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domenica 15 ottobre 2023

Foggia, simboli e curiosità sulla scheda

Si è parlato delle elezioni suppletive che si terranno il 22 e il 23 ottobre, poi delle elezioni provinciali previste per il solo giorno 22 a Trento e Bolzano; occorre però non dimenticare che domenica e lunedì si terranno anche le elezioni nei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose in Sicilia, ma pure a Foggia. Lì, infatti, dopo le elezioni del 2019, si sarebbe dovuti tornare alle urne il prossimo anno; in realtà, però, il 4 maggio 2021 si era dimesso il sindaco Franco Landella (espressione della Lega e sostenuto dal centrodestra); due settimane più tardi Landella e alcuni consiglieri venivano arrestati (è in corso il processo per corruzione e tentata concussione) e l'amministrazione comunale veniva sciolta.
Dopo oltre due anni di affidamento ai commissari straordinari, ora Foggia torna al voto, con 5 aspiranti alla carica di sindaco e 23 liste a sostegno (nessuna persona candidata corre con l'appoggio di una sola lista).

Giuseppe Mainiero

1) Giuseppe Mainiero sindaco

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Giuseppe Mainiero, ma sarebbe bene dire "ricollocato": anche nel 2019, infatti, i manifesti e le schede erano stati aperti da Mainiero (in passato capogruppo di Fdi), allora con il suo movimento civico Foggia in testa (simbolo: un berretto). Questa volta le liste sono due: la prima, Giuseppe Mainiero sindaco, è quella più legata all'aspirante primo cittadino e il contrassegno si presenta molto semplice sul piano grafico, contenendo solo il nome della lista (bianco e azzurro, con il cognome del candidato in evidenza) su fondo blu scuro. 
 

2) Resto a Foggia

La seconda lista è quella di Resto a Foggia, il comitato legato a Mainiero e nato nel 2022 (assai critico con le ultime amministrazioni): nel simbolo si riconosce la Fontana del Sele, il cui basamento diventa la "i" di "Foggia"; in filigrana, sullo sfondo color verde acqua, si intravede una stilizzazione di alcune chiese e case della città. Della coalizione non fa invece parte il MoVimento 5 Stelle, con cui erano state condivise attività e iniziative in passato: Mainiero aveva auspicato la convergenza del M5S sulla sua candidatura, ma il partito guidato da Giuseppe Conte ha fatto scelte diverse, come si vedrà. 
 

Antonio De Sabato

3) De Sabato sindaco x Foggia

Conosce già il consiglio comunale di Foggia per esservi entrato nel 2021 (per la lista Senso civico, dopo le dimissioni di Leo Di Gioia) Antonio De Sabato, che si presenta sostenuto da due liste. La prima, secondo lo stesso schema appena visto per Mainiero, è quella che è maggiormente espressione dell'aspirante guida del comune: il simbolo di De Sabato sindaco x Foggia è piuttosto semplice, con il nome del candidato azzurro in buon rilievo nel semicerchio superiore bianco e l'espressione "sindaco x Foggia" (con il "per" simile a una croce tracciata a mano, ma senza rischio di confusione essendo gialla: si noti anche il "per" volto a sottolineare il servizio nei confronti della città) nella parte inferiore su fondo fucsia. In parte, paradossalmente, i colori possono ricordare quelli usati da Italia viva (cui De Sabato aveva inizialmente aderito, sia pure per pochissimo tempo).
 

4) Progetto Concittadino

La seconda lista a sostegno di De Sabato (anche se non porta il suo nome nel contrassegno) è Progetto Concittadino, "mobilitazione dal basso che nasce dal desiderio di rinnovamento e riscatto di tanti foggiani". Il progetto è nato parecchi mesi fa, con il lancio dei PolisLab, tavoli tematici che hanno visto anche la partecipazione di Luigi De Magistris (che sostiene De Sabato). Il simbolo, oltre al nome, contiene le sagome di quattro persone stilizzate che si prendono per mano e scalano cromaticamente dall'azzurro all'arancione al verde al fucsia (di nuovo), poggiando su un segmento azzurro sfumato in cui è riportato il nome del comune. 
 

Nunzio Angiola

5) Orà!

Conta sull'appoggio di quattro liste Nunzio Angiola, professore di Economia aziendale all'università di Foggia, ex deputato (eletto nel 2018 con il M5S, poi passato ad Azione, senza esserne espressione ora) e primo a proporsi come candidato per la guida del comune di Foggia. La prima lista a essere sorteggiata è l'ultima nata, Orà!, nome che - oltre a ricordare "ora" per invitare al cambiamento immediato - è la parola "sì" in lingua arbëreshë. Il nome e il riferimento al sindaco sono sovrapposti a una foto in bianco e nero del Pronao della Villa comunale, che tra l'altro si trova a pochissima distanza dalla già vista Fontana del Sele.
 

6) Foggia 5.0

Seconda lista sorteggiata della coalizione di Angiola è Foggia 5.0, associazione guidata da Carlo Russo che fin dall'inizio ha sostenuto la candidatura dell'ex parlamentare. Il nome scelto suggerisce l'idea di un cambiamento notevole della città e di una sua modernizzazione da apportare con il cambio di amministrazione. Come immagine è stata scelta - probabilmente cercandola in Rete - una mano reale che tocca l'indice di una mano robotizzata e fa scattare una scintilla di luce, il tutto avendo sullo sfondo blu scuro circuiti, cloud, codici e altri elementi chiaramente riferiti alla tecnologia. 
 

7) Effetto Foggia

Pure la terza lista sorteggiata, Effetto Foggia, è stata al fianco di Angiola fin dall'inizio (essendo guidata da lui, mentre il vicepresidente, il medico Francesco Sollitto, è ora capolista). Il nome ricorda Effetto Parma, lista con cui Federico Pizzarotti fu rieletto sindaco della città ducale nel 2017 dopo aver lasciato il MoVimento 5 Stelle: proprio Angiola, nella sua presentazione della candidatura, aveva citato l'esempio di Pizzarotti. Niente nodo giallo-blu nel simbolo, però, ma l'immagine in filigrana di Federico II con il suo falcone, proveniente dal suo trattato De arte venandi cum avibus; sul fondo rosso emerge anche un tracciato che ricorda quello dei sismografi, di un elettrocardio/encefalogramma o di un semplice rilevatore di suoni, per dire che c'è movimento, c'è attività.
 

