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martedì 2 aprile 2019

Diem25 non corre con la Sinistra europea: le rondini volano via dal simbolo

I colpi di scena non mancano mai sotto elezioni: questa è una costante, particolarmente valida per le elezioni europee, che ormai ci hanno abituato a cambiamenti negli ultimi giorni disponibili, dovuti soprattutto ai tentativi di raggiungere la soglia del 4%. A volte, però, le novità elettorali e simboliche hanno altre origini, anche semplicemente la scelta di dire "sì" o "no" a un determinato progetto. 
Oggi per esempio Diem25, Movimento per la democrazia in Europa 2025, realtà paneuropea fondata dall'ex ministro greco Yanis Varoufakis, ha diffuso i risultati di un sondaggio effettuato tra il 27 marzo e il 1° aprile tra i propri militanti (si parla di 2mila risposte), messi di fronte alla scelta tra la partecipazione alle elezioni europee in Italia nella lista che il Partito della Sinistra europea sta costituendo (e correrà senza bisogno di raccogliere le firme) e la decisione di non partecipare a quella formazione, continuando a costruire il Movimento. "Se sceglierete di competere nelle elezioni per il Parlamento Europeo - si leggeva nel post con cui si è indetto il voto - il coordinamento dell’Ala Elettorale e il nostro NC sono pronti a portare alle urne il nostro Green New Deal e discuterlo in tutte le strade e le piazze che attraverseremo in queste prossime settimane. Se così sarà, avvieremo subito dopo la chiusura del voto, la consultazione per decidere i volti e le storie che rappresenteranno DiEM25 e Primavera Europea in questa competizione. Se la maggioranza deciderà per l’opzione 2 (cioè per la non partecipazione alla lista della European Left, ndb), saremo chiamati ad assicurare il nostro impegno non solo nel continuare a costruire il Movimento, ma anche a partecipare al meglio alle elezioni regionali e locali".
Ebbene, la scelta di non concorrere alla lista del Partito della sinistra europea è risultata, sia pure di poco, prevalente, con il 51,52% dei consensi. Ciò, naturalmente, ha conseguenze immediate: la prima e più evidente è che nella competizione europea - almeno per quanto riguarda l'Italia - non ci sarà più traccia della Primavera europea, cioè del progetto elettorale transnazionale pensato in un primo tempo appunto dal gruppo fondato da Varoufakis.
Se così è, evidentemente le rondini legate a European Spring non potranno comparire più nel simbolo che le formazioni legate alla European Left si stanno dando a partire da una consultazione dei loro simpatizzanti. Esse, come si è visto, erano presenti in quasi tutte le sei varianti messe in votazione e comparivano anche sull'opzione che attualmente sta prevalendo con nettezza, vale a dire quella il cui nome è "la Sinistra", usato in chiave identitaria. "Si trattava chiaramente di bozze - spiegano da Diem25 -. E' chiaro che senza la partecipazione di Diem, le rondini dovranno sparire." Un'eventualità, del resto, che anche lo staff delle forze del Partito della Sinistra europea sembrava avere messo in conto: "il simbolo - avevano scritto - potrà essere modificato, aggiungendo o togliendo elementi grafici, qualora altre soggettività politiche decidano di convergere, o meno, nel percorso". 
La scelta di Diem25 di non partecipare alla lista, dunque, rientra tra le ipotesi previste: volare via, in fondo, per le rondini non dovrebbe essere difficile (ma naturalmente coloro che aderiscono a Diem potrebbero tranquillamente votare ugualmente per la lista). Anche se, a quel punto, le somiglianze grafiche con l'esperienza elettorale di Sinistra e libertà delle europee di dieci anni fa aumenterebbero: la parola "sinistra" bianca su semicerchio rosso, la parte inferiore bianca e l'ondina rossa-verde del Gue/Ngl sarebbero una costante, mentre l'esenzione questa volta sarebbe assicurata non dai verdi, ma direttamente dal partito European Left. Quell'esperienza elettorale non andò esattamente bene, finita sotto l'appena introdotta ghigliottina del 4%; chi crede alle coincidenze (anche solo grafiche) potrebbe non essere molto soddisfatto. 

