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sabato 11 febbraio 2017

Nomi e simboli da votare per il "polo sovranista"

Dopo la chiamata delle idee, ora tocca scegliere: come annunciato nei giorni scorsi, La Destra e Azione Nazionale, nel loro percorso verso il congresso del prossimo fine settimana che sancirà la nascita di un "polo sovranista", hanno pubblicato sul sito tanto gli esiti del sondaggio sui segni distintivi del nuovo soggetto politico, come pure le proposte ricevute per il nome e il simbolo. Su queste militanti e simpatizzanti dei soggetti politici legati a Francesco Storace e Gianni Alemanno saranno chiamati a esprimersi, per poi lasciare la scelta finale al congresso.
Come c'era da aspettarsi, c'è veramente di tutto e, soprattutto sul piano grafico, la varietà è ampia, al punto tale che sarà necessario dividere gli emblemi proposti in categorie.

I risultati del sondaggio

Innanzitutto vale la pena vedere gli esiti del sondaggio che gli amministratori del sito avevano proposto per orientare la scelta della denominazione e dell'emblema, coinvolgendo anche chi non fosse stato in grado di presentare una proposta grafica. Premesso che i risultati della survey sono forniti solo in chiave relativa (cioè senza riferimento al numero assoluto dei voti, totali e per le singole risposte), i risultati sono stati variegati a seconda delle domande poste e, in qualche caso, sorprendenti.
Se il 44,3% dei partecipanti, ad esempio, vorrebbe l'inserimento della parola "destra" nel nome, il fronte dei contrari arriva al 44%, dunque con una sostanziale parità. In più, quasi due interpellati su tre (il 63,2%, contro il 32,32% dei 'no') vogliono la fiamma nel simbolo, a differenza della fiaccola (non la vuole il 45,9%, a fronte del 37,5% del 'sì'), ma oltre due terzi dei votanti ritengono inopportuno richiamare il simbolo di An (67,1%, contro il 26,4% del 'sì'); c'è comunque la convinzione che il nuovo emblema non debba essere l'elaborazione né di quello della Destra (59,9%, mentre i 'sì' sfiorano il 25%) né di quello di Azione nazionale (57,3%, contro quasi il 26,7% di favorevoli). 
Il 47,2% si pronuncia contro l'inserimento di "sovranità/sovranismo" nel nome (i favorevoli sono il 41,4%) e anche di "patria" (è a favore il 36,8%), segno che i tempi sono davvero cambiati, ma la stessa battaglia sovranista sembra interessare nei contenuti più che nel nome. Da ultimo, il 55,9% preferisce chiamare "movimento" il nuovo soggetto politico, piuttosto che "partito".  

Quale nome?

