista sostiene il candidato stellato.

Gianluca Festa

9) W la libertà

Se il record di liste di coalizione quest'anno è piuttosto basso (non si va oltre le quattro), lo condivide con il candidato del centrosinistra Cipriano un altro aspirante sindaco, Gianluca Festa, che torna sul luogo del delitto: era già stato candidato sindaco nel 2013 ed era riuscito a entrare in consiglio. La prima delle formazioni a suo sostegno è W la libertà, varata in chiaro spirito di rottura con il centrosinistra, bollato come "tavolo della conservazione": spicca la "W" pennellata (non certo in stile leghista), unita al resto del nome in due tonalità verdi che rappresenta in effetti l'unico elemento grafico del simbolo, per il resto piuttosto vuoto, il che è piuttosto raro di recente. 

10) Davvero Avellino

Dopo una lista nuova, ecco un ritorno: Davvero Avellino, infatti, era già stata sulle schede elettorali lo scorso anno ed era proprio espressione di Gianluca Festa, che nel 2013 era stato sostenuto soprattutto dalla lista Per Avellino Davvero, con le due V di dimensioni diverse e semisovrapposte (il tricolore sarebbe arrivato nel 2015, quando fu usato per la lista Davvero - Verdi alle regionali). Il progetto civico-politico, dunque, si conferma come un ingrediente fondamentale della proposta amministrativa di Festa; sul piano grafico, il simbolo - identico a quello dello scorso anno - si contende con quello di W la libertà il titolo di emblema più bianco, anche se probabilmente non vince la sfida.

11) Avellino vera

Da due simboli vuoti a uno decisamente pieno: quello di Avellino vera, sempre parte della coalizione che sostiene Gianluca Festa. La lista in questione è stata sostenuta anche dall'ex parlamentare di Scelta civica Angelo Antonio D'Agostino ed è composta in gran parte da giovani, ma al suo interno non mancano persone con esperienza in consiglio comunale (alcune anche con quattro mandati alle spalle). Il simbolo, basato anch'esso sul verde, che tinge lo sfondo e parte del nome, si fregia di una raffigurazione del Palazzo della Dogana, piuttosto fine ed elegante (sperando che la stampa della scheda permetta di conservare i dettagli e i tratti sottili).

12) Ora Avellino

Il quarto simbolo della coalizione che appoggia la candidatura di Festa, Ora Avellino, è anch'esso abbastanza bianco, ma meno di altri visti fin qui. L'emblema è dominato dal disegno, stilizzato e sfumato di verde, della stessa Torre dell'Orologio già vista prima (lo mostra la stessa cupola): non c'è l'orologio, ma la freccetta verde sulla "O" di "Ora", collocata giusto su una parete della torre, suggerisce in qualche modo l'idea dell'orologio. Guardando anche questo contrassegno, salta all'occhio come nella propria coalizione Gianluca Festa non abbia mai inserito in un emblema il proprio nome, che dunque sarà presente sulla scheda solo nello spazio dedicato al candidato sindaco. 

Costantino Preziosi

13) Forza Italia

L'ultimo degli aspiranti sindaci di Avellino del turno elettorale del 2019 aveva già partecipato alle elezioni dello scorso anno: si tratta di Costantino Preziosi, allora sostenuto da Fratelli d'Italia e da una civica personale. Quest'anno il simbolo di Fdi non c'è, in compenso c'è quello di Forza Italia, che sceglie di utilizzare la variante dell'emblema delle politiche dello scorso anno, con "per Preziosi" al posto di "presidente" (scritto in Arial Black e non in Helvetica). Al di là di questo, colpisce che ad Avellino, terra dei De Mita e di Gianfranco Rotondi, sulle schede quest'anno non ci sia neppure uno scudo crociato: niente Udc, niente Dc rotondiana, niente L'Italia è popolare...
  

