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martedì 21 maggio 2019

Ascoli Piceno, simboli e curiosità sulla scheda

Il record indiscusso di queste elezioni amministrative, come si è visto ieri, sembra appartenere a Lecce, con le sue 27 liste. Nemmeno ad Ascoli Piceno, tuttavia, si scherza: qui gli aspiranti sindaci sono 7, ma le liste sono 25 e c'è chi ne ha ben 10 dalla sua parte; anche cinque anni fa, peraltro, sulla scheda arrivarono sempre 25 simboli, spalmate peraltro su 8 candidati. Allora vinse il centrodestra con un notevole numero di civiche, ma il sindaco Guido Castelli era al suo secondo mandato e ora non può ripresentarsi.

Marco Fioravanti

1) Cittadini in Comune

La compagine più ampia, tra quelle presenti a queste elezioni, è certamente quella di cui gode Marco Fioravanti, candidato del centrodestra ufficiale, già presidente del consiglio comunale e primo nel sorteggio: a suo sostegno ci sono ben dieci liste. La prima a essere sorteggiata è Cittadini in Comune, una new entry degli appuntamenti elettorali ascolani (non potrà dirsi lo stesso di varie altre formazioni): si tratta evidentemente di un progetto civico - legato peraltro all'assessore uscente Gianni Silvestri - che unisce l'idea di comunità al proposito di portare nuove persone all'interno dell'amministrazione comunale (puntando molto sul mantenimento dell'ospedale Mazzoni). Il simbolo, in buona parte dominato dalla sfumatura che varia dal giallo al rosso, fa emergere in blu scuro il profilo di varie torri e altri edifici monumentali del centro.

2) Noi siamo Ascoli

Nuovo è anche il simbolo di Noi siamo Ascoli, anch'esso legato all'assessore Silvestri: in questo caso, sembra di leggere accanto al civismo una qualche connotazione politica, evidentemente legata al centrodestra. Comunicano questa sensazione il fondo nero del simbolo, l'uso di una bandiera tricolore (piena di pieghe) e il motto riportato al di sotto: "quelli che non mollano, mai!!". Quelle parole, bisogna dirlo, hanno un che di militaresco e la visione complessiva dell'emblema appare piuttosto di destra, conforme al motto che lo stesso Silvestri ha enucleato, "Affidabilità, coerenza e lealtà". Il voto dei tradizionalisti, dunque, potrebbe aver trovato casa.

3) Servire Ascoli

Si ispira direttamente alla Dottrina sociale della chiesa e all'appello sturziano ai liberi e ai forti la lista Servire Ascoli, molto simile a quella appena vista a Pesaro: lo dimostra, in particolare, la V trasformata in una freccia rossa che punta in alto e avanti (qui la freccia ha più pieghe, vedendosi anche la parte che precede la V). Il capolista è l'ex consigliere Sergio Cinelli, ma il progetto viene da fuori ed è animato da Saturnino Di Ruscio, già sindaco forzista di Fermo e da tempo animatore di questo tentativo civico di rinnovare la politica locale (ci sono state varie candidature nei comuni) nel segno dei valori cristiani e con l'intento di farlo dichiaratamente nello spazio del centrodestra. 

4) Forza Ascoli

Dopo Cittadini in Comune e Noi siamo Ascoli, Forza Ascoli è la terza lista legata all'impegno diretto dell'assessore uscente Gianni Silvestri, che in questo caso figura anche come capolista (ma c'è anche un'altra consigliera uscente, Laura Trontini). La presenza di questa lista era in qualche modo scontata: era infatti già presente cinque anni fa e con il suo 7,56% era stata la seconda formazione più votata del centrodestra, con poco meno di un punto al di sotto di Forza Italia (il cui simbolo, questa volta, non c'è). Unica differenza nel simbolo - che mantiene la stretta di mano su fondo azzurro e una sorta di striscione tricolore sotto - è la mancanza di riferimenti al candidato sindaco, ospitati cinque anni fa nel segmento bianco inferiore.

