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lunedì 28 novembre 2022

Da Lombardia Migliore a Letizia Moratti presidente, svelato il simbolo

La candidatura alla presidenza della Regione Lombardidi Letizia Maria Brichetto Arnaboldi, vedova Moratti, nota come Letizia Moratti, era diventata concreta ormai da una ventina di giorni (ha sciolto la riserva il 6 novembre), dopo i primi passi sempre più espliciti tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Ieri, poi, c'è stata la presentazione ufficiale del progetto elettorale della candidata, in un evento al Palazzo delle Stelline a Milano; sempre dieri, poi, all'aspirante presidente lombarda è legato un contrassegno elettorale. Che non è però quello di Lombardia Migliore, già noto dalcune settimane (e nel nome del quale, in ogni caso, era stato convocato l'evento di lancio di ieri): il nuovo fregio contiene il messaggio esplicito Letizia Moratti presidente, che è dunque anche il nome della lista. 
L'elemento che più risalta è costituito proprio dal cognome maritale della candidata (con cui si fa identificare danni), collocato al centro del contrassegno e in un corpo molto maggiore rispetto alle altre parole del nome della lista. Questo è proposto tutto con lo stesso carattere bastoni un po' stondato (somiglia molto al font Apotek) e con un colore affine al turchese scuro, che tinge anche la circonferenza che delimita il fregio elettorale. Il resto del cerchio è occupato da due doppi segmenti curvilinei, in alto campiti a toni di verde e in basso a toni di azzurro-blu. "Ci sono i colori della nostra terra - ha detto Letizia Moratti al momento della presentazione del simbolo - il verde delle nostre valli e delle nostre colline, l'azzurro dei nostri laghi, il bianco delle nostre montagne innevate. C'è tutta la Lombardia!". "Un simbolo bellissimo, la nostra strada per la Lombardia" haggiunto Manfredi Palmeri, consigliere regionale che già da luglio aveva rinominato il suo gruppo (di cui è l'unico membro) Polo civico - Lombardia Migliore e che con ogni probabilità sarà il capolista nella circoscrizione di Milano.
La presentazione di ieri ufficializza dunque la presenza di almeno tre candidature di puntalle regionali lombarde: Moratti si aggiunge dunque al presidente uscente Fontana (riproposto dal centrodestra) e, con tutta probabilità, a Pierfrancesco Majorino, che dovrebbe unire il centrosinistra e forse il MoVimento 5 Stelle (ma il sostegno di questo potrebbe dirottare verso Moratti il gruppo di Renew Europe - Azione e Italia Viva - e forse anche +Europa); è probabile poi che altri schieramenti presentino ulteriori candidature alla guida della regione.
La legge elettorale della Lombardia (l.r. n. 17/2012) non prevede il "listino", né abbina al nome del candidato alla presidenza della Regione un simbolo, dunque il fregio presentato ieri distinguerà soltanto le liste che si confronteranno con le altre in ciascuna circoscrizione provinciale. Se poi, com'è assai probabile, Manfredi Palmeri chiederà e otterrà il cambio di nome del proprio gruppo da Polo civico - Lombardia Migliore a Letizia Moratti presidente, le varie liste non dovranno nemmeno raccogliere le firme per essere presenti sulle schede (si è già ricordato nel precedente articolo che ciò è previsto sempre dalla legge elettorale lombarda) e le candidature potranno essere scelte con più calma

giovedì 3 novembre 2022

Lombardia Migliore, verso le regionali con Letizia Moratti (e Palmeri)