Se questi sono i risultati del sondaggio, vanno subito dopo passate in rassegna le proposte nominali e grafiche di chi ha partecipato alla call for ideas: conviene partire dai nomi, anche perché alcuni saranno proposti soltanto qui, senza essere trasformati in qualche proposta di emblema. Si contano in tutto 43 proposte di nomi. Qualcuno ovviamente ha suggerito di utilizzare uno dei nomi dei gruppi politici che stanno costruendo il nuovo soggetto (La Destra e, volendo, La Destra Sovranista), oppure di accostarli (Azione Nazionale - La Destra SovranistaDestra Azione Nazionale e poi Andi, che non si riferisce ai dentisti italiani ma sta per Azione Nazionale di Destra Italiana) o ancora di fonderli in qualche modo (DestrAzione, che però sembra avere poche speranze, vista la fin troppo evidente affinità a "distrazione"). 
Altri hanno preferito guardare ad altre forme di "usato sicuro", ad esempio rispolverando Prima l'Italia (il gruppo vicino a Gianni Alemanno: lo rivedremo in seguito) o Destra Nazionale (facendo forse contenti i nostalgici missini dal 1972 in avanti, ma sicuramente col rischio di irritare Gaetano Saya e Maria Cannizzaro, che rivendicano per il "loro" Msi quell'espressione); c'è anche un Patria Sociale, che ricorda il Movimento patria sociale, la cui storia però non è molto lunga (quindi può anche darsi che non sia noto a chi ha proposto quel nome). Restando in "area destra", ci sono poi una Nuova Destra Nazionale, un Movimento a Destra e una Destra Confederata a completare il quadro. 
Altre proposte hanno fatto leva sui concetti di sovranità o di sovranismo: SovranItaliaItalia Sovrana; Movimento per la Sovranità Italiana e Movimento Sovranista Italiano (e chissà come mai la sigla di queste ultime due è Msi...); Italiani Sovrani; Fronte Sovranista italiano. C'è persino un Movimento Sovranista Cristiano, per caratterizzare ulteriormente l'azione e l'identità del nuovo soggetto politico, anche se non è detto che tutti possano riconoscersi in quell'aggettivo. 
C'è chi ha lavorato sull'idea di Italia: Impegno Italiano; Missione Italia (sembra quasi fare il verso a Direzione Italia di Fitto); Rinascita Italiana, L'Italia s'è desta (quasi in sfida a Fratelli d'Italia), Partito italiano (nome ancora più generico di quanto fu accusato di essere Forza Italia; sarebbe legittimo, ma non potrebbe impedire a nessuno in seguito di usare quelle due parole nella denominazione), Programma Italia (già utilizzato in politica nel 1994 da una lista, che peraltro si beccò gli strali dell'omonima società del gruppo Fininvest) e Ricostruiamo l'Italia. Altri hanno insistito sul concetto di patria (La Patria, appunto) o di nazione (con la variante del nazionalismo), magari accompagnato al tema identitrio: Partito Nazionale Repubblicano; Orgoglio Nazionale; Movimento di Identità NazionaleMovimento Indipendenza NazionaleMovimento Nazionale; Identità Nazionale; Polo Nazionale Italiano; Fronte Sociale IdentitarioNazionalisti Italiani; Unione per la Nazione Area Nazionale (e anche qui la sigla An non sembra affatto lasciata al caso...).
Completano l'elenco dei nomi da votare il generico Partito Conservatore, Nuova Linea (quasi a voler riprendere la testata fondata da Pino Rauti negli anni '70); il dinamico (ma non connotato politicamente) Cambiamento, Paese Futuro (con un risvolto quasi aziendal-produttivo) e l'articolato Partito Populista Lavoro e Dignità (non facile da chiudere in una sigla pronunciabile, ma questo è un altro discorso).

Quale simbolo?

Dopo la carrellata dei nomi, è giunto il momento di passare ai simboli: ne sono stati messi in votazione 42. A prescindere dalla loro qualità (il livello non sembra altissimo), la varietà delle soluzioni offerte richiede una divisione delle proposte in categorie: quella che segue, ovviamente, è solo una delle classificazioni possibili. Si comincia!

lunedì 30 gennaio 2017

Verso il Polo sovranista: "Diteci come volete il simbolo"

