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venerdì 2 maggio 2025

Bolzano, simboli e curiosità sulla scheda


Domenica 4 maggio, in occasione del turno elettorale amministrativo in Trentino - Alto Adige, si rinnoverà anche l'amministrazione comunale di Bolzano: la sua guida cambierà di certo, dopo il doppio mandato svolto da Renzo Caramaschi (sostenuto da una coalizione di centrosinistra e dalla Svp). Rispetto al capoluogo dell'altra provincia autonoma, la competizione si presenta un po' meno affollata: gli aspiranti sindaci sono sempre 6, ma le liste presentate e ammesse sono soltanto 13, decisamente meno rispetto alle 18 viste nel 2020 (a sostegno di 10 candidati alla carica di Bürgermeister, per rispettare la natura rigorosamente bilingue dei documenti e del manifesto ufficiale). 
 
* * * 
 

Stephan Konder

1) Südtiroler Volkspartei

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Stephan Konder, vicesindaco uscente di Bolzano. La sua corsa è autonoma rispetto alla coalizione di centrosinistra: il suo partito, la Südtiroler Volkspartei (che candida come capolista l'assessora uscente Johanna Ramoser), lo scorso novembre ha scelto Konder come aspirante primo cittadino, confermando la corsa autonoma com'era avvenuto nelle elezioni precedenti (anche se la Svp dal 2005 ha poi sempre partecipato al governo cittadino). Il simbolo, come sempre, è rappresentato dalla stella alpina bianca su fondo nero, con la sigla del partito nella parte bassa (connotata dalla V con lo spessore rosso).
 

Claudio Corrarati

2) Fratelli d'Italia

Secondo candidato estratto è Claudio Corrarati, presidente regionale della Cna, più volte evocato come possibile futuro sindaco e presentato in questa tornata dal centrodestra. Corrarati potrà contare sull'appoggio di quattro liste: la prima - in ordine di sorteggio - è quella di Fratelli d'Italia. Il contrassegno impiegato somiglia molto a quello presentato per la contemporanea competizione elettorale di Trento, ma in questo caso il simbolo ufficiale di Fdi è un po' più piccolo e sotto al nome della presidente del Consiglio Giorgia Meloni figura anche il cognome dell'aspirante sindaco.
 

3) Lega

Come seconda lista della coalizione di centrodestra è stata sorteggiata quella della Lega, vale a dire la seconda formazione più votata nel 2020 (il 13,2% si avvicinò molto al 14,8% della Svp). In quell'occasione il partito presentò lo stesso emblema schierato alle elezioni politiche del 2018 e a quelle europee del 2019; in questo turno elettorale sotto alla statua di Alberto da Giussano non c'è il riferimento a Matteo Salvini, sostituito in compenso da quello al candidato sindaco (con al di sotto la qualifica bilingue "sindaco-bürgermeister). In lista c'è anche Maurizio Puglisi Ghizzi, candidato sindaco nel 2016 e nel 2020 per CasaPound Italia.
 

4) La civica per Bolzano - Corrarati sindaco

Oltre alle liste presentate direttamente dai partiti di centrodestra, la coalizione in appoggio a Corrarati comprende anche una formazione civica, denominata appunto La civica per Bolzano: la vicinanza all'aspirante sindaco emerge anche dal rilievo al suo cognome, riportato in rosso all'interno di un simbolo in prevalenza azzurro sfumato e blu (sotto al cognome è ripetuta la carica auspicata, in italiano e in tedesco). Il contrasegno - decisamente pieno - ha una struttura a fasce leggermete inclinata (che ricorda leggermente la struttura dei simboli di Cateno De Luca, senza ovviamente avere alcuna attinenza); in alto è riportato il nome della lista (con il "per" reso da una croce manoscritta rossa) accanto all'espressione "Oltre - Weiter" (che era il nome della lista civica della coalizione di centrodestra cinque anni fa, che sosteneva il candidato Roberto Zanin, ora capolista), mentre in basso figura l'espresione bilingue "Fare - Machen", anch'essa in carattere decisamente piccolo.
 

5) Forza Italia

La coalizione in appoggio a Corrarati si completa con la lista di Forza Italia, che cinque anni fa si era dovuta accontentare dell'1,5%. Il contrassegno, uguale a quello depositato in vista delle elezioni amministrative a Trento, è identico al simbolo elaborato in vista delle politiche del 2022: la bandierina tricolore di Cesare Priori è stretta tra il riferimento al Partito popolare europeo (in alto, aggiunto proprio nel 2022) e l'espressione "Berlusconi presidente", presente anche cinque anni fa, ma allora sotto era stato inserito anche il cognome del candidato sindaco (la lista di Fi, in effetti, è la sola della coalizione a non riportare riferimenti a Corrarati).
 

Juri Andriollo

6) Partito democratico

Terzo candidato indicato dal sorteggio è Juri Andriollo, assessore uscente alle politiche sociali, al tempo libero e allo sport: è caduta su di lui la scelta del centrosinistra, che si articola su quattro liste (stesso numero, dunque, di quelle del principale sfidante). La prima a essere stata estratta è quella del Partito democratico, che nel 2020 era stato superato, oltre che dalla Svp, anche dalla Lega. Se allora si era impiegato il simbolo ufficiale con l'aggiunta di un segmento rosso con il riferimento bilingue al comune, questa volta si è ripreso il simbolo del 2016 - usato anche alle provinciali del 2023 - che al logo del Pd ha accompagnato il nome del partito, riportato in alto in tedesco e in basso in italiano. Alla lista concorre - senza riferimenti visibili - anche il Psi.
 

7) Verdi - Grüne - Verc

Si conferma, come nel 2020, la presenza nel centrosinistra della lista dei Verdi - Grüne - Vërc. Com'è noto, i Verdi in Alto Adige manifestano da sempre una propria particolarità nominale e grafica: il nome è proposto in italiano, tedesco e ladino, mentre il simbolo è dominato dalla presenza di una delle colombe della pace di Picasso, collocata su fondo verde chiaro. Come cinque anni fa non manca il riferimento ai Verdi europei, con il girasole e il nome (riportato in inglese - lingua ufficiale del partito politico europeo - e non in italiano o in tedesco). Pur non contenendo riferimenti testuali o grafici, nella lista è presente anche la Sinistra-Linke, ripetendo la formula di Avs.
 