8) Angiola sindaco

La stessa immagine di Federico II si ritrova anche sul fondo del contrassegno dell'ultima lista, Angiola sindaco, di diretta espressione del candidato. Qui, però, invece del rosso domina il blu (con l'immagine federiciana riportata in azzurro) e il cerchio è bordato di giallo. I primi tre candidati, dunque, hanno una caratteristica in comune: a dispetto del loro passato politico (più o meno recente), si propongono tutti con una caratura essenzialmente civica, in ogni caso proponendo discontinuità rispetto all'ultima amministrazione insediata in seguito a elezioni (nel 2019).
 

Raffaele Di Mauro

9) Liberali e riformisti - NPsi

Dispone di cinque liste il candidato del centrodestra, Raffaele Di Mauro, avvocato e consigliere comunale nella consiliatura terminata in anticipo nel 2021. Prima formazione, già vista altrove in precedenza, è quella dei Liberali e riformisti, che di fatto è una delle vesti con cui si presenta alle elezioni locali il Nuovo Psi: sotto il segmento curvilineo blu, infatti, c'è il garofano simile a quello usato dal partito di Lucio Barani e Stefano Caldoro dal 2006 e la sigla a fianco non lascia dubbi sul soggetto presentatore della lista (anche se il carattere usato ricorda molto l'ultimo impiegato dal Psi di Enzo Maraio).
 

10) Prima Foggia

La seconda lista sorteggiata è Prima Foggia. Nel 2019 alle comunali aveva corso direttamente la Lega (con il riferimento alla Puglia nel simbolo, sotto al cognome di Matteo Salvini); questa volta il partito ha scelto - com'è avvenuto dal 2021 in avanti in varie competizioni elettorali al centrosud - di utilizzare la formula delle liste "Prima + comune". Ecco dunque che anche a Foggia compare il contrassegno dal fondo blu sfumato, con la denominazione scelta e, accanto, l'elemento tricolore ricurvo per cercare di andare oltre Alberto da Giussano senza cambiare i valori e gli obiettivi di riferimento.  
 

11) Forza Italia

In terza posizione all'interno della compagine di centrodestra si trova il partito cui appartiene Di Mauro e con cui era stato eletto nel 2019, cioè Forza Italia. In quell'occasione Fi aveva inserito nel proprio contrassegno anche il cognome del candidato Landella (che pure, come si è visto, faceva riferimento a un'altra forza politica); questa volta, invece, benché l'aspirante sindaco sostenuto sia proprio forzista, si è preferito usare l'emblema elettorale con la bandierina debordante e, al di sotto, solo il cognome di Silvio Berlusconi, senza altri riferimenti. Basterà per essere, come nel 2019, la lista più votata di tutte (13,59%)?
 

12) Fratelli d'Italia

Subito dopo Forza Italia, il sorteggio ha collocato la lista di Fratelli d'Italia, che completa dunque lo schieramento dei partiti maggiori del centrodestra. Il contrassegno impiegato questa volta è quello che ormai siamo abituati a trovare su quasi tutte le schede elettorali a partire dal 2018, con il simbolo ufficiale del partito inserito in un cerchio blu e bianco dalla struttura simile, con il nome di Giorgia Meloni in evidenza nella parte superiore; leggermente diverso era stato l'emblema del 2019, visto che era identico a quello schierato per le europee (con i riferimenti ai sovranisti e ai conservatori nella parte inferiore del cerchio grande). 
 

13) Lista Di Mauro Sindaco - Noi moderati per Foggia

L'ultima formazione del centrodestra ha natura mista, civico-politica. La Lista Di Mauro sindaco, infatti, si presenta come quella più vicina all'aspirante primo cittadino (anche perché è l'unica a contenere nel contrassegno il nome del candidato, azzurro su fondo blu, colori comunque cari a quell'area politica). Se la maggior parte del cerchio è dedicata a Di Mauro, la parte inferiore (sotto a un elemento tricolore) ospita la dicitura Noi moderati per Foggia: non si tratta dell'indicazione di una generica area politica, ma proprio del partito guidato a livello nazionale da Maurizio Lupi (come evoluzione di Noi con l'Italia), anche se non c'è alcun richiamo al simbolo ufficiale del partito.
 

Maria Aida - Tatiana Episcopo

14) Nessuno escluso

L'ultima candidatura indicata su manifesti e schede è anche quella sostenuta dalla coalizione più ampia: Maria Aida Episcopo, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, avrà con sé ben dieci liste. Il sorteggio ha collocato per prima l'unica formazione che mostra nel simbolo il nome della candidata ("sindaca", come si legge correttamente nella scritta interna): si tratta di Nessuno escluso, lista civica che punta sul valore dell'inclusione come fattore positivo; non a caso il simbolo scelto richiama un tradizionale emoji giallo sorridente, con l'ultima "o" del nome trasformata in un occhio della "faccina". 
 

15) Partito democratico

Come seconda lista della coalizione a sostegno di Episcopo è stata estratta quella del Partito democratico, che conferma la scelta grafica di tutte le scorse elezioni, per cui è sempre stato schierato il simbolo ufficiale nazionale del partito, senza specificazioni territoriali e senza aggiunte di nomi. Da quando ha concorso alle amministrative foggiane, il Pd è sempre stato il partito più forte della coalizione di centrosinistra; ora dovrà vedersela con il MoVimento 5 Stelle, visto che a sostenere Episcopo è un campo largo, anzi, larghissimo (e nel 2019 il M5S aveva ottenuto più dei dem).
 

16) Italia del Meridione

Del campo largo, larghissimo appena menzionato fa parte anche il partito territoriale Italia del Meridione (fondato da Giuseppe Ferraro e Orlandino Greco già nel 2013), che in questo sito è apparso alle elezioni del 2020 di Crotone (nella coalizione a trazione centrodestra) e, soprattutto, al deposito dei contrassegni in vista delle ultime elezioni politiche (presentato dal nuovo segretario Vincenzo Castellano), anche se prima si chiamava L'Italia del Meridione, con l'articolo davanti. Il simbolo è rimasto uguale, con la sigla tricolore su fondo azzurro (e la "d" trasformata in asta per una bandierina tricolore ondeggiante), in più è stato inserito il riferimento a Foggia.
 

17) Riscossa civile

Come quarta lista si trova Riscossa civile, cartello elettorale che unisce varie forze all'insegna del lavoro, dell'ambiente e della legalità (come si legge all'interno del contrassegno). Inizialmente era previsto che componessero la lista il Partito socialista italiano (in lista c'è anche Luigi Iorio, ex candidato alla segreteria nazionale del Psi e ora coordinatore della segreteria) e Senso civico, formazione legata ad Alfonso Pisicchio (il verde che racchiude la parte superiore del simbolo è quello di Sc); in un secondo momento, alle "pulci" delle due formazioni si è aggiunta quella di Europa Verde, che dunque ha rafforzato la proposta ambientale di questa lista.
 