5) Insieme a Fioravanti per Ascoli

Dev'essere considerata tra le liste nuove quella denominata Insieme a Fioravanti per Ascoli, che a buon diritto si pone come civica personale dell'aspirante sindaco. Delle dieci liste di cui si compone la coalizione di centrodestra, infatti, sono soltanto due le liste che contengono il nome del candidato sindaco e questa è la sola che non abbia natura politica. Qui c'è il concetto di "squadra" dei cittadini e dei candidati consiglieri che si stringono intorno a Marco Fioravanti - elemento più evidente di un simbolo piuttosto vuoto - per il bene della città (scritta peraltro con una font poco adeguata); torna anche qui la freccia rossa (stavolta pennellata), per sottolineare l'idea di progresso e di miglioramento.

6) Noi di Ascoli

A guardarla così, a colpo d'occhio, Noi di Ascoli appare subito una lista tanto civica quanto collocata nell'alveo del centrodestra: parla chiaro l'abbinamento dell'azzurro con la striscia tricolore che qui sembra quasi una strada che costeggia o attraversa il centro del paese, di cui si riconoscono vari monumenti, compresa la statua a Cecco d'Ascoli che si vede nella parte sinistra dell'emblema. A guidare la formazione è Massimiliano Brugni, assessore uscente allo sport, da tempo sostenitore della necessità di una candidatura unitaria delle forze di centrodestra. Il suo desiderio è stato sostanzialmente rispettato e Noi di Ascoli (con il concetto di identità e appartenenza in primo piano e il tocco lezioso del "di" handwriting) è della partita.

7) Scelta responsabile

Per un simbolo nuovo che appare su manifesti e schede, eccone un altro, sempre civico e sempre di nuovo conio. Scelta responsabile è una formazione interessante, anche perché a guidarla sono la vicesindaca uscente Donatella Ferretti e il consigliere uscente Alessandro Bono, entrambi riferiti a Forza Italia: la lista ufficiale però non c'è (e anche nei manifesti il simbolo è stato fatto sparire, per quanto se ne sa, su indicazione dei vertici regionali del partito). Ci sono però alcune delle persone più significative sul territorio, che rivendicano appunto una "scelta responsabile", a favore di un candidato e una squadra ritenuti vincenti. In questo senso, il gruppo è rappresentato in chiave tricolore da tre sagome (su fondo blu, con un elemento marrone in basso) e con il cuore di una delle tre figure messo in evidenza.  

8) Per Ascoli

Dopo vari simboli nuovi, non rappresenta certo una novità la lista civica Per Ascoli, che con il 7,42% era stata la terza lista più votata nel centrodestra cinque anni fa (giusto una manciata di voti in meno di Forza Ascoli). Capolista in quest'occasione è Massimiliano Di Micco, consigliere uscente e già assessore al commercio; in lista ci sono soprattutto persone giovani o nuove alla politica locale. L'emblema è quasi identico a quello del 2014, con il fondo tricolore a bande orizzontali e il nome diviso tra la striscia verde e quella bianca centrale; manca soltanto il riferimento al candidato sindaco, allora ospitato nella parte rossa, che infatti appare vuota e sembra sbilanciare almeno in parte il contrassegno.

9) Fratelli d'Italia

Non stupisce ovviamente che all'interno di questa coalizione di centrodestra trovi posto il simbolo di Fratelli d'Italia; non può però passare inosservato il fatto che, all'interno del contrassegno - mutuato da quello presentato quest'anno per le elezioni europee - al posto del nome di Giorgia Meloni ci sia l'espressione in giallo "Fioravanti sindaco" (giusto un po' piccola, per farla stare nel semicerchio blu). Fioravanti, oltre che essere presidente del consiglio comunale uscente, è infatti esponente di Fdi - cosa che non dev'essere piaciuta troppo a Forza Italia - ed è normale che il partito voglia mettere in luce le sue non frequentissime candidature a primo cittadino.