Gli indizi merit
ano sempre attenzione e, a volte, diventano tante tessere di un puzzle che permettono di individuare con una certa precisione il risultato cui si tende. Così, le dimissioni di ieri di Letizia Moratti dalla vicepresidenza della giunta regionale della Lombardia erano state precedute, oltre che dalle varie notizie che confermavano la sua volontà di candidarsi alla guida della Regione a dispetto dell'idea del centrodestra di riproporre il presidente uscente, Attilio Fontana, dall'anticipazione del Giornale, ripresa ieri anche da Dagospia. Lì si può leggere, infatti, un articolo di Alberto Giannoni sull'associazione Lombardia Migliore, ritenuta l'embrione della lista o, almeno, del progetto elettorale con cui l'ex presidente Rai ed ex ministra (oltre che ormai ex vice di Fontana) potrebbe presentarsi alle elettrici e agli elettori lombardi. 
"Il logo dell'associazione Lombardia Migliore - si trova nell'articolo - ha tutta l'aria di un simbolo elettorale, bianco e blu, con una freccia tricolore che punta verso l'alto e l'acronimo 'LM', che guarda caso corrisponde alle iniziali di Letizia Moratti". Posto che le iniziali riguardano ovviamente il nome con cui la donna è conosciuta e non le sue vere generalità (il nome completo è Letizia Maria Brichetto Arnaboldi, vedova MorattiUna scelta non nuova, in effetti, che ricorda soprattutto quella di Emmanuel Macron (quando fondò il partito-lista La Republique En Marche!, con le ultime due parole in particolare evidenza e con le iniziali maiuscole, come a ricollegarsi a quelle del suo nome e cognome), ma in Italia richiamanche quello che fece Lamberto Dini nel 2007, fondando i Liberal Democratici per il rinnovamento, mettendo al centro del simbolo le iniziali proprie e della parte principale del nome. La freccia tricolore "a onde" ha un tocco un po' serio-manageriale (ricorda quella di un grafico) e un po' naif, mentre più in generale i colori sono quelli italiani tout court (tricolore e blu), tipici di una forza politica catch-all che punti a tutto l'elettorato, con preferenza per quello moderato (e di centrodestra) che in quelle tinte si ritrova con più facilità, sentendosi rassicurato. Quanto alla parola "associazione", collocata nella parte inferiore del fregio, è scritta in corpo talmente piccolo da risultare quasi inapprezzabile.
Il pezzo di Gi
annoni nota correttamente che il nome dell'associazione - cui farebbero riferimento l'imprenditore ed ex deputato Idv bergamasco Ivan Rota, l'ex assessore regionale Luca Ferrazzi, l'ex vicesindaco di Lodi Lorenzo Maggi, l'ex consigliere regionale Marco Tizzoni e vari sindaci - "richiama un gruppo già presente nel Consiglio regionale (quello di Manfredi Palmeri)". Oltre che la seconda parte del nome, in effetti, era tutto il simbolo del gruppo Polo civico - Lombardia Migliore a essere pressoché identico a quello che da pochi giorni è stato reso noto. L'associazione Lombardia Migliore, in base a quanto riportato dal sito dell'associazione stessa, risulta essere stata costituita il 3 ottobre (e la pagina Facebook è sorta il giorno 10), al fine di "coinvolgere professionalità, competenze e disponibilità per un lungimirante progetto a beneficio dei cittadini lombardi", ponendo "particolare attenzione al mondo del civismo" e, "al fine di raccogliere le istanze dei tanti amministratori che non si riconoscono nei partiti tradizionali", si propone di individuare "strumenti e luoghi utili al confronto, con l’obiettivo di elaborare proposte di buona amministrazione e formare una nuova classe dirigente, preparata e disposta a mettersi in gioco per il bene della collettività".
Il nome completo del "monogruppo" di cui l'ex candidato sindaco di Milano (e allora avversario di Letizia Moratti) Palmeri è il solo membro, per
altro, era già stato adottato il 12 luglio 2022 ("Fontana o Moratti? - aveva dichiarato allora PalmeriE' ancora presto per dichiarare l'appoggio per il candidato presidente della Lombardia. Non c'è stato ancora un dialogo con Moratti e non c’è nessuna preclusione al fatto che questo dialogo ci sia. In ogni caso ho valutato positivamente la sua disponibilità a candidarsi. Al momento non sappiamo se alla data delle elezioni ci sarà questo centrodestra o quali coalizione ci sarà. Noi guardiamo a chi porta avanti i valori liberali e la tradizione riformista della Lombardia. Le coalizioni vengono dopo"). Quello stesso gruppo fino all'11 luglio 2022 si chiamava Polo di Lombardia, nome assunto il 7 gennaio 2021, data in cui sparì il riferimento di Energie PER l'Italia (visto che Manfredi Palmeri era stato l'unico eletto della lista Energie PER la Lombardia). Se dunque Letizia Moratti deciderà davvero di candidarsi alla guida della Regione Lombardia, potrà contare certamente su una lista: forse non avrà il nome "Lombardia Migliore", ma di certo ci sarà. Quasi certamente, però, se il nome cambierà farà altrettanto il monogruppo consiliare di Manfredi Palmeri: l'art. 1, comma 16 della legge elettorale lombarda, infatti, prevede che siano esentate dalla raccolta firme "le liste espressione di forze politiche corrispondenti ai gruppi, escluso il gruppo misto, presenti nel Consiglio regionale della Lombardia, regolarmente costituiti all'atto di emanazione del decreto di indizione delle elezioni". Il collegamento con il gruppo consiliare, dunque, sarà fondamentale.