18) Popolari per Foggia

Dopo Riscossa civile, sulla scheda elettorale trovano spazio i Popolari per Foggia, declinazione locale di una formazione che è ben nota in Puglia, quella dei Popolari [al centro] legati a Gianni Stea e Salvatore Ruggeri (da non confondere con Puglia Popolare, legata a Massimo Cassano, che pure aveva condiviso una prima parte del percorso anni fa). Il simbolo somiglia molto a quello visto alle regionali pugliesi nel 2020 (Popolari con Emiliano), con il fondo blu con cuore stilizzato azzurro e la scritta bianca e gialla in primo piano. 
 

19) Comunità politica PER Foggia

Si è tramutata in lista anche l'esperienza della Comunità politica PER Foggia, nata dopo lo scioglimento dell'amministrazione comunale foggiana nel 2021, promossa tra gli altri dal docente di microbiologia agraria Luciano Beneduce (che ora è capolista) e considerata una formazione nata dalla "sinistra diffusa". Il simbolo scelto vede come elemento grafico principale un cavallino che staziona, ritto pur essendo in verticale, sull'arcobaleno che occupa la parte sinistra del simbolo; il cavallo e la parte inferiore del cerchio sono tinti dello stesso colore marrone-bordeaux, su cui spicca il nome della lista scritto in bianco e in giallo.
 

20) Tempi nuovi per Foggia

La settima lista a favore di Episcopo conferma che si è di fronte davvero a un campo largo, larghissimo e, per di più, desta qualche interesse per le forze che tiene insieme. Tempi nuovi per Foggia, infatti, unisce nello stesso contrassegno Tempi nuovi - Popolari uniti, cioè la nuova rete cattolico-moderata promossa da Giuseppe Fioroni, Azione e Italia viva (niente spunta volante, ma il nome scritto in blu rispetta comunque la successione di maiuscole e minuscole del simbolo originale). Graficamente il risultato forse non è il massimo, ma è interessante vedere quest'unione, anche alla luce dell'adesione di Tempi nuovi al Partito democratico europeo (cofondato nel 2004 da Francesco Rutelli e al momento già "casa" di Italia viva e L'Italia c'è).
 

21) Con Foggia

Nella coalizione che appoggia Episcopo si ritrova anche Con Foggia, declinazione locale di Con, la formazione più vicina al presidente della giunta regionale Michele Emiliano: il simbolo, infatti, è lo stesso già visto in precedenza (fondo giallo, tranne che per lo spazio interno della "o"), con l'aggiunta del nome del comune subito sotto. In un primo tempo la presenza in coalizione di Con non sembrava del tutto scontata (essenzialmente per dubbi legati alla candidatura alla guida del comune), ma a sbloccarla è stato un accordo diretto tra lo stesso Emiliano e Giuseppe Conte stretto e reso noto alla fine di agosto.
 

22) Noi popolari

Penultima lista della coalizione in appoggio a Episcopo risulta essere Noi popolari, progetto politico partito dall'esperienza dei Popolari per Bari nel 2019 (e consigliere barese è il segretario regionale, Pasquale Magrone; a livello provinciale il coordinatore è Giuseppe Marasco); proprio da quella lista viene il cuore rosso pennellato che si vede sullo sfondo; al centro, invece, c'è un cuore molto simile su fondo blu sfumato accompagnato al nome della lista; non manca nella parte inferiore un piccolo tricolore sempre pennellato, magari per segnalare l'aspirazione a costruire qualcosa di più esteso sul piano territoriale. 
 

23) MoVimento 5 Stelle

Chiude la coalizione del campo largo, larghissimo (e anche la stessa scheda elettorale) la lista del MoVimento 5 Stelle, vale a dire proprio la forza politica che, dopo avere battuto il Pd in termini di voti nel 2019 (venendo superato solo da Forza Italia), ha proposto il nome di Maria Aida Episcopo, chiedendo alle altre forze politiche di convergere sulla sua candidatura. Pur essendo stato il proponente, nemmeno il M5S schiera il nome della candidata nel proprio simbolo: a finire sulle schede è l'emblema ufficiale nella sua ultima versione, quella un po' più rossa rispetto al passato, con il riferimento al 2050 come anno della "neutralità climatica". 

sabato 27 maggio 2023

Siracusa, simboli e curiosità sulla scheda

Dopo Catania, il capoluogo più popoloso tra quelli chiamati al voto in Sicilia il 28 e il 29 maggio è Siracusa. Se elettrici ed elettori catanesi cambieranno necessariamente sindaco, a Siracusa l'amministrazione potrebbe restare nelle stesse mani: il primo cittadino uscente, Francesco Italia, infatti si ripresenta, in cerca del secondo mandato. Trova a sfidarlo altre 7 persone: sulla scheda le liste saranno ben 25 e meritano attenzione, anche perché le coalizioni in gioco sono ben 6. Di più, nel 2019 il consiglio comunale fu di fatto sospeso, per il voto contrario al rendiconto, mentre rimase in piedi la giunta. Vale giusto la pena ricordare che a Siracusa, come a Catania, vale la regola in base alla quale per vincere al primo turno al candidato più votato basta il 40%.

Ferdinando Messina

1) Democrazia cristiana

Il sorteggio ha collocato al primo posto Ferdinando Messina, candidato proposto dalla coalizione di centrodestra (che pure non copre tutta quell'area), già assessore e presidente del consiglio comunale. La sua compagine elettorale è senza dubbio la più numerosa, essendo formata da ben sette liste. Risulta estratta per prima quella della Democrazia cristiana: dei vari partiti che rivendicano continuità giuridica con la Dc storica, è quello alla cui segreteria è da poco approdato Totò Cuffaro. Il simbolo è lo stesso depositato al Viminale lo scorso agosto, con la bandiera bianca crociata e appena sventolante su fondo blu, collocata al centro tra la sigla e il nome.
 

2) #Lab - Laboratorio civico Siracusa 2023

Se la prima lista ha natura politica, la seconda si qualifica come nettamente civica. #Lab - Laboratorio civico Siracusa 2023 è una realtà locale di persone giovani che - lo si legge nei testi diffusi dalla lista stessa - si sono affacciate per la prima volta alla politica locale e all'impegno diretto. La lista, promossa da Salvatore Castagnino, ha come simbolo un fumetto fucsia con il "cancelletto" (pensato come rivolto soprattutto a un target giovanile) a fianco dell'abbreviazione bianca "lab", entrambe ben visibili sul fondo grigio del contrassegno (che contiene anche il resto del nome della formazione elettorale, in corpo molto più piccolo).   
 

