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giovedì 23 maggio 2019

Nocera Superiore, simboli e curiosità sulla scheda (di Arturo Famiglietti)

In queste settimane che precedono le elezioni amministrative, si è scelto di dare spazio ai tanti comuni capoluoghi di provincia chiamati al voto: ciò non significa che, tra gli altri comuni superiori, non ci siano casi interessanti o perfino eclatanti. Uno di questi è rappresentato da Nocera Superiore (Sa): non arriva a 30mila abitanti, ma è riuscito a schierare addirittura 26 liste. Un numero quasi da record, che meritava uno sguardo prima che si aprissero le urne. Per narrare questo "strano caso", cedo volentieri spazio ad Arturo Famiglietti, anche lui tra i follower storici del sito (lui lo ha visto nascere in università) e suggeritore di vari argomenti da me sviluppati. Stavolta Arturo, dopo la segnalazione, ha accettato di scrivere: ecco il suo debutto come autore, cosa di cui gli sono grato.

Il voto del 26 maggio vedrà protagonista anche la cittadinanza di Nocera Superiore, comune dell’agro nocerino-sarnese di poco meno di 25000 abitanti, ma dalla storia importante, già dai tempi dei sanniti e poi dei romani. Si torna regolarmente al voto dopo cinque anni: è il settimo appuntamento con l'elezione diretta del sindaco, dopo che nella Prima Repubblica i sindaci eletti in consiglio comunale sono quasi sempre stati della Democrazia cristiana (tranne all'inizio degli anni '50, quando governava una lista civica di destra; alla fine degli anni '60, con un'amministrazione a guida prima socialdemocratica, poi socialista; alla fine degli anni '80, di nuovo con un sindaco socialista durato meno di due anni). Da quando sono i cittadini a votare direttamente il primo cittadino, si sono avvicendati il centrosinistra (dal 1993 al 2001, sia pure in diversa composizione) e il centrodestra (dal 2001 al 2014, con l'apporto di varie formazioni civiche), fino alle elezioni di cinque anni fa, vinte da Giovanni Maria Cuofano - allora non ancora trentenne - sostenuto da una coalizione totalmente civica, mentre il centrodestra si era diviso tra due aspiranti sindaci.
Quest’anno a contendersi la guida del comune ci saranno cinque candidati (lo stesso numero del 2014) e ben 26 liste (8 in più rispetto alla scorsa tornata elettorale). 

Raffaelina Ferrentino

1) Movimento legalità e trasparenza

Il sorteggio ha riservato le prime posizioni all'unica donna aspirante sindaca, Raffaelina Ferrentino (per tutti Raffaella), avvocata, già candidata alla guida del comune per l'Udc nel 2006, nonché assessora alle politiche sociali e vicesindaca tra il 2009 e il 2013. Oggi si presenta a capo di una coalizione civica di quattro liste e la prima sorteggiata è il Movimento Legalità e trasparenza, che lei stessa ha fondato e ha partecipato alle elezioni del 2009 nel centrodestra (ottenendo un seggio) e del 2014 a sostegno di Andrea Monetti (divenuto consigliere). Nell'emblema, però, non ci sono più né la bilancia della giustizia, né il nome evidente della fondatrice: ora al centro c'è il nome del movimento (in giallo oro e blu), mentre la parte superiore richiama il tricolore nazionale (nell'arco e in un segno centrale che dà il senso di dinamicità); la parte inferiore, dominata dal blu, è caratterizzata dal disegno di una mano le cui dita richiamano di nuovo il tricolore.


2) Teniamoci per mano

La seconda lista sorteggiata - della coalizione di Ferrentino e dell'intera scheda - è Teniamoci per mano. Su questa lista si sa di meno (tranne il fatto che è parte, come le altre, di una coalizione che ha per motto "II cittadino prima di tutto"), quindi ci si limita a raccontare il simbolo, che è piuttosto semplice: il nome in blu copre ad arco il semicerchio superiore, mentre otto sagome umane di colori differenti - che però, in sfregio al nome, non si tengono per mano - sembrano fare un girotondo "intorno al mondo", anzi no, a un cerchio centrale. Immagine non sgradevole a vedersi e con la persona al centro, anche se - per come è costruita - sembra quasi la superficie di un compact disc.


