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venerdì 24 maggio 2019

Foggia, simboli e curiosità sulla scheda

Nel viaggio tra i capoluoghi di provincia che il 26 maggio sono chiamati a rinnovare la loro amministrazione comunale, è interessante fare tappa anche a Foggia. Anche in questa realtà, infatti, la presenza di liste è tutt'altro che trascurabile: sono in tutto 17, a sostegno di cinque candidati al ruolo di primo cittadino. La scheda è tuttavia meno affollata rispetto a quella di 5 anni fa, quando fu eletto (al ballottaggio) il candidato del centrodestra Franco Landella: le liste infatti erano addirittura 25, spalmate su 9 aspiranti sindaci.

Giuseppe Maniero

1) Foggia in testa

Il sorteggio ha collocato al primo posto uno dei candidati sostenuti da una sola lista. E che inizio col botto, considerando che il primo aspirante sindaco è Giuseppe Maniero. L'osservazione riguarda tanto il candidato, già capogruppo di Fratelli d'Italia che a gennaio si era presentato alle primarie del centrodestra ma ne era stato escluso, quanto il simbolo della sua lista (nata negli ultimi mesi del 2018 come "format politico-culturale"), Foggia in testa. Si tratta di una lista civica che non passa inosservata, e non tanto per l'indicazione "Maniero, il tuo sindaco." (con punteggiatura incorporata), ma per il berretto blu che campeggia nella parte alta, per dire che lui e la sua squadra hanno la città in testa, proprio come si tiene un cappellino.
  

Giuseppe Cavaliere detto Pippo

2) Senso civico per Foggia

Dopo Maniero, un altro Giuseppe, ossia Pippo Cavaliere, schierato questa volta dal centrosinistra, con una ricca coalizione - sei emblemi - a suo sostegno. La prima lista sorteggiata è Senso civico per Foggia, legata soprattutto al capolista, Leonardo di Gioia, già assessore regionale all'agricoltura della giunta Emiliano e candidato sindaco nel 2014. Il simbolo scelto per questa competizione elettorale raffigura una mano che raccoglie una foglia, un gesto cui verosimilmente si è sempre meno abituati negli ultimi anni; quella stessa mano, peraltro sembra prendersi cura di quella stessa foglia, che tra l'altro presenta vari colori, come se fosse allegoria dell'intera comunità cittadina, da trattare con rispetto e considerazione.

3) Partito democratico

Tra le liste della coalizione di centrosinistra c'è inevitabilmente quella del Partito democratico, che cinque anni fa risultò la lista più votata di tutte, anche se il risultato non fu squillante (pochissimo sotto il 14%). Proprio come nel 2014, il Pd ha scelto di presentarsi con il suo simbolo nazionale "liscio", senza alcuna caratterizzazione territoriale o il riferimento alla persona candidata a sindaco: una scelta che può essere interpretata come fattore di chiarezza, nel voler correre con l'immagine nazionale senza ostentare altri legami. Certo, Cavaliere, presidente della fondazione antiusura Buon samaritano, non è direttamente legato al Pd, ma il partito ha dato il suo appoggio alla candidatura e la lista promette di essere ancora la più scelta, almeno nella coalizione. 

4) Una città per cambiare

Se quello del Pd è un ritorno, tra l'altro piuttosto prevedibile, appare invece nuova la lista chiaramente civica Una città per cambiare, anche se dietro quel simbolo dovrebbero essere collocati soprattutto alcuni sostenitori "vendoliani". L'emblema, a dire la verità, non contiene elementi particolarmente riconducibili a quell'area: certamente il nome esprime la volontà di girare pagina rispetto alla gestione attuale del comune (di centrodestra), partendo dalle persone (stilizzate in verde, di dimensioni diverse) e puntando soprattutto - come si legge nel segmento terra di Siena in basso - su lavoro, ambiente e futuro. Valori che certamente collocano la lista a sinistra.

5) La città dei diritti

Dopo Una città per cambiare, la scheda prosegue con La città dei diritti, altro progetto chiaramente civico legato a Cavaliere. Anzi, il nome nasce proprio da una sua frase o, se si preferisce, dalla sua intenzione di costruire, appunto, "la città dei diritti" (anche per questo, doveva essere la civica personale del sindaco, ma non sembra essere andata proprio così). E se la struttura del simbolo può ricordare quella di Alleanza nazionale, con un segmento colorato che occupa più di metà dell'emblema, è ben diverso il colore (marrone, con un gioco di ombre), il fregio (nessuna fiamma, ovviamente, ma una bilancia della giustizia stilizzata: curioso che la lista ospiti anche vari socialisti) e l'evidenza data con il giallo al concetto dei diritti, evidentemente al centro della campagna elettorale di Cavaliere.