3) Popolari e autonomisti - Noi con la Sicilia

Come a Catania, anche a Siracusa ha presentato una propria lista il gruppo di Popolari e autonomisti - Noi con la Sicilia, che vede uniti il Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo e il Cantiere popolare di Francesco Saverio Romano. Il simbolo è proprio identico a quello annunciato sulle schede elettorali catanesi, con la colomba del Mpa nella parte inferiore, collocata sopra la bandiera che per il Cantiere popolare sarebbe tricolore, mentre qui prende i colori regionali (giallo e rosso, mentre lo stemma comunale ha come tinta dominante il verde); il tutto è racchiuso in una corona blu che contiene il resto del nome. 
 

4) Insieme

Il sorteggio ha continuato l'alternanza tra formazioni politiche e civiche. In quarta posizione, infatti, si trova Insieme, formazione che si qualifica già all'interno del contrassegno come "Lista Civica", mentre su Fb si definisce quale "progetto politico-sociale, creato su misura per Siracusa e per i cittadini". Non stupisce, in questo senso, la presenza di cinque sagome di persone (raffigurate a mezzo busto) disposte "a piramide", proprio a significare un'unione di persone; il disegno stilizzato è in qualche modo racchiuso in un arco multicolore composto da vari "conci" che ricorda sia un teatro greco (come quello locale ben noto) sia un emiciclo (quello del consiglio comunale).
 

5) Prima l'Italia - Siracusa protagonista

La quinta lista, secondo l'ordine di estrazione, unisce due forze distinte, come il simbolo mostra. Prima l'Italia, come si è ricordato, è vicina alla Lega (che nel 2018 - anche qui, come a Catania - si era presentata schierano nello stesso simbolo anche Noi con Salvini, ottenendo l'1,33% a sostegno di Francesco "Ciccio" Midolo), ma nel simbolo ha più rilievo - costituendo di fatto una "bicicletta" a ruote ineguali - il simbolo di Siracusa protagonista, che nel 2018 aveva già fatto parte della coalizione di centrodestra a sostegno di Reale "Paolo" Ezechia ed era stata promossa dall'ex deputato regionale Enzo Vinciullo (indicato con evidenza nell'emblema, sotto al semicerchio tricolore che contiene il nome dell'ex lista), ottenendo un significativo 7,5% (ma si era vista pure nel 2013, sempre con lo stesso candidato).  
 

6) Forza Italia

Non poteva mancare, all'interno della coalizione di centrodestra, la lista di Forza Italia, anche perché quella forza politica ha espresso proprio Ferdinando Messina. Rispetto a cinque anni fa la bandierina tricolore è molto più evidente, visto che è stato usato un contrassegno identico a quello coniato per le elezioni europee del 2014, con il vessillo stilizzato tutto contenuto nel cerchio e al di sotto solo il cognome di Silvio Berlusconi, senza alcun riferimento al comune in cui si vota, com'era stato invece cinque anni fa; allora la lista superò il 9,5% e risultò essere la migliore della coalizione, si vedranno i nuovi risultati tra poche manciate di ore.

7) Fratelli d'Italia

La coalizione di centrodestra è chiusa dalla lista di Fratelli d'Italia, che schiera esattamente lo stesso simbolo presentato nel 2018 (cioè il contrassegno che Fdi impiega alle elezioni - variazioni a parte - proprio dalle penultime elezioni politiche). Il simbolo, comunque ben noto, suggerisce una riflessione a partire dall'evidenza riservata al nome di Giorgia Meloni: nessun contrassegno di lista della coalizione di Ferdinando Messina contiene alcun riferimento al candidato sindaco. Ciò, ovviamente, non può essere casuale, ma deve considerarsi frutto di una precisa scelta da parte delle forze politiche e civiche di quella compagine.
 

Francesco Italia

8) Noi per la città

La seconda candidatura estratta è quella del sindaco uscente, Francesco Italia, imprenditore, arrivato al voto nel 2018 da vicesindaco di Giancarlo Garozzo e sostenuto al ballottaggio anche dal centrosinistra. In quest'occasione lo appoggiano quattro liste, la prima delle quali è Noi per la città. Pure sul piano visivo la formazione intende qualificarsi come lista civica (e non solo perché lo si trova scritto espressamente): sopra uno segmento multicolore (ricco di sfumature) si vedono vari monumenti della città, facilmente riconoscibili, come il teatro greco, il duomo e il santuario della Madonna delle lacrime.
 

9) Oltre - Movimento per la Rigenerazione

Seconda lista a sostegno di Italia è Oltre, formazione che aveva già partecipato alle ultime elezioni amministrative, allora a sostegno di Fabio Granata. Proprio Granata (già Pdl, tra i fondatori di Fli e poi di Green Italia nonché di #DiventeràBellissima, sostenitore di Italia al ballottaggio nel 2018) guida il movimento politico in cui si è trasformata la lista, che si è qualificato come Movimento per la RigenerAzione. Proprio questo nome figura nella parte inferiore del simbolo (abbinato a uno schizzo tricolore), mentre nella parte superiore c'è ancora il sole con due uccelli in volo a fianco, su fondo azzurro cielo, per dare l'idea dell'andare e del volare "oltre". La "A" di "Azione" maiuscola ricorda in qualche modo anche il ruolo che Italia riveste nel partito guidato da Carlo Calenda.

10) Siracusa Più Verde

Pure la terza lista della coalizione che appoggia la ricandidatura di Italia ha natura civica: a giudicare dal nome scelto, Siracusa più Verde, essa si rivolge a coloro che manifestano una sensibilità spiccatamente ambientalista e che hanno attenzione per il decoro della città e per la sua vivibilità. Il contrassegno elettorale, in coerenza con la denominazione individuata, è ovviamente a fondo verde; sotto al testo del nome, di colore bianco, si vedono un albero e un tappeto di fiori stilizzati, per raffigurare in concreto il taglio e il target della lista. In fondo questo è l'emblema più pieno e più carico dei quattro.
 

11) Francesco Italia sindaco

Quarta e ultima lista di questa coalizione è Francesco Italia sindaco, dunque quella più legata al primo cittadino uscente (nonché l'unica, a ben guardare, che contiene il riferimento al candidato sindaco). La lista aveva già concorso alle elezioni del 2018, ma la grafica è cambiata rispetto a cinque anni fa: se allora c'era una semplice fascia tricolore che appariva leggermente piegata al di sotto del nome, stavolta il tricolore è reso da due "mezzelune" (una verde e una rossa su fondo bianco) che racchiudono la denominazione della lista e delimitano anche lo spazio del contrassegno, insieme alla circonferenza blu. 