8) Lista civica con Juri Andriollo sindaco

Anche all'interno della coalizione a sostegno di Andriollo è presente una componente civica, che in questo caso si articola su due liste. Una è in sostanziale continuità con le elezioni del 2020: la Lista civica con Juri Andriollo sindaco / Bürgerliste mit Juri Andriollo Bürgermeister, infatti, ha una grafica molto simile a quella - dallo stesso nome bilingue - che nei due appuntamenti precedenti (2016 e 2020) ha sostenuto la candidatura di Renzo Caramaschi. Rispetto al passato, le parole "con" e "sindaco" sono state scritte in un carattere simil-manoscritto, la fascetta rossa in cui è inserito il nome è leggermente staccata dagli altri elementi e il segmento bianco inferiore curvilineo - che non contiene più un cuore - dà l'impressione che il nome sia contenuto in un "ponte grafico".
 

9) Bolzano/Bozen Restart

Pure la quarta e ultima formazione presentata a sostegno di Andriollo ha natura civica (pure qui esplicitata e declinata in italiano e in tedesco). Bolzano/Bozen Restart si presenta come formazione di "progressisti nati dal basso", guidati da Renato Sette (fondatore del progetto civico in atto da tre anni) e con molti esperti di urbanistica tra i candidati. Il simbolo contiene, su fondo arancione, una striscia in cui, davanti alle montagne dal profilo frastagliato - e sempre più spesso, mentre il nome della lista si assottiglia progressivamente - che si stagliano su un "cielo" azzurro-verdino, compaiono varie sagome di persone.
 

Matthias Cologna

10) Team K

Quarto aspirante sindaco, in ordine di sorteggio, è Matthias Cologna, consigliere uscente della formazione politica Team K, che in un primo tempo si diceva potesse fare parte del "campo largo" del centrosinistra, ma poi la trattativa è naufragata e il gruppo legato a Paul Köllensperger ha scelto di presentare in autonomia la sua lista: il simbolo è quello già noto ormai da anni, con il fumetto contenente la sagoma della provincia di Bolzano collocato su fondo giallo, sopra al nome del movimento politico (con la "K" inserita in un pallino rosso); la seconda persona candidata in lista, Thomas Brancaglion, era il candidato sindaco nel 2020.
 

Simonetta Lucchi

11) MoVimento 5 Stelle

La quinta candidatura sorteggiata è quella di Simonetta Lucchi, unica donna a proporsi come sindaca in questa competizione elettorale. Lucchi, insegnante e saggista, si presenta sostenuta da due liste, la prima delle quali è quella del MoVimento 5 Stelle (in seconda posizione è candidata Maria Teresa Fortini, aspirante sindaca per il M5S cinque anni fa). Anche qui, come a Trento, il soggetto politico schiera il suo secondo simbolo ufficiale, con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica collocato sotto agli elementi grafici che da sempre distinguono il M5S.
 

12) Pace e diritti - Partito della Rifondazione comunista

La seconda lista che appoggia Lucchi, Pace e diritti, richiama le battaglie appunto per la pace e per i diritti grazie ai colori della bandiera arcobaleno - quella a sei tinte, quindi quella delle battaglie legate al mondo LGBTQI+ - e della scritta che sta al di sotto. Al centro della bandiera è evidente il simbolo del Partito della Rifondazione comunista, che dunque appare come il soggetto politico promotore di questa formazione, comunque aperta a ulteriori istanze civico-politiche.
 

Angelo Gennaccaro

13) La civica - Io sto con Bolzano

Chiude l'elenco delle candidature in questo turno elettorale quella di Angelo Gennaccaro, già propostosi nelle ultime due elezioni comunali come candidato sindaco (e nel 2020 era di nuovo stato sorteggiato come ultimo). La lista, come in passato, porta il nome di Io sto con Bolzano, ma questa volta rinuncia all'immagine del pulsante di accensione/spegnimento: la grafica, infatti, è mutuata da quella della lista La Civica, cui Io sto con Bolzano aveva concorso alle elezioni provinciali del 2023. In alto, dunque, sopra al nome principale è arrivato il "ventaglio" verde, arancione e blu della Civica, mentre il nome della vecchia lista è scivolato - assai rimpicciolito - nel segmento inferiore arancione, sotto al nome del candidato sindaco.

domenica 8 ottobre 2023

Provinciali di Bolzano, simboli e curiosità sulla scheda

Domenica 22 ottobre non si voterà soltanto per le elezioni suppletive nel collegio senatoriale di Monza-Brianza (per le quali le urne resteranno aperte anche lunedì 23 ottobre). In quello stesso giorno, infatti, si terranno anche le elezioni per rinnovare i consigli provinciali di Trento e di Bolzano, per i quali la consiliatura si chiude regolarmente quest'anno. Tutte e due le consultazioni sono rilevanti e destano interesse anche perché, tra l'altro, per entrambe le rispettive norme vigenti prevedono il deposito dei contrassegni come primo atto, seguito dalla presentazione delle liste: negli articoli relativi a queste due elezioni, dunque, si prenderanno in considerazione tanto gli emblemi destinati a finire sulle schede, quanto quelli che - come varianti di fregi utilizzati o come contrassegni di formazioni che non hanno presentato liste - non verranno usati il 22 ottobre.
Si inizia prendendo in considerazione la provincia autonoma di Bolzano. Dal 29 al 30 agosto sono stati depositati presso la segreteria generale dell'amministrazione provinciale 17 contrassegni - tanti quanti ne sono stati presentati nel 2018 - tutti ammessi; di questi, sulle schede se ne troveranno 16, perché - come si vedrà - la Lega ha presentato due varianti dell'emblema, potendone scegliere una sola. Vale la pena ricordare che il consiglio della provincia autonoma di Bolzano viene eletto con sistema proporzionale e non sono previste coalizioni tra le liste, anche perché non viene contestualmente eletto il presidente: questo verrà votato dal consiglio a maggioranza assoluta dai membri.

1) Team K

Il sorteggio ha collocato al primo posto la lista del Team K, vale a dire quella che nel 2018, con il nome intero di Team Köllensperger, aveva ottenuto il 15,2% (e 6 consiglieri), risultando la forza più votata dopo la Svp. Come nel 2018, capolista è Paul Köllensperger (eletto per la prima volta in consiglio nel 2013 con il M5S) e si ripropone come guida di un movimento (anzi, di una squadra) nata nella società civile e che punta a costruire "un Alto Adige più democratico, più competitivo e più sostenibile". Il simbolo, già visto alle comunali di Bolzano nel 2020, è l'evoluzione del contrassegno impiegato cinque anni fa: sopra al nome (con la K inserita nel puntino rosso che c'era fin dall'inizio) spicca ancora il disegno di un fumetto contenente la sagoma nera della provincia, come a volerle dare voce.
 

