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venerdì 4 settembre 2026

Cittadini in Rete, proporre il pragmatismo civico tra liberali e riformatori

Poco più di due mesi fa a Roma ha mosso i suoi primi passi un nuovo movimento politico, denominato Cittadini in Rete, presentato come "movimento che intende rappresentare la speranza di rinnovamento del Paese per riaffermare, insieme alla battaglia per nuovi diritti, l'etica dei doveri e delle responsabilità in un processo che abbia come approdo un rinnovato civismo".
Formalmente l'evento fondativo del nuovo soggetto si è tenuto il 26 giugno scorso: un'assemblea si è svolta a Roma, a Palazzo Grassi in via Merulana, con l'idea di confederare vari movimenti civici che nel frattempo erano sorti e in quell'occasione è stato eletto il comitato direttivo dell'associazione: come presidente è stato scelto Enzo Rosario Magaldi; ci sono due vicepresidenti, Ubaldo Livolsi e Raimondo Grassi; ricopre i ruoli di segretario politico e tesoriere Riccardo Ronchitelli, mentre risultano co-fondatori Carmela Bianco, Alecs Bianchi, Alessandro Singetta, Mattia Gottardi e Giuliano Fosser.
Il 26 giugno, però, oltre a essere un punto di partenza è stato anche un punto di arrivo di un percorso più lungo e articolato, che merita di essere ripercorso. A illustrarlo espressamente a questo sito è Riccardo Ronchitelli, padovano, già militante socialista, poi entrato nella Federazione laburista di Valdo Spini (e come tale candidato nel 1994 alla Camera per i Progressisti nel collegio uninominale di Albignasego, ma a vincere fu il forzista Riccardo Perale), poi entrato a far parte - portando con sé, tra gli altri, Ferdinando Imposimato - dei Socialisti democratici italiani, con i quali si candidò a sindaco di Padova nel 1999, salvo poi diventare assessore della giunta guidata dalla futura parlamentare Fi-Pdl Giustina Mistrello Destro.
"Possiamo dire - spiega Ronchitelli - che il percorso che ha condotto a Cittadini in Rete è iniziato vari anni fa, addirittura prima della pandemia Covid-19. Il punto d'inizio, se vogliamo, è stata la creazione da parte di Ubaldo Livolsi, già ceo di Fininvest e fondatore della società di consulenza industriale e finanziaria Livolsi & Partners, di Semplice Italia, un'associazione politico-culturale di cui lui era ed è tuttora presidente: si trattava di un ente aperto a chiunque fosse interessato al tema del rilancio e dello sviluppo del Paese: agli eventi di quest'associazione hanno partecipato, tra gli altri, l'economista Nicola Rossi e il fondatore di unie-Campus e cofondatore della Link Campus University Francesco Polidori".
Se dunque l'inizio del percorso è stato essenzialmente associativo e propositivo, successivamente sarebeb arrivato il momento di tradurre le idee in proposte politiche: "Semplice Italia - continua Ronchitelli - decise di delegare a un'altra associazione il brand politico, per cui venne messa in piedi FuturOggi". Nel sito, ancora visibile, si legge che l'associazione puntava a "coinvolgere, ove necessario, i diversi ambiti che mira a sviluppare e realizzare tramite le idee e i progetti in tutti gli ambiti della Polis, al fine di intercettare i bisogni della comunità e porsi come punto di riferimento per il cittadino"; presidente era l'ex giornalista Rai e deputato forzista Maurizio Bertucci, tra i consiglieri c'era l'ex direttrice generale della Rai Lorenza Lei. "L'idea avrebbe avuto effettive possibilità di costruire progetti politici - prosegue Ronchitelli - ma il perdurare della pandemia ha complicato le cose e le elezioni anticipate del 2022 non hanno permesso di consolidare quel progetto, che è in qualche modo finito in un cassetto". 