giovedì 11 febbraio 2021

Polo di Lombardia, nome e simbolo rinnovati per il gruppo di Palmeri

Oltre che ai movimenti in Parlamento, questo sito continua a dare attenzione ai mutamenti rilevanti che interessano i consigli regionali, in particolare quando hanno ricadute sul piano simbolico. Dopo un passaggio in Piemonte, con la nascita del gruppo Movimento 4 Ottobre grazie a due consiglieri eletti con il MoVimento 5 Stelle, questa volta l'attenzione va all'assemblea legislativa della Lombardia: dal 7 gennaio, infatti, tra i gruppi consiliari risulta esserci anche Polo di Lombardia, di cui è presidente e unico componente
Manfredi Palmeri
Lui nel 2018 era stato l'unico eletto in consiglio sotto le insegne della lista Energie PER la Lombardia - Parisi per Fontana e, all'indomani del voto, aveva formato il "monogruppo" di Energie per l'Italia (utilizzando dunque il nome nazionale del progetto politico di Stefano Parisi: il regolamento consiliare consente la formazione di gruppi composti da meno di tre persone, purché ciò avvenga all'inizio della consiliatura e in rappresentanza della lista con cui si è stati eletti, dunque Palmeri era titolato a farlo come unico esponente di EpL). La decisione di mutare il nome al gruppo e, dunque, di perdere il legame nominale con la lista che aveva consentito la costituzione (ma ciò è possibile perché formalmente il gruppo è nato in rappresentanza di questa, non essendo comunque escluso il cambio di denominazione) era già stata comunicata il 4 gennaio e l'ufficio di presidenza del Consiglio ne aveva preso atto nella sua riunione dell'11 gennaio con decorrenza - appunto - dal 7 gennaio, anche se la prima seduta utile perché la Presidenza del consiglio comunicasse la notizia si è svolta il 19 gennaio scorso.
Manfredi Palmeri ha fatto sapere che il suo "non è un nuovo partito, ma un'iniziativa politica con un soggetto aperto, a disposizione dei tanti che pur non appartenendo ai partiti nazionali sentono l'esigenza di una rappresentanza, potendo trovare anche uno spazio di impegno. Pensiamo ad esempio alle diverse liste civiche, ma pure alle associazioni, che operano nel nostro territorio con impegno, storie, eletti, risultati e che possono ora contare sul Polo di Lombardia. Fermo restando che ci definiamo per la nostra identità e non con le alleanze, rafforziamo così il Centrodestra che governa in Lombardia, evidenziando che la nostra presenza è fondamentale per qualificarlo e anche per allargare il suo perimetro ripensando l’area liberale e popolare, che va assolutamente innovata e rilanciata. Ci confronteremo con tutti, in primis con i lombardi, e da subito con le altre realtà che hanno questa prospettiva, non solo in Consiglio Regionale".
Certo è che il nome della nuova iniziativa politica - nella quale, come sottolinea lo stesso consigliere, confluisce l'esperienza lombarda di Energie PER l'Italia - rappresenta in qualche modo un ritorno al passato per Manfredi Palmeri. Nel 2011, infatti, lui si era candidato come sindaco di Milano sostenuto da due liste: quella dell'Udc, ma soprattutto quella del Nuovo Polo per Milano, nella quale erano uniti dal sostegno al presidente del consiglio uscente Futuro e libertà (e proprio Fli era il soggetto politico di riferimento per Palmeri), Alleanza per l'Italia, Pli e pure Verso Nord e il Movimento per l'autonomia. La compagine che appoggiava Palmeri era in qualche misura il tentativo di rendere concreto a livello locale il "Nuovo Polo per l'Italia" (non si voleva dire "Terzo Polo" per non prefigurare alcun esito) che in Parlamento voleva rappresentare l'alternativa moderata al centrodestra di osservanza berlusconiana. Di certo in Italia
, specie dal 1994 in poi, il concetto di "Polo" è sempre sostanzialmente legato al centrodestra: in quella chiave lo ha impiegato Palmeri allora (non andò benissimo, ma gli permise se non altro di essere rieletto in consiglio) e altrettanto sta facendo ora.
Dal momento poi che a ogni gruppo in consiglio regionale deve corrispondere un simbolo, del nuovo nome è stata prodotta anche una rappresentazione grafica. Così l'ha descritto TicinoNotizie, probabilmente usando parole dello stesso Palmeri: "Il simbolo è un quadrato bianco all’interno di un cerchio con le porzioni blu in alto e in basso, verde a sinistra e rosso a destra, a comporre così il tricolore italiano. Dentro il quadrato, in stampatello, la scritta 'POLO' e subito sotto, come fosse aggiunto a mano direttamente dai Lombardi, 'DI LOMBARDIA'". Non un capolavoro di bellezza e di grafica, va detto (anche per l'accoppiata delle due font), ma certamente si tratta di un segno leggibile e che non lascia adito a dubbi. Forse è ancora presto per capire se questo simbolo o qualcosa di simile finirà sulle schede elettorali, magari quelle per le ammnistrative di Milano che sono alle porte... 

mercoledì 6 gennaio 2016

A Milano si copia?