2) MoVimento 5 Stelle

La sorte si è divertita a collocare subito dopo la lista del Team K quella del MoVimento 5 Stelle, dunque il soggetto alla base del progetto politico di Köllensperger; nel 2018, ottenendo il 2,4%, era comunque riuscito a confermare un seggio in consiglio. Rispetto ad allora, il simbolo del partito a livello nazionale ha meno consenso (a livello locale si vedrà), mentre ha aumentato la propria percentuale di rosso: il contrassegno impiegato, infatti, è quello usato alle ultime elezioni politiche (e contenuto nello statuto), con il riferimento al 2050 - anno dell'auspicata "neutralità climatica" - su segmento rosso al di sotto delle stelle.   
 

3) Enzian

Il terzo simbolo estratto è strettamente legato al territorio. La lista Enzian (cioè genziana, stesso fiore che occupa gran parte del contrassegno, con due esemplari a fiore dischiuso e un terzo, al centro, ancora chiuso, mentre al di sotto si riconosce di nuovo la sagoma del territorio provinciale) è emanazione del monogruppo in consiglio provinciale formato nel 2020 da Josef Unterholzner, fuoriuscito dal Team K con cui era stato eletto. La lista, con lo stesso simbolo, era già comparsa a Merano alle elezioni amministrative del 2021 (avendo come slogan "Politica per le persone", in lingua tedesca). 
 

4) Süd-Tiroler Freiheit

Presenta anche quest'anno una lista - e ottiene il quarto posto sulla scheda elettorale - il partito Süd-Tiroler Freiheit (Libertà Sud-Tirolese) fondata da Eva Klotz. Il simbolo riporta il nome su fondo grigio, rosso e bianco, con a fianco il motto in tedesco "Libera alleanza per il Tirolo", il tutto su un sistema di cerchi concentrici bianchi e rossi. Se nel 2013 l'emblema aveva raccolto il 7,2% , con l'elezione di tre consiglieri, cinque anni fa era arrivato il 6% che aveva permesso di ottenere solo due eletti; la proposta politica, in ogni caso, resta invariata (capolista è l'attuale capogruppo in consiglio, Sven Knoll). 
 

5) Partito democratico

In quinta posizione sulle schede si trova la lista del Partito democratico, guidata dall'unico consigliere eletto nel 2018, Sandro Repetto: cinque anni fa, infatti, la lista aveva ottenuto soltanto il 3,8%, nonostante l'apporto di alcune formazioni civiche. Questa volta il partito si presenta formalmente e visivamente da solo: se nel 2018 il contrassegno aveva ridotto il logo dem di Nicola Storto per contenere anche il riferimento all'Europa (con le stelle e una fascetta con la sigla del Pse) e alle Civiche che avevano concorso alla lista, questa volta sulle schede finisce il simbolo ufficiale, cui si aggiunge soltanto - come in passato - la traduzione in tedesco del nome.
 

6) Verdi - Grüne - Vërc

Sesto simbolo in ordine di sorteggio è quello della formazione verde dell'Alto Adige, tradizionalmente chiamata Verdi - Grüne - Vërc (dunque con il nome proposto in italiano, tedesco e ladino) e che, altrettanto tradizionalmente, non schiera il sole che ride ma la colomba bianca su sfondo verde. Il simbolo è lo stesso usato sulle schede nel 2018, contenente in alto il riferimento al Partito dei Verdi europei (dunque la corolla del girasole). Il radicamento di quella forza politica è dimostrato dal 6,8% ottenuto cinque anni fa, tramutatosi in tre consiglieri (la capogruppo uscente, Brigitte Foppa, è anche la capolista).
 

7) Fratelli d'Italia

Presenta questa volta il suo simbolo ufficiale, sia pure nella versione elettorale (dunque con il nome di Giorgia Meloni inserito sopra al vero fregio) Fratelli d'Italia: cinque anni fa, infatti, Fdi si era presentata insieme a L’Alto Adige nel cuore (movimento fondato nel 2013 da Alessandro Urzì) e ad altre formazioni di natura civica che non avevano lasciato particolari tracce sul contrassegno. Nel 2018 quella formazione aveva ottenuto l'1,7%, ricevendo un seggio (era stata la lista con meno voti a entrare in consiglio), occupato proprio da Urzì: questi, eletto nel 2022 deputato, ha lasciato il posto a Marco Galateo ed è proprio lui a guidare la lista di Fdi.
 

8) La Civica - Alto Adige - Südtirol

L'ottavo contrassegno è probabilmente il più composito di questo turno elettorale: è quello che caratterizza la lista La Civica - Alto Adige - Südtirol, che unisce - come il nome stesso suggerisce - almeno tre esperienze di liste civiche locali (La Civica per Merano e Alleanza per Merano, legate nel 2021 a Dario Dal Medico; Io sto con Bolzano, vista alle comunali nel 2016 e nel 2020), i cui simboli sono riportati in miniatura nel semicerchio inferiore; i colori dominanti di quelle "pulci" sono richiamati anche dal "ventaglio" che domina la parte superiore del cerchio. Non passa inosservato, in basso, il riferimento al gruppo europeo Renew Europe, che fa intendere il sostegno implicito di Italia viva e Azione alla lista (del resto anche "La Civica" è scritto con lo stesso carattere di "Calenda" del simbolo coniato un anno fa).
 

9) JWA - Jürgen Wirth Anderlan 

Non può passare inosservato il nono simbolo estratto, quello della lista JWA, acronimo di Jürgen Wirth Anderlan, ex comandante degli Schützen (associazioni per la difesa territoriale, sorta di milizie ispirate ai bersaglieri tirolesi). Il contrassegno, su fondo arancione, oltre alla sigla e al cognome del candidato capolista, ha in netta evidenza una stilizzazione ben disegnata dei baffi e della barba dello stesso Wirth Anderlan (un profilo simile a quello di Paolo Primon, fondatore degli Schützen a Trento, nonché della Lega Tridente e di Popoli liberi, ma quest'anno alle elezioni di Trento non lo si vedrà correre, essendo scomparso nel 2022). Punto centrale del programma è la difesa "degli interessi e dei diritti fondamentali del popolo sudtirolese" (non mancano l'avversione alle precedenti misure anti-pandemia, alla "isteria climatica", all'italianizzazione dell'Alto Adige e alla "gender-mania").
 

10) Die Freiheitlichen

Si ripresenta come nel 2018 anche Die Freiheitlichen (I libertari, in tedesco), formazione ormai radicata, con un suo seguito acclarato nell'area indipendentista, germanofona e tendenzialmente attenta alle posizioni di destra. Nessun cambiamento al simbolo consolidato, con una grande "F" bianca su fondo blu e giallo, con il nome del partito scritto ad arco nella parte sinistra del contrassegno. I 6 seggi ottenuti nel 2013 si sono ridotti a 2 nel 2018 (la lista aveva ottenuto il 6,2%, poco meno rispetto ai Verdi), ma questo è stato comunque sufficiente a non raccogliere le firme, assicurando dunque la partecipazione anche a queste elezioni. 
 

