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mercoledì 29 maggio 2024

Perugia, simboli e curiosità sulla scheda

Presenta un numero significativo di simboli la competizione in cui è in palio la guida dell'amministrazione di Perugia. Dopo il doppio mandato da sindaco di Andrea Romizi, il comune doveva necessariamente cambiare la figura di vertice. Si candidano a quel ruolo 5 persone, sostenute da 19 liste; se i numeri sembrano alti, si ricordi che nel 2019 gli aspiranti sindaci erano 10, con l'appoggio di 22 simboli.
 

* * *

Leonardo Caponi

1) Partito comunista italiano - Perugia contro guerra e neoliberismo

Tra coloro che aspirano alla carica di sindaco risulta primo, in base al sorteggio, Leonardo Caponi, già senatore tra il 1994 e il 2001 prima per Rifondazione comunista (era stato il primo segretario regionale), poi per il Partito dei comunisti italiani. Ed è proprio l'evoluzione di quella forza politica, cioè il Partito comunista italiano, a sostenere Caponi; il simbolo, quasi identico a quello storico del Pci, è collocato in dimensioni ridotte all'interno del contrassegno, davanti a una rappresentazione stilizzata (e molto geometrica) di Palazzo dei Priori; nella corona rossa che la racchiude si legge il motto che si pone come seconda parte del nome della lista, Perugia contro guerra e neoliberismo.
 

Margherita Scoccia

2) Per Scoccia sindaco - Perugia civica

Per la successione a Romizi, il centrodestra ha scelto di puntare su Margherita Scoccia, assessora uscente (o forse, in questo caso, l'interessata preferirebbe "assessore") all'urbanistica e all'edilizia. È suo il record di liste in questo turno elettorale: 8 in tutto. La prima estratta è Per Scoccia sindaco - Perugia civica, probabilmente la più vicina all'aspirante prima cittadina. Il cognome della candidata, scritto in giallo, spicca sul fondo fucsia nella parte superiore del cerchio; sotto a una fascetta tricolore c'è la dicitura "Perugia civica" a fianco di un fiore bianco stilizzato a sei petali (lo stesso che figura come "puntino" sulla "i" di Scoccia).
 

3) Fratelli d'Italia

Il secondo posto all'interno della coalizione trainata dal centrodestra è toccato alla lista di Fratelli d'Italia, vale a dire il partito della stessa Scoccia. Diversamente dalle competizioni di questo turno elettorale viste sin qui, il partito della Presidente del Consiglio si presenta con una grafica diversa, che riprende la struttura "a cannocchiale" ed è simile a quella impiegata cinque anni fa; se però allora, sopra al simbolo ufficiale di Fdi, c'era solo la dicitura "per Andrea Romizi", questa volta in alto c'è - come lo si è visto in vari comuni negli scorsi anni - il nome di Giorgia Meloni "per" la nuova candidata, il cui nome si prende dunque lo spazio di maggiore visibilità
 

4) Futuro giovani

Si propone come una lista civica attenta soprattutto all'elettorato meno âgé Futuro giovani, collocata in terza posizione. In alto compare una stilizzazione fucsia della Fontana Maggiore della città di Perugia; il nome è scritto in azzurro su fondo bianco (carattere bastoni), mentre il riferimento alla candidata è riportato in bianco nella parte inferiore (con la parola "sindaco" in un rettangolo fucsia). Nel semicerchio inferiore, sulla tinta azzurra del fondo, emergono in filigrana le frecce del fast forward che hanno caratterizzato la campagna di Scoccia ("Il futuro non si ferma") e si ritrovano anche nelle "o" di "Futuro" e "Scoccia".
 

5) Unione di centro

Della coalizione in appoggio a Scoccia fa parte anche l'Unione di centro, che presenta il suo simbolo ufficiale, con lo scudo crociato in primo piano (sopra le vele del Ccd e di Democrazia europea che emergono in filigrana sullo sfondo azzurro) e il nome in basso disposto ad arco. L'unica variante riguarda il segmento rosso collocato in alto: al posto della parola "Italia", infatti, c'è una figura stilizzata che ricorda un po' la Fontana Maggiore e un po' la chiesa di San Michele arcangelo, stretta tra il bordo superiore e la dicitura, su due righe, "Scoccia sindaco" (la ripetizione del maschile non marcato della carica indica che la scelta linguistica è voluta).
 