14) La svolta

L'ultimo emblema da trattare è il secondo che sostiene Preziosi, quello suo personale, evoluzione di quello già visto sulle schede avellinesi tanto nel 2013 quanto nel 2018 (è la terza candidatura a sindaco consecutiva dunque per l'avvocato ed ex manager dell'Air trasporti): allora il nome della lista era La svolta inizia da te!, in questo caso invece ci si è accontentati di La svolta, con gli stessi colori rossi e blu ma questa volta distribuiti in modo molto più regolare e con un'attenzione maggiore all'equilibrio della grafica, più curata e d'impatto. Di certo il concetto di svolta e il cognome dell'aspirante primo cittadino sono gli elementi fondamentali di questo emblema, che spiccano particolarmente.

sabato 19 maggio 2018

Avellino, simboli e curiosità sulla scheda

Tra i comuni chiamati al voto il prossimo 10 giugno, uno dei più interessanti (di cui si è già in grado di dare il quadro esatto delle candidature, anche prima della pubblicazione del manifesto complessivo) è Avellino. L'interesse è dato dal numero di emblemi che finiranno sulla scheda - ben 18, a sostegno di 8 aspiranti sindaci - e anche dalle curiosità inevitabili che alcuni di essi suscitano nei veri #drogatidipolitica.

Vincenzo Ciampi

1) MoVimento 5 Stelle

Il sorteggio ha indicato come primo candidato sindaco per Avellino Vincenzo Ciampi, indicato come aspirante primo cittadino dal MoVimento 5 Stelle: normale dunque che il primo simbolo che gli avellinesi troveranno su manifesti e schede sia proprio quello del M5S. Simbolo che, ovviamente, è stato depositato per queste amministrative (ad Avellino come altrove) nell'ultima versione utilizzata, ossia quella presentata al Viminale a gennaio per le elezioni politiche, dunque con la dicitura Ilblogdellestelle.it. E, altrettanto ovviamente, l'emblema stellato è l'unico in appoggio al candidato sindaco, com'è prassi codificata fin dall'inizio della vita del MoVimento. 

Giuliano Bello

2) CasaPound Italia

Secondo candidato sindaco sorteggiato per le prossime elezioni avellinesi è Giuliano Bello, che come unica lista a suo sostegno ha CasaPound Italia. Si tratta della prima presentazione di questa lista nel comune capoluogo (mentre per il citato M5S è la seconda volta, anche se nel 2013 il risultato era stato poco soddisfacente, con la lista - fuori dal consiglio - di poco sopra il 3% e la candidata sindaca sopra al 5%), così finora gli avellinesi hanno potuto trovare l'emblema della tartaruga dal carapace-casa ottagonale solo sulle schede delle elezioni politiche, oltre che su manifesti e bandiere esibite durante i comizi. Sarà il responso delle urne a dire quanto l'emblema sarà penetrato tra i cittadini.

Luca Cipriano 

3) Mai più - Adesso cambia

In terza posizione apparirà il primo degli emblemi non noti a livello nazionale, perché creati appositamente per questa consultazione elettorale. Si tratta della lista Mai più - Adesso cambia (la prima in ordine cronologico a essere stata presentata), che sostiene la candidatura a sindaco di Luca Cipriano. "Mai più" era stato il leitmotiv della campagna di manifesti 6x3 che dall'inizio di aprile erano apparsi in città, accompagnati a un cerchio verde con il motto e il "+" sospeso morbidamente sopra la "U", a mo' di accento: una serie di manifesti che, nell'intenzione del fondatore dell'associazione "Ossigeno" (che vuole dare "aria nuova" alla città) intendevano marcare un cambio di passo rispetto alla gestione del comune. Si parlava di tre liste a sostegno di Cipriano; alla fine è sopravvissuta solo questa, con il protosimbolo "fagocitato" da un cerchio verde più scuro, chiuso quasi a pennellate, che contiene anche la rassicurazione "Adesso cambia" (se mi votate, ovvio).

Nello Pizza

4) Partito democratico

Il quarto candidato estratto è anche quello sostenuto dalla coalizione più ampia, con ben sette liste: si tratta dell'aspirante sindaco del centrosinistra Nello Pizza, che cerca così di dare continuità agli ultimi cinque anni di amministrazione di centrosinistra. La prima lista a essere estratta è quella del Partito democratico, il cui contrassegno occupa dunque la posizione numero 4 sulla scheda e sui manifesti. Per l'occasione, il Pd ha scelto di confermare la sua policy di cinque anni fa, presentando agli elettori il suo emblema nazionale, senza alcuna caratterizzazione locale: nel cerchio, dunque, c'è solo il logo ideato da Nicola Storto, anche se la stessa immagine in qualche modo sulla scheda ci sarà due volte (un po' di pazienza e si capirà perché).