11) Forza Italia

Si sottopone anche quest'anno al giudizio del corpo elettorale altoatesino pure Forza Italia, che nel 2018 aveva visto ridurre i suoi consensi dal 2,5% del 2013 (insieme alla Lega Nord e all'A-Team) all'1%, dovendo rimanere fuori dal consiglio provinciale (salvo poi ottenere l'adesione di Carlo Vettori, attuale capolista). In questa competizione il partito schiera esattamente lo stesso contrassegno preparato lo scorso anno in vista delle elezioni politiche, dunque con il riferimento al Partito popolare europeo e - soprattutto - il cognome di Silvio Berlusconi sotto la bandierina. Elemento che viene confermato, com'è noto, anche dopo la morte del fondatore del soggetto politico.
 

12) Vita

Partecipa alle elezioni provinciali al posto numero 12 sulla scheda anche Vita, formazione fondata e guidata dall'ex deputata Sara Cunial (che, del resto, proprio in un hotel della provincia di Bolzano aveva stabilito il proprio domicilio parlamentare nel 2021). Si tratta ovviamente di un debutto alle provinciali per questa formazione, che schiera come capolista l'avvocata Renate Holzeisen. Per l'occasione, il simbolo è stato leggermente ritoccato: la circonferenza interna si colora anche di rosso per richiamare i colori dello stemma e della bandiera locale, così come la chioma dell'albero della vita si tinge tutta di rosso (anche a costo di far apparire il simbolo un po' sanguinolento).
 

13) I valori di Centro Destra

Si presenta come inedita la lista che sta al tredicesimo posto, chiamata I valori di Centro Destra, anche se il simbolo più diffuso nelle varie grafiche contiene solo le due parole messe in evidenza (sempre tinte di azzurro e di blu) all'interno di una corona composta da archi degli stessi colori e racchiusa da una circonferenza verde. La formazione, guidata da Filippo Maturi, ha scelto di delimitare nettamente il proprio perimetro di azione, evocando fin dal nome i valori di quell'area politica ("Vediamo liste che si professano di centrodestra candidarsi con la sinistra pur di rincorrere una poltrona" ha dichiarato il capolista su Facebook).
 

14) Südtiroler Volkspartei

Nelle elezioni provinciali bolzanine non può certo mancare il simbolo della formazione dalla storia più lunga, la Südtiroler Volkspartei, da sempre partito di maggioranza almeno relativa in Alto Adige: nel 2013 aveva ottenuto il 45,7%, nel 2018 era scesa al 41,9% (conseguendo comunque 15 consiglieri su 35, incluso il presidente uscente, Arno Kompatscher, capolista). Pure in questo caso il contrassegno ha la stella alpina su fondo nero che viene schierata in quella foggia almeno dal 1953; al di sotto c'è la sigla della Svp (con la V bianca e rossa), senza alcun riferimento al Partito autonomista trentino tirolese come di solito lo si vede in occasione delle elezioni politiche. 
 

15) Lega - Uniti per l'Alto Adige

Nel 2018 la Lega aveva presentato una propria lista autonoma, ottenendo l'11,1% (risultando la terza forza in quelle elezioni: un notevole balzo rispetto al 2,5% della lista in condominio con Forza Italia del 2013). In quest'occasione il partito guidato da Matteo Salvini si presenta alle elezioni con un nuovo capolista, Christian Bianchi, sindaco di Laives (dopo di lui sono inseriti i tre consiglieri uscenti) ed espressione del movimento Uniti per l'Alto Adige, federato con i leghisti: il simbolo contenente un nastro tricolore unito a un elemento azzurro è stato inserito volutamente nel contrassegno della Lega, a fianco di Alberto da Giussano.
Occorre segnalare che in sede di deposito dei contrassegni la Lega aveva depositato anche il suo contrassegno ufficiale, identico a quello che - adottato per la prima volta per le elezioni politiche del 2018 - era già stato impiegato per il precedente appuntamento elettorale provinciale. Non è inutile ricordare, a questo proposito, che se l'art. 16, comma 2 della legge provinciale n. 14/2017 richiede la raccolta di almeno 400 firme di elettori, risultano esenti - a norma del comma 4 - i partiti o gruppi politici "che nelle ultime elezioni hanno presentato candidature con proprio e identico contrassegno ottenendo almeno un seggio nel Consiglio provinciale o nel Parlamento italiano o nel Parlamento europeo": l'uso del contrassegno del 2018 avrebbe consentito la partecipazione senza le firme, ma si sarebbe dovuto rinunciare all'inserimento di Uniti per l'Alto Adige; essendo stata regolarmente completata la raccolta firme sul nuovo emblema, non ci sono stati problemi, ma se l'obiettivo non fosse stato raggiunto ci sarebbe stata comunque la possibilità di presentarsi con il simbolo "vecchio".
 

16) Für Südtirol mit Widmann

Chiude la carrellata delle liste, al numero 16, la formazione denominata Für Südtirol mit Widmann: il riferimento è a Thomas Widmann (anche capolista), eletto in passato con la Svp e già assessore regionale in quella quota, incarico revocato dopo un pesante dissidio con il presidente provinciale uscente ed ex collega di partito Kompatscher. Il simbolo presenta nella parte superiore un'immagine stilizzata del gruppo montuoso del Catinaccio - Rosengarten, ma la maggior parte del cerchio è occupata dal fondo nero (come quello della Svp) e dal nome scritto quasi per intero con un carattere bianco molto evidente.

lunedì 7 settembre 2020

Bolzano, simboli e curiosità sulla scheda

Oltre che a Trento, il 20 e il 21 settembre in Trentino - Alto Adige si voterà anche per il rinnovo del consiglio comunale di Trento: le candidature, come a Trento, sono state presentate in anticipo di qualche giorno rispetto al resto d'Italia. Si ripresenterà il sindaco uscente, Renzo Caramaschi, sostenuto da una coalizione di centrosinistra (cinque liste), ma dovrà misurarsi con altri nove contendenti, a partire da Roberto Zanin, sostenuto dal centrodestra (quattro liste). In campo, dunque, le candidature saranno 10, mentre le liste a loro sostegno arriveranno a 18 (una in più rispetto a quelle viste nel 2016 e una in meno rispetto a quelle riscontrate nel 2015). 
 