6) Fare Perugia con Romizi - Forza Italia

Nella compagine trainata dal centrodestra non manca Forza Italia, che impiega il suo simbolo ufficiale, descritto nello statuto (dunque con la dicitura "Berlusconi presidente"); il partito, tuttavia, concorre a una lista più ampia, denominata Fare Perugia con Romizi, promossa dunque dal sindaco uscente, dirigente forzista (il suo cognome, scritto in arancione su fondo blu nel segmento superiore del cerchio, in proporzione è forse l'elemento più evidente del contrassegno). Alla lista civico-politica, come sottolineato dai media, concorrono anche i gruppi Civici X di Andrea Fora e l'associazione Fuori Tutti (legata al vicesindaco Gianluca Tuteri e all'assessore Gabriele Giottoli).
 

7) PerugiAmica

Al sesto posto della coalizione in appoggio a Scoccia si trova la lista PerugiAmica. Se il nome sembra comunicare soprattutto una vicinanza tra amministrazione e cittadinanza, il contenuto grafico del contrassegno indica inequivocabilmente una sensibilità animalista (e l'intento di promuovere iniziative politiche mirate per chi ha animali domestici) da parte dei promotori: su fondo verde chiaro sfumato, infatti, si stagliano con nettezza le sagome in verde scuro di un gatto e di un cane; lo stesso colore tinge il riferimento alla candidata. Altro elemento distintivo è la "A" corsiva (in carattere Brush Script) condivisa tra le due parole del nome.
 

8) Progetto Perugia

Si pone come formazione civica-moderata la lista Progetto Perugia, riproposta dopo le due partecipazioni alle ultime due consulazioni (passando dal 4,78% del 2014 al 14,84% del 2019). Rispetto a quei due precedenti, il nome della lista è molto più visibile, perché è stato portato in primo piano insieme all'ulteriore stilizzazione della Fontana Maggiore già vista in passato (in quella stessa posizione, prima, c'era il riferimento a Romizi); in basso invece, sono indicate - in forma di hashtag - le parole d'ordine "impegno", "fiducia" e "futuro". Rimane simile la struttura cromatica che gioca sui colori fondamentali (rosso in primo piano, giallo e azzurro); si aggiunge poi un presumibile riferimento ai colori della stampa in quadricromia (ciano, magenta, nero e giallo). 
 

9) Lega

Chiude la coalizione di centrodestra la lista della Lega, che cinque anni fa era stata la più votata tra quelle in appoggio a Romizi con il 15,05%, superata soltanto dal Pd (sarà interessante valutare i rapporti di forza nella nuova ). Anche in questa consultazione elettorale, come si è visto pure altrove, il riferimento al segretario federale Matteo Salvini è sparito, sostituito dalla dicitura "Perugia per Scoccia" collocata nel segmento blu sotto Alberto da Giussano: si tratta di scelte non indifferenti, che contemperano maggior attenzione ai territori e una rivalutazione circa il potenziale attrattivo "automatico" del nome del leader quando le competizioni sono legate al territorio.
 

Davide Baiocco

10) Alternativa riformista - Italexit

Terza candidatura, in ordine di sorteggio, è quella di Davide Baiocco, sostenuto da una coalizione di due liste. La prima, di natura politica, si presenta come una "bicicletta" che unisce Alternativa riformista (il partito legato ad Amato John de Paulis che partecipò alle elezioni regionali del 2015 e alle comunali perugine del 2019, in appoggio al candidato Marco Mandarini e sempre con la foglia di cannabis sativa stilizzata in primo piano) e Italexit: il partito si riconosce per la freccia bianca su esagono verde-rosso, ma il nome è scritto con un lettering diverso (molto più comune) e nella freccia si legge la dicitura "per Perugia con Baiocco sindaco", col riferimento al candidato ripetuto due volte in pochi centimetri.
 

11) Forza Perugia

La seconda lista, Forza Perugia, si spiega molto meglio inquadrando la biografia di Baiocco: perugino, calciatore professionista, ha militato per cinque stagioni nella squadra di calcio locale, giocando anche in Serie A e allenato pure da Serse Cosmi tra il 2000 e il 2002. Sapendo questo si comprende più facilmente il nome "calcistico" della lista, l'uso dei colori bianco e rosso (che caratterizzano sia lo stemma cittadino, sia la divisa della squadra) e l'immagine delle mani che abbracciano il cuore. Baiocco - che ha giocato in molte altre squadre, inclusa la Juventus, e ora allena la primavera del Gubbio - aveva annunciato la sua candidatura già poco meno di un anno fa, riuscendo a mantenere il suo proposito.
 

