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giovedì 20 agosto 2020

L'albero dei Civici, per cambiare le Marche (verso il centrodestra)

All'interno della coalizione che sostiene la (seconda) corsa a presidente della regione Marche di Francesco Acquaroli, candidato per il centrodestra indicato da Fratelli d'Italia, oltre alle liste dei partiti principali dell'area (Fdi, Lega, Forza Italia, cui si aggiungono l'Udc e il ritorno di Noi con l'Italia, ma rispunta persino il Partito repubblicano italiano), ci sono anche due formazioni civiche. Se una - Movimento per le Marche - la si è già analizzata alcuni giorni fa, resta l'ottava lista, che pone il civismo nella propria ragione sociale. Si tratta infatti della lista Civici, che pure inizialmente si chiamava  "Civici per il territorio": questa, almeno, era la dicitura che figurava all'interno del contrassegno scelto in un primo tempo, ma che in seguito è stata sostituita (in modo per la verità piuttosto visibile) appunto con la parola "CIVICI". 
Alla base di questa formazione c'è l'impegno del Movimento civico per le Marche, fondato da Paolo Mattei: ancora due mesi fa l'unica certezza era la partecipazione alle elezioni, ma non era chiaro se con un proprio candidato alla presidenza o in appoggio a una delle due coalizioni in campo, il tutto "per il bene della regione" e con l'intesa da valutare sui programmi. Messa da parte la possibile candidatura a presidente del sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, alla fine è arrivato l'accordo con il centrodestra, ma mantenendo la natura civica dell'iniziativa elettorale.
Di fatto, tuttavia, quella ora analizzata sembra frutto di una scissione o comunque di una disparità di vedute sorta in seno alla realtà dei Civici uniti per le Marche che nel 2015 avevano corso a sostegno di Ceriscioli - con il quale Mattei dice di avere litigato subito dopo la sua elezione a presidente della regione, accusandolo di non aver rispettato gli accordi presi - e di cui Massimiliano Bianchini vuole rappresentare la continuità all'interno della lista Rinasci Marche (che appoggia invece la corsa di Mangialardi). Prima ancora di quell'esperienza, tuttavia, nel 2013 era stato varato a Civitanova il Partito civico, una vera e propria forza politica regionale di cui Mattei - nipote dell'imprenditore Enrico - era il segretario regionale e Bianchini leader maceratese. Si è visto come le cose siano andate nel 2015; alla fine del 2019 Mattei aveva ritirato fuori la denominazione "Partito civico" per contraddistinguere uno schieramento composto soprattutto da amministratori locali, che alla fine si è tramutato in questa lista in appoggio ad Acquaroli.
Il simbolo scelto per queste elezioni è un albero con fronde eleganti e frutti di ogni colore, su cui si sono posati due uccellini mentre uno è in volo. L'immagine è sicuramente poetica, ma oggettivamente non sembra la migliore possibile per finire sulle schede elettorali, quanto a leggibilità del segno; non appare armonica nemmeno la scelta delle font per il simbolo, tre (se non quattro) diverse per tre elementi verbali. Grafica a parte, sarà interessante vedere il risultato di questa lista: non avrà vita facile a farsi strada in quella coalizione ma dalla sua potrà avere lo schieramento di persone ben note a livello locale per la loro esperienza amministrativa.