Thomas Brancaglion

1) Team K

La prima candidatura estratta in queste elezioni bolzanine è quella di Thomas Brancaglion, presidente dell'associazione che gestisce e promuove Radio Tandem, giurista e musicista. Lo sostengono due liste: la prima è quella del Team K, partito strettamente legato alla provincia di Bolzano e attivo dal 2018 come Team Köllensperger, dal nome di Paul Köllensperger, già eletto in consiglio provinciale per il M5S nel 2013 e poi fondatore di questa nuova realtà civico-politica (che dal MoVimento ha però preso il colore giallo come caratterizzante). Dopo l'ottimo risultato alle elezioni provinciali del 2018, il soggetto politico ha continuato la sua strada, alleggerito il proprio nome (ma mantenendo il fumetto con il profilo della provincia di Bolzano su fondo giallo) e in maggio ha ottenuto la registrazione tra i partiti politici. 
 

2) +Bolzano - Psi - Volt 

La seconda lista che sostiene Brancaglion è un cartello formato da +Europa (qui indicata come +Bolzano), con cui il Team K ha iniziato a collaborare già ne 2019, il Partito socialista italiano e Volt. Da notare che la bandiera europea ondeggiante di +E è riportata due volte, nel contrassegno complessivo in alto e nella miniatura di +Bolzano (qui è stata mantenuta la stella tricolore, a differenza della bandiera in alto). Non passa inosservata anche la traduzione in tedesco del nome abbreviato "Partito socialista", un'accortezza che in questo territorio spesso si registra nei partiti di centrosinistra.
 

Cristina Barchetti

3) Vox Italia

La seconda candidatura estratta è quella di Cristina Barchetti, che al ruolo di sindaca si presenta sostenuta da una sola lista: quella di Vox Italia (nelle settimane precedenti, tuttavia, avevano rinunciato a correre per la guida della città  Eriprando Della Torre di Valsassina e Luana Di Maio). Si tratta di una delle rare occasioni in cui il movimento politico fondato da Diego Fusaro appare sulle schede elettorali e nel suo aspetto originario (a differenza, per esempio, di quanto visto nelle Marche): dunque testo bianco su fondo color carta da zucchero, con tanto di dicitura "Pensare e agire altrimenti". 
 

Renzo Caramaschi

4) Partito democratico

Terzo candidato sorteggiato è il sindaco uscente, Renzo Caramaschi, che quattro anni fa era sostenuto da tre liste. Quest'anno sono diventate cinque, ma si conferma la presenza del Partito democratico, che la sorte ha collocato al primo posto. Se nel 2016 il logo era in posizione centrale, ma il nome del partito era stato ribattuto anche in tedesco, questa volta si è scelto di ridurre leggermente il marchio concepito da Nicola Storto, per fare posto in basso a un segmento rosso contenente il riferimento alla città di Bolzano, anche in questo caso in italiano e in tedesco.
 

5) Lista civica con Caramaschi - Chi ama Bolzano

La seconda formazione sorteggiata della coalizione è un'altra di quelle che già si erano viste quattro anni fa a sostegno del candidato del centrosinistra. La Lista civica con Caramaschi era infatti già presente e con una struttura molto simile: una fascia centrale rossa con il nome del candidato, un arco in alto per poter disporre la dicitura (italo-tedesca) "Lista civica", il "con-mit" nel segmento bianco ritagliato nel mezzo e colorata di verde e rosso, mentre nella parte residua inferiore trova posto lo slogan "Chi ama Bolzano" (tutto tradotto anche in tedesco), accompagnato a un cuore stilizzato.
 

6) Verdi - Grüne - Vërc 

La terza lista della compagine che sostiene Caramaschi era già sulle schede nel 2016 - come per tradizione, del resto - ma allora appoggiava lo stesso candidato di Rifondazione comunista. Questa volta invece i Verdi - Grüne - Vërc hanno scelto di far parte del centrosinistra, dunque la colomba che tradizionalmente affianca la tripla denominazione (in italiano, in tedesco e in ladino) questa volta appare da quelle parti. Da segnalare, sul fondo verdino chiaro, anche il riferimento ai Verdi europei, con il girasole e il nome (curiosamente riportato in inglese, non in italiano né in tedesco).
 

7) Italia viva - Con Bolzano

Alle elezioni amministrative di Bolzano anche Italia viva fa parte della coalizione guidata dal Partito democratico (e si tratta del debutto, da quelle parti). Il simbolo del partito di Matteo Renzi, tuttavia, all'interno del contrassegno ha un'evidenza minore, confinata nella parte alta dell'emblema: più di metà dello spazio del cerchio, infatti, è occupato dal fondo fucsia chiaro (una delle tonalità comunque presenti nei colori Instagram di Iv) sul quale trova posto la dicitura "Con Bolzano per Caramaschi", riportata anche qui in italiano e in tedesco. 
 

8) Vereinte Linke - Sinistra unita

Anche la quinta e ultima lista della coalizione era già presente nel trio che quattro anni fa aveva sostenuto la candidatura di Caramaschi; il nome, tuttavia, era almeno in parte diverso, perché è il progetto a essersi ampliato. La lista, infatti, si chiamava solo "Sinistra - Die Linke", mentre ora si propone come Sinistra unita perché nella stessa formazione si propongono Sinistra Ecosociale, Rifondazione Comunista e Liberi e Uguali. Non è un caso che la parola "Sinistra" (in itiano e in tedesco) sia messa in luce; gli aggettivi "ecologista e solidale" quasi spariscono sul fondo rosso, lo stesso di Leu (e la stessa sottolineatura verde, da bianca che era, viene da lì, anche se non si capisce bene perché sia stata posta in quel punto del cerchio).
 

Davide Costa

9) Futuro Bolzano - Zukunft Bozen 

Quarta candidatura sorteggiata risulta essere quella di Davide Costa, consigliere comunale uscente, eletto nel MoVimento 5 Stelle e poi passato al gruppo misto nel 2017. Costa è noto soprattutto per aver promosso una consultazione sul progetto di tram della giunta uscente, bocciato dal 70% dei votanti. La formazione messa in campo dal consigliere, Futuro Bolzano  Zukunft Bozen, intende essere un progetto civico e graficamente adotta un disegno a tre livelli, con le Alpi sullo sfondo e davanti i monumenti del centro distribuiti su due piani. Idea originale, anche se forse la resa non è ottimale (come del resto è difficile leggere il nome della lista, per la dimensione e la scelta cromatica fatta).
 