3) Lega per l'Italia

La terza lista è quella della Lega per l'Italia, movimento politico nazionale nato nel 2011 e presieduto da Luigi Pergamo (storicamente legato al Pri e già candidato altre volte nel salernitano), che ne è anche il capolista ora. Il simbolo presenta un cerchio con una corona celeste in cui trovano posto il nome e la dicitura "Movimento presidenzialista". Nel cerchio centrale c'è, in alto, l'Italia divisa in regioni (il Nord è verde, il Centro bianco, il Sud rosso) con i riferimento al 1861 e al 2011 (che, oltre che l'anno di nascita del partito, sarebbe quello del 150° anniversario della nascita dell’Italia, ma questo sembra un dettaglio...) e, sotto la scritta "Orgoglio italiano", un semicerchio tricolore con la bandiera europea ridotta a un quadratino.


4) Senso unico

La quarta lista che completa la coalizione a supporto dell’avvocata Ferrentino è Senso unico. Il simbolo, anche a uno sguardo molto superficiale, appare più come un cartello stradale che come un cartello elettorale. A dominarlo, infatti, oltre al nome della lista scritto a caratteri cubitali, è una freccia bianca in un cerchio blu rivolta verso l’alto: questa, ovviamente, non rappresenta il senso unico di marcia - anche perché il cartello sarebbe stato diverso... - ma forse la necessità di cercare in alto qualcosa in più, o forse l'idea di andare sempre avanti verso i cittadini, indicati come unico soggetto rilevante per la lista. Toccherà agli elettori, forse, trovare il senso (unico, naturalmente).


Giovanni Maria Cuofano

5) +Rete

Secondo candidato estratto è il sindaco uscente Giovanni Maria Cuofano, già consigliere dal 2006 al 2008, che tenta la riconferma con l’ausilio di sei liste civiche (lui, tra l'altro, pur essendo considerato vicino a Renzi non ha mai aderito al Pd, partito che stavolta non si presenta). La prima formazione sorteggiata, +Rete, è una new entry nel panorama cittadino. Il simbolo su fondo bianco mette in evidenza il nome della lista col segno + in rosso e la scritta Rete in corsivo azzurro, corredata dalla dicitura "Cuofano Sindaco" (che si ripete identica, tranne che nel colore, in tutte le liste a sostegno del candidato). Tra i candidati ci sono due consiglieri e un assessore uscenti legati a L'altra Nocera, lista che stavolta non si è ripresentata: che +Rete ne sia l'evoluzione?


6) AncOra!

La seconda lista è denominata AncOra! ed è la trasformazione della lista Ora! che, nel 2014, conquistò la palma della formazione più votata della coalizione di Cuofano; la lista richiama anche esplicitamente lo slogan #xfareancora che caratterizza la campagna elettorale del sindaco. Il simbolo è in prevalenza rosso carico, con il nome diagonale "ancora!" bianco minuscolo (ma scritto con una font imponente): la O, peraltro, diventa una freccia circolare che punta verso l’alto (e in questo, a ben guardare, ricorda un po' la grafica renziana di "cambia verso"), In basso, in un segmento blu, l'immancabile scritta "Cuofano Sindaco", molto più leggera.

7) La Nostra Terra

Il terzo simbolo a sostegno di Cuofano è una vecchia conoscenza dei #drogatidipolitica locali. La Nostra Terra, infatti, è stata presente - ovviamente con una grafica più elementare - alle elezioni comunali del 1993 e nel collegio uninominale della Camera di Cava de' Tirreni (che comprendeva anche Nocera Superiore) alle elezioni politiche del 1994. Il candidato era l’ideatore di quella lista, Pasquale Cuofano, noto politico locale (già Dc, poi Cdu, fondatore dei Cdl di Formigoni e attualmente parte della Dc-Grassi) nonché padre dell'attuale sindaco. La lista è già stata sulle schede elettorali anche nel 2006 nella coalizione di centrosinistra con cui fu eletto Cuofano junior. Qui il riferimento al sindaco appare in alto e si vede un promontorio con due torri e il nome della lista; in primo piano, un albero non ben identificato si appoggia sul mare.


8) Viva Nocera Superiore

La quarta lista, invece, a differenza di quella appena vista, è una novità assoluta per il comune che ci interessa, anche se il concetto di esaltazione della città, espresso da Viva Nocera Superiore, non è certo qualcosa di inedito. Il simbolo presenta nella parte superiore tre strisce orizzontali color verde scuro, così come in basso si intervallano i colori giallo e bianco. Il centro dell'emblema, in fondo, è proprio il nome stesso della lista, qui riprodotto con la tecnica del "vuoto", come se si fosse usato un timbro che lascia il vuoto delle lettere: ecco dunque la scritta VIVA con il fondo viola (e le lettere staccate tra loro) e il resto del nome su un livello più scuro, il tutto su fondo bianco (lo stesso che ospita il ricorrente "Cuofano Sindaco".