mercoledì 29 luglio 2020

Rinasci Marche, tricolore sui generis per Mangialardi

Nella competizione che il 20 e il 21 settembre riguarderà le Marche c'è almeno una certezza: la regione cambierà comunque guida, visto che il presidente uscente - Luca Ceriscioli - non si ricandida. Al suo posto, il centrosinistra ha proposto Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e la compagine che lo sosterrà non è ancora pienamente definita. Qualche presenza e aggregazione, tuttavia, è già stata messa a punto e presentata pubblicamente. È il caso, ad esempio, della lista Rinasci Marche, che già l'11 luglio aveva presentato il simbolo con cui intende distinguersi alle regionali, come forza che appoggia il candidato di centrosinistra.
Rinasci Marche, in particolare, si presenta come un progetto che vede uniti i Verdi (rappresentati da Gianluca Carrabs, membro dell'esecutivo nazionale del partito), +Europa (rappresentata dal componente dell'assemblea nazionale Matteo Morbidoni) e il gruppo Civici Uniti per le Marche, coordinato da Massimiliano Bianchini: il nome riprende quello della lista - in cui lo stesso Bianchini era candidato a Macerata - che cinque anni fa era stata partecipata, oltre che da Verdi, Psi, Idv e aggregazioni civiche - anche da Scelta civica, il cui emblema era ben riconoscibile (grazie al nastrino tricolore) ed era pure l'unico visibile nel simbolo elettorale. In questo caso, invece, tutte e tre le forze sono richiamate all'interno del contrassegno, ma la maggior parte della sua area è occupata dal nome della lista, dal riferimento al candidato presidente e, soprattutto, dai colori scelti con cura.
Già, perché in occasione della presentazione della lista, il verde Carrabs ha innanzitutto sottolineato lo spirito con cui si è lavorato all'emblema del cartello elettorale: "Quando pensi ad un simbolo, sai che devi rappresentare le anime che lo compongono e le loro intenzioni. Con il motto Rinasci Marche vogliamo dare un segnale forte a tutti i Marchigiani che hanno affrontato due terremoti e stanno vivendo l'emergenza Covid-19. È il momento di rinascere dunque, di ripartire dai luoghi e dalle persone delle Marche, che insieme possono fare la differenza". Subito dopo, però, lo stesso Carrabs ha spiegato nel dettaglio le ragioni alla base della scelta di ciascun colore: riprendiamo direttamente il testo che si trova sul sito Vivereurbino.it.

Il verde, sullo sfondo ci ricorda il territorio, la sostenibilità e infonde una dimensione positiva; in questo spirito si riconoscono le tre anime di Rinasci Marche, Verdi, + Europa e Civici, sempre in prima fila nel costruire il futuro in una visione sostenibile. Rinasci MARCHE ha già pronti progetti e azioni per attuare politiche territoriali di sviluppo economico e sociale che consentiranno di raggiungere gli obiettivi comunitari su clima ed energia. La valorizzazione delle aree interne delle Marche, dove il verde è dominante dal mare agli Appennini, sarà attuata puntando l'attenzione verso le tipicità dei prodotti legata ai giacimenti naturali, alzando la qualità dell'offerta turistica, che deve mirare a far conoscere ancora di più la nostra terra a italiani e stranieri. Le Marche hanno una varietà incredibile di produzioni di alta qualità, cereali, frutta, legumi, ma anche importanti settori come allevamento e itticoltura. Rinasci Marche intende tutelare le produzioni che ne derivano con denominazioni ed anche con azioni di assistenza alla filiera che favoriscano la parte finale del comparto con un sostegno preciso al settore Horeca che utilizza prodotti a km 0.
La forza propulsiva della lista Rinasci MARCHE la si vede graficamente nella fascia centrale, direzionata verso l'alto e contiene in sé i nomi dei movimenti che la compongono [...], che hanno deciso di unirsi e unire le rispettive competenze per dare appoggio a Maurizio Mangialardi nella coalizione di centro-sinistra.
Il colore magenta della parte inferiore del simbolo è un richiamo alla valorizzazione dei ruoli delle donne che costituiscono più del 50% della popolazione marchigiana; la parità di genere e l’inclusione sono infatti due capisaldi della lista Rinasci Marche che, attraverso progetti formativi e iniziative sociali, intende favorire un cambiamento culturale.
Per Mangialardi il progetto somma le esigenze di sostenibilità, di Europa e di spirito civico; sul piano grafico, i partiti/gruppi hanno un ruolo di secondo piano e hanno rinunciato alla forma circolare per il loro richiamo. La grafica di +Europa è pienamente riconoscibile, così come quella dei Verdi (che si sono limitati a porre il sole che ride accanto al nome); quanto a "Civici", ai #drogatidipolitica senza alcuna speranza di redenzione potrebbe non sfuggire che la font utilizzata per quella parola e per il resto del testo (verosimilmente Nexa Black) ricorda assai da vicino proprio quella di Scelta civica (che paradossalmente nella lista del 2015 non venne utilizzata). Chissà se, guardando il cerchietto sulla scheda elettorale, se ne sarebbe accorto qualcuno...