Meinhard Knollseisen

10) Pensionati per Bolzano

Il quinto candidato alla carica di sindaco, in ordine di sorteggio, risulta essere Meinhard Knollseisen: nel 2016 era tra i candidati della lista Artioli sindaca, questa volta invece è lui l'aspirante primo cittadino della lista Pensionati per Bolzano, il cui nome domina decisamente il contrassegno. La grafica si rifà in parte a quella del Partito pensionati (anche se con un carattere diverso), ma la versione in tedesco - Rentner für Bozen - è effettivamente scritta in blu su fondo bianco, mentre quella italiana è a tinte invertite nel semicerchio inferiore.
 

Luis Walcher

11) 
Südtiroler Volkspartei

Nell'ordine dei candidati a Knollseisen segue Luis Walcher, nel 2016 tra gli aspiranti consiglieri della Südtiroler Volkspartei e ora candidato sindaco per lo stesso partito, che come nel 2016 si presenta da solo. C'è ben poco da dire sul simbolo della Svp, conservatosi quasi sempre uguale nel corso degli anni: il disegno della stella alpina bianca su fondo nero è ancora lì e la sigla è su quel contrassegno - con la V dallo spessore rosso, unico tocco di colore - almeno dalle elezioni europee del 1999. Un classico della politica altoatesina, che non verrà mai meno.
 

Maurizio Puglisi Ghizzi

12) CasaPound Italia

L'elenco delle candidature prosegue con Maurizio Puglisi Ghizzi, come nel 2016 candidato sindaco per CasaPound Italia. Può stupire che il partito dalla tartaruga ottagonale frecciata torni sulle schede, dopo l'annuncio dell'abbandono delle occasioni elettorali. Nelle scorse settimane, tuttavia, era stata diffusa una nota in cui si leggeva: "Dopo cinque anni di battaglie tra i banchi del municipio, conquistando importanti vittorie, non abbiamo trovato i presupposti per delegare ad altri le nostre lotte e proposte. Per troppe sedute abbiamo visto respingere le mozioni dell'opposizione a causa delle imbarazzanti assenze della stessa, o abbiamo regalato alle sinistre l'approvazione di assurde delibere per lo stesso motivo; la mancanza di voti a causa delle assenze. [...] Non possiamo accettare che il nostro patrimonio elettorale che ci ha portato ad avere tre consiglieri comunali e di circoscrizione venga delegato a soggetti terzi di cui non riusciamo a fidarci. Dopo gli attacchi quotidiani e le vergognose censure che subiamo su stampa e social, oggi tappiamo la bocca a chi già era pronto a cantar vittoria facendo i conti senza l'oste. Adesso sapete cosa fare".
 

Maria Teresa Fortini

13) MoVimento 5 Stelle

Dopo Puglisi Ghizzi, il sorteggio ha collocato Maria Teresa Fortini, candidata sindaca per il MoVimento 5 Stelle, dopo esserne stata capolista alle elezioni di quattro anni fa ed eletta in consiglio. Rispetto ad allora il contrassegno è quasi identico, fatta eccezione per il sito adagiato nella parte inferiore, che nel 2016 era Movimento5stelle.it (e l'anno prima era Beppegrillo.it), mentre ora - in conformità con l'immagine coordinata nazionale - è Ilblogdellestelle.it. Quattro anni fa la lista aveva ottenuto l'11,53%; si vedrà se il risultato verrà confermato.
 

Roberto Zanin

14) Oltre

Penultima candidatura estratta è quella di Roberto Zanin, sostenuto da una coalizione di centrodestra. Zanin, vicepresidente del Fussball Club Südtirol, in occasione della sua corsa a sindaco è sostenuto anche da una lista civica, Oltre - Weiter (che, si legge su BuongiornoSudtirol.it, "non è una traduzione di oltre, ma la versione tedesca di quell'andare oltre, politicamente parlando, senza ricorrere ad una traduzione letterale"), che è anche la prima a essere stata sorteggiata. Il nome, a dire il vero, si legge ben poco, perché è molto più imponente il cognome del candidato, che si staglia su un fondo bianco e rosso - come lo stemma cittadino - con la stella di Bolzano.
 

15) Forza Italia

La seconda lista sorteggiata nella coalizione che appoggia Zanin è quella di Forza Italia, che nel 2016 nemmeno si era presentata direttamente (allora c'era la lista Il centrodestra - Uniti per Bolzano). Questa volta il partito ha schierato il suo simbolo variante di quello presentato alle elezioni politiche del 2018, con la bandierina tricolore in alto (e con le punte fuori dal cerchio), la dicitura "Berlusconi presidente" (con il cognome enorme) e, al di sotto, il riferimento a Zanin, decisamente piccolo (e senza nemmeno una preposizione ad accompagnarlo).
 

16) Lega

La terza lista estratta a sostegno di Zanin è quella della Lega, che è anche il partito dal quale è venuta la proposta di candidatura. In questo caso, il partito di Matteo Salvini ha scelto di schierare sulle schede elettorali esattamente lo stesso simbolo usato a livello nazionale, con la parola "premier" sotto al cognome del leader, senza alcuna caratterizzazione territoriale. La stessa Lega aveva proposto un accordo anche con la Svp, che tuttavia non è andato in porto; sarà comunque interessante vedere il risultato che uscirà da queste elezioni per Alberto da Giussano.
 

17) Fratelli d'Italia

Ultima delle liste che hanno scelto di appoggiare la candidatura di Roberto Zanin è quella di Fratelli d'Italia, che quattro anni fa aveva sostenuto Giorgio Holzmann in un'Alleanza per Bolzano insieme a forze politiche più piccole (compresi i Conservatori e riformisti che poi sarebbero confluiti, come Direzione Italia, in Fdi). Questa volta il simbolo utilizzato è identico al contrassegno elettorale inaugurato in vista delle elezioni politiche del 2018, con il simbolo ufficiale incluso in un cerchio più grande diviso in due parti e con il nome giallo di Giorgia Meloni (con il cognome assai più evidente) nel semicerchio blu superiore.
 