Massimo Monni

12) Monni sindaco - #Perugiamerita

Oltre a Caponi, un altro candidato si presenta sostenuto da un'unica lista: si tratta di Massimo Monni, già socialista, eletto consigliere regionale nel 2010 con il Pdl (non confermato cinque anni dopo con Per l'Umbria popolare) e ora a capo di una formazione al di fuori dai poli, denominata Monni sindaco - #Perugiamerita, pensata per il rilancio della città. Se il logo unisce il blu (del cerchio "tagliato" centrale) al fucsia carico  della corona, non passano certo inosservati i simboli di Partito socialista italiano, Italia viva e Tempi nuovi - Popolari uniti (il soggetto politico promosso da Giuseppe Fioroni) collocati nella parte inferiore del contrassegno.
 

Vittoria Ferdinandi

13) Partito democratico

Chiude la rassegna delle candidature Vittoria Ferdinandi, psicologa clinica, direttrice nel corso degli anni di vari ristoranti, incluso il "Numero Zero, progetto di inclusione socio-lavorativa di pazienti psichiatrici. Ferdinandi in questa campagna può contare sul sostegno di sette liste: in ordine di sorteggio la prima risulta essere quella del Partito democratico, che come nei tre appuntamenti elettorali precedenti ha scelto di schierare il suo simbolo ufficiale nazionale, senza aggiungere alcun riferimento al comune o alla persona candidata (nel 2019 aveva ottenuto il 17,18%, dimezzando i suoi risultati precedenti ma risultando comunque la forza più votata).
 

14) Pensa Perugia

La seconda formazione estratta è Pensa Perugia, che a giudicare dalla grafica ha come forza trainante Azione. Lo dimostrano i caratteri impiegati e l'uso del blu e del verde sfumato (identici a quelli del partito di Carlo Calenda); in più, nella parte inferiore, il simbolo di Azione è ben più grande di quelli di Socialisti per Perugia (con una raffigurazione della Marianna, ma è evidente che il Psi ufficiale ha fatto altre scelte), Perugia in Europa (e la coloritura modulare del testo è evidentemente quella di +Europa) e Laboratorio civico (che su fondo arancio-rosso contiene un altro disegno della Fontana Maggiore). Nella parte superiore il cognome di Ferdinandi ha grande rilievo, mentre la disposizione degli altri elementi testuali non sembra troppo ordinata.
 

15) Alleanza Verdi e Sinistra - Sinistra umbra - Volt

A Perugia in appoggio a Ferdinandi si presenta anche Alleanza Verdi e Sinistra, ma per l'occasione la collaborazione si allarga anche ad altri soggetti, la cui visibilità nel contrassegno costringe a restringere gli spazi per Europa Verde e Sinistra italiana (e sparisce del tutto il riferimento alle Reti civiche). Sotto al segmento curvilineo a due "basi" diviso a metà tra Ev e Si, infatti, trova spazio l'associazione Sinistra umbra (che accanto al nome mostra tre quadrati, uno rosso, uno verde e uno viola: gli stessi colori del partito greco Syriza), mentre nella parte inferiore c'è uno spazio minuscolo anche per Volt, il cui logo è collocato ovviamente su fondo viola.
 

16) Perugia per la sanità pubblica

Accanto a formazioni di chiara matrice politica ce ne sono alcune di natura civica: è il caso di Perugia per la sanità pubblica, lista civica che mira a difendere e rilanciare la tutela della salute a livello locale, contrastando i tagli alle risorse pubbliche destinate a ciò. La lista si è dotata di un contrassegno rosso con elementi bianchi (riprendendo dunque i colori cittadini), con il nome del comune scritto sopra una stilizzazione dei monumenti di piazza IV Novembre (Palazzo dei Priori, Fontana Maggiore e cattedrale di san Lorenzo); il concetto di "Sanità pubblica" risulta essere il più evidente di tutto il fregio elettorale.
 

17) MoVimento 5 Stelle

A differenza che altrove, a Perugia è stata possibile l'alleanza tra Pd e MoVimento 5 Stelle: della coalizione in appoggio a Ferdinandi, dunque, fa parte anche il M5S che propone sulla scheda elettorale l'ultima versione del suo simbolo ufficiale, da statuto. Il MoVimento riparte dal 7% sfiorato nel 2019, a sostegno solitario della propria candidata sindaca Francesca Tizi (cinque anni prima, però, la percentuale ottenuta era stata più che doppia); si vedrà se questa volta l'alleanza - finora sottoposta all'elettorato perugino solo alle regionali del 2019 - avrà effetti sul consenso per la lista.
 

