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lunedì 5 ottobre 2015

Il Partito dei Socialisti, a guida Craxi (Marco), con polemiche annesse

Mentre questo sito era impegnato a capire cosa sarebbe accaduto in casa degli ex An, in vista dell'assemblea biennale della Fondazione Alleanza nazionale, due domeniche fa sempre a Roma sono tornati i socialisti. Nel senso che è nato il Partito dei socialisti, con tanto di etichetta "sottotitolo": Riformisti Democratici Liberali. Li ha fatti (ri)nascere un cittadino di Tortorici (ME) dal cognome illustre, Marco Craxi. Il centro congressi Frentani, infatti, il 26 settembre è stato teatro del primo congresso del partito che si propone di aggregare tutti coloro che, pur ritenendosi socialisti, "non si sono mai riconosciuti nella fallimentare esperienza di Riccardo Nencini", senza dimenticare chi condivide la stessa idea e si trova a disagio all'interno di Forza Italia o del Pd. 
Per coloro che si sono riuniti il 26 settembre ai Frentani, è innanzitutto necessario "per l’Italia e per gli italiani" che esista "un autentico, forte e autonomo partito socialista" che offra "proposte pratiche e concrete anche ai problemi più banali del popolo"; si può fare questo solo cercando di unire "tutte le esperienze socialiste che anche la gestione turbolenta del Psi sta in questi mesi producendo".
Quel soggeto "collettore" socialista, manco a dirlo, vuole essere incarnato proprio da Craxi (eletto dall'assise segretario nazionale) e da chi è intorno a lui, iniziando a prendere contatti nei prossimi mesi con altre forze socialiste, per arrivare poi a un secondo congresso per iniziare davvero a operare: "Qualora nei prossimi mesi l’attuale Psi non riesca ad affrancarsi in maniera netta e totale dalle sbagliate scelte politiche del PD e dei suoi derivati, di sinistra, come di destra - si legge in un comunicato del partito - la base più autenticamente socialista potrà avere in questo nuovo contenitore una nuova casa già allestita". 
Casa che, naturalmente, ha già un'insegna grafica, con tanto di descrizione ufficiale del simbolo: "una corona circolare rossa nella quale è riportata la scritta “Partito dei Socialisti Riformisti Democratici Liberali” con al centro 3 garofani rossi con gambo verde, di cui il garofano centrale ha le maggiori dimensioni. Il fondo è di colore celeste sul quale si stagliano sette linee rette gialle a simboleggiare le origini del movimento socialista, mentre i tre garofani sorgono da un terreno simbolicamente rappresentato dal tricolore italiano".
Quei garofani, a ben guardare, sono la copia carbone del fiore (a sua volta versione appena stemperata del disegno della metà degli anni '80, opera di Filippo Panseca) che era già presente nell'emblema del movimento Rinascita socialista, guidato dallo stesso Craxi nei mesi scorsi e di cui il Partito dei socialisti vorrebbe essere la continuazione. O meglio, così si pensava, perché nel sito di Rinascita socialista si legge che Craxi sarebbe invece stato espulso dal movimento per difetto di trasparenza sul meccanismo del tesseramento e sulla gestione economico-finanziaria della forza politica, nonché a causa della linea politica dell'associazione che sarebbe stata decisa dallo stesso Craxi senza consultare gli organi statutari preposti. 
A decidere l'espulsione di Marco Craxi (di cui il collegio dei probiviri ha preso atto) sono stati gli altri due soci fondatori di Rinascita socialista, il coordinatore nazionale Emilio Ierace e il presidente Vittorino Navarra: quest'ultimo, peraltro, mantiene tuttora la segreteria di Rinascita socialdemocratica, partito dal nome simile ma distinto, trattandosi del soggetto politico nato negli anni '90 per opera di Luigi Preti e di cui Navarra ha "ereditato" la guida. "Stiamo tentando di mettere insieme un progetto politico nuovo - spiega - dal nome 'Un’italia diversa', visto che questa non ci piace: per fare questo, partiamo da una riunificazione socialista e socialdemocratica, di coloro che hanno quelle idee e non hanno avuto una responsabilità di governo, per costruire tutti insieme una realtà che mandi democraticamente a casa questa classe politica inetta e corrotta. Anche per questo, cerchiamo di prendere accordi col M5S e Lega Nord, gli unici due soggetti politici che oggi si differenziano molto da tutti gli altri". In tutto questo, comunque, per Navarra "Marco Craxi ha avuto atteggiamenti non consoni a un progetto politico come quello che volevamo portare avanti e che lui stesso aveva iniziato". Sempre dal sito si apprende che Craxi sarebbe stato diffidato da Navarra e dal coordinamento di Rinascita socialista affinché non usi nome e simbolo dell'associazione, né convochi riunioni di qualunque tipo in nome della stessa. E' forse per questo che Craxi e gli altri hanno deciso di usare denominazione ed emblema nuovi (via, quasi nuovi) per il loro congresso del 26 settembre?