Raccogliere idee dagli aderenti per scegliere insieme nome e simbolo del nuovo partito sovranista: la Destra e Azione nazionale stanno lavorando esattamente per questo e hanno illustrato il percorso di avvicinamento al congresso fondativo (Roma, 17-19 febbraio - con il primo giorno riservato all'assise della Destra) in una conferenza stampa questa mattina alla Camera, con Gianni Alemanno, Francesco Storace e altri dirigenti.
Oggi è stata convocata la prima segreteria unitaria del congresso, con il compito di approvare le tesi congressuali da discutere alle assemblee regionali (un approfondimento programmatico sul sovranismo - anzi, sul "sovranismo responsabile", che aspira al governo - già piuttosto corposo, una cinquantina di pagine destinate ad aumentare), ma è soltanto il primo passo di un percorso che si preannuncia impegnativo e non destinato a essere solo la somma dei due partiti che intendono unirsi.
Se la Destra e Azione nazionale ci sono già, infatti, per i loro leader occorre farsi punto di riferimento per "tanti campanili, tante persone che - ha spiegato Francesco Crocetto - con la fine dell'esperienza politica di Alleanza Nazionale hanno un po' congelato la loro presenza nelle istituzioni, nella politica attiva". L'idea, a quel punto, è di coinvolgere "centinaia di movimenti, anche politici, e di associazioni culturali", ovviamente di area destra, che si erano allontanate in qualche modo dalla politica attiva ma avevano continuato a operare in modo spontaneo, segnando la propria presenza sul territorio (e che in parte erano state coinvolte pure in Azione nazionale).
Sarà proprio il congresso fondativo, in questa composizione plurale, a esprimersi sul nome e sul simbolo del nuovo soggetto politico; a determinare le alternative tra cui scegliere, tuttavia, sarà una platea decisamente più ampia, coinvolgendo tutto il popolo di destra o chiunque voglia intervenire. "Non presentiamo oggi nome e simbolo - ha chiarito Storace - perché vogliamo anche far riferimento alla vasta platea, ai nostri iscritti, ai nostri simpatizzanti".
E' stato Roberto Buonasorte a illustrare l'apertura del sito http://creailtuomovimento.it/, attraverso il quale tutti gli interessati - a partire da coloro che parteciperanno alle assemblee regionali preparatorie al congresso, per eleggere i delegati, ma anche semplici simpatizzanti - potranno inviare direttamente proposte di nome e di grafica (con la possibilità di caricare i file), che poi saranno vagliate "da uno staff tecnico appositamente costituito all'interno della della Segreteria Generale del Congresso", ma potranno anche solo limitarsi a rispondere alle domande di un questionario relativo ai segni distintivi del partito che verrà. 
Le domande poste sono una decina, a partire da "Il termine 'destra' deve far parte del nome?"; ci si interroga sul richiamo della fiamma o della fiaccola tricolore nel logo, sull'opportunità di un richiamo al simbolo di Alleanza nazionale, di un riferimento al sovranismo o alla sovranità, come pure alla patria. Si chiede anche espressamente se uno dei due emblemi già esistenti possa essere "la base per il nuovo simbolo" e se sia meglio battezzare la nuova creatura come "movimento" o come "partito". Nel giro di una decina di giorni le proposte pervenute al sito saranno rese pubbliche e inizierà il procedimento di scelta, che questo sito seguirà con attenzione.
Comunque decida di chiamarsi, la prima iniziativa in cui il nuovo soggetto politico sarà impegnato ufficialmente sarà il 25 marzo, una manifestazione dal titolo "NO a questa Europa". Il giorno, ovviamente, non è stato scelto a caso: ricorre proprio il 25 marzo, infatti, il 60° anniversario della stipula dei Trattati di Roma e la manifestazione sarà in concomitanza con le celebrazioni in Campidoglio. All'evento sono stati invitati, come sottolineato da Alemanno, "tutti i leader sovranisti italiani ed europei": in Italia, in particolare, l'invito riguarda Raffaele Fitto, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
Il nuovo soggetto ovviamente guarda anche oltre, specialmente alle possibili elezioni anticipate: "Ci auguriamo che le soglie elettorali rimangano al 3%, siamo perfettamente in grado di affrontarlo anche col nostro simbolo, con le nostre gambe, però ci auguriamo ancor di più un processo di aggregazione nel Polo sovranista", che guardi anche qui alle formazioni di Meloni (anche se, rispetto a Fratelli d'Italia, il costituendo partito dice di credere "in una destra inclusiva, che parte dal basso e aggrega tutte le anime"), Salvini e Fitto. Con quale simbolo fare tutto questo, ovviamente, è ancora presto per dirlo.