lunedì 1 aprile 2019

Sinistra europea, al voto (al volo) per scegliere il simbolo per le europee

Tra oggi e domani, le forze politiche che si preparano a presentare alle elezioni europee liste sotto le insegne del Partito della Sinistra europea permettono a elettori e simpatizzanti di scegliere il simbolo con cui vorrebbero partecipare al voto del 26 maggio. Il sito sinistraeuropea.eu, in particolare, ospiterà un sondaggio che consentirà entro il 2 aprile di scegliere l'opzione grafica preferita e orientare poi la scelta definitiva del contrassegno da presentare al Ministero dell'interno tra il 7 e l'8 aprile.
Che in Italia nell'area sinistra (la si voglia chiamare "radicale" o no, sempre sinistra è) qualcosa si stesse muovendo per tentare di correre alle europee 2019 con uno schieramento elettorale unitario era cosa nota da tempo. Il cammino per questo risultato, a dire il vero, non è iniziato con largo anticipo ed era abbastanza chiaro che - come si è detto già qualche giorno fa - non ci sarebbe stato verosimilmente il tempo o il modo di raccogliere le 150mila firme necessarie per presentare le liste, com'era accaduto nel 2014 per L'Altra Europa con Tsipras. 
Su questo presupposto, c'erano due sole opzioni percorribili: avvalersi dell'esenzione riconosciuta dalla legge italiana a L'Altra Europa, proprio per i tre eletti ottenuti nel 2014 (ma questo avrebbe comportato il riutilizzo di un contrassegno che, a cinque anni di distanza, ha perso gran parte del suo valore, sia perché Tsipras non è più il candidato alla guida della Commissione europea, sia perché il "caso Spinelli" seguito alle elezioni aveva creato non pochi malumori tra le forze politiche e i sostenitori), oppure sfruttare la breccia aperta dai Verdi, facendo leva sul collegamento della lista (e di almeno una delle forze politiche a essa legate) con il Partito della sinistra europea, in modo da ottenere lo stesso risultato a prescindere dagli eletti italiani.
Questa seconda opzione pareva la più naturale e difatti si è seguita questa, come ha spiegato il 25 marzo in una conferenza stampa alla Camera l'eurodeputata Eleonora Forenza (L'Altra Europa - Prc): il progetto riguarda certamente il Partito della rifondazione comunistaL’Altra Europa con Tsipras, ma anche Sinistra italianaConvergenza socialista, il Partito del Sudtransform! Italia (nodo italiano della fondazione transform! Europe, legata al Partito della sinistra europea), mentre è noto che non aderirà alle liste il Partito comunista italiano guidato da Mauro Alboresi, impegnato nella raccolta firme per cercare di far arrivare il simbolo "rinfrescato" della bandiera con falce, martello e stella sulle schede. 
L'avvicinarsi delle scadenze elettorali richiede vari adempimenti, volti a costruire in concreto la proposta di un "terzo spazio", alternativo al neoliberismo e al nazionalismo ("con una forte connotazione femminista, ecologista, antirazzista", come si legge nel comunicato emesso): ciò passa indubbiamente dalla formazione delle liste, per cui si è aperta la ricerca di candidate e candidati (ogni aspirante deve mandare una scheda biografica e 50 firme a sostegno all'indirizzo mail micandido2019europee@gmail.com). Ancora più urgente, tuttavia, è la scelta del simbolo con cui presentarsi al voto, visto che il deposito al Viminale dovrà essere fatto entro una settimana.
A chi voterà sarà chiesto di scegliere tra sei opzioni, che riguardano soprattutto il nome del progetto elettorale: tutte, infatti, hanno in comune la presenza di tre rondini (tinte di viola, rosso e verde) e, soprattutto, dei simboli del Partito della sinistra europea (la stella-freccia con le stelle d'Europa) e del gruppo parlamentare europeo Gue/Ngl (l'ondina rossa e verde). Il primo, soprattutto, è essenziale per godere della citata esenzione: non a caso, in un post del segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo del 27 marzo si poteva vedere solo la parte inferiore del contrassegno, l'unica a non cambiare in nessuna delle opzioni.
Le rondini sono quelle di Primavera europea (la lista transnazionale lanciata da Diem 25 di Varoufakis), mentre è  meno chiaro cosa abbia ispirato le varie forze politiche che concorrono al progetto nella scelta dei nomi in ballo. Che sono essenzialmente quattro: "La Sinistra" (unica opzione almeno in parte identitaria, offerta sia in versione Light a fondo bianco, sia con scritta bianca su fondo rosso), "bella ciao" (la cui scritta è, in un caso, molto più imponente rispetto alle prime bozze circolate il giorno precedente, mentre la seconda versione è manuale e lieve, oltre che più attenta ai colori), "Sinistra rosso-verde" (nome che richiama un po' la presenza della Sinistra verde nordica, ma forse occhieggia anche alla sensibilità ambientalista che potrebbe preludere a qualche rapporto con i Verdi europei; da segnalare in cerchio tracciato a mano come frutto delle tre circonferenze che hanno i colori delle rondini), nonché "Umana". Questa opzione, in particolare, si distacca da tutte le altre, sia per l'inserimento di un viso di donna disegnato a mano, sia per la presenza della dicitura "primavera europea", sia per la mancanza del nome del Partito della sinistra Europea (cosa che potrebbe portare qualche problema circa l'esenzione dalla raccolta firme, visto che il Ministero dell'Interno è stato chiaro nel pretendere l'indicazione anche del nome del partito europeo anche se la legge nulla dice in proposito).
Non è dato sapere se i promotori della lista accetteranno pacificamente il risultato del voto online o se lo aggiusteranno sul piano grafico (qualcuno non ha ancora dimenticato che, nel 2014, per la lista Tsipras, vennero messe al voto quattro proposte, poi però l'emblema fu ritoccato di nuovo prima di finire al Viminale). Certo è che non sarà facilissimo riconoscersi per molti in quel simbolo, così come più di qualcuno non vorrà usare "bella ciao" a fini elettorali. Per i risultati, comunque, è solo questione di ore e poi si dovrà fare in fretta: per preparare tutte le carte per il deposito ci sarà meno di una settimana...