Giancarlo Garozzo

12) SiAmo Siracusa

Tra gli sfidanti di Italia c'è anche Giancarlo Garozzo, vale a dire colui che era sindaco quando Italia era il vice e che non si era ripresentato nel 2018. Questa volta torna a correre con il sostegno di tre liste. La prima, SiAmo Siracusa, si qualifica come formazione civica, che interpreta in modo graficamente originale l'accorgimento identitario-affettivo "SiAmo": la "a" non è semplicemente resa in maiuscolo (tutto il testo lo è) e con un colore diverso, ma è addirittura riportata con un corpo molto più grande, per cui il nome si può leggere anche "Siamo a Siracusa"; la forma della A ricorda pure quella del santuario della Madonna delle lacrime (in un primo tempo riportata nella grafica). Sullo sfondo si vede bene una stilizzazione dall'alto del Teatro greco.
 

13) Fuori Sistema per Siracusa

La seconda lista è già nota ai siracusani. Fuori Sistema per Siracusa, infatti, si era già presentata nel 2018, in appoggio a Francesco Italia (il nome intendeva contestare il "sistema Siracusa" al centro di indagini). In questo caso, invece, la formazione sostiene Garozzo e sembra mutare leggermente natura. Se pure cinque anni fa i colori erano arancione, marrone e senape, questa volta nel simbolo appare una bilancia (segno della giustizia, anche se i piatti non sono pari) e, soprattutto, nella parte superiore appare la "spunta alata" di Italia viva, partito al quale Garozzo appartiene dal 2019. 
 

14) Grande Siracusa

Ultima delle tre liste in corsa in appoggio a Giancarlo Garozzo (anche se in un primo tempo nelle grafiche ne erano contemplate quattro, includendo anche il simbolo di Cantiere Siracusa, poi non presentata) è Grande Siracusa, altra formazione civica che in questo caso è inedita, non avendo corso a precedenti elezioni. Lo sfondo del contrassegno è tinto di un insolito verdino molto tenue, sul quale sono stati inseriti un cuore bianco incompleto con bordo tricolore e una fascia - sempre bianca - con il nome della lista riportato in verde (anche se graficamente si potevano forse trovare soluzioni più efficaci). 
 

Renata Giunta

15) Renata Giunta sindaca

Quarta candidatura alla guida del comune di Messina, sempre seguendo l'ordine del sorteggio, risulta essere quella di Renata Giunta, esperta di scienze del lavoro e progettazione, nonché già a capo di Libera a livello locale. La sostengono quattro liste, a partire da quella a lei più vicina, Renata Giunta sindaca: il contrassegno della lista civico-personale impiega una grafica molto semplice, con il nome arancione, il cognome e il segmento inferiore color porpora e la sottolineatura del nome in blu (da segnalare l'uso del termine "sindaca" correttamente volto al femminile, anche per segnalare la discontinuità rispetto a proposte essenzialmente maschili).   
 

16) Partito democratico

Seconda lista in appoggio a Giunta è quella presentata dal Partito democratico, che ha scelto di convergere sulla candidata attuale, pur essendo stata proposta dalle altre forze politiche della coalizione; anzi, proprio la scelta finale di Giunta ha consentito la corsa comune del centrosinistra e del M5S nella medesima coalizione. Il simbolo schierato in queste elezioni è quello ufficiale del Pd, con l'aggiunta nella parte inferiore di un segmento verde, contenente il riferimento alla candidata sindaca (anche qui, dunque, è stata mantenuta la stessa formula testuale vista nel primo contrassegno analizzato). 
 

17) Lealtà e Condivisione - Progressisti Verdi e Sinistra

Come terza lista in appoggio a Giunta c'è Lealtà e Condivisione - Progressisti Verdi e Sinistra. La prima parte del nome si riferisce al movimento - nato come associazione - che nel 2018 aveva candidato come sindaco Giovanni Randazzo; la seconda fa chiaramente riferimento all'Alleanza Verdi e Sinistra, di cui riprende in parte la grafica (sostituendo la prima parola con "Progressisti", per indicare un'area più ampia rispetto ai partiti Europa Verde e Sinistra italiana). Nella parte superiore del contrassegno, su fondo rosso, è stato inserito il logo del primo movimento, che accosta le iniziali delle due parole principali (Le C), con una mano aperta all'interno della C (come a "battere il 5") 
 

18) MoVimento 5 Stelle

Ultima delle quattro liste che appoggiano la candidatura di Renata Giunta è il MoVimento 5 Stelle, che nel 2013 e nel 2018 aveva sostenuto un proprio aspirante sindaco (prima Marco Ortisi, poi Silvia Russoniello), mentre questa volta ha scelto di promuovere e accettare una coalizione più ampia. Il contrassegno schierato riproduce anche a Siracusa - come in tutt'Italia da vari mesi a questa parte - il secondo dei simboli ufficiali del M5S, identico a quello tradizionale nella parte superiore, mentre nella parte bassa è stato inserito - in un segmento rosso - il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica.    
 

Roberto Trigilio

19) Trigilio sindaco di Siracusa

La coalizione più ristretta di queste elezioni siracusane è quella che appoggia Roberto Trigilio, già consigliere del M5S e stavolta aspirante sindaco sotto le insegne di Cateno De Luca. In analogia a quanto visto a Catania, le liste sono due, concepite graficamente in modo omogeneo. La prima è Trigilio sindaco di Siracusa, con la lista scritta su fondo verde; subito sotto, però, c'è  una fascia rossa contenente il riferimento proprio a De Luca, mentre nella parte inferiore è stata inserita la miniatura del simbolo di Sicilia Vera, prima formazione fondata da De Luca e riconosciuta ufficialmente come partito.
 

20) Sud chiama Nord

La seconda lista della coalizione, ovviamente, non poteva che essere Sud chiama Nord, dunque il progetto elettorale avviato da Cateno De Luca prima delle elezioni politiche del 2022. Se a Catania il nome di De Luca era presente solo sull'altra lista mentre il candidato sindaco Gabriele Savoca era citato in entrambi i contrassegni, in questo caso accade il contrario: Trigilio sta solo sulla lista vista prima, mentre il simbolo di Sud chiama Nord (nella versione con la freccia nella prima "D") contiene solo il riferimento a De Luca, che - vista l'espressione impiegata sul simbolo - appare direttamente impegnato per la competizione elettorale di Siracusa.
 

