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mercoledì 15 maggio 2019

Campobasso, simboli e curiosità sulla scheda

Tra i capoluoghi di provincia chiamati al voto per rinnovare l'amministrazione c'è anche Campobasso. Le elezioni si svolgono alla scadenza naturale del mandato di Antonio Battista (centrosinistra), che si ripresenta a questa tornata elettorale. A contendergli la poltrona, come cinque anni fa, sono quattro avversari, ma il numero di liste è decisamente calato: allora erano 18, ora soltanto 11.

Orlando Iannotti

1) Movimento politico Forconi

Il sorteggio ha riservato la prima posizione a una formazione che ha di recente cambiato simbolo, il Movimento politico Forconi, passato dal nero al rosso porpora, con la parola "Forconi" in grande evidenza: questo è proprio l'emblema depositato al Viminale il 7 aprile, in vista delle elezioni europee. A depositare il simbolo c'era uno dei fondatori del movimento nonché presidente nazionale, Orlando Iannotti, ed è proprio lui a candidarsi a sindaco a Campobasso, dopo avere provato a concorrere come primo cittadino in altri due comuni molisani (Oratino e Larino) lo scorso anno. Sarebbe questo, in qualche misura, il debutto del nuovo corso grafico dei Forconi a livello nazionale: saranno gli elettori di Campobasso a decretarne il successo.   


Antonio Battista

2) La sinistra per Campobasso


Il sorteggio ha riservato il secondo posto su manifesti e schede al sindaco uscente, Antonio Battista, in cerca di riconferma. Questa volta potrà contare sul sostegno di tre liste: l'unica che può in qualche modo dirsi civica è anche la prima sorteggiata, ossia La sinistra per Campobasso. Il nome non è molto civico, in effetti, ma la sagoma del Castello Monforte, simbolo riconosciuto della città di Campobasso, ha un valore civico molto più forte di molti altri segni. La lista, promossa dall'ex sindaco Augusto Massa, ha l'idea di unire varie forze, compreso il Psi e il Pci: lo mostra anche la scritta presente nella parte superiore del simbolo, che identifica la sinistra come "socialista, ambientalista, progressista".

3) Centro democratico

Vietato, assolutamente vietato dare un partito per morto o anche solo per finito, magari dopo che ha partecipato alla costruzione di un altro soggetto politico. Tutti sanno che Centro democratico ha concorso alla fondazione di +Europa come partito (assieme a Radicali italiani e Forza Europa) e, se certamente sopravvive tuttora come soggetto giuridico, si poteva immaginare che politicamente non operasse più. E invece, contro le aspettative dei non #drogatidipolitica, tra le liste che appoggiano Battista c'è anche quella del partito di Bruno Tabacci. Nel 2014 aveva ottenuto il 2,5% ed era riuscito a rimediare un consigliere comunale; questa volta la lista riuscirà a replicare?


4) Partito democratico

La coalizione di Battista è decisamente dimagrita rispetto al 2014, passando dagli 11 simboli di allora ai 3 attuali. Tra questi, tuttavia, non poteva mancare quello del Partito democratico, che nello scorso turno elettorale aveva ottenuto il 22,17%, di gran lunga il risultato migliore di tutte le liste in corsa. Era dunque prevedibile che la formazione si sarebbe ripresentata e così è: proprio come cinque anni fa, il simbolo utilizzato su manifesti e schede è quello nazionale ufficiale, senza alcuna indicazione locale o senza il nome del candidato. Del resto, come si vedrà, nessun contrassegno di quelli impiegati in quest'occasione contiene nomi di candidati. 


Roberto Gravina

5) Movimento 5 Stelle

Anche questa volta al voto amministrativo partecipa il MoVimento 5 Stelle e, per giunta, a rappresentarlo è lo stesso aspirante sindaco di allora, Roberto Gravina: cinque anni fa era arrivato secondo, superando di poco il 20% (e la lista, pur fermandosi a poco meno del 14%, aveva ottenuto tre seggi, oltre a quello per il candidato sindaco). Ora Gravina ci riprova, utilizzando per questa competizione elettorale un simbolo quasi uguale a quello del 2014: è cambiato soltanto l'indirizzo web riportato "a sorriso" nella parte inferiore del simbolo, passato da Beppegrillo.it a Ilblogdellestelle.it (saltando Movimento5stelle.it, variante adottata in corso di consiliatura).




