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mercoledì 22 maggio 2019

Rovigo, simboli e curiosità sulla scheda

Anche a Rovigo si vota per rinnovare l'amministrazione comunale, sia pure con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale della consiliatura: a febbraio la maggioranza dei consiglieri comunali si è dimessa, provocando la fine della giunta guidata dal leghista Massimo Bergamin e il commissariamento del comune. L'ex sindaco sfiduciato non si ripresenta: le persone che aspirano alla poltrona di primo cittadino sono 7, le liste in tutto sono 17.

Silvia Menon

1) Rovigo più

La prima candidatura indicata dal sorteggio non è una novità per gli elettori di Rovigo: Silvia Menon, 41 anni, commercialista e professoressa, si era infatti già candidata come sindaca nel 2015 (dopo un'esperienza da consigliera di opposizione due consiliature fa) ed era arrivata quarta con il 15,44%, a poco più di tre punti di distanza dal secondo, Bergamin, che poi sarebbe diventato sindaco al ballottaggio. Questa volta Menon ci riprova addirittura con tre liste: Rovigo più è nuova: il "più" del valore aggiunto è riprodotto anche nel simbolo, tracciato a pennellate nel colore fucsia che aveva caratterizzato la sua campagna del 2015. Il tratto verticale del segno, peraltro, richiama il profilo della Torre Donà.
  

2) SiAmo Rovigo

Lo stesso colore appena visto caratterizza anche il simbolo di SiAmo Rovigo, gioco di parole ormai ben noto da anni - e, come tale, adottato in una miriade di comuni in giro per l'Italia - per dimostrare l'amore e l'identità cittadina: non bastasse questo, il nome è contenuto in un cuore. Questa formazione rappresenta la novità assoluta nella compagine che sostiene Menon, nelle intenzioni della candidata. Certo è che, già che ci si era, si poteva scegliere un carattere diverso per scrivere il nome della lista: più moderno - come vorrebbe il colore shocking del cerchio - più armonico e più adatto alla riproduzione in dimensioni piccole (quelli con le "grazie" di solito non rendono molto bene...). 

3) Silvia Menon sindaco

Il segno di continuità tra questo e il precedente tentativo di Silvia Menon di conquistare il ruolo di guida del comune di Rovigo è dato proprio dal contrassegno della lista civica Silvia Menon sindaco, con la carica - tanto per cambiare, proposta al "maschile non marcato". Il colore fucsia, non proprio frequente alle elezioni (è ancora più carico rispetto a quello della Civica popolare di Beatrice Lorenzin), si è ora comunicato agli altri progetti elettorali della candidata, ma il simbolo con il suo nome in enorme evidenza - anche qui in una font graziata, ma oggettivamente più leggibile e armonica con il resto dell'emblema - non poteva non tornare, dopo aver preso da sola il 15,33% nel 2015. 

Edoardo Gaffeo

4) Forum dei cittadini - Coalizione civica per Rovigo

Si presenta sostenuto da tre liste anche il secondo candidato estratto, Edoardo Gaffeo, docente universitario scelto come candidato per il centrosinistra. La prima lista indicata dal sorteggio è quella del Forum dei cittadini - Coalizione civica per Rovigo: se il Forum - guidato dall'ex presidente della provincia Federico Saccardin - punta essenzialmente al rilancio della città, il riferimento alla Coalizione civica guarda al modello (vincente) di Padova, schierando la sagoma della Torre civica. E se, sul piano cromatico, il colore arancione rimanda al progetto originario della "Coalizione civica", l'arcobalenino tricolore è molto in stile Pdl e può decisamente sviare l'attenzione. 
  

5) Con Edoardo Gaffeo perché cresca felice

Seconda lista estratta, della coalizione di centrosinistra, è quella "personale" del candidato sindaco, che infatti figura nel nome e al centro del simbolo. Con Edoardo Gaffeo perché cresca felice è il progetto più vicino al docente universitario, una sorta di identificazione totale: lo dimostra, in qualche modo, il "fumetto" collocato sotto al cognome (molto in evidenza), come a dire che la lista è sua diretta espressione in tutto; il riferimento alla "crescita felice" si riferisce al desiderio di costruire "una città accogliente, intelligente, creativa, viva, sicura, inclusiva, bella, pacifica, orgogliosa", impegnata in una crescita sostenibile, ordinata e con una qualità della vita migliore (globale e nei dettagli). La felicità, in fondo, passa da lì.