5) Avellino libera è progressista


Il sorteggio ha collocato al secondo posto nella coalizione di centrosinistra la lista Avellino libera è progressista. A colpo d'occhio, chi ha buona memoria visiva può facilmente identificare il "marchio" di questo raggruppamento: il cerchio diviso in orizzontale in due parti, verde e azzurra, e l'aggettivo "libera" nella metà inferiore rimandano chiaramente alla lista Campania libera che nel 2010 e nel 2015 hanno caratterizzato la campagna elettorale per le regionali di Vincenzo De Luca. Per l'occasione, tuttavia, è stato aggiunto - a costo di squilibrare visivamente l'emblema - "è progressista", riferimento molto velato (assieme al colore rosso della "è") alla partecipazione alla compagine anche di Articolo Uno - Mdp.



6) Avellino democratica

Eppure sembrava che il simbolo del Pd ci fosse già... e infatti c'è, ma sulle schede gli elettori troveranno subito sotto - per uno scherzo impagabile del sorteggio, che a volte crea situazioni inimmaginabili -  anche l'emblema di Avellino democratica, formazione plasmata dall'ex consigliere Ettore Iacovacci. Se chi ha seguito la politica irpina sa che a lungo l'apparentamento con la coalizione di Pizza a trazione Pd non era stato affatto scontato, quello che non può non colpire è una sorta di reinterpretazione del concept grafico alla base del simbolo del Pd, con la prima lettera verde e la seconda ottenuta "in negativo" grazie al fondo rosso (circolare e non quadrato). In più, certamente senza volerlo, la sigla richiama un po' l'incidente grafico in cui incappò proprio il simbolo Pd, il cui autore fu ingiustamente accusato di essersi ispirato un po' troppo a un logo esistente basato proprio sulla sigla Ad.


7) Davvero Avellino

La lista di mezzo della coalizione di centrosinistra non è certo una novità per gli elettori di Avellino, per lo meno quanto al nome e alla grafica principale: già cinque anni fa Gianluca Festa si era candidato a sindaco (ed era stato eletto consigliere) trainato soprattutto dalla lista Per Avellino Davvero, con le due V di dimensioni diverse e semisovrapposte; lo stesso espediente grafico, unito a una tinta tricolore, è stato usato alle regionali 2015 per la lista Davvero - Verdi. Ora Festa è di nuovo della partita con Davvero Avellino, che al suo collaudato claim unisce il nome della città, riportato ombreggiato su una fascetta verde, tagliata seguendo il profilo della A.


8) Avellino è popolare

Non poteva assolutamente mancare, nel bel mezzo dell'Irpinia di Ciriaco e Giuseppe De Mita, una lista che fosse declinazione avellinese - dunque verace - del progetto ri-democristiano demitiano L'Italia è popolare: ecco dunque Avellino è popolare, con i suoi colori rosso e azzurro a individuare chiaramente una croce all'interno (nel cui braccio orizzontale è riportato il nome). Il simbolo nazionale, in effetti, si era già visto come "pulce" all'interno del contrassegno della Civica popolare di Beatrice Lorenzin, ma le dimensioni lo avevano reso difficilmente leggibile; questo, di fatto, è il vero battesimo elettorale per il progetto dei De Mita e toccherà agli elettori decretarne il radicamento.


9) Insieme protagonisti

Penultimo tra i simboli della coalizione di centrosinistra è quello di Insieme protagonisti, ispirata da Angelo Antonio D’Agostino (già deputato di Scelta civica, tra coloro che seguirono il segretario Enrico Zanetti nel gruppo unitario con Ala) e guidata da Armando Pirone. Questa si distingue sul piano grafico, più che per il riempimento blu sfumato, per il nome bianco e giallo e la lineetta tricolore (che ricorda un po' quella di Cittadini per l'Italia), soprattutto per lo schizzo persino elegante della fontana di Bellerofonte (o dei tre cannuoli) che occupa la parte superiore del cerchio. Un segno del territorio che per un avellinese non può certo passare inosservato.