6) Foggia civica

Un po' come nel caso appena visto, è lo stesso nome della lista che segue a dare conto della natura civica e locale del progetto amministrativo. Foggia civica, in particolare, è stata promossa da Rosario Cusmai, indicato da più parti come il "braccio destro" di Leo di Gioia, che quindi sarebbe riuscito a sdoppiare il suo impegno elettorale, recuperando una sua lista di cinque anni fa. La grafica è piuttosto semplice ma leggermente dinamica, grazie alla corona circolare a due tonalità di blu e al cerchio eccentrico; quest'ultimo, poi, stavolta è tinto di arancione, colore da anni collegato a un'area civica (e si sarebbe tentati di usare la maiuscola) che si colloca tendenzialmente a sinistra. Cusmai, tra l'altro, è segretario regionale di Italia in Comune, ma quel partito è finito altrove...

7) Foggia popolare

Ultima sorteggiata tra le liste del centrosinistra in appoggio a Cavaliere è Foggia popolare. Si tratta, naturalmente, della declinazione locale del progetto di Puglia popolare, inaugurato e guidato da Massimo Cassano. Il simbolo, vista la provenienza di centrodestra moderata e il legame nel nome con l'esperienza del Nuovo centrodestra (poi Alternativa popolare), si presta a essere un contenitore eterogeneo, in cui hanno fatto ingresso anche vari consiglieri uscenti prima legati alla maggioranza di centrodestra - probabilmente a loro agio grazie alle pennellate che stavolta sono tricolori - ma non sono rimasti fuori nemmeno soggetti legati alla sinistra (FoggiaToday cita il socialista Riccardo Rignanese e un esponente di sinistra come Michele Sisbarra).

Franco Landella

8) Forza Italia

Se la coalizione di centrosinistra è composta da sei liste, quella del centrodestra può contare su un simbolo in più, così da portare acqua all'eventuale riconferma nel ruolo di sindaco di Franco Landella. Il caso vuole che ad aprire la coalizione il sorteggio abbia posto l'emblema di Forza Italia, che è proprio il partito cui Landella appartiene: non stupisce affatto allora che, nel solito contrassegno mutuato dalle elezioni politiche del 2018, sotto alla bandierina spinta un po' fuori dal cerchio e al cognome enorme di Silvio Berlusconi trovi posti proprio il riferimento al candidato sindaco (nonché primo cittadino uscente). Riuscirà la lista a prendere ancora il 12% abbondante?

9) DestinAzione comune

Se non è certo nuovo l'emblema di Forza Italia, può dirsi lo stesso per il simbolo di DestinAzione Comune, che gli elettori di Foggia hanno già trovato cinque anni fa nella compagine che aveva portato per la prima volta Landella a vincere (sia pure al ballottaggio e di un soffio). L'emblema - con il quale si sono candidati due assessori uscenti, Francesco Morese e Anna Paola Giuliani - è rimasto esattamente uguale a quello del 2014, a partire dal nome con la A di "Destinazione" messa in maiuscolo (chiaro indizio della collocazione nel centrodestra), dal tricolore fatto di frecce e le due tonalità di blu usate per campire il fondo (stesso discorso).

10) IDeA per Foggia - Moldaunia

Non capita spesso di vedere in giro per l'Italia liste presentate alle elezioni comunali da IDeA, il soggetto politico fondato a livello nazionale da Gaetano Quagliariello. A Foggia, invece, c'è, sta ovviamente nel centrodestra e riesce a non presentarsi "isolato", ma proponendo una lista in tandem con un altro progetto legato al territorio, ossia Moldaunia: si tratta di un'idea proposta da Gennaro Amodeo - tra i candidati, subito sotto la capolista - che intenderebbe separare la Daunia pugliese e unirla al Molise, creando una regione ad hoc etichettata appunto come Moldaunia. Si tratta ovviamente della prima volta che questo segno arriva sulle schede e, per chiarire bene le idee, una cartina serviva proprio.

11) Foggia vince - Landella sindaco

In questo progetto non mancano le liste civiche - nel senso che prima se n'è vista una - ma è chiaro che Foggia Vince appare ugualmente legata alle posizioni del sindaco uscente e ritentante, se non altro perché è nuova nuova e quindi può far leva anche sul lavoro fatto negli ultimi cinque anni (non a caso, in lista c'è anche Sergio Cangelli, membro della giunta uscente). Il segno di vittoria ben augurante fatto con la mano è inequivocabilmente leggibile, così come le "pezze" verde e rossa che, ai lati della mano bianca, formano il tricolore e rimandano subito al centrodestra. Anche qui è presente il riferimento al candidato sindaco, pur se in dimensioni inferiori rispetto a DestinAzione Comune.
   