Aggiornamento: la scelta del simbolo avverrà fino alle 24 del 2 aprile alla pagina http://www.sinistraeuropea.eu/index.php/poll/scegli/. Lo staff precisa che "il simbolo potrà essere modificato – aggiungendo o togliendo elementi grafici – qualora altre soggettività politiche decidano di convergere, o meno, nel percorso". Ciò a dimostrazione che la partita è in uno stato decisamente magmatico e qualcosa potrebbe ancora cambiare.

domenica 16 febbraio 2014

La sinistra che sta con Tsipras, ma cambia nome

C'è tempo fino alle 18 di domani per decidere quale simbolo potrà avere una delle liste potenzialmente più innovative delle prossime elezioni europee. Si tratta del progetto politico nato dall'appello che sei personaggi di spicco del mondo della cultura italiana (Barbara Spinelli, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli e Guido Viale) hanno rivolto agli elettori attraverso il sito di Micromega, facendo propri i principi e i programmi di Alexis Tsipras, il leader del partito greco Syriza che la Gue (la Sinistra europea) ha candidato alla guida della Commissione europea. 
Alla base di quel programma c'è l'idea che l'Europa così com'è non vada bene: dovrebbe cambiare profondamente, tornando nelle mani dei cittadini e dandosi la possibilità di un nuovo inizio, una "risurrezione" a tutti gli effetti. 
La proposta si colloca chiaramente a sinistra nello schieramento politico-elettorale, ma quella parola volutamente non c'è negli emblemi che i sottoscrittori dell'appello stanno votando da ieri mattina: la lista, infatti, non sarebbe parte del Partito della sinistra europea, volendo mantenere la sua coloritura essenzialmente civile e molto europeista, a partire dal suo nome. 
Sono quattro le proposte tra cui gli aderenti all'appello sono chiamati a scegliere, tutte visibili nel sito www.listatsipras.eu: il fondo è sempre rosso, con doppio bordo, l'apparenza e la struttura è uguale ma il contenuto cambia leggermente. I nomi che vengono messi in lizza sono "Cambiamo l'Europa - con Tsipras", "L'altra Europa - con Tsipras", "Con Tsipras - riprendiamoci l'Europa" e "Risorgimento Europeo - con Tsipras". I testi sono tutti scritti in bianco: la prima parte sempre con una font che richiama il gesso sulla lavagna, la seconda - sotto a un archetto giallo che sembra un segno di penna - con un carattere bastone corsivo.
I garanti della lista (i firmatari dell'appello e lo stesso Tsipras) hanno dato alcuni criteri irrinunciabili per poi selezionare le candidature - consentendo ad esempio candidati politici, ma escludendo categoricamente chi ha ricoperto "incarichi elettivi e responsabilità di governo nell'ultimo decennio": intanto, però, resta da capire sotto quale insegna "senza insegne" parteciperanno alle elezioni. Tra lunedì e martedì, a votazione a distanza chiusa, dovrebbe arrivare la risposta.