lunedì 7 settembre 2026

Nuovo partito monarchico nazionale, "dignità e spazio a storia e cultura"

A volte una notizia giunta da un territorio consente di conoscere una realtà più ampia, nata da poco e in via di strutturazione. Il riferimento è al servizio di un'emittente televisiva locale (Telesveva) che ha informato della nomina della referente regionale per la Puglia del Nuovo partito monarchico nazionale, progetto politico di recentissima formazione.
Per saperne di più, è opportuno fare un salto su Facebook e visitare il gruppo del partito. Lì si può leggere innanzitutto la presentazione del progetto, strettamente legato alla figura del fondatore e promotore: "il Conte Nicola Filippo Giorni Sisi - si legge - pone al centro del proprio impegno politico la volontà di riunire le forze monarchiche italiane, superare le divisioni e costruire una presenza politica nazionale organizzata e democratica. La sua proposta nasce dalla convinzione che la tradizione monarchica non debba essere relegata alla memoria storica, ma possa continuare a offrire un contributo al dibattito culturale e politico italiano. Con questo progetto intende dare vita a una comunità politica fondata su identità nazionale, tradizione, libertà, responsabilità, solidarietà e servizio alla Nazione. Il suo appello è rivolto a tutti coloro che vogliono partecipare alla costruzione di una nuova forza monarchica nazionale, capace di confrontarsi con i problemi concreti dell'Italia e di guardare al futuro con ambizione e senso dello Stato". Una presentazione che si chiude con il motto "Non è il momento di dividerci. È il momento di costruire".
Formalmente, a quanto si può vedere, non c'è ancora uno statuto, ma c'è un programma piuttosto definito. Nella premessa si legge che il Nuovo Partito monarchico nazionale "nasce per dare una rappresentanza politica organizzata e democratica ai cittadini che condividono i valori e la cultura monarchica": la forza politica "considera la tradizione monarchica italiana parte integrante della storia nazionale e intende valorizzarne il patrimonio storico, culturale e istituzionale", ribadendo comunque il fermo proposito di operare "nel pieno rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, delle leggi vigenti e dei principi democratici" (dunque anche della forma istituzionale repubblicana scelta nel 1946). 
Capisaldi del programma sono l'identità nazionale (per difendere "una comunità costruita attraverso secoli di storia, cultura, lingua, tradizioni e sacrifici", specie "l'unità nazionale; la lingua italiana; la storia nazionale; il patrimonio artistico e culturale; le tradizioni dei territori; la solidarietà tra le diverse aree del Paese; la valorizzazione delle identità locali all'interno dell'unità nazionale"), la tradizione e cultura monarchica (cui si vuole "restituire dignità e spazio", promuovendo - sempre "nel rispetto della legge" - lo studio e la tutela della storia nazionale e della monarchia italiana, iniziative e convegni, nonché "un confronto culturale serio e documentato"), l'attenzione a Stato, istituzioni e legalità (perché si rispettino le norme nella certezza del diritto, offrendo istituzioni efficienti e trasparenti, promuovendo la responsabilità della classe dirigente e il contrasto alla corruzione), come pure alla sicurezza ("condizione essenziale della libertà", attraverso una maggiore presenza delle forze dell'ordine, il contrasto alle varie forme di criminalità e al degrado urbano, la tutela delle vittime dei reati, una giustizia più efficiente), a politiche migratorie fondate su "legalità, controllo, responsabilità e integrazione" ("accoglienza e legalità non sono concetti opposti: hanno bisogno l'una dell'altra"), al sostegno alla famiglia e alla natalità, al lavoro (inclusa l'imprenditoria) come "principale strumento di autonomia e dignità". C'è poi l'impegno per un sistema fiscale "comprensibile, proporzionato e sostenibile" ("il cittadino deve sapere quanto paga e perché"), per un sistema d'istruzione e universitario che formi "cittadini consapevoli" e prepari "i giovani al futuro" (valorizzando il merito tra studenti e insegnanti, puntando su storia ed educazione civica, migliorando i legami tra scuola, università, ricerca e imprese), per una sanità che valorizzi e gestisca meglio le risorse (umane ed economiche) mettendo al centro la persona, per la politica abitativa (case accessibili per i giovani, recupero degli edifici inutilizzati, valorizzazione di centri storici e piccole realtà), per la tutela ambientale (che non penalizzi l'agricoltura), per la cultura (tra conservazione e valorizzazione dei beni culturali e delle tradizioni locali, perché "la tradizione non è immobilità: è memoria che diventa futuro") e il turismo (tra promozione del Paese e delle sue realtà e sostegno alle imprese), per la mobilità (facendo coesistere manutenzione e potenziamento delle infrastrutture e miglioramento dei servizi, con un occhio alla logistica). Quanto alla politica estera, il programma mira ad avere "un'Italia forte, autorevole e protagonista", che difenda "i propri interessi nazionali nel quadro delle alleanze e degli obblighi internazionali", si rafforzi nell'UE e nel Mediterraneo e promuova la pace, la sicurezza e la cooperazione internazionali; non sono trascurate la difesa (per avere forze armate moderne, formate e tutelate, ma anche un sistema di protezione civile adeguato) e le politiche giovanili.