Angelo Gennaccaro

18) Io sto con Bolzano

Ultimo candidato a sindaco di Bolzano, secondo l'ordine indicato dal sorteggio, è Angelo Gennaccaro, già in corsa come aspirante primo cittadino nel 2016: oggi, come allora, a sostenerlo è soltanto una lista, denominata sempre Io sto con Bolzano. Anche il simbolo è rimasto lo stesso: un pulsante arancione di accensione/spegnimento, che sopra al simbolo porta il nome della lista e sotto la scritta "für Bozen" (che ovviamente non è la traduzione precisa del nome); nel mezzo, a coprire in parte il segno, c'è il cognome del candidato in grande evidenza e, al di sotto, la qualifica di sindaco (tradotta anche in tedesco).

sabato 1 settembre 2018

Bolzano, simboli e curiosità sulla scheda

Il 21 ottobre 2018 sono previste le elezioni del consiglio della provincia autonoma di Bolzano: la legge elettorale - l.p. n. 141/2017 - prevede, similmente a quanto accade per le elezioni politiche, che il deposito dei contrassegni preceda quello delle liste, delle firme e dei documenti a loro sostegno (deposito che è tuttora in corso, si concluderà il 4 settembre). Per questo turno elettorale sono stati depositati 17 contrassegni, tutti risultati ammessi (anche se i media precisano che due ammissioni sono "con riserva", senza specificare di quali emblemi si parli).
Il deposito, peraltro, è stato effettuato da 15 forze politiche, perché due di esse hanno scelto di presentare due contrassegni ciascuna (la legge elettorale non prevede un espresso divieto sul punto, come invece avviene a livello nazionale). La ragione si deve rinvenire nel fatto che la legge esenta dalla raccolta firme solo "partiti o raggruppamenti politici che nelle ultime elezioni hanno presentato candidature con proprio e identico contrassegno ottenendo almeno un seggio nel Consiglio provinciale o nel Parlamento italiano o nel Parlamento europeo": l'espressione "identico contrassegno" dà l'idea di essere interpretata con particolare severità - cosa che, negli anni, non era avvenuta a livello nazionale, essendo sufficiente anche un contrassegno composito ed essendo normalmente accettati piccoli aggiustamenti - per cui anche una minima variazione dell'emblema nella sua interezza farebbe perdere il beneficio dell'esenzione dalla raccolta firme
Due soggetti politici, dunque, hanno scelto di depositare tanto l'emblema con cui hanno intenzione di presentarsi quest'anno, tanto quello con cui cinque anni fa hanno ottenuto eletti in consiglio provinciale: se non si completasse la raccolta firme per il contrassegno nuovo, le liste saranno depositate con quello vecchio esente dall'onere delle sottoscrizioni. Il sorteggio dei contrassegni, già effettuato, ovviamente ha considerato queste due varianti alla pari di tutti gli altri simboli, per cui nell'ordine sorteggiato le due versioni grafiche non risultano mai consecutive. Ecco, di seguito, i simboli secondo l'ordine di sorteggio:
  

L'Alto Adige nel cuore

Il primo simbolo sorteggiato è quello della forza politica fondata nel 2013 da Alessandro Urzì nel tentativo di unire le forze alternative al centrosinistra (e in particolare al legame da tempo instauratosi tra Pd e Svp). Quello depositato è il simbolo con cui lo stesso Urzì è stato eletto nel 2013 in consiglio provinciale, dunque è stato riproposto per assicurarsi la partecipazione al voto senza dover raccogliere le firme. Da segnalare il cuore individuato da tre nastri dai colori nazionali, come a voler ribadire con forza l'italianità del territorio (tema su cui Urzì si è sempre battuto molto nel corso degli anni).


Verdi - Grüne - Verc

La sorte ha voluto che risultassero consecutivi gli emblemi delle due formazioni che hanno deciso di presentare una coppia di contrassegni per i motivi ricordati. In questo caso, però, al secondo posto si è collocato il nuovo simbolo dei Verdi altoatesini, che al tradizionale segno della colomba e al nome scritto in italiano, tedesco e ladino (questa volta in minuscolo) unisce anche il girasole, emblema che caratterizza i Verdi europei, anche per sottolineare il partito europeo di riferimento (European Green Party). Se la raccolta firme andrà a buon fine, sarà questo il simbolo che finirà sulle schede.


Die Freiheitlichen

In terza posizione è stato sorteggiato il simbolo - ormai più noto anche a livello nazionale, anche per essere stato inserito nel contrassegno utilizzato dalla Lega nel 2014 alle elezioni europee - di Die Freiheitlichen (I libertari), partito indipendentista vicino alla maggioranza germanofona e su posizioni di destra. L'emblema è il consueto, ormai stabile da anni, con l'enorme "F" ricavata geometricamente all'interno del cerchio grazie all'uso dei colori blu e giallo all'intorno: niente raccolta firme ovviamente, grazie ai 6 seggi ottenuti nel 2013. 


Team Köllensperger

Dovrà invece necessariamente cercare le sottoscrizioni degli elettori la lista creata da Paul Köllensperger, unico eletto nel 2013 del M5S e questa volta pronto a presentarsi da solo (uscendo dal MoVimento ma senza attaccarlo), con una lista - o, visto il nome, una squadra - che porta il suo nome, per "intraprendere la via del cambiamento in Alto Adige", magari preparandosi a co-governare con il partito di maggioranza (Svp) e magari proprio con i 5 Stelle. I colori del M5S, giallo e rosso, dominano peraltro anche questo simbolo, in cui l'elemento grafico prevalente è il disegno di un fumetto che contiene la sagoma nera della provincia di Bolzano, sottolineando l'intento di dar voce a essa.


L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia - Civici e indipendenti uniti

Successivamente il sorteggio ha collocato il nuovo simbolo presentato da Urzì per le prossime elezioni provinciali (che però avrà bisogno della raccolta delle firme). Se cinque anni fa Fratelli d'Italia era nato da poco e non aveva ufficialmente partecipato alle elezioni, questa volta si è deciso di dare visibilità alla sua corsa nella lista comune presentata con L'Alto Adige nel cuore; alla stessa, peraltro, partecipano anche altri soggetti "civici e indipendenti uniti", come recita il nome scelto (e la parola "uniti" sul contrassegno serve anche a segnalare la loro presenza).


Südtiroler Volkspartei

Non poteva ovviamente mancare il partito che da sempre detiene la maggioranza dei consensi in Alto Adige e che, di conseguenza, domina il governo della provincia di Bolzano. Ovviamente il simbolo utilizzato dalla Svp è quello di sempre, la stella alpina con la medesima grafica ben nota; non si è utilizzata la versione delle elezioni politiche, che conteneva anche il riferimento al Partito autonomista trentino tirolese, ma quella "solitaria" - con la "V" ad ombra rossa aggettante sul fondo nero - che aveva ottenuto ben il 45,7% alle elezioni provinciali di cinque anni fa. 


Vereinte Linke - Sinistra unita

I gruppi politici a sinistra del Partito democratico questa volta hanno scelto di presentarsi uniti tra loro in un'unica lista (mentre cinque anni fa Prc e Pdci avevano corso da soli, restando fuori dal consiglio). Il simbolo utilizzato - che deve raccogliere le firme - è a fondo rosso e gli elementi grafici e testuali sono bianchi, come Liberi e Uguali, anche se è il solo elemento di contatto. Nel nome scelto si è evidenziato il concetto di sinistra rispetto a quello dell'unità (scritto più piccolo e con un carattere handwriting); completa la grafica un profilo montano, giusto per caratterizzare territorialmente l'emblema. 