18) Orchestra per la Vittoria

Si propongono come pienamente civiche le ultime due liste della coalizione di Ferdinandi, secondo l'ordine stabilito dal sorteggio. In sesta posizione si trova Orchestra per la Vittoria, denominazione che gioca con il nome della candidata sindaca (nella sua speranza che questo possa essere di buon auspicio) e con l'idea di un lavoro coordinato di squadra (come, appunto, in un'orchestra) tra persone candidate ed elettrici/elettori per raggiungere il risultato sperato. Il fondo bianco e rosso rimanda, anche qui, ai colori cittadini, mentre il color sabbia di "Ferdinandi sindaca" si ritroverà anche nell'ultimo contrassegno.
 

19) Vittoria Ferdinandi sindaca - Anima Perugia

L'ultimo emblema che si incontra sulla scheda elettorale è quello della lista civica Anima Perugia, altro gioco di parole che vorrebbe riferirsi sia all'anima della città (che la lista vorrebbe incarnare e in cui chi vota dovrebbe identificarsi), sia al proposito di animare il comune perché guadagni in vitalità. Il fondo color sabbia - anche se forse si dovrebbe dire color pietra o color marmo - con i suoi disegni impercettibili sembra ricordare, in qualche modo, la vista dall'alto della solita Fontana Maggiore; il nome della candidata domina al centro del cerchio (e la scelta del femminile "sindaca" anche qui è tutt'altro che casuale).

venerdì 17 maggio 2019

Perugia, simboli e curiosità sulla scheda (di Antonio Folchetti)

Il viaggio nei capoluoghi di provincia chiamati al voto continua, ma questa volta cedo volentieri la parola ad Antonio Folchetti, esemplare Doc della categoria dei #drogatidipolitica e tra i più assidui frequentatori attivi (anche come suggeritori di questo sito). Questo è il suo primo articolo qui e si merita tutta la mia gratitudine: buona lettura.

Tra le città chiamate a rinnovare le amministrazioni comunali il prossimo 26 maggio, Perugia è senza dubbio tra gli "osservati speciali". I motivi di tale importanza non risiedono soltanto nel fatto che sia tra i pochi capoluoghi di regione chiamati al voto: su un piano prettamente di politics, l'interesse degli addetti ai lavori si concentra soprattutto sulle possibili conseguenze elettorali della recente inchiesta sulla sanità della regione Umbria, che hanno portato alle dimissioni - per ora "congelate" - della presidente Catiuscia Marini (Pd). A contendersi la fascia da sindaco saranno 10 candidati, supportati complessivamente da ben 22 liste: si tratta di un incremento notevole rispetto alle comunali del 2014, quando i candidati a sindaco erano soltanto 6 e le liste in campo 14. Analizziamo nel dettaglio i simboli nei quali si imbatteranno gli elettori perugini, seguendo rigorosamente l’ordine in base al quale si collocano sulla scheda.

Marco Mandarini

1) Alternativa riformista

La prima lista che compare è quella di Alternativa riformista, in appoggio al candidato a sindaco Marco Mandarini, imprenditore con un (lontano) passato nel Pci. Si presenta come una lista civica, ma non è certo una novità per la politica umbra: attiva da diversi anni, Alternativa riformista era già presente alle ultime regionali, quelle del 2015, con un simbolo particolarmente curioso, sul quale campeggiava in bella vista una foglia di canapa indiana. Nel nuovo simbolo, decisamente più ordinato sul piano grafico, la foglia – verde su sfondo bianco – rimane ma ne occupa solo il semicerchio superiore. In basso c'è la dicitura "Alternativa Riformista", appena sopra "Mandarini sindaco": entrambe emergono chiaramente in bianco su sfondo rosso. 

2) Perugia partecipata

Un taglio piuttosto simile riguarda la seconda lista in appoggio a Mandarini. Si tratta della lista Perugia partecipata (definita "civica di ispirazione ecologista"), con la medesima dicitura "Mandarini sindaco" e gli stessi colori, sebbene il logo sia accentrato in un'ulteriore cornice circolare, che a sua volta alterna i colori bianco e rosso. La particolarità del simbolo di Perugia partecipata, tuttavia, sta negli stemmi dei cinque rioni in cui è storicamente suddiviso il centro storico della città, ognuno dei quali corrispondente ad una delle porte di accesso: Porta Sole, Porta San Pietro, Porta Eburnea, Porta Susanna, Porta Sant'Angelo. Basterà questa scelta inclusiva per mettere da parte mettere d’accordo tutti e deporre le rivalità tra rioni almeno per il periodo elettorale? Chissà. Certo, non si può dimenticare che il territorio comunale conta numerosissime frazioni (Perugia è il terzo capoluogo di regione italiano per superficie), e i voti tocca andare a prenderli anche lì…