9) Città libera

La quinta lista della compagine di Cuofano era già stata presentata nella scorsa tornata elettorale ma fu l'unica, di quella coalizione, a non conquistare seggi in consiglio comunale. Città libera è caratterizzata dai colori della bandiera italiana ben distribuiti nell’emblema e al centro si vede un albero sempreverde con le radici ben visibili; stavolta il nome è tutto collocato in alto, per lasciare spazio a "Cuofano Sindaco" in basso (peccato che il bordino verde del testo sia molto esile e renda il cognome del candidato illeggibile per metà...). In questa lista sono candidati il segretario cittadino del Pd, il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra del 2014 che sfidò Cuofano al ballottaggio (Bartolomeo Pagano) e il presidente del consiglio comunale, già candidato sindaco di una coalizione civica.

10) Comunità Italia

L’ultimo simbolo, già presente alle scorse comunali a sostegno di Cuofano, sembra essere legato al mondo del centrodestra, almeno graficamente parlando. Visivamente c'è un cerchio blu sfumato con cornice bianca e due fregi tricolori (pennellati o "gessati"?) in alto e in basso; al centro il nome del comune - piuttosto compresso in orizzontale - è "racchiuso" dal nome della lista, Comunità Italia, mentre in basso trova posto il solito riferimento al candidato sindaco. A quanto pare Comunità Italia è un movimento nazionale, nato nel 2012, di cui è coordinatore nazionale proprio Pasquale Cuofano, padre del sindaco: l'Italia, insomma, passa da Nocera Superiore.


Carlo Mandara

11) MoVimento 5 Stelle

In basso a sinistra nella scheda elettorale fa il suo ingresso alle comunali di Nocera Superiore il MoVimento 5 Stelle: si tratta infatti della prima consultazione elettorale locale in cui il soggetto politico guidato prima da Beppe Grillo e ora da Luigi Di Maio si presenta con una propria lista. Il M5S propone come proprio candidato sindaco un insegnante di scuola superiore, il professor Carlo Mandara: sul piano grafico, sulle schede ovviamente arriva lo stesso simbolo utilizzato per le europee e inaugurato con le elezioni politiche dello scorso anno, dunque l'ultima versione con il sito internet Ilblogdellestelle.it adagiato "a sorriso" nella parte inferiore del simbolo. 


Giuseppe Fabbricatore

12) Nocera civica

La quarta coalizione è quella più numerosa: ben otto liste a sostegno di Giuseppe Fabbricatore, appoggiato dal centrodestra e da quattro civiche. Il maggior competitor di Cuofano è consigliere uscente (e lo è stato anche con Forza Italia, An e Pdl nelle consiliature precedenti), ha compattato il centrodestra nocerino (a differenza del 2014) e ha allargato la coalizione a esponenti civici già sostenitori di Cuofano. La prima lista sorteggiata è facile da collocare: su uno sfondo azzurro cielo si vede un gruppo di persone esultanti, quasi in stile concerto, che sostengono il nome, Nocera civica; sotto c'è il riferimento al candidato sindaco e, in basso, una striscia tricolore che richiama la fascia del sindaco (ma in una sua piega cita espressamente la bandiera italiana, a favore d'occhio).


13) La nostra Nocera Superiore

La seconda lista - sempre civica, il sorteggio ha finito per privilegiare queste formazioni - ha un emblema diviso tra due colori, azzurro e bianco. Nella parte superiore la scritta bianca ombreggiata su sfondo azzurro richiama il nome della lista, La nostra Nocera Superiore, con la parola "Nocera" proposta in corpo molto più evidente; in basso, in perfetto contrasto con la parte superiore, la scritta azzurra "Fabbricatore Sindaco" emerge su sfondo bianco. Il cerchio è contornato da una linea tricolore, con il verde un po' più spesso nella parte superiore (e l'abbinamento con l'azzurro, altro colore nazionale, porta subito aria di centrodestra, leggera ma percettibile).

14) Un amico in Comune

La terza lista sceglie un colore per certi versi inatteso, visto che l'arancione negli ultimi anni ha caratterizzato essenzialmente le esperienze civiche di centrosinistra, l’arancione; l'aggiunta di una strada-arcobalenino tricolore, tuttavia, diversifica il simbolo e rende più evidente il riferimento al centrodestra. Al centro del logo c'è il nome della lista, Un amico in Comune, con gli articoli in dimensioni ridotte, mentre sotto c'è il riferimento al candidato sindaco in bianco (con la carica quasi invisibile). Dal punto di vista grafico, non sfuggono in alto i tre omini bianchi stilizzati (e quasi sembrano bambini) che rappresentano una comunità che si aggrega intorno all'amico sindaco o va incontro a lui a braccia aperte.