Edgardo "Edy" Bandiera

21) Unione di centro

L'ultima coalizione presentata a Siracusa ed estratta - curiosamente il sorteggio ha collocato tutti i candidati sostenuti da coalizione uno dopo l'altro - è quella che appoggia Edgardo Bandiera, già candidato sindaco nel 2013 per Pdl, Centro democratico e due liste civiche. Lo sostengono tre liste, l'unica politica delle quali è quella dell'Unione di centro, cosa che segnala di fatto uno schieramento non completo del centrodestra a sostegno di Ferdinando Messina. Il simbolo dell'Udc è quello consueto, salvo la sostituzione - nel segmento superiore rosso - del riferimento all'Italia con quello al comune in cui si vota.
 

22) Edy Bandiera sindaco

La seconda lista è quella più vicina all'aspirante sindaco, citato non con il suo nome ma con il suo soprannome: Edy Bandiera sindaco (nel 2013 la formazione personale si chiama Con Edy per Siracusa). La grafica, in effetti, è piuttosto ordinaria e potrebbe essere adottata a Siracusa come altrove: il nome della lista (con il cognome del candidato in evidenza) è collocato nello spazio lasciato libero da uno spesso arco tricolore. Nessun riferimento locale, dunque, ma nazionale, con i colori dei partiti catch-all che sollecitano soprattutto un elettorato di centrodestra o, comunque, per lo meno moderato. 
 

23) Siracusa al Futuro

Ultima delle tre liste presentate a sostegno di Edy Bandiera è Siracusa al Futuro, con il nome scelto che propone dunque una visione proiettata in avanti per il comune chiamato al voto, senza dare alla proposta elettorale una particolare connotazione politica. L'idea viene resa graficamente con una grossa freccia gialla - nemmeno tutta contenuta nel cerchio del contrassegno - che punta verso destra e sulla quale è stata ospitata la parola "Futuro", dello stesso colore del fondo del simbolo (nessuna delle due tinte, come si è visto, è particolarmente legato all'iconografia ufficiale della città, mentre paradossalmente sono più vicine a quelle della squadra di calcio locale, con l'azzurro del fondo e il giallo-arancio del leone dello stemma). 
  

Michele Mangiafico

24) Movimento Civico4

Come accennato, il sorteggio ha collocato nell'ultima parte della scheda gli unici due candidati sindaci che risultano sostenuti da una sola lista. Il primo è Michele Mangiafico, già vicepresidente del consiglio comunale (con Progetto Siracusa), che ha costituito l'associazione proprio nel 2019: "un giorno, guardando il bugnato del portone d’ingresso di Palazzo Vermexio, [...] ho visto il numero '4' - ha dichiarato il candidato sul sito -. Nei lunghi mesi di assenza dell'assemblea degli eletti dalla nostra città, ho pensato al punto da cui ripartire per restituire a Siracusa un progetto ed una prospettiva. Il numero civico del luogo fisico dove si assumono le decisioni che possono cambiare in meglio, o in peggio, la vita di tutti noi, mi è apparso d’improvviso un compagno di viaggio importante sul cammino che ci separa dal 2023". Il simbolo contiene pure la sagoma di un bambino che viene condotto per mano dal genitore, come segno di un soggetto che guarda al futuro e accompagna. 

Abdelaaziz Mouddih

25) Vespri Siracusani

Ultima candidatura in queste elezioni è quella di Abdelaaziz Mouddih, imprenditore italo-marocchino nel settore della ristorazione attivo a Siracusa. La sua lista si chiama Vespri Siracusani: se il nome pesca nella storia dell'isola e del territorio e invita al risveglio e alla novità (mettendo insieme tra l'altro istanze di sinistra radicale e di destra sociale, queste ultime apportate dal potenziale vicesindaco Giuseppe Giganti), la grafica contiene una "foglia" tricolore, leggermente ripiegata su se stessa, accompagnata al nome della lista scritto in azzurro.

mercoledì 24 maggio 2023

Catania, simboli e curiosità sulla scheda

Le elezioni amministrative in Sicilia, previste per il 28 e il 29 maggio (in concomitanza con gli eventuali ballottaggi di gran parte delle altre regioni), si terranno in quattro capoluoghi di città metropolitana, Catania, Siracusa, Trapani e Ragusa. Di questi Catania è il più popoloso (oltre 300mila residenti, oltre 260mila elettori), ma paradossalmente non è il più affollato: le liste saranno 19 in tutto, a sostegno di sette aspiranti sindaci (i simboli sulla scheda saranno 20 a Trapani e addirittura 25 a Siracusa; solo a Ragusa saranno meno, toccando quota 15); nel 2018 le liste erano state 17, a fronte di 5 contendenti. Un dettaglio cui è bene prestare attenzione fin dall'inizio è la presenza nei simboli di varie versioni dell'elefante: si tratta dell'elemento caratteristico della città, presente anche nello stemma comunale. 
Di certo a Catania cambierà il sindaco: dopo la fine anticipata del mandato di Salvo Pogliese (iniziato nel 2018 e conclusosi, dopo due periodi di sospensione, nel 2022; l'ex sindaco, comunque, ora è senatore per Fratelli d'Italia) e l'interregno di due commissari straordinari prefettizi, ci sarà nuovamente un primo cittadino eletto (il maschile non è casuale: non ci sono donne candidate alla guida della giunta comunale).
 

Vincenzo Drago

1) Socialismo democratico - Vince Drago vince Catania

Il sorteggio ha collocato in prima posizl'one la candidatura di Vincenzo Drago, avvocato civilista (e pilota di aerei). Lo sostiene un'unica lista, denominata Socialismo democratico: essa è emanazione dell'associazione P.S.D.I. (Proposta Socialista Democratica Innovativa) - Socialismo democratico, di cui Drago guida il Dipartimento Sport e Salute. Se in un primo tempo si era depositato il simbolo tradizionale del sole nascente rosso su fondo bianco, questo è stato sostituito su richiesta della sottocommissione elettorale circondariale (pare dopo una diffida di Dino Madaudo, di Socialdemocrazia, pur ritenuta inconsistente da Drago): su un semplice cerchio rosso - "un bollino rosso, che allerta gli elettori sui seri rischi che correremo se a Catania non dovesse cambiare nulla", come si legge sul profilo del candidato - nel quale è stata inserita anche l'espressione "Vince Drago - Vince Catania", che si distingue per il duplice uso della parola "vince" (voce verbale e abbreviazione del nome di Drago). Impossibile non notare, peraltro, che il capolista è Antonio Pappalardo, già deputato Psdi.