La scelta di non portare avanti Futuroggi, tuttavia, non coincise con l'abbandono dell'impegno civico e politico di coloro che si erano avvicinati a quel cammino. "Nel corso degli anni sono state create alcune associazioni politico-culturali, il cui scopo principale era tenere unite persone che magari in passato avevano avuto ruoli nei partiti della "Prima Repubblica", soprattutto nell'area del cosiddetto 'pentapartito', ma poi si erano staccate dai partiti o avevano messo in piedi liste civiche, senza perdere interesse per la politica generalmente intesa. Una di queste associazioni, il Movimento civico Italia sceglie, è stato promosso da Raimondo Grassi". Lo statuto di Italia sceglie qualifica questa realtà come "un’aggregazione di liste civiche locali, regionali, movimenti, reti, confederazioni, associazioni di cittadini e singoli individui", i quali "si riconoscono negli ideali propri delle tradizioni democratiche liberali, cattolico liberali, laiche e riformiste europee". Il nome di Raimondo Grassi potrebbe non suonare sconosciuto a chi segue questo sito: ben prima di costituire Italia sceglie, lui aveva fondato Roma sceglie Roma, movimento civico che sembrava pronto per partecipare direttamente alle elezioni del 2021, ma così non andò.
Ancora prima Ronchitelli aveva costituito una propria associazione, che in quel caso si chiamava Semplicemente Cittadini. Nel sito si legge che Sc era "un 'movimento di cultura politica confederata' che si propone di realizzare, con forme adeguate ai tempi e per via democratica nella partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità e di solidarietà". Semplicemente Cittadini aveva iniziato a organizzarsi su base territoriale in vista delle elezioni amministrative del 2021, alle quali ha finito per partecipare in alcuni territori, cercando di riunire "sensibilità riformiste liberali e cattoliche"; a quella realtà avevano partecipato varie associazioni locali, tra cui Progetto Italia, Federazione delle Liste Civiche del Nord-Est, Onda Patriottica, La Calabria che vogliamo, Rinascimento Partenopeo,Sardegna Attiva, Movimento Nuova Repubblica Basilcata.
Tra i partecipanti a Semplicemente Cittadini c'era pure Italia Solidale, promossa già nel 2009 da Enzo Rosario Magaldi, anch'egli proveniente dal Psi (campano), approdato nel 1998 nei Ds, poi candidato alle europee nel 2004 per i Verdi: Italia Solidale è presentato dal suo stesso creatore come "movimento di cultura politica teso alla riaggregazione e alla formazione di una classe politica dinamica ed adeguata alle sfide dei nostri  tempi". Le relazioni costruite nel corso del tempo tra alcune delle persone delle associazioni qui ricordate sono state dunque alla base dei passi del cammino comune percorso fin qui: "Riflettendo insieme, abbiamo pensato di provare a mettere in piedi un movimento politico: le nostre realtà associative rimangono, continuano a esistere, ma il loro comune denominatore è il nostro nuovo progetto". 
La fattibilità del percorso politico è stata saggiata in un paio di riunioni preparatorie, una per il Nord a Milano e una per il Centro-Sud a Roma (questa si è svolta sempre a Palazzo Grassi, sede ufficiale di Italia Sceglie, il 23 aprile): "Volevamo vedere - chiarisce Ronchitelli - se questo progetto, questa prospettiva poteva interessare a soggetti, individuali o collettivi, con cui ciascuna delle nostre realtà aveva rapporti: io stesso, già in precedenza, avevo rapporti con amici dal Piemonte alla Sicilia, che ho sempre mantenuto, poi altre relazioni si sono aggiunte. Questa fase di scouting ha dato risultati positivi: da lì abbiamo messo in piedi il nostro movimento Cittadini in Rete, che intende iniziare le sue attività in autunno, organizzando degli eventi". 
Che movimento è, dunque, Cittadini in Rete? Si qualifica come "soggetto federale" che si colloca "naturalmente nel campo dei liberali e dei riformatori"; il suo scopo è "realizzare, con forme adeguate ai tempi e per via democratica con la partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità e di solidarietà. Il movimento crede nella libertà e nelle libertà intese come diritto che va esercitato sempre sulla base delle proprie responsabilità". 