10) Lega

Nemmeno a farlo apposta, il sorteggio ha dato la precedenza a tutte le liste civiche (anche quelle con una marcata impronta politica), per lasciare agli ultimi due posti della coalizione le liste espressione di partito. Chiude dunque la compagine a sostegno di Fioravanti il simbolo della Lega, quasi identico a quello che gli elettori conoscono dalle politiche dello scorso anno, fatta eccezione per la sparizione - sotto al nome di Salvini - della parola "premier". Al suo posto, però, qui non c'è il riferimento alla regione/nazione, bensì quello al comune (e in questo caso le lettere sembrano fin troppo strette, come se non fossero stati calcolati bene gli spazi).

Alberto Di Mattia

11) Fuori dal tunnel

Subito dopo i dieci simboli della coalizione di centrodestra, trova posto l'unico simbolo che appoggia la corsa di Alberto Di Mattia, in rete qualificato come "ex arbitro di calcio e organizzatore di feste studentesche". Per lui queste elezioni sono "l'ultima chance per Ascoli di uscire fuori dal tunnel e offrire un futuro ai giovani senza costringerli ad andar via per cercare lavoro". Anche per questo, per la sua "lista dei giovani" (quasi tutti i candidati hanno tra i 20 e i 30 anni) che si definisce "né di destra, né di sinistra", Di Mattia ha scelto come nome Fuori dal tunnel, riempiendo il cerchio di rosso raffigurando appunto un tunnel con una strada segnata e la luce in fondo. Sperando di poterla raggiungere in tempo.

Massimo Tamburri

12) MoVimento 5 Stelle

Era presente anche cinque anni fa sulla scheda elettorale di Ascoli Piceno il MoVimento 5 Stelle e il responso delle urne gli aveva assegnato il 6,71% e un consigliere eletto, assieme al candidato sindaco Massimo Tamburri. Finita quella consiliatura, Tamburri ci riprova sempre con il M5S, che rispetto al 2014 nel simbolo ha cambiato soltanto il sito internet adagiato nella parte inferiore della circonferenza (Ilblogdellestelle.it invece che Beppegrillo.it). Per il resto, la lista punta almeno a riconfermare la propria presenza consiliare, sperando magari di strappare un risultato migliore rispetto a quello di cinque anni fa, vista anche la partecipazione al governo nazionale.

Pietro Frenquellucci

13) Territorio è Sviluppo

Può contare sull'appoggio di quattro formazioni Pietro Frenquellucci, candidato sindaco del centrosinistra con una buona parte di sostegno civico. Ed è appunto civica la prima lista sorteggiata, Territorio è Sviluppo, varata nella convinzione che sia necessario "avviare e approfondire il rapporto con i comuni vicini per giungere alla condivisione di scelte e idee in grado di rappresentare in modo complessivo il territorio", così da dare "al Piceno e alla città capoluogo una forza maggiore nel confronto con le altre realtà della regione e a livello nazionale". Non a caso, nel simbolo ci sono le montagne che abbracciano la città (tranne il lato in cui guarda il mare), mentre l'idea dello sviluppo è data, in un modo un po' naïf (come appare un po' tutto il disegno), dalla frecciona verde un po' curva che punta verso l'alto. 

14) #AttivaMente

La seconda lista interamente civica della coalizione che sostiene Frenquellucci (e che sembra concepita graficamente insieme alla precedente, come suggerisce il segmento inferiore del contrassegno, in cui cambia semplicemente il colore di fondo) si chiama #AttivaMente (la M maiuscola è suggerita dalla pagina Facebook). Si tratta di una formazione che ha come capolista la pedagogista Maria Esposto, composta in gran parte da giovani e pensata soprattutto per dare un futuro a loro (in questo rientra anche l'impegno per una "città circolare, che dia nuova vita alle persone, agli oggetti, all'economia e al lavoro". Il senso di novità e di freschezza dovrebbe essere dato dall'hashtag su fondo scuro pennellato, collocato su un campo giallo che di solito non passa inosservato.  

15) Partito democratico

In qualche modo, il Partito democratico rappresenta l'unico segno di continuità della coalizione di centrosinistra rispetto al voto del 2014. Innanzitutto perché è la sola lista identica, nell'immagine, rispetto a quelle che si sono presentate cinque anni fa; secondariamente, è l'unico simbolo interamente nazionale che è stato presentato dalla compagine, senza alcuna indicazione locale o senza riferimenti al candidato. E non è da escludere che, ora come cinque anni fa, la scelta di non personalizzare il contrassegno sia stata dettata dalla lunghezza del cognome del candidato (vale per Frenquellucci e per l'aspirante sindaco di allora, Giancarlo Luciani Castiglia). Con il 13,2%, in ogni caso, la lista del Pd era stata la più votata.