Andrea Romizi

3) Giovane Perugia

Subito dopo le due di Mandarini, il sorteggio ha collocato le otto liste che compongono la coalizione in sostegno ad Andrea Romizi, che nel 2014 era riuscito a strappare la città al centrosinistra per la prima volta dal dopoguerra e viene visto come il favorito. Cominciamo con la lista Giovane Perugia, un'aggregazione nata per iniziativa di un gruppo di giovani legati al centrodestra, tra i quali il testimone di nozze dello stesso Romizi. Il simbolo, su sfondo blu, raffigura - come dichiarano gli stessi promotori - una versione stilizzata della celebre Fontana Maggiore, situata nel centro storico, in un azzardato incrocio di colori anche contrastanti fra loro. Si nota inoltre che non appare il nome del candidato a sindaco.

4) Blu

La dimensione "simbolica" è a dir poco preponderante nella seconda delle liste pro-Romizi. In coerenza con il colore dominante sul contrassegno, la lista Blu - Romizi sindaco - piuttosto spoglia graficamente, al di là dei contorni bianchi di un presumbile cuore o di una B coricata - nasce per iniziativa di Adriana Galgano (già deputata nella precedente legislatura con Scelta Civica) e rappresenta in realtà la diretta emanazione dell’omonima associazione,Bella Libera Umbria (acronimo di Blu), nata lo scorso anno, e che nel suo manifesto rivendica il valore del civismo per "il desiderio di partecipare alla vita politica ma non di vivere di politica". Sicuramente il processo di organizzazione e  strutturazione territoriale fa supporre che le ambizioni di questo soggetto politico non si fermino alle amministrative di Perugia. E quindi, dimostrare il proprio peso in questa occasione significherebbe porre le basi per le prossime regionali (ancora non è chiaro se si voterà in autunno, nel 2020 o chissà quando), con l'obiettivo di colorare di blu l'intera regione.

5) Forza Italia

A seguire, troviamo Forza Italia, che ripete anche in questo caso il tipico schema adottato da anni per le elezioni comunali: sotto lo storico simbolo, la consueta formula "Berlusconi per" seguita dal cognome del candidato sindaco. Lontani ormai i tempi in cui si poteva contare sull'effetto-traino che il nome del Cavaliere garantiva, Forza Italia dovrà puntare sui propri candidati in lista, in particolare di alcuni amministratori uscenti. Difficilmente riuscirà a replicare il risultato del 2014, quando - con l'11,7% e 9 seggi - conquistò un'indiscussa egemonia nella maggioranza, salvo poi perdere qualche pezzo per strada nel corso dei cinque anni. Il "passivo" di quasi sette punti percentuali rispetto alla Lega alle politiche del 2018 è stato già un primo campanello d'allarme: ora toccherà fare i conti con altre cinque liste civiche molto agguerrite.

6) Perugia capitale verde

Una delle civiche in questione è Perugia capitale verde, che fa riferimento all'avvocato Urbano Barelli, vicesindaco uscente. Quest’ultimo si era candidato a sindaco nel 2014, raccogliendo un bottino magro (3,8%, con le liste in suo appoggio al 3,3%), ma sufficientemente appetibile per esercitare un certo "potenziale di coalizione", per citare il sempre valido Sartori: infatti, tra il primo e il secondo turno, l’accordo con Romizi portò a un apparentamento ufficiale, con conseguente ingresso in giunta per il leader della coalizione. Stavolta, Barelli ha allestito una formazione con un'impronta chiaramente ambientalista, sia nei temi che nella scelta dei candidati. E ne risente,ovviamente, anche il simbolo: la già menzionata Fontana Maggiore, sotto la quale si stende una foglia, con dietro ben riconoscibile la merlatura del Palazzo dei Priori. Il tutto in un'alternanza di verde e azzurro “pallido” su sfondo bianco, che - sebbene non faccia risaltare subito all'occhio il logo
- rende piuttosto gradevole l’'effetto visivo.

7) Romizi sindaco - Progetto Perugia

Colpisce per la disomogeneità delle proporzioni il logo di Romizi sindaco - Progetto Perugiala lista civica di ispirazione moderata e cattolica che nel 2014, con il 4,8%, contribuì notevolmente alla storica vittoria. Il simbolo - identico a quello delle precedenti amministrative . è egemonizzato dal cognome di Romizi (in corsivo), presumibilmente al fine di rimarcare l’inscindibilità del legame con il candidato a sindaco, con l’obiettivo di accreditarsi come lista civica "ufficiale" (nel senso di personale): non a caso, la cronaca locale parla di "brand Romizi”. Solo nella fascetta celeste in basso compare "Progetto Perugia", al fianco di una confusa immagine stilizzata, forse anch'essa riconducibile ai motivi della Fontana Centrale, e che sembra inserita come a forzato riempimento di uno spazio vuoto.