12) Lega

In tanti altri comuni questa è, senza dubbio, l'elezione del debutto; non stupisce affatto, dunque, che anche a Foggia si presenti per la prima volta una lista della Lega. Certo è che alle ultime elezioni politiche il simbolo con Alberto da Giussano a spada sguainata al cielo aveva ottenuto l'8,6% dei voti, una cosa difficilmente immaginabile solo qualche anno fa (più di Fratelli d'Italia e più di Noi con l'Italia, in cui era confluito il progetto di Fitto...). Ora l'emblema presentato ai foggiani è quasi uguale a quello di un anno fa, tranne che per la sostituzione della parola "premier" con il riferimento alla Puglia. Niente nome del candidato sindaco, ma la Lega non lo fa quasi mai...

13) Unione di centro

Non poteva mancare, in una terra con una certa tradizione come la Puglia, un simbolo contenente lo scudo crociato: ecco dunque il contrassegno dell'Unione di centro, che si ripresenta dopo che nella scorsa tornata elettorale aveva fatto parte della compagine di centrosinistra (ottenendo peraltro il 5% ed eleggendo un proprio rappresentante). Dal punto di vista dei candidati non si tratta certo dello stesso partito di allora; sul piano simbolico, invece, non è cambiato proprio nulla, visto che oggi come nel 2014 è stato schierato il simbolo ufficiale nazionale, con il riferimento all'Italia nel segmento superiore rosso (senza sostituirlo con il nome del candidato, come capita di vedere altrove).

14) Fratelli d'Italia

Ultimo emblema della coalizione di centrodestra, almeno dando retta al sorteggio, è quello di Fratelli d'Italia. Un partito che, a lungo, è stato all'opposizione della giunta uscente (pur avendo ottenuto un seggio con il 2% scarso cinque anni fa proprio nella compagine di Landella), ma ora ha dovuto - così si legge sulla stampa locale - candidare due assessori uscenti (Erminia Roberto e Francesco D'Emilio) e vari componenti del consiglio comunale appena scaduto. In tutto questo, il simbolo è esattamente identico a quello che gli elettori di tutt'Italia troveranno sulla scheda delle elezioni europee, dunque con i riferimenti a Giorgia Meloni, ai sovranisti e ai conservatori (compresi, come si sa, quelli della fittiana Direzione Italia).

Giovanni Maria Giuseppe Gaetano Quadrato detto Giovanni

15) MoVimento 5 Stelle

Quella del 2019 è la seconda partecipazione alle elezioni amministrative di Foggia del MoVimento 5 Stelle, dopo che cinque anni fa la lista che aveva candidato alla guida del comune Vincenzo Rizzi si era dovuta accontentare del 6,3%, non sufficiente a mandare in consiglio un eletto oltre all'aspirante primo cittadino. Questa volta il M5S, assieme al suo candidato sindaco Giovanni Quadrato, spera di beneficiare dei risultati visti in occasione delle politiche 2018, quando lista e candidata uninominale avevano sfiorato il 50% dei consensi: il contrassegno usato sulle schede questa volta è esattamente lo stesso impiegato un anno fa, mentre l'unica differenza rispetto alle elezioni amministrative è il sito web scritto nella parte inferiore (da Beppegrillo.it a Ilblogdellestelle.it).

Giuseppe Pertosa

16) Forza Foggia

Il sorteggio ha riservato l'ultimo posto tra i candidati a Giuseppe Pertosa, consigliere uscente eletto con Forza Italia ma deciso a seguire una strada autonoma. Lo fa innanzitutto con una lista denominata Forza Foggia: il nome non è casuale, ma non si tenta in alcun modo di replicare la bandierina, al massimo c'è un tricolore sui generis. Un segno del territorio inequivocabile è costituito dalla Fontana del Sele che si vede, come sagoma, nella parte sinistra del simbolo, mentre i colori rosso e nero sono gli stessi della squadra di calcio; decisamente scarso, perché poco adatto all'uso in un contrassegno elettorale, l'uso della font Copperplate, che stona un po' con il resto della grafica.


17) Lista Pertosa

Il secondo emblema non ha alcun riferimento politico espresso, ma comunica semplicemente la vicinanza, se non l'aderenza totale al candidato sindaco. Non ci si può attendere nulla di diverso, in effetti, da una formazione denominata Lista Pertosa. Sul piano politico, a dire il vero, l'unica cosa che si può agevolmente capire è la collocazione politica all'interno del centrodestra, grazie al rassicurante fondo blu scuro e al tricolore che tinge i due archi di cerchio interni. Concepire la grafica, peraltro, non dev'essere stato troppo difficile: il carattere usato per il simbolo, il Calibri, è esattamente quello che Word propone quando si apre un nuovo documento. Il che equivale a chiudere la carrellata con un usato sicuro...

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