16) Uniti per Ascoli - Socialisti ascolani - Articolo Uno

L'ultima lista sorteggiata all'interno della coalizione che appoggia Frenquellucci, Uniti per Ascoli, è una delle prime nate: oltre al Pd, infatti, avevano già deciso di sostenere l'attuale candidato del centrosinistra tanto il Psi (e così si spiega la dicitura Socialisti ascolani, quanto Articolo Uno. I due gruppi sono curiosamente contenuti in due fumetti, che sembrano dar voce al nome del candidato sindaco; non è chiarissima la scelta di colorare di rosa la parte inferiore del simbolo (non appare un riferimento a Possibile), né tanto meno il motivo della presenza di sette stelle in quella stessa area del contrassegno. Curiosità: nel 2014 c'era già una lista Articolo 1, guidata da Andrea Quaglietti, ma non c'entrava nulla con il futuro partito di Roberto Speranza.  

Giorgio Ferretti

17) Osa - Orgoglio sicurezza avanguardia

Tra i candidati in corsa per la poltrona di sindaco di Ascoli Piceno c'è anche Giorgio Ferretti, già candidato alle ultime politiche per CasaPound: in questo caso, peraltro, si presenta sostenuto da due liste. La prima a essere sorteggiata mette in luce la parola Osa (scritta tra l'altro con caratteri che rimandano a un certo periodo). Letta come verbo, è un invito a osare (e ricorda un po' il dannunziano Memento audere semper); nella parte inferiore del contrassegno, tuttavia, è ospitato il nome intero di cui Osa è acronimo, Orgoglio sicurezza avanguardia. Un nome che lascia pochi dubbi, mentre lo sguardo è catturato dalla scia tricolore (delle Frecce?) e dal profilo di campanili e cupole di Ascoli.

18) CasaPound Italia

Il secondo simbolo che sostiene Ferretti nella sua corsa verso la guida del comune è ovviamente quello di CasaPound Italia: ad Ascoli alle ultime elezioni politiche era stato scelto da poco più del 3% degli elettori (Liberi e Uguali, +Europa e Noi con l'Italia, per dire, avevano preso di meno), che alla Camera avevano votato proprio per Ferretti. L'emblema della tartaruga con guscio ottagonale frecciato arriva comunque per la prima volta alle elezioni comunali di Ascoli: parte in un certo senso dal risultato delle politiche. che però non è affatto detto che venga confermato, vista la diversa dimensione della competizione elettorale. Ferretti, in ogni caso, ci prova. 

Emidio Nardini

19) Ascolto & Partecipazione

Si presenta invece sostenuto da una sola lista, di natura civica, Emidio Nardini, cardiologo, figura ricondotta al centrosinistra locale: per questo, qualcuno aveva parlato di una spaccatura in quell'area, prontamente smentita dai rappresentanti ufficiali dei partiti. In un primo tempo, in effetti, si era parlato di lui come possibile candidato unitario del centrosinistra; le cose sono andate diversamente e lui guida semplicemente la lista che prende il nome dal comitato da lui guidato, Ascolto & Partecipazione. Il simbolo, in cui dominano i colori giallo e rosso (oltre al bianco del fondo), è occupato in gran parte dal monogramma che fonde la A e la P del nome, mentre sotto è indicato l'aspirante primo cittadino.

Piero Celani

20) Movimento ascolano

Le ultime sei liste di manifesti e schede sono state presentate a sostegno di Piero Celani, già sindaco di Ascoli (dal 1999 al 2009) e presidente della provincia (nei cinque anni successivi), attualmente vicepresidente del consiglio regionale e di fede forzista. Alcune formazioni in suo appoggio hanno natura civica: è il caso della prima lista sorteggiata (e anche la prima a essersi dichiarata per Celani), Movimento ascolano, guidata da Claudio Sesto Travanti. Il simbolo vuole essere un riferimento chiaro all'ascolanità: un picchio in bianco e nero, col capo rosso (per ricordare il volatile che avrebbe guidato i sabini fondatori della città) accostato a una delle "cento" torri che caratterizzano Ascoli.