10) Avellino rinasce

Ultima tra le liste a sostegno di Nello Pizza (il cui nome non appare su nemmeno un emblema) è Avellino rinasce, legata sempre all'area De Mita: non occorre nemmeno un occhio così attento per riconoscere nell'emblema, su fondo verdino, una margherita molto simile a quella varata da Lorenzo Dellai nel 1998 con la sua Civica per il governo del Trentino e conservata in seguito nella sua Unione per il Trentino. Verrebbe da chiedersi se l'operazione sia perfettamente regolare, anche se non risultano rilievi fatti dalla Commissione elettorale. Nel frattempo, però, è arrivato un comunicato piccato dell'associazione Avellino Rinasce, fondata nel 2015 da alcuni attivisti del Meetup di Avellino (dunque vicini al M5S) e poi cresciuta in modo trasversale, che ha lamentato di essere stata espropriata del nome dopo avere condotto varie battaglie "per la città su vari fronti", dall'ambiente al sociale: per ora il gruppo si limita a una diffida informale della lista "da qualsiasi azione o dichiarazione tesa a pescare nell'ambiguità creatasi: se qualcuno pensa di poter utilizzare il nostro nome per intestarsi anche le nostre battaglie si sbaglia di grosso".


Massimo Passaro

11) I cittadini in movimento

Subito dopo il candidato del centrosinistra, il sorteggio ha collocato il nome di Massimo Passaro, avvocato a capo dell'associazione I cittadini in movimento. E I cittadini in movimento è il nome della lista che sostiene Passaro, il cui simbolo è forse il più elaborato e il più "pieno" di queste elezioni. Basta vederne la descrizione: "un cerchio nel cui interno lungo la circonferenza superiore, lato destro, viene rappresentato un semicerchio di colore verde ed uno di colore rosso e tra i due semicerchi lo sfondo è bianco. In basso, lato sinistro, a forma di semicerchio si legge la scritta [...]. Nella parte interna è rappresentata la città composta da palazzine di varie misure, alberi ed uccelli. Nella parte centrale sono presenti n. 7 figure tra uomini e donne sistemate lungo un semicerchio di colore verde. Quest'ultimo nella parte terminale si divide in tre estremità". Tutto chiaro? Se sì - e sarebbe strabiliante - battete il cinque, come le due figure centrali...


Nadia Arace

12) Si può - Avellino

Nadia Arace è l'unica donna tra coloro che aspirano alla guida della città di Avellino. La sostiene la lista Si può, stesso nome del gruppo consiliare uscente e raccoglie le forze di sinistra avellinesi (Rifondazione comunista, Sinistra Italiana, Possibile): lo dimostra, in qualche modo, la stella rossa contenuta all'interno del simbolo - esattamente la stessa forma di quella di Potere al popolo!, anche se il colore cambia - posta accanto a un arco che ricorda un emiciclo, una parte del quale è colorata di rosso (più o meno quella che coincide con la "lunetta" rossa del Prc). Da segnalare anche che "Si" è tinto di rosso come Sinistra italiana, mentre "può" è dello stesso colore di Possibile, esprimendone lo stesso concetto.


Costantino Preziosi

13) Fratelli d'Italia

Penultimo candidato estratto, tra coloro che aspirano a diventare sindaco di Avellino, è Costantino "Dino" Preziosi, che si presenta dopo avere già tentato di diventare sindaco nel 2013, allora sostenuto da una coalizione di quattro liste, caratterizzata come civico-centrista. Questa volta le liste sono solo due e l'equilibrio sembra più spostato a destra. La prima formazione estratta, infatti, è quella di Fratelli d'Italia, che cinque anni fa aveva sostenuto lo stesso candidato del Pdl (Nicola Battista), mentre stavolta ha fatto una scelta diversa. Il partito, incidentalmente, ha scelto di presentarsi con l'ultima versione del suo simbolo ufficiale, privo del nome di Giorgia Meloni.


14) La svolta inizia da te!

La seconda lista in appoggio a Preziosi è anche l'unico elemento di continuità rispetto al turno elettorale precedente. Il simbolo di La svolta inizia da te!, infatti, era presente proprio tale e quale sulla scheda elettorale del 2013, sempre a sostegno della candidatura dell'avvocato ed ex manager dell'Air trasporti. Si tratta di una lista civica, come il nome stesso suggerisce, anche se a carattere personale (in un turno in cui l'unico altro emblema con il nome del candidato è quello, già visto, di Mai più): le strisce e i segmenti rossi e blu hanno il bordo curvilineo, probabilmente per dare l'idea del movimento, del cambiamento da imprimere (ragione che può spiegare anche l'uso del corsivo per il nome).