8) Perugia civica

Solleticherà senz'altro l’attenzione dei drogati di politica che popolano questa pagina la lista Perugia civica, il cui emblema vede al centro un leone che cammina da sinistra verso destra. E subito la memoria non può che tornare ai Conservatori e Riformisti, il movimento fondato da Raffaele Fitto nel "lontano" 2015 (sì, in politica quattro anni possono corrispondere a un'era geologica) e poi rinominato Direzione Italia. Oltre al protagonista a quattro zampe, anche l'alternanza del bianco con il blu scuro - due colori frequentamente utilizzati nel mondo del centrodestra - può lasciare il beneficio del dubbio su una possibile derivazione partitica di questo soggetto politico. Tuttavia, Perugia civica rivendica la sua natura già nel nome stesso, così come nelle candidature espresse (per lo più espressioni dell’associazionismo e delle professioni), sebbene fra i principali esponenti compaiano almeno due ex personaggi storici del centrosinistra cittadino, Nilo Alcudi e Franco Parlavecchio.

9) Fratelli d’Italia 

Tra le liste in corsa figura anche Fratelli d'Italia che presenta, invece, una variante del suo contrassegno ufficiale. Nella parte alta non vi sono riferimenti a Giorgia Meloni: al loro posto troviamo, sempre scritto in giallo, "per Andrea Romizi". Inoltre, alla sinistra e alla destra della matrioska contenente l'immancabile fiamma, non compaiono i due corollari "sovranisti" e "conservatori", posti invece sul simbolo delle europee. Nel 2014 ottenne un lusinghiero 4,3%, portando in Consiglio Comunale tre rappresentanti, nel frattempo divenuti cinque; il risultato in città è ulteriormente migliorato alle politiche dello scorso anno, con il 6,7%. Si potrà fare addirittura di meglio, anche senza il nome della indiscussa leader sull'emblema?

10) Lega

Oltre a Giovane Perugia, l'altro simbolo della coalizione di centrodestra che non contiene al suo interno il nome del candidato a sindaco è quello della Lega: presentandosi nella sua versione ormai classica, con Alberto da Giussano, l'unica "concessione territoriale" è il "Salvini per Perugia" che appare in basso, con il cognome del ministro dell’Interno ben distinguibile in giallo, analogamente al simbolo utilizzato per le elezioni politiche ed europee. È proprio la concomitanza con le europee che giocherà un ruolo importante per gli equilibri intracoalizionali: la Lega punta a consolidare il risultato delle scorse europee, confermandosi primo partito del centrodestra, e c'è da scommettere che l'effetto trascinamento del leader nazionale possa fare la differenza. In questo, dare all'elettore la possibilità di trovare Salvini anche sulla scheda per le comunali aiuta non poco…

Cristina Rosetti

11) #NoiCittadini

Punta all'essenzialità Cristina Rosetti, già candidata a sindaco per il MoVimento 5 Stelle nel 2014 (ottenne oltre il 19%), a guida della lista civica #NoiCittadini. La scelta del colore marrone scuro e di una font ben poco accattivante, su uno sfondo suddiviso obliquamente a metà (con deboli strisce bianche che tentano di spezzare lo stradominio del giallo) non rendono certo il simbolo tra i migliori di questa consultazione. È facile immaginare che il colore giallo sia un rimando alla precedente appartenenza politica della Rosetti, che ha abbandonato il M5S proprio perché in dissenso con la scelta dei vertici di bloccare una sua ricandidatura alla massima carica comunale. Sarà interessante verificare quanto consenso la lista #NoiCittadini sottrarrà al suo ex partito, tenendo conto che spesso le scissioni interne al M5S non pagano. Valga per tutti il caso Cassimatis di Genova.

Giordano Stella

12) Coscienza verde

Altro candidato che corre da indipendente, e con una sola lista civica in suo sostegno, è Giordano Stella, esperto di energie e sviluppo sostenibile e fondatore dell’associazione Coscienza verde, trasformatasi - in questa occasione - in un gruppo politico che concorre per le elezioni comunali mettendo al centro i temi ambientali, la tutela territorio, i beni comuni, la democrazia partecipativa. L'emblema, piuttosto immediato, consiste in due mezzelune verdi che, unite, compongono una C. In basso, nello stesso colore vi è scritto soltanto "Coscienza verde", dunque nome e logo. Niente artifizi, niente postille superflue: sostenibili anche nel simbolo.

