Ricevo e volentieri pubblico l'articolo che segue, inviato da Anselmo Roveda: oltre a qualificarsi come #drogatodipolitica, mi ha spiegato di amare "indagare gli intrecci tra immaginario, rappresentazione e realtà", il tutto principalmente dal punto di osservazione della letteratura. Lo ringrazio per l'attenzione dedicata a questo sito - oltre che all'argomento - e auguro buona lettura.
L'8 e il 9 giugno 1980 sulle schede per le elezioni regionali di quell'anno - all'epoca le consultazioni per le assemblee dei diversi livelli amministrativi locali, cioè Regioni e gran parte di Province e Comuni, si tenevano contemporaneamente su tutto il territorio nazionale - le elettrici e gli elettori trovarono un simbolo inedito, almeno nelle sue peculiarità: un pugno chiuso, della mano sinistra, stilizzato e arrotondato, in un nero pieno; polso e palmo erano ben staccati dalle dita serrate, pollice compreso. Era il simbolo della Lega socialista rivoluzionaria, una piccola ma agguerrita formazione comunista, di tradizione trotzkista, nata su scala nazionale nel 1976 dando continuità a esperienze di dissidenza rispetto al percorso dei Gcr, cioè i Gruppi comunisti rivoluzionari.
Questi ultimi erano la principale organizzazione trotzkista italiana, attiva fin dal secondo dopoguerra con dirigente Livio Maitan; i gruppi nel 1979 cambiarono nome in Lega comunista rivoluzionaria per poi confluire, dieci anni dopo, nell'esperienza di Democrazia proletaria (e quindi, con quest'ultima, concorrrere alla nascita di Rifondazione comunista).
Le esperienze di dissidenza alla base della Lega socialista rivoluzionaria, invece, avevano preso avvio dal napoletano Gruppo rivoluzione permanente, sorto qualche anno prima, e dall'incontro di quest’ultimo con altri militanti e gruppuscoli.
Il pugno di Lsr fu presentato solo in quattro Regioni, tra le più popolose d'Italia (Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania), e riuscì a raccogliere su scala nazionale circa 6000 voti; così ripartiti: 1143 in Piemonte (0,04%), 1086 in Lombardia (0,02%), 2140 in Lazio (0,07%) e 1651 in Campania (0,05%), senza peraltro ottenere nessun eletto, perché lo 0,02% a livello nazionale anche nelle varie regioni rimase lontanissimo da percentuali utili per l'ottenimento di un seggio (come si può notare scorrendo i dati offerti dall'Archivio Eligendo, messo a disposizione dal Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali - Direzione centrale per i servizi elettorali). Ad eccezione di sporadiche apparizioni a consultazioni comunali - per esempio a Torino - degli stessi anni, quella alle regionali del 1980 fu l'unica apparizione di qualche rilievo del pugno stilizzato sulle schede elettorali, sebbene l'organizzazione sia vissuta fino al 1990 per poi trasformarsi in Sr - Socialismo Rivoluzionario e allontanarsi presto dal trotzkismo.
Il pugno chiuso di Lsr, come detto, presentava peculiarità tali da differenziarlo da altri "pugni" comparsi sulle schede elettorali o nei simboli dei partiti. Il pugno chiuso, infatti, da sempre connotava la storia e la simbologia del movimento operaio e socialista internazionale, nonostante godesse - se non come saluto - meno fortuna di altri simboli d'area (falce e martello, con o senza libro; rose o altri fiori; tre frecce; globo terrestre; sole nascente; stretta di mano) finiti in grafica. Per l’esperienza italiana basti pensare allo storico utilizzo della "rosa nel pugno", segno perfettamente mutuato dal partito socialista francese, da parte del Partito radicale e da cartelli elettorali d'area.