15) Figli della Nostra Terra

La quarta (e ultima) lista civica a supporto di Fabbricatore è Figli della Nostra Terra, con colori divisi a metà tra l'azzurro cielo che tinge la parte superiore (dove sta anche il nome della lista) e un marroncino che in basso richiama il terreno (e ospita la scritta "con Fabbricatore sindaco", con il cognome più evidente). Il contrassegno è diviso da una sinusoide tinta del tricolore sfumato. Proprio in corrispondenza del bianco, si staglia l'immagine di una mano, anch'essa bianca: questa sembra nascere dalla terra per fiorire verso il cielo oppure offrire - con un gesto quasi biblico-evangelico - i "figli" come frutti di quella stessa terra. Un simbolo soft, che sembra quasi un marchio.


16) Unione di centro

Esaurite le civiche a sostegno di Fabbricatore, inizia la carrellata dei simboli di partito. Il primo a essere sorteggiato - in quinta posizione, tra quelli del candidato di centrodestra - è quello dell’Unione di centro: la struttura del contrassegno, ovviamente, è quella classica del partito di Lorenzo Cesa, con lo scudo crociato in evidenza - elemento fondamentale in Campania - e con le vele del Ccd e di Democrazia europea in filigrana. La parte superiore del simbolo, cioè il segmento rosso che normalmente ospita il riferimento all'Italia (e prima, a lungo, il cognome di Casini), questa volta contiene la dicitura (un po' compressa) "Fabbricatore sindaco", a testimoniare il supporto al candidato del centrodestra.

17) Forza Italia

Dopo la lista dell'Udc segue quella di Forza Italia, il cui simbolo è uno di quelli indicati dal nazionale per le elezioni amministrative. Stretto parente dell'emblema visto alle politiche del 2018 (con i vertici verdi della bandierina finiti fuori dal cerchio), sotto al nome di Silvio Berlusconi ben visibile al centro si trova la dicitura "per Nocera Superiore", inspiegabilmente con una font differente, del tutto incoerente rispetto al resto del contrassegno. In questa lista trovano spazio sia ex consiglieri comunali che hanno sostenuto Cuofano, sia l'avvocata Adriana Greco, già candidata sindaca del centrosinistra nel 2001 e ideatrice di una propria lista civica parte del centrosinistra nel 2009.

18) Fratelli d'Italia

La coalizione di centrodestra continua con il simbolo di Fratelli d'Italia, di cui Fabbricatore è dirigente provinciale. L'emblema è molto simile a quello che gli elettori troveranno sulla scheda delle elezioni europee: mantiene infatti i riferimenti ai sovranisti e conservatori ai due lati del simbolo nazionale che contiene la vecchia fiammella del Msi senza più  base. In compenso, però, al posto del nome di Giorgia Meloni, nella parte alta del contrassegno, in testo giallo su fondo blu, c'è il riferimento al candidato sindaco. E, considerando la sua appartenenza a Fdi e il suo ruolo nel partito, questa scelta - fatta, come si è visto, anche in altri comuni, non stupisce affatto.

19) Lega

Per la prima volta sulla scheda elettorale per le comunali di Nocera Superiore appare il simbolo della Lega: finora gli elettori l'avevano potuto votare solo alle elezioni politiche del 2018 (in quell'occasione, però, l'aveva scelto solo il 3,22% dei votanti), mentre questa volta l'emblema in cui domina Alberto da Giussano in primo piano e con il cognome di Matteo Salvini a caratteri cubitali arriva anche sulla scheda azzurra (unica differenza, il riferimento alla Campania al posto di "premier"). Questa lista, peraltro, trova l’appoggio di Giuseppe Manzo, già sindaco e amministratore locale: non a caso, tra i candidati nelle liste dell'ex Carroccio c'è il figlio, Nicola.

Domenico Oliva detto Mimmo

20) Navigando

Ultima coalizione sulla scheda è una compagine di sette liste a sostegno di Mimmo Oliva, sindacalista di lungo corso con la Cgil, poi assessore (per soli due mesi nel 2014) nella prima giunta Cuofano, è attualmente responsabile nazionale delle politiche sociali di Confunisco (Confederazione e unione di sindacati autonomi). Il suo slogan è "Navigando Controvento" (mutuato da una nota canzone di Arisa, Viaggiando controvento) che si fa in due sulla scheda: la prima lista sorteggiata, infatti, è Navigando, che come simbolo riporta una barca a vela con il drappo di colore amaranto gonfio (il vento viene da est), mentre la base somiglia a un boomerang nero. 