6) Partito democratico

All'interno della compagine di centrosinistra non poteva mancare la lista del Partito democratico, che nel 2015 aveva ottenuto il risultato migliore di tutte le altre liste, con il 17,95%. Se allora, a sostegno della candidata sindaca Nadia Romeo, era stato utilizzato il simbolo nazionale del partito, questa volta si è scelta la via della personalizzazione, inserendo il nome del candidato. Il cognome emerge piuttosto bene, ma il nome minuscolo (in tutti i sensi) e spostato a sinistra, subito sotto a "con" in carattere handwriting, dà l'idea di un simbolo molto sbilanciato e precario, come se la pila di elementi stesse lì lì per cadere. Ammettiamolo: sul piano grafico si tratta di uno dei contrassegni dem meno riusciti di sempre. 
  

Mattia Maniezzo

7) MoVimento 5 Stelle

Non era stato malvagio il risultato del MoVimento 5 Stelle alle amministrative del 2015, anche se sfiorando il 10% (con il candidato Ivaldo Vernelli che aveva preso un po' di più) aveva dimostrato di andare certamente meglio altrove. Questa volta il M5S ci riprova, candidando Mattia Maniezzo e presentando un contrassegno quasi identico a quello di quattro anni fa: allora c'era scritto Beppegrillo.it (non era ancora intervenuta la modifica votata in rete), ora il sito è stato modificato in Ilblogdellestelle.it, ma per il resto è rimasto uguale e perfettamente riconoscibile. La partecipazione del MoVimento al governo nazionale inciderà anche sul voto degli elettori di Rovigo? 

Monica Gambardella

8) Monica Gambardella sindaco

La coalizione più nutrita di queste amministrative a Rovigo è certamente quella di centrodestra, che sostiene Monica Gambardella, impegnata da molto tempo nella protezione civile provinciale. La prima delle sei liste che la appoggiano è quella a lei più vicina, al punto da portarne il nome. Monica Gambardella sindaco - e riecco il maschile non marcato - mette il nome dell'aspirante sindaca in evidenza giallo su azzurro, ma l'elemento che più emerge sono le mani "a conca" che sembrano proteggere il nome della lista e, per esteso, tanto il progetto amministrativo quanto la città stessa. E, in questo, il concetto di cura portato dalla protezione civile all'amministrare è certamente evidente.
  

9) Lega - Liga Veneta

Dopo il Pd, la lista più votata delle ultime elezioni era stata la Lega Nord, che con il 13,85% aveva fatto quasi tre volte meglio di Forza Italia, permettendo a Massimo Bergamin di andare al ballottaggio (poi vinto, anche se in seguito la storia è finita male). Non si poteva dunque prescindere dalla presenza della Lega sulla scheda (e proprio la Lega ha scelto di affidarsi a Gambardella) ed, essendo in Veneto, ovviamente l'emblema contiene anche il riferimento alla Liga Veneta, con il leone di San Marco a libro aperto a destra di Alberto da Giussano (che si aggiunge a quello, da guera, sullo scudo del guerriero di Legnano). Visto che il nome dell'antico partito che fu di Rocchetta è già chiaro di per sé, sotto al nome di Salvini, tolta la parola "premier", non serve aggiungere nulla.

10) Forza Italia con Sgarbi Rinascimento

Altra presenza difficilmente rinunciabile era quella di Forza Italia, anche se il risultato di quattro anni fa non è stato tra i più brillanti del partito in terra veneta (alle ultime politiche, se non altro, il partito ha superato il 10%). In questo caso, c'è sempre la bandierina tricolore con le punte superiori decisamente fuori dal cerchio, ma questa volta il vessillo è postato molto in alto - e lo stesso nome di Silvio Berlusconi è assai ridotto di importanza - per lasciare il posto al riferimento grafico a Rinascimento di Vittorio Sgarbi, che non è affatto estraneo a Rovigo. Trovano così posto in qualche modo le due mani della creazione michelangiolesca della Sistina, nonché - decisamente in miniatura - i nomi di Sgarbi e del partito. Riferimenti al territorio o alla candidata, nemmeno a parlarne.

11) Fratelli d'Italia

Per il centrodestra unitario doveva essere assicurata anche la presenza di Fratelli d'Italia, che infatti figura tra le forze politiche che avevano dall'inizio espresso sostegno alla candidatura di Monica Gambardella. Il simbolo utilizzato in questo caso, tuttavia, è perfettamente identico a quello che gli elettori troveranno anche sulla scheda delle elezioni europee: c'è dunque il nome di Giorgia Meloni, mentre manca ogni riferimento al territorio o alla candidata sindaca. Segno che, probabilmente, ogni partito ha comunque scelto di seguire una strada "particolare", vicina a quella della candidata ma non del tutto coincidente, senza una piena identificazione.