Lanfranco Zappalà

2) Lanfranco Zappalà sindaco

Pure la seconda candidatura estratta è sostenuta da un'unica formazione. In questo caso l'aspirante sindaco è Lanfranco Zappalà, vicepresidente uscente del consiglio comunale e consigliere per una trentina di anni (l'ultima volta venne eletto con il Pd, ora era nel gruppo misto). Già da molti mesi Zappalà aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi, stavolta non solo come consigliere: il simbolo della lista Lanfranco Zappalà sindaco, molto semplice, contiene il nome del candidato nella parte superiore blu (con due segmenti di colore rispettivamente azzurro e rosso, mutuati dallo stemma cittadino) e il riferimento alla carica di sindaco nel segmento inferiore bianco, subito sotto a una sottile striscia tricolore (il simbolo però ricrd quello di Slvo Pogliese sindco). Si apprende che anche la Dc-Sandri sostiene Zappalà. 

Maurizio Giuseppe Giacomo Caserta

3) Alleanza Verdi e Sinistra

Dopo due candidature monolista, ne è stata estratta una delle tre legate a una coalizione. Terzo aspirante sindaco è Maurizio Caserta, ordinario di economia politica presso la locale università: lui è stato scelto come candidato da un centrosinistra allargato, una coalizione che conta sei liste. La prima sorteggiata è quella dell'Alleanza Verdi e Sinistra, che sostanzialmente recupera il contrassegno già usato alle elezioni politiche lo scorso anno (e anche nel turno di amministrative appena celebrato). Nella parte inferiore, però, sotto i loghi di Europa Verde e di Sinistra italiana è stato ricavato lo spazio per inserire il riferimento al candidato: la soluzione grafica sembra poco elegante e il fregio elettorale sembra ancora più "pieno" e "carico". 
 

4) MoVimento 5 Stelle

Nessuna sorpresa grafica, anche minima, arriva invece dal MoVimento 5 Stelle, che anche a Catania impiega il suo secondo simbolo ufficiale (quello che contiene il riferimento al 2050 su fondo rosso), ma di fatto costantemente utilizzato nell'attività politica ed elettorale. Certamente per il M5S catanese si tratta della prima alleanza con il Pd (e più in generale con il centrosinistra) a livello locale, dopo le corse autonome precedenti nel 2013 e nel 2018 (cui aggiungere quella del 2008 degli Amici di Beppe Grillo): il risultato finale della lista, oltre a quello della coalizione, sarà interessante anche per valutare come l'accordo sarà stato accolto dal corpo elettorale. 
 

5) Con Bianco per Catania

Si è conservato del tutto identico rispetto a cinque anni fa il simbolo della lista Con Bianco per Catania, con la differenza che allora era stata presentata proprio per sostenere la ricandidatura dell'ex sindaco (in quel caso uscente) ed ex ministro Enzo Bianco, mentre questa volta la medesima lista concorre al sostegno di Caserta come aspirante primo cittadino. La riproposizione di questa lista mostra che Bianco - pur se escluso in partenza dalla competizione elettorale per effetto di una sentenza della sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei Conti siciliana che lo ha reso incandidabile - mantiene un certo peso nel contesto catanese.
 

6) Partito democratico

La quarta lista della coalizione di centrosinistra è quella del Partito democratico, che - a differenza del 2008 e del 2013 - nel 2018 non aveva direttamente concorso alle elezioni (c'era invece la civica Primavera per Catania, che del Pd aveva mantenuto se non altro i colori). In questo caso è stato schierato il simbolo ufficiale, giusto un po' ridotto per lasciare spazio - nella parte inferiore - a un segmento rosso contenente l'indicazione del candidato sindaco (un inserimento riuscito senz'altro meglio, sul piano grafico, rispetto a quanto si è visto prima con il simbolo elettorale della lista dell'Alleanza Verdi e Sinistra).
 

7) E' l'ora del popolo con Riccardo Tomasello

Fa parte della coalizione di centrosinistra anche il movimento civico E' l'ora del popolo, basato soprattutto sugli ideali di solidarietà e fraternità e guidato da Riccardo Tomasello, imprenditore impegnato nel sociale e nell'associazionismo. Se lo scorso autunno Tomasello aveva annunciato la sua candidatura come sindaco, pochi giorni prima della presentazione delle liste si era ritirato, scegliendo di appoggiare proprio Caserta. Si trova così nella sua compagine elettorale il simbolo che contiene, oltre al nome del movimento, una figura umana stilizzata che impugna e solleva una bandiera, volendo appunto citare il protagonismo popolare (la figura, in qualche modo, richiama la posa della Libertà del dipinto più famoso di Delacroix).  

8) Maurizio Caserta per Catania

La coalizione che sostiene la candidatura di Caserta alla guida del comune di Catania si completa con la lista civica e "personale" (nel senso di più vicina all'aspirante sindaco) Maurizio Caserta per Catania. Se desta un minimo di curiosità il carattere con cui è stato scritto il nome del candidato sindaco (soprattutto per la foggia della "R", ma il font sembra persino troppo sottile), non può certamente passare inosservato l'elefante multicolori che nella forma richiama ovviamente la Fontana dell'elefante di Giovanni Battista Vaccarini, uno dei monumenti più caratteristici e identificativi (oltre che identificabili) della città.
 

Enrico Trantino

9) Forza Italia

La coalizione più nutrita di questo appuntamento elettorale catanese, con sette formazioni in tutto, è quella di centrodestra che ha deciso di convergere sulla candidatura di Enrico Trantino. Il sorteggio ha collocato in prima posizione la lista di Forza Italia, che per l'occasione schiera un simbolo abbastanza simile a quello visto nel 2018 (allora fu il più votato): la bandierina tricolore di Cesare Priori, leggermente debordante, è collocata sopra al cognome del fondatore e presidente del partito, Silvio Berlusconi (reso più evidente rispetto a cinque anni fa).
 

10) Popolari e autonomisti - Noi con la Sicilia

Seconda lista della coalizione è Popolari e autonomisti - Noi per la Sicilia: si tratta della formazione che federa il Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo (non a caso la colomba visibile nella parte inferiore è proprio quella del Mpa) e il Cantiere popolare - già Popolari di Italia domani - di Saverio Romano. Il simbolo è praticamente identico a quello usato dalla lista comune dei due gruppi presentata alle elezioni regionali che si sono tenute lo scorso anno, dunque mantiene i colori della Sicilia (è stato tolto solo il riferimento alla candidatura di Schifani, senza sostituirlo con altro nella parte inferiore).
 