Il pugno di Lsr fu presentato solo in quattro Regioni, tra le più popolose d'Italia (Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania), e riuscì a raccogliere su scala nazionale circa 6000 voti; così ripartiti: 1143 in Piemonte (0,04%), 1086 in Lombardia (0,02%), 2140 in Lazio (0,07%) e 1651 in Campania (0,05%), senza peraltro ottenere nessun eletto, perché lo 0,02% a livello nazionale anche nelle varie regioni rimase lontanissimo da percentuali utili per l'ottenimento di un seggio (come si può notare scorrendo i dati offerti dall'Archivio Eligendo, messo a disposizione dal Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali - Direzione centrale per i servizi elettorali). Ad eccezione di sporadiche apparizioni a consultazioni comunali - per esempio a Torino - degli stessi anni, quella alle regionali del 1980 fu l'unica apparizione di qualche rilievo del pugno stilizzato sulle schede elettorali, sebbene l'organizzazione sia vissuta fino al 1990 per poi trasformarsi in Sr - Socialismo Rivoluzionario e allontanarsi presto dal trotzkismo.
Il pugno chiuso di Lsr, come detto, presentava peculiarità tali da differenziarlo da altri "pugni" comparsi sulle schede elettorali o nei simboli dei partiti. Il pugno chiuso, infatti, da sempre connotava la storia e la simbologia del movimento operaio e socialista internazionale, nonostante godesse - se non come saluto - meno fortuna di altri simboli d'area (falce e martello, con o senza libro; rose o altri fiori; tre frecce; globo terrestre; sole nascente; stretta di mano) finiti in grafica. Per l’esperienza italiana basti pensare allo storico utilizzo della "rosa nel pugno", segno perfettamente mutuato dal partito socialista francese, da parte del Partito radicale e da cartelli elettorali d'area.
Oppure, spostandosi decisamente più a sinistra, si può pensare al simbolo di Lotta continua: il suo nucleo grafico era costituito da un pugno alzato composto dalle stesse lettere del nome dell’organizzazione. La mente può andare anche al pugno chiuso alzato, realistico e di mano destra, che contraddistinse per tutta la sua esperienza politico-elettorale - insieme a un globo terrestre reticolare e a falce e martello, anche se all'inizio al posto di quest'ultimo era stata utilizzata una tenaglia - il simbolo di Democrazia proletaria.
Si può anche evocare, volendo, il pugno destro serrato che aveva contraddistinto l'esperienza del cartello elettorale Nuova sinistra unita, organizzato proprio da Dp e altre forze politiche per presentare liste alle elezioni parlamentari del 1979 o, ancora, il simbolo della citata Lcr, peraltro presente anche sulle stesse schede elettorali regionali del 1980: qui i pugni inseriti nel cerchio erano addirittura due e brandivano, rispettivamente, uno la falce e l'altro il martello, insolitamente raffigurati in prospettiva.
Le peculiarità del pugno della Lega socialista rivoluzionaria, con la sua stilizzazione, vanno ricercate nelle relazioni che l’organizzazione italiana intratteneva sul piano internazionale. La Lsr, infatti, era allora strettamente in dialogo con la corrente trotzkista del dirigente argentino Nahuel Moreno (1924-1987): sia i partiti sudamericani (per esempio i due distinti Partido Socialista de los Trabajadores, uno in Colombia e l’altro in Argentina) sia l'organizzazione internazionale (Lit-Ci, Liga internacional de los trabajadores - Cuarta internacional) che facevano a lui riferimento adottavano un analogo pugno sinistro stilizzato. Tempo qualche anno e sarebbe sbarcato in Italia, per emergere in modo netto da schede e manifesti.
Le peculiarità del pugno della Lega socialista rivoluzionaria, con la sua stilizzazione, vanno ricercate nelle relazioni che l’organizzazione italiana intratteneva sul piano internazionale. La Lsr, infatti, era allora strettamente in dialogo con la corrente trotzkista del dirigente argentino Nahuel Moreno (1924-1987): sia i partiti sudamericani (per esempio i due distinti Partido Socialista de los Trabajadores, uno in Colombia e l’altro in Argentina) sia l'organizzazione internazionale (Lit-Ci, Liga internacional de los trabajadores - Cuarta internacional) che facevano a lui riferimento adottavano un analogo pugno sinistro stilizzato. Tempo qualche anno e sarebbe sbarcato in Italia, per emergere in modo netto da schede e manifesti.






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