giovedì 26 gennaio 2017

La Destra e Azione nazionale, verso il Polo sovranista

Febbraio si presenta, fin d'ora, come mese di nuovi inizi, politicamente parlando. Nei giorni 25 e 26, come ho scritto più volte in questo sito, un gruppo di persone pensa seriamente di risvegliare la Dc all'Ergife di Roma; il fine settimana precedente, al PalaCongressi di Rimini, Sinistra italiana celebrerà il suo congresso fondativo. In quegli stessi giorni, però, sarà Roma a ospitare un altro evento importante, sia pure nell'area politica opposta. E' stato infatti annunciato per il 18 e 19 febbraio - al Marriott Park Hotel - il congresso di fondazione del nuovo soggetto politico in cui confluiranno La Destra e Azione nazionale, assieme a "tutte le associazioni e gli esponenti politici che credono al valore centrale della sovranità nazionale e popolare". Questo, per lo meno, è l'obiettivo che le due formazioni - legate rispettivamente a Francesco Storace e a Gianni Alemanno - si pongono, cercando di estendere il loro progetto innanzitutto ai due partiti sovranisti più forti in questo momento, vale a dire Lega Nord e Fratelli d'Italia (sebbene Azione nazionale sia nata non proprio in rapporti amichevoli con Fdi), nella speranza di "creare insieme questo Polo in modo unitario, inclusivo e pluralista", per dare a chi lo desidera un riferimento alternativo "alla sinistra di Matteo Renzi e all'antipolitica demagogica del Movimento 5 Stelle". 
La collocazione del nuovo soggetto politico - provvisoriamente denominato Polo sovranista - è ovviamente il centrodestra, come a quell'area vengono ricondotte dai due gruppi dirigenti idee e valori che si stanno facendo spazio "in tutto il mondo, dall'America di Trump alla Russia di Putin, dalla spinta conservatrice che ha portato la Gran Bretagna alla Brexit, ai molteplici movimenti che stanno nascendo in ogni nazione europea". Dalle esperienze estere, dunque, i gruppi di Storace e Alemanno traggono linfa per cercare di spingere in Italia su identità e sovranità nazionale (contro la tecnocrazia), sulla critica alla globalizzazione, sul rifiuto dei vincoli europei, sulla lotta all'immigrazione di massa e al fondamentalismo islamico, tutto ciò attraverso un contenitore politico nuovo e aperto.
Già, perché se il congresso di metà febbraio rappresenta un punto d'inizio, è allo stesso tempo il capolinea per le due formazioni che del nuovo Polo sovranista e identitario costituiranno l'anima, anche se le loro storie sono piuttosto diverse, anche per lunghezza: il cammino della Destra di Storace è durato quasi dieci anni, essendo nata nell'estate del 2007 in risposta a uno spostamento troppo al centro di Alleanza nazionale; è molto più giovane (un anno e qualche mese di vita) Azione nazionale, strumento nato per cercare di riunire "la destra dispersa e sommersa" e voluto da Alemanno e dai "quarantenni" che avevano visto sconfitta la propria mozione all'assemblea della Fondazione An. Pur nella non coincidenza totale delle storie, i valori che i due gruppi vogliono perseguire nel nuovo soggetto politico sono quelli di sempre della destra italiana: il presidenzialismo, la solidarietà sociale, la difesa dei redditi popolari e del ceto medio, l'attenzione per il Sud perché possa riscattarsi e conservare l'unità nazionale, la difesa della famiglia e della vita, nonché "l’ordine nella libertà, la giustizia e la legalità".
L'idea, almeno in un primo tempo, è di costruire qualcosa che somigli a una federazione di sigle diverse, ma che possa diventare in un futuro non lontano un partito unitario e che, nel frattempo, pensi a radicarsi sul territorio, puntando "sulla collaborazione tra le diverse generazioni e anime della Destra, senza verticismi, cerchi magici e settarismi". L'ambizione c'è: in prospettiva, infatti, il gruppo potrebbe essere parte attiva - lo si propone nella nota che accompagna verso il percorso congressuale - delle primarie del centrodestra, concorrendo con i Conservatori e riformisti di Fitto (che vogliono assolutamente quella consultazione), Forza Italia (da sempre meno interessata) e le altre forze che possono riconoscersi in quell'areaCerto i tempi sono stretti, ma la cosa è voluta: "Abbiamo scelto una data ravvicinata per il nostro Congresso - dichiarano i gruppi dirigenti della Destra e di Azione nazionale - perché chiediamo l’immediato svolgimento delle elezioni politiche con una legge maggioritaria con collegi e preferenze, che garantisca agli italiani il diritto di scegliere i propri eletti e la maggioranza di governo". 
Meglio prepararsi per tempo, dunque: già lunedì, in una conferenza stampa, dovrebbero conoscersi ancora più dettagli, ma già ora il cammino verso il congresso è delineato. Si inizierà costituendo una segreteria unitaria dell'assise (una trentina di membri) per approvare il regolamento congressuale, nominare la Commissione per lo Statuto e una Commissione per la mozione congressuale, incaricata di scrivere le tesi da sottoporre ai diversi momenti congressuali; nei giorni successivi si terranno i congressi regionali che eleggeranno i delegati al congresso nazionale (si parla di 1500 persone) e inizieranno a discutere le tesi congressuali. Già in questa fase, il percorso verso l'assise romana sarà aperto ad associazioni, movimenti e liste civiche che sottoscriveranno una richiesta di adesione, concordando la loro partecipazione agli organi del nuovo soggetto politico.
Non sarà da trascurare nemmeno l'aspetto identitario-simbolico del nascituro movimento. Sarà ovviamente il congresso di metà febbraio a esprimersi ufficialmente e a determinare tanto il nome, quanto il simbolo del nuovo soggetto politico; nel frattempo, tuttavia, "tutto il popolo della destra" sarà chiamato a esprimersi direttamente attraverso un sondaggio da effettuare su internet, così da sottoporre direttamente alla potenziale base gli elementi in cui potrebbero identificarsi in futuro. Nel frattempo, Alemanno ha precisato che "Azione Nazionale e La Destra saranno caratterizzati fino al Congresso con i due simboli legati insieme dalla scritta 'Per il polo sovranista'", giusto per sottolineare che il cammino è avviato, la direzione è chiara e indietro non si torna.