Katia Bellillo

13) Perugia città in Comune

E per la gioia di tutti gli appassionati di Seconda Repubblica, torna alla ribalta Katia Bellillofigura storica della sinistra non solo regionale: già ministra nei governi D'Alema e Amato, ancora oggi ricordata soprattutto per la memorabile rissa del 2001 con Alessandra Mussolini nel salotto di Porta a Porta. La lista da lei capeggiata si presenta seguendo, nella forma e nella sostanza, il modello del cerchio rosso riconducibile a numerose esperienze a sinistra del Pd in varie città italiane, con l’aggiunta di una banda di colore amaranto con su scritto il nome, Perugia città in comune: la sovrapposizione sul rosso non sembra graficamente ineccepibile. Da notare, poi, la "Sindaca" declinata al femminile. Non sono presenti simboli di partito, ma la lista è sostenuta da Possibile, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Pci, L’Altra Europa, Sinistra anticapitalista: insomma, l'intera galassia rossa della città che, per la prima volta da quando c'è l'elezione diretta del sindaco, si presenta in autonomia.

Giuliano Giubilei

14) Partito democratico

Scorrendo lungo la scheda, troviamo poi la coalizione di centrosinistra, che candida a sindaco Giuliano Giubilei, giornalista perugino del Tg3, al debutto in politica. Dopo lo shock del 2014, con la mancata riconferma dell'ex sindaco Boccali, la scelta di una figura estranea ai partiti è parsa la più adeguata al Pd locale, che si era comunque riconfermato come la prima forza in città anche alle  ultime politiche (benché con una percentuale assai ridimensionata, se si pensa ai vecchi fasti). Il simbolo del Partito democratico è lo stesso che la direzione del partito ha selezionato per tutte le città: nessun nome, né altro riferimento. Quello di Perugia sarà considerato un banco di prova dal respiro nazionale per i democratici, soprattutto in considerazione dello scandalo Sanitopoli, e che potrebbe aprire scenari nuovi in vista delle regionali.

15) Giubilei sindaco

Subito dopo il Pd, troviamo la lista Giubilei sindaco, che comprende candidati provenienti dall'associazionismo, dallo sport, dalla militanza studentesca. A rimarcare la connotazione civica della lista, lo slogan "Idee, Persone, Perugia." (con un punto finale, caratteristica piuttosto rara tra i simboli) che trova spazio nel "blocco" rosso in basso a destra, che fa da contraltare all'altra, blu - decisamente più grande - collocata invece in alto a sinistra, nella quale spicca il nome del candidato a sindaco a caratteri cubitali. Si spera così intercettare più voti possibili di coloro che - per dirla con il linguaggio del politicante - "guardano alla persona, e non al partito". In fondo, si tratta pur sempre di un professionista...

16) Socialisti - Articolo Uno - Civici popolari

Ecco un altro simbolo in grado di far accendere i radar ai fanatici della materia: quello che raccoglie Articolo Uno, il Partito socialista italiano (che qui è meno invisibile che altrove, in virtù di una lunga tradizione) e i Civici Popolari (ciò che resta di Alternativa popolare, confluita in Civica popolare). Le tre sigle trovano spazio in un contrassegno che, sebbene equilibrato nei colori (e con il tocco di eleganza di "per Perugia" in stile handwriting), appare più come un patchwork realizzato all'uopo per esigenze momentanee, e destinato ad essere messo da parte una volta superato l’appuntamento elettorale. Come si può notare, resiste in alto la rosa (che fu) del Pse, presente anche nel simbolo dei Socialisti riformisti delle comunali del 2014. Da soli,riuscirono a superare il 5%. Stavolta, forse, potrebbero accontentarsi anche di meno, a patto di eleggere almeno un consigliere.

17) Rete civica - Perugia in Europa

La quarta lista della coalizione di centrosinistra prende il nome di Rete Civica – Perugia in Europa. Ad essa hanno aderito, tra gli altri, Anima Civica (un gruppo strutturatosi nel giugno 2018 a seguito di un'assemblea popolare fortemente critica nei confronti dell’amministrazione uscente) e +Europa. Il simbolo si compone di due parti, separate da un’ampia fascia bianca: è opportuno notare il ben riuscito accostamento fra l'arancione e il blu (per questo piuttosto diffuso tra gli emblemi delle liste civiche), oltre alla presenza di un estratto della bandiera Ue, coperta per un quarto dalla dicitura "con Giubilei". Sul piano grafico, indubbiamente, emerge la perizia di chi ha concepito l'emblema.

