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lunedì 27 luglio 2015

Italia, basta Lavori in corso: l'Altra Europa entra in Senato

A non seguire costantemente la politica, che non è fatta solo di partitoni egemonici, si rischia di perdersi particolari tutto meno che di dettaglio. Nel gruppo misto del Senato, infatti, le varie componenti vanno e vengono, meritando sempre attenzione. Sel continua a fare la parte del leone (tutte le cariche del gruppo sono sue), ma intorno ce ne sono diverse: l'ultima arrivata è Fare!, legata a Flavio Tosi (al suo interno, naturalmente, c'è la compagna del sindaco di Verona, Patrizia Bisinella), ma c'è anche Liguria civica (aderisce solo Maurizio Rossi, varrà la pena riparlarne) e Movimento X, che raccoglie una parte dei fuoriusciti dal gruppo del MoVimento 5 Stelle. 
Se però alcuni senatori provenienti dal M5S continuano a non fare parte di alcuna componente specifica, da pochi giorni - dieci, per l'esattezza - non esiste più l'altro raggruppamento che aveva raccolto un certo numero di ex sostenitori di Beppe Grillo, Italia Lavori in Corso, prima abbreviato in ILC e nato attorno alla figura di Francesco Campanella. Al suo posto, Campanella e il collega Fabrizio Bocchino hanno costituito la nuova componente L'Altra Europa con Tsipras. Salvo errore, è la prima volta che un soggetto politico nato per le elezioni europee, a oltre un anno di distanza dal voto, trova una pur minima rappresentanza in Parlamento (non accadde, per dire, con il "Partito della bellezza/ragione" nel 2004, né successe con i rassemblement di sinistra Lista anticapitalista e Sinistra e libertà, mai presenti con eletti alle Camere, anche "transfughi", nella XVI legislatura (solo in quella successiva Sel è riuscita a entrare nelle aule parlamentari); certamente, è la prima volta che il nome di un politico straniero fa parte del nome di un partito rappresentato nel Parlamento italiano.
Già da alcuni mesi, in compenso, Campanella e Bocchino erano stati inseriti nel Comitato nazionale della lista Tsipras, che avevano dichiarato di voler sostenere. La trasformazione del nome della componente, dunque, altro non era che la definitiva testimonianza dell'adesione al progetto avviato con le europee del 2014. Per Bocchino "è in atto un processo che Tsipras ha il merito di aver aperto contro le politiche di austerità. La partita non è chiusa e lui non è finito politicamente”, poiché i media darebbero a proposito di Syriza "un'immagine falsa quasi di scissione, mentre c’è un confronto interno e la maggioranza del partito tiene".
Posizione ancora più netta quella di Campanella: "Tsipras si batte per una ridiscussione dei trattati e ora si trova a fare delle scelte difficili; Tsipras ha mostrato la differenza fra il politico che lavora per il proprio Paese e chi lo fa per il proprio particolare interesse", senza nascondere critiche nei confronti di Grillo e dei suoi sostenitori, che avrebbero criticato il leader di Syriza "con l’ingenerosità tipica di chi guarda lo spettacolo dalla poltrona". Con gli ex compagni di MoVimento, Campanella e Bocchino condividono essenzialmente l'opposizione a Renzi e all'Europa "dell’austerità e della recessione” (parole di Eleonora Forenza, capodelegazione della lista Tsipras a Strasburgo). Probabilmente il simbolo rosso a scritte bianche di Tsipras non correrà così com'è alle prossime elezioni, ma intanto è riuscito a conquistarsi due seggi anche in Italia.

giovedì 6 marzo 2014

L'impatto (grafico) della sinistra con Tsipras

Già da ora, se riuscirà nell'intento - molto gravoso - di raccogliere le firme richieste dalla legge, il simbolo della lista L'altra Europa con Tsipras presentato ieri si candida a diventare uno degli emblemi di maggior impatto alle prossime elezioni europee. Non c'è nessun elemento figurativo particolare, anzi, forse l'effetto positivo del contrassegno passa anche attraverso questa soluzione.
E' stato rispettato, almeno per la parte testuale, l'esito del referendum che ha visto prevalere la formula che ora è in uso, mentre la grafica è stata ulteriormente semplificata: via la circonferenza bianca di contorno interno, via il carattere "stile gesso" e via anche l'archetto giallo che occhieggiava a metà dell'emblema. Resta solo il nome della lista che risalta particolarmente sul fondo rosso, un po' perché il colore bianco spicca molto in una logica di contrasto, un po' perché la font scelta, molto pulita, si fa leggere bene.
Il simbolo, dunque, nel complesso dimostra una grande resa grafica, pur nella sua semplicità (o, forse, proprio per questo) e senza avere tentato alcuna strada simbolica, tradizionale o azzardata. Un marchio moderno ed efficace, almeno sulla carta. Paradossalmente l'unico elemento che vorrebbe rendere elegante e più dinamico l'emblema, ossia le ombre della parte testuale, rischia di non avere alcun effetto. E' verosimile, infatti, che la stampa delle schede scurisca e impasti i colori, al punto da "fagocitare" le ombre sul fondo rosso. 
Non pare ci sia il rischio di danneggiare il simbolo, al massimo sarebbe come se quelle ombre non ci fossero. Ma se quelle non si vedono, non c'è problema; se non ci sono le firme, invece, il problema c'è eccome, per cui tutte le forze della sinistra sono mobilitate per raggiungere il risultato.