12) Forza Rovigo

Non c'è il nome dell'aspirante sindaca nemmeno nel simbolo di Forza Rovigo, formazione ricca di persone ben note agli elettori del luogo: il capolista è l'ex sindaco (e assessore regionale) Renzo Marangon, ma ci sono anche l'ex assessore alla viabilità Luigi Paulon e l'ex presidente del consiglio comunale Renato Borgato (nonché Fiorella Cappato, che ha presieduto il consiglio provinciale). Il simbolo trasuda centrodestra moderato da ogni millimetro, come dimostrano le due fascette tricolori e il fondo azzurro; quanto al nome, si è giusto cercato di non copiare troppo la bandierina di Forza Italia, ma non si è fatto nulla per non ricordarla (vista la posizione inclinata del testo). A quanto pare, però, alla commissione elettorale è andata bene così.

13) Obiettivo Rovigo

Se il simbolo di Forza Rovigo è nuovo, gli elettori locali conoscono già l'emblema che il sorteggio ha indicato come ultimo della coalizione di centrodestra, anche se questo è certamente di area civica: quello di Obiettivo Rovigo. La lista, infatti, quattro anni fa aveva sostenuto al primo turno la corsa di Paolo Avezzù (appoggiato, tra le altre, dalla lista Tosi), ma al ballottaggio si era schierata con Bergamin e aveva contribuito alla sua vittoria. Rispetto ad allora, il nucleo del simbolo è rimasto uguale, con la parola "Obiettivo" in evidenza su un "biscotto" rosso, con due triangoli tinti dei colori della città (il verde e il blu), questa volta senza il nome dell'aspirante prima cittadina.

Marco Venuto

14) CasaPound Italia

Le amministrative di quest'anno segnano anche il debutto a Rovigo per la lista di CasaPound Italia, che candida come sindaco Marco Venuto. Gli elettori del capoluogo finora avevano potuto votare per il simbolo con la tartaruga dal carapace ottagonale e istoriato a frecce soltanto alle elezioni politiche dello scorso anno, riconoscendo intorno allo 0,9% (e il candidato uninominale era proprio Venuto). Quella di CasaPound è la sola candidatura riconducibile all'area della destra estrema: quattro anni fa, invece, si era presentato un cartello formato da Forza Nuova e Fiamma tricolore, che aveva proposto come sindaco Federico Donegatti, avvocato dei Fasci italiani del lavoro di Claudio Negrini (sfiorò lo 0,8%).
  

Antonio (Gianni) Saccardin

15) Federazione moderati di centro - Presenza Cristiana

Si presenta sostenuto da una sola lista anche Antonio Saccardin, che però sui manifesti risulta noto anche come Gianni ed è stato anch'egli assessore della città. Già quattro anni fa lui si era proposto come candidato sindaco, sostenuto già allora dalla sua lista Presenza Cristiana (cosa che aveva fatto anche nel 2011), poi al ballottaggio aveva scelto di sostenere Bergamin e aveva certamente contribuito al suo successo, entrando a far parte della sua giunta ricevendo la delega ai lavori pubblici. Anche stavolta, verificata l'assenza di condizioni per l'unità del centrodestra fin dall'inizio, Saccardin ha scelto al primo turno di correre da solo, con il suo emblema quasi tutto verbale, compresa l'indicazione "Federazione moderati di centro" gialla ospitata nella corona blu, al di là di cinque stelle che evidentemente non sono state considerate fastidiose, né oggi né nel 2015. 

Ezio Conchi

16) Sindaco Conchi - Cambia Rovigo

Dopo varie candidature sostenute da una sola lista, il sorteggio ha collocato in ultima posizione quella di Ezio Conchi, vicesindaco della giunta Bergamin, che invece può contare su una compagine "a due punte". Entrambi i suoi emblemi sono esclusivamente di natura civica (a dispetto dell'iscrizione del candidato a Forza Italia), a partire da quello più riconducibile al suo progetto: il nome è Cambia Rovigo, ma è molto più evidente l'indicazione Sindaco Conchi (o, come direbbero tutti gli altri, Conchi sindaco). Un semplice cerchio blu scuro, con tutte le parole bianche scritte in Times New Roman Bold: difficile immaginare qualcosa di più semplice, ma non si può dire che la grafica - pur molto spoglia - sia brutta. In fondo si vede - e spesso - di ben peggio. 
   

 17) Rovigo futura

Ancor più semplice, volendo, è il secondo emblema, il più vuoto e bianco (assieme a quelli del Pd e di Rovigo più): Rovigo futura, infatti, non è altro che il nome in Arial Black, leggermente inclinato, tinto di bluette come la circonferenza, il tutto inserito in un'altra circonferenza più sottile, con un fondo candido. E se Cambia Rovigo è qualificata come lista "supercivica", che propone alla città l'imperativo del cambiamento come una necessità, Rovigo Futura è arrivata in un secondo tempo, per dare un nuovo spazio di partecipazione alle persone della società civile candidate, guardando a come potrebbe (o dovrebbe essere) la città. Detto in modo semplice, senza fronzoli grafici.

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