Francesca Tizi

18) MoVimento 5 Stelle

Nessuna novità grafica per quel che concerne il MoVimento 5  Stelle, che candida a sindaco Francesca Tizi, docente di Diritto processuale civile presso l’università cittadina. L'obiettivo (non facile) è arrivare al ballottaggio, per poi affrontare Romizi in uno scontro a due: in questa ipotesi, la conquista della fascia potrebbe invece non essere così improbabile, vista l’elevata competitività del M5S nei ballottaggi (tendenza confermata anche dai risultati delle comunali in Sicilia di domenica scorsa). Ma al secondo turno bisogna anzitutto arrivarci: i pentastellati dovranno sperare nel voto disgiunto, tenendo conto, oltre che dello strappo ad opera della ex capogruppo Rosetti, anche del deficit di liste rispetto al centrosinistra: e tutti – non solo i seguaci dei Simboli della discordia – conoscono il valore aggiunto che i singoli candidati di lista, con le loro preferenze, apportano in un'elezione amministrativa.

Antonio Leonardo Ribecco

19) CasaPound Italia

Un altro logo che non subisce variazioni è quello di CasaPound Italia, che qui presenta per la prima volta una propria lista per le elezioni comunali. Il candidato a sindaco è Antonio Leonardo Ribeccoil quale si era candidato alla Camera lo scorso anno nel collegio maggioritario di Perugia, ottenendo in città poco più dell’1%. L’obiettivo di entrare in Consiglio appare piuttosto proibitivo, salvo apparentamenti con il centrodestra dopo il primo turno (ipotesi molto remota): tuttavia, fu proprio in una città della provincia di Perugia, Todi, che nel 2017 il centrodestra allargò la coalizione prima del ballottaggio (poi vinto per appena 16 voti), spalancando a CasaPound le porte della civica assise.

Carmine Camicia

20) Perugia con il cuore

Proverà a dire la sua anche il consigliere uscente Carmine Camicia, eletto in Forza Italia, poi passato con il Psi, e che ora prova a ritagliarsi un suo spazio con la sua mini-coalizione civica. La prima delle due liste sorteggiate, Perugia con il cuore, è formata da due semicerchi: rosso quello superiore, in cui è riportato il nome della lista; bianco quello inferiore, con scritto in blu "Carmine Camicia sindaco". In posizione centrale si staglia un cuore leggermente inclinato, al cui interno trova posto un'immagine di piazza IV Novembre, con la già citata fontana e il palazzo dei Priori ben
riconoscibili. Curiosità per i seguaci del blog: Perugia con il cuore è sostenuta anche da due vecchie conoscenze dei seguaci di questo sito, Giampiero Catone e Angelo Sandri. Inizialmente, infatti, anche la Dc avrebbe dovuto far parte della coalizione Camicia, allestendo una propria lista: il progetto è poi tramontato, e la scheda elettorale rimarrà a secco di scudi crociati.

21) Nazione e Futuro

Sono appena 21 i candidati consiglieri che compongono la lista di Nazione e Futuro, un partito politico avente sede proprio a Perugia (e che, per il momento, sembrerebbe operare solo lì e in zone limitrofe), il cui simbolo - come da Statuto ufficiale - consiste in "un cerchio con sfondo bianco al cui interno, concentriche al cerchio esterno, sono stilizzate due frecce, quella esterna di colore verde e quella interna di colore rossa, mentre al centro del cerchio è stilizzato un cuore azzurro sopra al quale in sequenza centrata vi sono inscritte le parole Nazione e Futuro in colore nero". Anche Nazione e Futuro ha scelto di appoggiare Camicia, ma il fondatore e presidente, l'imprenditore ed ex militare Ivano Serafino Saitta, non è tra i candidati in lista. L’augurio da parte di tutti i drogati di politica è che un eventuale flop in questa tornata elettorale non faccia desistere Saitta dalle sue manifeste aspirazioni nazionali: anche per Nazione e Futuro un posto sulle bacheche del Viminale si troverà.

Salvatore Iacobelli

22) Il Popolo della Famiglia

Ultimo simbolo sorteggiato è quello del Popolo della Famiglia, anch'esso rimasto identico a quello che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni, soprattutto nelle elezioni amministrative. Per la prima volta il partito di Mario Adinolfi sarà in lizza per le comunali di Perugia, candidando a sindaco Salvatore Iacobelli, già impiegato presso il Tribunale locale, ma anche tenore, appassionato d'arte e, per giunta, volontario nelle missioni cattoliche. La poliedrica personalità dell'aspirante primo cittadino sarà sufficiente per superare la soglia del 3% per entrare in Consiglio comunale? Il giudizio, per questo come per ogni altro profilo rilevante, spetterà agli elettori