Paola Liberanome

6) Io amo Campobasso

Dopo il M5S, il sorteggio ha collocato un'altra candidatura sostenuta da una sola lista. L'aspirante sindaca è Paola Liberanome, appoggiata dalla lista Io amo Campobasso, definita sul sito come "un'aggregazione spontanea di Campobassani orientata a alzare il livello dei contenuti del dibattito e dare spunti di riflessione per il futuro della città di Campobasso". Il concetto dell'amore, ovviamente, è rappresentato in grafica da un cuore, diviso in quattro aree cromatiche diverse: sempre nel sito si legge che la lista è "una dichiarazione d’amore per la nostra città, una dichiarazione d’intenti dei suoi cittadini". Di certo l'emblema non può passare inosservato.

Maria Domenica d'Alessandro

7) Popolari per l'Italia

Ultima candidatura indicata dal sorteggio è quella di Maria Domenica D'Alessandro, proposta dal centrodestra sostanzialmente unitario. La sorte ha collocato al primo posto all'interno della compagine la lista dei Popolari per l'Italia, che cinque anni fa avevano invece sostenuto il primo mandato di Antonio Battista. I cittadini di Campobasso, dunque, troveranno il simbolo con freccia tricolore, legato al partito fondato da Mario Mauro, tanto sulla scheda delle europee quanto su quella delle comunali: il partito, anch'esso dato per scomparso a livello nazionale, in Molise è invece presente, c'era anche alle ultime regionali e nel 2014 era riuscito a ottenere due consiglieri comunali, prendendo quasi quanto l'Udc (che stavolta non arriva sulle schede).


8) E' ora

Di tutta la compagine che sostiene la candidatura di Maria Domenica D'Alessandro, la lista E' ora si pone come unica formazione di natura civica, visto che le altre quattro sfoderano simboli di partito. Si tratta, per l'appunto, di una formazione locale, che ha il suo riferimento in Nicola Gesualdo, già assessore comunale: nella grafica, in compenso, non ci sono nomi o riferimenti visivi al territorio, eccezion fatta per il rosso e il blu, tinte dominanti dello stemma comunale (ma non si tratta certo dell'unica città che li utilizza). Il nome non viene nemmeno supportato da raffigurazioni temporali (niente orologi, lancette o cose simili); c'è comunque l'idea del tempo e del progresso, dato dalle frecce che puntano a destra e in avanti.


9) Forza Italia

Dopo l'unica formazione civica della coalizione, il sorteggio ha collocato giusto in centro il simbolo di Forza Italia, che era presente anche nel 2014 con una propria lista - l'unica che in quell'occasione aveva sostenuto Luigi Di Bartolomeo - che era riuscita ad approdare in consiglio con poco meno del 9%. Il simbolo del partito era abbastanza somigliante, anche se cinque anni fa la bandierina era interamente contenuta nel cerchio, mentre in questo caso - sul modello del simbolo presentato nel 2018 alle politiche - le punte della sezione verde sono fuori dall'area del cerchio. Sotto al cognome di Silvio Berlusconi, se cinque anni fa c'era il cognome del candidato, questa volta è stata inserita l'indicazione territoriale.
  

10) Fratelli d'Italia

Non era invece presente alle elezioni amministrative del 2014 alcuna lista di Fratelli d'Italia, che dunque partecipa per la prima volta al voto locale, rendendo piena la coalizione di centrodestra (manca, come detto, soltanto il simbolo dell'Udc). Per questa consultazione elettorale, Fdi ha scelto di correre esattamente con lo stesso contrassegno che gli elettori troveranno sulla scheda delle europee, quindi con il simbolo contenuto in un cerchio più grande e conformato in modo simile, con il nome di Giorgia Meloni in evidenza e i riferimenti testuali ai sovranisti e ai conservatori. Anche se, naturalmente, a livello comunale la loro presenza non incide più di tanto.


11) Lega

Ultimo simbolo della coalizione di centrodestra, nonché ultimo emblema tra quelli stampati su manifesti e schede, risulta essere quello della Lega: si tratta, ovviamente, della prima partecipazione dell'emblema di Alberto da Giussano alle elezioni comunali di Campobasso. L'emblema è quello inaugurato nel 2018 con le elezioni politiche; unica differenza rispetto a quello in uso per le europee è il riferimento alla regione Molise, che sostituisce la parola "premier". Sarà interessante, dunque, vedere quanto peserà la Lega a livello comunale: l'anno scorso, alle politiche, aveva raccolto pur sempre il 9,3% in tutto il comune di Campobasso, non male per essere il debutto... 

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