11) Grande Catania

Il caso ha voluto che il sorteggio collocasse subito dopo la lista Popolari e autonomisti - Noi con la Sicilia quella della formazione Grande Catania, che aveva già partecipato alle due precedenti elezioni e si era configurata come particolarmente vicina all'ex presidente regionale Raffaele Lombardo (come dunque la lista analizzata subito prima). Il simbolo si è conservato identico rispetto a cinque anni fa, con il "pollice recto" di facebookiana memoria collocato - insieme al nome della lista - su un fondo rosso (con un leggero riflesso bianco in alto a sinistra per dare l'impressione della tridimensionalità).
 

12) Democrazia cristiana - Noi moderati

Rispetto alle elezioni del 2018 manca questa volta tra i simboli del centrodestra quello dell'Unione di centro; in compenso è stata presentata la lista della Democrazia cristiana, quella che ha appena eletto alla segreteria nazionale Totò Cuffaro. Il simbolo, infatti, è lo stesso depositato al Viminale in occasione delle ultime elezioni politiche e impiegato già in passato in Sicilia (con la bandiera bianca crociata di rosso che sventola su fondo blu); il contrassegno contiene anche il riferimento - solo testuale, senza riprenderne la grafica - a Noi moderati, dunque all'aggregazione elettorale che è diventata partito e continua a riconoscersi nella guida di Maurizio Lupi. 

13) Fratelli d'Italia

Non poteva mancare all'interno della coalizione di centrodestra la lista di Fratelli d'Italia. Non solo perché da mesi è la forza politica che gode di maggiore consenso in quell'area politica, ma anche perché proprio quel partito ha proposto la candidatura di Trantino (figlio dell'ex deputato missino e poi di Alleanza nazionale Vincenzo), già tra i fondatori di #DiventeràBellissima (vicina all'attuale ministro Nello Musumeci) e con un impegno politico-amministrativo già precedente. Il simbolo è lo stesso di cinque anni fa, dunque identico a quello usato a partire dalle elezioni politiche del 2018.
 

14) Prima l'Italia

In occasione del precedente appuntamento elettorale catanese, la Lega aveva presentato una propria lista, affiancando nel contrassegno il proprio simbolo a quello di Noi con Salvini. Questa volta il partito di Matteo Salvini ha scelto - com'è accaduto altrove - di schierare il simbolo di Prima l'Italia, con il nome collocato su fondo blu sfumato e a fianco un piccolo elemento tricolore curvilineo; non è stata introdotto alcun riferimento territoriale o al candidato sindaco sostenuto. La volta scorsa la lista Lega - Noi con Salvini era stata la peggiore della coalizione; si vedrà questa volta se una scelta più "anonima" (ma comunque riconoscibile) avrà avuto migliore accoglienza. 
 

15) Enrico Trantino sindaco per Catania

L'ultima lista della coalizione di Trantino, secondo l'ordine stabilito dal sorteggio, è quella più vicina al candidato e si chiama semplicemente Enrico Trantino sindaco per Catania. Il simbolo scelto per questa formazione è sicuramente piuttosto anonimo, con il cognome in maggiore evidenza su fondo bianco, mentre il nome e la parola "sindaco" sono collocate ciascuna in un parallelogramma (uno rosso e uno blu, stessi colori dello stemma cittadina); nella parte inferiore, infine, ci sono due piccole tracce di gesso, una verde e una rossa, per creare l'impressione del tricolore nazionale (un po' come i pastelli dei Progressisti del 1994, ma era tutt'altra parte politica). Concorrono alla lista anche candidati espressione di Italia viva e Azione. 
  

Giuseppe Giuffrida

16) Giuseppe Giuffrida sindaco

Esaurite le due coalizioni principali, il sorteggio ha proposto la candidatura di Giuseppe Giuffrida, avvocato e impegnato sul piano sociale: lo sostiene l'associazione Catania risorge e ha raccolto l'appoggio anche degli ex M5S Nicola Morra e Barbara Lezzi. In questo appuntamento elettorale potrà contare su una sola lista, denominata semplicemente Giuseppe Giuffrida sindaco: il simbolo di fatto è costituito da un "fumetto" stilizzato, anzi, due fumetti sovrapposti (uno rosso e uno blu, dunque tornano anche qui i colori cittadini), con il nome della lista inserito nel fumetto blu insieme a un piccolo elefante a proboscide sollevata.
  

Gabriele Savoca

17) Sud chiama Nord

Penultimo candidato sindaco è Gabriele Savoca, anch'egli avvocato. Potrà contare su due liste che non lasciano dubbi sulla matrice della candidatura. La prima formazione estratta, infatti, è Sud chiama Nord, vale a dire il progetto politico-elettorale allestito da Cateno De Luca in occasione delle ultime elezioni politiche e che ha trovato persino rappresentanza parlamentare. La struttura del simbolo è la stessa di allora (segmento rosso su fondo giallo), ma il nome della forza politica stavolta ha il massimo rilievo (ed è stata recuperata l'idea della freccia, stavolta nella prima "D"), mentre nella fascia rossa è stato inserito il riferimento al candidato sindaco.
 

18) Sicilia Vera - De Luca per Catania

Il riferimento diretto a Cateno De Luca, a dimostrazione del suo impegno nella comperizione, è stato invece inserito nell'altra lista, chiamata appunto Sicilia Vera - De Luca per Catania: è proprio il cognome dell'ex sindaco di Messina (e attuale candidato sindaco a Taormina) la parte più evidente del contrassegno (persino più del riferimento al candidato sostenuto); nella parte inferiore - anche qui la struttura grafica è simile - è stata inserita la miniatura del simbolo di Sicilia Vera, cioè la formazione che Cateno De Luca ha fatto inserire a suo tempo nel registro dei partiti politici prima di Sud chiama Nord. 
 

Giuseppe (Peppino) Lipera

19) Movimento popolare catanese

Il quadro delle candidature alle amministrative di Catania si completa con Giuseppe Lipera (chiamato anche Peppino), anch'egli avvocato, ma già consigliere comunale radicale in anni passati. Se la sua candidatura si qualifica come civica, il nome scelto per la lista - Movimento popolare catanese - rimanda a oltre un secolo fa, al movimento fondato dall'ex sindaco di Catania Giuseppe De Felice Giuffrida (proprio Lipera aveva concorso all'apertura di un circolo a lui intitolato un anno fa). Nel simbolo, su fondo blu sfumato, oltre al cognome giallo del candidato spicca un elefante "rampante" di colore grigio.