Forza Italia

Alle elezioni provinciali bolzanine questa volta Fi partecipa da sola, mentre nel 2013 aveva scelto di allearsi con la Lega Nord e A-Team autonomie. Il risultato allora non fu esaltante (2,5% e un solo eletto), ma stavolta il partito spera di poter fare meglio. Una curiosità riguarda il simbolo scelto: per poter godere dell'esenzione dalla raccolta firme e nell'impossibilità di utilizzare l'emblema composito impiegato cinque anni fa, il partito aveva l'opportunità di utilizzare il fregio delle ultime elezioni politiche (con la dicitura "Berlusconi presidente"), ma ha optato per quello con cui nel 2014 ha eletto i propri europarlamentari - la legge elettorale lo consente - che riporta solo il cognome di Berlusconi.


Süd-Tiroler Freiheit

L'ordine del sorteggio dopo Forza Italia ha collocato un'altra forza politica indipendentista chiaramente radicata a livello locale, la Süd-Tiroler Freiheit (Libertà Sud-Tirolese) fondata da Eva Klotz, con il motto "Libera alleanza per il Tirolo", naturalmente scritto in tedesco. Il contrassegno utilizzato è lo stesso che nel 2013 ha portato a raccogliere il 7,2% e a eleggere tre consiglieri, tra cui la stessa Klotz (poi dimessasi l'anno dopo): un emblema con una grafica semplice e piuttosto geometrico-testuale, ma di sicuro impatto visivo, come è facile notare. 


MoVimento 5 Stelle

Nel 2013 era riuscito a ottenere il 2,5% come la lista di Fi-Lega Nord, eleggendo appunto un consigliere; questa volta che il M5S è al governo a livello nazionale, spera probabilmente di ottenere un risultato migliore, anche se il suo unico eletto nello scorso turno elettorale, come si è visto, ha scelto una strada diversa. Sul piano grafico, ovviamente il simbolo non è quello utilizzato nel 2013, ma quello con cui il M5S ha eletto i suoi parlamentari alle elezioni politiche, altrettanto valido per ottenere l'esenzione dalla raccolta firme.


Partito Democratico - Demokratische Partei

Si è complicato, almeno sul piano grafico, il simbolo del Pd rispetto a quello impiegato nel 2013. Oltre al logo di Nicola Storto sormontato dal nome del partito in lingua tedesca, infatti, è presente anche il riferimento al Partito socialista europeo, in una fascia rossa collocata sotto a un segmento blu che contiene le stelle della bandiera Ue; nella parte inferiore, poi, è stato inserito il riferimento "con le civiche", segnalando l'allargamento della lista. Un simbolo molto più "ammassato", dunque, che in base alla rigida normativa bolzanina dovrebbe raccogliere le firme per la lista.


Noi per l'Alto Adige Südtirol 

Del tutto nuovo, invece, è il simbolo della formazione Noi per l'Alto Adige Südtirol, Il simbolo è qualificato come "scritta bianca su campo arancione e montagne stilizzate", ricavate in un arco di cerchio; Noi non è solo un pronome inclusivo, ma è anche il nome del parco tecnologico di Bolzano in cui è stata presentata la lista, costituita da amministratori locali di varia provenienza (centrodestra e centrosinistra), attenti al tema del lavoro e soprattutto a garantire una rappresentanza al gruppo linguistico italiano e guardare a una dimensione regionale, che non escluda il Trentino. 


Bürgerunion für Südtirol

Non è del tutto nuovo, ma a rigore sarà comunque chiamato a raccogliere le firme il simbolo di Bürgerunion für Südtirol (Unione dei cittadini per il Sudtirolo), che nel 2013 era riunto in cartello con Ladins Dolomites e Wir Südtiroler, riuscendo a conquistare un eletto con il 2,1%. L'ex Union für Südtirol si presenta con il suo emblema "aggressivo" che mette in grande risalto - anche grazie all'Arial Black utilizzato - la prima parte del suo nome - senza indicare invece quello del suo leader, Andreas Pöder - e continua a perseguire le sue istanze autonomistiche, con particolare riguardo alla popolazione di lingua tedesca e ladina.
  

Verdi - Grüne - Verc - Sel

Si è visto prima il contrassegno che i Verdi altoatesini vorrebbero utilizzare in queste elezioni, ma si è detto anche che l'inserimento del riferimento ai Verdi europei li costringerebbe a raccogliere le firme. Ove quest'operazione non riuscisse entro i termini di legge, la lista sarà contraddistinta dall'emblema utilizzato cinque anni fa alle elezioni, che aveva ottenuto l'8,7% ed eletto tre consiglieri; pazienza se sul contrassegno c'è ancora il nome di Sel, che non esiste più, l'importante è poter correre senza firme...


Casapound Italia

Per le liste di CasaPound questa è l'occasione del debutto alle elezioni provinciali di Bolzano: se nel 2013 erano state presentate liste alle politiche, infatti, altrettanto non era stato fatto in Alto Adige per il voto locale. Da tempo, tuttavia, il gruppo cerca di essere presente con proprie candidature nel maggior numero possibile di territori: non stupisce, quindi, che sulla scheda gli elettori bolzanini possano trovare il simbolo ormai ben noto della tartaruga ottagonale, ovviamente una volta completata la raccolta firme richiesta alla lista.


Lega 

Si è visto che cinque anni fa la Lega Nord non si era presentata autonomamente, ma in una lista con Forza Italia e A-Team. Questa volta, forte anche dei maggiori consensi riscossi a livello nazionale (e lo si può ben dire, dopo la partecipazione al voto in tutta l'Italia), la Lega-non-più-Nord corre alle elezioni provinciali di Bolzano con una propria lista; per farlo senza dover sottostare alla raccolta firme, ha dovuto depositare lo stesso simbolo con cui ha eletto i propri parlamentari, senza poter aggiungere alcun riferimento territoriale per non perdere il beneficio.


Il popolo della famiglia

Ultimo simbolo sorteggiato è quello del Popolo della famiglia, anch'esso al debutto a queste elezioni (visto che Mario Adinolfi lo ha fondato dopo il 2013). Il simbolo depositato è esattamente lo stesso che circola da tre anni a questa parte, ma la sua assenza in Parlamento e in consiglio regionale costringerà i promotori della lista a tentare la raccolta di firme per poter correre alle elezioni. Cosa tutt'altro che impossibile, visto che il gruppo negli ultimi anni si è presentato spesso a livello locale, anche se i risultati non sono mai stati soddisfacenti.