Sabino Morano

15) Democrazia cristiana - Udc

Sono quattro le liste che sostengono l'ultima candidatura estratta, quella di Sabino Morano, in corsa per il centrodestra. La più interessante è la formazione unitaria Democrazia cristiana - Udc, tradotta graficamente nel semplice - e un po' dozzinale, bisogna dirlo - inserimento della sigla del partito di Cesa nella parte alta del contrassegno della Dc, ma nella versione usata da Giuseppe Pizza (e fa un po' di impressione veder ricomparire quel simbolo in opposizione a Pizza, nel senso di Nello). Manco a dirlo, demiurgo dell'operazione è l'avellinese Gianfranco Rotondi (e un po' anche Giuseppe Gargani), il quale deve aver ritenuto di far mettere in atto il disegno che ha in mente da settimane: riunire in un'unica lista l'Udc (che utilizza lo scudo crociato) e la Dc (lo stesso Rotondi rivendica la possibilità di utilizzarne il nome in base a una sentenza dell'anno scorso), un test come preludio a un disegno politico più vasto e strutturato, che cerchi di mettere e tenere insieme tutti i partiti che si ispirano alla vecchia Dc. Un esperimento che non poteva che partire da Avellino, tanto per testarne il risultato "a casa".

16) Noi con Avellino

A volte il nome scelto per una formazione politica può sviare: chi lo legge o lo sente può immaginare un simbolo, che nella realtà si dimostra tutto diverso. Qualcosa di simile può dirsi per Noi con Avellino: ci si potrebbe aspettare una declinazione locale di Noi con l'Italia, con tanto di pennellata tricolore su fondo blu (ma senza Udc, visto che era già in un'altra lista); un arco che divide il cerchio c'è, ma il resto del simbolo è tutt'altra cosa, dominato dal verde (lo stesso che connota sportivamente Avellino e che marca il contorno di "Noi" quasi con un effetto neon) e dal nero. Si tratta di una lista legata al movimento omonimo, che inizialmente pensava di presentare un proprio candidato sindaco, il coordinatore Rocco Guerriero, da sostenere assieme al Msi e al cartello Italia agli italiani (Forza nuova e Fiamma tricolore), poi si era parlato di un'unica altra lista (della Fiamma); alla fine è rimasta solo Noi con Avellino, per di più in appoggio a Morano.

17) Forza Italia

Terzo simbolo della coalizione che sosterrà la candidatura di Sabino Morano (e penultimo di tutti quelli presenti sulla scheda) è quello di Forza Italia (che è anche il partito di Morano). Se altrove Fi ha scelto di presentare il proprio simbolo solo con la bandierina, ad Avellino si è preferito modificare il contrassegno utilizzato per le elezioni politiche, con il nome dell'appena riabilitato Silvio Berlusconi in primo piano (e la dicitura "per Avellino" al posto di "presidente"). Che sia stata, anche qui, un'idea - oltre che dei forzisti - di Gianfranco Rotondi, che non ha mai nascosto il suo personale vivo apprezzamento per Berlusconi (già suo testimone di nozze)?

18) Lega

Il sorteggio ha affidato la chiusura della coalizione di centrodestra, nonché dell'elenco di tutte le liste, alla Lega, che sbarca per la prima volta sulle schede di Avellino (almeno su quelle delle elezioni amministrative, visto che già il 4 marzo alle politiche l'ha votata il 5,13% degli avellinesi). Il simbolo utilizzato è lo stesso delle elezioni politiche, compreso il riferimento a Matteo Salvini; unica differenza, la sostituzione della parola "premier" con il riferimento alla Campania; sarà interessante vedere, con una consultazione di livello locale, quanto la proposta della Lega-non-più-Nord, che ha mantenuto al suo posto Alberto da Giussano, riuscirà a fare presa sugli elettori. Uno dei tanti elementi da tenere d'occhio in questa consultazione elettorale.