Nel comunicato di presentazione Ronchitelli dichiara: "Affinché si possa proficuamente lavorare per il Paese, è necessario riconsiderare la persona elemento centrale dei principi oggi tanto evocati, ma spesso disattesi. Discutere del rapporto tra diritti e doveri è per Cittadini in Rete - movimento animato da donne e da uomini provenienti da realtà culturali, politiche e associative e impegnati per il bene comune sui propri territori - assolutamente essenziale perché la scelta di tale portata implica una determinata tendenza etica: affermare l’egemonia degli interessi particolari su quelli generali significa imporre corrispettivamente dei doveri, sottraendoli alla sfera morale, rendendoli, cioè, obblighi verso terzi. Al centro del progetto ci sono, appunto, i cittadini: individui, prima di tutto, titolari di diritti e doveri, che devono essere tutelati e devono possedere reali possibilità di partecipazione alle scelte di interesse pubblico".
Il progetto pone alla propria base l'idea di civismo, per cui "le esperienze si esprimono proficuamente nel governo degli enti locali", perché lì prevalgono gli aspetti propositivi e costruttivi, nonché - spesso, anche se purtroppo non sempre - "uno spirito di etica pubblica che altrove sembra scomparso": l'idea è di portare a livello più ampio lo "spirito del 'rimboccarsi le maniche', dell'attivarsi per far fronte ai bisogni nella loro immediatezza". In questo senso il movimento Cittadini in Rete non intende essere né alternativo né antagonista rispetto alle forze politiche che attualmente operano nel Paese, ma si propone di "contribuire allo sforzo di quanti sinceramente sperano di riportare i cittadini a sentirsi rappresentati nelle istituzioni cosìr come avviene nei comuni e nelle province italiane, di fatto immettendo nel sistema una nuova linfa di fiducia e di credibilità politica". 
Per questo progetto, ovviamente, non viene considerata praticabile ogni collocazione e interlocuzione politica: "Il nostro primo scopo - spiega Ronchitelli - è tenere unite tutte queste persone che nel corso del tempo hanno maturato esperienze sui territori; contestualmente, vogliamo creare contatti e relazioni in vista delle prossime elezioni politiche. Il nostro perimetro è legato a quell'area di centro liberale, riformista e riformatore, in particolare le forze moderate che si rifanno al Partito popolare europeo: non fanno ovviamente parte di questo orizzonte Pd e Avs, ma nemmeno le forze populiste che fanno parte dell'attuale maggioranza o che sono nate al di fuori di essa".
Le insegne al di sotto delle quali si svolgeranno le attività di Cittadini in Rete corrispondono in gran parte al simbolo depositato come marchio il 20 luglio scorso proprio a nome di Riccardo Ronchitelli, la cui descrizione recita cosi: "elemento grafico di forma circolare, delimitato da un bordo blu, contenente nella parte superiore la rappresentazione stilizzata del profilo urbano di una città e, nella parte centrale, la dicitura 'Cittadini in Rete' in caratteri maiuscoli di colore blu, disposta su due righe. Nella parte inferiore è rappresentato un nastro ondulato nei colori verde, bianco e rosso"; rispetto a quel disegno, il fregio attuale ha aggiunto nella parte superiore l'espressione "La Persona al Centro". Potrebbe finire su qualche scheda a livello locale; nell'attesa, sarà legato a eventi organizzati a Roma e altrove, nel tentativo di far valere all'interno di forze politiche moderate e riformiste la concretezza dell'impegno per i territori e chi li abita.

venerdì 19 giugno 2020

Roma sceglie Roma, il Colosseo di cittadini pronto per le elezioni

Manca circa un anno alle elezioni amministrative per il comune di Roma (il primo turno precedente si era svolto il 5 giugno 2016, anche se era stato necessario ricorrere al ballottaggio), ma per qualcuno la campagna elettorale sembra essere già iniziata, peraltro dopo una marcia di preparazione e avvicinamento cominciata addirittura cinque anni fa. In queste settimane, infatti, lungo le strade di Roma si scorgono vari manifesti che indicano l'appuntamento elettorale dell'anno prossimo e, soprattutto, con il simbolo di Roma sceglie Roma, un movimento civico nato a luglio del 2015, dunque già prima delle elezioni dalle quali era uscita eletta sindaca Virginia Raggi. 