21) Conoscere

Segue la seconda lista, Conoscere, che pone nel simbolo - un disegno a matita, come se lo avesse fatto proprio un bimbo - la silhouette nera di un bambino che impugna un palloncino a forma di lampadina di colore giallo (meno male che è accesa...) e una pila di libri, a testimoniare l’importanza della cultura per lo sviluppo del paese. Da notare che qui, come del resto in tutti gli altri emblemi della coalizione, non c'è il nome del sindaco in primo piano: una scelta non casuale, quasi a voler testimoniare che l'impegno di questa coalizione civica si identifica più con un progetto plurale che con un uomo solo al comando. Una decisione coraggiosa: pagherà?

22) Emersione

La carrellata di simboli elementari - come difficoltà o come scuola? - prosegue con la lista Emersione, la cui dicitura appare in alto in un simbolo se possibile ancor più bianco e "vuoto" del precedente. All'interno della circonferenza rossa è tracciato il profilo di due promontori con al centro un burrone dal quale emergono - e solo il nome fa capire che salgono e non stanno sprofondando - alcune emoticon: un bloc notes con matita, una mano con una lampadina, il balloon dei fumetti, una stretta di mano, le maschere del teatro, note musicali e tavolozza di colori (ma tutto rigorosamente in bianco e nero). Un effetto grafico minimal ma certo poco d'impatto.


23) Polis SA

La coalizione si sviluppa ancora con la lista Polis SA, legata all'associazione Polis Sviluppo e Azione (di cui Oliva è fondatore e portavoce nazionale), che ha tra le sue attività anche una casa editrice (Polis Sa Edizioni). L'unico elemento grafico di quest'emblema è una doppia ellisse tangente, con quella più grande colorata di rosso, mentre il nome è ospitato all'interno della forma più piccola, bianca. Una curiosità: accanto al nome stesso si nota anche la ®, tipica del marchio registrato; in effetti il marchio registrato risulta, ma se lo si guarda bene, la struttura dei due ellissi non può non ricordare il marchio di Barilla, soltanto a colori invertiti (il bianco più grande per l'uovo, il rosso più piccolo per richiamare il tuorlo).


24) Azione

La quinta lista della coalizione, secondo l'ordine indicato dal sorteggio, è Azione. Sul piano grafico, questa è caratterizzata da due figure umane stilizzate, una di colore nero, l'altra amaranto, rappresentate ai lati di due ruote dentate incastrate tra loro. Il primo uomo è in piedi, l'altro è sottosopra. come se fosse stato travolto dagli ingranaggi o vi fosse finito dentro. E se in questo simbolo la storia sindacale del candidato sindaco potrebbe aver giocato un ruolo importante, è molto probabile che l'autore o l'ideatore del simbolo avessero in mente una delle scene più note e amaramente irresistibili dell'ultimo film-capolavoro di Charlie Chaplin, Tempi moderni.


25) Controvento

La coalizione ha il sostegno anche della lista Controvento: il sorteggio ha spezzato la continuità dello slogan, ma almeno non ha fatto lo scherzetto di invertire le due parole. Qui la scritta di colore amaranto è collocata nella parte bassa del simbolo, ma divisa tra le due parole che non sono sulla stessa riga e in parte si sovrappongono. L’emblema richiama la ruota di un mulino a vento, ma è stata disegnata come una girandola, un "soffione" o altri giochi simili per i bambini. La scelta delle tonalità di tre colori simili riesce a dare il senso di movimento e di dinamicità: certo, era difficile mostrare che l'oggetto sta girando in senso inverso, ma non si può pretendere troppo...


26) da Sud

Ultimo simbolo sulla scheda, oltre che della coalizione che sostiene Oliva, è quello di da Sud (con la minuscola iniziale, come si legge nel contrassegno). Lì appare una cartina muta del Meridione d'Italia con i confini regionali colorati di amaranto, accanto, si nota il disegno di una penna stilografica - o forse, visto il gusto retrò, è un cannello con pennino - che macchia con l'inchiostro il centro dell’emblema. Il simbolo (uno dei migliori della compagine, graficamente parlando) sembra quasi una lettera, come suggerisce anche l'elegante font in stile handwriting, inviata da quelle zone o a quelle terre, a o da qualcuno che è emigrato e ha nostalgia. Idea originale, oggettivamente non male, anche come chiusura.

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