Non passa inosservata l'intenzione di costituire e far radicare un soggetto politico monarchico - il cui nome ricorda quello del Partito nazionale monarchico, fondato nel 1946 e contrassegnato da Stella e Corona, ma si tratta ovviamente di enti diversi - in un contesto in cui esistono già altre sigle di orientamento monarchico (si pensi all'Unione monarchica italiana o a Italia reale): "La scelta di promuovere un nuovo soggetto politico monarchico - spiega Nicola Filippo Giorni Sisi, che del partito sarà il presidente - nasce esclusivamente dalla volontà di costruire uno spazio politico nuovo, autonomo e democratico, aperto a tutti coloro che condividono determinati valori e che intendono portare il tema monarchico nel confronto politico nel pieno rispetto della Costituzione, delle leggi dello Stato e delle istituzioni della Repubblica. Il fatto che esistano o siano esistiti altri movimenti o formazioni monarchiche non impedisce, naturalmente, la nascita di una nuova iniziativa politica, purché essa sia autonoma, non si appropri dell'identità altrui e operi nel rispetto delle norme vigenti. È precisamente questa la nostra impostazione. Tengo inoltre a precisare che il nuovo soggetto politico non è un'organizzazione della Casa Savoia, non pretende di rappresentarla e non intende attribuirsi alcuna prerogativa che appartenga a soggetti terzi. Eventuali rapporti personali, culturali o di stima non modificano in alcun modo questa autonomia. Il nostro obiettivo è molto semplice: dare vita a un movimento monarchico nazionale che possa esprimere le proprie idee attraverso gli strumenti della democrazia, senza confondere il piano politico con quello dinastico o istituzionale.".
Si distingue dunque da quello delle altre formazioni anche il simbolo del Nuovo partito monarchico nazionale, "un emblema che racchiude in sé identità, storia, tradizione e futuro: non un semplice logo, ma un segno di appartenenza e di impegno verso l’Italia". Nel gruppo Fb del partito si legge che i segni monarchici rappresentano "il legame con la storia nazionale e con la tradizione monarchica italiana, mentre il blu e l’oro esprimono autorevolezza, continuità e istituzionalità". La stella blu ha otto punte, una forma diversa da quella a cinque punte che tradizionalmente connota le esperienze politiche monarchiche: "Abbiamo scelto - continua a spiegare Giorni Sisi - colori e segni grafici propri, elaborati per identificare il nuovo progetto e distinguerlo da soggetti politici, associazioni, istituzioni o Case dinastiche già esistenti. La stella, in particolare, è stata concepita come elemento grafico e identificativo del progetto politico e non come simbolo dinastico, araldico o rappresentativo della Corona d'Italia o di Casa Savoia". 
Quanto allo scudo collocato in primo piano rispetto alla stella, sotto la corona e sopra due rametti dorati, ha la croce bianca in campo blu, senza alcun riferimento alla precedente casa regnante ("Il simbolo del Nuovo Partito Monarchico Nazionale non ha nulla a che vedere con alcuna Casa Reale. - si legge sul gruppo - Non rappresenta, non identifica e non vuole rappresentare nessuna specifica dinastia o Casa Reale. È un simbolo unico, autonomo e pensato esclusivamente per il nostro progetto politico e culturale. Noi non siamo l'espressione di una Casa Reale. Non siamo emanazione di una dinastia. Non siamo rappresentanti di interessi dinastici. Rappresentiamo un'idea: la Monarchia come ideale politico, storico e culturale"); nella corona circolare blu che racchiude gli elementi principali, inoltre, figurano due gigli dorati, che rimandano comunque alla regalità (sia pure di matrice francese). Si vedrà se, nel processo di consolidamento del partito e diffusione a livello territoriale, il simbolo resterà questo o cambierà.
Va segnalato che nello stesso gruppo Fb si vede un fregio precedente, con un nodo tricolore ben visibile sullo sfondo, che avrebbe dovuto rappresentare il movimento Nicola Sisi per il Cambiamento, pensato dal fondatore per "restituire stabilità e prestigio all'Italia", promuovere "un dibattito aperto sul futuro delle nostre istituzioni, ponendo al centro la proposta di una Monarchia Costituzionale". Con il passare del tempo il progetto politico sembra essersi evoluto in qualcosa di più ampio, ancora da strutturare nel dettaglio e da fondare giuridicamente; nelle prossime settimane si vedranno gli sviluppi dell'idea che via via sta prendendo forma. 

Nessun commento:

Posta un commento