Fondatore e presidente del movimento è Raimondo Carlo Maria Grassi, romano, classe 1962, architetto e designer: l'iniziativa, fin dall'inizio, si è configurata come sorta "dall'irrinunciabile esigenza di riportare i cittadini romani ad occuparsi della loro città", per reagire al "totale degrado ed abbandono in cui versa" la Capitale. Obiettivo finale e dichiarato dell'azione del movimento civico è "rendere Roma, di fatto, la Capitale d'Italia valorizzandone in ogni ambito la sua storia e la sua bellezza attraverso un'oculata, attenta e competente gestione amministrativa", migliorando la qualità della vita cittadina con investimento nello sviluppo per creare lavoro e sostenere l’economia delle famiglie.
Tra i mezzi da impiegare per ottenere questo risultato, per Grassi c'è la necessità di lanciare un nuovo piano di sviluppo, con un respiro più ampio rispetto alla singola consiliatura. Per Grassi - che aveva esposto quel progetto già a marzo dello scorso anno in un convegno e pochi mesi prima aveva dato alle stampe un intero libro per presentare le proprie idee - occorre innanzitutto puntare sulla mobilità, con un utilizzo migliore delle ferrovie regionali e dell'anello intorno a Roma (che possa in qualche modo colmare le carenze di un servizio di metropolitana ritenuto non adeguato, poiché offre assai meno km di linea rispetto a Milano o a grandi città europee), così come sarebbe utile pedonalizzare piazzale Flaminio e allo stesso tempo evitare di rendere il centro storico "un fortino inaccessibile, che poi danneggia in primo luogo commercianti e quanti operano in quel settore". Occorre poi un impegno concreto e complessivo per eliminare le barriere architettoniche, per superare definitivamente l'immagine di una "Capitale inaccessibile" di cui Grassi parla.
Anche la gestione amministrativa dovrebbe subire riassetti di assoluto rilievo, a partire dal superamento del modello dei municipi ("hanno esaurito la loro funzione partita dal decentramento amministrativo degli anni '70 e mai completata, in più si tratta di organismi puramente consultivi"): Grassi propone di creare "macro-aree in cui dividere e accorpare zone della città che siano affini per territorio e per quante più criticità possibili, ragionando con un criterio che vada nell'interesse della buona amministrazione della città"Più in generale, per l'aspirante sindaco di Roma era ed è necessario anche che la politica nazionale emani un decreto speciale per Roma per attirare investimenti anche dall'estero, per creare "un canale preferenziale, nella massima trasparenza, per tutti quegli interventi destinati al miglioramento delle infrastrutture e dei servizi per la città", con meno burocrazia, così da creare concrete opportunità di crescita e di lavoro.  
La prima versione del logo
Tutto ciò e molto altro vuole essere compendiato dall'emblema che il movimento ha scelto per sé. Per il simbolo, tra l'altro, giusto dieci giorni fa (il 9 giugno) Raimondo Grassi e Maurizio Bagliani - responsabile della comunicazione di Roma sceglie Roma, oltre che membro del direttivo - hanno depositato domanda di marchio per le classi 35 (Pubblicità; gestione di affari commerciali; amministrazione commerciale; lavori di ufficio) e 41 (Educazione; formazione; divertimento; attività sportive e culturali). Nella rappresentazione spicca "il Colosseo stilizzato composto da sagome di uomini e donne che si tengono per mano": più esattamente, nella sagoma rossa ben riconoscibile dell'Anfiteatro Flavio le figure umane stilizzate, in blu come lo sfondo, danno "a ritaglio" l'impressione delle arcate dei vari ordini. Questo elemento centrale è rimasto intatto, nel logo delle origini immaginato in forma quadrata (con il nome del movimento e disposto in modo da riequilibrare l'uso dello spazio) e nella sua evoluzione nella classica forma elettorale tonda (che ha costretto a centrare il testo, avendo cura di fondere alcuni elementi delle lettere delle tre righe). Al momento, dunque, Grassi è già in grado di essere identificato da potenziali elettori ed elettrici e si prepara ad affrontare una precampagna elettorale decisamente lunga, nell'attesa di individuare i nomi per la lista, raccogliere le firme per la candidatura e conoscere i nomi di chi vorrà correre per la carica di sindaco di Roma.