Anche all'ombra della Madonnina si vota a giugno, non ci sono ancora i nomi dei candidati principali (da individuare o da scegliere con le primarie), ma l'atmosfera inizia già a scaldarsi, con accuse di plagio da più parti. L'ultimo colpo lo ha sparato Manfredi Palmeri, candidato sindaco nel 2011 per il Nuovo Polo per Milano e consigliere del gruppo Polo dei Milanesi. "Si legge di nomi e di slogan copiati - ha dichiarato Palmeri - ma facciamo rilevare che anche noi abbiamo appreso di un nome copiato pari pari dall'iniziativa politica che mi ha appoggiato nel 2011 nella mia candidatura a Sindaco e che ha continuato a farlo attraverso le sue componenti più attive: Milano Merita."
La notizia della "copia" è stata data il giorno di Santo Stefano, anche se in realtà è tutt'altro che fresca, visto che risale alla fine del 2014. Risale infatti ad allora la presentazione di Milano merita di più, comitato civico che si propone di creare un'alternativa alla sinistra e coordinato da Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia. Mentre già nel 2011 Sara Giudice, già Pdl, giornalista e all'epoca promotrice di una raccolta di firme contro il "metodo Minetti", aveva promosso la nascita di un soggetto politico, appunto denominato Milano merita, con tanto di simbolo (nome del raggruppamento e della promotrice in font Insignia verde e rosso su fondo azzurrino, con stella a sei punte a richiamare i sei punti del suo Manifesto del merito e che erano entrati a far parte del programma dello stesso Manfredi Palmeri). 
"Sorprende che chi si muove per formulare proposte alla Città - ha sottolineato ancora Palmeri - tenti di impossessarsi di quello che la Città stessa ha già espresso, stupisce che chi vuole scrivere offerte politiche, copi (male) i titoli dagli altri che hanno già lavorato. Qualsiasi tentativo di imitazione sarà respinto al mittente, a maggior ragione in vista delle prossime elezioni". Già un anno prima, in compenso, Gallera aveva negato ogni ipotesi di plagio: "Si tratta di un nome comune, come 'Roma' o 'Milano'. Mica si può averne la proprietà. Anche perché c'è un simbolo originale e uno slogan originale: Milano merita di più. E soprattutto ci sono le idee per rilanciare la città". Anche se, sul nome, si deve ammettere che l'espressione "di +" non è particolarmente evidente, essendo scritta in giallo su fondo bianco, mentre "Milano merita" spicca molto di più; non è inutile ricordare, peraltro, che il simbolo della lista della Giudice non finì sulla scheda, ma lei si candidò nel Nuovo Polo per Milano, senza essere eletta.
Quella appena raccontata può sembrare una storia minore, ma si inserisce in un contesto di accuse di plagio aperto dal "caso Sala". Dopo la presentazione del logo adottato da Giuseppe Sala per la campagna delle primarie del centrosinistra, infatti, più di qualcuno - a partire dal Giornale - ha parlato di una "strana sensazione di un dejà vu" per quanto riguardava la grafica scelta. L'idea, infatti, è che nell'emblema scelto "la grafica non [sia] originalissima. Anzi. Si ispira parecchio al simbolo del Nuovo Centrodestra, proprio il partito che la sinistra radicale e Sel vedono come il fumo negli occhi e temono che possa diventare alleato a sorpresa di mister Expo in caso di ballottaggio, nell'ipotesi in cui vinca le primarie e diventi il candidato sindaco del centrosinistra alle Comunali". I colori sono ovviamente diversi, con il rosso al posto del blu per un quadrato che viene trasformato in un "fumetto ad angoli", tipico dei social network, dei servizi di comunicazione online; la somiglianza forse è dettata dalla forma similquadrata e dal fondo chiaro, ma l'impressione è che in realtà la parentela grafica finisca lì.
Tutt'altro discorso, invece, le accuse mosse da Nicolò Mardegan, leader della lista civica NoixMilano, che è nata mesi fa e ha tutta l'intenzione di partecipare alle prossime amministrative: "Purtroppo - si legge nella lettera inviata ad Affari Italiani - Sala ha proposto per la propria campagna un nome e un logo praticamente identici al nostro. Delle due l’una: o il team di collaboratori di Sala non è stato in grado, nella costruzione di una strategia elettorale, di consultare social network e motori di ricerca accorgendosi con facilità che il concetto da loro scelto (Noi e Milano) già esiste, oppure ha deciso di ignorare le abitudini civili di fair play che, seppur non scritte, esistono anche nel complesso mondo della politica". Per questo Mardegan ha invitato Sala a modificare lo slogan (anche se il simbolo, con la x rossa come la croce di San Giorgio, è piuttosto distante da quello creato per le primarie meneghine): "diversamente sceglieremo la via legale per inibire l'uso di un'idea che è nostra, quella di NoixMilano, creata prima ancora del coinvolgimento di Sala nella competizione elettorale". Se il buongiorno si vede dal mattino, conviene mettere da parte elmetti e corazze per i giorni del voto.