lunedì 25 maggio 2020

Autonomi e Partite Iva: "Basta con la delega, se si vuole cambiare"

Le partite Iva, magari pronunciate tutte insieme senza prendere fiato (partiteiva): queste almeno dalla metà degli anni '90, vale a dire dopo la prima vittoria berlusconiana, si sono personificate, diventando una delle categorie da considerare, ma più spesso - per quel che si legge e si sente - da spremere, vessare, ignorare. Non stupisce, dunque, che nel corso del tempo determinati partiti abbiano cercato di rivolgersi con le loro proposte al "popolo delle partite Iva", fino alla nascita di un movimento che portava proprio questo nome (con relativo contenzioso su chi avesse poi titolo di utilizzare la dicitura "Popolo partite Iva"). Nessuno, tuttavia, ha e può avere il monopolio di rappresentazione di una categoria, così il 17 aprile 2018 a Milano è nata l'associazione Autonomi e partite Iva, che in base al suo atto costitutivo "ha finalità di carattere culturale, sociale e politico per la diffusione della cultura, dello sviluppo e del rispetto delle attività autonome, artistiche, professionali, imprenditoriali, esercitate individualmente o in forma societaria".
L'associazione, presieduta da Eugenio Filograna, si qualifica come "movimento politico-culturale nato per autorappresentarci nelle istituzioni dello Stato": nel parlare al plurale - "Insieme siamo più di 8 milioni in Italia" - si riferisce alla pletora di "Autonomi e Partite IVA (artigiani, commercianti, professionisti e società, micro, piccole,medie e grandi)". Il movimento punta a "produrre norme orientate alla centralità della libera imprenditoria", agevolando la nascita di nuove iniziative private attraverso norme adeguate, riducendo il cuneo fiscale e creando "elementi normativi che permettano la migliore competitività commerciale nazionale ed internazionale di tutti gli Autonomi e Partite IVA": la filosofia economica alla base di queste proposte sarebbe "un vero e sano liberismo economico", visto come soluzione ai problemi dell'Italia.
Il movimento ha stilato un programma articolato, che vorrebbe l'abolizione completa del minimale Inps e di ogni forma di tassazione per le piccole partite Iva (fino a 100mila euro) e un regime decisamente agevolato per quelle fino a 350mila) e, per entrambe le categorie, la sanatoria dei debiti iscritti a ruolo fino a 200mila euro (e un regime comunque meno severo per i debiti oltre quella quota e per le altre categorie di partita Iva); sarebbe prevista pure la possibilità per i dipendenti dei titolari di partita Iva di ridurre la propria retribuzione rispetto alle previsioni del contratto collettivo per aumentare la competitività dell'impresa e una flat tax al 20% per le imprese con fatturato oltre 350mila euro annui. Altre norme dovrebbero comunque essere emanate nell'ottica della semplificazione delle procedure e del rafforzamento della posizione nei confronti del fisco: tra queste, l'impossibilità per l'ente pubblico di impugnare una decisione di primo grado - si immagina in materia tributaria - in cui risulti soccombente, la condanna alle spese dell'erario in caso di annullamento di una cartella e la costituzionalizzazione dei diritti del contribuente. Si suggerisce pure una reintroduzione dei voucher per le partita Iva fino a 350mila euro annui, con meno vincoli e procedure meno complesse.
Stanchi di atteggiamenti che non esitano a definire come "pregiudizio fiscale" e "invidia sociale" nei loro confronti, gli Autonomi e partite Iva hanno scelto di organizzarsi anche per rispondere ai problemi legati a questo periodo e alla pandemia da Coronavirus: ritenendo di avere di fronte "un Governo incapace ed inadatto a gestire le cose più semplici", pensano che la risposta migliore sia fare fronte comune e coeso. "I partiti di ieri ed oggi - ha scritto sul sito il presidente Filograna il 3 maggio - si sono dimostrati incapaci di capire le priorità delle scelte, a tal punto da averci indotto ad una situazione così grave da aver costretto a chiudere l’attività circa tre milioni di nostri colleghi sino ad oggi, e forse un altro milione nei prossimi mesi". Se così è, per il fondatore del movimento (assieme ad altre tre persone) diventa essenziale "delegare la rappresentanza politica solo al nostro partito, il cui nome è Autonomi e partite Iva".
Se già lo scorso anno si pensava alla partecipazione ad alcune tornate elettorali (in particolare a quella regionale calabrese, poi tenutasi alla fine di gennaio), cosa che finora non si è concretizzata. Il simbolo, in ogni caso, è già pronto e definito fin dal 2018: nello statuto è definito come "cerchio con bordi verde e bianco, con all'interno un domino stilizzato, composto da quattro tasselli che, da sinistra a destra, sono di colore verde, bianco, rosso e bianco; quest’ultimo rappresenta la lettera 'I' di Iva, dall'alto verso il basso, su righe alternate la scritta AUTONOMI E (su sfondo verde), PARTITE IVA (su sfondo rosso) di colore bianco e con font LATO su alcune parole un po' stirato. Una grafica bianca separa lo sfondo verde da quello rosso". 
Così, l'idea del domino - per dire che se cade un lavoratore autonomo possono cadere tutti, perché tutto si tiene - potrebbe approdare sulle schede. Nelle settimane scorse era pure prevista una manifestazione il 26 aprile in piazza della Scala a Milano, a sostegno dell'iniziativa privata: quell'evento era stato pensato assieme al movimento politico 10 volte meglio e, nelle settimane scorse, era persino stato preparato un simbolo composito, che inseriva quello degli Autonomi e partite Iva all'interno di quello di 10VM, con la comparsa di un'ape sul fondo arancione (forse per indicare l'operosità dei protagonisti di quell'operazione). A fine febbraio erano state unite anche le pagine Facebook degli Autonomi e di 10 Volte Meglio; proprio oggi, tuttavia, la pagina degli Autonomi e partite Iva ha ripreso il suo nome originario (con l'aggiunta del nome del leader Filograna) e già da marzo 10VM aveva ricreato la sua pagina Fb. L'idea di partecipare alle elezioni, in ogni caso, per gli Autonomi e partite Iva non è stata messa da parte: lo spostamento del voto a settembre consente al movimento di iniziare a prepararsi, se vorrà sfruttare l'occasione.

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