venerdì 13 marzo 2015

Rinascita socialista, si rivede il garofano (e il cognome Craxi)

C'erano una volta i socialisti del garofano. Qualcuno però sarebbe tentato di precisare subito: "veramente ci sono ancora". Meglio chiarire allora: da almeno quindici anni, i socialisti in Italia si dividono tra gli estimatori della rosa (collocati a sinistra, dallo Sdi di Boselli in poi, passando per la Rosa nel pugno fino al Psi oggi guidato da Nencini) e gli affezionati appunto al garofano (specialmente in area destra, con il Nuovo Psi e prima ancora con il Ps di De Michelis, ma ce ne sono e ce ne sono stati anche altrove). Dal 24 gennaio, però, è spuntato un altro garofano, che guarda chiaramente al passato di marca craxiana. E non solo nella grafica.
Già, perché quel giorno si è riunita per la prima volta la direzione nazionale (provvisoria, ovviamente) di Rinascita socialista e il suo segretario nazionale, confermato per acclamazione, si chiama Marco Craxi. In alcuni siti che hanno ripreso la notizia si precisa subito, a scanso di equivoci, che non si tratta di un parente del primo presidente del consiglio socialista: lui è siciliano, "autentico figlio – si legge su ApprodoNews – di quella stessa nobile terra in cui affondano le radici della famiglia di Bettino". 
Ma cos'è, dunque, Rinascita socialista? Il sito del movimento lo qualifica come "soggetto politico di ispirazione socialista, democratico e riformista distante da logiche e posizioni politiche estremistiche": la realtà si propone come "laboratorio politico culturale", volto soprattutto a "rilanciare quegli ideali socialisti che hanno fatto dell’Italia negli anni d’oro, una delle nazioni più virtuose d’Europa". Non manca anche qui l'idea di rimettere insieme i pezzi del mondo socialista, ponendo fine a una diaspora iniziata nel 1994 (o anche prima, volendo), magari con un po' di rivincita verso chi aveva contribuito alla sparizione di uno dei più consistenti soggetti politici tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90. 
Anche per questo, probabilmente, il movimento non poteva che distinguersi con il garofano. Il modello non è quello delle origini disegnato da Ettore Vitale (e che conviveva con gli "arnesi", la tradizionale coppia falce-martello, con un sole invisibile), ma quello dell'era craxiana più pronunciata, partorito probabilmente da Filippo Panseca: la sagoma è proprio quella e, a scongiurare la somiglianza totale, interviene qualche tocco di Photoshop che ne stempera i margini.
È l'intera grafica, peraltro, a profumare di anni '80, con qualche correzione di troppo: la doppia corona è quella storica (ma l'anello esterno è tricolore), in compenso – in pieno horror vacui contemporaneo – si pensa di riempire il cerchio interno con i colori di uno stilizzatissimo sole nascente dal mare (fin troppo piatto, con qualche riga scura non proprio benaugurante).  La stessa idea, per intenderci, che nel 1969 – dopo l'esperimento della "bicicletta" Psi-Psdi – aveva fatto inserire falce, martello e libro nella pancia del sole socialdemocratico. In basso, nella corona rossa, non c'è più la sigla Psi, ma R.D.L., per simboleggiare il progetto politico dell’Unità per il socialismo Riformista, Democratico e Liberale (ma senza spiegazione era un po' difficile arrivarci, ammettiamolo). 
A voler essere pignoli, naturalmente, come non è nuovo il garofano, non è originale neppure il nome. Perché Rinascita socialista l'aveva già fatta il campano Enzo Mattina, a luglio del 1993 – quando Ottaviano Del Turco non aveva ancora tolto il garofano dal simbolo – anche se graficamente aveva osato di più: in un cielo irrealmente rosso, sopra il mare, volava un gabbiano bianco, persino delicato. 
Chissà se Marco Craxi conosceva il precedente omonimo; al momento, il movimento pensa a chiarire la sua posizione. "Siamo socialisti. Punto. Non vogliamo stampelle, non faremo da stampella ad alcuno. Riteniamo che l’ideale socialista sia stato violentato e si sia abdicato per finalità ben lontane dall’interesse del popolo. E’ dal popolo, che stiamo ripartendo per costruire un soggetto politico vero, capace di dare risposte concrete e tangibili anche ai più piccoli bisogni della gente". Magari quel garofano tornerà su qualche scheda locale, alle prossime amministrative, sempre che qualcuno che si ritiene erede del vecchio simbolo non si metta di traverso...