21) Pensiero popolare Piceno

Non è nuovo per gli elettori ascolani il simbolo della lista civica Pensiero popolare piceno, abbreviato al centro del contrassegno in Ppp: cinque anni fa, infatti, lo stesso emblema faceva parte della coalizione che aveva sostenuto la riconferma di Guido Castelli (ed era suo il nome contenuto nel cerchio centrale). Allora aveva sfiorato il 7%, ottenendo due consiglieri; la sua uscita dalla coalizione di centrodestra "ufficiale" marca la distanza rispetto a quell'esperienza, facendo pensare che la nuova collocazione della lista - guidata dai fratelli Luigi e Attilio Lattanzi - sia improntata a quei valori di "civiltà chiarezza coerenza" che sono sanciti all'interno del contrassegno stesso.

22) Celani sindaco

Altro simbolo non proprio nuovo, da vari punti di vista, è quello della lista Celani sindaco, che - limitandoci al nome - sembra quella che più facilmente può dirsi la formazione "civica personale" dell'aspirante sindaco. Se però, appunto, dal nome si passa a guardare la grafica, non possono sfuggire due cose: non solo nel 2014 la lista Ascoli con Castelli aveva la stessa impostazione visiva (dunque sembra esserci continuità tra le due esperienze), ma salta all'occhio la somiglianza con il vecchio simbolo del Pdl. Anche se la lista di Forza Italia non c'è, sembra piuttosto chiaro il messaggio che si vuole lanciare, e non solo con questa lista, come si vedrà.

23) Ascoli nel futuro

Altro ritorno, rispetto al 2014, riguarda la lista Ascoli nel futuro, che cinque anni fa era schierata sempre con Castelli e aveva ottenuto un buon 7,28%, conquistando tre eletti in consiglio comunale. Il simbolo, rispetto ad allora, è rimasto uguale, con i profili di chiese e campanili appena accennati su fondo arancione; è cambiato invece il candidato, così come è diversa la coalizione scelta. A guidare la lista è un ex assessore della giunta Castelli, Valentino Tega, così come sono consiglieri uscenti i successivi tre nomi stampati sul manifesto delle candidature: questo, in fondo, è il segno maggiore della continuità con l'amministrazione precedente, più che con il centrodestra.

24) Forza popolare

Le affermazioni fatte prima per la lista Celani sindaco valgono a maggior ragione per il simbolo della compagine Forza popolare. E non solo perché il nome è molto simile a quello di Forza Italia (anche se la preesistente Forza Ascoli rende di più l'idea), ma soprattutto perché la font utilizzata è proprio l'Helvetica berlusconiano e la grafica con il segmento tricolore a base curvilinea ricorda tanto - ribaltata - quella del Polo per le libertà del 1996. Lo stesso Celani, il cui cognome figura a caratteri cubitali nel contrassegno, ha parlato di questa lista come di "un colpo di teatro e di magia. In questo modo risorge Forza Italia per rassicurare chi ha degli incubi sul simbolo". Serve aggiungere altro?

25) Ascoli x Ascoli

Il sorteggio ha collocato in ultima posizione, della coalizione di Celani e dell'intera scheda, la lista civica Ascoli x Ascoli, guidata dal fondatore Davide Massimo Aliberti. Il simbolo, in effetti, era già stato visto nel 2014, tra quelli - quattro, tutti civici - che avevano appoggiato la corsa dello stesso Aliberti come sindaco. In quell'occasione, sullo sfondo del simbolo c'era una veduta in bianco e nero della centrale Piazza del Popolo; stavolta, invece, il contrassegno è stato decisamente svuotato, lasciando solo il nome e i colori della città (rosso e giallo), che tingono la circonferenza, un segmento che sembra sostenere la prima "Ascoli" e il "per", stile pennellato. Probabilmente, diciamocelo, era meglio la vecchia versione.

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